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Per aiutare i giovani a diventare veri Uomini
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Con sempre maggior evidenza, ormai purtroppo quotidiana, è possibile constatare come la nostra società, vittima di sé stessa principalmente, e solo successivamente della totale mancanza di guide e modelli da seguire, si ritrovi oggi allo sbando più totale, in marcia forzata verso un baratro anche solo impensabile fino a qualche decennio fa (è il corso perseguito attraverso la ormai celeberrima finestra di Overton). Gli ultimi articoli di costume, così ben tratteggiati dal nostro Dal Bosco, servono allo scopo di incutere un sano timore verso quelle che fino a poco tempo fa venivano considerate vere e proprie aberrazioni, mentre oggi godono di uno status (quasi) legislativo.

Siamo al limite della follia. Quando Nazioni e Governi permettono, favoriscono e proteggono il suicidio di massa e delle anime, l’inevitabile fine verso cui si dirigono è il collasso e la distruzione. La storia antica lo ha sempre insegnato. A maggior ragione oggi: dopo 2000 anni di cristianesimo, ovvero dopo che la Verità si è a noi manifestata in perfezione con la venuta di Cristo, urge notare come la parabola della nostra civiltà occidentale abbia fatto il suo ritorno verso un punto di azzeramento, e, dopo una fase chiaramente ascendente che si spinse perlomeno fino al quindicesimo secolo (quando i nemici erano ancora impossibilitati ad agire liberamente), da quel preciso momento storico abbia via via, a passi sempre più spediti, nel corso dei successivi 500 anni, iniziato a volgere verso il basso, toccando oggi un punto di quasi non ritorno.

Sono i moti di sovversione dell’ordine descritti perfettamente nell’Apocalisse, di liberazione dall’abisso in cui le tenebre hanno sostato per mille anni (dalla conversione di Clodoveo alla scoperta delle Americhe / Isabella la Cattolica), così ben illustrati da Delassus nel suo Il problema dell’ora presente e da don Nitoglia in Forze occulte della sovversione.

Quei mille anni di respiro (anche se, come dimostra il Pinay in Complotto contro la Chiesa, non mancarono anche in quel periodo numerosi attentati all’ordine sociale ed alle istituzioni) permisero la formazione del vero Occidente cristiano. I successivi cinque secoli – di cui la nostra società allo sbando è il perfetto e naturale prodotto – conobbero invece un lento soffocamento per mano di funesti nemici, che usciti dall’abisso trovarono pronti ad accoglierli quinte colonne Deicide ben schierate, che da quindici secoli reclamavano il prezzo di sangue pattuito per il più iniquo dei delitti (d’altronde, la falsa interpretazione che le promesse messianiche dovessero compiersi con potenza e gloria terrena, la lettura materiale delle antiche profezie è interpretazione propria del maligno, giustappunto giudaica).

Quelli odierni sono adunque gli inevitabili risultati dell’ultimo tentativo di ribellione a Dio.

Ciononostante, siamo ancora qui, perché “Non appartiene a voi sapere i tempi e i momenti che il Padre ha ritenuti in poter suo” (Atti I, 7) e le promesse di Cristo non verranno mai meno. Il nostro compito è allora quello di umiliarci ed attendere a compiere la nostra missione meglio che possiamo.

Nel tentativo dunque di riequilibrare le sorti della nostra civiltà che corre verso questo provocato suicidio – termine inevitabile per un mondo che ha rigettato l’unica Verità – è necessario, oggi più che mai (è perlomeno doveroso provarci), fornire qualche esempio edificante, soprattutto per le giovani generazioni, che più di tutte vivono inconsapevolmente immerse in un mondo siffatto senza rendersi conto delle sue conseguenze (l’aspetto più inquietante tra tutti). È proprio la mancanza di un campanello di allarme difatti, di freni inibitori, a condurci nel burrone. Questi “freni” – la morale, il candore, la decenza dei costumi e il dominio di sé – sono stati “scientificamente” rimossi da quelle centrali sovversive di cui sopra e che su EFFEDIEFFE, ormai da anni, tentiamo di denunciare per nome e cognome.

Ora, come nuovo contributo a questo tentativo di “difesa”, in cui molte famiglie oggigiorno si agitano con grande preoccupazione ma pochi mezzi, e per lenire la mente e lo spirito dei nostri lettori, desideriamo presentare al nostro pubblico due “piccoli”, nuovi capolavori di don Curzio Nitoglia, dedicati a quel grande modello per le anime e le menti che fu San Tommaso d’Aquino, e scritti da Nitoglia appositamente per i tempi di confusione che stiamo vivendo.

La confusione e l’errore vengono debellati solo grazie ad un’estrema chiarezza di intenti e di orientamento, ed attraverso la verità tutta intera, non adattata per cercare gli applausi degli uomini con la segreta speranza di piacere loro.

Nessuno meglio di Fra Tommaso sarà capace di insegnarci queste grandi virtù, le stesse che conobbe e praticò San Pietro davanti alla moltitudine di giudei di Gerusalemme. Grandissimo campione di chiarezza fu l’Aquinate, e se certamente non serbava rancori o invidie, non fu mai privo di carattere militante, non tollerava la confusione tra verità ed errore e non rifuggiva dalla battaglia per la difesa della Fede, anzi, ha passato la maggior parte della sua vita a confutare errori.

È per tale motivo si può affermare che “il ritorno a S. Tommaso non sia mai stato più urgente e necessario di oggi, se si vuol sormontare lo smarrimento pericoloso degli spiriti di cui molti cristiani e soprattutto teologi offrono lo spettacolo deprimente”. Non a caso, due monumenti alla resistenza contro lo sfacelo moderno, così si espressero: “S. Tommaso è il più saggio dei santi e il più santo dei saggi” affermò Pio XI. “Ogni articolo della Somma Teologica è un miracolo”, sentenziò Leone XIII.

Breve vita di San Tommaso
  Breve vita di San Tommaso d’Aquino
Il primo dei due testi sull’Aquinate che oggi presentiamo al nostro pubblico a firma di Nitoglia, Breve vita di san Tommaso – Per capire meglio la sua dottrina, in 70 pagine compendia brillantemente numerosi testi sulla vita del Santo – sia classici che moderni che contemporanei – e “prepara” ed introduce il lettore al secondo libro di don Curzio che lanciamo in contemporanea, Commento alle XXIV Tesi del Tomismo, pensato specialmente per aiutare i giovani nel percorso della loro formazione.

Gustando la breve vita dell’Aquinate sarà evidente come S. Tommaso avesse “il culto dell’oggettività della verità, del primato dell’essere, della vita moralmente virtuosa e della capacità logica dell’uomo di conoscere con certezza l’essenza delle cose”.

L’esempio di questo uomo saldo e virtuoso, pratico e mai intellettuale, dal carattere così ardente ma mai impetuoso, può essere per noi e per i nostri ragazzi un imprinting determinante per indirizzare la loro e la nostra vita verso la sobrietà ed il dominio di sé, oggi scientificamente combattuto con ogni genere di propagande aberranti e di mostruosità.

L’invito di Nitoglia, rivolto soprattutto ai terrorizzati genitori che giustamente soffrono al pensiero di mandare i loro figli a scuola (un traguardo prevedibile della sovversione) ed addirittura, in certe diocesi, allo stesso Catechismo (realtà questa molto più agghiacciante visto che un tempo era l’unico luogo sicuro a cui affidare i nostri ragazzi), rientra in quel fondamentale convincimento che “senza metafisica (intelletto) crolla la morale (volontà)” e che tale, gravissima mancanza spalanca progressivamente le porte alla regressione dell’uomo verso livelli di irrazionalità e mollezza volitiva proprie del regno degli animali.

Lo studio – proporzionale alle nostre facoltà – di san Tommaso, può essere un rimedio efficacissimo, una medicina di fondamentale importanza per tutte quelle realtà famigliari che non vogliono assoggettarsi a questa situazione. Per tale motivo oggi, con la presente proposta editoriale, desideriamo proporre al lettore un nuovo strumento di difesa per rafforzarlo in questa strenue resistenza.

“S. Tommaso – scrive Nitoglia invocando un rimedio allo sfacelo odierno – allora ci insegni ad amare lo studio come mezzo per giungere alla vita contemplativa, sia gettando luce sulla realtà divina da contemplare, sia col preservare gli altri dagli errori in cui si cadrebbe facilmente senza la conoscenza della sana teologia. Lo studio è anche una penitenza e una disciplina di purificazione, poiché preserva la mente dai pensieri inutili e nocivi e castiga il corpo con la fatica che comporta” (S. Th., II-II, q. 188, a. 5).

I piccoli ma gustosi aneddoti sull’esistenza terrena di questo straordinario Santo – che don Curzio ha raccolto e compendiato tanto efficacemente (la personalità, il carattere, le sue “battaglie”, i suoi miracoli e le conversioni che ha operato, i suoi innumerevoli viaggi, ecc.) sono carichi per noi di grandi insegnamenti, e rappresentano un forte monito contro il dilagare della barbarie che ci circonda, con l’invito a voler partecipare alla fortezza ed all’esercizio delle virtù che sempre, fin da fanciullo, contraddistinsero l’Angelico, che scelse la via della santità da vero uomo libero, impiegando nel migliore dei modi le facoltà donateci da Dio e da cui scaturisce la vera dignità dell’uomo, ovvero la resistenza al peccato, soprattutto quello legato alle tentazioni dei bassi istinti, che vanno dominati per innalzare il nostro sguardo al Creatore.

Commento alle XXIV Tesi del tomismo
  Commento alle XXIV Tesi del tomismo
Il secondo testo, Commento alle XXIV Tesi del tomismo, straordinariamente curato da don Curzio, permetterà al lettore di gustare, con grande chiarezza espositiva, il Tomismo verace ed originario imparando ad amarlo come l’argine ad ogni errore antico rivestito di nuovo. Il trattato, grazie alla grande chiarezza espositiva che caratterizza sempre gli scritti di don Nitoglia, è perfettamente leggibile da qualunque lettore, senza necessità di alcuna preparazione filosofica e consigliato anche e soprattutto ai giovani. Anzi, è stato scritto e pensato proprio a questo scopo.

Cosa sono le “XXIV Tesi di San Tommaso”? Queste Tesi nacquero dietro l’ispirazione celeste di San Pio X, che incaricò nell’inverno del 1914 il padre gesuita Guido Mattiussi di “precisare il pensiero di S. Tommaso sulle questioni più gravi in materia filosofica, e di condensarle in pochi enunciati chiari ed inequivocabili”. In seguito, il 7 marzo 1916, la S. Congregazione degli Studi, a nome del papa Benedetto XV, stabilì che “Tutte le XXIV Tesi filosofiche esprimono la genuina dottrina di San Tommaso e son proposte come sicure (tutae) norme direttive” e che “dovessero essere proposte come regole sicure di direzione intellettuale”.

“Ho scritto questo commento alle XXIV Tesi – precisa Nitoglia – per aiutare i giovani studenti ed i loro genitori a cogliere il vero e ad amare il bene con l’aiuto della filosofia tomistica. Spero che queste pagine li possano far giungere ad essere veri Uomini, ossia animali razionali e liberi capaci di ‘fare il bene ed evitare il male’. Che San Tommaso li illumini e li protegga lungo il corso della vita diventata oggi molto più aspra che nel passato”.

Ora, se vogliamo uscire da quest’epoca di barbarie soggettivistica/freudiana che ci spinge inevitabilmente nell’abisso da cui proviene chi la ispira, cerchiamo, con l’aiuto di Dio, di imitare S. Tommaso. L’unico vero antidoto al veleno intellettuale, morale e spirituale è l’Angelico, nella sua vita da imitare e nella sua dottrina da conoscere e da spiegare agli altri.

Questo è lo spirito che anima i due nuovi testi che oggi pubblichiamo per le nostre edizioni, indirizzati a tutti e specialmente alle famiglie come ai giovani studenti che vogliano aprirsi alla luce dell’intelligenza e dell’amore per il vero ed il bello. Non a caso, la frase di presentazione che abbiamo scelto per questi libri è “Per aiutare i giovani a diventare veri Uomini” e per ‘giovani’ intendendo ormai anche molti adulti.

In San Tommaso, così efficacemente spiegato da Curzio Nitoglia, potremo trovare una guida sicura e soprannaturale per fortificarci e partecipare alla lotta contro gli errori, per difendere e propagandare con correttezza e precisione l’unica Luce in grado di illuminare questo mondo, che le tenebre non riusciranno mai a sopraffare come scrive San Giovanni.

Il tentativo portato dalle centrali della dissoluzione, che agiscono con evidenza manifesta da duemila anni in odio a Gesù Cristo, è da sempre condotto con l’unico scopo di separare il creatore dalle sue creature. Ai nostri giorni, l’aggressione di questi satanici sovvertitori è mirata quasi ad un tentativo di “riprogrammazione” dell’uomo, ed è scagliata con ferocia verso creature sempre più indifese, oggi fin dentro le culle, con sempre maggiore impotenza da parte dei custodi di queste anime (genitori, sacerdoti).

È una battaglia “finale”.

Il compito di tutti noi è dunque impedire che questi operatori d’iniquità e di scandalo abbiano vita facile già in questo tempo, ed è necessario organizzare veramente bene questa difesa.

Per farlo, per prima cosa dobbiamo costantemente basare la nostra speranza nella vittoria, ovvero nelle parole del divin Maestro: “abbiate fidanza: Io ho vinto il mondo” (Giov. XVI, 31), e per “mondo” N. S. intendeva tutto ciò che è opposto alla volontà di Dio e cerca di allontanare gli uomini da Dio.

Padre Sales, nella versione dei Vangeli di cui abbiamo iniziato recentemente la pubblicazione, commenta il passo di Giovanni nel seguente modo: “Per mezzo della grazia di Gesù noi potremo superare tutte le difficoltà, e vincere tutte le tentazioni che possono provenire dal mondo”.

E con il prezioso aiuto di San Tommaso, in qualità di intermediario, vero sacerdote, modello e maestro delle giovani menti, qualcosa riusciremo sicuramente a realizzare fin da subito.

Domandiamo di aiutarci il più possibile con la diffusione di questi testi, anche presso famiglie, parenti ed amici.

Ringrazio come sempre i lettori per l’affetto e l’attenzione che continuano a portarci.

Lorenzo de Vita



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