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«Spaghetticons», antidoto alla mistificazione
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Il direttore di questo sito, caro amico con cui ho condiviso diverse battaglie culturali e tanti momenti di piacevole e costruttiva convivialità (belli, i tempi di Platone, quando ci si riuniva a cena per filosofare…), ospiti della squisita coppia de Fina e signora, mi sollecita a scrivere una recensione dello stupendo libro di Luigi Copertino, «Spaghetticons. La deriva neoconservatrice della destra cattolica italiana» (Il Cerchio, Rimini, 2008, pagina 204, euro 18).
Alla fine, vista la stimolante insistenza di Blondet, e lusingato dal suo immeritato giudizio su mie vere o presunte competenze sull’argomento, cedo.
Ma lo faccio con riluttanza e dolore, viste le vicende personali, umane e politiche che mi hanno profondamente toccato e che stanno in qualche modo dietro alle pagine di questo esplosivo
libro-inchiesta.

Oltre che uno dei miei più cari amici - fatto che non si accorda ad una mia imparzialità nella recensione - Luigi Copertino è stato uno dei protagonisti (insieme allo stesso Blondet, a Matteo D’Amico, a Davide Sabatini e a tanti altri che non ho spazio per citare ma che tutti insieme ringrazio e con affetto ricordo) della breve ma esaltante avventura della rivista «Alfa e Omega», da me fondata e diretta per soli cinque numeri, prima che un’operazione orchestrata dalla solita banda cristianista - e appoggiata da qualche squallido traditore e opportunista - la mettesse a tacere.
Sui pochi numeri di quella rivista, fra il 2004 e il 2005, Copertino ha sviluppato lo scottante tema del neoconservatorismo, fatto proprio, in Italia, da gran parte di quella che può essere definita «destra cattolica», passata armi e bagagli da monsignor Delassus, dal cardinale Pie, dai Vandeani e dai Cristeros al culto della setta giacobino-trotzkista israelo-americana e del liberismo shivaita della «distruzione creativa» («ordo ab chao», vecchio slogan e principio massonico), da essa propugnata.
Quegli scritti di Copertino suscitarono enorme scalpore: nevrastenica rabbia negli ambienti teocon, smascherati con incontrovertibile acribìa, ed entusiasmo fra tanti cattolici tradizionalisti e non, rimasti frastornati dal «contrordine, compagni» effettuato da tanti gruppi e personalità di quel frastagliato ambiente.

Nocciolina sulla torta - e scandalo supremo - fu il convegno proprio sulla «deriva neocon» che, grazie alla mia collaborazione di allora, come addetto-stampa, con la Vicepresidenza della Camera dei Deputati, riuscì ad organizzare all’interno del «Palazzo», e a cui parteciparono, come relatori, Maurizio Blondet, Agostino Sanfratello e, appunto, Luigi Copertino.
Il quale, una volta traumaticamente conclusa l’esperienza di «Alfa e Omega», ha continuato e approfondito il suo studio sul fenomeno in questione, di cui ora «Spaghetticons» costituisce una prima, importante sistematizzazione.

Lo ripeto, scrivo queste righe con l’angoscia nel cuore e con istintiva refrattarietà.
La lettura del volume mi porta inevitabilmente a pensare, con vivo dispiacere, a un etat d’esprit diffusosi fra cari amici, persone importanti se non decisive nel mio percorso spirituale: un sacerdote - quello che mi ha sposato - ridottosi a cantare le glorie di Bush, eroe guerriero dell’Occidente (1); un ragazzotto abruzzese - i cui articoli dovevo correggere grammaticalmente e «tradurre» in italiano, per poterli inserire su A&O - lesto nel pugnalarmi alle spalle; un altro pischello datosi al parricidio ideologico, dal momento che, entrato alla corte dello straussiano direttore del «Foglio», ha rinnegato tutto quanto fatto dall’augusto genitore (una delle principali figure del tradizionalismo cattolico italiano), oltre che, ancora una volta, partecipare al piano di soppressione di A&O;
un vecchio amico milanese, infine, a cui fui grato per l’aiuto resomi nei primi passi della mia conversione, ora diventato un nauseabondo cantore del nuovo «sacro romano impero» israelo-americano.

Così, chiedendo scusa ai lettori per questa impronta personale data a un pezzo che dovrebbe essere asetticamente oggettivo [ma la «colpa» - lo ripeto - è di Blondet, che mi ha affidato tale pratica, credendomi, bontà sua, un esperto sull’argomento, mentre invece non sono che un povero e ignorante addetto-stampa, il cui unico «merito» è di «fagocitare» quintali di giornali ed agenzie, segnalando le cose interessanti a chi è in grado di commentarle con competenza], cercherò di fornire qualche ulteriore nota di lettura al testo di Copertino, augurandomi e sollecitandone la più ampia diffusione.
Sostenuto da una profonda conoscenza nel campo della filosofia politica, della teologia e della dottrina sociale della Chiesa, l’autore, in dodici densi capitoli analizza il fenomeno del passaggio dei maggiori gruppi della «destra cattolica italiana» (2) alla propaganda neocon, o meglio alla sua variante teocon, allestita per allineare i cattolici alla crociata dell’Occidente «cristiano» (in realtà nichilista, shivaita e giudaizzato) contro il mondo islamico, reo di opporsi al modello di pirateria liberista planetaria.

Copertino spiega la storia di questa - riuscita - manovra; prende in considerazione le lobby che l’hanno attuata, in modo particolare la setta TFP e le sue affiliazioni italiane (3), ne illustra le ricadute su altre compagini (illuminante il capitolo su Comunione e liberazione) e ne riscontra le origini ideologico-strategiche nella dottrina dell’ebreo maimonideo Leo Strauss, il filosofo della menzogna come nucleo fondante della politica, colui che ha trasportato i filosofi della «Germania segreta» (Nietzsche, Heidegger, Schmitt) nell’alveo del «paleo-conservatorismo» statunitense (già di per sé infettato, vista la matrice anglo-puritana), per farne l’ideologia del «Quarto Reich»
us-raeliano.

Altrettanto istruttivo il capitolo sui sicari del crimine organizzato sionista, riuniti in potenti «think-tank» come l’American Enterprise Institute: l’analisi del «machiavellico» Ledeen, in modo particolare, dimostra la capacità argomentativa e il bagaglio scientifico dell’autore.
In definitiva, un testo da leggere e far leggere.

Per capire che la kippà di Fini e di Gianni Askenazo, il culto a Sant’Oriana celebrato nella Lateranense (il cui rettore, monsignor Rino Fisichella, ha ultimamente paragonato la megera fiorentina a… Santa Caterina da Siena!), la proskùnesis di Ratzinger di fronte a Bush non sono frutto di una follia collettiva, ma la realizzazione di un piano orchestrato dai servi del princeps huius mundi, bugiardo e assassino fin dal principio (nei due sensi del termine).

Siro Mazza





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  SPAGHETTICONS

La deriva neoconservatrice della destra cattolica italiana


(pagine 202, euro 18,00)





1)
Gianni Baget Bozzo, «Onore al guerriero dell’Occidente», il Giornale, 11 giugno 2008.
In precedenza lo stesso personaggio aveva paragonato Ariel Sharon a Goffredo di Buglione e aveva visto una continuità fra lo Stato terrorista israeliano (avamposto - ça va sans dire - dell’Occidente…) e il Regno crociato di Gerusalemme. Il delirio di don Gianni si spiega solo secondo l’antico motto «Quos Deus vult perdere, prius dementat». Evidentemente, il vizio pederastico del consigliere spirituale del cavaliere alla lunga gli ha nuociuto psicologicamente. Dicendo questo, preciso due cose: innanzitutto, quanto affermo non è un pettegolezzo, ma frutto di esperienza diretta, essendo stato io stesso oggetto di affettuose attenzioni da parte del vecchio sporcaccione. Ovviamente respinte e ovviamente dopo il mio matrimonio (altrimenti avrei scelto all’uopo un altro prete). In secondo luogo, a tutte le anime belle che mi hanno giudicato un cattivone per ciò che ho scritto su Magda Cristianista S-Allam, tengo a dire che, per mie vicende personali e professionali ciò che affermo lo dico a ragion veduta, perché «ho visto - e sentito - cose che voi umani non potreste neanche immaginare». E di cui non posso parlare, per non fare una brutta fine: ho una famiglia da allevare e da accudire. Ma sappiano questi bravi cristianucci che quando dico una cosa, lo faccio con sicura certezza!
2) Occorre tuttavia precisare che un valente gruppo di «apoti» non ha risposto all’appello. Mi piace qui segnalare la rivista «Instaurare» di Udine, diretta dall’ottimo Danilo Castellano, il miglior filosofo della politica cattolico oggi in Italia, il gruppo di «Identità Europea» di Adolfo Morganti, Francesco Mario Agnoli e Franco Cardini (autore di una sferzante prefazione) e personalità come Vittorio Messori e don Ennio Innocenti. Oltre, ovviamente, allo staff di questo sito.
3) In tal senso, rimando alla sconvolgente inchiesta che in questi giorni l’amico Miguel Martinez sta svolgendo sul suo blog: http://kelebek.splinder.com/


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