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Chi era fra’ Daniele Natale?
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Appuntamento ormai mensile, in questo fine ottobre 2021 Effedieffe pubblica un nuovo testo e lo porge all’attenzione dei suoi lettori.

L’autore commenta: “Non scema mai l’emozione della nascita di un libro”.

Lui è un vero figlio spirituale di padre Pio, oggi alla sua quarta opera con le nostre edizioni dopo Padre Pio – Le verità nascoste (2016), Il I° libro dei miracoli (2017) e Il ritorno di Padre Pio (2019).

Con La straordinaria avventura di F. D., nuovamente attraverso lo pseudonimo di Gedeone La Spada (essendo persona di vita ritirata, vivente a S. Giovanni Rotondo e di età avanzata), questo scrittore, testimonio in prima persona per diretta conoscenza dei fatti, ci narra la vita e i miracoli accaduti attorno ad un altro cappuccino, Fra’ Daniele Natale, confratello e figlio spirituale di Padre Pio, il quale ha proseguito la missione del Santo con le stigmate dal 1968, anno della morte di Padre Pio, fino alla propria morte, avvenuta nel 1994.

Fra’ Daniele Natale è pressoché ignoto al grande pubblico, nonostante al suo fianco la presenza spirituale di padre Pio sia stata grandissima: “Dove vai tu vado io. Va’ e parla in mio nome: quello che dirai tu lo dico anch’io. Dove vai, porta la mia benedizione” — gli comandò il santo stigmatizzato. Quella di fra’ Daniele, da parte di padre Pio, è stata un’“investitura” in piena regola.

Ciò detto, nessuno o quasi nessuno conosce fra’ Daniele Natale. Certamente la cosa fa riflettere, — d’altronde ancora oggi vi sono cappuccini della Provincia monastica di padre Pio che quasi non conoscono nemmeno padre Pio, e tantomeno fra’ Daniele. Ad eccezione delle feste comandate, di loro non si parla quasi mai.

In questi ultimi anni, attraverso le opere di Gedeone, siamo certi di aver portato un felice contributo contro l’atmosfera dei divieti, delle inibizioni, delle smitizzazioni che da cinquant’anni circondano padre Pio e in questo caso quello che può essere definito, con verità, il suo discepolo prediletto.

Così, in questo periodo in cui noi cattolici ancora celebriamo la festa di Ognissanti, e non quella delle streghe e dei maghi, non potevamo domandare qualcosa di più alla Provvidenza.

Fra’ Daniele — un albero spirituale, ricco di frutti e di beltà

Nato nel 1919 a san Giovanni Rotondo, Daniele Natale era un vero pastorello (come i veggenti di Fatima, di La Salette e come lo erano le fanciulle di Garabandal). Fino a tredici anni restò presso la casa paterna aiutando i genitori e facendo per conto di altri il pastore di greggi.

Poi un giorno, precisamente nella notte del 12/13 maggio del 1933, il piccolo Daniele viene chiamato direttamente da Gesù attraverso una locuzione interiore, che gli dice: “Seguimi nell’Ordine di San Francesco, tra i Cappuccini”.

Come faccio? – rispose Daniele – devo lasciare le pecore, papà e la mamma…”.

Ti dò per mamma la mamma mia — lo conforta Gesù. Sarà per te Mamma, Maestra, Guida e difesa. (...) Ricorri a Lei, non agli uomini, altrimenti rimarrai deluso”.

Chiamata subitanea e folgorante, alla quale non si deve porre ostacolo, come la mistica insegna (lo stesso fra’ Daniele racconterà agli amici che anche i genitori, titubanti, furono vinti dalla stessa Voce: “Non ostacolate la vocazione di questo ragazzo, altrimenti sarete puniti”).

Accolto nel Convento Cappuccino di Vico del Gargano per il primo anno di postulato, qui, di fronte all’immagine della Madonna col bambin Gesù, San Francesco e l’angelo custode, Daniele disse a sé stesso: “Solo da morto uscirò dal Convento”. Nel novembre del 1934 vestì l’abito da terziario e gli fu imposto il nome di “fra’ Daniele”. Da questo momento ha inizio la sua straordinaria vita.

Nel turbinio del secolo che viviamo, ove domina la geo-politica, l’economia, il modernismo e lo spettacolo, il nome di Fra’ Daniele Natale suscita immancabile la domanda: “Chi è costui?...”.

Autentico testimone della santità ordinaria; uomo di buona volontà, virtuoso nascosto, vero discepolo di padre Pio ed apostolo della “piccola via”. Questo è stato fra’ Daniele.

Dal suo esempio di vita è possibile apprendere l’essenza della spiritualità francescana — oggi contraffatta e snaturata —, la quale è fatta di atti semplici e parole comuni, ma con un significato immutabile: la fede in Gesù Eucarestia e nella Madonna, fede profondamente vera, gioiosa ed appassionata: “Gesù nell’Eucarestia – diceva fra’ Daniele – è Gesù crocefisso, sofferente ed abbandonato”.

A fianco di fra’ Daniele, ricorda l’autore, «sembrava di vivere in un’altra dimensione, ove la sofferenza è un peso leggero e la fiducia in Dio è travolgente».

Le indagini scientifiche fatte a Lanciano sull’Ostia mutata in carne, confermano clamorosamente che quella carne “è tessuto striato del miocardio di un uomo vivente, in estrema sofferenza” e Fra’ Daniele, come il suo padre spirituale stigmatizzato, sentiva e viveva tutto il dolce peso di questa sofferenza d’amore.

Animato da fedele zelo per la gloria di Dio e per la salvezza delle anime, dopo la comunione eucaristica rimproverava la trascuratezza usata verso Gesù nel ringraziamento frettoloso e nella troppa importanza data alle cose del mondo (gli appuntamenti fuori di Chiesa). Ricordava come S. Teresa rivelasse che “il momento dopo la santa comunione è il più prezioso della vita!”.

Così anche fra’ Daniele raccomandava il ringraziamento dopo la comunione con queste parole: “È l’occasione favorevole per chiedere senza paura, senza limitazione. Chiediamo per il corpo, per l’anima, per vincere le passioni, per i nostri cari, per il trionfo della Chiesa, per la nostra santificazione… Quante cose ci sono da chiedere a Gesù eucarestia… e noi, distratti e freddi, dopo pochi momenti, non sappiamo dire più nulla...”.

Fratello mio – diceva –, il ringraziamento più bello ed utile è il proposito fermo di cambiare vita, vincere qualche passione per amore di N. S. Gesù. Fa’ anche tu così!”.

Stralciamo qualche piccolo esempio dal libro, che ne contiene tanti. Ammettiamo che anche noi non conoscevamo la figura di questo frate cappuccino — vittime a nostra volta dell’ignoranza che spesso circonda i tesori nascosti di Dio. Dopo aver letto ed approvato lo scritto, ci siamo posti il dovere di proporlo ai nostri lettori, conoscendoci tutti amanti della tradizione e della serietà dommatica e teologica; siamo persuasi che la sua divulgazione andrà a vantaggio di ogni fedele che desideri percepire, anche da questo luminoso esempio di figlio di S. Francesco, un raggio di Luce soprannaturale capace di trasmettere la profonda gioia dei santi, scopritori della prima e della seconda vita, veri amanti di Dio e del prossimo.

Fra’ Daniele, verace figlio della spiritualità francescana, e non di quel mondano ecologismo panteista oggi predicato sin dai vertici della Chiesa e di moda negli ambienti anticattolici, amava la natura creata e si incantava nel mirarla. Racconta l’autore Gedeone:

«Per respirare un po’ d’aria un pomeriggio di primavera [fra’ Daniele] mi chiese di accompagnarlo lungo le pendici del Monte Nero, l’alta collina che sovrasta S. Giovanni Rotondo. Nel mirare il paesaggio in quel tramonto di bellezza indescrivibile, diceva a me e a mia moglie: “…Vedete, Dio non è lontano dall’uomo, è con noi da sempre. La Sua presenza l’avvertiamo nella creazione. La sacra Scrittura completa il discorso dei monti, dei mari, degli astri. Vedete – diceva – il mistero della creazione trova nella Bibbia il libro degno di essa e la Bibbia trova nella natura la testimonianza”».

La natura, come insegnava fra’ Daniele, ci dice che Dio è Dio e che l’uomo non è Dio. Sembra una ovvietà, ma non è così. Affermare che Dio è Dio, significa entrare in una pace suprema, credere che tutto è regolato dalla Sua Onnipotenza. Affermare che l’uomo non è Dio, significa accettare il nostro limite, amare il proprio destino, la propria realtà, la propria povertà.

Questo è uno dei piccoli saggi della serenità che fra’ Daniele sapeva trasmettere di mezzo alle agitazioni della modernità, della pace che sapeva donare nelle turbolenze della vita, del desiderio di affidamento alla Provvidenza con abbandono totale e confidente.

«Abbiamo una mamma vera, che ama ognuno come fosse il suo figlio unico — diceva fra’ Daniele —. Ricordati che il Signore è veramente signore e non si fa vincere da noi in generosità».

L’autore, chiamato a dare un resoconto preciso sulle virtù di fra’ Daniele, conclude così la testimonianza:

«Ripercorrendo quei giorni con la mia memoria, — la confidente familiarità con Fra’ Daniele è ancora oggi evocatrice di emozioni, commozione, insegnamenti e riconoscenza. Le quattro paginette consegnate alla “Causa di Beatificazione” sono assolutamente insufficienti per descriverne la persona, l’animo, l’apostolato di conversione e i miracoli. Quant’altro ancora ci sarebbe da dire a gloria di Dio…».

Difatti la vita di fra’ Daniele rimane un grande libro aperto, di cui sono state lette solo alcune pagine.

Il cappuccino Fra’ Daniele, tra i confratelli ed i figli spirituali di S. Pio da Pietrelcina che hanno varcato il muro d’ombra per le plaghe della luce – come testimoniò il poeta Giovanni Scarale, coraggioso patrocinatore della causa di P. Pio – è colui che ha lasciato il profumo di santità più intenso e ricercato”.

Egli ha proclamato a voce bassa e con grande efficacia (a noi che viviamo nel mondo, condizionati da mille impegni e distratti da una realtà da cui è difficile sfuggire), come sia vitale impegnarci per “la vita oltre la vita”, cioè per la vita seconda, quella eterna.

Sul Gargano, sempre vicino a Foggia, S. Michele Arcangelo apparve 1400 anni prima di Padre Pio (nel 520-530) laddove oggi sorge il santuario eretto in suo onore.

Chi come Dio? fu il grido di battaglia con cui Michele debellò Lucifero e i suoi seguaci e riunì attorno a sé gli Angeli fedeli. Questo grido è un atto d’umiltà, è una protesta di fedeltà, è un grido d’amore, è un programma di vita. Seguiamolo e facciamolo sempre più nostro.

San Michele, Padre Pio e fra’ Daniele, ci assistano dal Cielo nella battaglia che dobbiamo combattere.

L’Editore


(La straordinaria avventura di F. D., 128 pp., 165x240mm)
 
14,70 euro
16,00 euro
(sconto speciale per i lettori EFFEDIEFFE fino al 14 novembre)

 

 

  EFFEDIEFFE.com  

 Un testo da leggere e collezionare, molto utile per comprendere e combattere il piano d’azione della setta anticristiana: distruzione della città cattolica, edificazione della città massonica, per instaurare il socialismo universale.

 
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