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Complotto contro la Chiesa
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Esistono libri che sarebbe preferibile non commentare in tempi come i nostri, su cui sarebbe saggio far cadere una sorta di dimenticanza programmata nella speranza che passino “inosservati”, affidando alla provvidenza le righe che contengono. In un mondo che ha fatto di una presunta “libertà” un perfetto strumento di oppressione dell’anima e delle menti, davanti a questi libri sarebbe “consigliabile” girare la testa dall’altra parte perché, per la nostra epoca, è fin troppa la somma di verità che trasmettono.

Nelle nostre vite, quando si incontrano tali libri, sono “loro” che scelgono “noi”, perché hanno già tracciato un solco che dividerà per sempre chi li stampa e li legge da chi si rifiuta di farlo. Se i meritevoli autori che li hanno redatti, in un certo momento della loro vita, hanno percepito un’urgenza vorace nel volerli scrivere, impellente ed incontrastabile, una stilla di quest’animo vigoroso, forse, permane ancora in chi si assume la responsabilità di volerli divulgare e soprattutto in chi, liberamente e coraggiosamente, decide di volerli leggere, custodire e magari tramandare.

La particolarità di questo genere di libri è poi quella di non far girare la testa di chi li legge con trovate e pensieri complessi, dettagli barocchi o capitelli corinzi. Il genere di cui fanno parte è quello, al contrario, della verità “nuda e cruda”, raccontata senza giri di parole od escamotages di sorta. Fraintendere il significato di questi libri è dunque pressoché impossibile anche se, oggi più che mai, indubbiamente l’uomo recalcitra di comprendere per intero la verità di questi argomenti. La verità nuda e cruda stenta ormai ad imporsi nel nostro mondo influenzato, durante molte generazioni, da un cumulo di menzogne e di favole da cui già ci mise in guardia San Paolo: «E non dovete udire le favole ebree, né ubbidire ai comandamenti degli uomini che si allontanano dalla verità». (Lettera a Tito).

L’ulteriore aspetto affascinante di tali testi è che volerli nuovamente diffondere equivale a “resuscitarli”, richiamarli dallo stato di “sospensione”, dal limbo in cui si trovano a causa della troppa “libertà” di cui oggi godiamo. Nel far questo, la mente va nuovamente ai coraggiosi autori che li scrissero, affinché possano tornare dopo decenni a far sentire la loro voce con appelli che, come narrano le cronache appena sussurrate, non poterono mai giungere a destinazione. Ci auguriamo possano farlo oggi, dopo più di cinquant’anni.

Quello che presentiamo oggi può essere a tutti gli effetti considerato uno di questi testi, un vero studio sul problema dell’ora passata, presente e futura, che si iscrive in quella linea editoriale da noi scelta, andando a perfezionare quanto di buono è stato finora realizzato attraverso la collana di Classici che abbiamo lanciato nel 2013. Lo stesso d. Curzio scriverà nella sua nuova introduzione:

«L’Editore EFFEDIEFFE ha ristampato finalmente (giugno/luglio 2015) e meritoriamente l’interessantissimo libro di Maurice Pinay “Complotto contro la Chiesa” (I ed., Roma, 1962). Invito caldamente allo studio di questo libro tutti coloro i quali vogliono capire lo “tsunami” che si è abbattuto nell’ambiente ecclesiale a partire dal pontificato di Giovanni XXIII e come ciò sia stato possibile. Il libro di Pinay completa (aggiornandolo) quello di mons. Henry Delassus (Il Problema dell’ora presente, EFFEDIEFFE, 2 voll., 2014-2015) che spiegava – già nel 1907 – il piano ordito dalla massoneria per distruggere la Cristianità e la Chiesa stessa (si fieri potest)».

Se tutti i testi da noi editati meritano, ognuno singolarmente, un posto nella nostra ridotta selezione editoriale (ridotta perché vagliata col lanternino), il testo che presentiamo oggi merita forse “due posti” nello scaffale delle nostre biblioteche per la chiarezza e l’audacia dei suoi contenuti, caratteristiche queste per noi peculiari e che contraddistinguono con precisione millimetrica la nostra casa editrice nel panorama italiano, che “anela” e “respira” esclusivamente per realizzare questo genere di pubblicazioni.

Non si meravigli il lettore per la caparbietà usata nel proporre i testi che via via in questi anni abbiamo pubblicato. Il nostro intento è sempre stato quello di poter mettere a disposizione del pubblico libri, sia nuovi che di ristampa, su cui basare con fiducia una salda preparazione intellettuale. In tempi tanto incerti, dove l’elettronica ha permesso grandi “libertà” di divulgazione ma per sua stessa natura è soggetta a grandi minacce (l’interruzione essenzialmente) quello che qui abbiamo cercato di intraprendere è qualcosa che potesse sopravvivere, qualcosa che potesse “superarci”; una sorta di minuscola “arca” del libro cartaceo, dove ospitare una lista di testi utili per quest’epoca che vive sotto gravi minacce, e così realizzare un traghettamento culturale utile per una possibile memoria futura, di quali furono le trame e gli errori che portarono al collasso sociale / culturale / antropologico / metafisico che oggi stiamo sperimentando (idealmente, l’intento a cui ci ispiriamo è quello dei monasteri, quando copiarono i classici dell’antichità che rischiavano di andare perduti per sempre. I testi “antisovversivi”, buoni e che trattano bene la verità, rischiano del pari la stessa fine).

Può sembrare un piano ambizioso, forse anche presuntuoso; in definitiva si tratta invece di fare quello che siamo stati chiamati a fare, e neanche per nostro particolare merito. Se dobbiamo farlo, allora è necessario farlo bene e fino in fondo, senza cedimenti. EFFEDIEFFE è questo. Il lettore attento e ben preparato lo sa da diversi anni. Le recenti defezioni (di cui ci rifiutiamo di parlare perché non riguardano il nostro lavoro essendo scelte private dei singoli) non possono scalfire un’eredità culturale della quale ci siamo assunti il compito con determinazione, perché siamo certi che il nostro contributo culturale, un giorno, potrà rappresentare quel granellino a suo modo decisivo in vista di una potenziale riparazione di tempi tanto guasti.

Oggi, con le forze di cui disponiamo, anche grazie al vostro sostegno, abbiamo voluto effettuare una nuova, importante operazione editoriale (ad un prezzo il più possibile contenuto) stampando questo testo unico — non solo scomparso, ma che non poté mai godere di una pubblicazione cartacea: fu difatti “ritirato” dal panorama editoriale a pochi giorni dalla sua uscita a causa della verità “nuda e cruda” che contiene.

Ora, il danno più grande ed efficacemente negativo della propaganda dei dominatori di questo tempo è stato quello di far dimenticare ai cattolici la lotta gigantesca svoltasi nel corso di diciannove secoli tra la Santa Chiesa ed il Giudaismo; il cattolico non sa, non ricorda o totalmente ignora aneddoti importantissimi di questa contesa. Così facendo, la propaganda ha ottenuto un successo di portata incalcolabile nella realizzazione del suo piano di dominio.

Complotto contro la Chiesa è un libro di grande importanza soprattutto in tal senso, per le finestre temporali che riapre su panorami sconosciuti al grande pubblico, per le pagine di storia che rimette in gioco, che re-inquadra finalmente sotto una luce più possibile e logica, riportando alla memoria del cattolico moderno le trame sovversive che nei secoli congiurarono (oggi cogliendone il pieno successo) contro l’ordine e l’armonia che le nazioni, sotto il ruolo-guida della Chiesa, tentarono di realizzare ed organizzare, minate in questi propositi da tentativi sotterranei di distruzione. Benché la materia al fuoco sia secolare ed abbondantissima, questo libro (che potremmo quasi definire una piccola Bibbia del “marranismo”) riesce a dare un quadro di tali vicende oscure in modo pressoché completo ed integro, con un linguaggio diretto ed asciutto.

Un testo per noi tanto più importante perché “sdogana” il concetto di anti-ebraismo paganisteggiante, nazistoide e razziale – da noi sempre rigettato – e lo re-inquadra perfettamente da un punto di vista storico e metafisico, catapultandoci in una sicura descrizione di quella lotta che la Chiesa, nel corso di due millenni, sempre combatté contro il “motore del male e le sue “quinte colonne” nel mondo, ottenendo alterni successi (a seconda degli uomini o dei santi che prendevano parte alla battaglia).

Per le nostre edizioni la sua pubblicazione chiude in qualche modo un cerchio, un punto a cui crediamo di essere giunti dopo diversi anni; in questo trascorso abbiamo accompagnato il lettore passo dopo passo e tanti amici che vedendo il livello a cui è giunto oggi il cattolicesimo, piagnucoloso e prono al potere, si erano da esso allontanati. Attraverso questo nuovo lancio editoriale vogliamo ribadire un concetto fondamentale: la Chiesa non fu mai come oggi ci appare; al contrario incarnò per diciannove secoli quell’UNICO baluardo contro le insidie di un nemico che adesso, è evidente, la tiene in ostaggio per mistero d’iniquità, ma contro il quale non venne mai meno la Sua strenue resistenza — un’opposizione al dilagare del caos che ci ha permesso di arrivare fino ai nostri giorni, purtroppo apparentemente sconfitti. In tale roccaforte – che benché totalmente infiltrata è ancora in piedi proprio perché divinamente istituita – dobbiamo continuare a sperare nonostante tutto. La sua missione (la Chiesa è difatti il Regno dei Cieli) non verrà mai meno, qualsivoglia trama sovversiva la colpisca (e certamente l’attuale è la più diabolica che la sua storia abbia mai conosciuto). Pensare il contrario, ritenere che magari, dopotutto, della Chiesa – di questa Chiesa, di Roma – potremmo fare a meno, è precisamente l’approdo ingannevole a cui vogliono farci giungere i nemici della Verità. Il testo che qui presentiamo lo dimostrerà senza possibilità di smentita. Andrò ora brevemente ad introdurlo.

Gli autori di Complotto contro la Chiesa, un gruppo di alti prelati e laici, si misero a redigere il loro lavoro nel 1960/61 mentre andava inaugurandosi il Concilio Vaticano II, sostenendo di possedere informazioni vitali di prima mano che se veicolate correttamente avrebbero potuto avvertire del disastro che incombeva sul mondo.

Abbiamo prove che attestano cosa sia quel che hanno tramato in segreto gli alti poteri che insidiano la Chiesa. Purtroppo, l’elaborazione di questo libro molto documentato è durata circa quattordici mesi e manca poco all’inizio del Concilio Vaticano II. Che Dio ci aiuti affinché, vincendo tutti gli ostacoli comprensibili, si possa terminare la stampa almeno prima che il nemico possa cagionare i primi danni”.

Per gli autori quello che la Chiesa stava per compiere in vista del Concilio rappresentava una mortale contraddizione della sua più importante missione, ovvero quella di difendere il gregge dai lupi voraci:

«Se la Santa Chiesa giungerà alla stipulazione di un patto col Giudaismo contraddirà sé stessa — lo abbiamo già detto ma ancora una volta lo ripetiamo — e perderà la sua autorità sui fedeli. L’andar così manifestamente contro tutto ciò che è stato stabilito dai precedenti Concili della Chiesa, dalle Bolle Pontificie che hanno trasformato in dottrina tutte le tesi identiche, e da ciò che è stato sempre sostenuto dai Padri della Chiesa — così come abbiamo visto in precedenza — non potrà non esser privo di gravi conseguenze».

Precisando ciò, gli autori, ci hanno ricordato una tragica verità: ogni generosità e tolleranza usata verso il lupo non serve che a rendergli facile la strage delle pecore.

Per suonare l’allarme di quello che si stava preparando a Roma, e per permettere ai futuri pastori come ai fedeli della barca di Pietro di capire, con prove tangibili, il pericolo che “evocato” si stava stagliando all’orizzonte, gli autori hanno ricostruito e collezionato la cronistoria lunga venti secoli di numerosi tentativi di assalto alla Chiesa che precedettero il Concilio Vaticano II ma che a differenza dei tempi nostri, grazie all’intervento di uomini virtuosi e santi, non arrivarono mai alla totale conquista della Cittadella dal suo interno.

«In questo libro, non solo si denuncia la cospirazione che la Sinagoga di Satana ha tramato con riguardo al Concilio Vaticano II, ma si compie uno studio coscienzioso delle congiure anteriori che in oltre diciannove secoli ne costituirono i precedenti, perché quanto accadrà durante il Concilio Vaticano II si tentò ripetutamente nei secoli scorsi e quindi, per poter capire in tutta la sua gravità quello che è accaduto, è indispensabile conoscere gli antecedenti ed anche la natura della “quinta colonna” nemica infiltratasi nel clero, che con documentazione impeccabile viene studiata a lungo nel corso di quest’opera».

Questo fu il principale intento con cui gli autori, dietro lo pseudonimo di Maurice Pinay, scrissero il presente testo: quello di dimostrare che la crisi e la distruzione della Chiesa che la nostra epoca sta conoscendo era stata tentata, e spesso quasi colta, incessantemente e con un’audacia insaziabile anche in passato; tentativi indicibili e tanto ben portati che, ad esempio, con Anacleto II, della famiglia di falsi convertiti dei Pierleoni, nel 1130 ci fu addirittura un papa ebreo che occupò Roma, contro cui tuonò San Bernardo quando si vide costretto ad uscire da Chiaravalle per combattere questa usurpazione: «un affronto per Cristo che un figlio di giudei occupasse la Cattedra di S. Pietro».

Come preciserà d. Curzio nel corso della sua lucidissima introduzione (e come ben sappiamo da un’attenta lettura del Nuovo Testamento):

«La teoria della congiura contro la Chiesa di Cristo, sostenuta dal libro in questione, non è un’invenzione del cosiddetto “complottismo” moderno, ma è divinamente Rivelata nel Vangelo di Giovanni (IX, 22): “I giudei cospiravano  di espellere dalla Sinagoga chiunque riconoscesse che Gesù era il Cristo”».

Questi secolari tentativi ebbero un solo, evidente scopo:

«La finalità ultima della quinta colonna infiltratasi nel Clero cattolico – puntualizzano gli autori – è sempre stata quella di impadronirsi del Papato, collocando sulla Cattedra di San Pietro un Vicario di Cristo che permettesse di valersi della Chiesa a vantaggio dei piani segreti del Giudaismo, implicando, al tempo stesso, tutti quei danni che ne permettessero una successiva distruzione».

Il caso di Anacleto II poco sopra ricordato, su cui ci soffermiamo ancora brevemente, fu uno dei tentativi di infiltrazione fra i più eclatanti: un marrano che all’apparenza si manifestava pontefice retto e santo e faceva bella mostra di falsa pietà coprendo i suoi progetti di riforma sotto il pretesto di battersi per ridare alla Chiesa la purezza dei tempi primitivi, motivo questo sempre molto popolare per la sua nobiltà (una strategia utilizzata ancor oggi, ma come vediamo vecchia di secoli). Aveva difatti cominciato scegliendo il nome del primo successore di San Pietro, papa Anacleto I. In verità, l’antipapa Pierleoni ammassò immense ricchezze sia da legato che da cardinale e «quindi aveva derubato le chiese spogliandole dei loro preziosi» e quando perfino i cattivi cristiani che lo seguivano si erano rifiutati di spezzare calici e crocifissi d’oro per farli fondere, Anacleto si valse, per questa bisogna, di ebrei «i quali spezzarono vasi sacri e sculture con grande zelo; con il denaro ricavato dalla vendita di tali oggetti, Anacleto, secondo quanto si sapeva, era in grado di perseguitare i sostenitori di Innocenzo II».

Qui, ci troviamo di fronte – commentano gli autori – “ad una delle prime manifestazioni della Bestia dell’Apocalisse, che si presenta sotto le sembianze dell’Agnello, cioè di Cristo Nostro Signore, ma che opera come il Dragone. Molti in quel tempo, clero e laici, considerarono assai spesso Anacleto come l’Anticristo, o, nel migliore dei casi, come precursore dell’Anticristo”.

Altri aneddoti interessantissimi porterà all’attenzione del lettore Complotto contro la Chiesa, come la cronistoria delle devastanti infiltrazioni marrane durante il regno dei Goti, che obbligarono la Chiesa, appoggiata dai Re, a fulminare queste “quinte colonne” con numerosi Concili – il più famoso dei quali fu certamente quello di Toledo, aperto numerose volte a causa della perfidia dei falsi convertiti –, infiltrazioni a tal punto pericolose che nel giro di tre secoli (V-VIII) favorirono ed assecondarono l’invasione islamica della Spagna.

Ancora: come non tutti forse sanno, lo stesso Carlo Magno, per desiderio di riformare le strutture commerciali del Sacro Romano Impero, permise che il suo regno fosse minato, come difatti avvenne, da pericolose trame di falsi conversi, che sfiorarono l’impunità più totale quando regnava il figlio Ludovico, il quale, in seconde nozze, fece la malaugurata scelta di sposare una fanatica giudaizzante, l’Imperatrice Giuditta (una delle tante Poppea che la storia dei Re conobbe), che giunse alla Corte attorniata da ebrei e che, come nuova Imperatrice, ebbe un’influenza nefasta sul monarca Ludovico, favorendo la religione ebraica in tutto, che da proselita riteneva superiore per dignità e storia al cristianesimo.

Aneddoti questi non molto noti al grande pubblico, ma fondamentali per capire come e quanto la storia fu costantemente minata nei suoi centri più vitali, ancorché notoriamente sani, da veleni mortiferi.

Gli autori difatti tengono a precisare:

«Se seppero ingannare uno dei più grandi geni politici quale fu Carlo Magno, non vi ha nulla di strano che con le loro tradizionali tattiche di sfruttare la compassione umana (il desiderio di ogni uomo virtuoso di proteggere gli oppressi, e difendere il sublime postulato dell’eguaglianza dei popoli e delle razze) abbiano potuto, attraverso la Storia (e possano ancora ai nostri tempi), ingannare e sorprendere la buona fede di Papi, Sovrani e dirigenti politici o religiosi dell’Umanità. Soltanto la piena conoscenza della scelleratezza e delle tradizionali tattiche ingannatrici potrà mettere i buoni in guardia contro le favole giudaiche, denunciate con alta saggezza da San Paolo; solo in tal modo si potrà impedire che i buoni continuino a cadere, presi nella rete dei maestri della menzogna e della simulazione».

I casi storici ulteriormente riportati dagli autori sono numerosissimi, e svariano dal primo secolo (l’ebreo Ario ed il giudaismo come padre degli gnostici) fino ai giorni nostri; 2000 anni di trame occulte a tal punto ben spiegate che, come già ricordavamo poc’anzi, è giusto voler definire questo libro una documentatissima cronistoria del marranismo, cioè di quelle false conversioni attraverso le quali le quinte colonne riuscirono ad impadronirsi ad ondate del potere civile, amministrativo ed ecclesiastico. Legami indissolubili di migliaia di anni di sviluppo religioso li costringevano difatti a portare nel loro cuore un giudaismo sempre indistruttibile. Il battesimo – che la Chiesa, in alcuni casi e nella speranza di convertire queste famiglie, errando impartì con l’obbligo – era riuscito soltanto a trasformare una parte notevole degli “infedeli fuori della Chiesa” in eretici “nel seno stesso di essa”, con evidenti conseguenze: l’avversario è difatti sempre meglio averlo all’esterno che non celato nelle proprie file. Anche questo la Chiesa lo capì con l’amaro gusto dell’esperienza.

Noi cattolici non possiamo meravigliarci né di queste narrazioni né di quello che oggi stiamo sperimentando (l’ultima lettera enciclica di Bergoglio, che sembrerebbe assecondare il pluridecennale programma di morte globalista, come ha benissimo spiegato il nostro Dal Bosco, ne è un chiaro esempio, a cui si accodano le scuse ai valdesi di Torino). Sono questi i miasmi terminali di un processo iniziato secoli orsono, sunteggiato con perfezione dalla sentenza degli autori di Complotto contro la Chiesa (che ripetiamo nuovamente perché fondamentale): “La finalità ultima della quinta colonna infiltratasi nel Clero cattolico è sempre stata quella di impadronirsi del Papato”.

La Sacra Scrittura, vera maestra di vita, ci aveva già ben preavvisato dopotutto; seguendo il Vangelo di San Matteo apprendiamo dalla viva voce del Salvatore una parabola a dir poco dirimente: vi sarà quel servo cattivo che dirà in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire: e comincerà a battere i suoi conservi (ovvero i credenti, fedeli alla dottrina di sempre, nde), e a mangiare e bere con gli ubbriaconi (ovvero con i nemici di Cristo, i farisei ed i sadducei del nostro tempo, nde)”.

Una parabola che torna ad essere, più che mai sotto il pontificato di Francesco, di sconcertante attualità. È pertanto necessario capire a fondo le strategie di tale “impadronimento”, e per farlo nessun libro è più adatto del Pinay, per lucidità e visione della storia:

«(…) quello che succede adesso – precisano ancora gli autori – non è per niente una novità: accadde ai tempi di Ario, di Nestore, del Cardinale Pierleoni o di Giovanni Huss. Ma in ogni occasione la Divina Provvidenza assistette la sua Santa Chiesa, facendo sorgere i Sant’Atanasio, i San Cirillo, i San Bernardo, o i San Giovanni Capistrano, che la salvassero. (…) Sono gli uomini della tempra, del valore e dell’energia di Sant’Atanasio quelli di cui la Chiesa ha oggi bisogno. (…) Una gerarchia combattiva e cosciente del nemico che deve affrontare, si garantirà le possibilità del trionfo, mentre una gerarchia di scarsa combattività, e ignorante sulla realtà del vero pericolo, coinciderà sempre puntualmente con le epoche di debolezza e di decadimento della Santa Chiesa».

Purtroppo, l’attuale nostra situazione mostra tratti ancor più inquietanti che in passato: se pensiamo che nel corso dei secoli la cristianità ancora sana si dimostrò in grado di poter combattere il nemico, con forze pressoché fresche e vivaci, ed in difesa della Chiesa accorrevano straordinari santi – che scendevano in campo uscendo dalla tranquillità dei chiostri e si gettavano nel turbine degli avvenimenti della grande storia per condurla ad un sicuro approdo – oggi il quadro è ben più che apocalittico: la sensazione è che per nostra viltà e per conseguente punizione siamo rimasti soli a fare i conti con la nostra inettitudine, sperimentando la totale ed agghiacciante mancanza, tra le fila del clero, di dottori e combattenti (salvo rarissime eccezioni).

Un tempo difatti sorse S. Ireneo quando lo gnosticismo giudaico minacciò di sgretolare la cristianità; allo stesso modo, sorse S. Atanasio, il grande luminare antiebraico, quando l’eresia dell’ebreo Ario fu sul punto di scalzare dalle fondamenta la Chiesa; così, in situazioni analoghe sorsero più tardi S. Giovanni Crisostomo; S. Ambrogio di Milano, S. Cirillo di Alessandria, S. Isidoro di Siviglia, S. Felice e gli Arcivescovi Agobardo, Amolone e molti altri –– tutti “illuminati” dalla Grazia divina nella lotta sia contro gli ebrei, secolari nemici della S. Chiesa, come pure contro le loro quinte colonne, le loro eresie e i loro movimenti sovversivi.

Oggigiorno ci mancano giustappunto tali uomini — a cui la nostra storia deve moltissimo perché impedirono a più riprese che il mondo cadesse, già mille anni orsono, nelle mani di feroci predatori. Se non si fossero adottati certi provvedimenti il secolo XIII (tra i tanti) avrebbe acquistato i sinistri caratteri propri del tenebroso secolo XX. Non a caso, la politica inquisitoriale della Santa Chiesa Cattolica, chiamata “Santa” da Papi, Concili, Teologi e dottori della Chiesa, lungi dal costituire qualcosa di riprovevole come insegnano le favole della propaganda, qualcosa di cui la Chiesa debba vergognarsi come oggi fa, fu invece non soltanto teologicamente fondata e giustificata, ma anche di immenso beneficio per le genti.

D’altronde, se ai nostri tempi sorgessero dei santi difensori molto probabilmente finirebbero reietti od ancor peggio, come precisano con ironia gli stessi autori:

«È indubitabile che se Sant’Ambrogio e San Giovanni Crisostomo di Antiochia fossero vissuti nell’epoca nostra, gli ebrei ed i loro accoliti inseritisi nella Cristianità avrebbero loro diretto l’accusa di esser... nazisti (…) Se Sant’Atanasio e altri grandi Padri della Chiesa fossero vissuti ai nostri giorni, la quinta colonna ebrea introdotta nel Clero avrebbe sicuramente fatto in modo che la Chiesa li condannasse per antisemitismo. (…) Molto probabilmente, se San Paolo fosse vissuto ai giorni nostri, sarebbe stato condannato quale antisemita, avendo egli dichiarato pubblicamente una verità che secondo gli ebrei ed i loro complici tra il clero non deve essere mai, assolutamente mai riesumata. (…) Gli ebrei hanno quindi perfettamente ragione quando considerano Nostro Signor Gesù Cristo come il simbolo dell'antisemitismo o, per meglio dire, dell’anti-giudaismo, visto che essi chiamano antisemita chiunque censura e combatte le loro malvagità. E nostro Signor Gesù Cristo fu il primo che lo fece».

Arrivati a questo punto, nella nostra breve introduzione (sicuramente breve per un testo così corposo e fondamentale) dobbiamo capire urgentemente che la storia che così viene raccontata in Complotto contro la Chiesa, ovvero senza censure, può essere per noi maestra e guida, e che soprattutto oggi bisogna far tesoro delle lezioni che ci impartisce, perché se vorremo aiutare Nostro Signore a rifondare la Cristianità dovremo mettere in pratica quelle difese che la liberarono in altri tempi; e quindi dobbiamo conoscerle a fondo.

È pur sempre fondamentale ricordare in che modo termina la parabola narrata da San Matteo, perché rimane la nostra più importante speranza, a cui dobbiamo aggrapparci con la fiducia dei fanciulli:

verrà il padrone di questo servo (cattivo) nel dì che egli non se l’aspetta, e nell’ora ch’egli non sa: e lo dividerà, e gli darà luogo tra gl’ipocriti: ivi sarà pianto e stridore di denti”.

Se il padrone della vigna sta per tornare con giudizio grande non possiamo saperlo; non è difatti escluso che tocchi a noi, seppur indegnamente, con il Suo aiuto e sotto la guida di un servo fedele resistere per l’ennesima volta agli assalti dei nemici. Una cosa sola sappiamo: dobbiamo provarci, perché fin dai Vangeli è ben indicato il loro nome, e la lotta di N.S. contro di essi (sadducei e farisei) è sempre stata implacabile, e tocca a noi continuare ad operarla se vogliamo ancora dirci cristiani, ricordando sempre che le riforme devastatrici si spingono fin dove la resistenza dei conservatori lo permette.

Pertanto non dobbiamo scoraggiarci, ma rafforzarci nella verità e nello studio, perché è stata proprio la paralisi della memoria, l’oblio da cui molti, troppi cristiani sono stati colpiti, quella che ha reso possibili i trionfi della Sinagoga di Satana e della sua distruttrice rivoluzione.  Questa lotta, dopotutto, è una prova. Lo fu per Giuda, come lo fu per il servo cattivo, che preposto dal padrone sopra la sua servitù per distribuirle il vitto ai suoi tempi non lo fece. E scelte tanto scellerate saranno inesorabilmente punite come meritano al tempo che meritano.

Per concludere, pensando a Complotto contro la Chiesa ed ai suoi coraggiosi autori, possiamo tranquillamente far finta che il testo sia stato scritto pochi mesi orsono, perché la realtà che descrivono è ancor più la nostra di quanto non fosse all’epoca della stesura del libro, augurandoci nuovamente che, dopo tanti anni, i suoi firmatari possano finalmente conoscere quella diffusione che meritavano di conoscere già allora, e magari realizzare presso i colpevoli delle trame che descrivono quel ripensamento che, per amore di verità, si augurarono allora di poter suscitare:

Sono state insuperabili le difficoltà che abbiamo incontrate per riuscire a pubblicare questo libro. Un ebreo che ne è venuto a conoscenza, nell’ebbrezza del trionfo che pensa già sicuro, ha lanciato la minaccia che la Sinagoga darà i suoi ordini perché la Santa Chiesa proibisca il presente libro, facendo capire che il suo potere sul Vaticano è tale da far mettere subito all’indice quest’opera”.

Non ci illudiamo che oggi la situazione sia cambiata; ma come tentarono loro con fede e fortezza, è giusto, anche oggi, ritentare nuovamente perché «l’uomo propone e Dio dispone»: tutti i calcoli umani, di natura così chiaramente diabolica, sono destinati a fallire per virtù dell’assistenza che Dio concede alla Sua Santa Chiesa, che potrà anche essere, com’è stata, perseguitata, ma mai vinta del tutto.

Ma è anche vero che il bene non può avere effetto se non vi si provvede con perseveranza. Speriamo dunque che Roma, o chi lì è ancora rimasto, sia in qualche modo in ascolto di queste parole:

Abbiamo fede nel fatto che, in questa, così come in altre occasioni simili, i buoni, con l’aiuto di Dio, potranno trionfare sui malvagi. Che Nostro Signor Gesù Cristo riempia di Fede, di Fortezza e di Perseveranza tutti coloro che, ad imitazione Sua, sono disposti a caricarsi della Sua Croce ed a seguirlo sul Calvario, in quest’ora decisiva per il destino del mondo. Con l’aiuto di Dio, lo faremo.

Confido che il testo piaccia a tutti i lettori di buona volontà. Può fare per noi la differenza il suo studio.

Ringrazio i lettori che ci seguono e per l’affetto che ci portano.

Lorenzo de Vita
(editore EFFEDIEFFE)
 

 


(452 pagine, Introduzione di d.Curzio Nitoglia)


15,80 euro
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