L'assassino di mons. Padovese avrebbe urlato 'Allah è grande'
APCOM
09 Giugno 2010
Allah è grande, ma anche il Mossad non scherza. Che insieme di coincidenze.
L'assassino di mons. Luigi Padovese non era pazzo ed ha compiuto un assassino rituale al grido di 'Allah è grande' secondo 'Asianews', agenzia stampa del Pontificio istituto missioni estere, che invita il Vaticano e il governo turco a rivedere le proprie iniziali posizioni. "Mentre i giorni passano, si aggiungono nuovi particolari alla vicenda dell'assassinio e alla presunta 'insanità' dell'uccisore", scrive oggi 'Asianews'.
"I medici che hanno effettuato l'autopsia hanno rilevato che mons. Padovese presentava coltellate in tutto il corpo, ma soprattutto dalla parte del cuore (almeno 8). La testa era quasi completamente staccata dal tronco, attaccata al corpo solo con la pelle della parte posteriore del collo. Anche la dinamica dell'uccisione è più chiara: il vescovo è stato accoltellato in casa.
Egli è riuscito ad avere la forza di andare fuori, sulla soglia della casa, sanguinante e gridando aiuto e là avrebbe trovato la morte. Forse solo quando egli è caduto a terra, qualcuno gli ha tagliato la testa. Testimoni affermano di aver sentito il vescovo gridare aiuto. Ma ancora più importante, è che essi hanno sentito le urla di Murat subito dopo l'assassinio.
Secondo queste fonti, egli è salito sul tetto della casa è ha gridato: 'Ho ammazzato il grande satana! Allah Akbar!'. Questo grido - prosegue 'Asianews' - coincide perfettamente con l'idea della decapitazione, facendo intuire che essa è come un sacrificio rituale contro il male. Ciò mette in relazione l'assassinio con i gruppi ultranazionalisti e apparentemente fondamentalisti islamici che vogliono eliminare i cristiani dalla Turchia".
Proprio oggi alle esequie in Turchia, mons. Ruggero Franceschini, arcivescovo di Smirne, ha ricordato Luigi Padovese affermando che "Questa terra si conferma così, ancora una volta, luogo di martirio anche per chi la amava tanto", ricordando "alla Chiesa di Turchia e agli amici non-cristiani alcune delle cose che ha potuto operare, nell'ambito della carita' e della cultura, nel breve periodo del suo ministero come Vescovo in Anatolia".
Fonte > APCOM