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In mano alla euro-pirlocrazia |
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Mercoledì 07 Dicembre 2011 11:19 |
 La dottrina dominante ritiene che gli Stati debbano mettere prima a posto i loro conti, a forza di austerità, conducendoci alla recessione, da qui alla depressione, e poi alla deflazione. Si potrebbe risolvere immediatamente la crisi d’insolvenza di Italia e Spagna aumentando la liqudità. Ma i mega-pirlocrati non lo faranno. L’Italia cadrà in default come la Grecia trascinando con sé l’intero complesso bancario collegato, ossia anche inglesi, svizzeri e scandinavi. Ma dopo averci succhiato l’ultima goccia di sangue; inutilmente perchè il default è inevitabile.
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La Grecia passa al dollaro? |
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Sabato 10 Dicembre 2011 12:11 |
 Barroso: «se la Grecia non onora i suoi obblighi (il 52% della sua spesa pubblica solo per pagare gli interessi sui prestiti precedenti...), allora è da considerare una uscita dall’euro»? Ecco la sorpresa: Atene forse sarà agganciata al dollaro, grazie ad una progetto di «penetrazione nella zona euro» della politca americana. Rivelazione o disinformazione? Lo si vedrà presto, ma i vantaggi non mancherebbero.
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India compra greggio dall’Iran. In oro |
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Giovedì 26 Gennaio 2012 08:34 |
 Chi è più danneggiato dall’embargo giudeo-americano? Chi è isolato di più? A doversi cercare un nuovo fornitore sarà l’Unione Europea, che fino a ieri comprava il 20% dell’export energetico iraniano. È evidente che il blocco decretato dagli occidentali, che voleva essere una dimostrazione di potenza mondiale, accelera invece il declino del dollaro come moneta di riserva globale. Per l’Europa, e gli USA, la voglia o la necessità di compiacere Israele appare sempre più chiaramente un grave danno.
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Il capitalismo assistito |
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Lunedì 26 Dicembre 2011 14:10 |
 Mentre gli Stati sono incitati e forzati a smantellare le spese sociali, ossia a tagliare l’assistenza ai disoccupati, agli anziani, ai malati, perchè debbono pagare i debiti, la finanza entra nell’assistenza pubblica, e imploderebbe, cesserebbe di esistere senza quella costosissima assistenza. Da una parte, la BCE restringe il ruolo dello Stato (a lui niente prestiti all’1%) per estendere il campo da gioco della finanza, ma dall’altro sollecita lo Stato a rafforzare il sistema finanziario, attraverso le garanzie che accorda. Siamo al triplo salto mortale anti-nazionale e filo-speculativo
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A favore del protezionismo |
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Sabato 28 Gennaio 2012 13:09 |
 La conseguenza prevedibile di aver ammesso la Cina nel «mercato globale», nonostante le sue violazioni, è stata la perdita irreversibile di competenze, know-how e di tessuto industriale. In questa situazione drammatica, un cordone sanitario di dazi non significherebbe rinunciare alla concorrenza, ma ristabilire condizioni di concorrenza leali all’interno del mercato europeo. È ora che le «sacre» regole contro il protezionismo siano oggetto di un vero dibattito democratico. Occorre che si acquisti coscienza del vero costo della globalizzazione. Bisogna dare la coscienza di massa che il dumping salariale, la «deflazione interna» e l’austerità, non sono la sola via che ci resta per risanare l’economia.
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