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E Berlino si scusò con gli speculatori... |
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Sabato 13 Novembre 2010 08:10 |
 Non corsero rischi gli audaci speculatori mentre le banche s’indebolivano perchè avevano le casse piene di titoli di debiti di Stato che perdevano valore, in quanto gli Stati s’erano indeboliti per salvare le banche. Mentre le economie occidentali precipitano, sono i soli a continuare a guadagnare anche se dovrebbero pagare per i danni che hanno provocato. Il governo tedesco ha dovuto scusarsi per averlo pensato. Adesso l’implosione della zona-euro è più vicina, con esiti che si ha paura a immaginare.
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Il bel risultato della libertà di finanza |
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Mercoledì 17 Novembre 2010 09:22 |
 Chi ha consentito alle banche francesi di accumulare BOT e titoli italiani fino al 20% del prodotto interno lordo francese? O a quelle tedesche di gonfiare la bolla immobiliare spagnola? O nella Nuova Irlanda? il contagio non si ferma alle porte del Club Med, il crollo dei PIIGS trascinerà la Germania, ossia l’Europa intera con sè.
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Precisazioni sugli interessi passivi |
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Martedì 23 Novembre 2010 08:28 |
 Il 20% delle tasse serve a pagare gli interessi passivi a chi ha prestato i soldi allo Stato. Una cifra sottratta ai consumi, agli investimenti, alle infrastrutture e alla ripresa. Siamo nella trappola letale degli interessi accumulati e composti che alla lunga diventa una impossibilità matematica. E nessuno è tenuto all’impossibile. Quando uno Stato ripudia il debito, non è che non vuol pagare – semplicemente, non può. E presto o tardi, diventerà una misura obbligata per tutti.
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Ripudio del debito: forse conviene |
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Sabato 20 Novembre 2010 09:34 |
 L’anno prossimo dovremo pagare, di soli interessi, 250 miliardi di euro e la metà di questi soldi andrà a speculatori esteri, detentori dei nostri titoli pubblici. Nessuna prospettiva di ripresa è possibile con questa macina da mulino al collo. Occorre far presto, a prendere una decisione dura e difficilissima, per la quale non siamo preparati come popolo, nè come classe (cosiddetta) dirigente; ma che comunque è scritta nelle cose.
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«Non prendete i depositi, prendete le banche» |
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Mercoledì 08 Dicembre 2010 07:40 |
 La triste verità è che in un’economia monetaria basata sulla divisione del lavoro, abbiamo un bisogno vitale delle banche. Ma proprio perchè le banche sono depositarie di un bene comune vitale lo Stato ha il diritto di appropriarsene, per mantenere quel bene comune. «Il privilegio di creare ad emettere moneta non è solo la suprema prerogativa dello Stato, ma è la massima opportunità creativa dello Stato».
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