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Ecco l’Europa. Poveri noi. |
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Martedì 07 Ottobre 2008 09:37 |
«Chi ha fatto il danno,
paghi». QUeste le parole della ex-stasi Merkel, poco dopo avevr
rimproveratol’Irlanda, colpevole di aver garantito i depositi dei risparmiatori
nelle sue banche. Basterebbe notare come 400 miliardi di euro sono i 700
miliardi di dollari del piano Paulson, pensato per l’intero sistema americano e
bastano appena per una singola banca europea; nessun paese da solo può salvare
le sue proprie banche, che si sono indebitate per più volte il prodotto
nazionale. Questi non hanno la minima idea di cosa fare, e forse nemmeno delle
dimensioni del buco nero. Solo una cosa è chiara: che il trattato di Maastricht
è diventato, alla prima vera crisi, carta straccia.
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Moneta di Stato, e subito |
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Martedì 07 Ottobre 2008 20:58 |
Come nel '29 le banche tendono
a creare «troppa» moneta nei periodi di fiducia e boom, e a crearne poca o
niente nei periodi di sfiducia, panico e recessione, aggravando la recessione
in depressione, fino alla crisi sistemica. Il liberismo ideologico terminale ha
così sviluppato una «dottrina» tutta nuova: la sostenibilità senza fine
dell’accrescimento infinito del debito. Il processo di sgonfiamento del debito
impagabile USA infatti sta avvenendo, ma non nel modo lento e quasi inavvertito
che tutti Pechino ad esempio sperava, bensì in modo rapidissimo ed esplosivo.
L'unica soluzione è nazionalizzare le Banche centrali, farne emettitrici di
moneta di Stato, capaci di vietare alle banche la creazione di pseudo-capitale.
E subito. Ma sarà già troppo tardi.
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Sbagliano la cura |
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Sabato 11 Ottobre 2008 09:56 |

«Bernanke è come un dottore
che conosce un solo medicinale, e lo prescrive ad ogni paziente che visita,
alla dose massima, senza fare la diagnosi». Difatti iniettare denaro nelle
tasche degli speculatori significa curare i sintomi, e non la causa del male.
La cura è sbagliata. Il denaro pubblico dovrebbe essere usato per aumentare la
base di ricchezza reale su cui le piramidi dei debiti sono state accumulate e
non per foraggiare il sistema bancario-ombra, parallelo, che si è permesso di
sviluppare negli ultimi 25 anni. La discordanza tra depositi e investimenti a
lungo termine ha reso inevitabilmente il sistema bancario intrinsecamente
instabile.
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Qualcosa di ottimista, finalmente |
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Venerdì 10 Ottobre 2008 17:21 |

L'opportunità e la speranza
nelle crisi gravi è che possa emergere chi ha carattere, chi merita di
comandare votato al bene altrui. Un ritorno alla vecchia «dottrina
dello Stato»: chi è al governo deve essere responsabile della comunità, pronto
a pagare. Quanti miliardi negati ai poveri, quanti alla costruzione di
infrastrutture moderne, quanti ai salari dei veri lavoratori. Come nel ’29 fu
il fallimento di una banchetta austriaca a innescare la Grande Crisi, oggi è un
paesetto: l’Islanda. In questa situazione, senza un progetto comune, qualunque
sacrificio personale sembra troppo; senza un progetto meglio starsene a casa.
Ed è l'invito che facciamo a tutti gli altri soggetti della politica come
spettacolo, come ornamento superfluo della vita, come clientelismo
irresponsabile. Toglietevi di mezzo. Nella tempesta, gli incompetenti e i
fancazzisti abbondonano la barca fregando le scialuppe a donne e bambini con
qualche mancia. Questa nuova realtà non fa per voi servi del sistema; tornate
dalle vostre mignotte da avanspettacolo. Il guadagno di questa crisi tremenda
speriamo possa essere una nuova serietà.
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USA ed Europa come lo Zimbabwe |
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Martedì 14 Ottobre 2008 13:25 |

I piani di salvataggio
annunciati il fine-settimana non fanno che creare moneta per gettarla dentro il
buco nero. Alla fine, può risultare che il liquido è l’investimento a più alto
rischio se l’inflazione accelera. Il deprezzamento degli attivi «distrugge»
denaro circolante; il farsi raro del denaro configura diminuzione della
ricchezza, che si traduce in un calo generale dei prezzi e però anche dei
redditi. Il meccanismo della deflazione sembra già instaurato, come dimostra il
calo di petrolio, grani e metalli, le materie prime strategiche. E noi
contribuenti europei di fatto siamo oggi tutti comproprietari di debiti
irrecuperabili. Ora, è la solidità delle monete ad essere in questione.
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