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La solita Italia |
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Lunedì 25 Agosto 2008 09:55 |

«In guerra, il risultato non è
dato dagli atti eroici di pochi individui», racconta Albert
Kesserling nel 1941. Ora come allora, esiste una massa passiva e parassita,
tendente all’imboscamento; una casta incapace e insensibile al destino
nazionale, e qualche eroe che fa più del proprio dovere; ma non basta, come non
bastò ad El Alamein, dove l'esercito italiano, forte solo di atti eroici di
singoli uomini, mancò in tutto: dall'addestramento, negli armamenti e persino
nelle vettovaglie, mentre esisteva già una Casta che mangiava alle spalle di
tutti noi.
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I comandi competenti |
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Mercoledì 27 Agosto 2008 08:32 |

Lo sprezzo per la vita dei
propri soldati, in questo consisteva tutta la loro tattica;. Se mostravano, con suprema fatica di intelligenza,
qualche capacità di manovra, era solo per adulare il potere, facendo passare avanti
un reparto di camicie nere per concedere a loro la gloria dei cinegiornali.
Questo l'operato dei comandanti italiani durante la seconda guarra mondiale, in
particolare nella campagna d'Africa, dove «il sistema di avanzamento di
carriera per motivi politici produceva comandanti e ufficiali incapaci».
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Un Pound di nome Ezra |
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Mercoledì 29 Ottobre 2008 18:14 |

Frasi come «una nazione che
non vuole indebitarsi fa rabbia agli usurai» e «la banca lucra interessi dal
denaro che crea dal nulla…» sono state partorire da una mente controversa che
tutti ben conosciamo e ammiriamo. La memoria di questo profeta, ammutolito dal
dimenticatoio propagandistico e da anni di internamento, ammiratore della
«moneta prescrittibile» di Gesell e della politica autarchica e risanatrice del
fascismo, trova dimora nello «scandalo Pound». Forse l’artista più
imbarazzante, più «rimosso» e meno sereriamente giudicato della letteratura
occidentale contemporanea: «Ma la bellezza non è la pazzia/benché i miei errori
e relitti mentano su di me».
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Due vite |
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Lunedì 08 Settembre 2008 18:57 |

Due vite diverse, vissute in
mondi diversi, in tempi differenti, ma forse accomunate da una forza interiore
che noi difficilmente sappremmo più manifestare. Due vite passate su campi di
battaglia differenti, con intenti differenti, forse sbagliati, ma vissuti con
vera passione e immortale spirito di sacrificio. Questa è la narrazione di due
persone perlopiù sconosciute alla grande storia ma che hanno dato tutto se
stessi consumati interamente dalla dedizione ai propri princìpi.
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Gli schiavi che nessuno ricorda |
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Giovedì 06 Novembre 2008 17:45 |

E' tanto conosciuta da tutti l'epoca
degli schiavi africani, quanto dimenticato o sconosciuto un'altro
commercio di schiavi e altrettanto triste: quello degli irlandesi cattolici e
papisti, come veniva definiti. Fu Oliver Cromwell, il "grande"
patriota britannico, a dare al business una dimensione industriale, in un'epoca
dove la deportazione di massa era consdierata un grande beneficio per la corona.
La storia ha sempre qualcosa da insegnare: come il fatto che lo schiavo bianco
era meno prezioso di quello africano, trattato peggio e considerato una perdita
molto meno importante se moriva di stenti. Venivano caricati in massa sulle
navi e, marchiati a fuoco come bestie, non rivedevano più la loro terra. Il razzismo bianco è stato il motore dell’emergenza democratica.
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