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Cinema horror e disperazione
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«Il cinema horror (o dell'orrore) è un genere cinematografico caratterizzato dalla presenza di scene finalizzate a suscitare nello spettatore emozioni di paura, disgusto ed orrore. Le trame solitamente vedono la presenza dell'ignoto in senso ostile (come forze, eventi, personaggi del male o di origine soprannaturale) nel mondo di tutti i giorni.

Elementi tipici sono le creature mostruose, come vampiri, zombie (o altre forme di non-morti), lupi mannari, fantasmi, demoni, le antiche maledizioni, creature possedute dal demonio, satanismo, animali malvagi, oggetti inanimati dotati di una vita proveniente dalla magia nera, scienziati pazzi, case infestate, cannibali e creature extraterrestri.

Sporadicamente anche i film che trattano dei serial killer, ovvero maniaci assassini seriali, sono trattati come film horror, se il tema è sviluppato nelle modalità tipiche di questo filone.

Storie e personaggi provenienti dalla letteratura, specialmente dai romanzi gotici, sono diventati molto popolari ed hanno ispirato molti sequel e remake. Tra questi sono da ricordare Dracula, Frankenstein, La mummia, il dottor Jekyll e mister Hyde e l'uomo invisibile.

Non di rado i film horror sono debitori di altri generi, in particolare il cinema di fantascienza, i film fantasy ed i thriller. I confini tra film horror e questi non sono sempre precisi, diventando così oggetto di dibattiti tra critici e fan.

I film horror giapponesi, che puntano molto su atmosfere inquietanti, stanno riscuotendo in tempi recenti un certo successo, tanto che di alcune di queste pellicole vengono girati dei rifacimenti (remake) negli Stati Uniti (tra questi, The Ring e Dark Water)». (1)

E' facile constatare come anche nelle pellicole cinematografiche vi sia stata una progressiva evoluzione gnostica di deriva materialista, che ha connotato di sé le trame ed i contenuti dei singoli film prodotti.

L'horror è genere particolare; parente del thriller e dei racconti del brivido (cosiddetti), tende a far leva sull'immaginario inconscio delle persone, per captare il lato oscuro ed in certo modo affascinante della paura e dell'ignoto.

La ragione di tale evidente attrattiva risiede nel fatto che l'uomo è fatto per il mistero, per assaporare realtà spirituali che trascendono il sensibile percepire materiale e lo elevano alla realtà del divino; per questo è stato creato, per inebriarsi dell'infinito e partecipare di Dio, vivendo la pienezza delle proprie facoltà e capacità in Dio; ma questa mozione intima, a seguito del peccato originale, potrebbe pervertirsi nel morboso curiosare di pratiche occulte o esoteriche che nulla hanno a che fare con la bellezza e la profondità della conoscenza del Padre: «Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo» (Giovanni 17,3); non esiste infatti conoscenza spirituale più profonda dell'immergersi nelle verità della Fede, aderendo ad esse mediante tutte le proprie forze, sublimate dall'amore dello Spirito Santo, che le divinizzi nel suo intimo respirare, in una progressiva acquisizione di conoscenza amorosa.

 

Ma non c'è dubbio che il lato oscuro della verità corrotta sia capace di attrarre l'uomo comune, specialmente se digiuno - e quindi affamato - di spiritualità autentica.

Questo elemento perverso che esercita dominio sulle menti - lo stesso, che può rendere l'uomo schiavo fino alla perdizione, proprio per la paura della morte di cui il demonio si avvale per fare proseliti e seguaci consci o inconsci alla sua causa - è stato oggetto di sfruttamento commerciale

(ed occulto) da parte di Hollywood.

L'assenza del Dio cristiano e di ogni sano rimedio spirituale offerto dalla Fede nella battaglia contro qualunque tipo di avversione da parte delle forze del male, è elemento di estrema evidenza.

Il vampiro che tremava ed inorridiva davanti alla santa croce è ora combattuto con improbabili sieri e pozioni frutto di nuove acquisizioni della scienza moderna (2), a nulla valendo la presenza del crocifisso e l'invocazione di Dio.

Se da un lato, pertanto, si avverte la detronizzazione di Cristo - quale condottiero vittorioso contro il peccato ed ogni sua conseguenza (pertanto contro ogni male), in forza della potenza della sua risurrezione - lasciando ampio spazio ad improbabili ipotesi scientiste, i poteri inferi dall'altro non risultano meno invasivi o meno inquietanti dal punto di vista strettamente umano (3); ne emerge un quadro confuso e disperante: il bene ed il male perdono le loro chiare connotazioni ed i caratteri propri (si pensi per esempio ad «Underworld», dove vampiri e lupi mannari sono al contempo vittime e carnefici, diabolici e giusti), in perfetta consonanza con la «coincidentia oppositorum» delle ideologie panteiste e moniste (di cui già parlammo altrove), tanto care alla «filosofia massonica», mentre contemporaneamente l'uomo resta privo di ogni difesa autentica.

Esemplare in tal senso l'agghiacciante finale di «The Ring», ove solo la complicità al male «salva», oppure la chiusa angosciosa di «Pulse», per il quale non esiste rimedio possibile (ma non realizzato) se non l'abbattimento dell'intera civiltà e di tutto il progresso tecnologico.

Nessuna consolazione per l'uomo, nessuna speranza; anzi!

I morti si levano come spettri terrorizzati e terrorizzanti di uno Sheol (4) infernale.

L'alternativa di fronte a questo scenario desolato è quella di accedere ad una negazione totale di una fede (vagamente intesa), che resta frustrante delirio di impotenza ed inettezza, oppure quello di un'alternativa accoglienza degli strumenti dell'occulto, che possano (all'apparenza) fornire adeguata difesa e protezione contro un male che comunque resta sgradito ospite dell'esistenza.

Cosa ne esce?

Negazione della vera Fede e sponsorizzazione estrema dello stravagante esoterismo, proiezione ultima dell'antidoto immaginario di una disperazione certa.

 

Eppure noi sappiamo che non c'è altro Nome nel quale si possa essere salvati e che Gesù ha ricevuto quel Nome di fronte al quale ogni forza o presenza che sia deve inginocchiarsi in eterno.

Gesù Cristo il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce.

Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre. (Fil 2, 5-11)

 

Stefano Maria Chiari

 

1) Da http://it.wikipedia.org/wiki/Cinema_horror

2) Si veda per esempio la trilogia di «Blade» o il film «Van Helsing» o ancora «Underworld» (i due film).

3) Anche se è del tutto assente (come inevitabile, del resto) l'inquietudine prima che dovrebbe esservi, cioè quella di poter perdere l'anima!

4) «Termine ebraico che indica il soggiorno dei morti, immaginato come terra d'oblio, di tenebre e di silenzio; luogo senza vita, come il deserto. Lo Sheol è collocato nel più profondo della terra (Deuteronomio 32,22), aldilà dell'abisso sotterraneo» da

http://www.sapere.it/tca/MainApp?srvc=vr&url=/7/cr/906_1

 

 

 
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