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Iran: i preparativi
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La Casa Bianca ha presentato un altro conto al Congresso: vuole 196 miliardi di dollari in fondi d’emergenza per la guerra in Iraq e in Afghanistan.
Ma nel brogliaccio contabile, c’è una riga significativa: la richiesta di 88 milioni di dollari per modificare alcuni B-2, i colossali bombardieri invisibili, per adattarli a trasportare un nuovo tipo di bombe ad alta penetrazione.
La didascalia dice: in risposta ad «una urgente necessità operativa da parte dei comandi di teatro» (1).
La bomba speciale (Massive Ordinance Penetrator, MOP) è un ordigno lungo sei metri, un tubo d’acciaio speciale contenente 2.500 chili di esplosivo ad alto potenziale, ed è teleguidata con GPS. Secondo la Northrop Grumman, che l’ha sviluppata nel 2002 in collaborazione con Boeing, è «concepita per penetrare terra, roccia e cemento armato onde raggiungere bunker e tunnel nemici».
La stessa ditta ha annunciato di aver ricevuto una commessa da 2,5 milioni di dollari nel giugno scorso dall’Air Force Aeronautical Systems Center (con sede in Ohio) per «integrare» la super-bomba con i B-2.
Il lavoro durerà sette mesi, sicchè entro gennaio 2008 i grandi bombardieri dovrebbero essere pronti a decollare ciascuno con un paio di MOP sotto le ali.
Per andar dove è evidente.
«E’ da usare a Natanz [l’installazione nucleare iraniana], non certo in Afghanistan e in Iraq», ha dichiarato alla ABC John Pike, capo dell’organizzazione di sorveglianza degli armamenti GlobalSecurity.org.
«L’adattamento ad un aereo invisibile suggerisce che si voglia un attacco di sorpresa. E l’aver posto lo stanziamento nei fondi d’emergenza significa che si vuol bombardare presto».
Israele intanto ha lanciato una campagna informativa tra la sua popolazione all’eventualità di attacchi missilistici (2).
L’esercito distribuirà presto alle municipalità opuscoli e raccomandazioni su come prepararsi.
Ogni casa dovrà dotarsi di cibi in scatola, acqua, radio portatile, batterie di riserva, ma anche nastro adesivo e fogli di plastica per tappare bene le finestre in caso di attacco chimico.
Gli opuscoli citano «le lezioni apprese nel 2006», quando in risposta all’aggressione israeliana del Libano, Hezbollah lanciò alcune migliaia di razzi sul territorio del nord di Israele.
Nei 34 giorni di guerra, un milione di israeliani fuggirono al sud cogliendo di sorpresa il fronte interno e la protezione civile, e affollando i rifugi preparati, insufficienti nella zona meridionale.

Frattanto, rivela il Jerusalem Post, il Pentagono ha accelerato la consegna ad Israele dei nuovi supercaccia invisibili di quinta generazione, Joint Strike Fighters, «per rafforzare la Israel Air Force di fronte alla corsa dell’Iran verso l’arma nucleare».
Ehud Barak l’ha chiesto al ministro Gates, e Gates ha promesso: ogni due JSF che saranno fabbricati per l’America, uno andrà a Israele.
Almeno 25 aerei, prima consegna nel 2012 anziché nel 2014.
Israele vi installerà la propria avionica segretissima, che non condivide con gli USA (3).
«Questo apparecchio può sorvolare il centro di Teheran senza che nessuno se ne accorga, perché non viene rilevato dai radar», ha vantato un anonimo ufficiale della Israel Defense Force.
E’ finalmente tranquillo il regno di Sion?
No.
Una nuova ansia acutissima lo ha colto alla notizia - pubblicata dal giornale russo Kommersant - secondo cui l’Iran sta comprando dalla Cina due squadriglie di caccia J-10.
Il lato ironico dell’acquisto è che questo aereo pechinese è in realtà il Lavi, made in Israel, e di cui Israele ha venduto alla Cina  il progetto, suscitando a suo tempo qualche belato di protesta dagli USA (4).
Il J-10 è un vecchio aereo degli anni ‘80.
Ma secondo gli ansiosi, Pechino lo ha migliorato con serbatoi supplementari staccabili che ne aumentano il raggio d’azione a 2.940 chilometri.
Prima, l’aereo iraniano a più lungo raggio era il Mig-29 Fulcrum, da 2.100 chilometri.
Ora si teme che il Lavi, ribattezzato J-10, sia in grado di raggiungere Israele.
La Cina ha smentito: ma nulla placa l’ansia di Israele.
Ancor più ansia suscita l’ipotesi che lo stesso aereo stia per essere comprato dalla Siria, «ciò che aumenterebbe di molto le sue capacità» difensive.
Quante ansie per il povero piccolo Paese con 500 bombe atomiche, che ha scelto la violenza come unico mezzo di risolvere i suoi problemi, ed è minacciato nella sua propria esistenza.
I preparativi non potevano non contemplare anche la guerra psicologica.

La California continua a bruciare, gli incendi hanno un’estensione enorme, un milione di persone sono evacuate.
La Fox  News sta ripetendo da giorni che l’immane rogo è opera di militanti di Al Qaeda, che si sono infiltrati negli Stati Uniti  per incenerirli.
Secondo la Fox, quattro anni fa un uomo di Al Qaeda detenuto avrebbe raccontato di un complotto incendiario agli agenti dell’FBI.
Chi, come, dove e quando, sono dati su cui il giornalismo Fox preferisce sorvolare.
Il giornalismo Fox consiste nel mandare in onda le orrende immagini degli incendi riprese dall’elicottero, con il sottotitolo «Arson & al Qaeda - Terrorists plotting fires?» (5).
Una teoria cospirazionista molto precisa e sostenuta da concreti dati di fatto.
Lo speaker della Fox ripete frasi come: «Pensate che mezzo economico di terrorismo, se un gruppo jihadista vuol causare il massimo del massacro; tutto ciò che serve - non sappiamo se è stato un ordigno esplosivo - tutto ciò che serve è una tanica di kerosene e un accendino».

Giornalismo vero.
Informazione corretta, finalmente.


1) John Byrne, «Request to fit B-2 bombers with bunker busting bombs raises questions on Iran», Raw Story, 24 ottobre 2007.
2) «Israel to prepare for potential missile attack», AFP, 24 ottobre 2007.
3) Yakoov Katz, «US to speed up stealth fighter delivery to Israel» Jerusalem Post, 25 ottobre 2007.
4) Yossi Melman, «China denies sale of warplanes to Iran based on Israeli know-how», Haaretz, 25 ottobre 2007.
5) Steve Watson, «Fox News Runs With Al Qaeda Wildfires Conspiracy Theory», Prisonplanet, 25 ottobre.

 
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