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Strage Milano: clandestino era fuori a causa di magistrati compiacenti, mantenuto a Milano da associazione xenofila
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Adam Mada Kabobo, 31 anni, era, come accade spesso leggendo articoli di cronaca nera con protagonisti immigrati, già noto alle forze dell’ordine. Clandestino e con parecchi precedenti penali era stato fermato lo scorso 15 aprile a Milano in viale Monza, per un controllo: era senza documenti. Gli vennero prese le impronte digitali ma non poterono espellerlo perché – udite udite – Kabobo aveva fatto richiesta di asilo politico non appena giunto in Italia, nel luglio del 2011 a Bari. Richiesta esaminata e poi rigettata dalla Commissione territoriale. Ma “grazie” alla solita associazione collaborazionista di stampo xenofilo, l’africano aveva presentato ricorso, ancora in attesa di giudizio, al tribunale di Bari.

Come tutti quelli che sbarcano in Italia, venne trasferito al Centro di accoglienza per i richiedenti asilo (Cara) di Bari dove visse da noi mantenuto per diverso tempo. Con stipendio noto di 45€ al giorno, coi quali, forse, ha comprato il piccone. Ci rimase fino ad agosto, quando fu protagonista dei disordini insieme ad altri 200 immigrati: venne arrestato per furto aggravato, resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio. Ma tutto questo non bastò a rimandarlo a casa e rigettare seduta stante la sua richiesta di asilo politico.

Anzi, viene scarcerato dal solito magistrato xenofilo e si trasferisce a Foggia dove fa una rapina: ma ancora non basta per metterlo in galera o espellerlo, un altro magistrato amico lo manda ai “domiciliari” che, ovviamente, Kabobo non rispetta e viene finalmente arrestato e trasferito nel carcere di Lecce. Dove distrugge oggetti nella sua cella. Dite che lo espelleranno? No, viene scarcerato il 17 febbraio. Motivo? Decorrenza dei termini di custodia.

Da allora sparisce per poi rispuntare a Milano. Dove uccide. Ma secondo informazioni giunte a VoxNews, il clandestino è stato curato e mantenuto da una nota associazione xenofila di Milano, una di quelle che dà sostegno ai clandestini.

Questa è l’Italia del 2013. Vi sembra normale che basti “fare appello” ad una richiesta di Asilo rigettata, per rimanere in Italia grazie a magistrati compiacenti? E vi sembra normale che non basti rubare, distruggere e picchiare perché questo appello venga bocciato senza nemmeno essere preso in considerazione? Cosa deve fare, un “povero” clandestino per farsi espellere?

Quanti di quelli che in questi giorni le crocerossine della guardia costiera stanno traghettando a Lampedusa, tra qualche mese, uccideranno?

Fonte >  Vox News

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