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La Commissione europea distrugge tutto ciò che tocca
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Quella di Re Mida è una triste storia. La Mitologia greca ci racconta che Mida era figlio di Gordio e di Cibele ed era re della Frigia. Uno stato dell’Asia Minore terra di ricchezze e di grandissimo sviluppo economico, nell’antichità. All’epoca era tutto più semplice, non esistevano tassazioni esasperate, il genio delle persone faceva la loro fortuna, l’abilità nel trasformare e lavorare i metalli – quelli preziosi in particolare – rendevano famosi non solo gli artigiani, ma anche la loro zona di origine e provenienza. Ma soprattutto il mezzo di scambio delle merci, cioè la moneta, era costituita da pezzi d’oro o d’argento: e  tutti accettavano qualsiasi moneta, da qualsiasi parte del mondo conosciuto arrivasse, in quanto non era importante la provenienza, ma il metallo di cui la moneta stessa era fatta. Già in quei tempi «men feroci e più leggiadri» quello che dava il valore alla moneta era l’accettazione convenzionale della medesima, in quanto intrinsecamente fatta di metallo prezioso e raro.

Ovidio, nelle Metamorfosi, racconta che un giorno Sileno, patrigno, vecchio satiro e maestro di Dioniso, si era attardato a bere vino e si era perso, ubriaco nei boschi. Alla fine fu ritrovato da un paio di contadini frigi che lo portarono dal loro re, Mida (secondo un'altra versione, Sileno andò a finire direttamente nel giardino di rose del re). Mida lo ospitò per dieci giorni e dieci notti presso il suo palazzo sfarzoso. L’undicesimo lo riportò in Lidia da Dioniso, il quale, felice di aver ritrovato il suo anziano tutore, offrì al re la possibilità di avere in dono quello che più desiderasse.

Mida gli chiese il potere di trasformare in oro tutto ciò che toccava. Il re si accorse presto, a sue spese, che in tal modo non poteva neppure sfamarsi, in quanto tutti i cibi che toccava diventavano istantaneamente d’oro. Ma cosa assai tragica, tramutò in oro addirittura sua figlia. Rendendosi conto della stoltezza, della sua cupidigia e del pericolo di essere condannato lui stesso ad una morte atroce, implorò Dioniso di togliergli tale potere. Il dio, impietosito dal pentimento del re, esaudì la richiesta.

Il buon senso alla fine prevaleva insieme al sentimento di umanità suscitato dalle disgrazie e dalle miserie dei nostri simili. Oggi, al contrario, tutto è cancellato; non conta più la pietas per chi soffre, i popoli sono sottomessi alle ferree leggi del mercato  e del liberismo economico più sfrenato, che non possono mai essere derogate o disattese. Il nume tutelare ed il gran sacerdote di questo moderno Moloc è la Commissione Europea, questo ectoplasma che è onnipotente, occhiuta, sempre pronta a dire no o a bocciare qualsiasi forma alternativa all’austerità, al rigore, al riequilibrio dei conti  e dei bilanci dei vari stati dell’Unione.

Se Mida rischiava di morire e di seminare lutti e danni a causa della sua disgraziata cupidigia, l’organo di governo sovranazionale ha un potere ancora più terribile: quello di render sterile qualsiasi tipo di economia, di essiccare e bruciare sul nascere ogni tentativo di ripresa economica e di sviluppo. Questo compito lo svolge coadiuvata dalle banche sue «serve dell’anello» ed allo stesso tempo, sue segrete consigliere e fedeli scherane. In questo è simile a Mida, sebbene in maniera simmetricamente opposta. Purtroppo per gli schiavizzati popoli della sempre più desolata landa europea, non c’è un Dioniso, che seppure nella sua tribale scelleratezza, si muova a pietà e ci liberi da questa purulenta neoplasia liberista.

Per esempio il ministro delle finanze irlandese Michael Noonan prova disperatamente ad adeguarsi alle esigenze, allo stesso tempo rigide e senza senso, che gli vengono imposte dalla troika della Commissione europea. I burosauri di Bruxelles calati nei gangli vitali della nuova costruzione sovranazionale europea, si sa sono uomini ligi alla legge (tedesca come una volta si indicava la ferrea applicazione delle norme in qualsiasi campo) essi tentano con pervicacia, quasi disperata, come prima cosa fondamentale di perpetrare in eterno la propria vita politica, proclamando ai quattro venti che soltanto l'austerità permetterà di mantenere la fiducia nell’euro.

Anche il presidente della BCE Draghi, ha assolutamente perduto qualsiasi tipo di contatto con la realtà effettuale della vita quotidiana.  In maniera così abnorme, da far risultare questo tipo di atteggiamento assolutamente spaventoso. Soltanto ora, comincia ad intravvedersi la gravità dei danni causati da questi atteggiamenti, all’economia irlandese e non soltanto a quella. Il salvataggio degli istituti bancari eseguito a spese dei contribuenti,  ha raggiunto quasi il 20% del prodotto interno totale del Paese. Tutto ciò è assolutamente demenziale.

Laszlo Andor che guidava, come Commissario europeo uscente, il dipartimento Affari Sociali, ha recentemente paventato la possibilità di un crollo della zona euro. Questo è molto interessante, ma ancora una volta mostra che avevano ragione coloro i quali affermano che, purtroppo, la natura umana non cambia mai.

Laszlo Andor
  Laszlo Andor
In maniera  generale ed astratta un governo vuole sempre disporre di una maggiore quantità di poteri, mai è disposto ad accettare che questi gli vengano ridotti o limitati: sarebbe un non senso. È  quello che i romani nella loro saggezza chiamavano il principio di «auctoritas» necessario ed essenziale alla sussistenza ed alla continuazione di qualsiasi forma di Stato. Ora, per la prima volta, un membro della Commissione, Andor appunto, ha pubblicamente riconosciuto che la struttura attuale della UE la rende estremamente vulnerabile alle tensioni sociali. Quindi le decisioni che vengono prese nelle dorate ed asettiche stanze del potere eurocrate sono sicuramente ed assolutamente contrarie alle aspettative dei popoli che essi, con disprezzo e distacco quasi sadico, pretendono di governare. Questo tipo di atteggiamento è lo stereotipo del socialismo fabiano: la rivoluzione deve essere fatta da una élite di Illuminati che devono guidare la plebaglia cieca ed indistinta, verso i mirabili pascoli del radioso socialismo venturo. Va da sé che ogni tipo di tentativo di sviare la linea politica ed economica di questi Illuminati va stroncato ed è assolutamente intollerabile.

Al dire di Andor, il pericolo che scoppino tensioni sociali comincia ad essere tangibile e sempre di più vicino, ma anche questo potrebbe tornare utile per imporre un ferreo e teutonico ordine gerarchico selettivo. Un tale tipo di pericolo non può essere prevenuto se non attraverso un maggior grado di conferimento di poteri federali all’Europa. In altri termini per poter rendere sicura ed inattaccabile la zona euro i Paesi aderenti dovrebbero trasferire totalmente la loro sovranità a Bruxelles. Ergo, questa nuova entità statuale dovrebbe essere dotata in primis dei necessari strumenti repressivi sia dal punto di vista legislativo, sia da quello preatico, sia dal punto di vista penale: il tutto perfettamente uguale ad ogni latitudine e presso qualsiasi stato europeo. Gli eurocrati non sono nemmeno sfiorati dalla deprecabile idea che possano essere loro la fonte di tutti questi problemi.

Il Cancelliere tedesco Angela Merkel ha praticamente imposto che  Jean-Claude Juncker diventasse il presidente della nuova Commissione europea. Una decisione, questa, presa come al solito in ambienti estranei o a latere  della politica ed assolutamente avulsa dia qualsiasi tipo di mandato affidato dalla sovranità popolare. Le lobby partitiche che agiscono ai margini della costruzione europea, nella fattispecie pratica i Popolari, elaborano progetti e si partiscono poltrone sulla testa dei popoli, infischiandosene della democrazia e di chi teoricamente dovrebbe detenere la vera sovranità, cioè i popoli.

Juncker Presdente della Commissione europea: Eurocrazia o Europazzia?

In una lettera confidenziale la Merkel ha affermato come lei stessa sia stata obbligata a proporre la candidatura di Juncker per ragioni di politica interna. La Cancelliera in realtà sembra sempre perseguitata dall’ombra di Banco dell’ex Cancelliere Helmut Kohl. La Merkel ha quasi detto, con la solita gentilezza e diplomazia teutonica, al Premier inglese Cameron che l’Europa non ha nessuna intenzione di farsi carico dell’Inghilterra. Persino il comitato di stabilità finanziaria tedesco ha posto l’attenzione, in un suo rapporto ufficiale, sul fatto che l’economia tedesca corra ancora un certo numero di rilevanti pericoli potenziali.  Ergo ne deriva che per salvaguardare l’economia della nazione egemone sia necessario continuare ad stringere il cappio intorno al collo dei paesi più deboli e meno «virtuosi»: che gentilezza d’animo!!

Nel frattempo, nonostante tutte le misure restrittive, le manovre correttive, le tasse sempre più odiosamente insopportabili, ed un rilevante aumento delle chiusure delle aziende e dei suicidi dei titolari delle medesime, il debito pubblico italiano ha raggiunto i 2200 miliardi di euro: un vero record. La crescita è esponenziale ed inarrestabile, molto di sicuro incide l’atteggiamento di totale chiusura della Casta italiota, che si oppone a qualsiasi riduzione dei suoi privilegi, quasi fino all’aperta rivolta contro tutti. Alla fine di maggio, il nuovo Primo Ministro italiano Renzi aveva annunciato in maniera piuttosto eclatante e con un clamore mediatico senza precedenti, la sua intenzione di stimolare l’economia attraverso dei massicci investimenti che sarebbero stati finanziati da nuovo debito pubblico. Aria fritta! Parafrasando Malaparte possiamo ben dire che i maledetti toscani hanno bocca larga e… brontolone!

Si è addirittura sfiorata una crisi politica senza precedenti, in Italia, con l’annuncio delle dimissioni di 14 senatori appartenenti al partito democratico lo stesso del premier. Come ricordiamo essi hanno accusato il Governo di avere intenzionalmente sostituito due senatori della Commissione Affari Costituzionali del Senato, per permettere di avallare i progetti di legge presentati dalla Presidenza del Consiglio, in maniera assolutamente antidemocratica. Questa situazione ha poi obbligato Renzi a stringere un'alleanza con Forza Italia, il partito di Berlusconi, rompendo un tabù che aveva fatto da unico collante quando la sinistra era all’opposizione.

In Belgio, a pochissime settimane dalle elezioni politiche, non esiste ancora un Governo effettivo. Gli incontri preliminari per cercare di formare una coalizione sono falliti intorno ai progetti sull’avvenire del paese. Ma tutto questo per la UE è un buon affare, in quanto Elio Di Rupo, Primo Ministro ancora in carica, avvalendosi delle funzioni interinali ha avallato senza discutere tutte le decisioni prese da Bruxelles. Questo tipo di atteggiamento ha fortemente contrariato l’opinione pubblica belga.

Martin Arthur Armstrong  è l’ex Presidente del Princeton Economics International Ltd. È meglio conosciuto, nei milieu economici internazionali, per le sue previsioni economiche basate sul Modello economico della fiducia, che ha sviluppato nelle sue ricerche presso la prestigiosa università americana. Un eretico insomma. (1)

Nel settembre 1999, Armstrong è stato citato in giudizio dalla Securities and Exchange Commission e dalla Commodity Futures Trading Commission per frode. Il personaggio non ha sicuramente peli sulla lingua e non gli manca di certo coraggio, sfacciataggine ed incoscienza.



Durante il processo intentato contro di lui, Armstrong fu condannato ad una pena di oltre sette anni per disprezzo della corte civile, uno dei rarissimi casi di applicazione sanzionatoria del reato di disprezzo civile nella storia legale americana. Come vedete il sistema si autodifende in maniera automatica e rigetta qualsiasi tipo di corpo estraneo.

Nell’agosto 2006, Armstrong venne dichiarato colpevole di un comportamento cospiratorio  atto a commettere frodi  e gli fu comminata una condanna a cinque anni di carcere. Il sistema finanziario americano è feroce e spietato contro chi gli si mette di traverso: val la pena ricordare che una simile sorte toccò anche a Lyndon LaRouche qualche anno addietro.

In un articolo Martin Arthur Armstrong così scrive a proposito della situazione dell’area Euro:

«Da qualunque punto di vista lo si voglia considerare, la Commissione europea  indirizza sempre le proprie risoluzioni e la propria linea politica contro i popoli dell’Unione. Andor pretende una sempre maggiore integrazione europea per poter salvare l’Europa. Ma in realtà gli eurocrati tutto quello che vogliono è salvare soltanto ed unicamente i propri interessi ed i propri privilegi, oltre al proprio potere.

L’agenzia di rating  Standard & Poor si allarma per il continuo crescere del debito pubblico europeo. Pur in presenza di migliaia di miliardi di euro che la Banca Centrale europea ha immesso sul mercato, il fattore di debito è esploso in maniera particolare proprio nelle imprese. E questo ha causato ancora una maggiore implosione dell'economia ed un aumento esponenziale della disoccupazione soprattutto quella giovanile.

Il prezzo degli immobili, seguendo una logica abbastanza lineare in momenti di crisi come questi, continua a salire soltanto in quelle aree in cui affluiscono copiosamente capitali esteri. Questo come conseguenza diretta della libera circolazione e della volatilità dei capitali su tutti i mercati.

La politica perseguita dalla troika non eletta ed autoreferenziale europea, non può che distruggere definitivamente l’Europa ed invece di concentrare gli sforzi per cercare di eliminare la guerra, essi fanno di tutto per generare divisioni e caos.

Il boom degli investimenti immobiliari è la naturale conseguenza dei movimenti di capitali. I francesi acquistano molto in Belgio per tentare di sfuggire alla follia del loro governo che li tassa allo stremo. Conseguentemente, in linea generale, i francesi hanno scelto di ritirare i loro denari dalle banche e di investirli nel mattone fuori dei loro confini, ma al riparo da tassazioni abnormi e demagogiche.

Anche in Inghilterra il settore immobiliare è molto florido grazie all'afflusso continuo di capitali esteri, ma la stessa identica cosa si produce in Stati come la Nuova Zelanda l’Australia, il Canada.

Al contrario sul mercato cinese i prezzi del settore immobiliare si abbassano per la prima volta negli ultimi anni. Anche negli Stati Uniti il settore immobiliare indietreggia nella fascia intermedia di acquisto, mentre quello degli immobili di lusso ha ripreso vigore grazie, sempre, ad un potente afflusso di capitali esteri».

Ormai manca poco al completamento della desertificazione economica europea, forse il colpo definitivo verrà dato dalla Unione commerciale transatlantica che i burocrati di Bruxelles portano avanti nel segreto latomico più fitto ed impenetrabile. Stati come l’Italia, la Grecia, la Spagna, l’Irlanda sono destinati o a fallire o a creare un’area a bassa velocità di viluppo, a basso tenore tecnologico, a costi e salari da terzo mondo ed a produrre manufatti di scarsissima qualità e dal costo irrilevante, per fare argine all’espansione cinese ed indiana. Il relativo, ma ahimè temporaneo, miglioramento economico a cui stiamo assistendo, sarà sicuramente episodico e molto simile a quello che solitamente precede il trapasso.

Al di fuori della roboante retorica reziana, o ai pannicelli caldi che cercano di rianimare un circuito di fiducia, se proprio non di una sperata rinascita dell’orgoglio nazionale, di un recupero in extremis della autostima nel nostro sistema economico, ormai il tracollo finale è alle porte. E se a qualcuno verrà in mente, come ultimo colpo di coda per salvarsi, di uscire dalla nefasta e mefitica morsa della moneta europea, statene certi, il tutto sarà sarà fatto con il massimo del dilettantismo e nella maniera più assurda ed irrazionale.  Ovviamente senza nemmeno un minimo di programmazione di qualsiasi genere. Senza nemmeno un abbozzo di azione diplomatica svolta nei confronti di quei Paesi che potrebbero formare, insieme all’Italia, una massa d’urto capace di assorbire, in maniera meno traumatica possibile, una evenienza dai subitanei e temporanei caratteri catastrofici di questo genere.

Luciano Garofoli



1) Armstrong è lo sviluppatore del Modello economico di fiducia basata su cicli di business e del fattore π. Egli è passato alla storia per aver predetto il crollo del 1987. Utilizzando la sua teoria che i cicli di boom-bust si verificano una volta ogni 3.141 giorni (numero π moltiplicato per 1000). Armstrong è anche riuscito a prevedere con precisione temporale perfetta, il crollo del Nikkei nel 1989 ed anche il crollo finanziario della Russia nel 1998.




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