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Prestiti segreti della Fed, le banche hanno guadagnato 13 miliardi
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I prestiti concessi alle banche americane... una cifra vertiginosa!

Dopo oltre due anni sono stati resi noti i dettagli sui prestiti segreti concessi dalla Federal Reserve ai principali colossi bancari in occasione della crisi del 2008.
Bloomberg LP ha infatti vinto una causa contro la Fed e la Clearing House Association. Di conseguenza, l'agenzia di stampa ha ottenuto la possibilità di rendere pubbliche le informazioni contenute in oltre 29 mila pagine di documenti della banca centrale americana.

Le cifre sono da capogiro. E sovrastano anche quelle del TARP (Troubled Asset Relief Program), il programma d'emergenza da 700 miliardi di dollari istituito dal governo di Washington allo scoppio della crisi per sostenere gli istituti in difficoltà. I fondi sborsati dalla Fed a favore delle banche, infatti, nel mese di marzo del 2009 ammontavano complessivamente a circa 7.700 miliardi di dollari. Pari a circa la metà del valore dell'intera produzione statunitense di quell'anno. In cambio, alle banche non è stata imposta nessuna limitazione – come accadeva invece col TARP, che prescriveva ad esempio un tetto alle retribuzioni dei dirigenti.

Inizialmente sono stati diffusi soltanto i dati aggregati, senza entrare nello specifico dei beneficiari e dei tassi d'interesse applicati. Ora invece è stato reso noto che a fare la parte del leone sono state JPMorgan Chase, Bank of America, Citigroup, Wells Fargo, Morgan Stanley e Goldman Sachs, che hanno incassato il 63% dei prestiti della Fed. Per un totale di 460 miliardi di dollari, oltre ai 160 miliardi del TARP.

Grazie ai tassi d'interesse agevolati concessi dalla Fed, le banche beneficiarie hanno guadagnato in tutto circa 13 miliardi di dollari nel periodo compreso fra il mese di agosto del 2007 e il mese di aprile 2010. L'agenzia Bloomberg ha pubblicato anche un grafico con i dettagli relativi ai singoli istituti.

La Federal Reserve dichiara che quasi tutti i prestiti sono stati restituiti e che non ci sono state perdite. Ma i contribuenti un prezzo l'hanno pagato: se non altro perché tali finanziamenti segreti hanno contribuito a preservare lo status quo che aveva condotto alla crisi e hanno permesso alle banche di espandere ulteriormente le proprie dimensioni. Senza contare le implicazioni legate alla mancanza di trasparenza. 

Proprio gli istituti soccorsi dalla banca centrale americana, infatti, erano gli stessi che facevano lobbying contro le nuove regole imposte dal governo a seguito della crisi. E, mentre intascavano i prestiti, cercavano di rassicurare gli investitori a proposito della solidità del proprio capitale. È il caso di Bank of America, che il 26 novembre 2008 si dichiarava «uno dei colossi bancari più forti e più stabili al mondo», e nel frattempo doveva 86 miliardi di dollari alla Fed. O di JPMorgan Chase, che il 26 febbraio 2009 è arrivata al picco di 48 miliardi di dollari.

Nella sola giornata del 5 dicembre 2008 è stata segnata una sorta di record, con 1.200 miliardi di dollari di prestiti erogati.

Fonte >
  Valori.it




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