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Putin: «Gli Usa coinvolti nella morte di Gheddafi»
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Il premier russo: «I droni hanno attaccato la colonna di auto, poi con le loro radio, hanno fatto arrivare i combattenti»

MOSCA
- Il primo ministro russo Vladimir Putin ritiene che l'ex leader libico Muammar Gheddafi sia stato «ucciso senza un'indagine o processo» da droni stranieri, «compresi quelli degli Stati Uniti» e da unità speciali. Durissimo il giudizio del neocandidato al Cremlino e leader russo. «Hanno mostrato al mondo intero come è stato ucciso» ha detto Putin. «C'era sangue dappertutto, è questa la democrazia? Chi è stato? I droni, compresi quelli degli Stati Uniti, hanno colpito il suo corteo e poi dei commando, che non avrebbero dovuto essere lì, hanno chiamato via radio la cosiddetta opposizione e i militanti». Putin, candidato al Cremlino alle prossime presidenziali, ha parlato al Paese in diretta tv.

«CI TEMONO» - «C'è chi vuole mettere in disparte la Russia perchè non gli impedisca di dominare nel mondo». Il premier Putin ha anche risposto commentando le dichiarazioni del senatore Usa John McCain, il quale aveva ammonito che il premier russo potrebbe fare la stessa fine di Muammar Gheddafi, il leader libico. «Temono il nostro potenziale nucleare», ha aggiunto il premier. «Abbiamo comunque più amici che nemici nel mondo», ha poi detto il capo del governo nella sua diretta tv con i cittadini.

- Il premier russo ha ironizzato sul nastro bianco scelto dai manifestanti contro i brogli elettorali: «Onestamente, quando ho visto sullo schermo che alcuni avevano il nastrino appuntato, inizialmente ho pensato che fosse propaganda della lotta contro l'Aids e che queste cose, chiedo scusa, fossero preservativi», ha detto il premier.

Poi ha definito «divertenti» le immagini apparse sul magazine Vlast, che mostravano una scheda elettorale con ingiurie nei suoi confronti. Foto che sono costate il posto al direttore generale di «Kommersant-Holding» Andrei Galiev e il direttore della rivista Max Kovalski, silurati dall'editore-oligarca Alisher Usmanov. «Ho visto le immagini, mi divertivano molto e mi hanno persino rallegrato. Non ci ho visto nulla di nuovo», ha detto il primo ministro in diretta tv, rispondendo alle domande dei russi dal vivo. La casa editrice ha spiegato il licenziamento come una violazione delle procedure interne, mentre lo staff di «Kommersant», in risposta, ha scritto una lettera aperta, parlando di «azione di intimidazione».

Redazione Online

Fonte > 
Corriere.it



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