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Strage in Siria, esplodono autobombe
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Due ordigni contro l'intelligence a poche ore dall'arrivo in Siria degli osservatori della Lega Araba. La tv di Stato: opera di Al Qaeda Sul web i dubbi degli attivisti

Due kamikaze a bordo di auto imbottite di esplosivo hanno fatto strage a Damasco, uccidendo 40 persone, soprattutto civili, e ferendone più di 150. L’annuncio è stato dato dalla tv del regime, che ha immediatamente puntato il dito contro al Qaeda ed ha parlato di un arresto già effettuato. Gli attacchi - in Siria eventi terroristici di questo tipo sono una rarità - sono coincisi con l’inizio della missione degli osservatori della Lega Araba, giunti ieri nel Paese. Nel mirino degli attentatori, la sede del direttorato generale della Sicurezza e il quartier generale di un’altra agenzia dei servizi. Le due esplosioni, che hanno scosso la capitale nelle prime ore del mattino, sono state udite a grande distanza dal luogo degli attacchi, il quartiere centrale di Kafr Susa. Qui si sono subito recati gli osservatori arabi, guidati dal vice segretario generale della Lega, Samir Seif al-Yazal, e il viceministro degli Esteri siriano, Faisal Meqdaq.

«Nel primo giorno dopo l’arrivo degli osservatori arabi, questo è il regalo che ci fanno i terroristi e al Qaeda. Ma noi faremo tutto il possibile per facilitare la missione della Lega», ha affermato Meqdaq. «Ciò che è successo è increscioso ma non bisogna perdere la calma», ha osservato invece Yazal. «Noi abbiamo intenzione di andare avanti col nostro lavoro», ha aggiunto. Il team della Lega Araba conta, per ora, 9 persone, incaricate di preparare il terreno per l’arrivo, domenica, di 30 osservatori. Nel frattempo la tv di Stato mandava in onda le prime, strazianti scene degli attacchi, con corpi insanguinati, cadaveri mutilati, edifici ridotti in macerie e il gigantesco cratere provocato dalle esplosioni.

Il Libero Esercito Siriano, organizzazione dove sono confluiti i soldati disertori in lotta contro Bashar al-Assad, ha fatto sapere di non c’entrare con gli attentati. Dal ministero degli Esteri siriano, invece, è trapelata la notizia di un’allerta, diramata da Beirut, su terroristi di al Qaeda che dal Libano si sarebbero infiltrati due giorni fa in Siria. La velocità con cui la tv di Stato ha indicato la matrice degli attentati ha suscitato più di una perplessità tra gli attivisti; alcuni temono che i kamikaze siano stati assoldati dallo stesso regime, tanto più che testimoni riferiscono che le strade intorno al luogo delle esplosioni erano state transennate prima che si verificassero gli attacchi. Hezbollah, invece, ha accusato gli Usa della strage. Intanto, nel Paese altre 20 persone sarebbero state uccise dalle forze di sicurezza.

Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ha chiesto di porre fine «alle violenze contro i civili» e ha esortato Damasco ad attuare rapidamente «le intese sottoscritte con la Lega Araba».

Fonte >  Stampa.it


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