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Stretto di Hormuz, tensione Teheran avverte l'America: "Nessuno può darci ordini"
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Sale la tensione tra il governo iraniano e la comunità internazionale. La minaccia lanciata da Teheran di chiudere lo stretto di Hormuz ha spaventato gli Stati Uniti d'America e ha messo in allerta l'Occidente.

Dal canto suo l'Iran ha denunciato l’entrata di una portaerei americana nella zona dove, dal 24 dicembre, si stanno svolgendo le manovre militari iraniane. Il governo di Teherna ha già fatto sapere di essere pronto al confronto militare con chiunque entri nell’area.

Lo stretto di Hormuz è forse il corridoio più strategico del pianeta. E', infatti, qui che passa un terzo del traffico marittimo mondiale di petrolio, quasi un quinto dello scambio mondiale di greggio. Non stupisce, dunque, che la minaccia di Teheran abbia creato scompiglio nella comunità internazionale. "Un aereo da ricognizione iraniano ha identificato una portaerei statunitense nella zona di manovra in cui sono dispiegate le navi da guerra iraniane, ha scattato foto e filmato le immagini - ha dichiarato l’ammiraglio Mahmmoud Moussavi - in linea con il diritto internazionale, siamo pronti a confrontarci con i trasgressori che ignorino i perimetri di sicurezza imposti per le esercitazioni".

La nave da guerra "avvistata" è probabilmente la portaerei a propulsione nucleare "Uss John Stennis", una delle più grandi unità navali della marina americana che Washington aveva già annunciato di voler inviare nella zona. Il governo iraniano, già sottoposto a numerosi tornate di sanzioni per il suo programma nucleare, ha già minacciato diverse volte di voler chiudere lo stretto qualora dovesse essere attaccato o se la sua economia dovesse essere ulteriormente soffocata. Una mossa che sprofonderebbe nel caos il mercato mondiale del petrolio.

Ieri il capo della marina iraniana ha spiegato che chiudere lo stretto sarebbe "come bere un bicchier d’acqua". In realtà, dicono gli analisti, non sarebbe affatto facile: "La Quinta Flotta statunitense, di stanza in Bahrain, è vicina, e riesce a monitorare facilmente i movimenti iraniani". "L’Iran - spiegano gli analisti - potrebbe replicare la misura di blocco adottata dalle navi da guerra americane durante la crisi dei missili cubana, oppure creare problemi alle petroliere occidentali con missili, mine o attacchi kamikaze; ma non è facile affondare una superpetroliera che è molto più grande e resistente di una nave da guerra". Secondo Debkafile, le forze degli Stati Uniti e della Nato nel Golfo Persico sono già in allerta perché "gli iraniani si stanno preparando a seminare di mine lo stretto".

Fonte >  Giornale.it


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