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Siria, la condanna (quasi unanime) dell'assemblea Onu alle repressioni del regime
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Gli USA accusano l'Iran di finanziare Al Qaeda in Siria

L'Assemblea generale dell'Onu ha adottato a schiacciante maggioranza una risoluzione di condanna della repressione in corso da 11 mesi in Siria, costata la vita a oltre 6.000 persone. Il voto è stato espresso solo 12 giorni dopo il veto posto da Russia e Cina a un documento simile discusso in Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Approvata con 137 voti a favore e 12 contrari (su 193 Stati membri), la risoluzione chiede al Presidente Bashar al Assad di cessare gli attacchi contro i civili, di riportare l'esercito nelle caserme e di collaborare con la Lega araba per garantire una transizione democratica, mentre sollecita l'Onu a nominare un inviato speciale per la Siria. I voti contrari alla risoluzione sono arrivati, tra gli altri, da Cina, Russia, Iran, Cuna, Corea del Nord e Venezuela.

LA RISOLUZIONE - La risoluzione ha un valore soprattutto simbolico, essendo l'Assemblea generale un organo consultivo. Tuttavia, il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha «salutato il messaggio tanto atteso» e ha invitato «le autorità siriane ad ascoltare l'appello della comunità internazionale e la voce del popolo siriano». Gli Stati Uniti hanno accusato Teheran di sostenere al Qaida e di esportare «pratiche barbare» di violazioni di diritti dell'uomo in Siria. Il ministero dell'Intelligence e della Sicurezza iraniano (Vevak) «viola i diritti dell'uomo fondamentali dei cittadini iraniani ed esporta le sue pratiche barbare per sostenere l'odiosa repressione del regime siriano contro la sua popolazione», ha scritto il Dipartimento del Tesoro in un comunicato in cui annuncia sanzioni senza effetto contro questo dicastero. Il Tesoro ha accusato il ministero iraniano anche di offrire il suo «sostegno a gruppi terroristici, tra cui Al Qaida, Al Qaida in Iraq, Hezbollah e Hamas». Anche il numero uno dell'intelligence nazionale Usa, James Clapper, ha dichiarato ieri davanti al Senato che il duplice attentato con autobomba del 10 febbraio scorso in Siria è stato messo a segno, con molta probabilità, dal ramo iracheno di Al Qaida.

Fonte >  Corriere.it


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