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Strage di Kandahar, i talebani minacciano: "Uccideremo gli americani malati di mente"
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Un soldato americano fa strage di cittadini afghani

KABUL
- I talebani hanno giurato di vendicare il massacro dei 16 civili afgani 1 compiuto da un soldato americano nel sud dell'Afghanistan, nei pressi di Kandahar, promettendo di intensificare i loro attacchi contro "i selvaggi americani malati mentali".

"Vendicheremo ognuno dei martiri uccisi selvaggiamente dagli invasori", si legge su un sito Internet dei ribelli islamisti. "La maggior parte delle vittime sono bimbi innocenti, donne e anziani, massacrati dai barbari americani che hanno rubato le loro preziose vite senza ritegno, macchiandosi le mani del loro sangue".

"I terroristi americani cercano scusanti per colui che ha perpetrato questo crimine inumano sostenendo (...) che è un malato mentale", hanno precisato i talebani. "Se gli autori di questo massacro fossero realmente malati mentali, allora questo dimostrerebbe una nuova trasgressione morale dell'esercito statunitense perché esso arma, in Afghanistan, dei matti che poi le puntano senza riflettere contro afgani senza difesa", hanno concluso i talebani.

Per il presidente afgano Hamid Karzai quello di ieri è un "crimine imperdonabile". Dal Dipartimento di Stato americano è arrivato "dolore" per "l'atto di violenza contro gli amici afgani", mentre il comandante delle truppe Usa e della missione Nato in Afghanistan, il generale John Allen, ha affermato di essere "assolutamente impegnato nell'assicurare che chiunque sia riconosciuto colpevole di comportamenti sbagliati venga perseguito".

Cnn: "Sergente 35enne autore del massacro"
. L'autore della strage sarebbe un sergente americano di 35 anni, sposato e con due figli, che in passato aveva prestato servizio per tre volte in Iraq e da dicembre aveva iniziato la sua prima missione in Afghanistan. Lo ha rivelato la Cnn, citando una fonte militare americana che ha chiesto l'anonimato. Il militare era assegnato al supporto delle forze speciali, Berretti verdi o Navy Seals, impegnate nella stabilizzazione di un vicino villaggio.

Esercito Usa: "Vittime tra 13 e 19".  Il tenente colonnello Jimmie Cummings, portavoce dell'esercito degli Stati Uniti, ha usato la parola "teens" per indicare il numero dei morti nella strage di civili. La parola indica un numero compreso tra 13 e 19. Non ha voluto essere più specifico, dicendo che le forze Usa non hanno avuto l'autorizzazione per effettuare un conteggio indipendente dei corpi delle vittime.

Parlamento afgano chiede processo pubblico. Il Parlamento afghano ha chiesto un processo pubblico per il soldato Usa autore della strage tra i civili. "Chiediamo e ci aspettiamo seriamente che il governo americano punisca i colpevoli e li faccia processare in un procedimento pubblico davanti al popolo afgano", si legge in un comunicato.  ''La Wolesi Jirga (la camera bassa dell'Assemblea di Kabul, ndr) condanna questo atto brutale e disumano commesso da soldati americani'', si legge nella nota. ''È finita la pazienza degli afgani per le imprudenze commesse dalle truppe straniere'', prosegue il testo, in cui i parlamentari sottolineano di avere il dovere di proteggere la vita, la proprietà e l'onore dei cittadini.

Usa promettono inchiesta 'rapida'. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama ha promesso una rapida inchiesta sulla "scioccante" uccisione di 16 civili in Afghanistan e ha telefonato all'omologo afgano Karzai esprimendo le sue condoglianze e dicendosi addolorato per l'accaduto. Obama ha definito il massacro "tragico e scioccante", si legge in una nota della Casa Bianca, nella quale si precisa che durante la conversazione con Karzai, secondo il quale si è trattato di "omicidi intenzionali", il presidente Usa "si è impegnato ad appurare i fatti quanto più rapidamente possibile e a chiederne conto a tutti i responsabili". E intanto l'ambasciata americana a Kabul ha lanciato un allerta a tutti i suoi cittadini in Afghanistan avvertendo che, a seguito della strage, "esiste il rischio di un sentimento anti-americano e di proteste nei prossimi giorni".

Le reazioni. La Russia si è detta profondamente scioccata per il massacro di civili afgani: lo ha dichiarato Konstantin Dolgov, incaricato dei diritti dell'uomo del ministero degli Affari esteri. ''Dei civili sono stati privati, in modo premeditato e cinico, del loro diritto fondamentale, il diritto alla vita. Questo atto inumano è allo stesso livello dei crimini più gravi perpetrati durante i conflitti armati'', ha accusato il diplomatico, citato dall'agenzia Ria Novosti. Mosca, ha sottolineato, ha preso nota delle dichiarazioni fatte dalle autorità americane, che hanno promesso di indagare minuziosamente su questo incidente e di punire i responsabili. "Si tratta chiaramente di un evento tragico. I nostri pensieri e le nostre condoglianze vanno ai familiari di chi è morto. Ma rispetteremo i piani", ha detto un portavoce del premier britannico David Cameron. "È un atto abominevole perpetrato da un singolo individuo e vi è un indagine della Nato/Isaf in corso - ha proseguito -. Abbiamo un piano di transizione che permetterà agli afghani di assumere il controllo della sicurezza e lo rispetteremo".

Discordanza sul nome dei villaggi
. Ci sono discordanze su quali siano i villaggi afghani teatro della strage. Funzionari americani e afgani hanno identificato le località come Balandi e Alkozai, mentre il ministero della Difesa di Kabul ha detto che i fatti si sono verificati a Najiban e Alkozai.

VIDEO - Merkel, visita a sorpresa in Afghanistan 2

La visita della Merkel. La cancelliera tedesca Angela Merkel è arrivata oggi in Afghanistan per una visita a sorpresa alle truppe tedesche a Mazar-i-Sharif. Lo ha annunciato un suo portavoce, secondo cui la Merkel si sarebbe dovuta recare a Konduz, ma ha dovuto cambiare destinazione a causa delle forti nevicate.  L'ultima visita della cancelliera tedesca in Afghanistan risaliva a dicembre 2010, per incontrare i soldati tedeschi alla vigilia del Natale. l processo di riconciliazione tra governo di Kabul e militanti Talebani ha fatto registrare alcuni progressi, non tali però ancora da consentire il ritiro delle truppe internazionali: "Ecco perché non posso ancora dire che saremo in grado di portarlo a termine entro il 2013/2014", ha detto la Merkel riguardo alla possibilità di un ritiro delle forze internazionali dall'Afghanistan entro la data del 2014. "La volontà c'è, lo vogliamo realizzare, e su questo stiamo lavorando", ha chiarito il cancelliere incontrando i militari tedeschi di stanza nel paese. Il ritiro del contingente tedesco dalla città settentrionale di Faizabad, in programma pr ottobre, sarà un test per verificare se "il passaggio delle responsabilità funziona". La Merkel ha anche avuto un colloquio telefonico con il presidente afghano Hamid Karzai al quale ha espresso le proprie condoglianze per la morte di 16 civili uccisi ieri.

Isaf aumenta misure di sicurezza. Le forze della coalizione in Afghanistan hanno aumentato le misure di sicurezza dopo la strage. Lo ha fatto sapere il portavoce delle forze Isaf nel Paese, il brigadiere generale Carsten Jacobson, dicendo che si tratta di una procedura standard. "Ovviamente abbiamo preso misure di sicurezza a seguito dell'incidente di ieri", ha detto. Massima allerta anche nelle basi italiane della missione Isaf.  Il timore è che, a poche settimane dalle proteste in tutto il Paese seguite alla profanazione di alcune copie del Corano 3nella base americana di Bagram, questo nuovo gravissimo episodio possa turbare i rapporti con le autorità e la popolazione locale. ''Al momento non si registrano conseguenze o incidenti di alcun tipo'', precisano fonti del Comando regionale Ovest a guida italiana della missione.

Fonte >  Repubblica.it


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