Prime zappate sui piedi Maurizio Blondet
“Non ci faremo portare fuori
strada da questi figuri”, è finito il tempo dell'opposizione: ora abbiamo la
conferma che la maggioranza si è fatta votare per dialogare con l’opposizione.
E che la cosidetta opposione non farà l’opposizione, ma un intenso dialogo per
preservare la gallina dalle uova d'oro. E già si intravedono le prime
candidature di sinistra per posti chiave che rimarranno a carico nostro.
Visco: ultimo schizzo d’odio Maurizio Blondet
Visco ha commesso un atto
illegale. E’ sub-ministro di un governo uscente, sconfitto dal voto. La
pubblicazione delle liste dei contribuenti è un atto dirompente come un
attentato da brigatista rosso, una manifestazione di odio verso i cittadini.
La pirlo-crazia Maurizio Blondet
Statalismo demenziale e regionalismo che ha già dimostrato maggiori soprusi di quanti vorrebbe combatterne: questa la situazione a cui, noi italiani, siamo destinati a partecipare, noi si, da contribuenti. Siamo alle larghe intese della demenza. Ci sarà mai più un’altra classe dirigente, da noi?
«Sicurezza» a Roma Maurizio Blondet
Alemanno non farà nulla per la
sicurezza, esattamente come hanno fatto nulla Veltroni e Rutelli. Non può farla
perchè AN è la rappresentanza politica di un ceto sociologico preciso: i
piccoli statali centro-meridionali. AN non può nè vuole alienarsi il suo
elettorato, la sua «forza», che a Roma è una maggioranza potente e Alemanno è uno di loro.
Il «Primo Stato» della repubblica Maurizio Blondet
I
grandi evasori della repubblica: le mega-coop e i sindacati, un caso di scuola,
da studiare nelle facoltà di economia. «Fare i conti in tasca alle
organizzazioni sindacali, è difficile, anche perchè le loro fonti di guadagno
sono le più disparate». Una sotto casta, ma altrettanto parassita; un giro
d’affari vicino ai 5-6 miliardi annui.
Avremo tempo di deluderci Maurizio Blondet
Il
punto della situazione sulle elezioni: se da una parte alcuni dati veramente
incoraggianti possono far ben sperare noi poveri cittadini, dall’altra i poteri
più o meno occulti che influenzeranno anche questo nuovo governo sono ancora
li’. Alcuni scelti da noi, altri imposti. Berlusconi ha nuovamente ricevuto dal
popolo un mandato fortissimo, come la volta precedente.
Il solo motivo per le larghe intese (e quello vero) Maurizio Blondet
Come ogni volta prima delle elezioni la speranza
che chi sarà incaricato di governarci possa cambiare le cose, si infrange
contro un’«indignation fatigue». Le
larghe intese potrebbero servire a ripulire il campo dai cadaveri di un Italia
arraffona e disonesta.
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