Bertolaso for premier, invece di Draghi Maurizio Blondet
L’uomo che dovrebbe essere in galera per tradimento è oggi alla massima poltrona di Bankitalia. E da lì critica publicamente le misure dell’attuale dirigenza. Draghi sta preparando così la sua nomina a capo governo «tecnico» post-berlusconiano. E i media sono tutti ai suoi piedi, mentre Berlusconi strafà, esagera, straparla. L’Italia è un disastro perenne, tanto che dovrebbe farsi amministrare dalla Protezione Civile e dal suo «uomo del fare».
Sul referendum: perchè Sì Maurizio Blondet
Il referendum del 21 è in
qualche modo un rimedio disperato ad una patologia gravissima; una scelta, per
di più, offerta a un popolo italiano diviso in tifoserie
demenziali-irrazionali. Ovviamente, sono contro il referendum i partiti minori, e si capisce perchè. Se non passerà sarà la
vittoria di dipietristi, leghisti, micro-comunisti, pannelliani, truppe mastellate d’Irpinia.
L’incerto futuro di «Papi», e il nostro Maurizio Blondet
Se i misteriosi poteri forti
globali vogliono rovinare Berlusconi,
non devono faticare troppo; Berlusconi si rovina da solo. La sua immagine
internazionale è già devastata; e l’ha devastata lui. Preoccupante invece il
futuro di questo Paese, con il “difensore del parlamento” pletorico si sta
guadagnando gli elettori per il Quirinale e nessuna alternativa credibile al
dopo-Salame. Il destino politico italiano è lo sgretolamento di ogni progetto e
la paralisi.
Immigrazione all’italiota Maurizio Blondet
Questo Paese è il
paradiso dei criminali e per questo che i delinquenti vengono qui da tutto il
mondo, sanno che magistratura abbiamo. Il tutto, mentre «infuria la polemica»
sull’immigrazione senza che si affronti il problema centrale: la tutela del
debole, e la punizione dell’arrogante e del prevaricatore. Tipico. Italiota.
Falso e incivile, parolaio e inefficace.
Felici nelle mani di un pazzo Maurizio Blondet
Molti politici sono
personalità ipo-maniache, patologia che finchè dominata, ha un risvolto
socialmente vantaggioso. Ma questo disturbo si aggrava con l’età e Berlusconi
ha già dato numerose prove di colpi di
testa maniacali. La vera tragedia è che
incontra un popolo parimenti patologico e un Paese senza nessun potere che possa
difendere lo Stato.
La festa del 26 aprile Maurizio Blondet
Geniale, ancora una volta. Un
altro stupendo colpo di scena in diretta-TV, con cui il Cav si è confermato
padrone assoluto del palinsesto-Italia. Il 25 aprile era la «festa» della
divisione perpetua, della lacerazione nazionale ritualmente rinnovata. «Farla
tutti insieme», anche con le ministre che sono ex-veline nate dopo il 1970,
significa farla finire. In vacca o, se preferite, in varietà televisivo per
famiglie, tipo «Domenica In». Evviva il 26 aprile.
Il fascismo è tornato, come Endemol Maurizio Blondet
La sinistra ha sbagliato
ancora una volta: era all’erta contro il ritorno di stivaloni e manganelli
mentre le nuove camice nere, nell’epoca del porno-spettacolo, sono veline e
ministre delle scosciate, più popolari e telegeniche di Luxuria. L’8 settembre
morì la patria, oggi sostituita da Mediaset. E' il fascismo in giarrettiera,
dove tutto avviene in tv, virtuale e senza rischi per l’incolumità fisica,
«così umano» televisivamente parlando, da risultare invincibile.
Cavaliere, paghi lei Maurizio Blondet
L’Italia non è Mediaset; quei
400 milioni per accontentare l'ultima paturnia di Bossi, sono uno spreco di cui
non abbiamo bisogno. Il tenersi buona la Lega non è una necessità di noi
cittadini. La Lega può passare dall’altra parte, la capiamo Cavaliere, bisogna
ricomprarla continuamente. Ma Cavaliere, paghi lei: è a lei che serve questo
esborso, non a noi.
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