Good morning again, Vietnam Maurizio Blondet
Con Nixon la cittadinanza è
stata separata per la prima volta dall’obbligo di servire in armi. Forse anche
questo ha contribuito alla irresponsabilità sociale dell’ultimo ventennio. Gli
americani sono fin troppo lieti di fare da
«support the troops» agitando bandierine al passaggio di un’armata di
cui i loro figli non fanno parte. Dopo 8 anni di guerra perenne i segni
premonitori di rottura sono visibili. E allora cosa può succedere?
Neonazisti pagati da ebrei, ed altre falsità Maurizio Blondet
Il Canadian Jewish Congress
che infiltra il Canadian Nazi Party... una vecchia storia, se vogliamo, ma
sempre istruttiva, perchè le attuali leggi anti-odio, estese anche al web,
provengono da questo tipo di iniziative... Nessuna inchiesta indipendente è concessa
per l’attentato «islamico» di Londra mentre la EU si prepara al terrorismo
«indicibile». Per finire, con la solita arroganza degli eletti, alcuni brevi Chutzpah.
In gara per uccidere Obama Maurizio Blondet
L’Islam di cui Obama ha
parlato è «immaginario», quello vero è Al Qaeda, il terrore, pronto a colpire USA e sud America. Vedrà allora Obama cosa significa un altro 11 settembre...
Cristiani rinati, assassini solitari, terroristi pubblicizzati sul web e Israele
- con il Mossad sudamericano -, tutti contro Obama, il Jewish-hater dei nostri
tempi. Il Congresso regge per ora, ma di fronte ad un altro 9/11?
Tutti gli amici di Bin Laden Maurizio Blondet
La rabbia di Osama bin Laden
coincide singolarmente – non è la prima volta – con la rabbia
dell’establishment israeliano. Dopo tutti gli sforzi israeliani di gettare i
sunniti contro gli sciiti, e di istigare la spaccatura delle nazioni musulmane
secondo le linee di faglia etnico-settarie Obama manda tutto all’aria. Obama è
sul punto di diventare «il nemico di Israele» e puntualmente, anche il nemico
di Bin Laden.
False Flop: aggiornamenti Maurizio Blondet
Maggiori dettagli documentali
sulla strana vicenda dei 4 "terroristi neo-musulmani" del bronx che
avevano in progetto un'attentato ad una sinagoga newyorkese. E' Robert Fuller
l'agente provocatore dell'FBI dal passato torbido fatto di torture, clamorose
sviste e vite spezzate alla ricerca di qualche facile pista
"musulmana". American KGB.
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