«Mehsud agente CIA», e viene ucciso Maurizio Blondet
Ci sarebbero stretti legami
fra Mehsud, i servizi israeliani e la CIA, con lo scopo di destabilizzare il
Pakistan onde avere una scusa per sottrargli le sue testate atomiche e favorire
la strategia della tensione nella zona. Anche il Pakistan Daily non nasconde forti sospetti sull'emergente alqaedista.
Intanto, continua la propaganda anti-Iran sui media occidentali, silenziosi su
altri massacri, ora con un nuovo simbolo.
Afghanistan: massacri deliberati Maurizio Blondet
La vita dei musulmani costa
poco, sono esseri inferiori, si sa. In Afghanistan siamo lì in armi da otto
anni, e bombardiamo villaggi, e provochiamo un milione di profughi, per
«liberare le donne» dalla «sharia maschilista». Ma la verità è che il giorno della
liberazione degli Stati Uniti dal potere di Sion, è ancora più lontano di
quella delle donne afghane, che il chador lo perdono per sempre sotto i
bombardamenti.
Pakistan talebano: la nuova menzogna Maurizio Blondet
Una sanguinosa e paranoica
strategia della tensione che ha gettato il Pakistan in una catastrofe sociale,
è in atto da mesi. Fiumi di propaganda sui nostri media, la stessa in atto
contro l'Iran. La politica “agita” di Obama prosegue il solito progetto dettato dalla lobby
israeliana e da Avigdor Lieberman.
Pirati somali: per chi lavorano? Maurizio Blondet
La destabilizzazione della
Somalia è in corso da anni, per mano americana, parte del piano megalomane
targato Rumsfeld-Wolfowitz che prevedeva la conquista di 7 Paesi in 5 anni. La
presunta «impotenza» delle forze navali presenti è difficile da credere, anche
perchè, come abbiamo visto con la «Alabama», quando c’è la volontà politica,
operazioni del genere possono essere intraprese. Il braccio americano agisce
ovviamente in base ad altri progetti, come quello di voler «trasformare il Mar
Rosso in un lago ebraico».
Italiani in Afghanistan Maurizio Blondet
«Un territorio - l'Afghanistan
- controllato in stile mafia» non troppo diverso dalla «Sicilia o da Napoli
controllata dalla camorra», ma molto più estraneo e pericoloso. Le sciagure
delle campagne mussoliniane in Albania e Grecia possono replicarsi ad Herat. Si
rinverdisce una solida tradizione italiana, la guerra coi fichi secchi e le
scarpe di cartone. Berlusconi potrebbe scoprire prima del previsto come i
rovesci militari consumino in un lampo il carisma del «capo», forse ignaro che
tra la campagna afghana e l’«Isola dei Famosi» c’è qualche differenza.
Pakistan: October surprise? Maurizio Blondet
La logica neocon vuole un
Pakistan sempre più «instabile» e incline a finire...
Dopo il Caro Leader, il buio Maurizio Blondet
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del Nord si temono soprattutto le possibilità di...
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