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>  08 marzo 2008
Congratulazioni


Sono un pensionato di 70 anni, ex psicologo, psicoterapeuta e docente universitario.
Molto sinteticamente, per non rubarLe il Suo prezioso tempo, voglio dirLe che il Quotidiano on-line che Lei dirige é per me una salutare e indispensabile "ventata di aria pura" nel odierno tristissimo e lurido panorama nazionale (e, oserei dire, anche internazionale).
Ogni giorno leggo, con attenzione, gioia e, mi auguro, anche con profitto tutti gli articoli che in esso pubblicate e, in modo particolare, quelli scritti da Lei.
Pur non essendo sempre d'accordo con tutte le vostre idee - cosa che credo sarebbe, oltre che impossibile, anche un indicatore molto negativo -, ogni volta trovo nei vostri - e soprattutto nei Suoi - scritti spunti significativi e molto funzionali per l'analisi e la riflessione.
Grazie per quanto fate!
Che il Signore ve lo retribuisca... perché sono sicuro che molte altre persone, come me, traggono dal vostro notevole e pregevolissimo impegno motivi e stimoli efficaci che rinforzano i loro valori umani e cristiani.
Con ossequio e riconoscenza:

Pier Giorgio


>  08 marzo 2008
Ricordi della Palestina

 

Gentile Direttore,

seguo quotidianamente, e più volte al giorno, il suo giornale. 
Condivido molto di esso e lo trovo preziosa fonte di notizie non 
censurate.
Scrivo senza pretendere risposte, magari due righe di commento.
Sono stato in Medio Oriente nel 1981 e ho visitato anche un campo 
palestinese di Damasco dove sono stato casualmente ospitato
da persone meravigliose. Ricordo la maturità disincantata eppur 
generosissima, premurosa addirittura, di alcuni giovani palestinesi
miei coetanei (avevo 27 anni). Ricordo gli occhi spenti, seppure in 
un corpo vivo e sano, di uno di loro che era stato ferito in 
combattimento con gli israeliani.
Già ai tempi Israele pativa i quotidiani missili che dal sud del 
Libano venivano lanciati sull'alta Galilea.
Credo che la subito successiva invasione fosse scatenata sopratutto 
dall'insicurezza che il nord Israele soffriva a causa di ciò. Oggi 
combattono
i figli di coloro che ho conosciuto io. La cosa è fino ad oggi 
continuata allargandosi ai Qassam di Gaza e portando insicurezza 
anche al Sud.
Poichè ho anche buoni amici ebreo-israeliani, ho provato a mettermi 
nei panni di entrambi.
Tra l'altro, un giorno ho scoperto che tra i miei antenati vi era un 
nome simil ebraico (ricerche ulteriori hanno poi mostrato che non era 
davvero così)
e per un momento ho sentito qualcosa in me cambiare, come se un altro 
sentimento mi nascesse dentro anche per Israele (singolare fenomeno).
Mi è servito a immedesimarmi meglio in chi ci vive.
Vengo al punto che mi pare possa riassumersi così: immaginiamo che 
gli americani o i britannici che comperano fattorie e ville in Toscana
decidano anche di fondarvi uno stato, in nome di che, non importa...
Noi italiani mai lo accetteremmo, neppure se costoro si facessero 
forti del fatto che quella terra gliela hanno venduta i toscani 
stessi. Mi pare sia successo lo stesso in Palestina.
E' vero che nel dopoguerra era una terra in cerca di identità, come 
dice Furio Colombo, e che molta terra fu venduta agli ebrei dai 
possidenti arabi, ma da qui a
sloggiare gli autoctoni, la cosa è grossa.
Il fatto è che i Palestinesi la pace con Israele non la vogliono e 
gli Israeliani lo sanno bene come sanno che dovranno sopravvivere di 
giorno in giorno per decenni.
Chi, come me, è stato là, ha percepito quale odio profondo vivano i 
Palestinesi verso Israele e che esso non si estinguerà a breve...
Sentono di avere subito un abnorme, inaccettabile sopruso con l' 
occupazione.
Semplicemente vorrebbero che Israele sparisse. E come non capirli? 
Credo che gli Israeliani stessi, in cuor loro lo sappiano.
D'altra parte ho visto l'abnegazione, la passione degli Israeliani 
verso il loro patrio "sentimento poetico", per dirla alla Heidegger. 
Mi sono commosso anche per questo...
sebbene mi sia difficile difenderlo.
Credo che soluzione non ci sia. Ed entrambi lo sanno.
Israele sta affamando Gaza: è vero, ma perchè? Perchè sa che con ogni 
convoglio entrano anche le componenti per le armi e i razzi.
Un amico israeliano, fisico quantistico di Tel Aviv, mi disse: se 
solo qualcuno tra noi sapesse cosa fare per la pace, tutti lo 
appoggeremmo, ma nessuno sa cosa fare.
Purtroppo credo che vi siano situazioni personali e collettive 
intrinsecamente irrisolvibili. Come vivere con un cancro che nè ci 
uccide del tutto nè si lascia curare.
La guerra continuerà finchè un palestinese respirerà. Se fossi uno di 
loro farei lo stesso e se fossi nato in Israele, forse farei lo 
stesso dall'altra parte.
Certo vi sono obiettori da entrambe le parti, ma il sentimanto 
collettivo è, in entrambi, travolgente e l'obiezione è sempre 
un'eccezione.

La soluzione potrebbe conseguire da un sentimento di dis-
immedesimazione: se io fossi nato palestinese? dovrebbe chiedersi 
l'israeliano; e se fossi nato ebreo israeliano?
Dovrebbe chiedersi l'altro.
La troppa immedesimazione è il fondamentale errore, credo io. Ma 
anche questi pensieri sono un'eccezione.

Complimenti per il coraggioso contributo all'informazione e grazie 
dell'attenzione,

Franco

Gli israeliani hanno in genere un altro passaporto e un'altra cittadinanza, casa a Parigi, New York, Roma (come la Nirenstein, l'israeliana che voteremo noi italioti). I palestinesi hanno solo quella terra lì, e gliel'hanno portata via quasi tutta. Le due situazioni non sono simmetriche.

Maurizio Blondet


>  07 marzo 2008
"Non sapevamo..."



Egregio Direttore,

è da molto tempo che la seguo su questo sito scoperto per caso da circa due anni e non mi sono mai perso un suo articolo.
Ho deciso di scriverle queste poche righe per dare testimonianza a tutti coloro che la seguono del genocidio che il popolo palestinese a Gaza sta subendo senza che nessuno su questo pianeta osi criticare lo stato assassino.
Questo è il link ad un sito gestito da un coraggioso ragazzo palestinese, Mohammed che vive a Rafah nella striscia si Gaza al confine con l'Egitto che ha deciso di raccontare al mondo ciò che accade ogni giorno in quell'inferno dal 2002.
www.rafha.vze.com
Lui racconta la sua vita e quella della sua gente per mezzo di immagini che scatta personalmente rischiando in prima persona.
Nel 2003 uno dei suoi fratelli è stato ammazzato durante una delle numerose incursioni in città dell' esercito israeliano. Il racconto di quell' episodio è terribile, quasi da non credere. Così come è da non credere ciò che è documentato nel sito.
Vi sono immagini crude che però rendono bene la tragedia che sta vivendo la popolazione di Gaza.
Ciò che mi colpisce di quella gente è il fatto di non volersi arrendere di fronte a tanta crudeltà, Mohammed stesso non si arrende e continua a raccontare giorno dopo giorno.
Nel 2003 la macchina digitale di Mohammed venne distrutta e io decisi di spedirgliene una in modo che lui potesse continuare il suo lavoro. Mi scrisse per ringraziarmi, ma la macchina non funzionava e così mi contattò un giorno tramite MSN per cercare di risolvere il problema. Non lo dimenticherò mai, mentre stavamo chattando i tank israeliani iniziarono a bombardare Rafah  e il nostro collegamento fu interrotto. Non ci potevo credere. Fortunatamente riuscì a procurarsi una nuova macchina digitale e proseguire il suo lavoro.
Andate sul sito di Mohammed, egli fa quello che i giornali e le televisioni del mondo non fanno, sta testimoniando il nuovo olocausto in modo che domani non si possa dire "non sapevamo" o "non potevamo immaginare"……

Saluti,

Alberto T.



Come avrà visto, il sito di Mohammed non esiste più. Qualcuno l'ha cancellato.
Chissà chi. Così potremo dire "Non sapevamo….".

Maurizio Blondet


EDIT:

Nostri lettori, che ringraziamo ci segnalano il nuov link al sito Rafah report, dove potrete vedere con i vostri occhi tutte le atrocità israeliane a danno dell'inerme popolazione palestinese.

http://www.rafahtoday.org/




>  07 marzo 2008
Sarkozy e l'anticristo



Salve Direttore Blondet,

il giorno stesso della nomina all'Eliseo del Presidente Sarkozy, ho scritto una mail nel la quale denunciavo il carattere anticristico di Sarkozy.
Dopo circa nove mesi di presidenza francese continuo a sostenere che questo presidente è un pericolo non solo per la nazione francese ma per il mondo intero. Lei stesso sa che:"le fou est la monture du diable", il pazzo è la cavalcatura del diavolo.
Questo presidente a tutte le caratteristiche di un pazzo.
Blasfema completamente la più alta funzione di presidente della repubblica.
E' un depravato, è contestato da quasi tutta la popolazione francese e non solo, indossa abbigliamenti irrispettosi per la sua funzione di presidente, non dimostra una minima conoscenza di ciò che dice o che fa, donde i continui scandali: nella sua campagna elettorale sostenne la pedofilia come genetica, è omnipresente, vuole che a settembre prossimo gli allievi di dieci anni fanno da padrino ai bambini ebrei deportati: un progetto perfino contestato da alcuni ebrei sopravvissuti alla deportazione. Insomma se  questo non è un pazzo addormentato non so cosa dire. Intanto la Francia deve prendere fra poco la presidenza dell'UE.
Sono sicuro che la pazzia di Sarkozy avrà un escalation. Alcuni analisti prevedono una rivoluzione sociale in Francia verso settembre  2008 ed anche negli USA.
Insomma La invito caro direttore, ad osservare da vicino questo presidente post-modernista.

Cordiali Saluti e buon lavoro.

Noah Irénée



Il detto è "le sot est la monture du diable", cioè il cretino, non il pazzo. Ma forse per Sarko va bene lo stesso.

Maurizio Blondet


>  07 marzo 2008
Al civilissimo tolerantissimo cristianissimo direttore


Continui a dirti cristiano ed antisemita ma lo vuoi capire che gesù era un ebreo, senza alcuna ombra di dubbio.
Con tutto quel che dici di leggere e con l'intellignza che presumi di avere mi sembra una grave lacuna
Nel padre nostro unica preghiera tramandata e riferita a gesù lui  dice che sei nei cieli sia fatta la tua e non la mia quindi vedi un pò tu. 
Ci scommetto! Lei a scuola in lingua e letteratura italiana non é mai andato oltre il 6
Perché lo affermo con tanta sicurezza - se vorrà smentirmi dovrà  presentare le pagelle debitamente sottoscritte dal genitore- altrimenti FACCI PURE  LEI come le pare
Talora leggendo i suoi articoli noto che le premesse, scritte da altri,  sono spesso acute  e brillanti. seppure condivisibili o meno, mentre le conclusioni frutto della sua perspicacia sono talmente banali e ripetitive da sfuggire come buona parte dei prelati
solo quello che dico

Igino A.

No! Gesù era ebreo?! Grazie dell'informazione, non lo sapevo.
Dunque, visto che Gesù era ebreo, i veri cristiani devono piamente approvare i massacri fatti dagli israeliani… vedi un po tu.


Maurizio Blondet




>  07 marzo 2008
Luttazzi

>  07 marzo 2008
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>  06 marzo 2008
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>  06 marzo 2008
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