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>  04 febbraio 2008
Archivio Lettere Giugno 2007 - Parte 1
Semplici saluti dal Brasile

Egregio signor Blondet,

sono un italiano che da pochi anni vive in Brasile, nell’interno, pressoché fuori dal mondo.
Pensionato, con la quale pensione in Italia riuscirei a malapena pagare un affitto.
Bene.
Leggo tutte le mattine i suoi articoli con molto interesse, e devo dire che sempre mi trovo d’accordo con Lei.
Certo Lei deve lavorare molto, in quanto in altri siti, trovo suoi articoli.
Tutto questo per farle sapere che anche dalla altra parte dell’atlantico c’é chi legge i suoi interventi.
Naturalmente non spero che Lei mi risponda, con tutto quello che ha da fare, ma tra e-mail di critica, o peggio di contestazione, penso che una breve missiva di plauso ed incoraggiamento, unito ai complimenti per il suo modo di scrivere chiaro e sintetico, le possa fare piacere.

Un caro saluto

Franco Bonifacio
(Ceará, Brasile)

RISPOSTA

Mille grazie a lei.
Fa piacere sapere di essere letti da “fuori dal mondo”.
Miracolo - internet!

Maurizio Blondet



30/06/2007
19.30
Cristiani in Medio Oriente

Dottor Blondet,

Le invio un articolo che mi pare in controtendenza ed intelligente sulla situazione dei cristiani in Medio Oriente e sulla manifestazione del Magdy nazional-popolare.
Buon lavoro.

Giancarlo da Padova

Vita, domenica 24 giugno, pagina 19
Così la guerra di civiltà sta stritolando i cristiani in medioriente (L. Brunelli)

Salviamo i cristiani del Medio Oriente.
Con questo slogan è stata indetta per il 4 luglio, a Roma, una manifestazione per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla tragica situazione delle comunità cristiane nel mondo arabo e protestare contro la mancanza di libertà religiosa nei regimi islamici.
A lanciare l’idea Magdi Allam, sulla prima pagina de Il Corriere della sera, il 13 giugno.
Il quotidiano cattolico Avvenire l’ha subito sponsorizzata.
Un Manifesto di adesione è stato firmato da politici e giornalisti.
Chi ha avuto l’opportunità di conoscere da vicino la condizione delle minoranze arabo-cristiane - così poco note in Occidente - non può che rallegrarsi di ogni iniziativa che si prefigga di aiutarle.
Ma ci sono alcune cose che non convincono nel Manifesto dei promotori della manifestazione. Alcuni, anzi troppi “silenzi”.
Viene citato il caso dei cristiani in Iraq.
E’ vero, la loro vita è diventata un inferno.
Il caso della Siria...
Sono stato in Siria, recentemente, per realizzare un documentario, e ho parlato con decine e decine di cristiani in fuga dall’Iraq.
Nel caos in cui è precipitato il Paese sono diventati il bersaglio più indifeso delle varie milizie armate, dei gruppi islamici più violenti e integralisti.
Monsignor Antoine Audo, vescovo caldeo di Aleppo, responsabile dell’accoglienza dei profughi cristiani, prevede che entro pochi anni non ci sarà più un cristiano a Bagdad.
E aggiunge, quasi arrossendo (perché è una verità molto amara), che tutti i cristiani della venerata terra di Abramo ormai rimpiangono i tempi di Saddam Hussein.
Ecco una verità che Magdi Allam e il suo Manifesto preferiscono tacere: i guai per i cristiani iracheni sono iniziati quando gli americani hanno “liberato” l’Iraq.
Provate a parlarci, ad ascoltare le loro storie: vi diranno tutti la stessa cosa.
Esito paradossale di una guerra giustificata con l’ideologia - apprezzata a suo tempo da alcuni dei promotori della manifestazione dell’esportazione della democrazia con le armi.
Ci sono altri silenzi nel Manifesto di Allam.
Si accenna fugacemente alla minoranza cristiana in Siria, dando cifre sballate (i cristiani non sono il 7%, sono fra il 10 e il 12% della popolazione) ma soprattutto omettendo due imbarazzanti verità. Primo, alle comunità cattoliche dello “Stato-canaglia” è garantito uno degli statuti più tolleranti in tutto il mondo arabo.
Secondo, i cristiani siriani hanno vissuto un solo incubo negli ultimi anni: un intervento militare americano anti-Assad, con le stesse catastrofiche conseguenze di quello iracheno.
... E quello della Palestina.
Sono dati di fatto antipatici, sgradevoli forse, ma sono dati di fatto.
Nel Manifesto di Allam non poteva mancare una menzione dell’esodo drammatico dei cristiani della Terra santa.
Ma anche qui, si racconta solo un pezzo di realtà.
Dando l’impressione che la fuga dei cristiani sia tutta e solo dovuta alla crescita del fondamentalismo islamico.
Fenomeno purtroppo in espansione nei territori palestinesi e sicuramente allarmante.
Ma basta aver parlato qualche volta con gli arabi cristiani di Betlemme, Nazareth o Gerusalemme per rendersi conto che la realtà è molto più complessa.
Essi sono e si sentono palestinesi, condividono l’aspirazione della loro gente ad avere una patria. Soffrono come tutti, da decenni, la situazione di guerra e le restrizioni imposte da Israele ai territori palestinesi: molti di loro sono piccoli commercianti che vivono del turismo religioso, la drastica riduzione dei pellegrinaggi li ha penalizzati più di altri sul piano economico.
Ora, in più, sono esposti anche al fanatismo islamista che nelle situazioni di frustrazione e caos trova un terreno di crescita favorevole.
Saggiamente i Papi hanno sempre unito la preoccupazione per la sorte dei cristiani con l’esigenza di una soluzione giusta e duratura alla questione palestinese.
Non lo scontro ideologico ma la pacificazione della Terra Santa e della intera regione è la via da seguire se si vogliono salvare, davvero, i cristiani del Medio Oriente.



30/06/2007
18.30
Studi di settore e “8 settembre”

La mia testimonianza di menzogna di regime risale a qualche giorno fa.
Su radiotre ascoltavo “Prima pagina”.
Dopo la lettura dei quotidiani del mattino, fra i successivi interventi degli ascoltatori spiccava quello in materia di studi di settore.
La tesi era quella che, in fondo, il contribuente soggetto all’applicazione degli studi può, se vuole (sic) non aderire al loro risultato, e pagare quanto ritiene dovuto sulla base delle sue scritture contabili.
Il “bravo” conduttore della trasmissione cosa fa?
Avalla la tesi, naturalmente...
Come se non sapesse del reale e perverso meccanismo portato avanti dall’Agenzia delle Entrate: i loro funzionari sono retribuiti anche con incentivi provvigionali basati su quanto riescono a “recuperare” dal contribuente.
Il quale, pur di evitare il defatigante contenzioso presso le commissioni tributarie, giunge ad accordi transattivi con i funzionari stessi e spesso paga comunque una certa percentuale di quanto risulta dalla sua non congruità con gli studi.
Accade così che il bar romano di Piazza Venezia risulterà sempre congruo, per ovvie ragioni, ed anzi pagherà meno imposte di quante dovrebbe (ovviamente gli conviene così) e che il bar di periferia con quattro gatti di clienti sarà spremuto (indebitamente) come un limone.
Si moltiplichi questa aberrazione per tutti gli altri innumerevoli casi simili di altre attività economiche ed il gioco (al massacro) è fatto.
La disastrosa condizione in cui versano la politica e l’economia italiana ha spinto Beppe Grillo ad organizzare un curioso evento nelle piazze d’Italia, previsto per l’8 settembre prossimo: il V-Day (alias Vaffanculo Day).
Addirittura pare che egli si sia recato ieri presso il Parlamento Europeo per raccontare la sua idea (di seguito il breve filmato estratto).



Se un comico si prende la briga di sensibilizzare le masse, tutto sommato esponendosi ed in modo sempre più crescente, significa una sola cosa: che queste istituzioni occupate dalle cupole politico-economico-finanziarie sono al capolinea.
Io credo che questa gentaglia debba cominciare ormai a tremare sul serio, se vogliamo liberarcene sul serio.
Per quanto non sia d’accordo con Grillo su alcune cose (non dimentichiamo che egli e' sempre un comico e che in quanto tale cavalca pro domo sua l’onda del successo di alcune situazioni - vedasi l’attacco sferrato contro la Chiesa) io seguirò con interesse questa sua idea del V-Day.
Questo perchè tale iniziativa potrebbe essere una delle poche serie avente lo scopo di coagulare masse sempre più incazzate ed allo stesso tempo sempre più atomizzate ed individualiste.
Masse rese quindi impotenti: dalla paura, dalla precarietà, dall’insicurezza.
Masse rese distratte: dall’ultimo telefonino che magari ti rade anche la barba, dal pensare alla Juventus che è tornata in serie A, al Milan che ha vinto la Champions League, all’Inter che ha vinto lo scudetto.
Sono per un qualche deus ex machina.
Occorre che questa rabbia riesca a canalizzarsi.
Occorre rompere gli argini o intorno a noi sarà sempre più terra bruciata e terra di nessuno.
E quella comunità di cui lei ha brillantemente scritto sarà sempre più diseducante.
E noi non sapremo più come uscirne.

Cordiali saluti.

Silvano A.



30/06/2007
16.30
A titolo informativo

Ansa 27/6/07

Filmati compromettenti relativi a relazioni “illecite” di dirigenti di al-Fatah e responsabili dei servizi di sicurezza dell’ANP sono stati scoperti dai miliziani di Hamas quando due settimane fa si sono impadroniti degli archivi custoditi a Gaza nelle sedi della Sicurezza preventiva e dell’Intelligence generale.
La prima rivelazione è giunta lunedì da un dirigente di Hamas, Mahmud a-Zahar.
Parlando ad una folla di sostenitori, a-Zahar, ha descritto in termini grafici le scoperte dei suoi miliziani nei tradizionali bastioni di al-Fatah.
C’erano 50 autobombe pronte per l’uso, ha elencato, scheletri, depositi di armi.
E anche documenti gravi, ha precisato, che denunciano il coinvolgimento di comandanti dei servizi di sicurezza dell’ANP e responsabili di Al-Fatah “in gravi scandali di carattere etico”.
Maggiori dettagli in merito sono stati ottenuti dal quotidiano israeliano Maariv da una fonte delle Brigate Ezzedin al-Qassam, braccio armato di Hamas, secondo il giornale.
Si tratta, ha spiegato la fonte, di decine di cassette video che documentano relazioni extra-coniugali di responsabili dell’ANP.
Nelle immagini, ha aggiunto, si vede anche un ex ministro.
Archiviate per essere utilizzate come strumento di ricatto politico, queste cassette richiedevano un’organizzazione efficiente.
Appartamenti di comodo e stanze di albergo, e anche forniture di donne giovani ed avvenenti: in preferenza originarie di Gaza o palestinesi rientrate dopo soggiorni all’ estero.
In casi particolari era necessario l’aiuto di professioniste del ramo.
In un caso, il ricattato è un medico, ripreso a sua insaputa nel suo ospedale.
Si tratta dunque di materiale scottante, scrive Maariv, con cui Hamas spera di costringere i rivali politici a mantenere un atteggiamento guardingo.
Ma la reazione dei servizi di sicurezza palestinesi è stata immediata.
Maariv ha così ricevuto oggi tre filmati che mostrano uno dei più accesi portavoce di Hamas, Sami Abu Zuhri, mentre alcuni anni fa accetta una somma di 500 shekel (oltre 100 dollari) da due persone indicate come responsabili dei servizi di sicurezza dell’ANP, di cui sarebbe stato un informatore.
All’epoca Abu Zuhri era il capo della Associazione studentesca nella Università islamica e, aggiunge Maariv, era sospettato di aver molestato una compagna di studi.
Secondo Hamas, questo filmato “comunque non prova niente”.
Un portavoce di Hamas ha aggiunto che il materiale trovato due settimane fa non sarà utilizzato perché il movimento islamico “non desidera certo distruggere famiglie”.

Fabrizio C.



30/06/2007
15.00
Bebedetto XV e Fatima

Egregio Maurizio Blondet,

leggendo la posta al Direttore del suo sito, mi sono reso conto che lei è accusato di appoggiare i cosiddetti sedevacantisti, cioè persone come si presume sia io.
Vorrei lasciar chiaro qui, che se avete pubblicato alcuni miei lavori, specialmente su Roncalli, non è stato a causa di rapporti di questo tipo.
Anzi, rimanevo e rimango isolato in questa condizione “infettante”; sono un “appestato” volontario. Ma l’ “essenza” della mia posizione è cattolicissima.
L’ “accidente” della vacanza è relativo alla Sede di Pietro, non a persone.
Sempre se un Papa muore o ad occupare il suo soglio ci sia un antipapa, o un non cattolico, la Sede è vacante.
Ora, un massone, anche occulto, non è nella vera Chiesa e secondo la legge canonica non è papabile.
Roncalli era sospetto di essere massone, condizione che comunque ha abbondantemente confermato soprattutto con la sua opera.
Quindi un cattolico può (e anche deve) contestare la legittimità del conclave che lo ha eletto.
Nessuna scelta fatta nel conclave è assoluta perché soggetta all’errore umano.
Ciò è nei documenti della Chiesa (vedi Bolla “Cum ex apostolatus” di Papa Paolo IV).
Il potere del Papa è conferito immediatamente da Dio all’uomo canonicamente eletto.
Lo avrebbe conferito a Roncalli?
Se così fosse sarebbe il responsabile del suo operato, non quello politico o diplomatico, ma riguardante la fede della Chiesa, che come modernista volevano cambiata, mirando ad un’ altra chiesa in un altro ordine mondiale.
Ecco cosa abbiamo oggi.
Se quanto lei denuncia come opera di una lobby occulta è arrivata in alto, non è dovuto al loro potere, ma alla rimozione di quell’ ostacolo messo per frenare tanta perfidia: il Papa cattolico.
Pensare che Dio ne sia responsabile è blasfemo.
Quindi: chi scusa le ispirazioni di Roncalli e & accusa il Cielo.
Per non farlo penso che i cardinali si sono sbagliati in quel voto.
Del resto più si osserva l’opera di tale generazione clericale, più si capisce il loro secolare torpore.
Resta che oggi, ogni offesa detestabile contro il Signore, la Madonna e la Chiesa cattolica, può passare.
La “quarantena” è riservata solo a un “morbo insanabile”: dubitare che l’elezione di Roncalli, origine della rimozione delle difese fedeli, del Papato e della fede, abbia avuto il diretto avallo divino.
Ecco l’unico tabù rimasto in questo mondo.
Me lo ha fatto capire indirettamente il mio vecchio amico Wyler, ebreo, che, di fronte a questo mio grave sospetto, lui, non cattolico, s’è infuriato.
Si capisce: affinché le ispirazioni e incantamenti di Giovanni XXIII restino irreversibili, egli deve rimanere intoccabile.
Un ordine segreto di molte opposte scuderie?
Ecco l’aria che si respira in questo mondo che più invertito non si può!

Saluti cordiali

Daniele Arai



30/06/2007
13.00
Insopportabili

Caro Blondet,

da quando leggo i suoi articoli, i giornalisti di La Repubblica (che è il giornale che compro) sono diventati per me più insopportabili del solito.
Scrivono articoli pieni di bugie, mezze verità e parole e infiorettature inutili.
Io non ho la sua ispirazione religiosa, ma nel complesso vedo il mondo di oggi e la società italiana proprio come li vede lei.
Negli anni Sessanta ero un giovane comunista, ma la scuola media unica senza più il latino e la liberalizzazione dell’ accesso alle facoltà universitarie mi sembrarono l’inizio dell’imbarbarimento di cui oggi viviamo la fase avanzata.
Apprezzo il suo richiamo all’educazione estetica, allo studio dei classici, ai sentimenti aristocratici.
Il suo è un lavoro febbrile (scrive anche tre articoli al giorno!) che non va perduto.

Cordiali saluti

Fabrizio D’A.

RISPOSTA

Che coincidenza.
Anch’io trovo i giornali (e giornalisti) italiani insopportabili.

Maurizio Blondet



30/06/2007
11.00
Siamo tutti ebrei

Egregio signor Blondet!

Riguardo all’articolo SIAMO TUTTI EBREI Le faccio notare che i responsabili di PARMALAT, CIRIO, MONTEDISON, BANCO AMBROSIANO, ecc. erano e/o sono di RAZZA ARIANA e baciapile.
Il suo articolo è pieno di antisemitismo; ma GESU’ CRISTO non era mica ariano!

Si degnerà di rispondermi?

Wolf M.

RISPOSTA

Rispondo volentieri: No, Gesù non era ariano.
E nemmeno Maometto e Ibn Khaldun.

Maurizio Blondet



30/06/2007
10.00
Su Walter Veltroni

Gentile Blondet,

sono un suo nuovo ma già affezionato lettore.
Avevo mandato a La Repubblica un commento sulla figura di Walter Veltroni, ma, come per le altre decine di lettere che ho scritte nel corso di due o tre lustri, si è ben guardata dal pubblicarlo.
Mi permetto di mandarlo alla sua rubrica.
E’ fuori discussione che Walter Veltroni, come candidato alla guida del futuro Partito Democratico, abbia la capacità di attrarre molti voti nuovi e di riconquistare molti voti di elettori delusi dal centro-sinistra.
Ed è anche probabile che la sua formazione possa vincere la prossima sfida elettorale con Berlusconi.
Ma poi?
Che cosa succederà dopo?
Veltroni è davvero all’altezza di governare un Paese disastrato?
La sua popolarità e il suo presunto carisma dove e come se li è guadagnati?
A me sembra con piccole furberie da karaoke, che possono entusiasmare l’elettorato di centro-sinistra, anch’esso succube delle suggestioni televisive, ma che non rassicurano affatto sulle sue reali doti di uomo di governo.
E’ stato un grande sindaco di Roma?
Ma chi lo dice?
Ci vuol altro che il suo attivismo effimero e illusionistico per affrontare i problemi della Capitale.
Secondo alcuni, Veltroni, come leader del centro-sinistra, passerebbe dalla politica degli “aut-aut” a quella degli “et-et”, dall’ideologia al pragmatismo. Pragmatico Veltroni?
Sembra un ossimoro.
Lui è una specie di Zelig: prende in prestito le idee di tutti e ci aggiunge una sua lacrimuccia.
La sua linea, lontanissima dagli “aut-aut”, è incompatibile anche con il pragmatismo degli “et-et”. Lo slogan che più gli si addice mi pare che possa essere: “Non solo..., ma anche...”.
Anni fa dichiarò: “Io divoro i testi del cattolicesimo democratico, che alimentano la mia coscienza”.
E più tardi, preoccupato che, nonostante l’impudicizia di quella dichiarazione, la gente potesse non averlo ancora capito, aggiunse: “Ho molto imparato dalle parrocchie”.

Cordialmente

Fabrizio D’A.



29/06/2007
16.00
La Morte di Cesare

Egregio Direttore,

leggo sempre con attenzione i Suoi articoli, e non mi è sfuggito il Suo pezzo sulla morte di Cesare. Sicuramente interessante il paragone con la scomparsa di Romolo, mitico fondatore dell’Urbe. D’altronde la stessa morte, presumibilmente violenta dell’eroe eponimo, si presta a diverse chiavi di lettura, come Lei ben saprà.
A parte l’assonanza con altri miti (lo squartamento rimanda al fratricidio di Osiride da parte di Seth), la storia degli albori di Roma è una sorta di rimescolamento di diverse culture: la latina, la sabina e l’etrusca.
Come Romolo tentò di amalgamare in una sola città le diverse componenti etniche e personali, la sua morte violenta con conseguente “pena accessoria” sembra essere una sorta di contrappasso (la separazione delle membra come spinta centrifuga delle componenti etniche).
D’altronde, gli argomenti da Lei meritevolmente affrontati sono talmente lontani nel tempo, che le nostre categorie mentali sono spesso fuorviate da un’insufficiente cultura, o dall’aurea mediocritas che troppo spesso aleggia nei nostri Atenei.
Qualche volta, però, si ha la fortuna di incontrare qualcuno che non parla di veline o calcio: all’Università il professor Giorgio Luraschi instillò in molti studenti nozioni difficilmente accessibili nei ristretti programmi ministeriali.
Qualcosa di molto simile a quello che fa Lei dalle pagine di Effedieffe.

Cordiali Saluti

Simone C.



29/06/2007
15.00
Ci hanno tolto la libertà

Di avere un idea sui fatti storici che influiscono sulla politica estera odierna.
Ciao mi presento, sono Simone e ho 16,5 anni vorrei parlarle della legge assurda che tutela il “così chiamato” sterminio degli ebrei.
Quello che non mi è chiaro è come questa legge è riuscita ad entrare in Parlamento, visto che non concorda molto con l’articolo 21 della nostra Costituzione.

Articolo 21

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria.
Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume.
La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.
Quindi io DEVO avere il diritto di esprimere la mia idea per quanto possa essere diversa da quei deputati che stanno al governo, altrimenti sarebbe come la Cina.
Invece no, i sionisti hanno colpito ancora in Italia come in altri Paesi europei facendo passare una legge per la salvaguardia dei loro interessi economici.
E’ alquanto disgustoso pensare che si può sparlare anzi si è incitati a sparlare dei vinti della seconda guerra mondiale; invece dei vincitori non puoi dire niente che ti ritrovi in carcere o ammazzato dal Mossad.
Il problema è che questa società anzi, specifichiamo, la lobby dei politici che stanno al governo vogliono i cittadini che si mangino la pappa già pronta.
Guai se pensassero con la loro testa.
Si scoprirebbe che è illogico per ammazzare della gente sprecare carburante per portarli ai campi di lavoro e POI ammazzarli; non sta in piedi; in quel periodo la Germania produceva carburante sintetico dalle miniere di carbone ed essendo in guerra aveva delle ristrettezze riguardo il quantitativo di carburante disponibile.
Fortuna che c’è la propaganda sionista che protegge tutto e non fa cadere il castello di carte usando se occorre anche la violenza.
Io non voglio perdere la mia libertà di parola per 4 lobbysti sionisti, mi inizia a venire la paura di parlare in pubblico di alcune delle mie idee riguardo quell’argomento perchè potrei avere riscontri negativi sulla mia vita privata/sociale.
Anche la legge Mancino-Scelba non se la cava male; in pratica molto sommariamente recita così: non puoi essere di questa idea.
Alla stregua di un bambino di tenera età.
Lei signor Blondet cosa ne pensa a riguardo di questa situazione aberrante e cosa proporrebbe per tentare di risolvere questo problema che (il primo) mi sembra di ordine mondiale.
Saluti.

RISPOSTA

Cosa ne penso?
Che lo Stato di diritto non esiste più.
Per questo l’Europa marcisce, e l’Italia ancor più.
Comanda chi “non deve” comandare, e ciò corrompe l’intera società.

Maurizio Blondet



29/06/2007
14.00
Da un vostro articolo

“... Forse esiste una ancestrale invidia verso chi è superiore per intelletto.
Leonardo Da Vinci alla fine dovette andare in Francia per avere ospitalità e il riconoscimento del suo valore. Così giustamente il quadro più bello mai dipinto, la Gioconda, è esposto al Louvre perché fu ereditato dal re di Francia.
Speravo che i giovani di oggi fossero usciti da questo meccanismo perverso, invece è tutto come nel 1866, quando accettammo di essere governati da una casta imbelle, crudele e incompetente, oltre che spesso corrotta.
Professor Raffaele Giovanelli”.


Sono d’accordo su tutto tranne sul fatto che “Leonardo dovette… ecc.”.
In realtà lavorò proficuamente a Milano per ben 18 anni alla corte di Lodovico il Moro e “dovette andare in Francia” quando questi fu sconfitto… se no probabilmente sarebbe rimasto a Milano.
Non lanciamo messaggi fuorvianti per favore, di ignoranza ce n’è già troppa.

Saluti

G. Ferri

RISPOSTA

Sì, ha ragione.
La Milano del Moro fu la portatrice di un’ideologia dello sviluppo (il contraltare delle “finanziarie” Venezia e Firenze) che attrasse grandi spiriti creativi.

Maurizio Blondet



29/06/2007
13.00
Su Gli Adelphi della dissoluzione

Serissimo Direttore,

ho appena finito di leggere il suo libro: “Gli Adelphi della dissoluzione”.
Questo libro per quanto “datato” (1994) è straordinariamente attuale.
Non sto qui ad elencare le cose che si sono attuate negli ultimi anni o che sono in fase di attuazione (ad esempio l’allusione che Lei fa di un futuro scontro di civiltà occidente dissoluto-nicciano e il fondamentalismo islamico all’epoca “pensato” dal circolo Rockfeller e propugnato nella politica estera USA).
Il libro è stato veramente bello; ho divorato le pagine con una viva sete di sapere e ho visto confermate in essa le “Forze dell’Aria” che ogni uomo radicato in una fede e che è capace di ragionare in proprio “sente”.
Lei nel testo discute di vari autori e testi a cui l’ Adelphi ha attinto a piene mani.
Personalmente ho letto tutte le “opere” maggiori di Nietzsche e devo confessarle che mi hanno scosso intimamente molto.
Hanno intaccato la mia solidità interiore (sono un ventitrenne) e turbato la mia fede.
Leggendo ho sentito in me come una iperbole.
Forse le sembrerà da ignorante e grossolana la mia lettura (ho la maturità tecnica e studio scienze biologiche, quindi non sono un letterato), ma leggendo ho subito un infrangersi dei vincoli che mi trattenevano a terra (ma proteso verso il cielo).
Questi vincoli erano Dio, l’amore, la fiducia nel fratello, ecc...
Sembrava che le “catene” della fede, dei valori si erano rotte grazie al raziocino…
Poi arrivata all’apice di questa iperbole ti rendevi conto che eri arrivato ad un punto senza significato, e in questo stadio che il filosofo ti suggeriva la libido, Dioniso il più puro irrazionalismo, un ritorno all’animale ubriaco dei frutti fermentati nelle pozze della giungla.
Sono arrivato alla fine dell’iperbole.
Per me è stato uno shock; da sempre vicino a Dio quella brusca Morte divina e mia è stata devastante.
Ho ricominciato a riavvicinarmi a Dio, ma sempre con molta difficoltà e ora ho recuperato la mia fede che è diventata più ragionata e vissuta.
Le confesso che nei “pastori” che vanno per la maggiore oggi non ho trovato granchè d’aiuto, ho invece riscoperto scritti pre-conciliari (presi da effedieffeshop) e ho fatto molta preghiera.
Una cosa che mi ha stupito è il fatto che nella Chiesa preconciliare (che per anagrafica non ho conosciuto) c’erano parecchi riferimenti al tenere la fede salda avvalendosi dell’intercessione della Madonna e di San Michele.
Ora la figura di San Michele è molto svalutata dalla Chiesa cattolica, i suoi santuari tengono ad essere emarginati, ecc.
Per contro, Lucifero è sempre più presente nelle cronache nere e nella cultura giovanile in genere.
E’ l’avanzata dell'Anticristo a cui la Chiesa (che presumibilmente è Katechon) non oppone più resistenza con la preghiera (mariana, eucaristica e all’arcangelo Michele)?
Le volevo chiedere alcune cose desunte dal suo libro:

1) Il Baget Bozzo è stato molte volte in TV a elogiare la politica berlusconiana e dei neocon; mi è sembrato strano trovarlo nel suo libro come discepolo di Siri e smascheratore di circoli dionisiaci post-frankisti e post-sabbatei (a cui i neocon penso appartengono).

2) Nel libro c’è uno sguardo comune tra Lei e Introvigne, ma leggendo i suoi articoli su Effedieffe sembra il contrario; dove sussiste la differenza tra voi?

Per quanto riguarda i catto-talebani (frase usata anche da Pannella) per quanto può valere il mio giudizio mi vede pienamente d’accordo con Lei.
Io penso che il nostro è un Dio buono che ha dato la salvezza grazie al sacrificio di Suo Figlio e che la salvezza derivi da Cristo.
Ma proprio perché Dio è buono non può ignorare la vita retta di un uomo che non ha avuto la possibilità di conoscere Cristo.
Quell’ Hezbollah è più vicino alla Verità sia dei talebani cattolici che di quell’insulso ecumenismo progressista presente nella Chiesa.

Con accresciuta stima

Michele

RISPOSTA

Su Baget e su Introvigne, cosa ci divide?
Loro “credono”, o fanno finta di credere, che l’11 settembre l’abbia fatto Osama bin Laden.
Così da cristiani sono diventati cristianisti, proprio come volevano gli israeliani.
Non sono i soli.
Alcuni sono pagati per credere alla versione ufficiale, altri sono solo stupidi che non capiscono i segni dei tempi.

Maurizio Blondet



29/06/2007
11.00
Quarto Reich

I PACIFISTI SECONDO HERMANN GÖRING

Maresciallo del Reich, successore designato da Hitler, suicida a Norimberga il 15 ottobre 1946:
”Naturalmente la gente non vuole la guerra. Perchè un povero diavolo di una fattoria dovrebbe voler rischiare la propria vita in una guerra quando al massimo ne può guadagnare di tornare alla sua fattoria tutto intero? Naturalmente la gente comune non vuole la guerra: né in Russia, né in Inghilterra, né in Germania. Questo è comprensibile. Ma, dopotutto, sono i governanti del Paese che determinano la politica, ed è sempre facile trascinare con sé il popolo, sia che si tratti di una democrazia, o di una dittatura fascista, o di un parlamento, o di una dittatura comunista. Che abbia voce o no, il popolo può essere sempre portato al volere dei capi. E’ facile. Tutto quello che dovete fare è dir loro che sono attaccati, e denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo e in quanto espongono il Paese al pericolo. Funziona allo stesso modo in tutti i paesi”.
Hermann Göring (al Processo di Norimberga)

http://www.olokaustos.org/bionazi/leaders/goering.htm

Il Quarto Reich è il prodotto di un colpo di Stato nuovo e sofisticato; ma non più sofisticato dei metodi con cui il Terzo tramutò una democrazia pluralista, nel Paese più avanzato d’Europa, in dittatura.
Basta spaventare la gente contro un nemico invisibile, aizzarne l’odio e le paura.
Basta una stampa servile che tace la verità, perché non fa comodo ai padroni.
Basta poco, e gli oppositori al sistema saranno ridotti al silenzio come “anti-americani”, anti-semiti, cospirazionisti...
Sono note le foto scattate dall’ esercito israeliano: bambini ebrei istigati a dedicare le bombe destinate a bambini libanesi.



29/06/2007
10.00
Altra “mostra” blasfema a Bologna

Gentile Direttore,

qualora sia sfuggita alla vostra Redazione, vi segnalo la seguente notizia:

Bologna: mostra lesbica vilipende i Comandamenti
venerdì 22 giugno 2007

Si è appreso dalla stampa odierna che l’associazione Arcilesbica di Bologna inaugurerà il 24 giugno, col patrocinio del consiglio di quartiere Santo Stefano una mostra dal titolo “Recombinant women”.
Tra le opere esposte vi sono anche le creazioni di Maria Grazia Pecoraro, basate sul sovvertimento del Decalogo in chiave lesbica: “Abbi te stessa e le altre al di fuori di un dio”, “Se lo desideri commetti con lei gli atti impuri che entrambe volete” e via elencando.
La Lega Cattolica Antidiffamazione chiede al consiglio di quartiere la revoca immediata del patrocinio.
Richiama inoltre l’attenzione delle istituzioni e dei cittadini sull’inquietante “filo rosso” che lega la sequenza delle provocazioni blasfeme delle ultime settimane: lo spettacolo Messiah game della Biennale di Venezia, la mostra La Madonna piange sperma di Roma e Bologna, la mostra Vade retro, Arte e omosessualità di Milano, ed ora nuovamente Recombinant women a Bologna.
L'attacco alla civiltà cristiana conferma ancora una volta l’indole anticattolica della lobby gay, la quale monopolizza politicamente e ideologicamente la voce degli omosessuali italiani e pare incapace di cogliere la gerarchia dei valori condivisi dal mondo occidentale.
“Al di là della ferma condanna per l’ennesima offesa al cristianesimo è necessario che emerga il dissenso all’interno della comunità gay: inutile pretendere rispetto per sé, quando si colpiscono i cattolici nella loro fede e nei loro sentimenti più sacri. E ci si guardi bene dall’accusare la Chiesa di verticismo, quando è chiarissimo che la maggioranza degli omosessuali subisce passivamente i diktat di un manipolo di provocatori”.
Confronta articolo del Resto del Carlino (edizione di Bologna) del 22 Giugno 2007.
Non so se la suddetta “mostra” sarà annullata o meno, tuttavia la sensazione è quella che dietro ai tanti attacchi diretti contro la Chiesa ci sia una strategia probabilmente volta a indurre “ètats d’esprit” anticristiani e, comunque, avversi ad una visione tradizionale dell’uomo e della società.

Cordiali saluti

Luca Giannitto



28/06/2007
21.00
Fuori catalogo

Caro Blondet,

un libro piuttosto recente - del 2004 - edito dalla Newton Compton, che tratta il tema scottante – “Ebrei e Nazionalsocialismo” - è stato messo fuori catalogo dall'editore.
Si tratta del libro di Rigg: “I soldati ebrei di Hitler”.
Il sito www.bol.it ne dà ancora breve notizia: “Nell’attuare la sua criminale politica della ‘purezza razziale’, Hitler dovette fronteggiare alcuni imprevisti. Nella società tedesca, dopo alcuni secoli di integrazione e matrimoni misti, l’eliminazione degli ebrei presentava difficoltà che Hitler non aveva previsto. Come mostra l’autore in questo studio, in nessun settore l’odioso processo di pulizia etnica era più confuso e contraddittorio che all’interno dell’esercito. Contrariamente a quanto si crede, dopo le leggi razziali un numero assai alto di militari fu classificato dai nazisti come ‘parzialmente ebreo’. Rigg dimostra che si trattò di oltre 150.000 uomini, tra cui c’erano veterani decorati e molti alti ufficiali, come generali e ammiragli”.

Cordiali saluti

Andrea V.
Bologna



28/06/2007
19.30
Quei 150 mila soldati ebrei di Hitler di cui nessuno ha mai osato parlare

UNO SCONVOLGENTE LIBRO DELLO STORICO EBREO BRYAN MARK RIGG

Quando la rivista nazista “Signal” dedicò la copertina al “soldato tedesco ideale”, nel 1939, non poteva certo immaginare che quel volto appartenesse ad un giovane ebreo, Gefreiter Werner Goldberg.
Questa la foto più sorprendente, delle tante di ufficiali, generali, ammiragli, membri del partito nazista, contenute nel libro del giovane storico ebreo Bryan Mark Rigg, laureato alla Yale University, “I soldati ebrei di Hitler” pubblicato da Newton & Compton.
Uno studio accurato, una documentazione quasi esasperata, durata anni di viaggi, di incontri, di esami dettagliati di documenti pubblici e privati, superando l’ostilità e il boicottaggio degli studiosi “ufficiali” della “questione ebraica”.
Nella prefazione, Rigg racconta d’essere stato ispirato alla ricerca dalla visione d’un film, “Europa, Europa” in cui si racconta la storia dell’ebreo Perel che, falsificando la propria identità, prestò servizio nella Wehrmacht e studiò in un collegio per la gioventù hitleriana dal 1941 al 1945.
Il film raccontava una vicenda reale.
Tornato all’Università di Yale, dove frequentava il secondo anno di college, Rigg si mise al lavoro. Gli sarebbe bastato trovare una dozzina di Perel e ne avrebbe ricavato uno studio interessante.
Ne trovò 150.000 e questo sconvolse tutte le sue certezze.
Gli storici avevano sempre parlato di una cifra irrisoria di ebrei o mezzi ebrei (Mischlinge) che avevano militato sotto la croce uncinata.
Mai tuttavia, ricoprendo alte cariche.
Rigg iniziò una corsa contro il tempo, poiché quei veterani morivano ormai a migliaia di giorno in giorno.
Si avvalse dell’effetto “valanga”, nel senso che ogni intervistato faceva i nomi di altri camerati. Quasi tutti si mostrarono disposti ad aprire le loro case e i loro cuori.
In più autorizzarono il libero accesso ai fascicoli personali contenuti negli archivi.
Vennero fuori documenti “che nessuno aveva mai esaminato prima” (siamo tra il 1994 e il 1998!) e “furono dette cose che non erano mai state dette prima”.
Le loro vicende costituiscono la testimonianza diretta d’una storia oscura e raccapricciante.
Una storia che molti professori avrebbero preferito restasse nei cassetti.
Ma Rigg appartiene a quella schiera ormai folta di storici ebrei che, sulla scia di Kath, Arendt, Kimmerling, Novick, Finkelstein e altri, vogliono la verità sull’olocausto.
La critica, quando non li accusa di filo-nazismo (come accade per Hanna Arendt), li considera “revisionisti” nell’accezione staliniana del termine.
Sono quelli che alla domanda “perché un ebreo scrive queste cose?”, rispondono: “Perché un ebreo NON dovrebbe scrivere queste cose?”.
Il suo lungo studio, i suoi documenti, i suoi testimoni, ci conducono in un mondo in cui avevamo sentito parlare in fretta e per accenni, ma che mai avevamo penetrato e di cui mai prima d’ora avevamo incontrato gli abitanti: il mondo dei “soldati ebrei di Hitler”.
Una popolazione, non uno sparuto gruppo come si è voluto far credere per oltre mezzo secolo.
Una popolazione con i suoi generali, i suoi ufficiali, le sue truppe.
L'elenco di Rigg è sconvolgente.
Il feldmaresciallo Erhard Milch, decorato da Hitler per la campagna del 1940 (attacco alla Norvegia).
L’Oberbaurat della Marina e membro del partito nazista Franz Mendelssohn, discendente diretto del famoso filosofo ebreo Moses Mendelssohn.
L’ammiraglio Bernhard Rogge decorato da Hitler e dall’imperatore del Giappone.
Il comandante Paul Ascher, ufficiale di Stato maggiore sulla corazzata Bismarck.
Gerhard Engel, maggiore aiutante militare di Hitler.
Il generale Johannes Zukertort e suo fratello il generale Karl Zukertort.
Il generale Gothard Heinrici.
Il generale Karl Litzmann, “Staatsrat” e membro del partito nazista.
Il generale Werner Larzahn decorato da Hitler.
Il generale della Luftwaffe Helmut Wilberg dichiarato ariano da Hitler.
Philipp Bouhler, capo della Cancelleria del Fuhrer.
Il maggiore Friedrich Gebhard, decorato da Hitler.
Il superdecorato maggiore Heinz Rohr, l’eroe degli U-802, i sottomarini tedeschi.
Il capitano Helmut Schmoeckel...
Segue una sfilza di ufficiali, sotto-ufficiali, soldati.
Tutti ebrei, o mezzi ebrei o ebrei per un quarto o addirittura per il 37,5%, come il Gefreiter Achim von Bredow.
Poi la ricerca scava impietosa fino ad un nome terribile: Reinhardt Heydrich, “la bestia bionda”, “Il Mosè biondo”, capo dell’ufficio per la sicurezza del Reich, generale delle SS, “l’ingegnere dello sterminio”, diretto superiore di Heichmann.
Era ebreo Heydrich?
Molti assicurano di sì.
Di certo suo padre lo era.
Di certo gli fu accordata da Hitler “l’esenzione”.
Hitler stesso avrebbe detto di lui: “Persone come lui, dotate di molto talento, potranno essere usate finché le si terrà in pugno”.
Il punto debole di Heydrich era la sua “origine ebrea” (Speer, “Inside the Third Reich”, pagina 146).
“E’ noto infatti che Heydrich era mezzo ebreo” (Hanna Arendt, “La banalità del male”, pagina 141).
Così come ebreo era Hans Frank, governatore generale della Polonia, impiccato a Norimberga come criminale di guerra.
”Dei principali criminali di guerra, solo due si pentirono in punto di morte, Heydrich e Frank. Purtroppo si ha ragione di sospettare che si pentissero non di aver commesso crimini spaventosi, ma soltanto di avere tradito la propria gente” (Hanna Arendt).
E’ una foiba, il libro di Rigg, da cui si estraggono scheletri che si voleva dimenticare, nome e fatti da cancellare.
Nomi di uomini che fecero la storia del XX secolo.
Fatti che resero quella storia atroce.
E forse fu per prudenza che al processo di Norimberga non si parlò di olocausto, ma, più genericamente, di crimini di guerra o contro l’umanità.
Forse fu per prudenza che tra gli imputati non sedesse Heichmann, esecutore degli ordini di Heydrich.
“Non potevamo immaginare - ricordava Yitzhak Zuckerman, capo della rivolta del ghetto di Varsavia - che gli ebrei avrebbero condotto alla morte altri ebrei”.
E Zuckerman non si riferiva soltanto agli ebrei della Wehrmacht, della Luftwaffe, della Marina o delle SS, ma soprattutto ai sonderkommandos, la polizia ebrea collaborazionista così efficacemente e drammaticamente narrata dall’ebreo Roman Polanski nel suo ultimo film “Il pianista”.
Perché dunque, un libro come questo di Rigg ci sconvolge tanto?
Forse perché il peso della “soluzione finale” è insopportabile e scopriamo di poterlo distribuire su altre spalle, anche quelle ebree.
Forse perché siamo ancora alle prese con la retorica del “caso Priebke”.
Un ultranovantenne, ex ufficiale nazista, accusato di non aver disobbedito a ordini considerati disumani e che il libro di Rigg inevitabilmente pone a confronto con centinaia di generali e ufficiali ebrei che quegli ordini li eseguirono tanto bene da meritarsi le decorazioni e gli elogi di Hitler.
Forse perché ci ha aiutato a capire che non esiste una “colpa collettiva” del popolo tedesco, così come non esiste una “innocenza collettiva” del popolo ebraico.

http://www.raixevenete.net/documenti/doc378.asp

P. Squitieri



28/06/2007
18.30
Un semplice cattolico

Sono un semplice cattolico legato alla tradizione che per necessitá frequenta la fraternitá san pio x del defunto monsignor lefebvre, non per questo peró mi sento catto-talebano.
Il discorso si potrebbe fare troppo lungo per spiegare certe diatribe teologiche, cio nonostante un certo tradizionalismo cattolico andrebbe difeso e incoraggiato invece di creare ulteriori dubbi tra i fedeli onesti e in buona fede.
Se non altro il tradizionalismo cattolico va compreso e tollerato data la confusione teologico-liturgico-dottrinale che esiste oggi.
capisco che tra i tradizionalisti, soprattutto se sedevacantisti, esiste una certa intransigenza e un certo fanatismo discutibile, tuttavia le spiegazioni Vanno ricercate nella dottrina cattolica (preconciliare) che mi sembrava chiara e incontestabile rispetto a quella nuova in vigore oggi.
o la chiesa cattolica ha davvero 2000 anni o ne ha solo 40 visto certe nuove prese di posizioni delle gerarchie ecclesiastiche.
Naturalmente l’islam, soprattutto oggi, ha delle attenuanti che vanno messe in risalto e condivido dunque molto di cio che lei scrive.
Si domandi peró anche quali saranno le conseguenze demografiche e legislative in europa tra alcuni decenni.
questa societá multirazziale voluta dalle solite lobby con la complicita’ della chiesa post-conciliare porterá solo ad ulteriori problemi nella nostra gia’ malata societá.
Per farle un solo esempio che dovrebbe far comprendere un po’ meglio un certo tradizionalismo cattolico dovrebbe sapere che nella sola spagna, dopo la riforma liturgica di paolo vi, circa 5.000 preti rifiutarono il nuovo rito semlicemente perché dal sapore protestante.
Peró le pressioni da parte vaticana si fecero sempre piú insistenti e molti di questi preti fecero una brutta fine...
Tutto questo (all’inizio), solo perché i sopracitati sacerdoti preferirono la liturgia vecchia a quella nuova, liturgia, quella vecchia, che tra l’altro non era mai stata abolita.
Insomma c’e’ un tradizionalismo cattolico che va compreso e che poco ha a che fare con il catto-talebanesimo.
Quando c’e’ di mezzo la verita’ non bisogna tacere anche se come dicevo all’inizio esistono intransigenze cattoliche discutibili.

Con simpatia e cordialitá

c.d.m.

RISPOSTA

Approvo: tradizionalista ma non talebano.

Maurizio Blondet



28/06/2007
17.00
Il Veltro

Egregio dottor Blondet,

ancora una volta Dante fu profeta.
Proprio questa mattina un mio conoscente mi ha ricordato la profezia di Dante sul Veltro che verrà per salvare l’Italia.
Come vede fu facile profeta.
Cordiali saluti.

Mauro S.

RISPOSTA

Il lettore allude al “veltro” (cane da caccia) che secondo Dante scaccerà “la lupa”, ossia la corruzione.
La quale lupa
“molti son li animali a cui s’ammoglia
e più saranno ancora, infin che’ l veltro
verrà, che la farà morir con doglia.
Questi non ciberà terra né peltro,
ma sapïenza, amore e virtute,
e sua nazion sarà tra feltro e feltro.
Di quella umile Italia fia salute
per cui morì la vergine Cammilla,
Eurialo e Turno e Niso di ferute.
Questi la caccerà per ogne villa
fin che l’avrà rimessa ne lo ‘nferno
là ove ‘nvidia prima dipartilla”
.

Veltroni è il veltro dantesco?
Un cane lo è.

Maurizio Blondet



28/06/2007
15.30
Iran

Secondo l’agenzia Adnkronos in Iran sarebbe iniziato il razionamento del carburante...
Potrebbe questa misura essere il risultato di un previsto probabile attacco usraeliano?
Grazie

IRAN: BENZINA RAZIONATA, PROTESTE E INCIDENTI A TEHERAN

Teheran, 27 giugno - (Adnkronos) Proteste e incidenti in Iran, secondo Paese produttore di petrolio al mondo, a causa della decisione del governo di razionare la benzina.
Una stazione di servizio nella parte occidentale di Teheran è stata data alle fiamme da alcuni giovani al grido di “Pistole, carri armati, Ahmadinejad deve morire”, mentre incidenti si sono verificati tra gli automobilisti in coda per fare il pieno, prima che scattasse il razionamento, dalla mezzanotte di ieri.

Mario N.

RISPOSTA

L’Iran produce greggio, ma manca di capacità di raffinazione: e ovviamente, l’embargo USA riduce l’approvvigionamento estero.
E il prezzo della benzina è tenuto artificialmente basso.
E la corruzione e inefficienza della classe politica (cosa che sembra non solo italiana) fa il resto.

Maurizio Blondet



28/06/2007
14.00
Santiago

Bellissimo l'articolo di Chiari su Santiago di Compostela.
Mi ha aiutato a preparare, soprattutto spiritualmente, il percorso fino a Santiago di Compostela, che farò a piedi, il prossimo anno.

Luigi T.



28/06/2007
12.00
Sostegno

Egregio Direttore,

mi dispiace talvolta leggere, tra le numerose lettere che vengono pubblicate nella rubrica rivolta ai lettori del sito Effedieffe, concetti agghiaccianti e pieni di livore.
Temo che da parte di alcuni ci sia una totale mancanza di spirito di osservazione, che sia rivolta alla realtà in cui siamo immersi o alla propria interiorità o esperienza personale.
A questo si deve unire un formalismo torbido, alquanto politicamente corretto.
Si è smesso di pensare.
Si abbracciano modelli inaccettabili senza discutere.
Si attacca Erich Priebke, ma non sir Arthur Travers Harris.
E dire che i mezzi per informarsi e capire ci sono e alla portata di tutti.
Online si può trovare tutto, dalla poesia del Duecento a interi romanzi, saggi storici, filosofici, teologici.
Ma nonostante questa cornucopia di conoscenze sembra che si stia precipitando nell'ignoranza più compiaciuta.
E rivendicata.
Lo spirito di questi tempi oscilla tra un buonismo esasperato e fatto di formule coniate dai pubblicitari ed un completo svuotamento dei termini linguistici. Si è ribaltato il termine di paragone.
Inoltre, molte persone di oggi mancano completamente del senso dell’ironia (specialmente quella intesa in senso socratico).
Senza l’ironia (anche caustica, tagliente come un bisturi) non è possibile mettersi serenamente in discussione.
Magari non si riesce a ridere dei propri limiti serenamente e subito, non dico che sia possibile.
Ma almeno riflettere un po’ su sè stessi e sulla propria condizione personale.
Anche ammettere la propria finitezza è una gran cosa.
Questa è naturalmente un’ammissione personale di finitezza, talvolta troppo autoindulgente.
Non esistono più veri “maestri”.
Si scelgono quelli che vengono mostrati, di solito accompagnati da una pompa magna di ossequiosi salamelecchi da parte dei media.
Faccio un esempio basandomi sull’articolo “la comunità diseducante” e della risposta di un lettore.
Se parlo di “nuovi maestri” blasonati, parlo di quei personaggi che “vivono controcorrente”, oppure distanti dalla “banalità” (intesa come semplicità e buonsenso).
Vasco Rossi è uno di questi, toccarlo o semplicemente dire che non piace è quasi un’eresia.
Di sicuro il non apprezzarlo isola da molti.
E oggi il “branco”, il pensare collettivo e indistinto sembra essere il bene più importante da conseguire.
La piattezza più totale è ciò che vediamo davanti a noi.
E la piattezza di pensieri, linguaggio, vestiario, comportamento, stile di vita non vuole essere messa in discussione da nessuno.

Vi leggo sempre con grande attenzione

Francesco F.
Milano



28/06/2007
10.00
Gli illuminati

Ha molto da parlare il “fratello” Di Bernardo...
preso dal sito di dagospia

13/6 Ieri, cena riservata e mega blindata a Trento nel castello in montagna del massonico Giuliano Di Bernardo (responsabile del Circolo degli Illuminati di piazza di Spagna) e alcuni membri dell’Associazione Bilderberg.
Ad esempio: il turco Mustafa Koc (presidente della Koc Holding), l’inglese Edward Balls (vice segretario del Tesoro), il francese Nicolas Beytout (capo redattore Le Figaro), lo svedese Carl Bild (ex Primo Ministro), lo statunitense Richard Haas (Presidente del CFR), il britannico Charls Powell (membro della Camera dei Lord).
Hanno parlato di energie, l’entrata della Turchia in Europa, delle elezioni del 22 luglio in Turchia affinché duri il governo altri 5 anni, di Iraq-Iran-Libano.
Si sono soffermati sulle dichiarazioni che Putin ha fatto parlando di Europa situata al centro delle due potenze, dei missili puntati sull’Europa e altre quisquilie anti-digestione.
Dagospia 26 Giugno 2007

Capitan Navarro



27/06/2007
16.00
Commento su articolo “Manca il grano”

Ottimo intervento, come sempre.
Volevo segnalarle la seguente frase sull’argomento, attribuita a Thomas Jefferson:

”If the American people ever allow private banks to control the issuance of their currency, first by inflation and then by deflation, the banks and corporations that will grow up around them will deprive the people of all their property until their children will wake up homeless on the continent their fathers conquered”.

Già, prima con l’inflazione (monetaria), ottenuta tramite i tassi manipolati al ribasso, per favorire ed istigare il sovraindebitamento a tutti i livelli, e poi l’inevitabile stretta, per razziare la ricchezza reale deflazionata acquistata a debito.
E’ incredibile come volumi giganteschi di ricchezza reale possano essere accumulati attraverso una semplice manovra monetaria, senza lavorare, senza fatica, complice anche (e questo va detto) l’ignoranza e l’avidità di chi si è indebitato oltre le proprie possibilità.
E comunque gli ultimi “botti” italioti della fase inflazionistica sono di questi giorni, con l’introduzione sul mercato del mutuo a 50 anni.

Saluti

Sebastiano S.



27/06/2007
14.00
Dei delitti e delle pene

”Ho spesso detto che la ‘sinistra’ oggi al governo è in realtà il potere che protegge gli statali. Mi devo correggere: protegge gli statali con stipendio mensile superiore ai 7 mila euro”.

Bravo, dottor Blondet,

precisazione tarda ma doverosa.
Glielo dice un operaio statale da 1.100 euro al mese che, le garantisco, si guadagna la pagnotta.
E che non rimpiange il governo di “destra” (per chi crede in queste ridicole categorizzazioni di facciata) che ha ammazzato i diritti dei lavoratori e, forse, anche Biagi (magari qualcuno pensava si trattasse di ENZO Biagi...) e ha fatto le stesse cose di questo: cioè difendere gli interessi propri, degli amici e delle lobbY di riferimento.
Berlusconi e, prima di lui, il suo mentore e sodale non compianto Bettino Craxi, hanno letteralmente depredato l’Italia, affossandola culturalmente ed economicamente, se possibile ancor di più della DC di Leone.
Abbiamo avuto al governo una banda di ladri.
Io credo che la reale portata dei disastri di cui è diretto responsabile Berlusconi ancora non siano chiaramente percepibili e che la loro reale portata ci sarà forse chiara fra molti anni.
E il gigionesco Bobo e la prefica sorella sono ancora lì, a reclamare le briciole del banchetto, senza vergogna né pudore.
Non discuto il loro diritto, seppure sconfessato dai fatti, ad avere un’opinione alta del padre: è normale.
Dico solo che non starebbe male che s’imparassero un mestiere altro da quello di ladri (ma, si sa: se rende... il figlio del notaio fa il notaio, quello del dottore il dottore... Mai facchini o spazzini). Adesso c’è un’altra Banda Bassotti nelle stanze del POTERE: tanti piccoli, grotteschi Dottor Strangelove.
Non vedo grandi miglioramenti ma sono profondamente convinto che il “vizietto”, a certe persone, glielo può togliere solo la morte.
Divide et impera.
Sono questi mascalzoni che, per allontanare da loro lo spettro del sacrosanto e catartico distributore in piazza, alimentano la fantasia della divisione, sia essa intesa come lotta di classe o come razzismo o nelle varie altre forme che la loro fantasia non cessa mai di produrre.
Loro in fin dei conti sono pochi.
Noi persone “normali” siamo infinitamente di più.
Ma non ce ne accorgiamo e il meccanismo continua a girare, perfetto e ben oliato, stritolandoci come le macchine di Chaplin.
Ebrei, comunisti, fascisti, rossi, neri, verdi... il modo si divide tra brave persone e quelle che non lo sono, come scrisse Viktor Frankl (“Uno psicologo nel lager”).
Non difenderei un bastardo come Priebke nemmeno di fronte a Dio.
Come butterei la chiave per sempre per quei sadici assassini di Erika e Omar.
Non credo al carcere come rieducazione.
Intendo la reclusione come una punizione per un comportamento che ha danneggiato Consapevolmente un individuo o la società.
E credo nei lavori forzati, intesi come forma di risarcimento per il male fatto.
La pena di morte è da trogloditi: in caso di danno non risarcibile per la sua entità (non deve necessariamente essere un omicidio, si prenda ad esempio quel mascalzone di Tanzi) andrebbe semplicemente punito con questo ormai mitico ergastolo che, in un mondo ormai troppo piccolo, è il corrispondente moderno dell’ostracismo tribale: l’allontanamento perpetuo e certo dal consorzio umano.
La morte civile.
Ma lavorando, sempre.
Otto ore al giorno, non si chiede di più.
Se uno vuole studiare, lo fa dopo l’orario.
Se non lavora, non mangia.
Se vuole farsi del male, fino ad uccidersi, è libero di farlo: poteva pensarci prima.
Ma, una volta accertata la pena, senza diritti: i diritti si sono persi quando si è deciso di fare i furbi. Il solo diritto è la pagnotta, un giaciglio, una decorosa assistenza medica e un’adeguata biblioteca.
Ma solo se se li guadagna lavorando.
E niente TV.Niente radio.
Lettere e telefono e qualche visita ogni tanto.
Non stiamo parlando di brave persone, stiamo parlando di delinquenti, anche se, come giustamente osserva lei, c’è una strategia per invertire le parti.
E però con la possibilità, garantita a vita, che il processo si possa riaprire in qualunque momento a causa della scoperta di elementi nuovi a discarico, previa valutazione di opportuna commissione.
L’America insegna che in galera (financo nel braccio della morte) ci sono troppe persone accusate ingiustamente.
E lo stato dovrebbe garantire la copertura economica e intellettuale per svolgere velocemente i processi, perché l’Italia dimostra che la lunghezza di un procedimento, lungi dall’essere garanzia di serietà, è lo strumento migliore per chi può di farla franca: le ricordo che Previti e dell’Utri sono stati accusati, nonostante tutti i loro tentativi di scapolarla, in via definitiva ed interdetti per sempre dai pubblici uffici, ma sono ancora seduti là, a percepire il loro merdoso stipendio - mi si perdoni la licenza - che tutti NOI paghiamo!
E qui dov’è il diritto, altro che Priebke?
Il NOSTRO diritto?
Sgarbi, uno dei dannati parassiti da 7.000 euro al mese di cui sopra (e pure assenteista), invece di girare con la gogna per le città d’arte d’Italia a pescarsi piscio e sputi in faccia come si meriterebbe, è ONOREVOLE!!!
Come avrà capito, io non la vedo così complicata.
Sono i parassiti come lui che alzano polverone, che sollevano questioni, obiezioni, impedimenti, complicazioni...
Per sopravvivere, novelli vampiri, alle spalle di chi lavora.
Non gli pianterebbe anche lei un bel paletto nello sterno?
Così, per vedere se è leggenda o realtà: un esperimento scientifico.
Magari funziona!
Credo che ci manchino gli strumenti intellettuali e morali per uscire convenientemente da questa situazione.
Con il tempo, forse... chissà?

Cordiali saluti.

ANDREA M.



27/06/2007
12.00
Fatti di Roma

Egregio Maurizio Blondet,

La dimostrazione del potere giudaico a Roma è ora solo la coda di una guerra religiosa millenaria.
Cosa c’è di nuovo?
Non certamente la durezza dell’attacco contro ogni segno cristiano, oggi di marchio talmudico.
L’eclatante fatto nuovo è la rimozione dell’ostacolo (katéchon) a questi attacchi, estesi alle stesse parole evangeliche.
Ciò è stato profetizzato dall’ inizio dal giudeo San Paolo che, in vista della guerra al Vangelo di salvezza, diceva: “i giudei sono i più grandi nemici (del bene) degli uomini” (I Tessalonicesi 2, 15-16).
I fatti del mondo attuale non indicano forse la rimozione delle parole evangeliche nella stessa Chiesa, come concordato nel piano Seelisberg? (vedi il “piano Seelisberg” che incantò Giovanni XXIII).
La prova della cessata difesa del cristianesimo si ha quando i promotori del disarmo cattolico, vedi Giovanni XXIII, sono esaltati, mentre quanti svelano le trame apocalittiche per annullare perfino il segreto di Fatima, sono isolati e liquidati come nemici del Papa.
Per concludere: l’attacco al cristianesimo sempre c’è stato, non finirà e la sua virulenza crescente non dipende dai fedeli.
Il vero guaio è la mancata difesa che risulta da un insidioso inganno, inedito nella storia, di onorare pastori mercenari ansiosi del plauso avversario.
Ciò riguarda i fedeli, perché non si dica che il Signore non aveva avvertito del guaio terminale dei falsi cristi e dei falsi profeti. (Matet 24, Marco 13, Luca 21, Ap 13, IITs 2).

A. Daniele



27/06/2007
10.00
La cattiva coscienza

Vorrei dirti tutta la mia cortrarietà per il tuo articolo in difesa del nazista assassino Pri...
(non lo nomino per non offendere la civiltà e la giustizia non certo te).
Tu che manderesti al rogo gay, negri (come usi chiamarli) fai operazioni di mistificazione di cui non riesci a vergognarti nemmeno un po’, devi sapere che se un giorno sarai chiamato a rispondere per ciò che dici non certo per ciò che fai cioè nulla, sarai mandato a fare compagnia ad i più grandi peccatori della storia, ma tu sei un pagano e a questo non ci credi; sappi però che se è vero come io e tutti quelli che seguono questa rubrica crediamo negli inferi il fuoco brucia e non poco.
Un minimo di imbarazzo ci vuole quando si brandisce la democrazia per difendere un assassino ma tu se uomo coraggioso e misericordioso.
Ma non eri quello che sentenzia contro l’ingiustizia?
Non sei quello che predica giustizia e svela complotti?
Il tuo amico Prrr... ha vissuto impunemente e con molte complicità questo dovevi denunciare e sappi che a protestare contro Prrr... non c’erano solo i tuoi amici cazari (si quelli sono tuoi amici prima o poi lo scopriremo) le vittime romane cattoliche di quell’eccidio ti grideranno talmente forte quando dormi, quando il confronto con la coscienza ci fa guardare la verità, che ti scoppieranno i timpani.
La più grande sorpresa per me è scoprirti buonista, poi dice che uno si butta a sinistra.
Ultimamente dai tuoi articoli il tuo pensiero ci arriva fortemente confuso, vai in montagna l’aria fresca schiarisce molto e rasserena.

Un tuo lettore, critico naturalmente

P. G.

RISPOSTA

Ecco un altro cristiano esemplare: mi condanna all’inferno per parole che non sono nemmeno insulti (i gay si danno fra di loro del frocio), e condona una incarcerazione arbitraria.
Questo è “scolare il moscerino e ingoiare il cammello”.

Maurizio Blondet



26/06/2007
14.30
Ben fatto Fioroni

Egregio Blondet,

nel suo articolo su Priebke Lei sorprendendomi attacca la decisione del ministro Fioroni di mandare la visita fiscale ai professori assenteisti; ciò mi ha davvero sorpreso considerando che Lei spesso ha attaccato (con dei distinguo) i lavoratori pubblici.
Io sto dalla parte di Fioroni, sono molto stufo di dover pagare le tasse per gente a cui non va di lavorare, i professori non sono così oppressi e sfruttati come spesso li si dipinge, ma tutt’altro, spessissimo sono lavativi ed assenteisti e ciò danneggia in primo luogo chi invece fa il proprio dovere.
I professori (come quasi tutti gli statali) sono stati al 90% assunti grazie a raccomandazioni (finiamola con le ipocrisie buoniste...) e di questi una buona parte non fa assolutamente nulla grazie al fatto che nessuno li manderà mai via, a differenza di quanto avviene nel lavoro privato dove si viene licenziati per molto, molto poco.
I professori non guadagnano molto è vero, ma ricordiamoci che hanno la fortuna di aver un lavoro (quelli entrati per merito sono la minoranza) e per giunta un lavoro dal quale non li manderà mai via nessuno (nemmeno quelli condannati per pedofilia e non lo dico per dire), i professori poi hanno quasi tre mesi di ferie all’anno, cosa più unica che rara nel mondo del lavoro, e per concludere siccome ritengo che fare il professore (così come il medico o il poliziotto) è una missione ne consegue che una persona che faccia il professore per denaro abbia ben poco da insegnare (di un medico avido di denaro ho persino paura).
Farebbe bene Fioroni ad essere ancora più duro ma temo che come al solito tutto finirà a tarallucci e vino, alla faccia dei professori onesti.

Saluti

Andrea Rossi

RISPOSTA

Vedo che non ha compreso perché “difendo i professori”.
Lo scrivo di nuovo passo passo:
A) Andare in trasferta in un’altra città, per fare il commissario d’esame, costa un sacco: anche andando in una pensione con gli scarafaggi e mangiando panini, sui 100 euro al giorno.
B) I docenti prendono 1.500 euro mensili se va bene, mica i 7 mila euro dei commessi di Montecitorio: c’è statale e statale.
C) I rimborsi del ministero non coprono le spese.
D) I professori commissari devono pagare di tasca propria per svolgere un servizio di Stato, intaccando uno stipendio che non basta a vivere da intellettuale (i professori sono intellettuali, e dovrebbero comprarsi, oltre la mortadella, libri e giornali).
D) Inoltre, non hanno ancora ricevuto i miserevoli rimborsi del 2006: lo Stato è rapidissimo ad esigere da noi pagamenti immediati, ma è lentissimo a restituire ciò di cui abbiamo diritto.
E) i professori comandati si mettono in malattia, fanno resistenza passiva.
F) Secondo me, la resistenza passiva è giusta.
G) Secondo lei, no.
Cosa vuole che le dica?
Finiamola lì.

Maurizio Blondet



26/06/2007
12.30
La comunità diseducante

Egregio Maurizio Blondet,

ho letto il suo articolo intitolato “LA COMUNITA' DISEDUCANTE”, edito del 17.06.2007.
In alcuni punti mi sono trovato quasi in accordo con lei (viviamo in una cultura essenzialmente idiota, si capisce), mentre in altri mi sono sentito davvero molto lontano tanto dalle sue interpretazioni quanto dalle sue conclusioni.
Le scrivo ora con l’intento di farle qualche appunto critico e con la speranza che il nostro possa essere uno scontro dialettico civile e per entrambi costruttivo.
Spero anche, infine, che lei perdoni il mio ardire nell’ammettere così chiaramente uno scopo tanto ambizioso o addirittura presuntuoso come quello di farla riflettere più a fondo di quanto non abbia certamente già fatto.
(Seguono centinaia di righe, da cui spicco alcune frasi)

E’ da quando mi capitò per caso di leggere un articolo di Don Baget Bozzo che non sento più simili castronerie.
E tutte incredibilmente concentrate in un solo articolo.
[…]
… Il credente cattolico naturalmente incline al fascismo, che da sempre alla conoscenza preferisce la salvezza, che alla ragione preferisce la fede, che alla riflessione preferisce la preghiera e che alla democrazia preferisce la gerarchia indiscutibile poiché di origine divina! (“Credere, obbedire, combattere”!) Il punto è che considerare la natura come subordinata all’essere umano impedisce, in realtà, anche ogni possibilità di credere veramente in qualunque Dio.
In due o tre parole: è una bestemmia.
(altre sessanta righe circa)
Poi:
“(..) Lugubri carnevali di travestiti e trans”
Stia attento, per carità, alla lingua italiana e ai suoi aggettivi!
”Lugubre”, oltre a contraddire insostenibilmente “carnevale”, non si addice davvero alle feste fatte da un gruppo di pazzi simpatici ma sessisti che vogliono diventare una classe autonoma e distinta (perché chiunque ritenga che l’orientamento sessuale sia una caratteristica sufficiente a formare una categoria sociale o che sia addirittura una caratteristica prioritaria nella definizione della personalità di un individuo soffre inevitabilmente di sessismo).
Lugubre è un funerale cattolico, a rigore.
Insieme al culto cristiano dei morti.
Su, Blondet, che parlare italiano era un’attenzione sostenuta ed incentivata anche dal fascismo.
[…]
“Si guarda con invidia al taglio delle mani, alla fustigazione, alla decapitazione con la scimitarra”.
UE! MA CHE DICE?! Con “INVIDIA”?! Ma dove vive e chi frequenta, lei, solitamente, vorrei sapere.
La famiglia di Bossi o i discendenti di Hitler?
Si faccia vedere, appena ha tempo.
Da uno bravo.
E intanto cambi subito spacciatore, che questo, mi creda, la sta rovinando.
Altre righe… Su uomo, natura e i loro rapporti reciproci.
Poi la conclusione:
La ringrazio tanto per l’attenzione concessami, la prego di perdonarmi certe critiche forse eccessivamente provocatorie e cattive dovute alla mia emotività non sempre controllabile, la invito a scrivermi quando, quanto e come vuole (va bene anche la totale mancanza di indulgenza e di perdono, tutto sommato), e la saluto cordialmente,
Sempre suo devotissimo servo e umilissimo schiavo.

Claudio Baldi
(uno dei sub-umani a cui piace Vasco Rossi - dico: VASCO ROSSI!)

RISPOSTA

Ed io dovrei scrivergli?
Non comprende il tono sarcastico (invidia per il taglio delle mani).
E s’è incacchiato perché lui non crede in Cristo, ma in Vasco Rossi sì, e io gli ho offeso il suo dio minore.
Vedete che lettere ricevo, a volte.

Maurizio Blondet



26/06/2007
10.30
Blondet, Massignon e i catto-talebani

Caro Maurizio,

vedo che, in questi giorni, sei il bersaglio degli strali “catto-talebani”.
Che vuoi farci?!
La “durezza del cuore”, ossia la colpa che Cristo rimproverava ai sinedriti, sembra essersi impadronita di molti “buoni cattolici”.
San Paolo, nella Lettera ai Romani, mentre rimproverava i suoi ex-correligionari ebrei per quell’indurimento, che è chiusura alla trascendenza che libera dalle pastoie della legge per donarci l’essenza vera ed infinita della legge stessa, ossia l’amore di Dio, non dimenticava, al tempo stesso, di ricordare ai cristiani che i “fratelli maggiori” saranno un giorno reinnestati nell’olivo santo, segno dunque che oggi - lo ricordino i facili dialogatori - essi ne sono separati.
L’Apostolo delle genti annunciava la finale conversione del “resto di Israele” allo scopo di esortare i cristiani ad evitare a loro volta quella “durezza” per non incorrere nel rischio di essere anch’essi allontanati da Dio.
E’ questo il rischio che molti “buoni cattolici” corrono oggi: affascinati dal “Nuovo Impero Globale Israeliano”, quasi si trattasse di una riedizione del Sacro Romano Impero (questo e ciò che predicano gli Introvigne, i Respinti, la TFP, il Cesnur, il Centro Lepanto, Alleanza Cattolica e Comunione e Liberazione) si sono gettati anima e corpo nelle braccia dell’Anticristo, il quale, ci ammoniscono i Padri della Chiesa e tutta la tradizione cristiana, si presenterà nella forma di uno pseudo-Cristo, essendo il “profeta” della scimmia di Dio, il menzognero.
Colui che anche il Corano chiama l’impostore, Al Dajjal.
Mentre la Chiesa cattolica apostolica romana rimarrà fino alla fine dei tempi, perché così le è stato promesso (“inferii non praevalebunt”), saranno masse di ignari catto-talebani (unite a quelle degli ignari giudeo-talebani e degli ignari islamo-talebani) a nutrire, nel corso del tempo, le schiere anticristiche. Rimarrà certamente un “resto”, sia tra ebrei che tra islamici e Cristiani.
Ed è a questo resto che spetterà il futuro.
Uno dei catto-talebani di turno ti ha rimproverato di far riferimento a Louis Massignon, il grande sacerdote e teologo cattolico oltre che grande islamista. Dunque Blondet è un “inquinatore”!
Credo che quel catto-talebano debba “scomunicare” anche lo stimato Vittorio Messori che, proprio su una rivista abbastanza (ma non del tutto, potendosene salvare qualcosa) incline al catto-fondamentalismo usraeliano, in una puntata della sua rubrica “Vivaio” ha aderito alla prospettiva esegetica di Massignon nei riguardi dell’Islam e del suo ruolo che alla fine di rivelerà cristocentrico e cristodirezionale.
Ma se Blondet e Messori possono subire la “scomunica” dei catto-talebani, che dire allora di Pio XI, il successore, dopo Benedetto XV, di san Pio X, il Papa santo del famoso catechismo che tanto piace, pur essi non comprendendolo, ai talebani del tradizionalismo?
Pio XI, ricevendo in udienza Massignon nel 1934, definì la sua vicenda “una vocazione” e “un’elezione” che rimandavano a “una predilezione”.
I Papi pre-conciliari erano evidentemente molto più aperti di cuore che non i loro presunti nostalgici odierni.
A questi ultimi basta l’immaginetta che essi si sono fatti di quei Papi e della Tradizione.
Ti abbraccio e ti saluto in Cristo e Maria.

Luigi Copertino

RISPOSTA

Grazie della colta e spirituale difesa.
A proposito: scopro su 30 Giorni numero 5) un’intervista all’ayatollah Khatami, che è stato in visita dal Papa.
Dice di preferire Sant’Agostino a San Tommaso, perché il primo (testuale) “è più vicino a Platone e nai neoplatonici… e siccome io considero il misticismo lo spirito della religione, vedo che l’aspetto mistico in Agostino è molto forte, è quello che prevale, ed è per questo che mi piace. Di Agostino ho letto il De Civitate Dei, mentre ho dedicato studi più sporadici alle altre sue opere”.
Dunque ecco un “fondamentalista islamico” che cita Agostino, Platone, i neoplatonici.
Sorprendenti, questi ayatollah.
Non è il caso di approfondire la conoscenza?
Noi conosciamo i loro testi, come loro pare conoscano i nostri?

Maurizio Blondet



26/06/2007
09.00
Chiamandoli per nome...

Egregio dottor Blondet,

mi permetto di segnalarle che da oggi potrà usare il termine FROCI a riguardo delle persone omosessuali.
Le riporto la copertina del quotidiano “il Domani” di Bologna (noto supplemento dell’Unità) che riporta una foto scattata alla Salara locale concesso ad ARCIGAY dal Comune di Bologna.
Lo striscione è inequivocabile, e perciò visto che essi si definiscono in tal modo possiamo anche farlo noi.
Per quanto riguarda le sue considerazioni di non scrivere più sull’argomento religioso, la consiglierei di desistere dalla sua intenzione, non perché sia concordante con lei su molte cose che scrive in materia religiosa, anzi, ma perché comunque nei suoi articoli vi sono molti spunti.
Poi pensi al fatto che i catto-islamico-comunisti continuano a sparare cazzate nelle varie curie e chiese, quindi ci vuole un buon contrappeso.

Cordiali e accaldati saluti.

Mauro S.

RISPOSTA

E’ ben noto, i froci si chiamano, fra loro, “froci”.
Ma se un normale ci prova, è “omofobo”.
E anche antisemita.

Maurizio Blondet



25/06/2007
19.00
Cappato e il Gay Pride di Gerusalemme

Aveva ragione: a Mosca si può passare sopra le decisioni delle autorità, a Gerusalemme solo sopra gli anatemi dei rabbini ultraortoddossi.
Guai, però, a mettere in discussione le istituzioni dello Stato sionista.

09/11/2006 | PARTITO RADICALE / GAY PRIDE GERUSALEMME: CAPPATO “SFILEREMO PER AFFERMAZIONE STATO LAICO, CONTRO FONDAMENTALISMI GLOBALI”
Gerusalemme, Giovedì 9 novembre 2006
Dichiarazione di Marco Cappato, Vice-Presidente del Partito Radicale transnazionale, deputato europeo.
“Insieme a Sergio Rovasio e a un gruppo di militanti, parteciperemo domani come delegazione del Partito Radicale transnazionale alla ‘marcia per la tolleranza e l’orgoglio, per la promozione della democrazia e del pluralismo’ che si terrà alle 11 Gerusalemme, A MENO DI UNA DECISIONE ALL’ULTIMA ORA DELLA CORTE SUPREMA.
Avevamo approvato a luglio la decisione di posticipare la marcia in ragione dello scoppio del conflitto in Libano.
Oggi, anche in un momento di particolare tensione a seguito del tragico errore dell’esercito israeliano a Gaza, abbiamo comunque deciso di confermare la nostra partecipazione in prima persona alla manifestazione.
Va dato infatti merito agli organizzatori di aver accettato tutte le condizioni poste dalle forze dell’ordine, sia per il percorso - che non sfiorerà alcuno dei “luoghi sacri” -, sia per le modalità particolarmente rigorose (rispetto dei simboli religiosi e dell’inizio del sabato ebraico, assenza di carri musicali e di altri elementi che possano essere vissuti come provocatori) alle quali hanno deciso di attenersi.
La marcia di domani si è dunque trasformata in una manifestazione che, difendendo il carattere aperto e tollerante della società e delle istituzioni israeliane, rafforza la lotta per l’affermazione dello Stato di diritto democratico, liberale e - soprattutto - LAICO, contro quell’Unione dei Fondamentalismi che – tanto daGerusalemme, quanto da Roma, dalla Mecca e dagli altri centri di potere clericale - è oggi la più grande minaccia per la pace e la libertà”.

Comunque, niente paura.
La manifestazione è stata autorizzata e domani saranno tutti in forma per accendere la loro candelina azzurra del “Love Boy Day”, Giornata dell’Orgoglio Pedofilo (sic).
Attendiamo il 2012 e il cambiamento del ciclo!

El Julz



25/06/2007
18.00
Sulla violenza e sul Padre

Salve signor Blondet,

vorrei saltare i convenevoli ed evitare di dirle quanto apprezzi i suoi articoli, ma è più forte di me e non riesco a resistere dall’esprimerle i miei più sentiti complimenti.
Le basti pensare che non mi perdo un suo articolo da più di un anno e che anche i più barbosi argomenti, quando raccontati da lei, mi diventano interessanti ed appassionanti.
Invio questa mia email per “contestare” l’interpretazione della notizia del ministro dell’Interno sui 6,5 milioni di donne vittime di violenze fisiche. Innanzitutto quelle cifre sono gonfiate a dismisura da statistiche truffaldine che confondono urla, spinte e lievi strattonamenti del braccio con violenze vere e proprie Confondono i rapporti coniugali non desiderati (quello che una volta veniva chiamato “dovere coniugale”) con gli stupri ed i tentati stupri all’interno della famiglia... ma soprattutto, quello che non dicono è che tutti gli studi di settore dicono proprio il contrario, ovvero che gli uomini sono più vittime di violenza rispetto alle donne, sia in casa che fuori casa.
Il 75-80 % delle vittime di omicidi e di violenze gravi è di sesso maschile, eppure si parla di “emergenza donna”, mai di “emergenza uomo”.
In ambito domestico, ci sono ormai centinaia di studi e migliaia di meta-analisi che confermano che le donne, in casa, usano violenza più degli uomini e di solito sono le prime ad iniziare la violenza e quelle più propense ad utilizzare armi.
Se volesse saperne di più, le potrei indicare alcuni siti di movimenti maschili (anti-maschilisti) in cui si parla proprio di tante problematiche che stanno a cuore a tutti noi, viste - una volta tanto - da un punto di vista maschile, dove per “maschile” s’intende quel “vir”, quell’energia positiva, quella creatività che ad esempio noi lettori troviamo nei suoi articoli.
Per darle un’idea le cito poche righe di un paio di articoli.
In questi casi si parla di vicende avvenute nel mondo anglosassone ma che si sta rivelando quasi profeticamente, una copia identica degli avvenimenti che si stanno verificando nel nostro Paese.

http://www.uomini3000.it/252.htm
[...]
A grande sorpresa di tutti, il ministero dell’Interno ha prodotto recentemente le proprie prove che la violenza domestica non è una malattia maschile. Nel Gennaio 1999 ha riportato che il 4.2% delle donne e il 4.2% degli uomini tra i 16 e i 59 anni ha affermato di essere stato attaccato fisicamente da un partner attuale o precedente negli ultimi anni. Le donne separate erano le vittime più frequenti, con il 22% assalito almeno una volta nel 1995.
La reazione pubblica alla ricerca del ministero dell’Interno fu un silenzio quasi completo.
Subito dopo la sua pubblicazione, il segretario dell’Interno aprì una corte per la violenza domestica in Leeds che fu istituita sull’assunto esplicito che solo gli uomini erano violenti.
Nel giugno di questo anno, il comitato delle donne del Consiglio dei ministri lanciò una campagna per “cambiare la cultura” che presentava la violenza domestica quasi esclusivamente come un problema di criminalità maschile.
Si adoperò per omettere un altro fatto sottovalutato: che la maggior parte dei crimini contro i bambini sono commessi dalle loro madri, non dai loro padri. Uno studio della Società Nazionale per la Prevenzione della Crudeltà sui Bambini rivelò alcuni anni fa che le madri naturali, non i padri, sono più spesso le responsabili di ingiurie fisiche, abusi emozionali e negligenze.
Questo non è particolarmente sorprendente, poiché in genere le madri hanno molti più contatti quotidiani dei padri con i loro bambini.
Ci fu tuttavia un’altra sorprendente omissione: il materiale del comitato delle donne non faceva differenze tra coppie che erano sposate e persone che convivevano o erano amanti irregolari.
Esso pertanto ometteva un fatto chiave: che il rischio di violenza aumentava significativamente nelle coppie non sposate.
Lo stesso studio dell’Ufficio dell’Interno osservò che la separazione coniugale era un “fattore chiave di rischio”.
Solo 12.6 su 1.000 donne sposate erano vittime di violenza, comparate con 43.9 su 1.000 delle donne non sposate e 66.5 su 1.000 divorziate o separate. Quando i mariti vengono sostituiti da compagni e amanti, perciò, la violenza contro le donne aumenta.
Il matrimonio è un forte fattore di sicurezza per le donne.
Tuttavia questo non viene detto.
Invece l’idea opposta viene incoraggiata, cioè che la violenza contro le donne tipicamente ha luogo nel matrimonio.

http://www.uomini3000.it/182.htm
Le donne usano le armi nella violenza in ambiente domestico con una frequenza tre volte maggiore rispetto agli uomini.
Le donne provocano la maggior parte degli episodi di violenza in ambiente domestico.
Le donne commettono la maggior parte degli abusi su minori e su anziani.
Le donne picchiano più frequentemente e più gravemente i loro figli maschi che non le femmine.
Le donne commettono la maggior parte degli infanticidi e il 64% delle loro vittime sono bambini di sesso maschile.
Quando le donne uccidono degli adulti la maggior parte delle loro vittime sono uomini.
Le donne commettono il 50% degli omicidi coniugali.
L’82% delle persone hanno la loro prima esperienza di violenza per mano di una donna.
[...] una delle statistiche preferite addotte dagli sostenitori dei centri contro gli abusi è che ogni 15 secondi una donna è vittima di violenza in ambiente domestico.[...]
Ciò che i sostenitori dei centri contro gli abusi ignorano sempre è un altro dato emerso dallo stesso studio: che 2milioni di uomini vengono aggrediti dalla moglie dalla fidanzata ogni anno, che in altre parole significa che un uomo è vittima di violenza in ambiente domestico ogni 14 secondi. Per concludere vorrei dire che secondo questi nascenti movimenti di risveglio maschile (alcuni dei quali si ispirano a Claudio Risè ed ai suoi scritti) non ci sarà un’inversione di rotta nella tendenza moderna di stampo edonista-femminista se non ci sarà finalmente una rivalutazione del padre, e quindi, neanche tanto indirettamente, del Padre.
Lo sapeva che i figli di padri che vanno a Messa e che sono credenti, sono più propensi ad andare a Messa e ad essere credenti da adulti? E questo indipendentemente dal comportamento materno.
Ciò non avviene quando le madri sono devote ed i padri atei.
In questo caso i figli tenderanno a crescere atei.
Il modernismo socialista (a proposito dovremmo tutti leggere con attenzione il “Codice di famiglia” imposto in URSS nel 1918 Donne e famiglia nella Russia Sovietica) ha imposto la distruzione della famiglia perchè ritenuta “borghese” e ha di fatto estromesso il padre dal nucleo famigliare.
Il femminismo prima ed il divorzio dopo sono state le armi più efficaci per ateizzare le popolazioni e distruggere il tessuto sociale millenario della nostra civiltà.
Non a caso i nuovi poveri sono i mariti separati che devono spesso sopravvivere di stenti e che vengono letteralmente cacciati di casa dalle loro mogli ed ex-mogli spesso con denuncie di violenza che poi si rivelano al 90% false (per fare un semplice confronto, le false denuncie di furto si aggirano intorno al 8-9%) ma che contribuiscono a falsare quelle statistiche e a fare del vero terrorismo nei confronti della paternità e dell’istituto famigliare.
Il risultato è che ci sono parecchie migliaia di uomini, padri che non possono vedere i loro figli, tanto che per questo motivo in Europa si suicidano ogni anno 2.000 padri separati.
C’è stata una puntata dell’Antipatico di Belpietro che ha parlato proprio di questi fenomeni (12 minuti di argomenti interessantissimi e tragici).

http://www.video.mediaset.it/video.html?sito=mediaset&data=2007/04/26&id=691&categoria=l_antipatico&from=scheda

Un caro affettuoso saluto da un suo appassionato lettore.

Massimo B.

RISPOSTA

Capisco, ma non sono del tutto d’accordo con lei.
Le donne non si ammazzano né si usano.
Non è cavalleresco.
E capisco che venga voglia di formare la lobby etero, per reazione alla lobby omo: ma così la politica finisce in vacca.
Il sessuale non ha dignità politica.

Maurizio Blondet



25/06/2007
17.00
Blair dal Papa, abbraccerà il cattolicesimo

Gentile Blondet,

come commentare una notizia così?
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/06_Giugno/22/Blair_papa.shtml

Cordiali saluti

RISPOSTA

No comment.
O solo uno: gli si chiederà di confessare la guerra in Iraq come lesione del quinto comandamento?

Maurizio Blondet



25/06/2007
16.00
Sepharditi

La prego non faccia mio nome.
Per quanto riguarda al discorso su i ebbrei Io dei sepharditi soltanto ho avuto che cortesie; sono, come noi, dal Mare Nostrum.
Vorrei questa lettera pubbliccata, in diffesa della buona gente.
Io sono catolico, e mi vergognerebbe di non dirlo, come mi vergognerebbe di non appoggiare le persone per bene Altre cose, siamo d’accordo.

RISPOSTA

Il lettore è straniero, non scrive bene italiano.

EFFEDIEFFE



25/06/2007
14.30
Gli adelphi e la madonna piange s...

Gentile Blondet,

dopo la sua risposta (in homepage) ho seguito il suo consiglio: sono andato alla Ritorno al reale e ho comprato il suo (eccellente) “Gli Adelphi della dissoluzione”.
E questa mostra di un gusto orripilante (sono 23 enne figlio di divorziati, mai stato bigotto... ma ci vuole tutta a non offendersi per un titolo del genere!!!) mi sembra proprio simile al caso di Daumal che voleva pubblicare il suo “Poema all’uomo e a Dio” nel giornale comunista, il cui direttore rispose “qui di Dio non si parla, lo si ignora”.
Idem questa mostra, che lungi da ignorare Dio e la religiosità cristiana, la attacca di petto, sorta di controiniziazione celata - anche se non so con quanta volontarietà; non posso attribuire tutta questa intelligenza all’inventore di un titolo del genere. Il clima, in ogni caso, è quello.
Vorrei aggiungere una cosa sull’omosessualità.
Secondo me non è tanto questione gay o non gay.
La questione è che la sessualità è un fatto privato; il gay pride è offensivo e di pessimo gusto quanto lo sarebbe una sfilata di puttane. (in realtà la questione dell’omosessualità è molto più ampia, mi interessa qui sottolineare che avanza, oltre ad un relativismo dissolutore e “a senso unico”, un cattivo gusto che da il volta stomaco.
Nella biblioteca dell’odiata Bocconi dove studio le ragazze vengono vestite proprio da zoccolette, alle nove di mattina!
Ma, io dico, devi studiare, non andare in discoteca (tra parentesi, che schifo!).
A me piacciono le donne, ma non vedo il perchè di tutto questo troieggiare.

Andrea



25/06/2007
13.00
Sull’omofobia

Si parte dal presupposto che noi cattolici siamo omofobici, ovvero razzisti.
Bene volevo raccontarle un fatto che mi è accaduto personalmente pochi anni orsono, quando frequentavo il liceo.
Nella nostra classe veniva un ragazzo che tutti consideravano omosessuale (magari non lo era, lui non l’ha mai affermato esplicitamente).
Era un ragazzo che vestiva in modo ricercato, ed era sempre in compagnia delle ragazze della nostra classe, mentre fraternizzava poco o niente con noi maschi, camminava e parlava in maniera particolare.
Insomma, lo stereotipo dell’omosessuale.
Beh, ricordo che alcuni miei compagni lo indicavano come il “ricchione” con tono davvero sprezzante.
Ma questi miei amici, è qui il bello, erano dichiaratamente di sinistra.
Quella sinistra che è così sensibile alla discriminazione degli omosessuali.
In particolare uno di questi rischia fortemente di far parte del futuro partito democratico (so quel che dico, ha il padre ex-assessore e presidente di una associazione benefica).
Ovviamente a quel punto lo si sentirà attaccare la Chiesa perchè discrimina gli omosessuali.
Ma io, da cattolico (almeno spero!), non ho mai discriminato gli omosessuali.
Dico solo che sbagliano.
No, invece non posso nemmeno dire, anzi, pensare questo.
Meglio che qualche politico omofobo accusi la Chiesa di omofobia.
Mi scusi per questa lettera di sfogo, spero di non averla tediata troppo.
Ma è meglio condividere certe esperienze personali.
Io ho solo tentato di fornire un ritratto di un membro della futura intellighenzia della sinistra al caviale.
No, sa c’è ancora gente che pensa che siano “buoni”.
E che Che Guevara fosse un eroico combattente.

Post scriptum
Ho paura che lei non riesca a ricevere le mie mail, ne ho inviate parecchie, ma nessuna è apparsa sul sito.
E’ vero anche che ho un modo di scrivere piuttosto contorto, ma alcuni argomenti erano obiettivamente interessanti.
Se può mi faccia sapere.
Potrebbe migliorare il sito Effedieffe aggiungendo la possibilità di commentare gli articoli, come in molti blog.
E magari moderare il tutto tramite moderatori volontari.

Cosimo

RISPOSTA

Veramente, non vorrei che questo diventasse un blog.
Vorrei restasse essenzialmente un notiziario.

Maurizio Blondet



25/06/2007
11.30
Priebke e altro...

Caro direttore,

grazie per le parole ferme e coraggiose su Priebke.
Lei non è solo.
Anch’io come tanti altri uomini della strada sono scandalizzato dal ricatto ancora una volta subito dall’intera nazione intentatogli dalla solita minoranza etnico-religiosa.
Priebke è stato condannato per lo stesso reato per il quale era stato assolto.
Ma come possiamo dirlo?
Come possiamo prendere posizione noi gente comune?
Ma, ora mi permetta di esprimere una piccola riserva, lei è l’intellettule che più stimo per di coraggio politico e controcorrente - una cosa le vorrei chiedere: davvero crede nella realtà storica dell’olocausto?
Non posso pensare che uno studioso come lei non abbia per certo quel che anche un operaio cinquantatreenne quale io sono, ha scoperto con sbigottimento già da qualche anno.
L’olocausto è solo una propaganda di guerra della quale si sono provvidamente impossessati gli ebrei sionisti.
L’olocausto e i sei milioni di vittime ebree sono solo una colossale menzogna.
Mi è bastato leggere alcuni libri di Carlo Mattogno per rigettare come menzognera la storia dello sterminio ebraico.
Lei conosce Carlo Mattogno?
Con profonda stima.
Un suo fedele lettore.

Giovanni G.

RISPOSTA

Non è questione se io creda o no all’olocausto: non dovrebbe essere una fede.
So che chi devia dalla versione ufficiale di questa storia viene picchiato e non gli è permesso argomentare.
Vuol dire che chi sostiene la versione ufficiale non ha argomenti.
O ha qualcosa da nascondere.

Maurizio Blondet



25/06/2007
10.00
Israele si prepara a scatenare una nuova “guerra d'estate” su più fronti

Il sito del settimanale Panorama - sempre molto ben informato sui progetti dell’establishment e degli apparati di sicurezza israeliani - pubblica un articolo secondo cui questa estate sarebbe in incubazione una vasta offensiva militare israeliana su almeno due fronti: il Libano e Gaza.
Scrive il settimanale che "La conquista di Gaza da parte delle milizie di Hamas e i lanci di razzi contro il territorio israeliano da uno dei dodici campi profughi palestinesi in Libano hanno costretto Gerusalemme a rivedere i piani militari: l’ipotesi di una nuova una crisi su due o tre fronti contemporaneamente è ritenuta sempre più realistica. Il potenziamento delle forze siriane sul confine del Golan aveva già indotto gli analisti israeliani a prevede per l’estate un conflitto con Damasco ma l’escalation della crisi a Gaza e in Libano potrebbero costituire le basi per un conflitto su vasta scala” - sul fronte libanese queste sono le indiscrezioni avanzate da Panorama: “Le truppe di Beirut, già impegnate a combattere gli estremisti jihadisti di Fatah al-Islam e Jund al Sham, non sembrano in grado di assumere il controllo dei campi né di garantire la sicurezza di un Paese che sembra sempre più in balìa della destabilizzazione sostenuta da Hezbollah, Siria e Iran.
Inoltre nel sud del Libano molti reparti sembrano simpatizzare apertamente con Hezbollah e i gruppi filo-siriani. Una situazione che, se dovesse degenerare, potrebbe indurre Israele a riprendere le operazioni militari interrotte nell’agosto scorso dimostrando di fatto l’inutilità delle forze dell’ONU, incapaci di impedire le violazioni alla Risoluzione 1701”.
Relativamente alla situazione sul fronte palestinese, Panorama scrive che: “Sul fronte di Gaza il pericolo per Israele è rappresentato soprattutto dalle forniture di razzi a lunga gittata da parte dell’Iran (gli stessi forniti a Hezbollah), con i quali Hamas potrebbe colpire in profondità il territorio dello Stato ebraico mentre attualmente i piccoli razzi Kassam hanno un raggio d’azione limitato a 15 chilometri.
Secondo indiscrezioni Israele sta mobilitando circa 20.000 soldati per sbaragliare i 10/12.000 miliziani di Hamas ma una incursione in profondità a Gaza da parte delle Israeli Defence Forces aprirebbe molte incognite. Un blitz non risolverebbe i problemi di sicurezza di Israele mentre una nuova occupazione obbligherebbe gli israeliani a una nuova e sanguinosa guerra di logoramento esponendoli a massicce azioni terroristiche”.

www.panorama.it

Michele M.



25/06/2007
09.00
La zuppa di Hamas e il pan bagnato di Fatah

Scusi Blondet, ma circa un anno e mezzo fa Lei informava i suoi lettori che Hamas è sostanzialmente una creazione di Israle (confronta “Hamas ‘preoccupa’ chi l’ha creata” del 29/01/2006).
E va bene, prendiamola per buona.
Però ora ci dice che anche Fatah lavorava per Israele e la CIA.
Insomma, se non è la zuppa di Hamas è il pan bagnato di Fatah; chiunque scelgano i palestinesi, scelgono sempre l’utile idiota di Israele!
Non so, temo che tra un po’ ci toccherà scoprire che tutti i palestinesi sono in realtà agenti del Mossad...
Non pensa di esagerare un po’?

Emiliano F.

RISPOSTA

Hamas è una creazione di Israele, e a suo tempo ne ho dato indizi, prove e fonti.
Accade, nella vita reale, che un movimento del genere venga poi legittimato dal voto popolare o dagli eventi stessi, e il Golem cominci ad agire di testa sua.
Anche Mussolini fu inizialmente una creazione di poteri internazionali, che ne fecero un socialista interventista (i socialisti erano neutralisti).
Poi quegli stessi poteri dovettero distruggere ciò che avevano creato.
La realtà è meno lineare di quel che si crede: spesso si ignora la storia semplicisticamente.
Legga la lettera che seguirà.

Maurizio Blondet



24/06/2007
12.00
Hans FrankK

Caro Blondet,

leggendo il libro “Kaputt!” di Curzio Malaparte, ho appreso che il governatore generale della Polonia occupata dal Terzo Reich era un certo Hans FRANK, giustiziato successivamente a Norimberga, e - apprendo da internet - fondatore della esoterica Thule Gesellschaft.
Nel libro Malaparte parla proprio con lui di rapporti fra nazionalsocialismo, fascismo, cattolicesimo, protestantesimo, e poi viene narrata la storia di un ebreo al quale viene chiesto “bist du Juden?” e questo ebreo risponde “Nein” e poi l’ufficiale tedesco che lo interrogava gli fa la stessa domanda in