>  04 febbraio 2008

Archivio Lettere Settembre 2007 - Parte 1

30/09/2007
22.30
In nome della libertà


Egregio Direttore,

dopo 8 e mezzo dell'altra sera e visti i ragionamenti del signor Ramadan, potremmo dire che l’Islam ha il suo Veltroni.
L’islamico è libero di fare ciò che vuole (velo ed altro) a patto che lo faccia nella umma (guai a fare come Magdi Allam) come l’Occidentale è libero di fare ciò che vuole a patto che lo faccia nello Stato (Walter): burattini ammaliati dal giullare (Grillo) che vivono in una perenne notte... bianca ovviamente.
Tutti e due vogliono dare la patente, la platonica licenza, ai sudditi nel nome della libertà.
Sono le due facce (sociologicamente belle) del Leviatano che si materializza.
Come dire, tutti possessori di casa a patto che sia popolare (forma linguistica bella per non dire di Stato).
Pieno Medio Evo, caro Direttore, pieno Medio Evo.
Dopo il sacco di Roma (l’11/9) ecco i diavoli pronti a tenderci la mano...
Dopo Benedetto XVI Papa anticlericale per eccellenza troverà l’Europa un nuovo Carlo Martello?

Cordialità,

Matteo D.





30/09/2007
21.30
Due lettere su Mastella


Ebbene sí, lo confesso: ho votato per Mastella alle scorse elezioni...
E non ne sono fiero.
Mi consola pensare che se anche avessi votato diversamente, sarebbe stato comunque un voto perso.

Cordiali saluti

Lauro L.


- - - oOo - - -


Come dice una vecchia massima: mal costume, mezzo gaudio.

Emanuele P.





30/09/2007
20.30
Birmania


Caro direttore,

non riesco a capire tutte questa importanza mediatica data alla rivolta dei monaci in Birmania, eppure in Africa ci sono diversi Paesi governati da sanguinose dittature e in costante guerra civile.
Addirittura Bush, il paladino della democrazia mondiale, ha chiesto sanzioni economiche.
Secondo lei cosa c’è sotto?
Forse Bush vuole accerchiare anche la Cina visto che anche la Corea del Nord è passata da Stato canaglia a partner USA per la vendita di combustibile?
Ringraziando Lei e tutta la redazione di EFFEDIEFFE per il lodevole servizio di informazione che fornite, la saluto.

Fabio M.





30/09/2007
19.00
Rivoluzione


Egregio signor Blondet, nel suo ultimo editoriale “Istruttive difese di Mastella”, scrive: “un giorno scriverò come si deve fare una rivoluzione, istruzioni per l’uso: ce n’è bisogno, perché è tanto che non ne facciamo”.
Se non vorrà pubblicare nulla al riguardo nel prossimo futuro, mi piacerebbe se mi volesse considerare come destinatario privato delle sue riflessioni.
Da un suo estimatore ventiseienne, le stringo la mano con possente stima.

Valerio





30/09/2007
18.00
Attestato di stima


Egregio Signor Blondet,

sento il desiderio di scriverLe, semplicemente per dichiararLe che da circa 1 anno a questa parte la lettura dei Suoi articoli è un momento fisso della mia giornata e che, per quello che può valere, quello che Lei scrive risulta praticamente “fotocopiato” da quello che passa per la mia testa.
Visto che uno come Lei (e come me), non può ricevere gratificazioni concrete da questa società di corrotti, scansafatiche, ladri e voltagabbana, ritengo per lo meno doveroso inviarLe tutta la mia stima e la mia ammirazione.
Probabilmente tutto ciò non Le cambierà la vita, ma, visto che a me farebbe (e fa) piacere sapere che ancora qualcuno con le idee sane a questo mondo esiste, Le rimarco tutto quanto con l’orgoglio dell’onesto.
E con la speranza (tenue) che i miei figli, per i quali spendo tutta la mia vita e le mie fatiche, possano vivere in una società migliore, anche se, in verità, ritengo che le speranze in tal senso siano davvero poche.
Comunque grazie per riuscire a farmi sentire meno solo.

Con l’affetto della profonda stima.

Paolo V.
Arezzo





30/09/2007
17.00
Pubblicità


Gentile Blondet,

è con piacere che le scrivo ancora.
Dopo aver visto per l’ennesima volta la pubblicità dell’acqua Uliveto-Rocchetta:

1) con una suora non so se vera o fasulla che potrebbe fare ben altro nella vita
2) con un crocifisso alle spalle, visibile giusto al centro dell’inquadratura

e sentitomi offeso come cristiano cattolico, considerando quello che c’è dietro le multinazionali delle acque, ho pensato di scrivere all’Osservatore Romano e alle società coinvolte:
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Sono veramente stufo.

Nicola S.





30/09/2007
15.30
Un problema di coscienza


Dottor Blondet,

mi ricordo del Suo articolo sull’incontro tra Ahmadinejad e gli “ostaggi”, britannici mi pare, ed ora questo di Ahmadinejad alla Columbia University.
Beh la dichiaro colpevole di starmi facendo diventare Ahmadinejad simpatico!
Ma si rende conto?
Non sa che è stato nominato “Male Assoluto” dell’anno?
Non poteva farmelo diventare simpatico dopo che sarà stato deposto a suon di bombe atomiche? Andremo tutti e due all’inferno per questo!
Non posso resistere con questo peso sulla coscienza.
La prego scriva qualche cosa che lo rifaccia diventare odioso, che ne so, che è un integralista islamico, che in Iran c’è la pena di morte, che è un dittatore, insomma dica Lei qualunque cosa.
Ma per piacere mi aiuti.
Non voglio essere dannato in eterno!
Buon lavoro (per riparare al danno fatto) Giancarlo (la prego, per non farlo riconoscere, il mio nome lo scriva al rovescio, anzi no chè scrivere da destra a sinistra non è occidentalmente corretto.

Olracnaig

RISPOSTA

No, non posso accontentarla.
Bollinger, il rettore della Columbia, ha reso un pessimo servizio alla propaganda pronunciando la famosa frase: “Lei mostra tutti i segni evidenti del dittatorello crudele”.
Purtroppo, aveva davanti un omino con la barba di tre giorni, con una giacca da tre lire, dimesso, con un sorriso un po’ smarrito.
Proprio i “segni evidenti” sono quelli che mancano ad Ahmadinejad.
Quanto ai segni non-evidenti, anche i giornali americani hanno dovuto ammetterlo: Ahmadinejad non comanda in Iran, comanda l’ayatollah Kamenei.
Ahmadinejad è stato eletto perché uno del popolo, che prometteva giustizia sociale, in palese reazione contro la casta clericale, giudicata iprocrita e corrotta.
Ma quel poco di potere che aveva ottenuto col voto, gli è stato tolto: non ha potuto distribuire meglio l’introito petrolifero, non ha potuto mantenere le promesse che onestamente aveva fatto.
Definire Ahmadinejad “Male Assoluto” pone un dubbio anche su tutti gli altri “Mali Assoluti” delle precedenti propagande: erano proprio così male?
Mali relativi, magari, come sempre in politica.

Maurizio Blondet





30/09/2007
14.00
Rivoluzione!


Caro Blondet,

Lei scrive, riguardo ai privilegi della casta: “Io gliela toglierei: ma questo richiederebbe la rivoluzione (2), e so che i miei lettori cattolici non sono pronti.
Un giorno scriverò come si deve fare una rivoluzione, istruzioni per l’uso: ce n’è bisogno, perché è tanto che non ne facciamo”
.
Bene, io condivido l’idea che le caste non si autoriformino, quindi, anche per evitare quarant’anni di declino in stile birmano, credo che la rivoluzione non sia affatto un’idea da scartare.
Conviene pensarci per tempo.
E prepararsi, almeno mentalmente e spiritualmente.
Intanto, se lei cominciasse ad abbozzare il relativo manuale di istruzioni per l’uso, gliene sarei molto grato e credo che, anche se non subito, potrà rivelarsi uno dei suoi scritti più letti e seguiti.

Buon lavoro

Luigi B.





30/09/2007
13.00
Genova by Burla & C.


Prossimi importanti appuntamenti Burleschi a Genova:

1) A novembre, chiusura totale continuata, 24 h su 24, della carreggiata nord della GE-MI, tra Rivarolo e Bolzaneto (famigerata galleria Montegalletto), con totale paralisi del traffico sull’intero nodo di Genova e oltre;

2) Apertura (ma non si sa ancora di preciso quando) del megamercato ortofrutticolo modello Volgograd di GE- Bolzaneto, con annessa paralisi del traffico cittadino e del vicino nodo autostradale.

Entusiasmo alle stelle: non una ma cento, mille Notti in Bianco ci aspettano.
Avanti tutta così!

Saluti da Genova,

Silvano P.

RISPOSTA

Burlando chiude l’autostrada?
La vuole tutta per sé.
L’ultima volta, tutti andavano contro-mano.

Maurizio Blondet





30/09/2007
12.00
Massoneria, Mafia e stupidotti


Mastella si sente “fottuto dalla sinistra di Caparbio”, la moglie in lacrime dichiara che la loro coscienza cattolica è pulita pulita.
E intanto Berlusconi briga per raccoglierlo dalla sua parte, e completare così il perfetto schieramento democratico che il laboratorio-politico Italia sta preparando in questi tempi apocalittici di liberismo terminale: la sinistra-massonica-filosettentrionale contro la destra-mafiosa-filomeridionale.
Non è da molto che mi sono convertito a Cristo, e sto cercando di recuperare rapidamente le nozioni di Dottrina che in gioventù ho snobbato e trascurato; e contemporaneamente, non è da molto che mi sono appassionato alla storia civile, recuperando anche qui lo svantaggio accumulato negli anni del liceo, tutti dedicati alla matematica, alla filosofia e alla letteratura.
Comunque sia, per farla breve, sono giunto a questa schematizzazione: la massoneria sintetizza e “incarna” perfettamente i peccati contro lo Spirito, diciamo almeno 5 su 6: presunzione di salvarsi senza merito; impugnare la verità conosciuta; invidia della altrui grazia; ostinazione nei peccati; impenitenza finale.
La mafia, invece, pratica normalmente i peccati che diconsi gridare vendetta al cospetto di Dio, diciamo anche qui almeno 3 su 4: omicidio volontario; oppressione dei poveri; fraudare la mercede agli operai.
Ed è bene qui ricordare che, per quanto massimamente gravi, i peccati dei mafiosi sono potenzialmente ancora cancellabili dal sangue che sgorga dal costato aperto di Cristo; i peccati dei massoni invece no, per quelli non vale nemmeno l’intercessione del Salvatore per evitare la condanna eterna.
In ogni caso, come si sa, Massoneria e Mafia sono andate a braccetto e hanno fatto buoni affari insieme per una lunghissima stagione della modernità.
Taluni osservatori hanno persino scritto, un po’ cinicamente, che i confini tra l’una e l’altra fossero in realtà solo fittizi, scolastici.
E invece oggi, la nobile Massoneria, probabilmente ferita da tale insultante notazione (o più probabilmente non trovando più convenienza in tale collaborazione), pare aver deciso di liberarsi del suo scomodo ex-alleato, sferrandogli contro la battaglia finale e combattendola principalmente in Italia, storicamente teatro delle più importanti guerre europee.
La nobile e potente Massoneria da una parte, la violenta e mortifera Mafia dall’altra... e in mezzo gli “stupidotti”, la plebe “carne da cannone” e i loro intellettuali mediocri e/o manipolabili.
Per tornare a Mastella, intendiamoci: il soggetto merita certamente di essere tolto di mezzo, più per il “peccato massonico” di aver impugnato la verità conosciuta che per aver inzuppato il pane nella minestra con tutti gli altri porci.
Ma poi, dopo aver fatto fuori Mastella possiamo finalmente gioire?
Possiamo essere davvero ottimisti per questa ragione?
Spesso Lei ha affermato, riferendosi all’attuale Papa, che egli è sì un eccellente teologo ma, da buon tedesco, uno sconcertante “impolitico”.
Nulla di personale contro di Lei, ma credo che un “padano”, per l’eredità storica che si porta appresso, dovrebbe opportunamente e dignitosamente astenersi da questo tipo di giudizi...

Con stima,

Mario B.





30/09/2007
09.50
La fine di Mastella...


Gentile Direttore,

non è mia abitudine seguire per lungo tempo Ballarò (dopo pochi secondi mi viene il voltastomaco), ma l’altra sera ho resistito più del solito. In particolare mi ha colpito l’atteggiamento di Mastella.
A molti sarà apparso un Mastella all’attacco: quando ha affermato “non farò la fine di Craxi” era chiaro il riferimento al fatto che non vuol certo fare il capro espiatorio e pagare per tutti.
Ma mi ha colpito più il fatto che abbia detto anche “e non farò neppure la fine di Biagi”.
Questo anche pensando a quanto affermato dall’illustre direttore del TG2 quando ha attaccato Grillo “e se ora ammazzano qualcuno?” (a proposito, se ammazzano qualcuno, la colpa è di Grillo che ci ha indicato il ladro e non del ladro... secondo Mazza).
Facendo 2 + 2, secondo me il Mastellone nazionale mi è parso più preoccupato che all’attacco.

Cordialmente

Davide C.

RISPOSTA

Risposta: Mastella spaventato?
Ma non abbastanza da ritirarsi a vita privata e tenersi a casa moglie e figli, anziché metterli in alta poltrona regionale e scarrozzarli con gli airbus di Stato.
Bisogna spaventarlo di più.

Maurizio Blondet





29/09/2007
20.30
Il debito pubblico pesa sui giovani


Caro Blondet,

I giovani e il debito pubblico ereditato
Italians on Beppe Severgnini
di Giovedi 27 Settembre 2007
Dal NIF di Parigi

http://www.corriere.it/solferino/severgnini/07-09-27/10.spm

Caro Beppe, cari Italians, mi spiace di dovervi dire che sul problema di Grillo e dell’antipolitica o non ci state capendo niente o capite ma avete paura di fare due più due.
Grillo parla alla pancia della gente, e ha successo non perchè dice il vero o il giusto, ma perchè la pancia della gente è vuota e ha bisogno di essere riempita.
Di qualsiasi cosa.
Facciamo due conti: io ho venticinque anni.
La generazione di mio padre ha avuto e ha tuttora uno stipendio fisso, il diritto all’inamovibilità dal posto di lavoro sia che lavori o no, i contratti collettivi, le garanzie in caso di malattia, infortunio eccetera, le tutele per la maternità, gli aumenti di stipendio calcolati sull’inflazione e non su quanto si produce, la liquidazione e una pensione dai 56 anni (in media) in avanti di circa il 75% dell’ultimo stipendio.
Nel 1973, quando chi è nato nel ‘48 aveva la mia età, il debito pubblico era pari al 51% del PIL (Eurostat).
Oggi è al 106%.
Per contro, uno della mia generazione si trova ad avere: contratti precari, stipendi più bassi (un ingegnere prende 1.200 euro al mese quando va bene, e da lì a scendere), gli stage, nessuna tutela, la sanità pubblica allo sfascio (avete notato che la nuova pubblicità Mastercard è sulle visite specialistiche dei figli e non più sulle vacanze?), la pensione ad almeno 70 anni e che coprirà se va bene il 40% dello stipendio.
Il resto arriverà, forse, dai rendimenti sulle liquidazioni, che ci sono state sottratte e che saranno senz’altro spesso preda di un mercato finanziario di cui non c’è in Italia nessuna cultura.
E io mi sto specializzando in finanza al Politecnico di Milano.
In parole povere, dal 1970 in avanti una generazione intera è passata alla cassa con i carrelli pieni dicendo “paga il prossimo” (di qui l’esplosione del debito pubblico).
Solo ora che i debiti vanno saldati con gli interessi scatta il problema: i politici rubavano anche prima, e spesso rubavano di più.
Andava tutto bene perchè comunque c’era da mangiare per tutti.
Ora da mangiare per tutti non c’è più, e come sempre questo è l’unico motore che muove le masse.
Una cosa ho notato nelle immagini del V-day: i manifestanti sono quasi tutti giovani.
Guarda caso è la generazione che dovrebbe pagare.
E se non vorrà farlo?
Il popolo non ha pane, e la casta si interroga sul perchè non vadano bene le brioches.
Beppe!
E se non volessimo pagare?
Se ci rifiutassimo?

Alex G.

RISPOSTA

Spero non si voglia da me una smentita a quel che è scritto in questa lettera.
Pochi giorni fa il primo ministro francese Fillon ha spaventato tutti, parlando di uno Stato “in bancarotta”: e il debito pubblico francese è il 66% del PIL, mentre quello italiano è del 106, e Prodi è tranquillissimo.
In Francia, sono allarmati perché il loro rapporto deficit-PIL è del 2,3%; noi tranquilli, il nostro è 2,5%.
In Francia stanno tagliando 22 mila posti di lavoro statali.
Da noi, l’Alitalia in condizioni pre-agoniche “ha assunto” altri 1.130 nuovi addetti solo tra dicembre 2006 e giugno 2007 (che faranno, con le rotte tagliate? Nulla, a pagamento).
In Francia temono una crisi “argentina”, in Italia no.
Visco scuoia con le tasse un popolo che s’impoverisce, e Padoa Schioppa “sottostima il bilancio” di ben 23 miliardi di euro - non contabilizzati: falso in bilancio - per creare il “tesoretto” con cui placare le demagogie clientelari delle sinistre e dei Mastella, mentre quella cifra poteva abbassare il rapporto deficit-PIL all’1%.
Solo su una cosa il giovane che protesta sbaglia: a derubarlo non è la generazione precedente.
Questa è la tipica propaganda de Il Corriere, che vuol mettere le generazioni una contro l’altra, onde strappare la “riforma” delle pensioni (leggi: tagli).
Chi ha ridotto i giovani a questo punto non sono i padri, ma la Casta.
E non solo per ruberie e corruzione, ma per incompetenza totale.
E’ quella che ci porta all’Argentina.

Maurizio Blondet





29/09/2007
19.00
Rivoluzione!


Salve direttore,

concordo in pieno con lei sulla urgente questione politica.
La gente si sta esasperando giustamente, cavalchiamo la protesta e fomentiamo la rivoluzione.
Sono con lei fino in fondo!
Rivoluzione sia!

Un saluto in Cristo e Maria,

Nicola C.




29/09/2007
18.00
Altra doppietta


“Demente” Mastella

Gentilissimo dottor Blondet,

prima di tutto i miei più vivi complimenti per l’articolo “Lasagne al pensionato”, forse uno dei pezzi più belli che abbia letto da tanti anni a questa parte.
Se ha 5 minuti di tempo, legga questo:
E_Mastella_per_contratto_si_fa_mantenere_dalla_moglie
Non so se è tutto vero, e quindi va preso cum grano salis, però se fosse vero (e il ministro dell’InGiustizia Demente Mastella ne è capace, secondo me) sarebbe veramente eccezionale: anche nei rapporti coi familiari!

Saluti e Buon Lavoro!

Massimo G.


- - - oOo - - -


Sondaggi

Gentile Direttore,

“I sondaggi dicono che dopo il Grillo-day, il favore dell’opinione pubblica verso Prodi è calato: al 42 %.
Capite?
Ancora il 42% è contento di Prodi, Visco e Mastella.
Sono quelli delle notti bianche, quelli degli stadi, ‘quelli che la politica è tutta sporca’”
.
E chi ci crede a quel 42%?
In quel X% ci sono pure i sondaggisti.

Saluti.

Garlin




29/09/2007
17.00
Due lettere complimentose


Ho letto l’articolo: “Istruttive difese di Mastella”.
Basta un solo aggettivo: Maurizio Blondet: Bravo!!!

Gigi T.


- - - oOo - - -


Grazie a Stefano Maria Chiari per lo splendido articolo su San Pietro!

Cordiali saluti

Emmanuele B.
Cremona





29/09/2007
16.00
Altra doppietta sulla Casta


Egregio Direttore,

mi piacciono sempre di più i suoi articoli contro questa Casta che continua a vivere in un mondo avulso.
Noto con piacere che la sua rabbia aumenta di giorno in giorno, e noi italiani dobbiamo prendere coraggio, perchè coi sordi, con gli incompetenti, con gli arroganti, con gli ignoranti non ci sono alternative alla rivoluzione.
E’ giunta l’ora di agire contro questi delinquenti.
Subito dopo deve venire il turno dei banchieri, BCE in particolare, e sottrargli il profitto da Signoraggio che sta annichilendo interi Stati.
Con stima...

Massimiliano


- - - oOo - - -


Caro Blondet,

Con l’articolo “Lasagne al pensionato” lei ha superato se stesso centrando in pieno l’obiettivo della denuncia concreta, tangibile, cristallina, inconfutabile.
Il suo “pezzo forte” meriterebbe senza ombra di dubbio di essere tramutato in manifesto da affiggere in tutta Italia.
Sursum corda, dunque, e non demorda nel suo preziosissimo lavoro.

Con profonda stima.

Giuseppe Biamonte





29/09/2007
15.00
Doppietta zingara


Buongiorno,

sono livido dalla rabbia e non sapendo come sfogarmi scrivo a voi.
L'altra sera a Striscia la Notizia è stato mostrato un servizio scandaloso.
Il video ritraeva immigrati che ripescavano, a tutte le ore del giorno e della notte, le monetine gettate dai turisti nelle fontane romane.
I turisti assistevano alla scena fischiando gli immigrati che a loro volta minacciano i primi di percosse.
Tutto questo è inaccettabile, non tanto per il singolo fatto, ma per il grado d’impunità di cui godono questi criminali.
Per me è la goccia che fa traboccare il vaso.
Spero per molti.
E poi lo sanno tutti che Roma e l’Italia campano del turismo...

Saluti.

Marco
Milano


- - - oOo - - -


Buongiorno,

Non so se ha visto il servizio dell’orrido programma da vecchi viagra-dipendenti, finto anticonformista, di quel ex-furbo di Antonio Ricci, riguardante il furto compiuto da zingari in pieno giorno.
Questa gentaglia ha costruito delle calamite e salendo, non sui bordi, ma addirittura sulla Fontana, mèta di migliaia di turisti, rubano centinaia di monete.
Tutto questo avviene sotto il vigile sguardo della veltroniana polizia municipale, potentissima casta a Roma, tanto attenta ai mancati pagamenti della tassa sul parcheggio e invece, forse per paura forse per accordo, totalmente inerte in questo caso.
Questa gente ha perfino aggredito un uomo che ha osato dire che non potevano rubare .

Antonio





29/09/2007
14.00
Da un taxista


Gentile Blondet,

sono un giovane taxista di Milano; il Senato ha fatto un golpe sul decreto delle liberalizzazioni taxi, tradendo gli accordi presi con la categoria per migliorare il servizio.
Dimostrazione che non si vuole migliorare, ma rubare il servizio a favore magari di chi ha finanziato il partito di turno.
A parte questo una decina di miei colleghi romani, si sono presentati davanti ai palazzi della casta per chiedere spiegazioni a riguardo.
Mauro Calamante, spero si chiami cosi, assessore di Roma se ne uscito con una minaccia: “O VE NE ANDATE O CHIAMO LA POLIZIA E VI FACCIO SPACCARE LE GAMBE”...
L’arroganza di questa gente non si ferma neppure davanti alle tensioni che si avvertono nel popolo, vedi il caso Grillo…
Ma la casta è convita davvero di possedere il monopolio della violenza?!
Vero dopo sono i tassisti che sono i violenti, e che provono a farsi sentire nel nulla!
Abbiamo proposto anche un liberismo equo che avvantaggia tutta la categoria e non il pseudo capitalista di turno che ha finanziato il partito... ma la missione è sempre la stessa: rubare ai cittadini per le oligarchie.

Distinti saluti...

Beato che si è trasferito da questo inferno cittadino.





29/09/2007
13.00
Sondaggi Sky TG24


Buongiorno,

salto la fase dei complimenti da voi meritatissimi per il lavoro che svolgete e passo subito al dunque.
Volevo segnalare un fatto che mi ha leggermente incuriosito...
Da qualche giorno sto seguendo i sondaggi che propone SkyTG24 nella sezione active.
Sondaggi brevi, in genere con possibilità di risposta affermativa o negativa, dove è possibile votare con il telecomando.
Bell’idea!
Proponendo ogni giorno una domanda sul tema più scottante del momento, avrei avuto un idea di ciò che pensa la popolazione, quella che guarda la TV... seppur in modo molto sintetico, avrei potuto vedere nero su bianco e senza giri di parole il “parere” degli italiani e non dei politici o dei giornalisti!!!
Curioso come un bambino, ho iniziato a scorrere i risultati dei sondaggi.
Quello che ne esce fuori è preoccupante!
Siamo un popolo strano noi italiani!
Secondo tali sondaggi noi italiani vediamo al 54% Grillo “soltanto” come comico...
Il sondaggio è stranamente sparito dalla lista ufficiale sul sito SkyLife.it consultabile qui:
http://www.skylife.it/html/skylife/tg24/poll/archivio_sondaggio.html
ma ancora presente su questo sito:
sondaggio_sky_tg24_il_grande_successo_del_v_day_di_grillo
Ma non finisce qui.
Al 67% (sessantasette!!!) siamo contrari al ritiro delle forze italiane dall’Afghanistan...
Al 78% favorevoli alla confisca degli appartamenti ai proprietari che affittano a immigrati irregolari!
Li fanno entrare loro e noi dobbiamo sopportare criminalità, indulto e ora anche la confisca della casa magari per averla affittata a chi ne ha bisogno!
Il 70% degli Italiani ritiene giusto che gli americani abbiano vietato al presidente iraniano di visitare Ground Zero... anche se 1/3 degli americani pare abbiano chiesto la riapertura dell’inchiesta.
Sull’ 11/9...ma Bush a ground zero può andarci quando vuole...
Il 67% degli italiani è d’accordo con Prodi che dice che non siamo meglio della classe politica...
il 51% non voterebbe le liste civiche di Grillo... ma qui staremo a vedere....
E per chiudere il 74% degli Italiani è favorevole al nucleare...
Insomma tra i tanti sondaggi mi sorge una domanda... Siamo davvero cosi noi italiani?

Saluti e Buon lavoro!

P.S. Scusate se vado fuori tema ma qualche giorno fa ho letto un articolo molto particolare che mi è appena tornato in mente.
Paul Mockapetris, l’inventore del DNS di rete pare abbia dichiarato che una consistente diffusione di Windows Vista rallenterebbe di molto la velocità di internet per la prerogativa di questo sistema operativo di interrogare i DNS ad ogni accesso.
E qualche giorno prima trovai un articolo in cui lo stesso inventore si “stupiva” che internet ancora non fosse collassato, dato l’alto traffico di spyware.
Pare che a causa di questi virus, senza particolari spiegazioni, la rete globale sarebbe già dovuta arrivare al collasso...
http://www.infoklix.it/newsite/dev/pageContent.asp?idContent=461
Forse l’informazione di quello che succede al mondo mi rende paranoico... ma ammetto che il leggero pensiero che vogliano togliere internet alle masse mi ha sfiorato abbondantemente!!!





29/09/2007
12.00
Lega


Carissimi blondet e de fina,

vi leggo regolarmente condividendo spesso cio che scrivete.
Tuttavia mi preme ricordarvi che il sottoscritto insieme ad altri amici (frequentatori sempre del vostro sito) votiamo la lega di bossi come unica alternativa politica.
Non che la lega sia il massimo, di questo ne siamo consapevoli peró al nord non vediamo cos’altro votare. Siamo quasi tutti ex missini quindi consapevoli dell’apparente controsenso, (fra l’altro spiegabilissimo per chi ha esperienza politica).
Siamo tutti anti-islamici, anti-sionisti, ergo cattolici (tradizionalisti). peccato che nella lega non c’e’ una comune visione del mondo che ci unisca pero’ va ricordato che in questo movimento si fa prima a trovare un accordo o una strategia comune per combattere le varie singole battaglie politiche in giro per il nord italia.
Terreno fertile insomma per la “nostra causa comune”.

Cordialitá a voi tutti

Ottaviano

P.S. A voi la scelta se publicare o meno questa lettera.





29/09/2007
10.00
Burlando


L’ampliamento dello svincolo autostradale di Genova sembra essere un’opera colossale se deve essere preceduta dalla demolizione di ciò che esiste oggi.
Un lavoro che pregiudica la vita di tutta la regione e dei traffici di tutto il nord Italia.
Credo che il governo di nazionale abbia il diritto ed il dovere di avocare a sè il giudizio circa la necessità di questa opera e le modalità della sua eventuale esecuzione.
In ogni caso voglio fare una domanda: quanti tra quelli che oggi giustamente gridano e protestano hanno votato per la sinistra?
Burlando è una bandiera di stupidità; chi lo ha votato?

Professor Raffaele Giovanelli





29/09/2007
09.00
Talebani


I Talebani sono davvero cattivi, prendono dei pacifici spioni che si introducono nei loro accampamenti per farli poi bombardare.
Come si permettono?
Catturare agenti segreti che svolgono il loro compito in un Paese che minaccia il mondo, (armato di fucili a baionetta...).
Ma i rambo nostrani hanno dimostrato di essere temerari e sprezzanti del pericolo.
Hanno fatto fuori tutti… anche i nostri.
Gli faremo il solito funerale di stato.

Carlo P.





28/09/2007
22.30
Ahmadinejad


Gentile Direttore,

nel sito della CBS c’è un servizio appena pubblicato, di un gruppo di “manifestanti” che sono accampati fuori dalla Columbia University perchè non vogliono che venga permesso ad Ahmadinejad di tenere lì il suo discorso.
Il direttore dell’università ha detto che permettere al presidente iraniano di esprimersi liberamente è uno dei pilastri della libertà di espressione negli Stati Uniti.
Nel servizio della CBS veniva mostrato il leader dei manifestanti anti-Ahmadinejad mentre parlava ad una folla e ai giornalisti.
Questo tizio, tale Dov Hikind, si stava riferendo ad Ahmadinejad come “il nuovo Hitler”.

Se il nome o il cognome non Le suggerisce niente, sicuramente un’immagine dell'uomo Le risolverà ogni dubbio:




Non aggiungo altro.

Cordiali Saluti e Buon Lavoro

Lettera firmata





28/09/2007
20.00
Grillo


Caro Blondet,

vedo che ogni giorno sul vostro spazio-web ci sono discussioni a non finire.
Intervengono strane figure che difendono i neocatecumenali mentre offendono la Chiesa (quella onesta), sparlano di Berlusconi e si indignano contro Tremonti ma si esaltano per Grillo nuovo Robin Hood e sono disposti a seguirlo in capo al mondo.
Ora, la realtà che abbiamo intorno sarà nauseante ma ha il pregio di essere chiara.
I partiti sono lobby.
Gli uomini politici si arricchiscono illegalmente.
Il sistema democratico parlamentare è Mastella più Cirio-Prodi più D’alema-COOP.
Più i festini pedofili e la droga di contorno.
Grillo solleva le masse ma fa parte di questo sistema.
Grillo è uno che viene dalla sinistra e dalla sinistra non è mai uscito.
La crociata di Grillo potrebbe essere una faida interna alla sinistra se non fosse un gioco delle parti.
Se lo immagina lei un Grillo di destra?
Si e no avrebbe trecento persone dietro.
Trecento persone denunciate, perseguite, condannate.
Se mai ci si dovrebbe domandare perché non riusciamo a liberarci da questa menzogna neppure quando ci ribelliamo.
La risposta è nell’esito dell’ultima guerra che ha sancito queste leggi immutabili da 60 anni: democrazia corrotta imposta dai vincitori angloamericani; dominio politico-mediatico della sinistra; persecuzione di ogni vera ribellione al sistema.
Loro continuano a comandare con la stessa logica di 60 anni fa.
Basta vedere le basi nucleari che mantengono sul territorio della nostra povera Italia colonizzata.
Finché ci teniamo gli americani, se loro hanno deciso così, possiamo anche cambiare Prodi e Berlusconi con Grillo, nulla cambierà.

Teseo Tesei

Nota
Il superamento della logica destra - sinistra è già avvenuto e nel modo peggiore.
I vincitori inventarono una pseudo-destra (democristiana) da contrapporre a una vera sinistra.
Poi anche la pseudo-destra è confluita nella sinistra.
Ora abbiamo un immenso guazzabuglio sinistroide (che comprende Berlusconi e Bossi).
Quale contrapposizione destra-sinistra dovremmo superare per accodarci alla bandiera (rossa) di Grillo?





28/09/2007
19.00
Domanda


Caro Maurizio,

credo che l’articolo tratto da Italia Oggi del 27/09/2007, qui trascritto, possa interessarti e possa interessare molti lettori allo scopo di fare chiarezza su certi personaggi che pur vantandosi di essere “informatori corretti” poi si guardano bene dal divulgare sui loro siti filo-sionisti i propri “panni sporchi”.
E’, inoltre, la riprova dell’ipocrisia moralista dei Pannella e delle Bonino, e dei loro accoliti, che il 20 settembre hanno marciato su Porta Pia gridando lo slogan “Vatican Taliban”.
Se nella Chiesa c’è corruzione clericale, come disse, rivolgendosi al Signore, l’allora cardinal Ratzinger nell’omelia della Via Cricus della Settimana Santa del 2005, i suoi ipocriti detrattori non sono esenti da peccati e non possono lanciare la prima pietra.

Saluti

Luigi Copertino


Pensionati per sempre per un giorno di parlamento.
Il sogno per alcuni è una realtà da 1.733 euro al mese


VITALIZI RADICALI, I TONI NEGRI SONO TANTI

Sono gli onorevoli supplenti PEZZANA, Craveri, Boneschi e Andreani

Di Franco Adriano

Non c’è solo Toni Negri a riscuotere il vitalizio parlamentare di 3 mila 108 euro al mese (1.733 euro netti) senza aver mai messo piede in un’aula parlamentare.
Oltre al leader di Potere Operaio, che nel 1983 era detenuto per associazione sovversiva e insurrezione armata contro i poteri dello Stato quando Marco Pannella lo inserì nelle liste radicali, ci sono i cosiddetti onorevoli supplenti, ossia coloro che secondo un meccanismo inventato dagli stessi radicali dovevano sostituire, dopo due anni dall’elezione, i veri eletti.
Quei nomi, adesso, fanno bella mostra di sé nell’elenco dei beneficiari che Italia Oggi sta pubblicando integralmente in questi giorni.
Per ora ne ha individuati quattro: ANGELO PEZZANA, Luca Boneschi, René Andreani e Pietro Craveri.
Tutti con versamento figurativamente quinquennale percepiscono il vitalizio parlamentare mensile di 3 mila 108 euro, proprio come Toni Negri.
Il piemontese PEZZANA, tra i fondatori del partito radicale a Torino e del Fuori, il primo movimento di liberazione omosessuale, incassa anche il vitalizio quale ex consigliere regionale del Piemonte.
Alla camera Pezzana doveva subentrare a Adelaide Aglietta, che a sua volta doveva subentrare al posto di Marco Pannella.
Ma l’Aglietta, essendo segretario del partito si dimise subito (era stata proclamata il 23 gennaio 1979 mentre le sue dimissioni furono accettate il 31 gennaio 1979). Ed anche Pezzana rinunciò a fare il parlamentare.
O, meglio, proprio come Aglietta, non essendoci l’istituto della rinuncia preventiva, venne proclamato il 6 febbraio 1979 e si dimise il 14 febbraio dello stesso anno.
MA GLI FU SUFFICIENTE RESTARE UNA SETTIMANA IN CARICA PER GUADAGNARSI LA PENSIONE PER TUTTA LA VITA.
Avrebbe potuto anche sbrigarsi prima.
Come Boneschi e Andreani che durarono un solo giorno.
O ancor meglio come Craveri, che alla prima seduta del senato, il 9 luglio 1987, appena qualche ora dopo la proclamazione, si dimise lasciando il posto a Francesco Corleone.
Sul caso di Boneschi, che doveva subentrare a Marcello Crivellini e invece dopo la proclamazione ufficiale, il 12 maggio 1982, rinunciò dimettendosi il giorno dopo, allora si disse che lo fece per non godere dell’immunità parlamentare in relazione a una querela scaturita dal caso della morte di Giorgiana Masi (allora egli era l’avvocato dei famigliari della vittima).
Infine, Andreani.
Anche lui nel giro di un giorno, era il 20 settembre 1984, fu proclamato e si dimise.
Ma quelle poche ore di permanenza e di calpestio dell’aula parlamentare gli fornirono quella rendita a vita che tutti sognano e che per pochi eletti è divenuta realtà.

(fonte: Italia Oggi del 27/09/2007).

POSTILLA: NEL CASO DI PEZZANA L’ESSERE PARTE DELL’“ELETTA SCHIERA” DEI FORTUNATI PARLAMENTARI CON PENSIONE A VITA E’ NATURALE DAL MOMENTO CHE EGLI E’ ANCHE PARTE DEL “POPOLO (CHE SI RITIENE IL) MESSIA COLLETTIVO”.





28/09/2007
18.00
Domanda


Gentile dottor Blondet,

in una replica di un vecchio programma informativo di Telepadania ho assistito ad una interessantissima intervista ad un distinto signore yugoslavo di una certa età, che sembrava saperla molto lunga a proposito di politica internazionale diciamo... esoterica.
Ora non ricordo se fosse sloveno, serbo o croato: so che mi sono perso il nome e mi è parso di intuirne la provenienza solo dall’audio originale (io sono di Udine).
Mi rendo conto che è molto poco ma: lei saprebbe dirmi di più?
Cordiali saluti e buon lavoro (mi è venuto in mente leggendo la lettera del lettore che chiedeva se c’è una versione francese del suo sito...).

Già che ci siamo: complimenti per la grafica.
E’ davvero molto bella: moderna ed estremamente professionale.
Molto migliore di siti ben più blasonati ed attrezzati.

Andrea M.

RISPOSTA

Mi pare che il suo uomo possa essere Drago Kalaic.
I complimenti per la grafica li giro a Lorenzo de Vita, il “nostro” uomo-internet.

Maurizio Blondet





28/09/2007
17.00
Luttwak


Gentile redazione,

a volte mi trovo a scrivervi, sempre vi leggo, ma solo una volta ho visto pubblicata una e-mail, sono stato messo negli indesiderati o è una scelta consapevole quella che fate di pubblicarne solo alcune. Dato il tenore di certe mail non sembrerebbe.
Detto questo, la mia segnalazione riguardava le dichiarazioni allarmanti di Luttwak, il quale ha asserito che la bomba iraniana non è puntata su Gerusalemme, città sacra anche ai musulmani, ma su Roma!
La dichiarazione, fatta al radiogiornale di radio 3 non è stata ovviamente commentata e mi ha lasciato perplesso.
E’ una minaccia?

Saluti

Rocco G.

RISPOSTA

Nessuna proscrizione nei suoi confronti; la sua mail è molto interessante ed è stata, come vede, pubblicata; riceviamo decine di @mail al giorno e, mettendone una all'ora, possono essere pubblicate anche 3/4 giorni dopo; è stata anche girata a Blondet, che però dell’argomento ha già parlato in un pezzo.

EFFEDIEFFE





28/09/2007
15.30
21 settembre


Caro Direttore,
suppongo che qualche ammiratore della lobby talmudica Le abbia scritto rilevando che anche il 21 settembre è passato senza che sia avvenuto il temuto evento catastrofico.
Forse, però, l’evento non si è verificato proprio perché Lei e altri avevano denunciato il pericolo in anticipo.
Non si può escludere che anche l’11 settembre 2001 non sarebbe avvenuto nulla, se qualche voce fuori dal coro avesse lanciato l’allarme in tempo.

Con i miei saluti più cordiali.

Emanuele P.





28/09/2007
13.45
Dossetti


Ottimo il vostro intervento in risposta a chi ha che fare con i “dossettiani”...
tra l’altro Dossetti è anche noto per aver interrotto la sua clausura per “sventare il pericoloso attentato” alla Costituzione minacciata del Silvio, allora vincitore delle elezioni.
Peccato che il monaco Dossetti non abbia sprecato neppure una parola contro l’attentato alla “fede”, che è il vero e più serio problema dei nostri tempi.
Sempre valido quel che è scritto nel SantoVangelo: la bocca parla dalla sovrabbondanza del cuore.

Stefano Maria Chiari





28/09/2007
12.30
Mastella sannita?


Egregio signor Blondet,

in merito all'articolo “Calderoli, Mastella: ritratto di casta con maiale”, le devo sottolineare che Mastella è originario di Ceppaloni, a 12 km Benevento.
Seppure Ceppaloni, in epoca sannita, fu sede di una potente roccaforte tenuta dagli Irpini, nelle epoche successive la zona ha subito influenze da parte di Benevento, distaccandosi dalle sue origini. Per irpini, attualmente, si intende gli abitanti di Avellino e paesi limitrofi.

Cordiali saluti,

Armando M.

RISPOSTA

Mi strappa il cuore dover chiamare Mastella “sannita”: i sanniti furono forti nemici di Roma, e poi fedeli soldati romani.
Altra gente.

Maurizio Blondet





28/09/2007
11.30
Abbattere la casta


Gentile direttore,

meraviglioso il suo articolo sui grandi media e internet.
Da mesi leggevo quotidianamente il suo sito e il blog di Grillo e trovavo una perfetta sintonia tra lei e il genovese su questi due punti:
1) siete onesti
2) volete abbattere la casta


Complimenti per il suo tenace lavoro, non demorda.

Alessandro S.





27/09/2007
20.00
Grillo ha già terminato la sua battaglia


Egregio Direttore,

come volevasi dimostrare - facile profezia questa - il condottiero Grillo, dopo aver adunato le sue truppe, le ha lasciate in balìa di se stesse. Non mi candido - ha dichiarato - i cittadini devono entrare direttamente in politica per difendere i loro interessi.
Capirai che grande scoperta questa.
Ogni partito che nasce persegue gli interessi dei propri aderenti, doveva arrivare Grillo dalla Liguria per insegnare al popolo italiano i principi costituzionali?
Articolo 49 della Costituzione: Tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.
Grazie Grillo, adesso gli italioti sono più felici.
Dunque, continua il condottiero, si dovranno formare liste civiche.
Di queste liste civiche, due sono i princìpi ispiratori:
- che nessuno che vi aderisca sia iscritto ai partiti.
- che chi vi aderisce sia incensurato.
E qui siamo al paradosso.
Cosa fa l’italiota?
Che significa “incensurato”?
Si apre il “vaccabolario” e si legge:
Incensurato: Che non ha mai subito condanne penali.
Dunque, se due più due fa quattro, Grillo non può partecipare alla creatura da lui plasmata.
E si, avendo il prode condottiero subito una condanna penale per omicidio colposo a un anno e tre mesi, c’è da chiedersi,come farà.
Bel dilemma da sottoporre magari a qualche filosofo del pensiero debole.
E’ mai successo nella storia dell’Italia repubblicana che uno fonda un movimento o partito del quale il fondatore stesso non può farvi parte?
Sembra un’assurdità ma tant’è.
Anche questo ci tocca pagando il canone RAI!!!

Lettera firmata

RISPOSTA

Non vedo molto di sbagliato nelle liste civiche: sono il solo modo di superare la presa d’acciaio che i partiti hanno sui meccanismi elettorali; ed inoltre possono aggregare gente di “destra” e di “sinistra”, superando gli steccati, che è cosa necessaria per avere un vasto consenso sul programma di liberazione dalla casta.
Ovviamente, le liste civiche presentano un evidente rischio: di sgranare una battaglia unitaria e nazionale in localismi e micro-programmi di campanile.
Ma bisogna pur cominciare da qualche parte.
Le mie perplessità su Grillo le ho già espresse; ma bisogna pur esercitare una qualche fiducia preliminare, fino a prova contraria.
Anch’io vorrei che a guidare fosse De Gaulle, ma abbiamo Beppe Grillo.
In politica si gioca con le carte che si hanno.

Maurizio Blondet





27/09/2007
19.00
Esperienza tra i neocatecumenali


Caro Direttore,

un lettore ci invita a essere presenti alle celebrazioni neocatecumenali per vedere da vicino.
Ebbene a me è capitato di assistere a una messa neocatecumenale tempo fa nella chiesa di san Giacomo dall’Orio a Venezia.
Mi limito a pochi particolari: la comunione non veniva fatta con la particola ma con pezzi di pane comune, disposti in un cestino di vimini da tavola.
Ognuno si serviva, mangiava e alla fine nel cestino ne erano rimasti 4 o 5 pezzi e briciole.
Cosa ne avranno fatto di questi avanzi?
L’hanno lasciato indurire per poi grattarlo e farne pan grattato per le polpette?
O li avranno buttati ai colombi che a Venezia sono numerosi?
Li avranno conservati con cura nel tabernacolo?
Escludo la terza.
Una cena protestante non poteva essere migliore.

Saluti.

Lorenzo
Treviso





27/09/2007
18.00
Magistratura e Berlusconi


Gentile dottor Blondet,

ho letto la risposta che ha dato al lettore A. B. di Sondrio pubblicata sul suo sito il 10.09.07.
Devo dire che molte delle cose che ha scritto mi trovano d’accordo.
Ma, c’è sempre un ma, perchè quando parla del rischio che corre il cittadino demandando alla Magistratura, le riporto il pezzo: “Piccolo esempio dei dubbi miei: ha proposto la legge per escludere dal parlamento i condannati.  
L’intenzione è buona.
Ma si rende conto che con ciò dà un’arma invincibile in mano alla magistratura, una delle peggiori burocrazie inadempienti, che ha già dimostrato intenti golpisti da ‘Mani Pulite’ alla persecuzione legale contro il Cavaliere?”
.

L’idea è ben-intenzionata ma mal-cotta: perchè parla di persecuzione legale contro il Cavaliere???    
Caro Blondet, l’idea era ben intenzionata - la sua risposta la lettore - ma mal cotta e soprattutto mal digerita.
Lasci stare il Cavaliere ed eviti di usarlo come metro di giudizio per portare esempi golpisti della Magistratura.
Dunque condividevo la sua risposta ma, con l’esempio del Cavaliere, non la condivido più.   
  
Grazie per l’attenzione.

Rosanna S.


                                                                                     


27/09/2007
16.30
Gli israeliani vogliono la Luna


Gentili dottori Blondet e de Fina,

vi scrivo questa mail perchè vorrei spiegare il contesto della notizia “Gli israeliani vogliono la Luna”, segnalata dal lettore Alessandro Veronesi il 17/9.
Nel 1967 è entrato in vigore l’“Outer Space Treaty”, il trattato internazionale che riguarda lo spazio extra - atmosferico (e quindi la luna, i pianeti extra-terrestri, ecc...).
Nel trattato si dice che “lo spazio extra - atmosferico non è soggetto ad appropriazione nazionale né rivendicandone la sovranità, né occupandolo, né con ogni altro mezzo”.
Negli anni ‘70, un genio di nome Dennis Hope, californiano, ha avuto la brillante idea di rivendicare presso un tribunale americano la proprietà della Luna (e, già che c’era, anche di Mercurio, Venere, Marte, Giove, ecc...).
Il tribunale gli ha dato ragione perchè, secondo la legge americana, se qualcuno rivendica qualcosa che non sia stato mai stato rivendicato da altri, è sua.
Inoltre l’ “Outer Space Treaty”, ratificato dagli Stati Uniti, è stato giudicato irrilevante perchè non esclude l’appropriazione privata, ma solo quella nazionale!
Questa faccenda è passata nel dimenticatoio fino a poco tempo fa.
Che cosa è successo nel frattempo?
Si è scoperto che il suolo lunare è ricco di Elio-3, un combustibile nucleare non presente sulla terra e dotato di caratteristiche eccezionali: ha una grandissima efficienza energetica (40 tonnellate di Elio-3 bastano a soddisfare il fabbisogno energetico degli Stati Uniti per un anno) ed è completamente pulito (non produce scorie).
Le missioni lunari sono così tornate di moda: la Russia prevede di allunare con equipaggio nel 2015, la Cina nel 2017, gli USA solo nel 2018 (un po’ strano per chi 36 anni fa sulla Luna ci portava le automobili).
Quando cominceranno le estrazioni, i “proprietari” della Luna potranno chiedere i “diritti”.
Chi compra i lotti di Dennis Hope lo fa proprio per questo: spera che sul suo lotto qualcuno estragga l’Elio-3 e poi che sia costretto da un tribunale (americano?) a pagare.
Sembrerebbe una barzelletta, ma se degli avvocati ebrei riescono a fare risarcire i discendenti dei deportati della II guerra mondiale, molto probabilmente riusciranno anche a far valere i diritti dei “proprietari della Luna”.

Cordiali saluti

Michelangelo L.





27/09/2007
15.00
Verso l’Armageddon?


Egregio Maurizio Blondet,

il fanatismo serve sempre a combattere un fanatismo avversario.
Fu usato anche da altri nel modo più stupido ed onesto.
“L’avversario politico non è eretico, noi lo fronteggiamo in battaglia: egli avrà l’onore del combattimento. Professor Alfred Baeumler, Università di Berlino”.
Se poi il nemico è impoverito dall’imprudenza dalla “chutzpah” ebraica niente di meglio.
Sarà tutto “tremendamente” più “semplice”.
Nel 2004 il dottor Del Valle in un articolo riportato in parte sul Federalismo scrisse: “Mi riferisco alla Chiesa evangelica americana, alle cui tesi si sono convertiti il presidente George W. Bush e il potente ‘falco’ della Difesa Donald Rumsfeld. Gli evangelici leggono alla lettera le Sacre Scritture e aspettano l’Armageddon, la grande guerra che condurrà l’umanità alla fine dei tempi e al ritorno di Cristo sulla terra, dopo la conversione di Israele al cristianesimo. Si tratta di una setta molto influente all’interno dell’amministrazione”.
Che questo sia prima “il tempo dei martiri” forse del “sacrificio della Fenice” e della “scrematura” lo si era capito.
L’Apocalisse temporale di Giovanni.
Osservando però il susseguirsi degli eventi il complotto ha molti attori e la sola presenza di George Soros - che pare un convertito più che ad una fede al “nuovo ordine mondiale” e perciò semplicemente un democratico ricco, di interessi - Amico di “Prodi il cattolico” - lo rende verosimile.
Il crearsi in USA una nuova lobby ebraica moderata o mediocre come lui che lo sosterrà, lo rende ancora di più.
Certo che nessuno muove la coda per nulla neanche i cattolici travestiti da comunisti.
Mesi fa Lei scriveva: “Nel 1992 il Britannia, il panfilo... della regina d’Inghilterra, comparve al largo di Civitavecchia: era pieno di banchieri inglesi, che imbarcarono una quantità di banchieri ed esponenti di poteri forti italiani. (...) erano venuti a ‘fare la spesa’, ossia a comprarsi i gioielli dell’industria pubblica italiana; (...) George Soros lanciò il suo famoso attacco contro la lira (...). E in lire svalutate lorsignori comprarono i gioielli dell’IRI. Insomma: una strategia concertata. Ora si sta ripetendo lo stesso scenario”.
Ma non basta, poiché questi attori, questa compagnia, stanno recitando benissimo la loro parte anche in Iran.
Quello che stupisce è l’incredibile sfida “oltremodo cinica e truculenta” per arrivare alla conversione finale dell’umanità e cioè a piegare la natura con la fede.
E’ anche vero però che la fede per portare a termine la sua opera si è dovuta e si dovrà piegare a tutta la natura, ai suoi vizi, virtù ed arsenali con l’aiuto della “chutzpah”.
La dichiarazione non fu l’11/09 ma lunedì 26 novembre 2000: “Se sarete quello che dovete essere - se vivrete cioè il cristianesimo senza compromessi - potrete incendiare il mondo” … con la fede.
Ecco la domanda: serviva una sceneggiata di questa portata e velocità?
O ci sono altre forze?
Se appartenessi anche solo ideologicamente a queste, ripeterei: “Sarà una guerra manichea o, come dice la scrittura, ‘una lotta di dei’. Questa lotta di dèi che si é svolgerà dietro gli avvenimenti appariscenti non terminerà sul pianeta!”.
Certo è che questa che sembra una roulette russa, sappiamo come andrà a finire.
Strano scrivere la Storia prima che accada, per nascondere la verità.

Lettera firmata




27/09/2007
14.00
Un italiano da Baghdad


Questo articolo ci è stato inviato da un tecnico italiano che vive e lavora a Baghdad.
Omettiamo la firma per garantirne la sua sicurezza.

La fine del trionfo
Non c’è più l’entusiasmo dei soldati americani del fine guerra 2003 e di parte del 2004, è subentrata la stanchezza.
Basta osservare la partenza delle missioni.
Prima si potevano vedere i soldati sui loro Humvee: il mitragliere, in piedi, che spuntava dal tetto per brandire l’arma, gli altri al posto di guida e al rifornimento dei proiettili.
Ora i veicoli sono stati modificati con l’applicazione di lamiere d’acciaio ai lati e di una torretta protettiva per il mitragliere: così i soldati non si vedono più.
Al ritorno dalle pattuglie i veicoli non sono più circondati dalla folla dei piccoli sciuscià in cerca di un dollaro o di un dono.
Ora sono parcheggiati negli ampi viali dove l’unico traffico rimasto è quello di servizio.

Stato d’assedio
La Zona verde viene definita dai giornali una fortezza e, in qualche modo, lo è.
Ha eliporto e aeroporto vicini, ma opera con tutte le caratteristiche di un’economia da stato d’assedio: rigido controllo degli accessi dall’esterno e da una all’altra delle aree interne, ispezione dei veicoli (all’interno con cani antibomba, al sottoscocca con gli specchi), tutti devono esibire ai controlli di vigilanti in armi badge validi per singole aree o addirittura edifici.
Il rapporto fra operativi (personale civile delle ambasciate, delle istituzioni internazionali e dei ministeri iracheni) e i vigilanti in armi, esclusi gli eserciti, può essere stimato in uno a tre.
Il vero business dell’Iraq oggi è la vigilanza armata.
Arrivano da tutto il mondo: al momento i più rappresentati sono i peruviani, qualche tempo fa erano i nepalesi.
I rifornimenti sono comunque regolari e nella Zona verde abbonda tutto quello che fuori è precario: energia elettrica, benzina e cibo, naturalmente.
C’è pure un ospedale.
L’assedio, però, comporta anche il ricevimento di qualche colpo all’interno: mortaio o razzo che sia, praticamente ogni giorno.
C’è un allarme di qualche secondo tramite altoparlanti e sirene.
I colpi non sono mirati, cadono dove capita, anche se il bersaglio più ambìto resta il grande palazzo dell’ambasciatore americano.

La città, ovvero lo sfascio
La vita in città, definita la Zona rossa, è durissima rispetto ai livelli di una volta.
Prima del 1979 si sarebbe potuto definire l’Iraq un paradiso come gli Emirati: buoni salari e tenore di vita in generale elevato.
Anche durante la lunga guerra con l’Iran dal 1980 al 1988, nonostante i lutti e la scarsità di beni, il resto funzionava: c’era una specie di pace interna imposta dalla dittatura, o di insurrezione repressa nella regione curda.
Le guerre e le sanzioni, soprattutto, hanno messo in ginocchio tutto e tutti.
Città con infrastrutture allo sfascio: squallide rovine di strade e autostrade, di edifici e servizi. Un’umanità e una società a pezzi, in preda alla violenza dei più facinorosi organizzati in varie milizie territoriali.
Queste sono nate nel “dopo Saddam” con la caduta di ogni potere costituito: dalla polizia alla magistratura, dall’esercito al partito unico, sciolti d’imperio dall’occupante.
Ma è lunga la serie di fattori che rendono invivibile l’Iraq.
Per esempio la criminalità: vi sono persone minacciate da chi vuole denaro o da chi vuole la loro casa, ed è pronto a ucciderle insieme con la famiglia.
Minacce vere, concrete, credibili e credute, e spesso messe in pratica.
Altro dato quotidiano: l’erogazione di energia elettrica, garantita solo per poche ore al giorno: ciò vuol dire, tra l’altro, restare senz’acqua, senza frigorifero, senza condizionatore in un Paese che ha temperature vicine ai 50 gradi.
Le file ai distributori di benzina raggiungono il chilometro: ci sono famiglie che si danno il cambio per tenere il posto in fila spingendo a mano la macchina.
L’inflazione è al 64%.
Vi è una larga fascia di poveri a rischio malnutrizione: il rapporto sulla situazione umanitaria del Paese, intitolato “Rising to the humanitarian challange in Iraq” e redatto dall’organizzazione internazionale Oxfam assieme al Ngo Coordination Committee in Iraq (il coordinamento delle ONG che operano in Iraq), riferisce che un terzo della popolazione ha bisogno di aiuti d’emergenza, che il 15 % non può permettersi di mangiare regolarmente, che il 70% non ha accesso all’acqua.
Il 43% vive nella “povertà assoluta”, mentre più di metà della popolazione è senza lavoro. Attualmente, solo il 60% delle persone ha accesso alle razioni alimentari governative, il 28% dei bambini è malnutrito e il 92% ha problemi di apprendimento.

Il dramma dei profughi
Nessuna meraviglia, quindi, se la gente scappa dall’Iraq, pronta anche a lasciare tutto e vivere illegalmente in un altro Paese: più di 2 milioni di persone sono fuggite, finora, rifugiandosi per lo più nelle vicine Siria e Giordania, come scrive il rapporto confermando le cifre diffuse dall’ONU.
La “fuga dei cervelli” sta mettendo a dura prova i servizi pubblici già inadeguati, dato che migliaia di medici, insegnanti, ingegneri e altri professionisti sono costretti ad andarsene.
Le stime danno attorno al 40% (a fine 2006) la percentuale dei “quadri” qualificati che hanno abbandonato il Paese.
I nuovi governanti, in un Governo di unità nazionale in continuo conflitto, ma senza un’opposizione organizzata, sono da una parte bersaglio delle forze eversive che non vogliono la democrazia, e dall’altra non si sa quanto essi stessi credano nella sostenibilità del sistema democratico e nell’autorità che sono chiamati a esercitare.

Le guerre civili
Il Medio Oriente è sempre più complicato del resto del mondo.
Ma la realtà odierna è che in Iraq non è in corso una sola guerra, quella contro le forze anglo-americane.
Ci sono diverse guerre, tante quante sono le fazioni, e queste nessuno è riuscito a contarle.
Si sparano fra di loro: non solo colpi di fucile ma anche di mortaio, da quartiere a quartiere.
Sciiti contro sunniti e viceversa, a loro volta frazionati al loro interno.
Ogni quartiere è vigilato dalla sua milizia che gestisce entrate e uscite di persone, di civili, di bambini che vanno a scuola.
Nessuno riesce a fare un censimento fra, diciamo, i resistenti contro lo straniero, i guerriglieri o miliziani di fazione e i terroristi: queste tre, fondamentalmente, sono le possibili denominazioni degli uomini in armi oggi in Iraq.

Il petrolio
Ma questa povertà non è comprensibile in un Paese che affonda in un oceano di petrolio: dove vanno a finire tutti questi denari?
In parte a pagare le importazioni.
Tutto quello che si vende nel Paese è importato: in larga misura gli alimentari e i beni di consumi vengono dalla Turchia e dalla Siria (25% del totale per ciascuna).
L’Iraq in pratica non produce più niente, importa combustibili raffinati (circa il 50% del fabbisogno), paga gli statali, la polizia, i sussidi alimentari.
Ma c’è anche qualcosa che nelle statistiche non appare: il contrabbando di petrolio, un tesoro che non entra nelle casse dello Stato.
Il contrabbando ha preso una via pluralistica fatta sia da una miriade di piccoli operatori che rivendono all’estero prodotti raffinati, come il gasolio, comperato in Iraq a prezzi sussidiati dallo Stato, sia da operatori che trattano grosse partite.
Invenzioni raccolte dalla gente della strada?
No, informazione ufficiale del Garante della trasparenza del ministero del petrolio iracheno, scritta nero su bianco e disponibile in inglese.





27/09/2007
13.00
Negri e negritudine


Caro direttore, un lettore la critica per l’uso della parola “negro”.
Si dimentica che il grande intellettuale negro africano Leopold Sedar Senghor, presidente della repubblica del suo Paese, era definito il cantore della negritudine con la quale affermare la propria civiltà negra africana.
Per cortesia non faccia il mio nome, grazie.

Sergio
Udine

RISPOSTA

Ovvio: Senghor era di culture francese.
E fra noi latini, negro non ha un senso offensivo.

Maurizio Blondet





27/09/2007
12.00
“Scommessa su un grande crack”


Direttore Maurizio Blondet,

cosa ne pensa dello stretto rapporto che potrebbe esserci tra i due avvenimenti citati nei suoi recenti articoli: “Qualcuno ha scommesso su un grande crack” e “Qualche generale ha sventato un attentato?”?
Mi è venuto in mente leggendo un altro suo recentissimo articolo: “Petrolio a 200”.
Le spiego il mio ragionamento: non è che lo sconosciuto scommettitore magari era a conoscenza di qualcosa che doveva accadere il 30 agosto o di lì a poco?
Cito testualmente una parte del suo articolo: “[…] dopo l’inspiegabile errore accaduto il 30 agosto, quando un B-52 ha sorvolato gli USA, dal Nord Dakota a Barksdale in Louisiana, portando a bordo sei missili da crociera armati di testate nucleari […]”.
Ipotizzando che l’errore del B-52 non sia tale, è altrettanto possibile ipotizzare che chi sapeva cosa dovesse succedere abbia pensato bene di investire in opzioni put e che adesso si ritrovi a perdere un miliardo di dollari.
Se tutto ciò fosse vero mi verrebbe da sghignazzare alle spalle di quel presuntuoso che sperava d’arricchirsi in un modo tanto malvagio ma il buon senso mi suggerisce invece di preoccuparmi. Dubito che la perdita, anche se consistente, di un miliardo di dollari possa fermare questi bellicosi individui.
Anzi temo che questo scherzetto li faccia invece incattivire ancora di più (sempre che ciò sia umanamente possibile) e nel caso le loro future azioni potrebbero essere ancora più devastanti.
Spero soltanto che “Qualche generale” possa ancora continuare a contrastare le loro oscure intenzioni.

Cordialmente,

Matteo F.





27/09/2007
11.00
La casta


BRAVO BRAVO BRAVO DIRETTORE!!!...

BELLO BELLO BELLO L’ARTICOLO sulla casta!!!

Viaggiamo proprio in sintonia .. è tutto quello che penso da troppo tempo... pensi che ho avuto modo di parlare con ispettori di polizia che fanno programmi di addestramento per le forze dell’ordine e anche loro sono proprio disgustati dalla casta e dai magistrati, che rilasciano i delinquenti che uccidono, che massacrano e poi arrestano il delinquentello che scioglie gli ormeggi alla barca di Della Valle con dentro Mastella e lo processano subito e gli danno 2 anni di carcere ...
Quando ho provato a incitare alla rivolta questi ispettori, ovviamente una rivolta pacifica (incrociare le braccia e farli difendere da soli a ‘sti criminali di governo..), ho visto i loro occhi illuminarsi come se fosse arrivata loro una conferma al loro disagio...

Fabio





27/09/2007
10.00
La Marsigliese


Che questo possa diventare il nuovo Inno Nazionale Italiano vista la situazione attuale?
Leggendo il testo della Marsigliese ho avvertito una strana sensazione, come se quello che leggessi si adattasse perfettamente alla situazione attuale... Sarà solo una sensazione?

Allons enfants de la Patrie Le jour de gloire est arrivé!
Contre nous de la tyrannie L’étendard sanglant est levé (bis)
Entendez-vous dans les campagnes Mugir ces feroces soldats?
Ils viennent jusque dans vos bras Égorger vos fils, vos compagnes!
Aux armes, citoyens!
Formez vos bataillons!
Marchons, marchons!
Qu’un sang impur Abreuve nos sillons!
Tremblez, tyrans et vous perfides L’opprobre de tous les partis Tremblez!
Vos projets parricides Vont enfin recevoir leurs prix! (bis)
Tout est soldat pour vous combattre
S’ils tombent, nos jeunes héros, La terre en produit de nouveaux,
Contre vous tout prêts à se battre!

Avanti, figli della Patria Il giorno della gloria è arrivato!
Contro di noi della tirannia Lo stendardo sanguinante si è levato (bis)
Sentite nelle campagne Tonare questi feroci soldati?
Vengono fino nelle vostre braccia A sgozzare i vostri figli, le vostre compagne!
Alle armi, cittadini! Formate i vostri battaglioni!
Marciamo, marciamo!
Ché un sangue impuro Bagna i nostri solchi!
Tremate, tiranni e voi perfidi L’obbrobrio di tutti Tremate!
I vostri progetti parricidi Stanno andando a ricevere i loro premi! (bis)
Tutto è un soldato per combattervi Se muoiono, i nostri giovani eroi, La terra ne produrrà dei nuovi, Contro di voi tutti pronti a battersi!

Buon Lavoro,

R. P.





27/09/2007
09.00
Amico di sinistra


Ho votato a sinistra, senza entusiasmi, e lo rifarei, nonostante tutto (anche se votare scheda bianca forse sarebbe ancora meglio).
Questo perchè credo nell’uguaglianza e nella solidarietà tra le persone, che, per quanto stentata, mi pare spunti più facilmente da quella parte.
Apprezzo antichi valori come l’onestà e la coerenza, l’amicizia disinteressata, la frugalità, l’onore (sì anche l’onore, come segno di coraggio e generosità).
Ecco perchè, quasi tutti i giorni, visito il Vostro sito, politicamente lontano, a causa di una schematizzazione destra-sinistra di cui non se ne può più, trovando conforto e speranza nelle parole e nelle analisi, politiche e soprattutto geopolitiche, del Vostro Maurizio Blondet.

Grazie, e buon lavoro

Stefano C.





26/09/2007
20.00
Darth Vader o Alzheimer?


Caro direttore, la signora Hillary Clinton, in campagna elettorale presidenziale, ha chiamato Dick Cheney “Darth Vader”, il noto cattivo del film di fantasy. E nessuno ha protestato.
Invece Grillo chiama Prodi “alzheimer” e tutti deplorano, si stracciano le vesti, prendono le distanze.
Sarà delicatezza d’animo o ipocrisia?

Abele B.

RISPOSTA

La famiglia di Darth Vader però ha protestato: “Un po’ di rispetto per un malato”.

Maurizio Blondet





26/09/2007
19.00
Crisi della Chiesa


Caro dottor de Fina,

sono d’accordo “pienamente” col signor Arai Daniele, a patto che mi suggerisca (lui o qualunque altro del Vostro ottimo staff) come deve intervenire un cattolico qualsiasi?
A chi rivolgersi?
A chi credere se non al Papa?
Insomma come si esce da questo dramma senza epilogo?
Cosa deve fare un cattolico qualsiasi per aiutare la Chiesa ad uscirne?
Il ventaglio di sicuramente giuste critiche su teologia, liturgia e pastorale, che arrivano da ogni lato, per noi “semplici” ed “inconsistenti” spesso incomprensibili, incluse le illazioni gratuite sui Papi, a cosa giovano?
Allora “Chi” dovrebbe cambiare tutto nella Chiesa se tutto “a chiacchiere” è da rifare, inclusi i Papi?
So di essere stato vago, ma, sono certo che il signor Arai Daniele da fine intellettuale avrà messo a fuoco il dramma mio e della Chiesa e mi saprà indirizzarmi, chiarendo la situazione ed accennando le soluzioni, rispondendomi.

Sempre complimenti e cordiali saluti,

Rocco A. S.





26/09/2007
18.00
Tripletta


Il meno peggio

E’ sempre la solita questione: se c’è la sinistra e la si critica ti dicono: “Vuoi mettere la destra!”.
Stesso discorso se c’è la destra al governo : “Vuoi mettere la sinistra”.
E’ mai possibile che da decenni in Italia si debba scegliere tra il meno peggio? In questa maniera non si va da nessuna parte, anzi si peggiora sempre e i fatti lo dimostrano.
Ci dicono che se non fossimo entrati in Europa avremmo fatto la fine dell’Argentina: non so se sia meglio estirpare il male subito o trascinarci dietro la malattia per sempre!!!

Grazie per l'attenzione

Roberto


*******************


Lapidario

Grazie per tutto

Graziano C.


*******************


Procura di Catanzaro

Preziosissimo Direttore,

prego voglia porre Sua attenzione alla notizia “Corsera” in data 22 settembre 2007 relativa al trasferimento dei Giudici della Procura di Catanzaro L. De Magistris e M. Lombardi.
Contestualmente le invio estratto dal sito www.vocedimegaride.it.
Della vicenda tratta anche il sito www.radicali.it (vicenda Catanzaro).

Con stima

Silvana C.





26/09/2007
15.00
Grillo


Caro Blondet,

vedo che ogni giorno sul vostro spazio-web ci sono discussioni a non finire.
Intervengono strane figure che difendono i neocatecumenali mentre offendono la Chiesa (quella onesta), sparlano di Berlusconi e si indignano contro Tremonti ma si esaltano per Grillo nuovo Robin Hood e sono disposti a seguirlo in capo al mondo.
Ora, la realtà che abbiamo intorno sarà nauseante ma ha il pregio di essere chiara.
I partiti sono lobby.
Gli uomini politici si arricchiscono illegalmente.
Il sistema democratico parlamentare è Mastella più Cirio-Prodi più D’alema-COOP.
Più i festini pedofili e la droga di contorno.
Grillo solleva le masse ma fa parte di questo sistema.
Grillo è uno che viene dalla sinistra e dalla sinistra non è mai uscito.
La crociata di Grillo potrebbe essere una faida interna alla sinistra se non fosse un gioco delle parti.
Se lo immagina lei un Grillo di destra?
Si e no avrebbe trecento persone dietro.
Trecento persone denunciate, perseguite, condannate.
Se mai ci si dovrebbe domandare perché non riusciamo a liberarci da questa menzogna neppure quando ci ribelliamo.
La risposta è nell’esito dell’ultima guerra che ha sancito queste leggi immutabili da 60 anni: democrazia corrotta imposta dai vincitori angloamericani; dominio politico-mediatico della sinistra; persecuzione di ogni vera ribellione al sistema.
Loro continuano a comandare con la stessa logica di 60 anni fa.
Basta vedere le basi nucleari che mantengono sul territorio della nostra povera Italia colonizzata.
Finché ci teniamo gli americani, se loro hanno deciso così, possiamo anche cambiare Prodi e Berlusconi con Grillo, nulla cambierà.

Teseo Tesei

Nota
Il superamento della logica destra - sinistra è già avvenuto e nel modo peggiore.
I vincitori inventarono una pseudo-destra (democristiana) da contrapporre a una vera sinistra.
Poi anche la pseudo-destra è confluita nella sinistra.
Ora abbiamo un immenso guazzabuglio sinistroide (che comprende Berlusconi e Bossi).
Quale contrapposizione destra-sinistra dovremmo superare per accodarci alla bandiera (rossa) di Grillo?





26/09/2007
14.00
Doppietta


Testimoni di Geova

Caro Direttore,

io una risposta breve a Katerina ce l’avrei per la lettera del 21/09.
Ha saputo che all’interno della congregazione centrale dei Testimoni di Geova, hanno taciuto per 10 anni di essere associati all’ONU come ONG, che in Bulgaria per avere il riconoscimento dallo Stato hanno ammesso le trasfusioni di sangue?
Si tratta di dire sempre la VERITA’!

Saluti

Giampaolo B.


****************


Libro Goldhagen

Caro direttore,

ho apprezzato il suo coraggio profuso a difesa dei palestinesi di Gaza martirizzati dai governanti di Israele.
Ma mi permetto di osservare che il riferimento al libro di Goldhagen è del tutto fuori luogo.
I volonterosi carnefici di Hitler, il libro che anch’io ho letto, altro non che un concentrato di menzogne e malafede, costruito unicamente ad uso propagandistico.
Prova ne è il poco credito di cui gode presso la comunità degli storici.

Cordiali saluti.

Giovanni Ghio





26/09/2007
13.00
F-16 nel Bellunese


Stimato Direttore,

le invio la nota dell’ANSA che comunica lo schianto di un caccia F-16 nel Bellunese, notizia che ha avuto poca eco tra i media nazionali, giustamente impegnati ad indagare su ben altri eventi aeronautici, come la trasvolata del nostro guardasigilli con tanto di ceppalonica consorteria al Gran Premio brianzolo.
Riguardo le annose questioni di sovranità territoriale e le responsabilità di queste incombenti minacce dal cielo non vorrei trascinarmi in interminabili e ritrite argomentazioni ma semplicemente... “sorvolare”!

2007-09-18 21:33
PRECIPITA F- 16 USA NEL BELLUNESE
Si sarebbe lanciato dall’aereo con il paracadute

(ANSA) - Roma, 18 settembre - Un caccia F-16 americano della base di Aviano è precipitato nel Bellunese.
Il pilota si è catapultato dallèaereo con il paracadute ed è già stato recuperato.
L’aereo stava partecipando ad un’esercitazione di routine.
Il comunicato ufficiale dello stormo conferma che il pilota si è “lanciato da un F-16 durante una missione di addestramento” ed è “in corso il trasferimento presso una struttura medica per accertamenti”.

Continui a deliziarci con il suo lavoro.

Francesco M.
Veneto

P.S. Attendo con gioia il vostro articolo sulle “scie chimiche”, che continuano a tracciare a scacchi il cielo del Veneto!





26/09/2007
12.00
Odifreddi per Veltroni


Alle primarie per le elezioni del partito democratico in Piemonte, per Walter Veltroni c’è Piergiorgio Odifreddi.

M. M.

RISPOSTA

Ben gli sta, al Veltroni.

Maurizio Blondet





26/09/2007
11.00
Gli orrori dell'uranio impoverito


Gentile signor Blondet,

Ho appena visto le foto che accompagnano questo articolo:
http://www.voltairenet.org/article151597.html

Che orrore !!!
Capisco il tono dei suoi articoli passati sull’uso di munizioni all’uranio impoverito in Iraq e Afghanistan!!!
Che il Signore abbia pietà di tutti noi!

Marco S.

P.S. Chi dice che il Signore è in croce tutti i giorni fino alla fine del mondo?
Non lo ricordo, ma ha ragione da vendere!!!





26/09/2007
10.00
Alcune considerazioni su Oscar Giannino


Egregio direttore Maurizio Blondet,

mi chiamo Silvano M. e la seguo da oltre sei mesi; la considero un ottimo giornalista (basta vedere il caso Mutui Subprime che lei ha rilevato prima di qualunque altro organo di informazione “asservito”, a dimostrare il tutto).
Arrivo al punto: come considera l’esperto di economia nonchè direttore di Libero Mercato Oscar Fulvio Giannino, un conformista o un anticonformista?
E’ per me importante saper qualche considerazione in merito a questo giornalista da molti screditato, ma a mio modesto avviso di valore notevole.

P.S. La libreria EFFEDIEFFE ha aperto la sua sede nel Lazio?
Dov’è?
Le invio anticipati ringraziamenti rinnovando stima per lei e il signor de Fina.

Silvano M.

RISPOSTA

L’ho già scritto: Giannino è un iper-liberista, ma sta facendo del suo giornale un blog, ossia dice la verità.

Maurizio Blondet

(L’apertura della libreria sarà comunicata sul sito)





26/09/2007
09.00
Siria


Sono un suo lettore e ho seguito sul giornale on-line da lei diretto tutta la saga del raid israeliano in Siria, volevo segnalarle Il Foglio del 20/9/07 a pagina 1, il gas nervino di Siria e Iran, ma da dove prendono le notizie????????
Lei che correttamente cita sempre le fonti quando disponibili, si domanderà come il sottoscritto, ma chi li imbecca???

Cordialmente

Mario P.

P.S. UN GRAZIE per tutti gli sforzi editoriali di EFFEDIEFFE





25/09/2007
20.30
Sulla Chiesa


Caro Blondet,

bello e accorato l’articolo sui Papi della storia, ma ancor più l’opportuno riferimento alle critiche di Dante e Petrarca, il cui santo vigoroso anticlericalismo di innamorati della Chiesa ci ricorda che compito dei laici è anche quello di provare a sferzare, con umiltà e fermezza alla luce della Tradizione inconcutibile, i Pastori nella non facile guida della barca di Pietro.
Dagli Insorgenti del Sud che imbracciarono i fucili per costringere i preti, unìtisi per leggerezza o viltà ai rivoluzionari, a svolgere il loro ministero, fino ai fedeli d’oggi che cercano, fra critiche e derisioni, di resistere agli arbìtrii antiromani e pertanto evangelicamente scandalosi di vescovi che rovesciano il Motu Proprio con quel protervo “clericalismo” (in senso delnociano ovviamente) che l’ultimo Concilio, dietro la truffa ipocrita dell’ “andare verso il popolo”, ha solamente aumentato, facendo dei sacerdoti, sociologisticamente, gli unici “gestori” e padroni del sacro, mentre ai laici non resta che obbedire, magari imbracciando le chitarre.
Eh no, non è questo il loro/nostro compito.
Dante e Petrarca ce l’hanno insegnato.
Ce lo insegna oggi a suo modo... Maurizio Blondet.
Nell’umiltà e nella totale adesione alla Chiesa e al Pontefice, il quale - lo sappiamo - nelle cose di fede non può sbagliare.
Mi consenta una sola domanda, Direttore: mi può spiegare la sua per me nuova e curiosa interpretazione del senso allegorico delle “Petrose”?
Ho sempre ritenuto che si riferissero al contrastato rapporto del Poeta con l’ardua filosofia aristotelica e che quel tipo appunto di razionalistico “amor di sapienza” fosse significato dalla crudele e insaziabile Donna.
Ha qualche suggerimento bibliografico da propormi a tale riguardo?
Gliene sarei grato.

Cordiali saluti

M. M.

RISPOSTA

Sulle “rime petrose” seguo l’interpretazione di Luigi Valli, “Il linguaggio segreto di Dante e dei fedeli d’Amore" (Luni editore): “Il simbolismo della Donna come Sapienza Trascendente”.
Il Saluto della Donna è descritto come un’esperienza travolgente: “Il cor divenne morto ch’era vivo”, “esperienza che intender non la può chi non la prova”.
Vi è un forte parallelismo con la poesia mistica persiana, specialmente con Rumi, per cui Vino e donna sono simboli dell’esperienza mistica di Dio.

Maurizio Blondet





25/09/2007
18.30
Liquidi, Russia, Gay


Caro Blondet,

la leggo come lei senz’altro legge chi ha opinioni diverse dalle sue, ma anche cultura, intelligenza, ed indipendenza di pensiero.
Pensi che, da non credente, trovo specialmente vicine le sue riflessioni religiose.
Chi di noi due dovrà preoccuparsi?
Invece, non condivido affatto altre cose, la posizione sugli omosessuali per esempio.
E non parliamo del Darvinismo vs. Creazionismo.
Ma venendo al dunque, volevo dirle:

1- Lei mesi fa preannunciò i collasso immobiliare, e disse che chi avrà liquidità potrà allora rastrellare a poco prezzo.
In effetti, pochi giorni fa, ho letto sul Financial Times, Silverstein (quello delle torri) rispondere “La situazione non é terribile: anzi é buona, basta avere liquidità e si fanno affari d’oro”.
Beato lui, piacerebbe anche a me cadere sempre in piedi.

2- Lei ha sottolineato come manchino le condizioni storiche per un ritorno del fascismo.
Forse in Italia, ma le chiedo, é possibile che condizioni simili si ripresentino ora in Russia, anche se ad intensità minore e su scala temporale più dilatata?

3- Dia credito al gay che l’ha insultata.
Il suo articolo, che non credo di condividere, era però intelligente.
Ma consideri che lei ha sostenuto che lui non é in grado di amare il suo uomo.
Magari lei ha anche ragione, non lo so, io non sono gay, mi piacciono le donne, ma amo moglie e figlie al punto di stare alla larga dalle tentazioni quando viaggio per lavoro (e non é proprio facilissimo, quando una bella donna si fa esplicita, e si ha una vita sola da vivere).
Ma se qualcuno tentasse di spiegarmi, citando Proust, che non le amo, magari mi incacchierei un pochino anch’io.
Consideri di poter essere nel torto: un abisso é il cuore dell’uomo, chi ne conosce le profondità?

Saluti

Cristiano N.

RISPOSTA

1) Anche a me piacerebbe essere liquido oggi.
2) No, non credo: per motivi oggettivi, l’autoritarismo patriottico del futuro, se rinascerà, avrà forme diverse dal fascismo.
3) D’accordo.
Io obiettavo solo ad una omosessualità che si fa ideologia, a quelli fra loro che attorno alla identità sessuale fanno girare la propria vita: sintomo psicopatico.
Ci sono anche etero che hanno “quella cosa lì” continuamente in testa: li chiamiamo fissati, sessuomani, maniaci.
Perché se sono finocchi, invece, non si può?

Maurizio Blondet





25/09/2007
17.30
Il silenzio del Papa


Egregio dottor Blondet,

Le avevo già scritto qualche giorno fa a proposito dell’esigenza di avere una voce forte e autorevole che denunciasse le falsità e le iniquità della guerra al terrorismo.
La stessa voce sarebbe opportuna anche in relazione al genocidio dei palestinesi, dunque torno a chiedermi e a chiederLe: possibile che il Papa non possa denunciare questo misfatto?
Possibile che pure lui tema così tanto le reazioni sioniste da non osare mettere in piazza i loro crimini?
Non Le pare che anche il suo silenzio sia altrettanto, anzi, ancora più complice della non-informazione di regime?
Da chi altri ci si potrebbe aspettare un concreto grido di accusa contro le malefatte giudaiche?

Davide E.
Vercelli





25/09/2007
16.30
B-52


Egregio Direttore,

è impressionante che certe notizie, come quella dell’aviere del B52, ma anche la stessa dell’episodio correlato, non vengano minimamente prese in considerazione dai telegiornali.
E’ anche scoraggiante che questi potenti possano continuare ad uccidere impunemente.
Ma quando si sveglieranno gli americani?
Penso che oggi, nonostante tutto, in Italia stiamo meglio, perchè almeno qui non c’è un falso patriottismo a bloccare la diffidenza verso i poteri oscuri.
Poveri avieri militari!
Già ne uccisero due in Germania nel 1988, due Frecce Tricolori che dovevano testimoniare su Ustica.
E ora questi.
Mentre fanno cerimonie a Ground Zero non si accorgono che il vero assassino è lì in mezzo a loro. Grazie della Sua opera informativa.

Lettera firmata





25/09/2007
15.30
Grillo


Gentile Dottor Blondet,

ci sono un sacco di cose che non riesco a capire e forse non voglio capire, mi aiuta?
Perchè tutto questo can-can intorno a Grillo?
A me sembra che il signor Grillo, di professione comico, sia un cittadino come tutti e come tutti abbia il diritto di protestare per le nefandezze del nostro Paese, beato lui che ha visibilità e può farsi ascoltare da tante persone.
Noi nel nostro piccolo, con i nostri lavori sottopagati o precari, con i mutui impossibili da pagare, con lo scontrino della spesa quotidiano simile a quello di una gioielleria non abbiamo voce, siamo la maggioranza non tanto silenziosa, ma sicuramente inascoltata.
Scusi l’ardire,ma come m’insegna mio figlio studente del classico di uno glorioso Istituto Statale di Como con docenti illuminati e un preside di tutto rispetto, la parola politica deriva dal greco, ripresa poi dal latino,polites=cittadino, aggettivo:politikos=tutto ciò che appartiene ai cittadini.
Domanda: che cosa ha fatto di sbagliato un cittadino che ritiene usurpati i propri diritti scendendo in piazza e manifestando pacificamente?
Credo che un cittadino abbia il diritto e dovere di chiedere un codice d’onore ai suoi rappresentanti, chiedere che il denaro delle proprie tasse venga ben gestito, come si diceva una volta con il criterio del buon padre di famiglia; chiedere che i delinquenti non siedano in quell’aula prestigiosa; chiedere che sedersi in quell’aula non diventi una professione a vita.
Io come Lei e tutti gli altri cittadini Italiani siamo lo Stato.
Allora perchè questi politicanti compaiono dappertutto a massacrare questo comico, di che cosa hanno paura?
Se fosse invece che quest’uomo stanco come tutti di questi soprusi abbia deciso per motivi suoi di fare un po’ Don Chisciotte?
Perchè dottor Blondet questo levar di scudi?
Ho visto recentemente il film di Moore “Sicko”, ad un certo punto un signore canadese difendeva la politica del suo Paese in materia sanitaria, Moore chiede se per caso il signore fosse comunista, lui risponde di essere un conservatore e riteneva giusta da conservatore una sanità pubblica per tutti; perchè Le dico ciò?
Ho capito che destra non vuol dire fascismo, sinistra non vuol dire comunismo, ma come erroneamente è stato dipinto tutto questo nel nostro Paese!
Se un conservatore parla in certi termini che riguardano il sociale, credo che i politici di questo Paese ci abbiano dato false informazioni.
Fioravanti, terrorista di destra, una volta commentò la cecità di quella generazione che si era fatta strumentalizzare da altri: destra contro sinistra e viceversa, giocandosi totalmente la vita e calpestando la vita degli altri e chiedendosi “come abbiamo potuto?”; lo stesso commento fatto da terroristi di sinistra con cui divideva il carcere.
Dottor Blondet a chi giova tutto questo?
E perchè?
Ho buttato troppa carne sul fuoco?
Spero di no, ma Lei è una persona talmente preparata che sicuramente riuscirà ad illuminarmi.

Grazie infinitamente.

Mary N.

RISPOSTA

Cosa posso dirle?
Io prego e spero che questo stia per finire.
Spes ultima dea.

Maurizio Blondet





25/09/2007
14.30
Fronte Friulano


Gentile dottor Blondet,

le invio una mail che ho spedito ad un nuovo movimento politico locale: il Fronte Friulano.

“Io apprezzo davvero il vostro impegno; in questo senso do per scontato che lo facciate per passione e impegno e non per interesse.
E non mi pongo troppi interrogativi riguardo differenza di merito tra chi fa politica “attiva” e chi no: ognuno segue la propria indole, io credo.
Una domanda mi sorge spontanea, però: ha davvero senso l’ennesimo partitino locale?
Io credo (forse spero) che questi siano tempi di svolta: come ha detto Fini, Grillo è solo la punta dell'iceberg di una protesta contro questa classe politica che sta montando e rischia di travolgerla.
Io credo (forse spero) che questa stessa concezione della politica sia davvero finita e con essa i partiti, almeno per come li intendiamo oggi.
Per colpa dei nostri indegni rappresentanti e delle loro malefatte, tutti i politici, anche quelli “buoni”, anche quelli piccoli-piccoli saranno presto guardati con odio e sospetto.
Questa razza di parassiti farabutti non rappresenta il Paese, come afferma Prodi (cui piacerebbe trascinare tutti nel pantano dove sguazza lui), ma solo se stessa.
Per cui: ancora partiti?
Non può funzionare.
Bisogna tornare al movimentismo, alla politica porta a porta, all’elezione diretta dei rappresentanti, all’eliminazione della politica intesa come carriera: niente stipendio, solo rimborsi (la pratica ha dimostrato che pagarli non serve a frenare l’ingordigia dei politici); niente pensione ma conservazione del posto di lavoro e, in caso di lavoratore indipendente, rimborso forfettario basato sulla media delle ultime dichiarazioni fiscali; mandati a termine non rinnovabili; obbligo di presentazione di programmi del cui rispetto, a fine mandato, dovranno rispondere, nel bene o nel male, di fronte a commissioni sorteggiate; ristatalizzazione immediata dei servizi pubblici (acqua, trasporti, energia, salute...) con l’introduzione di un sistema di controllo e giudizio dell’operato del personale legato al merito; centralizzazione dei soli uffici importanti, quelli che riguardano il Paese nel suo complesso (esteri, difesa, grandi opere...) e delega alle Regioni per tutto quello che sia possibile; tassazione in unica soluzione: tot alla Regione, tot allo Stato, con obbligo per entrambe le figure di rendicontazioni e previsioni di spesa trasparenti...
Vabbé, si potrebbe continuare, però si capisce che non ci vorrebbe granché a buttare giù un programma operativo di riforma sociale “di salvezza”.
Ma c’è un piccolissimo problema: chi li tira giù QUELLI LA’?
Non credo che La Casta accetterebbe spontaneamente di togliere il disturbo, per cui: che si fa?
Un ultima cosa: per dare una grande ridimensionata ai tanti piccoli Berlusconi italiani, basterebbe introdurre una leggina piccina picciò: che chi querela qualcuno per somme molto ingenti (perché lui ce le ha e l’altro no), utilizzando perciò la sua ricchezza come strumento di intimidazione, in caso la querela si riveli infondata sia costretto a rifondere il querelato con il doppio della somma richiesta. Non mi vorrete dire che nessuno c’ha mai pensato prima?!
Che le cose continuino ad andare così va bene a troppi di LORO: da Bertinotti a Pannella”.

Cordiali saluti

ANDREA M.





25/09/2007
13.30
La moglie di Fassino


Caro Blondet, ma lo sapeva che la moglie di Fassino è senatrice?
Mi era sfuggito, ma a Lei sicuramente no.
Hanno la faccia come il culo.

Saluti

EG

RISPOSTA

Invece non lo sapevo.
La Casta ha troppi parenti, è impossibile contarli tutti.

Maurizio Blondet





25/09/2007
12.30
Avvisi di vigilanza anti-Blondet


Un lettore ci manda questo testo, diffuso dai responsabili dei “giovani padani”

Saluti Padanisti
Un paio di brevi considerazioni sui due articoli da Te postati


Blondet in passato ha scritto cose interessanti, denunciando sia l’aberrante fenomeno dei naziskin che impestava Milano negli anni ‘90, sia quello recente dei gulag nella Cina neo-turbocapitalista.
Era affascinante il Blondet de l’Avvenire, e le sue denunce sulle truffe bancarie (a parte le sue discutibili considerazioni sulla presunta egemonia della “finanza ebraica”).
Col tempo si è perso in commenti eccessivi contro ciò che resta della gioventù nostrana (non vedo che male ci sia se un ragazzo dopo una settimana in officina voglia andare a sgranchirsi i nervi in discoteca), in polemiche contro l’autonomismo ed il leghismo, fino a posizioni geopoliticamente indifendibili come quelle favorevoli all’ingresso della Turchia nella UE, e contro ogni tentativo di autodifesa da parte di Israele.
L’ultima volta che ho letto qualcosa di Blondet è stato proprio su la Padania, mesi fa, dove suppongo non collabori più per una questione di coerenza, dote che non si può non riconoscere al giornalista e all’uomo.
Magari facciamo un po’ più di attenzione a chi apriamo la porta, la prossima volta.
Riguardo ai fatti di Bruxelles, le tallonate degli sbirri reali (in genere arruolati fra i valloni) sulle facce dei rappresentanti fiamminghi sono da vedersi più che altro sotto il profilo della possibile, prossima separazione fra nord e sud del Paese: la tensione è alle stelle, la repressione spietata, come da noi nel triennio ‘96/’98.
Non ho letto cosa Blondet abbia scritto sulla Lega, ma la commemorazione di Bruxelles dell’'11 settembre credo fosse essenzialmente un pretesto abilmente sfruttato dai militanti fiamminghi (che di certo non erano “neonazisti”, ma di diversa provenienza) per porre la questione del futuro destino della capitale bilingue in caso di separazione alla cecoslovacca.
Anche perchè se si fosse voluta organizzare una manifestazione contro l’integrismo islamista gli organizzatori danesi avrebbero potuto scegliere un anniversario ben più significativo per l’Europa, come quello della strage di Monaco, Beslan, Madrid o Londra, per non parlare delle varie in Kosovo.
Peraltro rivendicare le indubbie radici cristiane (diciamo pure classico-giudaico-cristiane) dell’Europa non significa certo sostenere il cattotalibanismo di certi gruppi, che altro non è se non una forma di mondialismo nemico delle differenze.
Mettendo da parte Blondet una volta per tutte, temo il problema sia più insidioso e riguardi il cosiddetto “tradizionalismo cattolico” penetrato nel nostro ambiente negli ultimi anni, che come molti spesso mi fanno notare è “tradizionalismo” magari, ma non è cattolico.
Molti di coloro che si definiscono tradizionalisti cattolici (o “integristi”) sognano una sorta di santa alleanza con l’islamismo militante per distruggere quell’Europa a loro dire degenerata (e ciò è in parte vero, ma non certo per i sabato sera dei giovani europei), e combattere l’onnipresente immaginario “complotto pippo-pluto-giudaico” da loro enfatizzato.
Sono tutt’altro che nemici di quell’islamizzazione strisciante dell’Europa denunciata in Europa da intellettuali liberali, progressisti o addirittura di sinistra, ma sognano una sorta di spartizione del continente fra integralisti islamici e cattolici.
Hanno una visione apocalittica gnosticheggiante che li porta a sperare di “rigenerare” in questo modo quello che ai loro occhi è il corrotto mondo moderno: ecco perchè molti di loro sognano l'arrivo nella UE di 80 milioni di turchi, tanto peggio tanto meglio. Da sfatare anche il mito del cattotalibano come di sincero autonomista.
Il “cattolico tradizionalista” medio o “integrista” è un Giano Bifronte: di giorno sventola le bandiere preunitarie per illudere l’ingenuo leghista di combattere una battaglia comune, di sera esalta Bismark (il Cavour tedesco, anticattolico viscerale ma “tradizionalista”, quindi ok) e milita nelle varie fiammelle tricolori della squallida diaspora missina.
Salvo in contemporanea, magari, fare richiesta di militanza in qualche sezione della Lega.
I cattotalibani hanno un odio insano verso il sole delle alpi, lo accusano al tempo stesso di essere un simbolo di matrice wicca (io preferisco dire Nativa); i più complottisti sostengono che sia una stilizzazione della Magen David che campeggia sulla bandiera di Israele: io amo questa bandiera, è la nostra storia, personale e comunitaria.
Sostengono poi che il verde sarebbe il colore della massoneria che avrebbe infiltrato la Lega e blablabla.. semplicemente è il colore delle verdi pianure europee, nonchè del Movimento Federalista Europeo di Spinelli.
Che sognava un’Europa unita come federazione di macroregioni.
Ma era antifascista e per le sue idee federaliste confinato a Ventotene.
Quindi ai “cattolici” tradizionalisti non piace.
Non mi meraviglia che ad altri, a quelli che non sono dei nostri ma che da noi hanno attinto, la bandiera bianco-verde non dica nulla, o addirittura provochi disprezzo.
Occhio dunque, non fatevi scrupoli d’ora in poi a segnalare a Paolo, del settore cultura, o ai rappresentanti locali del Movimento delle conferenze dai contenuti ambigui, o maneggioni dai dubbi propositi: l’esperienza ci ha insegnato come una metastasi - soprattutto se di natura culturale - vada asportata quanto prima che crei danni gravi, come insegnava Lenin.
Impariamo ad essere meno accoglienti.
Credo sia diverso il discorso di riscoperta della Tradizione della Chiesa (che potremmo definire “tradizionalismo verace”), iniziata col viaggio di Wojtyla in Armenia del 2001 (in sfida al militarismo turco), o attraverso autori come l’indipendentista polacco Adam Mickiewicz, cattolico “tradizionalista verace” e uno dei primi a proporre una repubblica ebraica autodeterminata dal giogo ottomano.
Tale linea di tradizionalismo “equilibrato” è ripresa nell’ultimo libro di Ratzinger, tanto deprecato non a caso dai cattotalibani, settari nonchè servi del centralismo più becero che mescola all’esaltazione di Ahmadinejad, un neopaganesimo d’accatto, un’iconografia cavalleresca da templare della bocciofila, e il richiamo casareccio a quel Kali Yuga di cui essi si considerano contrastatori, anzichè artefici.
Sono gli stessi che hanno coniato contro Bossi il termine di “Sbirulictus”, mancando di rispetto oltre che ad un essere umano malato come l’Umberto, anche a tutti coloro che in famiglia hanno qualcuno affetto da ictus o malattie affini.
Veri cattolici, questi “integristi-tradizionalisti” non c’è che dire.
Mi permetto di invitare ad una vigilanza democratica ed autonomista contro i tentativi (in passato riusciti e con esiti disastrosi) di infiltrazione di questi gruppetti nel tessuto sociale del Movimento.
Si tratta di individui che con la scusa di collaborazioni “culturali” cercano un aggancio con sezioni, amministratori, gruppi giovani in buona fede, per poi monopolizzarne l’attività e indirizzarla verso lidi pericolosi.
Segnalo inoltre la commemorazione dedicata a Pim Fortuyn del 22 settembre prossimo, a partire dalle ore 14.00, a Provesano di San Giorgio (PN), presso il cimitero cittad