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> 04 febbraio 2008
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Archivio Lettere Novembre 2007 - Parte 1 |
30/11/2007
21.00
Il vigile-modello: inabile per cena
Il degrado morale che impera nella nostra italietta...persino i
comandanti della polizia municipali si sentono parte integrante della
casta, e ne assumono tutti i privilegi...
che vergogna:
La serata trasgressiva in via della Croce
di Davide Desario
ROMA (25 novembre) - Cosa non si fa per una cenetta in Centro. Si
arriva anche a parcheggiare la macchina in divieto di sosta. Anzi, in
divieto di sosta con rimozione forzata. E per essere certi che nessun
carro attrezzi porti via l’auto si espone sul cruscotto il permesso da
disabile. Perché, si sa, nessun vigile urbano rimuoverebbe mai l’auto
di un invalido. E Giovanni Catanzaro, comandante generale del corpo
della Polizia municipale del Comune di Roma, lo sa, e lo fa, meglio di
tutti. Come venerdì sera.
Sono circa le 20 quando il rombo di una fiammante Alfa Romeo Brera di
colore rosso arriva in via della Croce, una traversa di piazza di
Spagna. L’auto percorre pochi metri e si accosta davanti alla vetrina
di un negozio. Una sosta momentanea? Macché. Nonostante l’evidente
cartello di divieto di sosta e di rimozione forzata all’ingresso della
strada, il motore dell’Alfa si spegne. Poi si spengono anche i fari.
Ancora qualche istante e scendono due persone: una donna e un uomo.
Lui è Giovanni Catanzaro, da più di un anno comandante dei vigili
urbani della Capitale. Occhi azzurri, baffi e capelli bianchi, un
cappotto blu e l’immancabile cravatta. Catanzaro si incammina ed entra
in un ristorante poco distante.
L’Alfa Brera (targata DA912..) resta lì. E nessuno, anche volendo, può
rimuoverla. Sul cruscotto, infatti, è esposto in bella mostra il
classico contrassegno arancione. E’ un permesso da disabile rilasciato
dal Comune di Roma (numero 69221R). E nessuno rimuoverebbe mai una
macchina di un disabile.
Insomma, un modo per mangiare tranquilli. Alle 21,45 Catanzaro esce dal
ristorante e torna alla macchina. Sistema qualcosa nel portabagagli,
poi apre la portiera e si siede alla guida. Pochi istanti e il motore
dell’Alfa Brera torna a romnzaro, tra i circa 6.500 agenti, è forse il
più conosciuto. E’ entrato nel Corpo della Municipale nel lontano 1975
e da allora, non senza polemiche, di strada ne ha fatta. E’ stato
comandante del XII, XIII e XIV gruppo (ora Fiumicino), del Git (Gruppo
Intervento traffico) e per oltre vent’anni ha “guidato” il centro
storico. Per quattro anni è stato anche vicecomandante con delega ai
Grandi eventi.
Ma c’è di più. Il permesso da disabile numero 69221R esposto su
quell’Alfa Brera non sarebbe valido. Qualcuno, come confermano in
Comune, «ne ha denunciato lo smarrimento e per questa ragione è stato
annullato e all’intestataria, una donna di 86 anni, ne è stato
rilasciato un altro con tutt’altro numero». E ancora: «Nè al primo permesso nè al secondo risulta associata la targa DA912... (quella dell’Alfa Brera ndr)».
Insomma, il comandante dei vigili urbani di Roma in un colpo solo è
riuscito a parcheggiare in zona rimozione esponendo un permesso da
disabile “non valido” e che, comunque, non prevedeva la targa di quella
macchina.
E pensare che a maggio del 2007 la Giunta del Comune, dopo aver
riscritto le norme che regolano il rilascio e l’utilizzo dei pass per
le auto degli invalidi, scrisse proprio al comandante Catanzaro per
chiedere «un efficace sistema di controllo».
fonte: www.ilmessaggero.it/articolo
RISPOSTA
Vigile veltroniano.
Un grande evento, finalmente.
A quando la rivoluzione?
Maurizio Blondet
30/11/2007
20.00
Genio ebraico
Gentile Direttore,
le scrivo per segnalarLe un articolo apparso nel sito www.loccidentale.it a firma di
Daniela Coli, intitolato "Ecco perché è realistico parlare della superiorità del genio
ebraico".
Vi si trovano degli spunti, anche relativi ad un libro di Juri Slezkin e di conseguenza
agli statunitensi, che meritano a mia avviso la Sua attenzione e un suo commento, del
quale Le sarei grato.
Con stima.
Alex B.
Roma
RISPOSTA
Non credo alla superiorità genetica del genio ebraico, come non credo alla superiorità genetica del genio ariano.
E anzi, il discorso mi sembra alquanto razzista-biologico, diciamo "Quarto Reich".
Come mai per il Terzo Reich questa ideologia viene condannata, e per questi altri no, anzi è "realistica"?
Inoltre, conoscono un sacco di ebrei stupidi, o peggio istupiditi dall’educazione ricevuta.
Maurizio Blondet
30/11/2007
19.00
Voglio diventare Rom!
Egr. Dott. Blondet,
le invio solo uno stralcio di un articolo apparso su un giornaletto
locale (Giornale di Brescia) di Domenica 24 novembre, pagina 17, della
mia città nel quale si sosteneva rispettavamente:
Che i rom a brescia sono 23!
Che vantano la cittadinanza dal 1420. Il mio personale albero genealogico si ferma purtroppo al 1789.
Potrei pertanto non essere ritenuto originario del luogo.
Che, dopo aver avuto un alloggio dal comune, non solo hanno saldato i loro debiti. ma hanno un saldo a loro favore!
Se un giorno Le capita di venire a Brescia (sarei contento di venirLa a
sentire) dia un’occhiata all’uscita autostradale di Brescia centro e
provi a vedere se conta 23 rom!
Chi arriva, infatti, è subito accolto da un campo rom.
E’ scandaloso vedere come la stampa stia mistificando la realtà più palese.
La saluto cordialmente
P. L.
Bescia
RISPOSTA
Anch’io voglio diventare Rom.
Come si fa?
Sono aperte le iscrizioni, o bisogna dimostrare una discendenza plurisecolare, come per entrare nell’almanacco di Gotha?
E per giunta vorrei diventare inabile, con diritto al parcheggio, come il comandante dei vigili di Roma.
Chi può aiutarmi?
Maurizio Blondet
30/11/2007
18.00
Su Galloni
Gent.mo M. Blondet,
quanto asserito da Nino Galloni ("Quando vi accordano il mutuo da
100 mila euro, le banche mica sborsano niente: «creano» questo capitale dal nulla, e
poi lo riprendono realmente facendo pagare a voi ratei con interessi") attiene alla
sfera della criminalità e non a quella dell’economia.
La creazione del denaro con quella modalità o è una bufala o è un atto illegale.
Non credo che sia questo il modo di risolvere il problemi.
Concordo con Lei anche le virgole di questo intervento:
Sulla «destra sociale» ma, pur apprezzando il Galloni
dell’allegato, contesto radicalmente la spaventosa confusione del libro pubblicato da
Editori Riuniti con l’introduzione di Marco Della Luna, autore di quell’accozzaglia di
gratuità di euroschiavi.
A che gioco sta giocando Editori Riuniti?
A chi giova aumentare la confusione?
Perchè Galloni si presta a fare il David Icke della finanza?
Il vero Giubileo è la sana creazione di moneta, attraverso la quale si potrebbero
risolvere istantaneamente tutti i problemi, sbarazzandoci nel contempo dello strapotere
dei banchieri.
La "soluzione" proposta da Galloni è inutile e risibile.
Infatti
manterrebbe inalterato l’attuale assetto del potere: Panem et circenses.
Una vera e propria azione da gattopardo.
Cordiali saluti
Lino R.
RISPOSTA
Enciclopedia Britannica: "La banca lucra gli interessi dal denaro che crea dal nulla".
Ma il lettore Lino R. lo nega, e ci scrive ripetutamente su questo.
Sicchè Galloni è David Icke della finanza, ed Editori Riuniti fanno un gioco sporco.
Nulla lo convincerà del contrario: anche la notazione che ovviamente la
banca si è fatta dare i mezzi legali per far passare il trucco come
legittimo.
Sarà inutile, credo, suggerirgli di leggere il libro di Griffin, "The Creature of Jekyll Island".
Maurizio Blondet
30/11/2007
17.00
Chi salvò gli ebrei, e chi no
Caro direttore,
le segnalo un articolo,
l’ho trovato qui:
http://www.30giorni.it/it/brevi.asp?id=392
Da quel che scrive la stessa Zertal, proprio la dirigenza israelita, ed in
particolare Ben Gurion, se ne sono stati zitti sulla persecuzione dei
confratelli/compatrioti perchè faceva comodo per i futuri progetti politici.
E questo per la Zertal è appena appena ’vagamente cinico’.
Poi dice esplicitamente che è stata elaborata ’una pedagogia nazionale
fondata sulla tragedia’ e sul timore della ’seconda Shoah’ a giustificazione
della politica espansionistica ed anti-araba.
Vengo da una famiglia che, proprio in quanto cattolica, ha ospitato uno
sfollato ebreo in tempo di guerra e, per questo, ha rischiato.
Mi domando: se questo signore avesse bussato alla porta dei suoi leader
avrebbero aperto?
Però Pio XII è il Papa di Hitler... ed i cattolici i complici del silenzio.
Penso proprio che abbia ragione ragione Sergio Luzzatto: questo libro merita
di essere letto.
Lo prenderò.
Fabio B.
30/11/2007
16.00
Bloomberg su Ron Paul
Gentile Direttore,
le segnalo che sul sito di Bloomberg e’ stato posto un articolo in parziale evidenza su
Ron Paul e sul suo straordinario successo nella raccolta dei fondi dai cittadini
comuni. Ecco il link in lingua inglese:
www.bloomberg.com/Ron_Paul
Come sapra’ bene Bloomberg e’ una delle autorita’, o presunte tali, nel settore
informativo finanziario ...
Sperando possa esserLe utile, La saluto cordialmente,
Andrea D. S.
30/11/2007
15.00
Mohammed al Durah
Per sua informazione, le segnalo questo filmato che,
a ben guardarlo, non sembra essere a tenuta stagna...
Come dicono gli inglesi: two wrongs don’t make one right.
PIUTTOSTO, ricapitolando tempi & metodi dell’evento mediatico:
1) "vittime" Mohammed al Duah, ragazzo col padre
2) Operatore Talal Abu Rahmeh
3) Servizio per France2
4) PARTICOLARE apparentemente sinora passato INOSSERVATO:
Supervising Editor di Talal è "CHARLES ENDERLIN, both a French-ISRAELI citizen
Middle-East Correspondent for F2, highly respected journalist..... "
Dubbio: dato il punto (4),
non è che l’evento sia stato creato considerandone gli effetti di lungo periodo:
a) nel breve clamore controproducente ma
b) (30/9/2000) combustibile x intifada comunque utile:
c) NB evento segue di 2 gg la famigerata passeggiata di Sharon (28/9)
b) come cambiale con incasso ad hoc come "sbugiardamento"?
G. M.
RISPOSTA
Mohamed Al Dura è il bambino che fu apparentemente ucciso col padre nella sparatoria contro i palestinesi.
Maurizio Blondet
30/11/2007
13.30
Appello per Ron Paul
Cari Blondet e de Fina,
non mi sono mai occupato di politica in passato, un po’ per pigrizia un
po’ per sfiducia nelle istituzioni e nella reale possibilità di
cambiare qualcosa.
Da buon veneto mi sono occupato molto di più dei miei affari personali,
mal sopportando le varie imposizioni fiscali e pensando che la politica
attiva fosse un qualcosa destinato a chi non sa fare di meglio nella
vita.
Oggi però la penso diversamente.
Cosa è cambiato?
Internet.
In moltissimi ambiti della nostra vita quotidiana questo ha cambiato un
sacco di cose; ma anche dal punto di vista della partecipazione attiva,
la disponibilità di informazioni in tempo reale, non filtrate (e
difficilmente filtrabili), e la possibilità di interagire e di non
essere soltanto recettori passivi fanno sì che esista veramente un
nuovo modo di partecipare.
Grillo l’ha fatto vedere per primo: il virtuale diventa reale, le
persone davanti ad uno schermo si materializzano nelle piazze, non solo
vuoti numeri che si squagliano come neve al sole appena se ne presenta
l’occasione.
Qualche anno fa non era possibile: se gli unici mezzi di comunicazione
di massa erano TV e giornali, bastava controllare questi (facile per
qualcuno) e cancellare sul nascere qualsiasi iniziativa, cancellare
qualsiasi candidato non allineato con i poteri forti.
Guardate qua: http://www.brasschecktv.com/page/210.html
Oggi invece cosa sta succedendo negli Stati Uniti?
Un candidato alle elezioni presidenziali sta ottenendo un grandissimo
successo nonostante sia chiaramente osteggiato dai “main stream media”.
In un solo giorno ha raccolto oltre 4 milioni di dollari di donazioni,
il suo canale su Youtube spopola, sta unendo giovani e anziani,
democratici e repubblicani, dal profondo sud al nord degli Stati Uniti
(anche di questo ringrazio EFFEDIEFFE: di avermelo fatto conoscere).
Oltretutto il consenso che sta raccogliendo non è limitato ai soli
Stati Uniti: siti come “italians4ronpaul” e “europeans4rounpaul” lo
stanno a dimostrare, e perchè?
Perchè le follie che certa cricca politica sta portando avanti in USA hanno conseguenze devastanti in tutto il resto del mondo.
Proprio da queste pagine abbiamo visto il link all’articolo sulle
conseguenze dell’uranio impoverito: se qualcuno continua ancora a
pensare che l’inferno non esiste dopo quelle foto deve ricredersi: non
solo esiste, ma è già su questa terra.
Dopo aver provato – inutilmente - a contribuire economicamente alla
campagna del dottor Paul (solo i cittadini americani possono
contribuire con donazioni ai candidati) ho scoperto un’altra maniera
che mi permetto di suggerire ai lettori di questo sito: scrivere
lettere agli elettori per le primarie.
A partire dal 3 gennaio 2008, in Iowa, e poi via via negli altri Stati,
gli elettori repubblicani e democratici saranno chiamati ad esprimersi
sul candidato del partito da mandare avanti per le elezioni
(nominations).
Purtroppo la copertura pubblicitaria e mediatica, come anche le
donazioni dalle grandi corporation, stanno esplicitamente escludendo il
candidato Paul che, con il suo programma, impedirebbe di continuare a
lucrare sull’economia di guerra.
Cosa sto facendo concretamente?
Scrivendo lettere!
A mano!
A elettori dello IOWA invitandoli a registrarsi come repubblicani e
andare ad esprimere, il 3 Gennaio, la loro preferenza per la nomination
a Paul.
Perchè Iowa?
Perchè essendo il primo Stato dove si terranno le primarie, avrà una
grande risonanza su tutte le primarie successive, e una vittoria o un
buon piazzamento di Paul avrà l’effetto di cancellare mesi e mesi di
tentativi di ignorarlo.
Perchè scritte a mano?
Perchè gli elettori di questo Stato sono, in questo momento, bombardati
da mailing promozionali e pubblicitari per questo o quel candidato, e
una lettera scritta a mano si farà sicuramente notare.
Perchè chiedo ai lettori di EFFEDIEFFE di partecipare?
Andate a vedere le posizioni del dottor Paul sul suo sito www.ronpaul2008.com, in sintesi possiamo dire che:
- è per un ritiro immediato da Iraq e Afghanistan, aveva votato contro la guerra;
- è per uno Stato “snello”, meno tasse, meno interventismo, maggiori
libertà, non metterà mai delle limitazioni ad internet; il principio è
che, meno soldi si raccolgono centralmente, meno tentazioni ci saranno
per fregarsi la torta;
- è contro l’aborto: essendo stato un ginecologo per 40 anni, ha
dichiarato di non aver mai visto un solo caso in cui si rendesse
necessario un aborto, per nessun motivo (Hilary e Giuliani cosa
dicono?);
- sposato da 50 anni con la stessa donna, ha 5 figli, attivi con lui nella sua campagna (vedi gli altri candidati...);
- sui problemi del Medio Oriente e di Israele in particolare, è
contrario all’interventismo americano (qui è davvero unico: gli altri
hanno paura - Clinton compresa - di perdere il supporto della nota
lobby);
- sul 9/11 non ha preso posizione particolarmente “forte” (e questo
dispiace al nostro amico Tarpley), dicendo sostanzialmente che il
governo USA ha soltanto “approfittato” della situazione; Tarpley
avrebbe dovuto dire che i neocon hanno organizzato il tutto, ma molto
pragmaticamente, intervistato da una TV, lui ha dichiarato: “lei pensa - rivolto all’intervistatore - che se dichiarassi che il 9/11 è stato organizzato dal governo USA la sua televisione mi inviterebbe qui a parlare?”.
Cari co-lettori di EFFEDIEFFE, se pensate che sia giunto il momento di
tradurre le idee in azione, che non si può soltanto assistere
passivamente a quello che ci capita intorno ma ogni tanto – almeno -
bisogna rimboccarsi le maniche e cominciare a darsi da fare, forse
questa è un’occasione unica; magari non unica, ma sicuramente
irripetibile fino al 2012: aderite all’iniziativa e cominciate a
scrivere!
Per avere gli indirizzi scrivete a:
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Alberto M.
30/11/2007
12.30
Risposta a non si faccia insultare
“Sapesse quante lettere alla F. C. ricevo!
Per fortuna ne ricevo anche di gentili come le sue”.
Ho letto questo commento e non riesco a fare a meno di mandarLe una mail, come
sempre....(scusi se le faccio perdere tempo..).
Voglio solo dire:e non e’ bene?
Intendo ricevere tante mail d’insulto?!
Vuol dire che e’ sulla buona strada e che dice cose vere...
e agli idioti, questo, da’ propri fastidio...ehehe!!
e quanti ce ne sono di idioti in Italia...mamma mia...
Buona domenica e buon lavoro!
Carlo
Padova
30/11/2007
11.30
Restrizioni ai cattolici in Terrasanta
L’amico Luigi ci inoltra questa lettera di un sacerdote italiano in Israele.
RESTRIZIONI DI ISRAELE AI CRISTIANI
MINACCIANO IL FUTURO DELLA CHIESA
dichiarazione dei sacerdoti di Terra Santa, inviataci da don Mario Cornioli
Ciao a tutti.
Forse vi sarà arrivato l’eco di quello che sta succedendo in questi giorni in TerraSanta.
Avrete letto quello che Mons. Sambi, già nunzio a Gerusalemme ora
nunzio negli Stati Uniti d’America, ha detto (mi domando : è così grave
la sua dichiarazione???
Non dice nulla più che la verità...) di come l’ambasciatore in vaticano
Ben Hur si sia scaldato chiedendo urgenti chiarimenti (ma mi domando:
forse non li dovevamo e li dobbiamo chiedere noi i chiarimenti e con
urgenza dato che siamo bloccati dal 1993???) di come Padre Lombardi
abbia subito risposto (mi domando : poteva essere più coraggioso e meno
pauroso???
Non è forse arrivato il momento di essere più decisi e chiari e meno intimiditi???).
Per chi non ha seguito la vicenda vi allego la situazione dei nostri
preti della TerraSanta...bastano pochi minuti per leggerle!!!
Dopo averle lette una domanda anche per voi:
MA NON VI SEMBRA CHE CI SIA UNO SCOPO CHIARO DIETRO TUTTO QUELLO CHE STA SUCCEDENDO??????
O SEMBRA SOLO A ME????
Vi chiedo un gesto di carità...aiutatemi a capire meglio la storia,
quello che sta succedendo perché a me sembra molto poco chiaro....e la
nostra gerarchia "locale" ( quella di TerraSanta ha fatto questo
documento...) non ha forse il dovere di darci qualche risposta in
più....di dirci se è evangelico o meno questo silenzio intorno a quella
che sta diventando una delle più grandi ingiustizie viventi???
Gesù cosa avrebbe fatto?????????
Scrivetemi qualcosa vi prego!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
E preghiamoci sopra ma proviamo però anche ad uscire da questo imbarazzante silenzio...
con affetto un povero prete che si sente solo come i suoi confratelli
della chiesa madre di Gerusalemme che diversi di voi hanno conosciuto e
che ogni giorno sono umiliati e impediti nello svolgimento normale
della propria missione e che rischiano di essere sbattuti fuori dalle
proprie parrocchie senza motivo.
don Mario Cornioli
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Dichiarazione dei sacerdoti di Terra Santa
Il Ministero degli Interni Israeliano ha deciso di limitare l’entrata
dei possessori di visti validi per "una sola entrata" oppure "nessuna
entrata".
Inizialmente questo provvedimento era intenzionato a proibire l’ingresso a coloro che provenivano da "paesi nemici".
Malgrado ciò adesso comprende anche GIORDANI ed EGIZIANI , gli unici
due Paesi Arabi che avevano firmato il trattato di pace con Israele;
tra i possessori di "visto" che hanno queste restrizioni sono
sacerdoti,uomini e donne religiosi, seminaristi ed altre persone della
Chiesa.
QUELLO CHE PUO’ SEMBRARE UNA RESTRIZIONE NORMALE IMPONE INVECE DELLE GRAVI CONSEGUENZE.
Il Patriarcato di Gerusalemme, che include PALESTINA,ISRAELE e
GIORDANIA, sarà diviso in quanto ai sacerdoti Giordani e al personale
delle Chiese non sarà permesso loro di spostarsi fra GIORDANIA,ISRAELE
e PALESTINA.Le stesse restrizioni saranno applicate alla CUSTODIA DELLA
TERRASANTA , la CHIESA MELCHITA e LE CONGREGAZIONI RELIGIOSE.
Ai SEMINARISTI del Seminario del Patriarcato Latino in BEIT JALA, la
maggior parte dei quali sono Giordani, non sarà permesso loro di
visitare le loro famiglie a Natale, Pasqua oppure altre occasioni,
comprese eventuali emergenze che si possano verificare: queste visite
comportereb-
bero la perdita del "visto di residenza".
Le richieste di un nuovo "visto" mentre sono fuori del Paese, in base
alle nuove regolamentazioni Israeliane,può richiedere 3-4 mesi.
I Giordani possano lasciare il Paese (Israele, Palestina) ma il re-ingresso non è garantito.
Giordani ed altri Sacerdoti arabi devono rimanere nel paese
(Israele,Palestina) senza uscirne e quando il "visto di residenza"
scade, devono lasciare il Paese, richiedere un nuovo visto prima che
possano ritornare alle loro parrocchie e ministeri;il periodo di attesa
può essere 3-4 mesi senza garanzie di poterlo avere.
Tutto l’operato della Chiesa sarà messo a repentaglio da questa procedura.
Se ISRAELE continua con le nuove regolamentazioni, le conseguenze saranno pessime:
1 - entro giugno 2008 la CHIESA CATTOLICA perderà molto del suo Clero in prevalenza
della GIORDANIA
2 - il SEMINARIO, fondato nel 1852 e che ha formato e forma tutto il
Clero e i Vescovi del PATRIARCATO LATINO (256 vescovi dal 1852) sarà
CHIUSO.
3 - tante Parrocchie saranno lasciate senza Preti..
QUESTE NUOVE RESTRIZIONI SONO AGGIUNTE A QUELLE GIA’ ESISTENTI.
Assistiamo a innumerevoli ritardi e complicate procedure burocratiche
per ottenere i "visti" per il personale di cui la Chiesa ha bisogno per
il Suo lavoro; il rifiuto di emettere o rinnovare visti senza nessuna
spiegazione.
La libertà della Chiesa nella gestione ordinaria è dichiarata nell’
ACCORDO FONDAMENTALE fra la SANTA SEDE e lo STATO DI ISRAELE NEL 1993
ma MAI RATIFICATO dal Parlamento Israeliano (La Knesset).
A) Ai preti palestinesi non è permesso di entrare in ISRAELE o GERUSALEMME.
possono avere il rilascio dei "permessi"dalle autorità militari
Israeliane,limitando i punti di entrata, la durata del soggiorno,
restrizione degli orari , vietato l’uso delle auto, dovendosi
sottoporre a controlli umilianti ai checkpoint e annullando i permessi
in qualsiasi momento o ancora di più con la frequente chiusura "dei
Territori".
Queste restrizioni non permettono qualsiasi tipo di normale lavoro
pastorale o qualsiasi partecipazione alle cerimonie religiose nella
Terra Santa o gli incontri mensili-ritiri al Patriarcato Latino.
B) Ai CRISTIANI PALESTINESI oppure come è nel caso di tutti i
PALESTINESI non è permesso di andare a GERUSALEMME e/o visitare i
Luoghi Santi.
Con l’applicazione delle nuove restrizioni imposte ai pastori,
seminaristi e personale della Chiesa, la vita stessa della Chiesa sarà
gravemente toccata.
CIO’ CHE E’ RICHIESTO ADESSO AD ISRAELE:
- rispettare la libertà religiosa;
- rispettare la realtà che la Terra Santa è il centro della vita della Chiesa;
- rispettare la libertà della Chiesa per esercitare il suo lavoro pastorale;
- rispettare l’accordo preso nel "TRATTATO FONDAMENTALE" con la SANTA SEDE;
- consentire al personale della Chiesa di spostarsi liberamente,
semplicemente dando l’opzione "INGRESSI-MULTIPLI" e i loro visti di
residenza.
SE LE RESTRIZIONI CONTINUANO, IL FUTURO DELLA CHIESA IN TERRA SANTA SARA’ GRAVEMENTE MINACCIATO.
www.jerusalem-holy-land.org
E inoltre:
Coloni israeliani invadono Spianata delle Moschee
15-11-2007 Gerusalemme
In concomitanza con l’apertura del Forum Internazionale su Gerusalemme
che si sta svolgendo a Istanbul, coloni israeliani hanno invaso la
Spianata delle Moschee, a Gerusalemme, occupando il terzo luogo sacro
dell’Islam.
Alla Conferenza Internazionale ospitata dalla Turchia partecipano
importanti esponenti dell’Islam e del Cristianesimo giunti sia dalla
Palestina sia da altri paesi arabi.
http://www.infopal.it/testidet.php?id=6813
RISPOSTA
Il primo dei fratelli maggiori biblici, se non sbaglio, si chiamava Caino.
Maurizio Blondet
30/11/2007
10.30
Perchè l’italia ancora non è fallita
Ogni giorno ci si domanda come mai, nonostante tutto, l’italia non fallisca.
Lo scenario economico sempre più depresso, il petrolio che sfiora i 100
$, l’inflazione che secondo calcoli medi non può essere inferiore ad un
10% reale (a questo riguardo ho inviato un mio pezzo), impoverimento
progressivo delle famiglie che ricorrono sempre più, nonostante la
stretta creditizia, ad indebitarsi pur sapendo che la possibilità di
rimettere i propri debiti sarà improbabile.
Eppure...si tira avanti.
Cos’è che fa realizzare questo miracolo?
Facciamo qualche considerazione.
L’Italia è rimasta una nazione sostanzialmente agricola.
Basta allontanarsi da quelle città che stanno sull’asse
venezia-milano-bologna per rendersi conto che il tessuto industriale
scompare.
L’economia agricola diventa la sola che sfama ancora moltissima gente,
quasi tutti hanno un orto o un piccolo campo in cui coltivare il
necessario per la famiglia.
Molti hanno animali ed ottengono dalla legna il combustibile per scaldarsi nei periodi più rigidi dell’anno.
Diversi paesi sono per lo più abitati da anziani i cui bisogni sono
ristretti e la pensione data in tempi di vacche grasse consente anche
di mantenere o integrare in modo robusto il reddito di figli o nipoti.
Oltre il passo della Futa questo scenario è evidentissimo.
Paesini abbarbicati su colline o monti con un’economia chiusa che permette la sopravvivenza.
L’artigianato locale inoltre favorisce il commercio tra questi paesini fornendo di fatto una rete economica di solidarietà.
Il turismo inoltre spesso è un volano fondamentale per completare il sostentamento di molte famiglie.
Non dimentichiamo inoltre che il sud è un serbatoio di voti tenuto in
ostaggio dietro la promessa di un lavoro pubblico. Anche in questo caso
l’economia è comunque agricola e poco esposta alle volatilità
economiche internazionali.
Diverso è il caso dei paesi del nord Italia che stanno nelle zone più industrializzate.
In questo caso la crisi morde maggiormente in quanto la famiglia media ha bisogno di tutto.
E’ esposta totalmente alla globalizzazione e a tutto quello che ne consegue.
Il tessuto industriale italiano riesce, a stento, a resistere in quanto
i distretti economici formatisi negli anni ’60-’70 permettono di avere
le tecnologie di trasformazione, a distanze brevi e spesso gli accordi
di pagamento solo dilazionati e fatti su un reciproco scambio di
"solidarietà" lavorativa.
Il personale è quasi tutto straniero, assunto tramite agenzie
interinali, dunque flessibile in funzione delle reali esigenze
lavorative, gli investimenti tecnologici bloccati e sfruttati fino alla
consunzione tecnica.
Chi ha un lavoro più specializzato o conoscenze maggiori si deve
accontentare ed accettare di lavorare sei giorni la settimana per 10/11
ore al giorno.
Chi, tra le nuove generazioni, ha delle capacità non resta più in Italia.
Cerca di emigrare e farsi una vita altrove dove sa che la meritrocrazia e non la mestellocrazia conta ancora.
I problemi veri per questa nazione varranno:
1. Quando i vecchi che hanno ancora quelle pensioni date anni fa moriranno
2. Quando le nuove generazioni si troveranno analfabete perchè i
programmi scolastici sono stati adeguati alle esigenze dei rom e degli
stranieri in genere
3. Quando i fondatori delle aziende non vedendo più un futuro sia
generazionale sia economico chiuderanno progressivamente le loro
aziende, le venderanno o le delocalizzeranno sempre più.
Nel momento in cui si verificheranno queste componenti allora per l’Italia sarà finita.
P. L.
Brescia
30/11/2007
09.30
Finanziaria: il Forum Famiglie escluso, entra l’Arcigay
Di Rassegna Stampa (del 14/11/2007)
Finanziaria: il Forum Famiglie escluso dalle consultazioni.
Il Forum
Famiglie organizza una raccolta di firme a sostegno di una proposta fiscale
che premia i contribuenti che hanno un figlio a carico... E protesta per
essere stata esclusa dalle parti sociali consultate (tra le quali è invece
inclusa l’Arcigay) su Dpef e Finanziaria.
E’ la prima volta che dopo sette anni il Forum non viene interpellato:
speriamo che il Forum impari la lezione e si apra alle realtà che fanno
davvero lobbying etico. Il Popolo del Family Day torna a mobilitarsi.
Lo fa
per chiedere un fisco giusto, a misura di famiglia.
Lo fa per protestare
contro questa finanziaria 2008, talmente chiusa nei confronti della famiglia
che è stato difficile anche trovare appigli per fare emendamenti.
Lo fa per
protestare contro il Governo Prodi che per la prima volta dopo sette anni ha
depennato il Forum Famiglie dalle parti sociali interpellate nella stesura
del Dpef e della Finanziaria, ricevendo invece l’Arcigay.
Perchè l’Arcigay
sì e il Forum Famiglie no?
Perché Padoa Schioppa ha ricevuto il Forum solo
una volta, per il Dpef dell’estate 2006, per poi chiudere tutte le porte
dopo il Family Day? [Il perchè è ovvio: nonostante gli ingenui tentativi del
Forum di presentare il Family Day come aconfessionale e apartitico, sul
piano culturale esso è l’esatto contrario del progressismo, NdR]
Le famiglie non ci stanno più e hanno deciso di gridarlo dai tetti.
Lo
faranno nei prossimi tre mesi con una imponente raccolta di firme, che vuole
rimettere insieme il milione di persone scese in piazza il 12 maggio.
E
forse qualcuna in più, visto che la richiesta è totalmente laica e interessa
chiunque abbia un figlio a carico, a prescindere dall’essere sposati o meno.
[E’ un’altra inutile concessione fatta dal Forum al politicamente corretto:
con tutto il rispetto per le situazioni familiari difficili, è evidente che
il Forum non raccoglierà mai il consenso delle Unioni di Fatto, NdR].
Tant’è che alle associazione del cartello del Family Day si è aggiunto anche
l’Ugl - Unione Generale del Lavoro.
"Il Family dai ha lasciato alla famiglia
la consapevolezza di essere un soggetto sociale", dice Paola Soave,
vicepresidente del Forum. [Il Family Day è riuscito solo perché l’episcopato
e il clero bene orientati si sono mobilitati.
E’ un’iniziativa che vivrà
solo per l’impegno di questa parte della Chiesa, non certo grazie
all’intelligente Roccella e all’ambiguo Pezzotta, che rappresentano solo se
stessi, NdR]
"Non è solo questione di soldi, ma di cultura. Fare figli non è un fatto
privato, ma un elemento di bene comune".
Non si tratta di regali, ma di
introdurre nel fisco l’equità orizzontale, per cui a parità di reddito chi
ha figli da mantenere non deve pagare le stesse tasse di chi figli non ne
ha.
La petizione chiede di calcolare il reddito non solo in base al reddito
percepito, ma anche in base al numero dei componenti il nucleo familiare.
In
pratica si chiede di dedurre dal reddito medio percepito il costo reale del
mantenimento di ogni figlio, quello che la Costituzione sancisce come
obbligo, calcolabile intorno ai 6.000 euro: "Una cifra per nulla esagerata,
molto vicina al reale, semmai per difetto", commenta la Soave. Sullo stesso
reddito andrebbero calcolate anche tutte le addizioni regionali e locali,
con un notevole risparmio complessivo per le famiglie.
La deduzione deve
spettare a tutti, indipendentemente dal reddito, "perché il principio non è
quello dell’assistenza, ma della sussidiarietà.
Siamo stanchi di uno Stato
che si sostituisce alla famiglia, offre servizi, la priva di risorse e poi
la assiste quando è diventata povera: chiediamo che la famiglia sia lasciata
nella condizione di poter adempiere le sue funzioni".
Per questo per gli
incapienti è prevista un’integrazione al reddito pari alla deduzione non
dovuta: non un assegno, ma una "tassa negativa" che lo Stato deve al
cittadino.
(Sara De Carli)
RISPOSTA
Ecco il totalitarismo della dissoluzione.
Maurizio Blondet
30/11/2007
08.30
Accade in India
Cari amici,
nel Bengala Occidentale è in corso da quasi un anno una lotta
drammatica dei contadini di Singur e Nandigram contro i progetti di
esproprio dei loro terreni per far posto a multinazionali indiane e
straniere.
Questa lotta ha visto episodi raccapriccianti e veri e propri massacri.
Violenze che nel nostro paese sono volutamente taciute perchè
coinvolgono, sia pure indirettamente, i nostri investimenti e le
relazioni speciali tra il nostro governo e quello del Left Front che
guida il Bengala Occidentale.
E' per questo che dai mass-media sentirete solo parlare di "Cindia", di
"Speranza indiana", di "capitalisti indiani benevolenti", in breve
della "Shining India" di successo che non disturba le nostre coscienze
e suscita poche domande e facili risposte.
Sarà invece ben difficile che vi parlino dell'India degli 836 milioni
di persone che vivono con meno di mezzo dollaro al giorno (rapporto
2007 dell'agenzia di stato National Commission for Enterprises in the
Unorganised Sector consegnato ufficialmente al primo ministro Manmohan
Singh), che dalla Shining India globalizzata non hanno ricevuto nulla
se non addirittura un peggioramento delle condizioni di vita.
Noi crediamo che quanto è taciuto sia lo specchio fedele delle
deformità del nostro stesso sviluppo occidentale e un dramma epocale
per i contadini, le popolazioni tribali e la maggioranza della
popolazione indiana.
Un dramma che è destinato ad avere un impatto globale.
Proprio di ciò si discuterà durante le presentazioni del mio libro "Naxalbari-India. La rivolta nella futura terza potenza mondiale".
La presentazione verrà preceduta dalla visione del documento filmato "La grazia e la violenza".
Ecco la lista delle prossime presentazioni:
- Torino: Martedì 4 dicembre 2007 - h 18. Sala Gandhi - Centro Studi "Sereno Regis". Via Garibaldi, 13.
- Roma: Mercoledì 12 dicembre - h. 18,30 - Salone della Chiesa Metodista, Via Firenze, 38.
Nell'invitarvi a partecipare vi prego di diffondere più che potete questa informazione.
Grazie.
Piero Pagliani
29/11/2007
20.00
Intelligenza e no
Direttore buonasera,
mi chiamo Claudio G. e le scrivo da Pesaro, nelle Marche.
Sono un catechista cattolico di 29 che da un po’ di anni, ormai, si è dedicato alla
lettura di materiale eterogeneo nel tentativo di capirci un po’ di più, di questo mondo,
e saper meglio così orientare pure le mie scelte ed il mio agire cristiano.
Sono persuaso
del fatto che la dinamica di croce/risurrezione illumini anche la volontà di mettersi in
discussione nel confronto col pensiero altrui, anche alla luce del fatto che, essendo
Cristo la Verità, perseguendo io quest’ultima non farò altro che perseguire Lui.
Sono da
un paio di mesi un attento lettore di EFFEDIEFFE, il cui link trova tra l’altro posto anche
sulla colonnina di dx del mio blog ( http://vitabeffarda.splinder.com/), che questa
settimana riporta uno stralcio del Suo articolo "L’11 settembre come kolossal tv".
Innanzitutto mi complimento soprattutto per il modo in cui sono documentate le ricerche
della "vostra" redazione (altro che certa disinformazione), e, per seconda istanza, le
segnalo un articolo del sito ebraico "Shalom" circa il tema della presunta intelligenza
superiore del popolo israelita:
www.shalom.it/article
Devo dire che, lungi da me la tentazioni di cadere in facili buonismi anti-antisemiti, ho
trovato incongruente l’assimilazione da Lei a mio avviso implicitamente fatta tra i
concètti di "intelligenza" e "culto/civiltà/religione": l’intelligenza credo sia la
capacità di interconnettere i dati in possesso a fini progettuali, mentre la civiltà di
un popolo la identifico come una base organizzativa aprioristica su cui l’intelligenza
muove spontaneamente (ethos, insomma), almeno fino al giorno dell’assunzione di una piena
consapevolezza dei retaggi impliciti nel proprio pensiero. Per questo, e non altro, ho
trovato il suo articolo un po’ "reattivo", senza peraltro scendere nel merito della
confutazione.
Venendo ad altro, mi va di rivelarle che il Suo libro "Gli Adelphi della dissoluzione" è
stato per me il principio di un’interessante ricerca, che mi ha portato a rispolverare la
"Pascendi" di Pio X e a riflettere in modo nuovo su certe dicerie già giuntemi da tempo
all’orecchio su un’ipotetica infiltrazione massònica al Concilio Vaticano II.
Mi sono
dedicato, a seguire, alla lettura del testo "Filosofia della massoneria" di Giuliano Di
Bernardo (ex grand’oriente, poi gran loggia unita d’Italia) e sto ora cercando di capire
quanto la Chiesa Cattolica possa davvero esser catalogata nella "via della mano destra",
almeno stando a quanto distingue Wikipedia.
Mi pare che la Chiesa Cattolica, nella sua
universalità, custodisca nel rapporto tra clero e laicato entrambi i princìpi: quello
dell’operosità e quello della contemplazione; quello dello sguardo al futuro e quello
dello sguardo al passato; quello "solare" della Risurrezione e quello "titanico" del
Venerdì Santo.
Non crede anche Lei?
Mi pare poi che il francescanesimo, nel suo peculiare
stile, ancor più possa mostrare il Cattolicesimo come "non catalogabile (per conto della
Chiesa tutta che lo ha accolto)" in termini di "fazione".
A proposito del suo libro, ha letto questo?:
http://itis.volta.alessandria.it/episteme
Ora la saluto e le auguro una buona serata ed una buonissima Domenica!
Claudio
RISPOSTA
Ovviamente esistono ebrei intelligenti e ebrei stupidi, come tutti.
La mia era una canzonatura di quello che mi pare un sempre più aperto narcisismo, o auto-adorazione, gabellato come "scienza".
Quanto alla "mano destra", non penso che questa categoria possa applicarsi alla Chiesa.
Anzitutto, mano destra e mano sinistra non hanno molto a che fare con "opere" e "contemplazione".
La mano sinistra indica vie ascetiche che promettono (o pretendono) di
raggiungere la liberazione attraverso la trasgressione, intesa come
rottura di ogni limite, morale e persino fisiologico.
A voler sottilizzare, se c’è una mano sinistra cattolica è quella di
colui che accetta la morte per gli amici, negando il suo io biologico
per abnegazione e carità, come padre Kolbe ad esempio.
Forse, i "i consigli evangelici", a cui non si è tenuti ("Se vuoi
essere perfetto") implicano questa rottura del limite in senso
cristiano... ma non spingerei la metafora fino a questo punto.
Maurizio Blondet
29/11/2007
18.30
Padoa Schioppa ha un fratello
Gentile Direttore,
ecco uno stralcio di in comunicato di Fast pensionati che ad ogni buon conto allego:
"Con la legge Finanziaria 2007, il Governo
finanzia con 50 milioni di Euro, notizia del Corriere della Sera del 29 settembre 2007,
la biblioteca Europea di Milano, che ha nella Fondazione come Presidente il fratello
Antonio del Ministro Schioppa: Finanziaria di famiglia o semplice
coincidenza?
Noi della FASTpensionati speriamo e pensiamo che sia un caso del destino".
Cordialmente.
Alfonso M.
RISPOSTA
Senza vergogna.
Maurizio Blondet
29/11/2007
17.30
"Bamboccioni"
Caro Direttore,
le scrivo nella speranza che nelle mie parole si rispecchi la maggior parte dei
neo-adulti di oggi, di quei giovani che di tal aggettivo anagraficamente non si possono
permettere il lusso di goderne quasi più.
Le scrivo a proposito di quell’odioso epiteto affibiatoci dal ministro Padoa-Schioppa,
"bamboccioni", che getta luce sul regno di ignoranza della vera realtà, nel quale
comodamente dimora la nostra classe politica.
Io ho 27 anni, mi sono laureata specialistica in Lettere entro i tempi previsti e da tre
anni insegno italiano e storia in un istituto professionale del trevigiano.
Mi considero
fortunata a poter svolgere la professione per la quale ho studiato e, come tutti, vorrei
iniziare a costruire la mia vita, la mia indipendenza.
Vorrei avere tuttavia un suggerimento dal nostro ministro: come posso
"debamboccionizzarmi" con uno stipendio mensile di meno di mille euro?
Infatti, insegno
in due istituti, ma il mio contratto co.co.pro prevede che ogni mese non mi arrivi
l’intero stipendio, ma un acconto dello stesso, il cui contenuto non è sufficiente a
vivere.
Mi suggerisca il gentile ministro come posso fare con una cifra mensile assai inferiore a
mille euro a:
- pagare le rate del mutuo/affitto;
- pagare le bollette di luce, acqua, gas;
- pagare la bolletta del telefono o la scheda ricaricabile del cellulare;
- pagare la benzina, il bollo, l’assicurazione;
- pagare le imposte comunali, oltre a quelle statali;
- pregare di non ammalarmi e di non aver bisogno di alcun tipo di visita urgente;
- riuscire a fare quel minimo di spesa che mi permetta di sopravvivere.
Considerando che i contratti co.co.pro non danno diritto ad assistenza sanitaria, nel
corso dell’anno sono costretta ad andare al lavoro anche con la febbre, la dissenteria,
il mal di gola, se non voglio perdere parte della mia retribuzione.
Il lodevole ministro potrebbe controbattere a questa pletora di lamentele suggerendo di
trovarmi un lavoro serale o pomeridiano, per "arrotondare". Ebbene, già da parecchi anni
è stata istituita la SSIS, la scuola superiore per l’insegnamento statale: due anni
profumatamente pagati (a 1.500 euro l’anno), durante i quali i futuri insegnanti sono
obbligati a seguire una marea di corsi, con relativi 45 esami, stages, tesi finali, esame
di stato e concorso!!!
E non è tutto, perchè, per poter accedere al test di ammissione a suddetta scuola, è
necessario aver maturato durante gli anni accademici un tot di crediti, che nessuno è
riuscito a conseguire; perciò, per sanare il deficit, è necessario iscriversi a corsi
singoli, che hanno un prezzo compreso tra i 130 e i 170 euro.
Riassumendo: per poter sostenere i costi della SSIS, è necessario lavorare e non poco;
per poter terminare nei tempi la SSIS, è necessario studiare molto, perciò non è
possibile fare più di un lavoro, che in ogni caso comporta responsabilità e dedizione,
perciò tempo.
In quale modo è possibile rendersi presto indipendenti dalla famiglia, quando non c’è
lavoro e, quando c’è, viene regolarizzato con un contratto che dovrebbe essere messo alla
gogna, che non dà alcuna garanzia, non permette di mettere da parte nemmeno i contributi
INPS e che viene pagato con un acconto mensile da fame?
Forse l’accorto ministro vive nel Paese dei Balocchi, un mondo tutto suo, una realtà
bella e semplice, lontana anni luce dalle problematiche che angosciano non solo noi
"giovani", ma anche i genitori, che hanno passato una vita a sostenerci e che, visti i
tempi e i rincari quotidiani, non ce la possono più fare.
Che soddisfazione riempirsi la bocca di ovvietà, quando, a fine mese, in banca viene
accreditato uno stipendio da parlamentare.
Questi politici che vivano un pò di più tra la gente comune, che cerchino soluzioni,
invece di esose alleanze!
N.
RISPOSTA
Poveri giovani...
Siamo un popolo oppresso e spogliato anche della speranza.
"Bamboccioni".
Maurizio Blondet
29/11/2007
16.00
La degenerazione linguistica segno dei tempi
Spettabile Redazione,
ho guardato il video proposto dal lettore del 21/11 u.s. in favore della teoria del
creazionismo rispetto alla teoria evoluzionista.
Gli elementi in favore del creazionismo
appaiono effettivamente schiaccianti.
L’osservazione naturalistica, la fisica, la
matematica e la statistica sembrano tutte condurre ad un Creatore piuttosto che ad un
cieco caso, che avrebbe possibilità di realizzare anche una sola proteina con probabilità
tendenti allo zero.
Mi è sembrato molto interessante il riferimento al secondo principio della termodinamica,
ed alla famosa entropia.
Si trapassa continuamente da una forma di energia per così dire
più nobile ad una più vile.
A livello cosmico si assiste insomma ad un continuo processo
degenerativo, che alla fine conduce all’inevitabile esito dell’appiattimento di tutte le
forme di energia verso un nulla.
Nel video si fa il paragone con un orologio a molla che
viene caricato all’inizio del tempo e col progredire si scarica sino ad arrestarsi.
C’era
dunque un momento in cui tutta l’energia era a livello superiore, che tutto era perfetto.
Poi il male ed il peccato aggrediscono il sistema e lo portano verso il nulla.
Senza
nuova energia immessa dall’esterno, senza nuova creazione ordinatrice da parte di una
suprema intelligenza, si sprofonda nella morte cosmica.
Ora, volevo fare una semplice osservazione e rapportare questo fondamentale fenomeno alle
vicende umane.
Contrariamente al mito del progresso, l’osservazione della realtà e i superiori principi,
ci dovrebbero svelare che tutto corre verso una continua e ineluttabile degenerazione.
Quello che vediamo è lo sgretolamento dell’ordine verso il disordine, il caos.
Ma il
processo, che oggi appare grandemente accelerato c’è sempre stato, sin dall’origine
dell’uomo.
Così è da ritenere che i primi uomini fossero più perfetti di noi (non dei
pelosi scimmioni come vorrebbero far credere gli evoluzionisti).
Che fossero degli uomini
contemplativi, di grande bellezza e perfezione sia fisica, sia morale, come descrive in
modo affascinante Dostoevskij in "Sogno di un uomo ridicolo".
Che fossero più prossimi al
Creatore di quanto non lo siamo noi.
Che soffrissero meno e fossero meno tarati dal punto
di vista fisico e mentale.
Una prova?
Per me un argomento importante potrebbe essere quello dell’analisi delle
strutture linguistiche, che riflettono l’intelligenza di un popolo.
Mi ha sempre colpito la superiore purezza della lingua latina rispetto alle lingue
volgari.
Una lingua così strutturata, sintetica, pura non trova eguali nelle lingue
moderne.
Quando si traduce dal latino in italiano ci vogliono almeno il 30% in più di
parole per esprimere più o meno lo stesso concetto.
Dico più o meno.
Perché, a parte la
difficoltà di comprendere un pensiero così potente e conciso (difficoltà con la quale
tutti i liceali si sono scontrati), non si riesce mai a tradurre senza tralasciare
qualcosa, senza approssimare, nonostante il maggior numero di parole.
Con il latino poi non si riuscirebbe molto bene ad esprimere delle stupidaggini, né a
fare i discorsi confusi e senza senso dei nostri politicanti, dei nostri cattedratici,
dei libercoli che invadono le librerie e le scuole.
Non si trovano scempiaggini nella
letteratura latina, o concetti imprecisi.
Se ne dovrebbe dedurre che quegli uomini erano più intelligenti di noi, parlavano meglio,
avevano una mente più rigorosa e più forte.
Noi, deboli di mente, facciamo fatica a comprendere San Tommaso (e siamo già nel medioevo), che scriveva per liceali sedicenni.
I
nostri giovani, ormai non capiscono neppure l’italiano di Dante (che è - guarda caso più
ricco del nostro), o quello del Manzoni, pure così vicino.
La lingua degenera, come
diceva Blondet, perde parole, quindi concetti difficili, si rattrappisce in frasette
bofonchiate, in versi gutturali, in SMS, etc.
La lingua del mondo non è più il latino, ma l’inglese.
Ma l’inglese non sta certo
strutturalmente al livello del latino, ma neppure del francese o dell’italiano.
L’inglese
è la massima destrutturazione: i verbi non si coniugano quasi.
Non si dice: "io amo, tu
ami, egli ama, noi amiamo, voi amate, essi amano".
Ma si aggiunge solo faticosamente una
"s" alla terza singolare.
Come dire: "io amo, tu amo, egli amos, noi amo, voi amo, essi
amo".
Non c’è molto sforzo mentale in questo.
Questo per fare un esempio.
Al lato opposto
i latini avevano parti mobili per indicare tutte le posizioni delle parole nella frase.
Desinenze che rendevano superflui tutti i nostri di, a da, in, con, su, fra, tra, per,
etc.
Anche gli articoli erano superflui e si capiva lo stesso (cioè loro capivano, noi a
volte un po’ meno).
Questo sia detto per il latino, ma anche il greco antico è lingua altrettanto potente,
difficile, con forme temporali dei verbi così aristocratiche, con il duale per non
confondere quando si parla di "noi" o di "noi due", etc.
Ma queste lingue antiche
derivano dalla base comune del sanscrito, la lingua dei bramini, dei sacerdoti indiani.
Lingua delle origini, eppure non linguaggio primitivo, anzi, superiore.
Lingua per uomini
più intelligenti.
Non a caso, come rilevava Blondet, i bramini, anche oggi eccellono
nella logica e nella matematica.
Quindi è poco credibili che queste lingue superiori, parlate da persone intelligenti,
fossero derivate da qualche verso di scimmia primitiva.
Non ci si può assolutamente
credere.
Per quello che si osserva tra noi indoeuropei è appunto l’esatto contrario.
Da
lingue organizzate a lingue disorganizzate, più semplici e volgari.
Da popoli di nobili
guerrieri e di sacerdoti contemplativi, a "selvaggi con il telefonino", che al più sanno
scrivere un SMS, con l’ausilio del vocabolario interno al telefono.
Un caro saluto e un ringraziamento per la Vostra opera.
R. C.
29/11/2007
15.00
Il Corano come Mein Kampf
Altra notizia geniale:
In Olanda riesplode la ’questione islamica’ e il deputato olandese
Geert Wilders, leader populista della formazione di estrema destra
’Partito della Libertà" coglie l’occasione al volo.
Il Corano, dice, va trattato come "Mein Kampf", il libro-manifesto di Adolf Hitler.
Wilders ha chiesto di bandire il testo sacro dell’Islam dai Paesi Bassi
perché è "fascista", esorta a uccidere i non credenti e a stuprare le
donne.
Wilders ha paragonato il Corano all’autobiografia di Hitler, affermando che entrambi "non hanno spazio nel nostro Stato costituzionale".
www.rainews24.it/notizia.asp?newsID=72722
T. F.
RISPOSTA
Ah sì, dimenticavo, "il Corano è come il Mein Kampf": sempre la nuova storiografia del Katz.
Maurizio Blondet
29/11/2007
13.30
"Saddam figlio di Hitler"?
Santo Dio dove siamo arrivati!!!!
La frase "l’insaziabile sete di petrolio del Terzo Reich" è davvero neolingua
saluti,
Fabio
Saddam figlio di Hitler?
Notizia del 19 novembre 2007 - 09:00
È la teoria di J.P. Sales che ha appena pubblicato un libro negli Usa, "The Coming of the Reichchild"
Saddam Hussein il dittatore.
Saddam Hussein, lo spietato persecutore dei curdi.
Saddam Hussein e l’intolleranza alla democrazia.
Saddam Hussein l’Hitler del nostro tempo, come ebbe a definirlo il
presidente degli USA George Bush (padre) nel 1990 dopo la Prima Guerra
del Golfo.
Una semplice metafora?
Se lo chiede un libro appena uscito negli Stati Uniti The Coming of the
Reichchild. Nel ripercorrere la storia del sanguinario leader iracheno
sono tante le domande a cui cerca di rispondere l’autore J.P Sales, che
arriva infine a un’incredibile teoria: Saddam potrebbe essere il figlio
illegittimo di Hitler.
«Era scritto che doveva diventare il despota di Baghdad - scrive l’autore - la sua stessa esistenza era giustificata dall’insaziabile sete di petrolio del Terzo Reich».
Il libro racconta di «diabolici
eventi di un’altra era, quando un seme venne piantato affinché il suo
frutto amaro potesse essere raccolto in un’età futura».
Una semplice provocazione?
Sales ammette: «Il
mio libro combina rigore storico e fiction. Ma non dimentichiamoci che
lo stesso Saddam ha sempre ammesso di non sapere chi fosse il suo vero
padre. E di essere stato allevato da uno zio ardentemente filo-nazista.
Eventi storici e personaggi sono tutti veri».
Non solo: i due si somigliano come gocce d’acqua sostiene Sales, ed entrambi odiavano gli ebrei, «durante la Guerra del Golfo promise di incenerirli con i suoi missili Scud».
La prova per convincere i più scettici di questa bizzarra teoria?
«Il fatto che il suo leggendario bunker sotterraneo dislocato sotto
i palazzi del potere di Badgad è stato progettato da Karl Bernd Esser.
Il tecnico tedesco, nipote di uno scienziato che lavorò alla
costruzione del bunker di Hitler a Berlino».
(Libero News)
RISPOSTA
E’ la nuova storiografia degli eletti.
Saddam figlio di Hitler (Sales).
Padre Pio se la faceva con decine di donne (Luzzatto).
L’Opus Dei ha al suo servizio dei sicari ("Codice Da Vinci").
Maurizio Blondet
29/11/2007
12.00
Crisi economica
Dopo aver letto gli interessanti articoli economici, mi chiedevo se non
fosse possibile preparare da parte della redazione, un articolo quadro
con dei consigli su come comportarsi in frangenti del genere.
Grazie.
Antonio
Roma
RISPOSTA
Non lo sanno i banchieri centrali, come voglia lo sappia io.
Forse ritirare un po’ di risparmi e metterli in cassetta.
Forse fare scorte di scatolame e maglioni pesanti.
Maurizio Blondet
29/11/2007
11.00
Tempi di confusione
Egregio direttore,
a volte, le opinioni e parole tolte dal contesto creano più oscurità
che luce, sopratutto nella religione (topico assai delicato) ed a
qualificare i santi padri (ancora di più).
Nella mia ignoranza, bisogno sapere il che, il come ed in quale contesto.
Porrei dire che Giovanni Paolo II era di ultradestra perchè si avvicinò al Opus Dei senza sapere le motivazioni?
Oppure potrei dare dal sinistroso protocomunista a Giovanni XXIII per l'aggiornamento senza conoscere quei tempi lì?
O dare dell’antisemita a lei senza leggerlo bene (e a volte, senza capirlo)?
Certe cose mi fanno troppo rispetto e anche paura.
Con ammirazione
JMC
29/11/2007
10.00
Huckabee
Ero un fan di Montanelli.
Sono da un po' di tempo un suo appassionato
lettore.
Seguo con sempre maggiore interesse
le sue analisi anche perche' a differenza dei vari
pennivenduti di regime lei cerca soprattutto
di capire gli eventi italiani partendo dai veri
reggitori del sistema che siedono nelle vere
poltrone del potere e di cui gli sbiaditi politicanti
italioti sono solo gli strapagati burattini.
Comunque volevo sapere un suo parere sul candidato
repubblicano HUCKABEE che dovrebbe essere
sostenuto da ambienti cristiano evangelici.
Complimentandomi ancora con lei le porgo
i miei distinti saluti.
Giorgio S.
Milano
RISPOSTA
Huckabee?!
M'era sfuggito, questo.
Un pastore dei Souther Baptists, i "cristianisti" crociati evangelici che sostengono Bush.
Su costoro, legga il sito www.dailykos.com/storyonly/2007/11/22/11541/779
Maurizio Blondet
29/11/2007
09.00
Narconon
Gentile Direttore,
a suo tempo già Le segnalai che Narconon è un marchio della famigerata setta Scientology.
Vedo pubblicata oggi, probabilmente per una svista, una lettera contro
droga e alcool della signora Pinuccia C., appartenente alla stessa
organizzazione.
Non me ne voglia se glielo segnalo ancora.
Purtroppo quella setta ha segnato pesantemente la mia esistenza e
quella della mia famiglia (mia sorella ebbe la malaugurata idea di
aderirvi), e non perdo occasione per segnalarne la pericolosità
micidiale.
Sergio M.
RISPOSTA
Pubblichiamo le lettere che riceviamo.
Non possiamo indagare sulla identità degli scriventi.
Maurizio Blondet
28/11/2007
20.00
La BBC su John Mearsheimer and Stephen Walt
Volevo segnalarVi che la BBC ha appena
pubblicato sul loro sito web un lungo articolo sui due
professori e il loro libro spesse volte menzionato da
Blondet.
http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/americas/7104030.stm
Vi ringazio per la quotidiana informazione, accurata,
che precede sempre i main-stream media e gratuita.
Rispettosi saluti
G. Battaglia
RISPOSTA
Grazie per aver riconosciuto il "merito".
Sì, spesso arriviamo prima del Corriere, di Repubblica eccetera... e tutto gratis.
Maurizio Blondet
28/11/2007
19.00
Israel radio su Ron Paul
Mi permetto di inviarle questa intervista su ron paul,
http://www.israelnationalnews.com/News
Cordiali saluti,
Marco
28/11/2007
18.00
Ipse dixit
Ecco cosa disse Berlusconi, l’unica speranza per un radicale rinnovamento della politica italiana, qualche giorno fa: "Non
consento a nessuno, proprio a nessuno, di dubitare del mio sostegno
totale ed incondizionato al popolo ebraico e allo Stato di Israele,
testimoniato da cinque anni di governo e da tutta la mia attività
politica internazionale".
http://www.tgcom.mediaset.it
Giancarlo
RISPOSTA
Ecco a chi obbedisce il Cavaliere.
Non al popolo italiano che lo elegge, ma ad una potenza straniera con 500 bombe atomiche.
Maurizio Blondet
28/11/2007
17.00
Clima surriscaldato
In risposta alla nota inserita nell'articolo sulle centrali.
http://www.junkscience.com/
Lì sono pronti 125.000 $ per chiunque porti le prove del contributo del CO2 al riscaldamento.
Non è una balla.
Dietro ci stanno i più grandi meteorogi del pianeta
(Riscaldamento tra l’altro puramente virtuale, come tutto il resto)
Per accedere ai tutti i siti ufficiali di ogni genere riguardante il
pianeta (aerosol, temperatura, vulcani, tempeste, venti, meve ecc.) le
consiglio di passare per http://pagesperso-orange.fr/meteoclimato/
il miglior sito europeo.
Paolo S.
28/11/2007
16.00
Berlusconi
Gent.mo M. Blondet,
non sarei così severo con Berlusconi in questo periodo.
Trovo del tutto normale che nel centro destra ci siano persone che inneggiano al
liberismo, a Lady Thatcher ed a Mr Reagan, a Friedman.
Ci sono però anche persone come Tremonti ed Alvi con idee opposte
(antiliberiste) ed incredibilmente chiare (Milton Friedman, l’economista stupido -
Margaret Thatcher e Ronald Reagan, bifolchi della politica).
La cosa veramente incredibile in questa vicenda è la posizione compatta ed acefala
dell’intero centro sinistra a favore di Draghi e della BCE e quindi del peggior
monetarismo e liberismo selvaggio (E QUINDI DELLA PEGGIORE DESTRA, checchè Giavazzi
dica,
Berlusconi non è stupido e, forse, potrebbe anche avere un sussulto di orgoglio.
Grazie.
Cordiali saluti
Lino R.
RISPOSTA
Dicevano che Forza Italia è un partito di plastica... non avevano ancora visto niente.
Berlusconi ha fatto un partito in due minuti; non solo artificiale, ma
"vuoto": non un briciolo di programma, per tenersi libero a qualunque
cosa.
Ai peggiori inciuci, alle "larghe intese" (come preludio ai tagli dello
stato sociale), alla neo-dc, che stà al centro e si allea con dx e
sinistra secondo i casi (i "due forni" di Andreotti).
Torniamo al passato più losco.
Forse Berlusconi ha obbedito ad ordini esterni, come Veltroni: si
tratta di fare i due partiti-vuoti come il democratico e il
repubblicano USA, nel solo interesse delle lobbies e del capitale
speculativo?
E’ un tradimento radicale della volontà popolare, espressa nei referendum anni ’90.
No, stavolta non inviterò a votare Berlusconi.
Tanto, dice lui, ha il 34 per cento.
Sì, il partito delle casalinghe Mediaset.
Vedremo, poi.
Ha vantato dieci milioni di firme: se l’è certificate da sé, io non ho visto queste folle...
Non abbiamo più bisogno di menzogne alla Emilio Fede.
Maurizio Blondet
28/11/2007
15.00
"I Tempi Precipitano" anche dagli States
Egregio Direttore,
Chiedo scusa per mio Italiano, ma sono di madre lingua inglese (italo-americano).
Sono un suo assiduo lettore da un anno e’ mezzo (per me e’ importante
sopratutto avere un’altro punto di vista sulla politica, economia,
societa’, ecc.) e vorrei ringraziare il lavoro che lei e la redazione
svolge.
E mi scuso se non ho potuto contribuire con una donazione al sito,
mettero’ soldi da parte per quando mi rechero’ in Italia cosi potro’
comperare "Gli Adelphi della Dissoluzione", "Selvaggi con telefonino" e
"Schiavi delle Banche".
Mando questa email perche’ ho appena finito di leggere suo ultimo articolo "I Tempi Precipitano" dove lei prevede il "crollo del sistema americano a capitalismo globale e senza limiti"
Su tante cose che lei scrive Le devo dare ragione, purtroppo anche quest’ultima analisi della situazione pare impeccabile.
La situazione in USA attualmente e’ disastrosa, nessuno se ne rendera’ conto fino all’ultimo momento quando sara’ troppo tardi.
Sono molto triste, credo che perderemo tutto ma nessuno mi crede, compreso famiglia e amici.
Mi dicono di tacere, che dico cose pazzesche, mi fanno sentire come uno
squilibrato, ma parlare di quello che vedo e sento e’ piu’ forte di me
a volte.
Non so dove andremo a finire con la crisi sistemica globale.
Adesso vivo negli Usa, vicino NY, tuttavia vorrei vivere in
Europa-forse anche in italia dove la vita mi sembra leggermente meno
frenetica, meno pesante, dove ci sono piu’ aiuti sociali.
Secondo Lei - la crisi sara’ peggiore in Europa o in America?
Sara’ meglio vivere in "Fortress" Europa o rimanere qui vicino a NY?
Ho tanta paura vivere in America-sopratutto perche’ mi trovo da qualche
kilometro, come tanti altri, da i ghetto dei neri/sudamericani (quando
avranno fame loro ci sara’ d’aver paura veramente).
Pero’ spesso Lei scrive della pessima situazione in Italia imposta dalla "Casta" Italiota e da Bruxelles.
Non crede che sia meglio vivere in Europa per il prossimo futuro-almeno per l’assistenza sanitaria gratuita?
Un’altra domanda, in questi tempi quale titolo di studio (forse
Master?) e in quale settore (economia/giurisprudenza/security!?)
servira’ per trovare un lavoro per sfamare la mia famiglia?
La ringrazio per il tempo dedicatomi e sopratutto per il lavoro che svolge ogni giorno e pro bono.
Cordiali saluti,
M.
RISPOSTA
L’Europa sarà relativamente meglio, è meno esposta ai subprime.
Ma lei può spostarsi a piacere, specie in tempi di possibile depressione?
Maurizio Blondet
28/11/2007
14.00
Cosa è successo a Gaza?
2007-11-14-Que-s-est-il-passe-a-Gaza
Guardi questa, direttore
Danilo G.
RISPOSTA
Grazie, per chi sa il francese.
Ah, se qualcuno traducesse!
Non posso arrivare a tutto.
Maurizio Blondet
28/11/2007
13.00
Il mondo (horror) in cui viviamo
Pubblicato da Debora Billi alle 11:01 in Current Affairs
Certe volte, nei momenti di ottimismo e lenti rosa, mi dico: "Beh,
andrà tutto bene. I governi prenderanno provvedimenti, si darà una
sterzata magari all'ultimo momento e riusciremo a rimanere a galla.
Certo, non nel migliore dei modi, ma non lasceranno affondare il mondo
con questa apparente indifferenza".
Poi mi tocca sempre ricredermi.
L'efferatezza a cui chi ci governa riesce ad arrivare raggiunge livelli
da film horror. Questa che racconto è una tragedia americana, ma dubito
che nel resto del pianeta l'andazzo sia tanto diverso.
Abbiamo tutti sentito parlare , nei giorni scorsi, dell'altissimo numero di suicidi tra i reduci USA.
Ebbene, c'è di peggio.
Riporta un giornale locale della zona di Pittsburgh la seguente notizia:
Per convincere i giovani ad arruolarsi, l'esercito ha elargito bonus fino a 30.000 dollari.
Adesso uomini e donne che hanno perso in guerra un braccio, una gamba,
la vista, l'udito e non possono più combattere sono costretti a
restituire il bonus.
Il governo chiede loro i soldi indietro perchè sono ora inabili ad onorare il contratto.
Siamo solo cose.
Cose votanti, cose consumanti, cose combattenti.
Quando arriverà la crisi vera, credete ancora che qualcuno penserà alle nostre sorti, a parte noi stessi?
http://petrolio.blogosfere.it
Articolo dal giornale locale di Pittsburg:
http://kdka.com/
28/11/2007
12.00
I tempi precipitano
Egr. Direttore,
certo è sconvolgente uno scenario come lei lo descrive.
Non metto in dubbio la veridicità del suo articolo e delle poco
incoraggianti previsioni per il futuro (ho 3 bambini di cui uno molto
piccolo).
In quanto cattolico praticante (ma non bigotto) mi sento sì di essere
preoccupato per il futuro di questo mondo, influenzato sempre di più
dalla firma di Satana, ma di continuare a mettere al centro della mia
vita Gesù Cristo.
Di Lui se ne parla sempre meno e quando lo si fa si viene additati o screditati al lavoro o commiserati nella vita sociale.
I risultati però si vedono: finchè ognuno continuerà a pensare a sè
stesso e al proprio tornaconto, usando il potere di cui riveste la sua
carica politica (o economica) per compiere il male anzichè usarlo per
il bene comune, non credo che le cose potranno andare meglio.
Sto seguendo il suo giornale da un pò e devo farle i più sinceri complimenti per l'impegno che mette alla ricerca della verità.
Grazie e buon lavoro.
Enrico
RISPOSTA
D'accordo, ma io faccio il giornalista, sto solo avvertendo di quel che
preparano i satanici malvagi del nostro tempo, che noi non abbiamo il
coraggio di rovesciare...
Del resto non si può dire che le cose terribili che forse ci capiteranno siano ingiuste.
Ce le siamo meritate.
Maurizio Blondet
28/11/2007
11.00
Film da non perdere
Caro Blondet,
grazie per la segnalazione delle conferenze di Tarpley (ho assistito a
qparte di quella di Bologna e Le ho stretto la mano mentre se ne
andava).
In un articolo di non molti giorni fa Lei segnalava un film (tedesco, mi pare) da non perdere.
Mi vorrebbe, per cortesia (non ritrovo l'articolo) ripetere di che film si tratta?
Grazie e un cordiale saluto
Franco D.
RISPOSTA
"Le vite degli altri", credo.
Sulla Stasi.
Maurizio Blondet
28/11/2007
10.00
Repubblica
Egregio direttore,
mio padre insegna in una scuola media in provincia di Trapani, un mio carissimo amico insegna in una scuola media di Palermo.
In entrambe questi istituti scolastici arrivano quotidianamente copie-omaggio di Repubblica da distribuire al collegio docenti.
Io trovo tutto ciò semplicemente scandaloso!
Un lettore
28/11/2007
09.00
Ron Paul
Caro Maurizio,
grazie delle brevi e gentilissime parole di commento
alla mia lettera su Ron Paul.
Spero di farti cosa gradita segnalandoti
aggiornamenti sulla vicenda dei sondaggi, la fonte è Paul Joseph Watson
di Prison Planet, che se non sbaglio tu ogni tanto citi come
informatore di valore.
Ho appena descritto la cosa sul blog, con link e
tutto.
http://italians4ronpaul.blogspot.com/
Grazie e buon lavoro!
Andrea
Il giornalista Paul Joseph Watson racconta che la società proprietaria
di Prisonplanet, il sito su cui scrive la vicenda, ha commissionato e
pagato un regolare sondaggio alla Zogby, in cui sono stati sottoposti
quattro profili di candidati repubblicani, ma senza farne il nome.
I 1009 cittadini americani interpellati via telefono fisso, hanno dato il seguente responso:
candidato A (Ron Paul) 32,8 %
candidato B (Mitt Romney) 15,1 %
candidato C (Fred Thompson) 12,6 %
candidato D (Rudy Giuliani) 18,6 %
non sa 20,8 %
La società Zogby, a questo punto avrebbe preteso un ulteriore compenso
per la pubblicazione dei risultati, da qui una controversia di cui i
dettagli per ora non sappiamo.
Coincidenza vuole che pochi giorni fa, Zogby conoscendo i dati da lui
stesso curati, intervistato da un famoso giornalista ha parlato
“ufficiosamente” dell'exploit di Ron Paul.
Cerchiamo di essere obiettivi: anche questo sondaggio ha dei limiti,
non cita tutti i candidati, adotta l'insolito metodo della lettura dei
profili politici senza dire i nomi.
D'altra parte, la scelta è frutto della censura dei media sul nome di
Ron Paul, che resta sconosciuto ai più tra gli intervistati, su linea
fissa, e dichiaranti al 70% di non fare uso di internet.
Si è voluta fare l'inversione della prova: le istanze di Ron Paul hanno
successo, configurano il candidato che la gente cerca e non trova:
quando gli viene presentato il suo profilo, lo considerano il migliore.
Il dato è limitato, ripetiamo, ad utenti di linea fissa, poco
internettizzati.
Figuriamoci che percentuale sarebbe venuta fuori includendo maggiore popolazione giovane e gli adulti online!
Il punto di sfondamento di Ron Paul è chiaro, palpabile: è il NO alla guerra.
Negli USA come in Italia, solo i media di regime tentano di nascondere
che anche una larga parte dei repubblicani, e qui da noi del
centrodestra, sono contrari, stanchi delle politiche di guerra nel
mondo.
Lo rivela l'altro sondaggio di Prisonplanet, dove parla di 50% di GOP
people anti-guerra, e lo scrisse della destra italiana, con insolito
coraggio, Il Giornale già nel Febbraio scorso.
Diventa più chiaro l'affannoso esporsi contro Ron dei big neocons
Podhoretz e Frum, diventa più chiaro l'allarme-Paul di Giuliano Ferrara
già il 3 Novembre.
Puntava il dito sull'abortismo di Giuliani, ma pensava alla guerra.
Per quanto sia fondamentale l'aborto, questa partita si giocherà sulla guerra. La falla a destra è aperta.
27/11/2007
21.00
Libro di Gnocchi-Palmaro (e ahimè le Paoline): ha ragione Savino
Salve direttore,
mi chiamo Martino, e sono un giovane studente universitario di Udine.
Le scrivo brevemente a riguardo dell’articolo di Domenico Savino “Scrittori cattolici
all’indice nelle librerie «cattoliche»”.
Avevo già letto il primo libro della formidabile accoppiata Gnocchi-Palmaro, e leggendo
l’articolo ho scoperto che era uscita la seconda puntata (nel doppio senso del termine)
dei due autori.
Curioso del fatto che, stando alle parole del vostro giornalista Savino, alle Paoline risultasse
nell’albo dei libri sconsigliati, mi sono subito deciso ad andare alla libreria delle
Paoline della mia città, per testare quale reazione avrei suscitato nel richiedere tale
libro.
Quando sono entrato e ho chiesto del libro, non ce l’avevano in esposizione.
Ho dovuto
attendere che andassero a prendermelo in magazzino (perlomeno in magazzino ce l’avevano,
nel nostro caso!); tuttavia, prima di dirigersi al retrobottega, la suora mi ha chiesto:
Ma gliel’ha consigliato qualcuno??
Evidentemente è una pubblicazione che preferiscono tenere nascosta?
E, forse
ingenuamente, mi chiedo: ma cos’hanno contro tale libro o i suoi autori?
Credo che vorrà girare la mail anche al collega che ha scritto l’articolo, a cui va tutta
la mia, per così dire, solidarietà.
A risentirci, e complimenti per il vostro lavoro, che seguo appassionatamente.
Martino B.
RISPOSTA
Le Paoline sono già da tempo questa roba, sesso, abortismo, giudei...con tendenza alla censura, per di più.
Maurizio Blondet
27/11/2007
19.30
Centrali nucleari
Gentile Direttore,
ho letto il suo bell'articolo sulle centrali nucleari, molto utile per districarci dalle
chiacchiere in un momento nel quale siamo sottoposti ad un bombardamento mediatico
pro-nucleare.
Volevo segnalarle che l'approvvigionamento di uranio è ancora più difficile che per il
petrolio, concentrato com'è in una manciata di paesi instabili e pare, ma non sono
riuscito a controllare la notizia, che attualmente i problemi siano:
1) non c'è abbastanza disponibilità di carburante nucleare, così che una parte
proverrebbe dallo smantellamento delle testate nucleari ex-sovietiche.
2) Al ritmo attuale, l'uranio finirà nel 2030 ca., se l'Iran si dotasse di centrali
nucleari, l'uranio finirà molto prima.
3) Il torio, valida alternativa all'uranio per la facilità di neutralizzazione delle
scorte, è sufficiente solo in Australia, USA e India.
Infatti solo gli indiani hanno
potuto lanciare un serio programma nucleare basato sul torio.
In definitiva, temo che l'incessante campagna mediatica pro-nucleare (vedi le
dichiarazioni quotidiane dell'On. Casini in Caltagirone) sia solo il preludio ad un altro
contratto italiota tipo quello del ponte sullo stretto di Messina: un saccheggio di
fondi pubblici concesso dai politici all'Impregilo in difficoltà.
Nessuno si preoccupa
delle competenze, né dei tecnici: non si andrà mai oltre le gettate di cemento armato!
Cordiali saluti
Luigi B.
RISPOSTA
D'accordo.
Maglioni di lana, mi raccomando.
Maurizio Blondet
27/11/2007
18.30
NEOCATECUMENALI
Sull'argomento neocatecumenali consiglio consultare sito www.profeti.net nella sezione "studi".
Accuse di eresia non sono campate in aria... ( Comunque basta anche
ricerca su google alla voce neocatecumenali...sembra abbiano grosse
disponibilità economiche...si dice impongano donazione di un decimo di
quello che guadagnano agli aderenti...ed hanno una concezione
dell'EUCARESTIA difforme dagli insegnamenti della Chiesa Cattolica e
vicina all'idea dei protestanti.
Sembrano davvero avere connotazione di una setta, basta sentire testimonianze di chi ha cercato uscire...)
Più di un carismatico, inoltre, afferma che la Chiesa è sotto attacco e
che presto potrebbe esserci uno scisma...i più seguiranno i
"modernisti", una FALSA Chiesa ( www.profezieonline.com > locuzioni
interiori > don Stefano Gobbi, fondatore Movimento Sacerdotale
Mariano).
Marco M.
RISPOSTA
D’accordo, ma attenti anche a profezie e locuzioni interiori, di questi tempi.
Maurizio Blondet
27/11/2007
17.00
Quello che nessuno dice mai sul nucleare
Gentilissimo dottor Blondet,
in riferimento al suo articolo di stamane sulle centrali nucleari, sorvolando sul fatto
che lei sembra considerare "spauracchi" quelle che altri considerano constatazioni
dettate dal buon senso, per quanto ne so la fissione nucleare si basa su materiali ben
precisi, principalmente uranio arricchito o plutonio.
Materiali che in molti territori
devono essere importati a caro prezzo perché non disponibili in loco, e che comunque
sono esauribili non meno del petrolio e del metano.
Per quanto riguarda l'uranio, si
calcola che ne basti (all'attuale ritmo di utilizzo, senza incrementi!) per non più di
cinquant'anni.
Con la differenza, rispetto al petrolio e al gas metano, di avere costi
di gestione e di manutenzione molto più alti.
Si comprometterebbe la salute delle
popolazioni, si spenderebbero soldi a palate per poi ritrovarci comunque con un pugno
di mosche.
Distinti saluti
Luca C.
RISPOSTA
La salute della popolazione è minacciata anche dagli OGM, da MacDonald's, dall'uranio impoverito, dalle farnaceutiche.
L'uranio è soggetto a restrizioni nelle vendite internazionali, volute
da USA e Gran Bretagna; ma in India si sta costruendo la prima centrale
al Torio.
Altre centrali auto-fertilizzanti consentono il riuso dello stesso combustibile per più anni.
In ogni caso, non si preoccupi: in Europa non si faranno nuove centrali, non si farà niente, è solo chiacchiera.
Compriamoci dei maglioni pesanti, molte candele, e magari anche un asino o un mulo.
Con un carretto.
Maurizio Blondet
27/11/2007
16.00
Figlio di neo-cat
In risposta al lettore "Edoardo P." che chiede di indagare piu' a fondo
nel mondo dei neo-katz e addirittura di scrivere un
articolo riparatorio!
Mia madre e' neo-cat da 20 e passa anni e ha anche
concluso il sedicente "cammino neo-cat" col viaggio
a Gerusalemme, la Domus Galilaee, la Torah, il sale,
e tutto il resto del repertorio neo-cat.
Posso solo concludere che l'OTTIMO articolo di S.Maria Chiari
tocca solo la punta dell'iceberg ed e' anche troppo
buono con la setta (altro non e') dei neo-cat.
Che lei non si renda conto della situazione e' d'altronde
il sintomo piu' tipico e comune dei neo-cat di lunga data.
M. S.
27/11/2007
15.00
I tempi precipitano
Dopo aver letto il Suo interessante articolo "I tempi precipitano", vorrei esporle quanto segue.
Da qualche anno, su Internet, è circolata la storia di John Titor.
Questa persona affermava di essere un viaggiatore del tempo e alle
domande sul nostro futuro, per lui già passato, la situazione che
descriveva era molto allarmante: attacco della Russia ad
America-Europa-Cina e conseguente risposta dell'America alla Russia.
Io credo che questo ipotetico viaggiatore del tempo altro non sia che
un massone di alto rango che in preda a crisi di coscienza abbia voluto
metterci a conoscenza del piano occulto che presto verrà messo in atto.
Le domande che nascono spontanee sono le seguenti:
- quale zona geografica d'italia ha la minor possibilità di essere attaccata nuclearmente?
- cosa fare per sopravvivere?
La ringrazio per la Sua attenzione.
Rodolfo B.
RISPOSTA
Nell'ipotesi estrema... la provincia, la campagna.
Non credo sprecheranno atomiche per Frosinone.
Lontani da Milano e Roma (gli israeliani hanno "agganciato" questi bersagli ai loro missili).
Ma a questo, via, ancora non pensiamo.
Maurizio Blondet
27/11/2007
13.30
Muro del pianto
Caro Blondet,
allego la trascrizione di un articoletto pubblicato su "Avvenire" il
15.11.07,articolo (ovviamente) non firmato,non ripreso (mi sembra) da
nessun'altra agenzia di stampa o quotidiano,articoletto di microscopico
formato cm 24x12 annegato nel "mare magnum" di una quindicesima,pagina o giù
di lì.
Eh si,"Avvenire" è sempre l'ipocrita giornale delle "mezze verità"(e
concordo pienamente),ma almeno una volta tanto hanno pubblicato anche
l'altra mezza,ovvero quella giusta...
Cordiali saluti e buon lavoro!
Paolo T.
Reggio Emilia
Rabbino nega ai vescovi austriaci di recarsi al muro del pianto "perchè
indossavano la croce".
Gerusalemme - Ingresso vietato al Muro del Pianto,a Gerusalemme,per un gruppo
di vescovi austriaci guidati dal cardinale Cristoph Schonborn. E'successo la
scorsa settimana-riferisce "AsiaNews" quando il rabbino Shmuel
Rabinovitch, ha vietato l'ingresso alla delegazione,perchè i presuli
portavano la croce pettorale. Ai vescovi austriaci è stato chiesto loro di
togliere la croce se volevano proseguire oltre,ma a quel punto essi hanno
deciso di rinunciare e hanno potuto vedere il Muro dalla terrazza riservata
ai non ebrei. Il cardinale Schonborn ha detto di "Non essere rimasto deluso"
dall'episodio: "Abbiamo deciso di rispettare la richiesta del rabbino in
segno di rispetto della sensibilità religiosa ebraica" ha detto. Dal canto
suo il rabbino ha spiegato: "non ho mai incontrato nessun cristiano che si
fosse rifiutato,nemmeno il Papa". Dichiarazione,quest'ultima - osserva
l'agenzia del Pime -, che, se non provocatoria,appare quantomeno errata, è
ormai entrata nella storia l'immagine del Giubileo del 2000, di Giovanni
Paolo II, fermo davanti al Muro del Pianto e con indosso la croce pettorale.
RISPOSTA
Il fatto ci è già stato segnalato, è fra le lettere ricevute.
Mi fa piacere sapere che Papa non si tolse la croce e che il rabbino – come sempre, come per Pio XII – ha mentito.
Per un cristiano, del resto, al Muro del Pianto non c’è nulla da vedere né da venerare.
Maurizio Blondet
27/11/2007
12.00
Che cos'è il katechon?
Egregio direttore Blondet,
ho trovato molto interessante il suo pezzo del 17 novembre.
Veramente
da quando, alcuni mesi fa, ho conosciuto questo sito, sono diventata
una sua lettrice avida e assidua.
Nel pezzo sul katechon c'è uno spunto
sulla "cordialità romana" che trovo estremamente interessante.
Non so
se Lei lo abbia già sviluppato in altri suoi interventi (un accenno
l'ho trovato nell'articolo del 27 giugno u.s.), e Le sarei grata se
potesse indicarmi le fonti bibliografiche per approfondire questo
tema.
Con stima
Maria Teresa B.
RISPOSTA
Legga Rémi Brague, "Il futuro dell'Occidente – nel modello romano la salvezza dell'Europa" (Bompiani) e Marta Sordi, "I cristiani e l'impero romano" (Jaca Book).
Ma molti altri libri sono necessari per capire a fondo la "facilitas"
dei potenti romani, ossia la loro "disponibilità", la loro
"accessibilità" alle istanze di sconosciuti.
Sicuramente San Paolo si presentò una mattina in casa di Seneca, capo
del governo come tutore di Nerone adolescente, confuso tra i "clientes"
che cercavano qualche favore e o raccomandazione o aiuto; e come ogni
potente, Seneca si faceva un punto d'onore di essere "facilis", di non
sottrarsi, anzi impegnarsi ad esaudire le richieste.
Ovviamente, una volta beneficato, il debole diventava "cliente" del
potente, obbligato alla lealtà e – in caso di guerra civile – a
militare nella parte del potente, magari come soldato suo suo esercito
privato.
Do ut des.
Può leggere anche questa mia breve intervista a Marta Sordi.
Maurizio Blondet
Radici romane o radici cristiane?
Lo chiedo a Marta Sordi, la storica della Romanità.
E lei, pronta:
«Non c'è contraddizione: c'è innesto e reciproca, cordiale
integrazione. Si ricordi che Roma è già 'cattolica' prima di diventare
cristiana».
In che senso?
Nel senso letterale: "cattolico" vuol dire universale, e l'antica
Roma fu proprio questo, l'integrazione di ogni popolo entro il diritto
universale. E' quel che distingue Roma dai Greci: per questi l'unità
che contava era, come dice Erodoto, essere dello stesso sangue, lingua,
costumi...
L'unità etnica.
Roma invece, dice Sallustio, fa di popoli diversi per sangue lingua
e costumi una concordis civitas. E quando i notabili della Gallia
Comata vengono ammessi come senatori, Tacito sottolinea con quale
prontezza Roma fa dei cittadini di quelli che erano fino a ieri nemici.
Roma è il solo spazio antico dove uno schiavo, un prigioniero di
guerra, può essere liberato e diventare cittadino, anzi magistrato.
Rutilio Namaziano, un gallo pagano, potrà cantare le lodi di Roma ormai
al tramonto con le celebri parole: fecisti patriam diversis gentibus
unam, hai reso una sola patria etnie diverse.
Per questo la Chiesa si dice Romana?
Per questa tensione generosa ad integrare?
San Paolo dice che con Cristo "non c'è più né giudeo né greco". Non
avrebbe potuto dire, e nemmeno pensare, "non più giudeo né romano",
perché "giudeo" è un'etnia, e "romano" è un fatto giuridico, una
cittadinanza. Un cristiano non cessa di essere romano, anzi.
Anzi?
«San'Ambrogio rivendica con orgoglio la "fides" di Attilio Regolo,
il valore di Camillo e degli Scipioni: insomma accetta tutta la
tradizione politico-militare romana, pur rigettandone la religione. In
questo, però, è molto romano: anche Polibio notava come i romani siano
pronti ad accettare cose nuove, se le giudicano buone. Colpiva i greci
come i romani fossero insieme i più tradizionalisti e i più innovatori
del mondo antico.
Dice Rémy Brague, un arabista della Sorbona, che la forza di Roma stava
nel riconoscersi «seconda». Potenza mondiale, si riconosce alunna dei
greci. La Chiesa è anch'essa una religione che in un certo modo si sa
«seconda»: riconosce di derivare dall'ebraismo. Secondo Brague, questa
è la differenza con l'islam. L'islam è la radice di se stesso, Roma e
la Chiesa, invece, si sanno nate da altre radici che vanno
continuamente a rinnovare, a recuperare..
«Per questo è assurdo che l'Europa rifiuti le radici cristiane: perché
rifiuta con ciò le radici romane e greche, ossia umane».
Umane?
Il concetto di Humanitas è centrale in Roma, e in Occidente. Roma
riconosce un «diritto delle genti», non scritto ma valido per l'intera
umanità. È significativo che San Paolo, che innesta consapevolmente la
piccola nascente comunità ebraica di Cristo nel tronco di Roma, lo fa
aderendo al diritto romano. Il cristianesimo non ha una sharia, come
l'islam, ha un diritto che viene da Roma ed è «umano». Non si legge nei
testi sacri, ma si decide nei tribunali, secondo equità e ragione. Ciò,
fra l'altro, esclude ogni integralismo.
L'integralismo?
Dopo che Cristo ha distinto quel che è di Cesare da quel che è di
Dio, la Chiesa non può voler stabilire il Regno di Dio sulla terra; né,
per contro, è tentata dal culto divino dell'imperatore. E in questo è
fortemente "romana". Tiberio era ostilissimo a ricevere onori divini».
Insomma, sono le radici della nostra laicità.
Ma oggi, vale una laicità un po' diversa: nozze gay, aborto...
Sa chi fu il primo a celebrare le nozze gay? Nerone. Si unì con un
doriforo di nome Pitagora, e volle che la cosa avesse la forma, anche
giuridica, del matrimonio. Tutti gli storici che riportano il fatto,
Tacito, Svetonio, Dione Cassio, benché ostili al cristianesimo, bollano
quelle «nozze» come un'aberrazione.
Tacito la pensava come Buttiglione?
E con l'argomento che non ci possono essere «nozze omosessuali» da
tutelare giuridicamente, perché non producono figli. Secondo Dione,
Nerone chiese a un filosofo cosa pensasse di quelle sue «nozze». Il
filosofo rispose: mi spiace che non le abbia fatte tuo padre.
Ah capisco: Nerone non sarebbe nato.
Del resto Nerone si giustificava dicendo: tutti hanno questo vitium. Attenzione, non diritto.
Come avviene nella nuova Europa.
È questo che mi preoccupa, proprio per l'Europa. Quando rifiuta le
radici cristiane, non rifiuta una fede: rifiuta Roma ossia l'humanitas,
la ragione e la natura.
Roma era anche la forza.
L'esercito romano non fu mai l'orda di Gengis Kan, la mera violenza,
ma la sentinella armata dello spazio giuridico che creava. E vi
chiamava tutti i popoli: con un'enorme apertura politica e culturale. E
anche quest'apertura è passata alla Chiesa.
Alla Chiesa?
Pensi ai monaci che copiano i libri pagani. Anche l'Ars Amandi di Ovidio. Altre religioni hanno bruciato, i libri «di prima».
L'islam ha anche tradotto i testi greci.
Sì, però una volta tradotti in arabo (la lingua di Dio) ha buttato
gli originali. E così l'islam si è tagliato ogni possibilità di un
«rinascimento», che è appunto il ritorno periodico dell'Occidente alle
sue radici. È la tradizione che, restando viva, rende possibile il
progresso.
27/11/2007
11.00
"Internazionaliste"
Malcolm Muggeridge (1903-1990), uno dei primi - e dei pochi, ma non pochissimi (1) - a documentare nell'immediato la mostruosità dell'olocausto ucraino (2) e, tra l'altro, amico di George Orwell.
www.ukrweekly.com/Archive/1983/228321.shtml
www.ukrweekly.com/Archive/1983/238322.shtml
http://colley.co.uk/garethjones/soviet_articles/morning_post_1.htm
http://colley.co.uk/garethjones/soviet_articles/morning_post_2.htm
http://colley.co.uk/garethjones/soviet_articles/morning_post_3.htm
http://colley.co.uk/garethjones/soviet_articles/morning_post_4.htm
http://www.ukrweekly.com/Archive/1983/228321.shtml
www.ukrweekly.com/Archive/1983/238322.shtml
www.artukraine.com/famineart/muggeridge5.htm
www.olimu.com/Notes/orwell.pdf
Racconta in Winter in Moscow (1934) dei negozi "Torgsin", dove era
possibile trovare generi alimentari e vestiario pregiato di ogni sorta
pagando in valuta vera o in oro. Dice come solo stranieri (torg-s-in,
torgovat s inostranzah = commerciare con gli stranieri) e "Russian
Jews" frequentassero tali negozi, regolarmente, implacabilmente gestiti
da personale costituito pure da "Russian Jews" (3).
Allora, cosa fu l'URSS - dal colpo di Stato del 1917 almeno per vent'anni (4)
- se non, in gran parte, una creazione ashkenazita,
realizzata-mantenuta manu militari con l'aiuto dei cugini
centroasiatici e dei molti "utili idioti" goyim "comunisti" (poi fatti
fuori) e finanziata dal capitale internazionale va sans dire anch'esso
a netta prevalenza "Jewish"?
Joe
1) In Gran Bretagna Gareth Richard Vaughan Jones sul "Manchester
Guardian" (come Muggeridge) - ma anche sul "New York Evening Post", sul
"New York Times" e su altri giornali inglesi e americani - e A.T.
Cholerton sul "News-Telegraph" e sul "Sunday Times"; negli Stati Uniti
Ralph Barnes sul "New York Herald-Tribune", W.H. Chamberlin sul
"Christian Science Monitor", William Stoneman sul "Chicago Daily News",
Harry Lang and Richard M. Sanger sul "New York Journal" e Adam J.
Tawdul sul "New York American"; in Francia Suzanne Bertillon su "Le
Matin"; in Germania Paul Scheffer sul "Berliner Tageblatt" e Otto
Auhagen su "Osteuropa".
2) Sovrintendente e principale organizzatore-realizzatore del
genocidio ucraino (la più grande strage di massa del secolo scorso in
Occidente, oltre a tutto compiuta nell'arco di pochi mesi - durante
l'inverno-primavera 1932-33 -, in periodo di pace e dai vertici di uno
Stato contro la sua stessa popolazione) fu Lazar Moiseyevich
Kaganovich, membro del Politburo e Primo Segretario dell'Obkom e Gorkom
di Mosca del Partito Comunista, di concerto con Vyacheslav Mikhailovich
Molotov, Presidente del Consiglio dei Commissari del Popolo e formale
capo di Stato dell'Unione Sovietica e Pavel Petrovich Postyshev,
segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di tutte le
Unioni di Mosca e secondo segretario del Comitato Centrale del Partito
Comunista dell'Ucraina nonché primo segretario delle organizzazioni
della città e delle organizzazioni del Partito dell'Oblast di Kharkov.
Cooperarono alla nera bisogna Genrikh Grigor'evich Yagoda (Enokh
Gershonovich Yagoda), futuro boss dell'NKVD, e Nikita Sergeyevich
Khrushchev, primo segretario del Gorkom di Mosca del VKP(b). Il primo e
il quarto erano ebrei ashkenaziti (come il maggior numero dei più
importanti leaders del bolscevismo dal colpo di Stato dell'Ottobre sino
alla metà degli anni 30); il terzo russo, al pari del secondo e del
quinto (sposati, però, questi ultimi due, secondo la ferrea regola,
quasi mai infranta, dell'élite bolscevica goy, con un'ebrea ashkenazita
- la moglie di Molotov, l'ucraina Polina Semyonovna Zhemchuzhina,
ovvero Zhemchuzhina Karpovskaya, era sorella del finanziere
statunitense Karp). Postyshev e Yagoda vennero eliminati nel 1938, gli
altri, invece, con l'"Himmler sovietico" Lavrentiy Pavlovich Beria (a
sua volta ashkenazita per un quarto, da parte di madre), furono poi i
congiurati dell'assassinio di Stalin (cfr.
http://users.cyberone.com.au/myers/kaganovich.html
http://users.cyberone.com.au/myers/radzinsk.html
http://users.cyberone.com.au/myers/death-of-stalin.html.
Bisogna infine ricordare, per il loro ruolo nella tragedia del 1932-33,
i "compagni" Schlichter, Iakovlev-Epstein (capo del Commissariato
all'Agricoltura), Larin e Kritsman (direttore dell'Istituto agrario a
partire dal 1928 e vicepresidente del gosplan nel 1931-1933), dal primo
all'ultimo tutti ebrei ashkenaziti (cfr. A. Solgenitsin, Due secoli
insieme. Ebrei e Russi durante il periodo sovietico, Controcorrente,
Napoli 2007, pagg. 323-325). Sempre sull'Holodomor v. gli scritti di
Gareth R. V. Jones (1905-1935), l'altro giornalista scozzese che
constatò di persona ed ebbe il coraggio di denunciare gli orrori
perpetrati in Ucraina, guadagnandosi l'odio imperituro degli sbirri
bolscevico-staliniani, responsabili, verosimilmente, della sua stessa
morte:
http://www.garethjones.org/soviet_articles/soviet_articles.htm
www.garethjones.org/overview/articles1932.htm
www.garethjones.org/overview/overview1933.htm
www.garethjones.org/overview/articles1933.htm
www.garethjones.org/overview/exposure.htm
www.garethjones.org/overview/rebuttal.htm
www.garethjones.org/overview/llg.htm
www.garethjones.org/overview/muggeridge.htm
www.garethjones.org/soviet_articles/Pagina.Argentieri.pdf (cfr. www.deanesmay.com/archives/004533.html).
3) Cfr. M. Muggeridge, Winter in Moscow, House of Stratus,
Thirsk 2003, pp. 111 sgg. Osservazioni analoghe si trovano in Execution
by Hunger: The Hidden Holocaust (1985) di Miron Dolot (W.W. Norton
& Co, NY-London 1987, p. 177 sgg.).
4) Se già nel 1926 comincia un ridimensionamento della presenza
giudaica negli organi dirigenti dell'URSS, è soprattutto dal 1937 che
iniziano i rastrellamenti e le "purghe" anche degli ebrei dal complesso
burocratico-militare. Verosimilmente, se non fosse sopravvenuto il
Secondo macello mondiale, l'"antisemita" Stalin sarebbe stato eliminato
già nel 1938 o 39 dalle forze "internazionaliste". D'altronde egli
stesso si servì comunque, e in larga misura, degli Ashkenaziti
all'interno dell'apparato statale - innanzi tutto nel campo della
repressione, dove la loro esperienza, capacità e maestria era in
effetti ineguagliabile. Kaganovich fu sino all'ultimo istante della
vita di Stalin il terzo uomo dello Stato e la sua vera eminenza grigia.
Altro esempio, fra i tanti possibili
(cfr.
http://www.frontpagemag.com/GoPostal/commentdetail.asp?ID=11532&commentID=228204,
http://www.panaryan.com/forum/showthread.php?t=2881), è quello di Lev
Mekhlis, segretario del dittatore e, durante la guerra, da questi fatto
assurgere al ruolo di responsabile dell'Amministrazione Politica
dell'Armata Rossa. Morì un mese prima del georgiano e fu tumulato, coi
massimi onori, sulla Piazza Rossa nella necropoli del Cremlino.
RISPOSTA
Ah, Kaganovic...
Sempre a fianco di Stalin, il numero 2 del regime (non 3), il genocida dell'Ucraina.
Mai epuratio, mai messo sotto accusa nemmeno dopo la caduta del Muro, morto placido nel suo letto.
Fratello maggiore anche lui.
Maurizio Blondet
27/11/2007
10.00
Ricerche
Stimatissimo Prof. Blondet,
mi presento, sono un amico di Massimo Introvigne del CESNUR di Torino, mi chiamo N. Antoine.
Abito in Francia da piu' di 30 anni in un piccolo paese di montagna di
nome Avrieux confinante con l'Italia con il comune di Bardonecchia (TO).
Le scrivo per chiederle delle informazioni.
Sto cercando materiale sulle sociétà segrete dell'alta finanza,in modo particolare per quanto riguarda l'Italia.
Su internet ho potuto vedere una trasmissione su rai tre ove si faceva
allusione ad un raduno di uomini politici e della finanza che si
ritrovavano attorno ad una tomba.
Massimo Introvignie mi ha indicato il vostro nome come specialista in
questo ambito, se puo' aiutarmi le sono infinitamente grato.
In fede.
Nicotera A.
RISPOSTA
Si compri il mio libro dal titolo "Complotti".
Maurizio Blondet
27/11/2007
09.00
Vescovi Austriaci a Sion
Scusi se la tedio signor Direttore, ma legga un po' questo:
Gerusalemme (AsiaNews) - Il rabbino Shmuel Rabinovitch, ha vietato l’ingresso
al Muro del Pianto ad una delegazione di vescovi austriaci, che portavano
la croce pettorale. Il gruppo di presuli, già rientrato in Austria, era guidato
dall’arcivescovo di Vienna, card. Christoph Schonborn.
Secondo la direttiva stabilita da Rabinovitch, è vietato indossare a vista
la croce latina davanti al Muro occidentale di Gerusalemme, uno dei luoghi
più sacri del popolo ebraico.
“La croce è un simbolo che offende i nostri
sentimenti”, ha spiegato il rabbino.
L’addetto culturale dell’ambasciata austriaca, Arad Benko, riferisce all'Associated
Press (AP) che la delegazione non conosceva “l’esistenza di un codice di
abbigliamento”.
Lo scorso 8 novembre il cardinale e gli altri vescovi sono
arrivati davanti al Muro “vestiti con la tradizionale tonaca e la croce pettorale” racconta Benko “ma sono stati fermati ed è stato chiesto loro di togliere
la croce se volevano proseguire oltre”.
Hanno così deciso di rinunciare e
hanno potuto vedere il Muro dalla terrazza riservata ai non ebrei.
Il card. Schonborn ha detto di “non essere rimasto deluso” dall’episodio:
“Abbiamo deciso di rispettare la richiesta del rabbino in segno di rispetto
della sensibilità religiosa ebraica”.
Contattato da AsiaNews il porporato
ha ribadito che il fatto “non ha alcuni rilievo” e ha espresso comprensione
per la volontà di Rabinovitch.
“Anche noi cristiani non ammettiamo che un
non credente salga sull’altare”, ha detto.
Dal canto suo, il rabbino del Muro del Pianto ha subito voluto chiarire,
con la AP, che la sua decisione non era mossa da intolleranza religiosa:
“Abbiamo chiesto loro solo di coprire la croce e non di toglierla. Non ho
mai incontrato nessun cristiano che si fosse rifiutato, nemmeno il Papa”.
Dichiarazione, quest’ultima, che se non provocatoria appare quantomeno errata:
è ormai entrata nella storia l’immagine del Giubileo del 2000, di Giovanni
Paolo II, fermo davanti al Muro del Pianto e con indosso la croce pettorale.
Mi dispiace tutto questo, ma sono felice che il Vescovi non hanno rinunciato
alla Croce.
Emanuele
RISPOSTA
Cari fratelli maggiori...
Il rabbino che nega l'intolleranza è impagabile.
E anche il Papa che ha accettato di coprirsi la croce.
Sarà quello visto tra le fiamme?
Maurizio Blondet
26/11/2007
20.15
Sbagliato mettere Romania e Bulgaria politicamente assieme in un articolo giornalistico
Egregio dottor Blondet,
leggo sempre con attenzione i suoi articoli, ma una cosa – che non
riguarda naturalmente solo Lei – che non riesco a capire, come mai il
giornalismo Italiano in generale, continua mescolare, quando parla dei
nuovi membri dell’Unione Europea, Romania con Bulgaria?
Trovo che questo accostamento della Bulgaria alla Romania, sia
fuorviante nei confronti dei lettori italiani, dove molti di essi, per
esperienza, confondono i due Paesi, arrivando a dire, che Sofia è la
capitale di Bucarest o della Romania, oppure quando chiedono
informazioni di carattere climatico, specie per le ferie d’agosto,
credono che Sofia – seppur all’altezza di Roma – sia fredda come la
Siberia, dimostrando che l’Italiano medio conosce ha conoscenze
geografiche , ma non solo, della Bulgaria pressoché pari a zero.
Ho sempre rispetto per il giornalismo, a patto che questo sia
documentato, non con i sentito dire, o infarcito di luoghi comuni, che
invece d’unire, tendono a dividere creando ulteriori barriere
comunicative, che invece dovrebbero essere a favore della conoscenza e
del reciproco scambio, scevro dai pregiudizi.
Come italiano, vivo da tempo a stretto contatto con la realtà bulgara,
non solo della capitale, ma anche della provincia, e le posso dire, che
il bulgaro medio conosce molte più cose dell’Italia, rispetto a quante
un italiano conosce della Bulgaria.
Questo è dovuto al fatto, che in Bulgaria, con una differenza ben
comprensibile, si da molto spazio alla realtà italiana, tanto è vero
che i media bulgari, non hanno mai lesinato informazioni, non solo di
carattere politico e culturale, ma anche di cronaca nera, inerenti ai
fatti di casa nostra, facendo percepire al lettore o al telespettatore
Bulgaro il concetto che in Italia vige una sorta di impunità, specie
per quanto riguarda la sicurezza dei cittadini, tanto è vero che una
studentessa di italiano pochi giorni fa, mi ha chiesto se nei media
italiani, si parla solo di cronaca nera, visti i morti quotidiani.
Naturalmente non voglio entrare in merito alle questioni rumene, perché
credo che in molti, non solo politici hanno scritto a sproposito, ma
rimane l’amarezza nel rendermi conto di quanto provincialismo populista
permea il Bel Paese.
Con questo non voglio dire che tutti gli italiani sono uguali, o che si
debba fare di ogni erba un fascio, ma credo che il primo imperativo dei
media, sia quello di definire i fatti, senza mescolare un Paese con un
altro.
Mi permetto di fare di far notare un ultima cosa a sulla Bulgaria e la
cultura dei bulgari, a riguardo le lingue straniere: un bulgaro che
vive pochi mesi in Italia, seppur a fatica, riesce a capire – a meno
che non esistano le solite barriere dialettali che ammazzano la lingua
italiana – in un italiano stentato, ma comprensibile.
Mentre in Bulgaria gli italiani – a parte rarissimi casi – nemmeno dopo
aver vissuto per anni in questo Paese riescono ad apprendere la lingua,
riuscendo a cavarsela solo per le cose di prima necessità, e questo –
con rammarico – la dice lunga sulle capacità italiche d’apprendimento
di una lingua straniera.
Con questo naturalmente non voglio dire che qui i problemi non ci siano
anzi. Ci sono eccome – esattamente come in Italia – ma a favore della
Bulgaria, gioca il fatto, che rispetto al Bel Paese il tasso
d’istruzione di laurea, supera il 60% e questo la dice lunga a riguardo
la cultura di un popolo, che ha avuto – secondo l’occidente – l’unica
colpa d’essere stato per anni nell’ex blocco sovietico, ma che
nonostante la mancanza di libertà della parola, non ha mai – nemmeno al
termine della II guerra mondiale – mandato i propri figli a lavorare a
dieci anni, come invece è accaduto e accade tutt’ora in Italia, dove lo
sfruttamento minorile è una piaga non sanata che continua a spurgare, e
che per arretratezza culturale non si vuole debellare.
Marco Ba.
RISPOSTA
Non sono stato io a mettere insieme Romania e Bulgaria.
Sono state le autorità britanniche, che limitano per tre anni le immigrazioni da quei paesi.
Chieda conto a loro.
Maurizio Blondet
26/11/2007
18.30
Riotta
Buonasera signor Blondet,
sono un assiduo lettore dei suoi articoli nonchè di numerosi altri siti
che fanno Vera informazione perchè oramai i canali diversi da internet
sono colmi di spazzatura.
Vengo subito al dunque, da qualche tempo sto facendo ricerche su vari
argomenti per cercare la "vera verità" e non quella che ci viene
propugnata da chi di dovere, ma ho una certa difficoltà a trovare
informazioni su Gianni Riotta, sia chiaro, non note generali come vita
e studi ma eventi particolari e magari scomodi da far sapere, suoi
collegamenti con la Casta, collaborazioni a progetti non propriamente
di competenza giornalistica.
Se possedesse informazioni al riguardo o sapesse dove è possibile
trovarle, dicendomelo darebbe un grande aiuto alla ricerca personale
che ho deciso di intraprendere.
Per capire davvero.
Un sentito ringraziamento a lei e a tutte le persone che come lei agiscono.
Senza di voi saremmo davvero messi male.
Matteo
RISPOSTA
Chieda di intervistarlo.
Si dica uno studente universitario che scrive una tesi sui grandi nuovi
giornalisti, e gli presenti le sue domande con scondinzolante
ammirazione.
E' vanitosissimo.
Maurizio Blondet
26/11/2007
17.30
Legge Ricardo Levi sulla editoria
Caro Blondet,
leggo sempre, e con interesse, i tuoi articoli. Solo che....
Solo che nell'articolo "Levi, la dinastia" noto una incompletezza.
Per carità tutto giusto, tutto vero quello che scrivi. Solo che la
proposta legge di Ricardo Levi non mira solo a colpire "i siti
internet". Su questo hai scritto in maniera chiara e sufficiente.
La proposta legge in questione mira anche a colpire la "piccola stampa".
Mi spiego.
Con la legge vigente i giornali consegnano alla Posta le copie da spedire.
E queste applicano una tariffa speciale, chiedendo allo Stato la
differenza tra la tariffa speciale applicata ai giornali e il costo
effettivo della spedizione a tariffa normale.
Secondo la proposta legge di Levi, la Posta dovrebbe applicare ai giornali la tariffa normale.
E poi i giornali dovrebbero chiedere allo Stato un conguaglio.
La differenza salta subito agli occhi.
A normativa vigente, la Posta tiene una contabilità coi singoli
giornali ed altra contabilità da presentare agli organi statali per il
rimborso.
Levi vorrebbe introdurre la novità che "siano le pubblicazioni a tenere
la doppia contabilità" con la Posta e con gli organi dello Stato.
Per il "Corriere della Sera" cambia poco.
Ma te lo immagini le migliaia di giornaletti che stampano mille copie e ne spediscono alcune centinaia?
Dovrebbero ricorrere ad un qualche commercialista per tenere la doppia contabilità.
Inutile dire che pagare il commercialista costerebbe di più del rimborso.
E tutto questo marchingegno mentre si proclama come una litania "che si vuole promuovere la pluralità nell'informazione".
A parole, nei fatti stanno cercando di fare chiudere alcune migliaia di piccoli giornali.
Gli impostori.
Cordiali saluti.
Antonino A.
RISPOSTA
Passerà, passerà.
Tutti i "politici" hanno una gran voglia di imbavagliare qualunque voce non autorizzata, anche piccolissima.
Il metodo è leniniano: rovina economica.
Maurizio Blondet
26/11/2007
16.00
Razzismo e immigrati
Salve Sig.Blondet.
Il contenuto dell’articolo “Immigrazione: protesta la polizia
tedesca”,è l'ennesima dimostrazione di come,in alcuni paesi
europei,stanno aprendo gli occhi in merito alle continue ondate di
immigrati.
Qui in Italia invece permangono tuttora diversi tabù.
Quello dei lavori umili che gli italiani non
vogliono fare ne è un'emblematico esempio.
E chi dovrebbe tentare di capovolgere questa tendenza cosa fa??.
Allarga le braccia non facendo nulla.Nonché optando per la soluzione apparentemente più agevole?
Vale a dire legittimare l'arrivo di molti immigrati sperando(?..ma non sempre è così!)
di poter così contare su quella manodopera più che disponibile nell'effettuare anche i lavori più dequalificati.
Impossibile??.
Se in Inghilterra la gioventù è disponibile anche a fare il contadino
(e magari anche in presenza di un diploma o una qualifica prestigiosa),
perché lo stesso non potrebbe accadere anche qui da noi??
Ecco perché ho l'impressione che tutto sommato si voglia continuare in
questa direzione.
A questo punto però,considerando anche il tassò di denatalità che fa
del nostro uno dei paesi più 'vecchi' d'Europa,non sorprendiamoci più
di quel tanto se avremo da qui ai prossimi anni un sentimento di
razzismo sempre più diffuso.
Irrazionale finchè si vuole.
Tuttavia difficilmente evitabile.
Buona serata.
Roberto P.
RISPOSTA
Il razzismo non è la cura.
La cura è sbattere via questa Casta.
Maurizio Blondet
26/11/2007
13.30
Sulle origini esoteriche della scienza moderna
Egregio signor Infante,
vi scriviamo queste righe per aggiungere alcune piccole note in merito al
vostro lavoro sulle origini esoteriche della scienza moderna.
Avete
riconosciuto il piccolo messaggio contenuto sul frontespizio del "Dialogo
sui massimi sistemi" di Galilei, e ne avete analizzato il significato, e noi
non solo concordiamo con voi, ma anzi, affermiamo che non è il solo
messaggio esoterico che compare nella letteratura e nella storia
rinascimentali.
Tutta la cultura umanistica del sedicesimo secolo è impregnata di delicate
allusioni al mondo dell’occulto, e noi abbiamo avuto modo di accorgecene nel
corso di molteplici letture.
Gli eventi storici dell’epoca assumono poi
molto più senso se visti nel quadro di una guerra ideologica tra
Cristianesimo ed Umanesimo.
Vogliamo mostrarvi alcuni riferimenti esoterici
che abbiamo osservato personalmente.
Prendiamo l’opera "Pantagruel" di François Rabelais.
Come saprete racconta
la storia di Gargantua e Pantagruele, due giganti, padre e figlio: già è
indicativo che Rabelais abbia scelto come protagonisti dei giganti, figure
che nelle antiche mitologie, non solo ebraica, ma anche greca per esempio,
figurano come desiderose di opporsi all’ordine celeste con il potere
materiale, e poi punite a causa del loro orgoglio.
Ma per arrivare al punto,
si narra come Gargantua faccia educare il figlio secondo la filosofia
Scolastica, cosa che rende sciocco e goffo il ragazzo: si è costretti allora
a somministrare una purga mentale al giovane per fare tabula rasa e
rieducarlo secondo i principi umanistici.
In una lettera Gargantua
raccomanda al figlio di leggere una serie di libri, e tra di essi, cita i
testi Talmudisti e Cabalisti, per comprendere l’interiorità dell’uomo:
letture piuttosto strane per un ragazzo, perché contenenti insegnamenti
magici ed esoterici.
Capirete che Rabelais deride la filosofia scolastica e
la considera sciocca, ed incoraggia ad adottare una nuova cultura più
amichevole ed ottimista, incentrata sulla natura e sull’uomo.
Uno dei disegni più famosi di Leonardo, "L’uomo di Vitruvio", mostra un uomo
al centro di un cerchio e di un quadrato: il quadrato simboleggia il mondo
materiale, calcolabile con precisione, come in geometria, mentre il cerchio,
il cui calcolo resta sempre indefinito a causa del pi greco, rappresenta la
perfezione ed il mondo spirituale.
Infatti il cerchio contiene tutte le
forme geometriche piane ossia poligoni con un qualsivoglia numero di lati.
L’uomo del disegno tocca con le sue mani il quadrato e la sfera, ed è al
centro di essi, segno che dunque egli è al centro dell’universo e stabilisce
i contatti tra spirito e materia.
Un particolare della vita di Leonardo da’ forse indicazioni sul fatto che
aderisse ad una visione misterica dell’universo.
Egli fu infatti un
omosessuale, ma leggendo i suoi scritti si comprende che non lo era in
maniera comune, perché considerava l’atto tra uomo e donna come qualcosa di
impuro, ossia non come qualcosa di schifoso, ma di ontologicamente
sbagliato.
A nostro giudizio in questo atteggiamento c’è qualcosa che
ricorda l’avversione dei Catari per la procreazione, la loro visione
gnostica ed istigante al suicidio.
Il discorso De hominis dignitate di Pico della Mirandola, letterato alla
corte dei Medici, non contiene riferimenti esoterici diretti, ma dà a
pensare che si rifaccia alle stesse idee di fondo: si dice che l’uomo è
artefice del proprio destino, una specie di dio, per la sua capacità
d’ingegno.
Ora, saprete che Cosimo de’Medici fu il primo a far tradurre dal greco in
Europa il Corpus Hermeticum, ed autore della poesia Ode a tutta la Natura il
cui sapore è panteista. Gershom Sholem ci informa nel suo saggio "La Cabala"
che Della Mirandola e molti umanisti furono studiosi assidui di quest’arte
esoterica ebraica.
Il discorso di Pico, considerato a giusto titolo per
l’Umanesimo cio’ che il Manifesto del Partito Comunista fu per il Comunismo,
è emblematico: dice che l’uomo non ha bisogno di un Dio fuori di sé, ma puo’
migliorarsi da solo.
Questo ultimo riferimento puo’ apparire labile o esagerate a chi non ha
affrontato l’argomento, dunque passiamo ad esaminare una vicenda più
concreta e che corrobora la nostra tesi.
I grandi disordini di Firenze che
portarono alla cacciata dei Medici nel sedicesimo secolo non furono casuali:
il governo della città era buono, la ricchezza diffusa, non vi erano guerre
in corso.
Ma sappiamo che ad un certo punto Pico della Mirandola ebbe
colloqui privati con il frate Savonarola, confrontate Will Durant, "Storia
della Civiltà", Il Rinascimento, volume "Firenze e l’Italia", e questo
porto’ la città alla guerra civile.
Crediamo che Della Mirandola volle
liberarsi la coscienza e rivelo’ il piano per polverizzare il Cristianesimo
con la nuova metafisica panteista ed emanatista, al che Savonarola infiammo’
i fiorentini con sermoni terrificanti minacciando il castigo divino se i
nemici di Cristo non fossero stati allontanati dalla città.
Il frate si mostro’ inflessibile dinanzi agli inviti di Lorenzo all’ordine
civile e alla pace nella città: i suoi partigiani, detti piagnoni,
cominciarono a scatenare violenze asprissime che costrinsero i Medici a
partire.
Il Savonarola cerco’ di estirpare l’eresia sul nascere, ma in tutta
europa intellettuali umanisti lavoravano alla rivoluzione culturale.
Riportiamo anche in breve che nel Rinascimento gli studiosi cominciarono a
eseguire evocazioni di spiriti seguendo i testi occulti: Benvenuto Cellini
racconta nella sua biografia di una operazione del genere.
L’abate Tritemio,
autore della Steganographia, probabilmente pratico’ queste esperienze.
Tutti questi esempi non sono che un assaggio del retroterra occulto della
Rinascenza, che cambio’ la visione del mondo.
Ci limitiamo a osservare che il sistema filosofico medioevale, sebbene non
molto esteso, si fondava su di una visione omniconglobante dell’universo.
Ossia pretendeva di dar una spiegazione razionale a qualunque fenomeno
materiale, psichico e spirituale e alla realtà profonda delle cose: era il
sapere enciclopedico di Alighieri, che ordinava la realtà secondo principi
logici molto serrati.
Sappiamo che le arti del trivio e del quadrivio erano la base di questa
cultura molto rigorosa, lo studio della quale forse non rendeva
eccessivamente eruditi, ma probabilmente molto lucidi e capaci di
interpretare la realtà.
Il nuovo sistema umanista nacque come completamente differente, perché privo
di principi logici rigorosi alla base.
Si distinse per una attenzione mai
vista prima verso il mondo materiale, per l’abbandono totale dell’interesse
verso il Dio-Persona, il rifiuto di una visione unica e coerente della
realtà, per l’accettazione di idee anche molto diverse e la frammentazione
del sapere.
Tutte queste anomalie possono essere risolte pero’ se inquadrate
nella visione gnostica della coincidentia oppositorum, in cui bene e male,
vero e falso si riuniscono ad un livello più elevato.
Come vedete si potrebbe e dovrebbe fare una rilettura di moltissimi testi,
non solo scientifici, che hanno portato alla formazione della mentalità
moderna: voi, se ci permettete, non avete analizzato che una parte di questa
gigantesca operazione culturale finalizzata a screditare la Chiesa.
Per terminare, notiamo che che è molto difficile che i nostri contemporanei
si rendano conto di cio’, perché sono stati allevati secondo queste stesse
idee moderne e le considerano naturali e normali: per loro l’esoterismo ed
il diavolo sono cose buone per un film horror, non per la vita quotidiana.
Se farete discorsi del genere in pubblico verrete dapprima ignorato, poi
considerato come un paranoico ed un pazzo.
Le persone sono abituate da tutta
la società a fare ed ascoltare discorsi semplici, in cui s’arriva ad una
soluzione immediata: un ragionamento come il vostro, che richiede
concentrazione e tempo per essere assimilato, non sarà seguito che da poche
persone.
La stragrande maggioranza della gente è abituata a non pensare: il
sistema crea già una serie di comode pseudo-idee che risparmiano questa
fatica, e che hanno il vantaggio di rendere bene accetti nella società, di
fare buona impressione sugli uomini e di affascinare le donne.
Gli studiosi di materie tecniche devono poi la loro rispettabilità e il loro
stipendi all’adesione alla visione scientifica del mondo, dunque è
improbabile che abbiano la volontà di discutere il fondamento del loro
studio.
Ci è capitato d’osservare in un’università studenti che partecipano ai corsi
senz’alcun interesse per le materie seguite: cio’ che li anima è ricevere
una laurea e poter così trovare lavoro per avere soldi.
Essi studiano il
minimo indispensabile per passare bene gli esami, ma non vogliono perdersi
su riflessioni profonde che sottrarrebbero loro energie e tempo senza
un’immediato vantaggio materiale.
Speriamo d’avervi comunicato qualcosa d’interessante su di un fenomeno
culturale mai abbastanza analizzato come dovrebbe.
Distinti saluti
Nicola G.
RISPOSTA
Vi ringrazio vivamente per le segnalazioni ricevute, circa il ruolo che
la tradizione ermetica ha avuto nell’ambito culturale ed artistico
proprio dell’epoca rinascimentale.
È vero che la mia analisi si è limitata al solo ambito scientifico, ed
ha investito in particolare la dottrina eliocentrica e la nascita della
scienza moderna.
Tuttavia, la scoperta, piccola, del nesso fra scienza ed esoterismo,
per me è stata una vera e propria rivoluzione interiore, che intendo
sviluppare fin dove mi è possibile, senza pregiudizi culturali, e senza
timori riverenziali nei confronti delle grandi personalità che hanno
contribuito ad erigere l’edificio scientifico moderno.
La storia rinascimentale è estremamente ampia e complessa, soprattutto
per chi, come il sottoscritto, la analizza sotto una prospettiva
filosofica aperta e del tutto disinteressata.
Pertanto, non posso che essere edificato per le Vostre segnalazioni, ampie e definite, che in un certo senso la confermano.
Giancarlo Infante
26/11/2007
12.00
Celebrazione Messa senza fedeli
Egr. Dott. De Fina,
durante la Santa Messa, il parroco alla fine della celebrazione
ricordando ai fedeli
che la messa successiva- del Ringraziamento- si sarebbe tenuta con
un’ora di anticipo, ha ricordato/richiamato/sottolineato (la cosa mi è
apparsa abbastanza strana) la partecipazione, perchè ha detto
pressapoco:
“Se nessuno sarà presente,come sapete, non è possibile celebrare la Messa”.
Avevo letto un articolo sui Neocatecumenali dove si dava conto che tale asserzione fosse da considerare eretica.
Ovvero che - se non ho capito male - il Parroco può benissimo celebrare la Messa anche senza la presenza dei fedeli.
Ho riletto l’articolo "Neocatecumenali" di Stefano Maria Chiari del 05/09/2007 ma ricordo che egli stesso
ha dovuto replicare ad un lettore approfondendo maggiormente la vicenda.
Le sarei molto grato se mi potesse inviare (non riesco a trovarla) la replica del Dott. Chiari
perchè vorrei conoscere ed approfondire questo fatto.
Nel testo integrale del «Motu proprio» con cui il Papa liberalizza l’uso del Messale del 1962, è scritto che:
“articolo 2 - Nelle Messe celebrate senza il popolo, ogni sacerdote
cattolico di rito latino, sia secolare sia religioso, può usare o il
Messale Romano edito dal beato Papa Giovanni XXIII nel 1962, oppure il
Messale Romano promulgato dal Papa Paolo VI nel 1970, e ciò in
qualsiasi giorno, eccettuato il Triduo Sacro.Per tale celebrazione
secondo l’uno o l’altro Messale il sacerdote non ha bisogno di alcun
permesso, né della Sede Apostolica, né del suo Ordinario”.
Con ciò sembrerebbe intendere che vi possa essere la celebrazione della S. Messa anche senza i fedeli.
La ringrazio anticipatamente per quanto potra farmi avere, se questo non le arrecherà troppo disturbo.
Cordiali saluti
Gianfranco C.
PONTECURONE
RISPOSTA
Egr. sig. C.,
rispondo alla Sua domanda relativamente alla celebrazione della S. Messa
senza il popolo, avendomela inoltrata la redazione.
Non vi è dubbio che il Sacerdote la possa celebrare e ciò non solo - si
badi! - con il Vetus Ordo (come ribadisce la Summorum pontificum cura), ma
anche con il Novus Ordo.
La S. Messa non abbisogna, infatti, per essere celebrata del popolo, giacchè
è il Sacerdote che è il "sacrificatore" e che consacra le specie, affinchè
esse diventino il corpo e il sangue di Cristo.
A conferma di ciò le riporto il punto 57.2.2 della stessa Costituzione del
Concilio Vaticano II Sacrosanctum Concilium, che recita : "Resti sempre però
ad ogni sacerdote la facoltà di celebrare la messa individualmente, purché
non celebri nel medesimo tempo e nella medesima chiesa in cui si fa
la concelebrazione, e neppure il giovedì santo".
Ad integrazione di ciò già il Messale di Paolo VI già stabiliva:
III. Messa senza il popolo
Premesse
209. Si tratta della Messa celebrata dal sacerdote, con la sola presenza di
un ministro, che gli risponde.
210. Questa Messa segue in generale il Rito della Messa con il popolo; il
ministro pronunzia eventualmente le parti che spettano al popolo.
211. Non si celebri la Messa senza la partecipazione di almeno qualche
fedele o di un ministro, se non per un motivo giusto e ragionevole; in
questo caso, si tralasciano tutti i saluti e si omette la benedizione al
termine della Messa.
212. Prima della Messa si prepara il calice sopra la credenza Vicino
all’altare, oppure sull’altare; il messale invece viene collocato al lato
sinistro dell’altare.
La disposizione è stata ribadita nell’«Ordinamento Generale del Messale
Romano» secondo la terza edizione tipica, promulgata il 20 aprile 2000,
Messale cosiddetto di Giovanni Paolo II.
Glielo riporto sotto:
III. MESSA A CUI PARTECIPA UN SOLO MINISTRO
252. Nella Messa celebrata dal sacerdote con la sola presenza di un ministro
che gli risponde, si osserva il rito della Messa con il popolo (Cf.
nn.120-169).
Il ministro secondo l’opportunità pronuncia le parti che spettano al popolo.
253. Se tuttavia il ministro è un diacono, egli compie gli uffici che gli
sono propri (Cf. nn.171-186) e svolge le altre parti del popolo.
254. La celebrazione senza ministro o senza almeno qualche fedele non si
faccia se non per un giusto e ragionevole motivo.
In questo caso si
tralasciano i saluti, le monizioni e la benedizione al termine della Messa.
255. Prima della Messa i vasi sacri necessari si preparano o alla credenza o
sull’ altare al lato destro.
Sperando di aver dato risposta esaudiente alla Sua, cordiali saluti.
Domenico Savino
26/11/2007
11.00
Pisa come Perugina
Egregio direttore Blondet,
Condivido pienamente quanto da lei scritto nell' articolo “Perugia
globale e felice. Con cadavere” (mi ha tolto le parole di bocca).
Ahimè tale realtà non è circoscritta alla sola città umbra, io ho
studiato all’ università (mediocre) di Pisa ed anche in quella sinistra
città toscana io ho respirato la stessa aria maleodorante di zolfo.
Con cordialità e stima,
Giuseppe L.
26/11/2007
10.00
Federalismo
Ma come mai ce l'ha cosi' tanto con la lega?
Se si vivesse in un paese normale ci
potrebbe anche stare la contrapposizione destra sinistra ma qui da noi....dove ci sono
le due facce della stessa medaglia di Roma succhiasoldi (al nord) che vanno a finire chi
sa dove...sono decenni che succede mio nonno mio padre io i miei figli...per quanti
decenni ancora a pagare per servizi che non esistono?
L'uomo forte a parte che non si
vede niente all'orizzonte potra' risolvere l'eterno problema delle immondizie in
Campania piuttosto che la fine dei lavori sulla Salerno-Reggio Calabria o dare un
sobrio stipendio ad assessori regionali che guadagnano piu' del presidente americano?
La
lega ha stabilito fin dalle sue origini di combattere una battaglia politica in maniera
democratica quindi di usare il consenso popolare ma non si capisce perche' i suoi
rappresentanti non dovrebbero godere degli emolumenti che spettano ai politici...che e'
che perche' siamo leghisti dobbiamo fare a meno di fare l'amore?
Giorgio
26/11/2007
08.30
Articolo Farmageddon
Caro Direttore,
segnalo un articolo interessante su eugenetica, vaccinazioni e aberrazioni simili.
www.ilnuovomondo.it/artfarmageddon.htm
Con stima,
Andrea
25/11/2007
20.00
Dinastia
«On nuclear terrorism»,
«in base alla nostra [di chi?] lunga esperienza di terrorismo propone nuovi
principi per difenderci da minacce nucleari».
Secondo me c'è stato un refuso, forse avrebbe voluto scrivere
«in base alla nostra lunga esperienza di terroris-TI propongo nuovi principi
per difenderci da minacce nucleari».
...i nonni Arrigo, Mieli ...Benvenuto ...
quante news, per me, dott. Blondet.
Scriva, Scriva, Scriva,
...e se ne fotta dell'"Ordine"
Buon lavoro,
Nicola D.
25/11/2007
18.30
Pianto neocatecumenale
Gentile direttore,
ho scoperto qualche mese fa questo sito e ne sono rimasto impressionato
per i contenuti altamente eruditi che saziavano la mia sete di verità,
in un epoca in cui leggere giornali e vedere tv significa dover andare
subito a prendere una medicina per il mal di stomaco, talmente sono
infarciti di menzogne e inganni.
Ogni giorno leggevo un articolo del suo sito molto volentieri e ne
traevo un significativo giovamento morale e spirituale, fino a quando
ho incontrato l'articolo "Neocatecumenali"
di S. M. Chiari. Questa volta non ho avuto bisogno di andare a prendere
una medicina, ma ho dovuto prendere il fazzoletto in tasca per
asciugare le lacrime che piano piano scendevano dai mie occhi, per la
tristezza terribile che mi stava invadendo man mano che procedevo nella
lettura.
Ora io non ho voglia di raccontarle perchè e quanto giusto, vero e
cattolicissimo sia il Cammino N. le dico solo che per giudicare una
qualsiasi realtà ecclesiale nata in seno alla Chiesa non si può sparare
a zero solo per sentito dire o citando scritti di persone che si sono
da sempre e per principio dichiarate nemiche (Zoffoli) non è giusto non
è questo il modo di gettare fango su una realtà santa e chiaramente
ispirata dallo Spirito Santo perchè è un grave peccato.
Io nel mio piccolo posso solo dirle che iniziai il Cammino nella mia
Parrocchia 23 anni orsono, quando essendo un cristiano all'acqua di
rose, avevo il mio matrimonio in profonda crisi con due figli piccoli,
una moglie atea, grandi dubbi su Gesù e l'esistenza stessa di Dio.
In questi anni ho conosciuto Dio e la grandezza della sua Parola, il
grande amore di Cristo per me peccatore, mi sono aperto alla vita ed
oggi abbiamo 9 figli, ho toccato con mano la provvidenza potente di
Dio, il mio matrimonio è stato salvato da Cristo, per questi anni sono
stato fasciato curato e coccolato nelle mie ferite dalla Chiesa, oggi
amo profondamente il Papa la Chiesa e preti che prima detestavo, e così
mia moglie, due miei figli sono entrati in seminario; così come è la
società oggi, se non avessi due tre volte a settimana da andare in
comunità per la Liturgia la Parola di Dio e l'Eucarestia, mi sarei
sicuramente perso.
Caro direttore la prego di indagare più a fondo sul Cammino e quando
avrà scoperto che strumento stupendo il Signore ha dato alla sua
Chiesa, faccia un nuovo articolo di riabilitazione.
La saluto fraternamente
Edoardo M. di P.
25/11/2007
17.00
Ebrei vs cristiani ?
Caro Direttore,
navigando in internet cercando informazioni sul Salmo 22 (Salmo 21 in Bibbia CEI) e sulle
differenti versioni tra ebraico e LXX, mi sono imbattuto in questo articolo (meraviglie
di google) :
Antisemitismo_nel_Nuovo_Testamento
La scrittrice Tullia Chiarion, tramite saltimbanchi mentali, sostiene l'esistenza di
anti-semitismo nel Nuovo Testamento : da affermazioni tipo "Si forma anche un cliché
ancora operante: il Dio del Primo Testamento è un Dio violento e vendicativo, non può
esser il Dio di Gesù", la signora probabilmente crede che la Chiesa Cattolica abbia
aderito all'eresia docetistica marcionita oppure di teologia non capisce un'acca (non che
chi vi scriva possa vantarne chissà che conoscenze) anche se da quello che scrive è
probabilmente una catechista.
Cordialmente,
Giulio
RISPOSTA
E' la nuova teologia conciliare.
Maurizio Blondet
25/11/2007
16.00
Il difficile mestiere di essere padri
Ho letto il suo pezzo sul katechon.
La invidio per questa sua capacità che vorrei fosse anche mia.
Poche sere fa guardavo un TG, dato il degrado di questo tipo di informazione la cosa mi risulta difficile e nauseante.
Data la presenza di mio figlio di otto anni,e dato che sembra esistere
solo la cronaca nera, neranera, (evidentemente crea paura ad arte) ho
fatto molto zapping.
Beccato il servizio che mi interessava, il martoriato Bangladesh, mi sono soffermato ad ascoltare.
Errore.
E partita di li a poco la micidiale domanda dell'ingenua creatura (Lui solo?): "Perché non hanno la corrente e vivono nelle baracche?".
Non so rispondere a bruciapelo, uno dei miei tanti limiti,per cui ho
raffazzonato una risposta non risposta; il dilemma dell'infante non si
è risolto.
Ma cosa avrei potuto dirgli?
Che noi li abbiamo colonizzati e ne abbiamo sfruttate le risorse per poter avere uno standard di vita superiore a scapito loro??
Che noi siamo semplicemente più avanzati e con capacità superiori alle loro?
Che forse siamo avanti semplicemente perché il nostro superfluo a loro non interessa?
Forse perché abbiamo avuto il rinascimento, la rivoluzione francese e altro e loro no?
E perché allora loro non hanno prodotto, a modo loro, questo tipo si rivoluzione?
Forse la risposta si trova nel suo scritto che ho appena letto: abbiamo
avuto la cultura greca, la sua filosofia; abbiamo avuto l'impero romano
e il suo diritto al quale tutto l'occidente ha fatto riferimento;
abbiamo avuto Cristo e il suo verbo senza il quale oggi saremmo
certamente peggiori.
E' questo il nodo centrale che rende diverse le culture e le condizioni di vita?
Come spiegare a un bimbo le storture e le differenze che lo circondano?
Il difficile mestiere di essere padri, a volte ti vengono poste domande alle quali non sai dare certa risposta.
Cordiali saluti
A. B.
RISPOSTA
Sì, lei fa il mestiere più difficile.
Ma non tema di dare al bambino risposte "difficili".
Se gli piace la "nera", gli legga la storia di Agamennone, degli Atridi.
Maurizio Blondet
25/11/2007
14.45
Rumore di fondo
Egregio direttore,
Voglio renderla partecipe di una pagina del mio blog che mi sembra
entri in risonanza con l'articolo che parla del libro di Quaglia.
Con la consueta stima ed affetto.
Il rumore di fondo
Ci sarà una grande sorpresa quando la gente si domanderà come ha fatto a non vedere prima.
I saggi diranno che l'avevano detto, quelli un po' più saggi staranno
zitti e faranno ammenda, i Santi combatteranno e daranno la loro vita.
Gli eventi a cui mi riferisco non sono definibili ma sono intuibili.
Sono sicuro che il mondo arriverà senza accorgersene a concepire idee e
comportamenti peggiori del nazismo e del comunismo; tutto questo
avverrà mentre le persone comuni come noi, dormono dondolate dal rumore
di fondo delle notizie, sempre le stesse, ripetute in tutte le forme
possibili ma sempre le stesse.
Qualcuno ci vuole assuefatti alla cronaca nera, uomini che uccidono bimbi, mogli incinte, aborti, abbandoni di ogni tipo.
Tutto questo costituisce per le nostre coscienze tecnologiche motivo di
indignazione, scandalo, inorridimento.... per soli cinque minuti, tanto
è il tempo che ognuno di noi dedica a questo tipo di riflessione.
L'imperativo di oggi non è pensare, meditare, osservare, ma è godere!!!
E mentre noi pensiamo di godere qualcuno indisturbato manovra i fili delle nostre vite.
Se qualcuno si fosse improvvisamente svegliato (ne dubito) si domanderebbe il senso di tutto ciò, ma di questo parleremo dopo.
Se qualcuno volesse togliersi lo sfizio di aprire una pagina di un
quotidiano qualunque degli anni cinquanta si accorgerebbe che è
obsoleto non dalle notizie che contiene ma dalla pubblicità, e questo è
tutto dire.
Il rumore di fondo dei tempi moderni è la questione israelo-palestinese.
Essa monopolizza le prime pagine dei giornali da oltre mezzo secolo.
Il rumore mediatico che c'è intorno serve a distogliere l'attenzione
dalla Verità, da quello che succede veramente in quei luoghi.
Il rumore di fondo di una notizia ripetuta per cinquanta anni consente
di insabbiare molte cose e di introdurne di nuove e via via sempre con
dosi più massicce fino a quando non ci indigneremo più per nulla.
Questa pagina vuole essere un invito a riflettere e a sottrarsi a
questo giogo di morte. Ognuno di noi deve cambiare le cose nel suo
piccolo ma senza risparmiarsi.
Se ora ripensate all'esordio di questa pagina capite come è difficile
oggi carpire le notizie vere da quelle costruite. Quando avverranno le
peggiori persecuzioni sarà triste domandarsi come ci si possa essere
confusi.
Quando Gesù Cristo nacque, tutti attendevano il Messia, pochissimi lo
riconobbero perché il rumore di fondo era altissimo, l'attesa
anticipatoria messianica spianava la via ai falsi profeti cosicché non
si accettò l'unico vero Maestro.
I potenti lo uccisero.
Fortunatamente sono cattolico e mi sento in cammino verso la Fede e
sono certo che il Signore Dio può mutare il Male in Bene, io devo fare
solo la mia piccola parte. Uno dei compiti che sento miei è quello di
far riflettere la gente su queste tematiche, spingere ognuno a cercare
il proprio ruolo nel Creato, rimettersi nelle mani della Divina
Provvidenza anche se qualcuno vuole farci credere che non esiste.
Ad ogni buon conto spero che mi consideriate un buon compagno di viaggio.
Per far sedimentare nell'anima le cose che ho cercato di esporre mi sono state utilissime alcune canzoni: "Ci sarà", tratta da Lindbergh, Ivano Fossati e "Smisurata Preghiera" di Fabrizio De André e Ivano Fossati, cantata da De André nell'album Anime Salve.
Cordialmente vostro.
Oddi Andrea
25/11/2007
13.00
Cognomi
E' una colpa chiamarsi Levi?
Gian Luca S.
RISPOSTA
No, è colpa chiedere licenziamenti, "provvedimenti" e "azioni" contro chi esprime idee diverse dalle proprie.
Una tendenza che la dinastia Levi di cui parliamo si tramanda di padre in figlio, o da zio a nipote.
Vedi Ricardo Franco Levi, colui che vuole silenziare Internet.
Maurizio Blondet
25/11/2007
13.00
Politichetta e tragedie
Dott. Blondet, sono stato a Bologna dove ho avuto il piacere di ascoltare lei e Tarpley (ho comprato il libro : eccezionale !).
Volevo anche salutarla, ma poichè all'inizio stava parlando con altre
persone avevo deciso di farlo alla fine e purtroppo lei è dovuto
scappare via prima.
Pazienza, spero ci sarà un'altra occasione.
Due righe per una breve considerazione.
In questi giorni ho avuto modo di constatare come, conversando con
altre persone, quando inizio a parlare della situazione drammatica a
livello internazionale (il libro di Tarpley e il video ultimo sul sito
relativo ad Hebron (impressionante !) ne sono solo alcune
testimonianze), non vi sia quasi alcun interesse da parte loro (le
risposte sono del tipo "Ah sì ?", "Eh già !" , "Tu dici ?" , "Ma no !").
La situazione cambia radicalmente quando il discorso verte sull'ultima "abile" mossa di Berlusconi !!!"
Allora segue un appassionato ed articolato botta e risposta e domande
ansiose del tipo "E adesso chissà che succede ?" "Si farà il
governissimo ? "Oh Berlusconi vincerebbe subito adesso , che abile !"
"Interessante la prospettiva della nuova legge elettorale !"
E via di questo passo.
La domanda (alla Marzullo) nasce spontanea: ma la realtà per noi
italiani è diventata un sogno di cui non ce ne può fregare di meno ???
Buon lavoro.
Giancarlo DP
25/11/2007
10.30
L'assassino e il suo mandante
Caro Maurizio, leggi questa notizia:
Siro
IRAQ; CAPO RAPITORI BALDONI IN FOTO CON GENERALE USA PETRAEUS
Salma giornalista mai consegnata alla famiglia
Roma, 22 nov. (Apcom) - L'uomo che si proclama capo dell'organizzazione
terroristica che nell'agosto del 2004 rivendicò il rapimento e
l'uccisione del giornalista italiano Enzo Baldoni - la salma del quale
non fu mai consegnata alla sua famiglia - è ritratto in una foto mentre
sta prendendo il tè in compagnia con il comandante della Forze Usa in
Iraq, il generale David Petraeus e il vice premier iracheno Bahram
Saleh.
A corredo di un intervista fatta all'uomo che si fa chiamare Abu Al
Abed, il quotidiano panarabo al Hayat pubblica oggi la foto che lo
ritrae seduto intorno a un tavolo di fronte il generale Usa circondato
da un gruppo di militari suoi collaboratori, in quel che appare un vero
e proprio incontro ufficiale.
Infatti
al centro del tavolo, oltre al vassoio con le tazze del tè si vede la
bandierina della Repubblica irachena che solitamente viene esposta
negli incontri formali degli esponenti del governo di Baghdad.
RISPOSTA
Beh, ora è tutto più chiaro.
Anche il mandante di Nassirya.
Maurizio Blondet
24/11/2007
19.30
MOAMMED AL- DURA
Allo scoppio dell'intifada è circolata su tutti gli organi infomativi di tutto il
mondo e ancora oggi si vede, la foto di un bambino palestinese
Mohammed Al-Dura prtetto dal padre durante uno scontro cruento fra i soldati
israeliani ed i palestinesi.
Questi sionisti devono essere propio degl'imbecilli per
consentire una tale propaganda che li ha danneggiati non poco.
Vorrei sapere se è vero
come ho letto in questi giorni che questa ripresa è completamente falsa,
o se i sionisti padroni di tutti i mezzi di comunicazione mondiali l'hanno fatta
diventare falsa. Attendo tua risposta e credo sarà gradita da tutti noi che ogni sera
ti leggiamo.
Saluti
Lettore I.
RISPOSTA
So per certo che sono falsi i sionisti e la loro propaganda.
Perché non fanno rivedere il filmato in Tv?
Io me lo ricordo...
Maurizio Blondet
24/11/2007
18.30
No al suicidio vivi
Non ti abbattere ma sopratutto vivi, senza di te caro Blondet non si starebbe
sicuramente meglio, senza contare che non si potrebbe fare la differenza tra il vero
e il falso. Ti auguro lunga vita ma senza incubi.
Continuo a leggerti perchè tu più di chiuque altri sei la cartina al tornasole delle
mie convinzioni e per questo ti ringrazio davvero moltissimo .
Ti auguro una bellissima giornata di serenità e di lavoro.
Cari saluti
Lettore infedele
RISPOSTA
Suicidio, io?
Maurizio Blondet
Le segnalo il seguente sondaggio su libero - non il quotidiano, bensì il sito della nota compagnia telefonica:
http://liberoblog.libero.it/sondaggio/index.php?chiave=
Alla classica domanda “Cosa deve fare la Chiesa per adeguarsi ai tempi?”,
fra le preconfezionate risposte, che vanno dal “vendere tutti i beni ai
poveri” all’ “aprire il sacerdozio alle donne” o “consentire il
matrimonio ai sacerdoti”, o le più avveniristiche “celebrare la Messa
via internet”, quella di gran lunga vincente, con enorme distacco sulle
altre (62,3 %), risulta essere “Tornare alla liturgia in latino”.
Forse anche il ragionamento di certo “progressismo” sulle modalità di “essere vicino alla gente” andrebbe un attimo rivisto...
Cordiali saluti
Matteo F.
24/11/2007
15.45
Non si faccia insultare
Signor Blondet,
che bambinata il commento insultante di quel F. C. che neanche ha il coraggio di scrivere il suo nome, ma di dire parolacce sì!
Davvero quell’individuo non ha letto niente di ciò che Lei ha scritto!
Io anche non ho letto tutto, molti articoli e qualche libro fra cui
“Gli Adelphi della dissoluzione”, ma vorrei - nel mio piccolo -
testimoniare quanto Lei sia coraggioso, forse l’unico in Italia, al
contrario dei vari fc e compagnia bella che sono capaci solo di
offendere.
Io non sono così colta e informata come molti lettori che Le scrivono e
dei quali fa davvero piacere leggere le opinioni, ma mi sento di
portarLe il mio appoggio proprio da persona semplice.
Sicuramente non si farà intimorire da questo bamboccio, quindi vada
avanti così e sappia che chi ama la verità è dalla Sua parte.
Roberta
RISPOSTA
Sapesse quante lettere alla F. C. ricevo!
Per fortuna ne ricevo anche di gentili come le sue.
Maurizio Blondet
24/11/2007
14.00
Negri e Simboli
Stimato Direttore,
premesso che sono d’accordo con lei sulla quasi totalità delle tesi, mi
permetto di darle un consiglio che so aver già ricevuto da tanti.
Molte cose si stanno muovendo, ed è sotto gli occhi di tutti, e giustamente lei scrive “se certe tattiche dividono quando è necessario unire, si rinunci ai simboli”.
Esatto!
E’ fondamentale unirsi su quegli argomenti che riescono a svelare il “quadro”,
sia che si provenga da “destra” che da “sinistra”.
Conosco e frequento diverse persone (provenienti da “sinistra”) con le
quali ormai c’è una consonanza rilevante con le sue tesi, ma rilevo,
quasi sempre, nei suoi confronti una diffidenza costante, sempre
generata dall’uso dell’espressione “negri”.
La tal diffidenza mi fa astenere, spesso, dall’inoltrare loro suoi
articoli che potrebbero farli “progredire” su una via di consapevolezza…
Comprendendo l’importanza di non farsi scippare le parole dagli organi del “pensiero unico”,
non ritiene che quello sia un “simbolo” al quale sia ormai necessario “rinunciare”?
Giuseppe B.
24/11/2007
13.00
Amante di Levi
Che dire, Levi ha ragione.
Povero Blondet , oramai nella sua paranoica ossessione verso gli ebrei,
di colpevolizzarli di tutte le stronzate complottistiche del mondo, è
diventato ripetitivo, e non se ne accorge.
Esca un po’ fuori, si faccia una fidanzata`e cerchi di divertirsi di
più e di sorridere di piu,
dimentichi le sue infelicità, che gli ebrei da 4.000 anni non anno mai
fatto male a nessuno, anzi faccia un bel viaggio, vada a vedere come è
bello Israele e la sua bella e sorridente gente, nonostante la pioggia
di razzetti quotidiana dagli affettuosissimi palestinesi.
Shalom
Massimo A.
RISPOSTA
Non si può piacere a tutti.
Faccia così: non ci legga.
Maurizio Blondet
24/11/2007
12.00
Bilderberg
Grande articolo quello sulla dinastia Levi.
Col PD ed il nuovo partito berlusconiano ci avviciniamo di molto al modello americano (che l’ispirazione venga dall’estero?)
Volevo segnalarle che alle riunioni del Bilderberg (quella del 2007 in
Turchia... come fanno paura questi musulmani... vogliono 70 milioni di
turchi in Europa...) risultano aver partecipato, tra gli altri,
Veltroni Valter, Bonino Emma, Padoa Schioppa ed in ultimo (quella del
2007) anche Tremonti.
Mi sembra si stia procedendo a tappe forzate.
La saluto cordialmente.
Marco M.
RISPOSTA
Sì, Berlusconi ha creato il partito-vuoto, evidentemente su ordine da fuori, come anche Veltroni (mezzo vuoto).
Dopo aver deriso Forza Italia come partito di plastica, Ostellino,
Montezemolo ed altri salutano questa roba come una interessante novità.
Sulla Turchia, mi sembra che Ankara abbia capito che il suo destino manifesto non la porta in Europa.
Maurizio Blondet
24/11/2007
10.30
Incontro con W.G.Tarpley a Milano
Egregio Signor Blondet,
venerdi' 16 novembre ho partecipato all’incontro con Tarpley, veramente simpatico, con proiezione del film di Chiesa.
Purtroppo non ho potuto fare nessuna domanda nè alcun rilievo, mi
interessava un commento su chi a Wall Street fece affari addirittura
alla vigilia del 9/11; perchè una gran parte del pubblico aveva puntato
lo sguardo sull’unico che non rientrava nei canoni del simpatizzante o
militante di sinistra anzi fui oggetto di un servizio fotografico come
ai tempi delle assemblee del Movimento Studentesco quando si dava la
caccia agli infiltrati.
Devo supporre che anche la ricerca di verità su quanto accaduto 6 anni
fa e di quanto accade o accadrà in Medio Oriente sia di esclusiva della
sinistra meno moderata?
Grazie per il suo contributo quotidiano all’informazione.
Cordialmente
Andrea G.
RISPOSTA
Vecchi vizi di quella sinistra, foto e schedature.
Roba da BR.
Maurizio Blondet
24/11/2007
09.30
Levi, la dinastia
carissimo Blondet,
ho letto con grande interesse l’articolo “Levi, la dinastia”.
Ho iniziato infatti un lavoro di intelligence su intellettuali che dal
dopo guerra hanno svolto per i Think tank anglo-americani un ottimo
lavoro.
A me risultava per certo, almeno sino alla lettura del suo articolo che:
1)Ricardo Franco Levi è figlio di un fratello (petroliere) di Arrigo Levi.
2)Renato Mieli, come dice Massimo Caparra (ex segretario di Togliatti)
in una sua intervista, era conosciuto come Maggiore Merryl.
Sono soltanto delle puntualizzazioni che nulla cambiano alla sostanza
del suo scritto, ma le chiedo ugualmente di darmi conferma o meno.
L’EIR, sul numero di Dicembre 2004 di Solidarietà, pubblicò un dossier,
sul Congress for Cultural Freedom, “un’associazione internazionale che
nel dopoguerra svolse un ruolo centrale nel plasmare i pregiudizi delle
generazioni del dopoguerra, inducendole all’impotenza politica
prescritta negli scenari utopistici di Bertrand Russell e H.G.Wells.
Questa è la radice dell’attuale neo-con”.
In quel dossier si citavano alcuni intellettuali italiani ed istituzioni culturali.
Sarebbe veramente importante che lei, forte della sua grande conoscenza
dimostrata nell’articolo suddetto, potesse scrivere un libro
sull’intellighenzia dei “liberatori”che infiltrati nel PCI e nelle
altre forze della resistenza come Giustizia e Libertà,plasmano ancora
con i loro epigoni, la cosiddetta “sinistra italiana” e la “cultura”
del nostro Paese.
con stima
Carlo C.
Ascoli Piceno
P.S. Mi piacerebbe invitarla ad Ascoli per una conferenza.
Posso contattarla personalmente tramite Skype?
RISPOSTA
Grazie delle precisazioni: il Maggiore Merryll era effettivamente il nome di Renato Mieli.
Da dove sono, fuori sede, non ho materiali utili, lavoro a memoria.
E così non posso rispondere alle sue altre domande: ho memoria di un
lungo articolo di Cristianità scritto in occasione della morte di Ugo
La Malfa, dove si rievocava la storia di quelle influenze e influenti
“americani”.
Cerchi le annate in qualche buona biblioteca, o scriva a loro.
Quanto a Skype, non posso usarlo: qui internet è lento.
Maurizio Blondet
23/11/2007
20.30
Fatture dal web
Gentile redazione,
sono un vs fedele lettore, da pochi minuti veramente sconvolto.
Il sito http://it.answers.yahoo.com/
è un sito dove le persone possono porre domande
tramite degli avatar e dare risposte alle domande altrui.
Fin qui tutto bene,
bell'idea, utile, si impara qualcosa, ci si aiuta, ecc...
Navigando in questo sito mi sono resoconto di un fatto che non avevo mai riscontrato
nella vita di tutti i giorni.
La magia è diffusissima: wiccan, domande su incantesimi, avatar satanici, satanisti,
dispute filosofiche tra neopagani-pagani-correnti delle stesse, "fedeli della chiesa di
satana", atei, guide pratiche per lo "sbattezzo", eretici, dibatti sui testimoni di
geova, e chi ne ha più ne metta!
QUI
una domanda tipo sulla validità di un incantesimo
Sono letteralmente sconvolto perchè mai avrei pensato che queste variegate pratiche
avessero una cosi' vasta diffusione, soprattutto sui giovani (Answers è utilizzato
quasi esclusivamente da ragazzi, di tutte le età).
E' la percetuale di avatar legati a questo fenomeno che mi fa pensare, sono tantissimi.
Inoltre porre una domanda o dare una risposta cristiana anche se con molta umiltà
provoca un terremoto: si viene subito sommersi da insulti o magari segnalati al
servizio rimozione domande/risposte.
Ma dove stiamo andando?
Cordiali saluti
Andrea M.
RISPOSTA
Non mi stupisco affatto.
Qualcuno sta facendo dilagare tra i giovanissimi queste suggestioni di morte, e i risultati si vedono.
Maurizio Blondet
23/11/2007
19.00
Un sacerdote di colore
Caro dottor Blondet,
in piena caccia ai xenofobi o ai razzisti, dando addosso a questo o a
quello per il colore della pelle o l’etnia mi è capitato un episodio
increscioso.
Sono stato ad intervistare per la TV per la quale lavoro un sacerdote di colore nero della mi parrocchia.
Gli chiedo se è mai stato discriminato per la sua pelle.
Lo chiedo ad un sacerdote.
Mi attendo una risposta diplomatica del tipo: “Gesù ha detto di amare i nemici…”.
Ed invece la sua risposta, senza la untuosa pelosità clericale, è stata disarmante: “Sì e no. Sì perché quando sono arrivato in Italia, in provincia di Rieti mi apostrofavano con l’epiteto ‘Sporco
negro’. No, perché dove mi trovo ora (a Lanciano, siamo nella mia città, direttore…) sono stato accolto in modo splendido”.
Il video dell’intervista lo trova su www.cameramobile.it?
nei servizi “Prete nero” e “Mssionari”.
Fuori dalle telecamere mi ha parlato di una sofferenza fortissima, di
una fitta nel cuore, di una ferita dura a rimarginarsi per
quell’appellativo che era oltre che insultante, discriminatorio, per
una emarginazione che riguarda anche un prete della Chiesa cattolica.
Dobbiamo considerare anche questo…
Preti che per il colore della pelle sono discriminati.
C’è purtroppo gente che in presenza di un prete di colore salta all’altra fila per prendere l’Eucarestia nella mia città.
Con stima
Alessandro D. M.
Post scriptum: Non ho inviato la notizia per collusione tra la
terminologia che spesso Lei usa “negro” con la risposta data dal
sacerdote nel video.
Il dispregiativo sta nello “sporco”, nell’emarginazione...
Mi creda sentitamente con stima.
23/11/2007
18.00
Finanziarie e moratorie
Egregio direttore, non bastava, per farmi imbestialire, l'approvazione
della finanziaria-farsa del patetico e truffaldino ologramma Prodi,
infarcita di ogni sorta di basso clientelismo e di provvedimenti che
odorano d'assurdo compromesso fra interessi inconciliabili: ci voleva
anche la "moratoria" ...
Infatti, visto che le disgrazie non vengono mai sole, l'altra pessima
notizia dal sapore propagandistico italiota, è la moratoria
dell'esecuzione della pena di morte, approvata dalla terza commissione
dell'assemblea generale della screditata e impotente ONU, con grande
battage pubblicitario, in Italia, in quella Italia dove i veri problemi
sono ben altri, e con grande gioia dell'ipocrita feccia radical-chic,
dei supponenti "pacifisti" da salotto (verdi, azzurri o rossi), dei
filo-criminali di "non toccate caino", che difendono così amorevolmente
assassini, killer e sadici, condannando noi - la parte sana e onesta
della nazione - ad una sub-vita degradata, commuovendosi per la sorte
di miserabili e degeneri criminali (spazzatura genetica e sociale che a
loro torna comodo, evidentemente) e fregandosene bellamente delle
sofferenze dei lavorati, degli anziani e dei pensionati, e dell'assenza
di futuro che hanno davanti le nuove generazioni.
L'orrida virago radicale Emma Bonino può così cantare vittoria, assieme
ai suoi complici salottieri - tossici, invertiti e protettori di
delinquenti - perché i paesi che applicheranno la moratoria saranno
quelli che hanno condannato a morte i criminali autentici, non quelli
che condannano a morte degli innocenti, colpevoli soltanto d'essere
dissidenti politici o "eretici" religiosi.
Questi ultimi paesi continueranno ad eseguire le condanne, con tutta
probabilità, fregandosene degli inani pronunciamenti dell'assemblea
mondiale delle nazioni.
Si esporta, a livello planetario, il "sistema italiano", che non è
soltanto improntato su un ipocrita, vile e peloso buonismo
(radical-veltroniano, con lo zampino di Mastella e una punta di
Pecoraio Scanio?), ma che rappresenta una degenerazione - sul piano
etico e di civiltà, prima ancora che su quello giuridico - estrema e
ripugnante: la miglior tutela ai peggiori delinquenti e l'indifferenza
nei confronti delle vittime dei loro crimini, alle quali vera giustizia
è di fatto negata.
Ci si occupa di assassini, di killer patologici e seriali, di uccisori
sadici, colpevoli dei crimini più ripugnanti, cullandoli amorevolmente,
ponendoli sotto l'ombrello protettivo di una distruttiva tolleranza, e
si dimenticano coloro che sono condannati esclusivamente per aver
manifestato il loro pensiero politico, o per assurdi motivi di natura
religiosa .
Quale sarà la sorte di molti condannati a morte per motivi politici e
religiosi, non per gravi delitti, ad esempio in paese come l'Iran, dopo
la celebrata moratoria "voluta fortemente dall'Italia"?
Sono certo che Emma Bonino, i prodi, i d'Alema, i diplomatici italiani
che tanto hanno fatto per ottenere questo "storico" risultato, sanno
bene che le condanne a morte di innocenti probabilmente saranno
eseguite, mentre chi la farà franca saranno gli assassini veri.
Disgustoso e inaccettabile, per chi ha una coscienza con la quale fare i conti.
Cordialmente
Eugenio O.
RISPOSTA
Già.
Cerchiamo di assaporare le cifre "miliardi" e "migliaia di miliardi", usando il tempo come metro.
Un milione di secondi fanno circa 12 giorni.
Un miliardo di secondi, 32 anni.
Mille miliardi, sono 32 mila anni.
Se la restrizione del credito prevista da Bloomberg avvenisse al ritmo
di un dollaro al secondo, ci metterebbe 64 mila anni a completarsi.
Invece avverrà in pochi mesi.
Pensiamo agli effetti sull'economia.
E se pensiamo al debito USA, 9 trilioni di dollari, al ritmo di un dollaro al secondo sarà pagato nel 290.007 dopo Cristo.
Il debito italiano, verso il 30.000. Ci saranno ancora i creditori?
Qui qualcuno resta fregato.
Indovinate chi.
"A million seconds is roughly 12 days, whereas a billion seconds is approximately 32 years.
We understand dollars. And we understand time.
So it would take 12 days to pay back a million dollars at a dollar a second.
But if you started right now, you'd pay back a BILLION dollars, at a dollar a second, in the year 2039.
A trillion seconds is roughly 32 thousand years. At a dollar a second, you'd pay back a TRILLION dollars in the year 34007.
The U.S. debt stands at $9 trillion. If my calculator is working, then
at a dollar a second, the U.S. could be debt- free in the year 290007.
The point of that little exercise was two-fold. The first was to
clarify the sheer volume of the debt; the second was to demonstrate the
possibility that anybody in government really believes we can ever pay
it off.
Each U.S. citizen's share of the national debt works out, according to the National Debt clock, to $29,947.50.
That means the average American family of five owes, collectively, $149,737.50".
Maurizio Blondet
23/11/2007
17.00
Scambio Mattioli-De Gasperi
Gentile Dott. Blondet,
questa mattina ho avuto l'opportunità di ascoltare su Radio Maria una
trasmissione condotta dalla prof.sa Angela Pellicciari e da don Negri.
Il sacerdote ha trattato il tema della rivoluzione francese e della
rivolta dei vandeani, i quali, sterminati dai giacobini, hanno subito
la sorte di essere dimenticati nelle trattazioni dei libri di storia
delle scuole e delle università.
Tale argomento non poteva che condurre a riflettere sull'egemonia culturale imposta dalla sinistra.
La prof. Pellicciari, per avvalorare la tesi del "monopolio" culturale
di sinistra, rivela un aneddoto raccontato da Fanfani che affermò
esserci stata, nell'immediato dopoguerra, quindi nel momento in cui il
paese doveva essere ricostruito, un'offerta da parte di Mattioli a De
Gasperi: ai cattolici, o meglio alla democrazia cristiana, sarebbe
andato il potere economico e politico; agli "altri" (probabilmente
comunisti, progressisti, radicali, radical chic), i monopolio culturale.
Si dice che De Gasperi abbia accettato l'offerta.
La prima cosa che ho pensato è stata che o De Gasperi era un idiota,
oppure, tale colloquio è un'invenzione che però riflette la divisione
del potere in Italia nel '900. Lei cosa ne pensa? Ha maggiori notizie
al riguardo?
Gianluca R.
RISPOSTA
Secondo me non c'è stato uno scambio deliberato e patteggiato.
Sono stati i democristiani ad abbandonare la cultura (loro non ne avevano) ai massoni e comunisti, per occuparsi del denaro.
Maurizio Blondet
23/11/2007
15.30
Balzello sul furto d'auto
Scusi, chiedo un'info.
Intervento di M.Blondet su La casta ci fa ammazzare, è apparso su un forum di camperisti.
Dove una persona appartenente alle forze dell'ordine ribadisce, che non
si paga nulla nel caso di furto auto o portafoglio, mentre Blondet
afferma testualmente:
La Casta ha introdotto da ultimo una novità giuridica straordinaria:
chi denuncia il furto dell'auto o del portafoglio, deve pagare bolli e
«diritti» più costosi di quelli richiesti per rinnovare il passaporto.
Potrei per favore una spiegazione, di che si tratta e dove accedere alle notizie precise?
Ci tengo moltissimo...
Grazie,
Jana
RISPOSTA
Ecco cosa ho trovato sul sito della Sna, il sindacato assicuratori:
"Ti rubano auto o moto, devi pagare 90 euro
ROMA - Chi subisce il furto di un’auto o di una moto è costretto a
pagare 90 euro per dichiarare la «perdita di possesso» dei veicolo.
Al Pra, per convincersi che il mezzo sottratto non è più in possesso
del proprietario, non basta la denuncia fatta alla polizia o ai
carabinieri.
Per evitare di pagare il bollo a vita, o le multe collezionate dal ladro, occorre versare una “tassa sul furto subito”.
A giudizio delle associazioni dei consumatori un “balzello iniquo”, un
“pizzo” preteso dalla burocrazia, che non trova riscontro in nessun
altro Paese europeo.
La tassa viene richiesta per annotare la scomparsa del veicolo e del
certificato di proprietà, cui corrsipondono due distinti pagamenti, più
un emolumento Aci.
Se poi il malcapitato si rivolge a una agenzia dell’Aci il prezzo sale:
al costo “vivo” della pratica si aggiunge il «servizio di
intermediazione, offerto in regime di libero mercato».
Codacons e Aduc: «Così
facciamo pagare una tassa sul crimine, per registrare la perdita di
possesso dovrebbe bastare la denuncia alle forze dell’ordine».
Notizia del 28.10.2007.
Per cercarla ho perso un'ora, cara lettrice.
Un'ora tutta per te, sottratta al mio lavoro.
Maurizio Blondet
23/11/2007
14.30
La sesta bomba
Egregio Sig. Blondet, le continuo a
scrivere, malgrado sia un po' dispiaciuta di non aver mai avuto una
risposta alle mie numerose email....ma la stimo ugualmente.
Volevo solo dirle, a proposito del Boeing con i 6 ordigni nucleari, che
durante la conferenza di Roma, Tarpley ha detto che secondo una fonte
molto accreditata, di cui però non ricordo il nome, risulta mancante
uno dei sei ordigni, pare sia sparito....tant'è che si chiedeva se
dovesse essere usato per un false flag, magari in Louisiana o stato
vicino...
Perché non lo sente direttamente lei?
Sarebbe interessante approfondire...
Cordialità
Marina C.
RISPOSTA
Anch'io ho sentito la stessa storia, ma non ricordo più dove e come.
Dovrei fare una ricerca, e non ho molto tempo.
Ripeto anche a lei quanto ho detto ad altri lettori dispiaciuti di non
ricevere risposta: io ricevo 100 mail al giorno circa; ovviamente la
cosa mi fa molto piacere, spesso ricevo segnalazioni utilissime.
Ma poniamo che risponda a tutte, in tre minuti ciascuna, dovrei spendere quattro ore al giorno solo per questo.
Se poi chiedono di fare ricerche come la sua, le ore diventano otto.
Aggiunga che capita, come sabato-domenica 17-18 novembre, che io stia
fuori sede per due giorni (due conferenze): al ritorno trovo 2-300 mail.
Si rende conto di quel che chiede?
Maurizio Blondet
23/11/2007
13.00
Dollaro, Petrolio e Cimici
Caro direttore,
da tempo sono stufo dei tg stile novella2000, per cui il suo sito, insieme ad altri, sono la mia fonte di informazione.
Sono sicuro che non sarà sfuggita alla sua attenzione la vicenda della
riunione dell'OPEC pochi giorni fa, quando per "errore" le telecamere
hanno registrato una parte della riunione a porte chiuse, durante la
quale il ministro degli esteri saudita diceva in sostanza che la
notizia che "anche il solo fatto che l'Opec
stia studiando la questoine del dollaro potrebbe avere ripercussioni sulle finanze di questi paesi stessi".
Non vorrei cadere in errori di "eccesso di dietrologia", ma, come lei e
altri mi hanno insegnato, spesso gli "errori" non sono casuali, ma
programmati, dunque se ciò è venuto fuori, forse c'è un motivo.
Sembra chiaro che gli stati che hanno enormi riserve di dollari come
Opec, e paesi asiatici non abbiano alcun interesse a far collassare in
breve tempo il dollaro per poi trovarsi con mucchi di carta igienica in
mano, e che tutti stanno progettando un'uscita graduale dal dollaro
senza pubblicizzarlo, ma quello che sinceramente non capisco è come un
tale
"incidente" quello delle telecamere accese, possa verificarsi in Arabia
Saudita, uno stato poliziesco e "off-limit" a volte anche per gli
americani, se non con il consenso dei sauditi stessi.
Magari questo evento non è così importante, o sto facendo un pò troppa
dietrologia, ma il fatto che il ministro degli esteri saudita venga
spiato da una telecamera in casa sua mi sembra
molto...molto..improbabile.
Vorrei che lei o qualche lettore più addentro a queste materie potesse darmi una risposta
Grazie
Matteo
RISPOSTA
Certo che quelli si stanno staccando dal dollaro piano piano, senza farlo sapere troppo in giro.
La telecamera accesa potrebbe essere un avvertimento agli Usa, oppure anche un caso. Esiste anche il caso, dopotutto.
Ma legga questo pezzo, copiato da Le Monde:
Pechino preoccupata per il dollaro debole, che erode le riserve
Il premier Wen Jiabao apre a possibili diversificazioni nelle riserve
di monete estere, ma il dollaro rimane la base, anche per non far
perdere competitività alle esportazioni cinesi.
Singapore (AsiaNews) - Mentre il valore di scambio del dollaro si
abbassa sempre più, il governo di Pechino comincia a preoccuparsi di
come mantenere alto il valore delle sue riserve.
Parlando all'università nazionale di Singapore il premier cinese Wen
Jiabao (nella foto, con l'ex presidente della città-stato, Lee Kuan-yu)
ha ammesso che il suo governo si sta occupando del problema.
Egli
ha anche detto che nel mercato finanziario ci si domanda se Pechino
cercherà di acquisire monete più forti, come l'euro, a scapito del
dollaro.
"Quando le nostre riserve [di monete] straniere erano piccole, non avevamo alcuna pressione.
Ma ora non possiamo non essere preoccupati di come mantenere il valore delle nostre riserve, giunte a 1400 miliardi di dollari"
Secondo le statistiche ufficiali, alla fine di settembre, le riserve
della Cina in valuta straniera sono salite a 1430 miliardi di dollari
Usa, con un incremento di 367,3 miliardi nei primi nove mesi del 2007.
Con il dollaro scambiato fino a 1,47 contro l'euro, giorni fa Chen
Siwei, vice-presidente dell'Assemblea nazionale del popolo, ha
suggerito che le riserve cinesi dovrebbero dare più spazio alle monete
forti per frenare le perdite derivate dalla debolezza del dollaro. Si
pensa che almeno il 70% delle riserve cinesi sia in dollari Usa e
precisamente in obbligazioni statali di Washington.
A difesa del dollaro è intervenuto nei giorni scorsi il
vice-governatore della Banca popolare della Cina, Yi Gang. Parlando a
un forum economico a Washington, egli ha affermato che il dollaro
sarebbe rimasto l'elemento fondamentale dell'economia cinese.
Yi ha spiegato che pur diversificando le diverse valute delle riserve, "il principio che ci guida... è che ciò deve essere proporzionale alle nostre transazioni economiche".
Gli Stati Uniti sono il primo partner commerciale di Pechino. Un
rafforzamento della moneta cinese - attualmente legata a un cambio
quasi fisso con il dollaro - e un ulteriore indebolimento del dollaro
creerebbe difficoltà alle esportazioni cinesi negli Usa.
Mantenere
competitività nelle esportazioni è quasi una necessità per Pechino che
deve prevenire disoccupazioni di massa e relative rivolte sociali.
Maurizio Blondet
23/11/2007
11.30
Il papa buono e Patty Pravo
Nel florilegio di titoli anticlericali in chiave giudaizzante e/o
nichilista, nella libreria Hoepli di Milano spicca l'autobiografia
della "divina" Strambelli, che tra gli altri protagonisti assoluti del
'900, ha avuto rapporti di confidenza anche col papa buono.
In realtà a quei tempi Roncalli era ancora patriarca di Venezia,
allorquando (racconta lei, visibilmente divertita) consiglia
bonariamente a sua nonna (la quale, però, rimane attonita...) di NON
far cresimare la nipote ("non ero convinta di entrare nell'esercito di
Cristo, mi sembrava una cosa contraria al mio pacifismo").
Per cui, conclude sghignazzando Patty Pravo, "la colpa del fatto che non sono cresimata è di papa Giovanni XXIII"...
Mario B.
RISPOSTA
E vabbè...
Maurizio Blondet
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