>  04 febbraio 2008

Archivio Lettere Novembre 2007 - Parte 1

30/11/2007
21.00
Il vigile-modello: inabile per cena


Il degrado morale che impera nella nostra italietta...persino i comandanti della polizia municipali si sentono parte integrante della casta, e ne assumono tutti i privilegi...
che vergogna:


La serata trasgressiva in via della Croce
di Davide Desario

ROMA (25 novembre) - Cosa non si fa per una cenetta in Centro. Si arriva anche a parcheggiare la macchina in divieto di sosta. Anzi, in divieto di sosta con rimozione forzata. E per essere certi che nessun carro attrezzi porti via l’auto si espone sul cruscotto il permesso da disabile. Perché, si sa, nessun vigile urbano rimuoverebbe mai l’auto di un invalido. E Giovanni Catanzaro, comandante generale del corpo della Polizia municipale del Comune di Roma, lo sa, e lo fa, meglio di tutti. Come venerdì sera.

Sono circa le 20 quando il rombo di una fiammante Alfa Romeo Brera di colore rosso arriva in via della Croce, una traversa di piazza di Spagna. L’auto percorre pochi metri e si accosta davanti alla vetrina di un negozio. Una sosta momentanea? Macché. Nonostante l’evidente cartello di divieto di sosta e di rimozione forzata all’ingresso della strada, il motore dell’Alfa si spegne. Poi si spengono anche i fari. Ancora qualche istante e scendono due persone: una donna e un uomo.

Lui è Giovanni Catanzaro, da più di un anno comandante dei vigili urbani della Capitale. Occhi azzurri, baffi e capelli bianchi, un cappotto blu e l’immancabile cravatta. Catanzaro si incammina ed entra in un ristorante poco distante.
L’Alfa Brera (targata DA912..) resta lì. E nessuno, anche volendo, può rimuoverla. Sul cruscotto, infatti, è esposto in bella mostra il classico contrassegno arancione. E’ un permesso da disabile rilasciato dal Comune di Roma (numero 69221R). E nessuno rimuoverebbe mai una macchina di un disabile.

Insomma, un modo per mangiare tranquilli. Alle 21,45 Catanzaro esce dal ristorante e torna alla macchina. Sistema qualcosa nel portabagagli, poi apre la portiera e si siede alla guida. Pochi istanti e il motore dell’Alfa Brera torna a romnzaro, tra i circa 6.500 agenti, è forse il più conosciuto. E’ entrato nel Corpo della Municipale nel lontano 1975 e da allora, non senza polemiche, di strada ne ha fatta. E’ stato comandante del XII, XIII e XIV gruppo (ora Fiumicino), del Git (Gruppo Intervento traffico) e per oltre vent’anni ha “guidato” il centro storico. Per quattro anni è stato anche vicecomandante con delega ai Grandi eventi.

Ma c’è di più. Il permesso da disabile numero 69221R esposto su quell’Alfa Brera non sarebbe valido. Qualcuno, come confermano in Comune, «ne ha denunciato lo smarrimento e per questa ragione è stato annullato e all’intestataria, una donna di 86 anni, ne è stato rilasciato un altro con tutt’altro numero». E ancora: «Nè al primo permesso nè al secondo risulta associata la targa DA912... (quella dell’Alfa Brera ndr)».

Insomma, il comandante dei vigili urbani di Roma in un colpo solo è riuscito a parcheggiare in zona rimozione esponendo un permesso da disabile “non valido” e che, comunque, non prevedeva la targa di quella macchina.
E pensare che a maggio del 2007 la Giunta del Comune, dopo aver riscritto le norme che regolano il rilascio e l’utilizzo dei pass per le auto degli invalidi, scrisse proprio al comandante Catanzaro per chiedere «un efficace sistema di controllo».

fonte: www.ilmessaggero.it/articolo

RISPOSTA

Vigile veltroniano.
Un grande evento, finalmente.
A quando la rivoluzione?

Maurizio Blondet





30/11/2007
20.00
Genio ebraico


Gentile Direttore,

le scrivo per segnalarLe un articolo apparso nel sito www.loccidentale.it a firma di Daniela Coli, intitolato "Ecco perché è realistico parlare della superiorità del genio ebraico".
Vi si trovano degli spunti, anche relativi ad un libro di Juri Slezkin e di conseguenza agli statunitensi, che meritano a mia avviso la Sua attenzione e un suo commento, del quale Le sarei grato.

Con stima.

Alex B.
Roma

RISPOSTA

Non credo alla superiorità genetica del genio ebraico, come non credo alla superiorità genetica del genio ariano.
E anzi, il discorso mi sembra alquanto razzista-biologico, diciamo "Quarto Reich".
Come mai per il Terzo Reich questa ideologia viene condannata, e per questi altri no, anzi è "realistica"?
Inoltre, conoscono un sacco di ebrei stupidi, o peggio istupiditi dall’educazione ricevuta.

Maurizio Blondet





30/11/2007
19.00
Voglio diventare Rom!


Egr. Dott. Blondet,

le invio solo uno stralcio di un articolo apparso su un giornaletto locale (Giornale di Brescia) di Domenica 24 novembre, pagina 17, della mia città nel quale si sosteneva rispettavamente:

Che i rom a brescia sono 23!
Che vantano la cittadinanza dal 1420. Il mio personale albero genealogico si ferma purtroppo al 1789.
Potrei pertanto non essere ritenuto originario del luogo.
Che, dopo aver avuto un alloggio dal comune, non solo hanno saldato i loro debiti. ma hanno un saldo a loro favore!
Se un giorno Le capita di venire a Brescia (sarei contento di venirLa a sentire) dia un’occhiata all’uscita autostradale di Brescia centro e provi a vedere se conta 23 rom!
Chi arriva, infatti, è subito accolto da un campo rom.
E’ scandaloso vedere come la stampa stia mistificando la realtà più palese.

La saluto cordialmente

P. L.
Bescia

RISPOSTA

Anch’io voglio diventare Rom.
Come si fa?
Sono aperte le iscrizioni, o bisogna dimostrare una discendenza plurisecolare, come per entrare nell’almanacco di Gotha?
E per giunta vorrei diventare inabile, con diritto al parcheggio, come il comandante dei vigili di Roma.
Chi può aiutarmi?

Maurizio Blondet





30/11/2007
18.00
Su Galloni


Gent.mo M. Blondet,

quanto asserito da Nino Galloni ("Quando vi accordano il mutuo da 100 mila euro, le banche mica sborsano niente: «creano» questo capitale dal nulla, e poi lo riprendono realmente facendo pagare a voi ratei con interessi") attiene alla sfera della criminalità e non a quella dell’economia.
La creazione del denaro con quella modalità o è una bufala o è un atto illegale.
Non credo che sia questo il modo di risolvere il problemi.

Concordo con Lei anche le virgole di questo intervento: Sulla «destra sociale» ma, pur apprezzando il Galloni dell’allegato, contesto radicalmente la spaventosa confusione del libro pubblicato da Editori Riuniti con l’introduzione di Marco Della Luna, autore di quell’accozzaglia di gratuità di euroschiavi.
A che gioco sta giocando Editori Riuniti?
A chi giova aumentare la confusione?
Perchè Galloni si presta a fare il David Icke della finanza?
Il vero Giubileo è la sana creazione di moneta, attraverso la quale si potrebbero risolvere istantaneamente tutti i problemi, sbarazzandoci nel contempo dello strapotere dei banchieri.
La "soluzione" proposta da Galloni è inutile e risibile.
Infatti manterrebbe inalterato l’attuale assetto del potere: Panem et circenses.
Una vera e propria azione da gattopardo.

Cordiali saluti

Lino R.

RISPOSTA

Enciclopedia Britannica: "La banca lucra gli interessi dal denaro che crea dal nulla".
Ma il lettore Lino R. lo nega, e ci scrive ripetutamente su questo.
Sicchè Galloni è David Icke della finanza, ed Editori Riuniti fanno un gioco sporco.
Nulla lo convincerà del contrario: anche la notazione che ovviamente la banca si è fatta dare i mezzi legali per far passare il trucco come legittimo.
Sarà inutile, credo, suggerirgli di leggere il libro di Griffin, "The Creature of Jekyll Island".

Maurizio Blondet





30/11/2007
17.00
Chi salvò gli ebrei, e chi no


Caro direttore,

le segnalo un articolo, l’ho trovato qui:

http://www.30giorni.it/it/brevi.asp?id=392

Da quel che scrive la stessa Zertal, proprio la dirigenza israelita, ed in particolare Ben Gurion, se ne sono stati zitti sulla persecuzione dei confratelli/compatrioti perchè faceva comodo per i futuri progetti politici.
E questo per la Zertal è appena appena ’vagamente cinico’.
Poi dice esplicitamente che è stata elaborata ’una pedagogia nazionale fondata sulla tragedia’ e sul timore della ’seconda Shoah’ a giustificazione della politica espansionistica ed anti-araba.

Vengo da una famiglia che, proprio in quanto cattolica, ha ospitato uno sfollato ebreo in tempo di guerra e, per questo, ha rischiato.
Mi domando: se questo signore avesse bussato alla porta dei suoi leader avrebbero aperto?
Però Pio XII è il Papa di Hitler... ed i cattolici i complici del silenzio.

Penso proprio che abbia ragione ragione Sergio Luzzatto: questo libro merita di essere letto.
Lo prenderò.

Fabio B.





30/11/2007
16.00
Bloomberg su Ron Paul


Gentile Direttore,

le segnalo che sul sito di Bloomberg e’ stato posto un articolo in parziale evidenza su Ron Paul e sul suo straordinario successo nella raccolta dei fondi dai cittadini comuni. Ecco il link in lingua inglese:
www.bloomberg.com/Ron_Paul

Come sapra’ bene Bloomberg e’ una delle autorita’, o presunte tali, nel settore informativo finanziario ...

Sperando possa esserLe utile, La saluto cordialmente,

Andrea D. S.





30/11/2007
15.00
Mohammed al Durah


Per sua informazione, le segnalo questo filmato che, a ben guardarlo, non sembra essere a tenuta stagna...
Come dicono gli inglesi: two wrongs don’t make one right.





PIUTTOSTO, ricapitolando tempi & metodi dell’evento mediatico:
1) "vittime" Mohammed al Duah, ragazzo col padre
2) Operatore Talal Abu Rahmeh
3) Servizio per France2
4) PARTICOLARE apparentemente sinora passato INOSSERVATO:
Supervising Editor di Talal è "CHARLES ENDERLIN, both a French-ISRAELI citizen Middle-East Correspondent for F2, highly respected journalist..... "

Dubbio: dato il punto (4), non è che l’evento sia stato creato considerandone gli effetti di lungo periodo:
a) nel breve clamore controproducente ma
b) (30/9/2000) combustibile x intifada comunque utile:
c) NB evento segue di 2 gg la famigerata passeggiata di Sharon (28/9)
b) come cambiale con incasso ad hoc come "sbugiardamento"?

G. M.

RISPOSTA

Mohamed Al Dura è il bambino che fu apparentemente ucciso col padre nella sparatoria contro i palestinesi.

Maurizio Blondet





30/11/2007
13.30
Appello per Ron Paul


Cari Blondet e de Fina,

non mi sono mai occupato di politica in passato, un po’ per pigrizia un po’ per sfiducia nelle istituzioni e nella reale possibilità di cambiare qualcosa.
Da buon veneto mi sono occupato molto di più dei miei affari personali, mal sopportando le varie imposizioni fiscali e pensando che la politica attiva fosse un qualcosa destinato a chi non sa fare di meglio nella vita.
Oggi però la penso diversamente.
Cosa è cambiato?
Internet.
In moltissimi ambiti della nostra vita quotidiana questo ha cambiato un sacco di cose; ma anche dal punto di vista della partecipazione attiva, la disponibilità di informazioni in tempo reale, non filtrate (e difficilmente filtrabili), e la possibilità di interagire e di non essere soltanto recettori passivi fanno sì che esista veramente un nuovo modo di partecipare.
Grillo l’ha fatto vedere per primo: il virtuale diventa reale, le persone davanti ad uno schermo si materializzano nelle piazze, non solo vuoti numeri che si squagliano come neve al sole appena se ne presenta l’occasione.
Qualche anno fa non era possibile: se gli unici mezzi di comunicazione di massa erano TV e giornali, bastava controllare questi (facile per qualcuno) e cancellare sul nascere qualsiasi iniziativa, cancellare qualsiasi candidato non allineato con i poteri forti.
Guardate qua: http://www.brasschecktv.com/page/210.html

Oggi invece cosa sta succedendo negli Stati Uniti?
Un candidato alle elezioni presidenziali sta ottenendo un grandissimo successo nonostante sia chiaramente osteggiato dai “main stream media”.
In un solo giorno ha raccolto oltre 4 milioni di dollari di donazioni, il suo canale su Youtube spopola, sta unendo giovani e anziani, democratici e repubblicani, dal profondo sud al nord degli Stati Uniti (anche di questo ringrazio EFFEDIEFFE: di avermelo fatto conoscere).
Oltretutto il consenso che sta raccogliendo non è limitato ai soli Stati Uniti: siti come “italians4ronpaul” e “europeans4rounpaul” lo stanno a dimostrare, e perchè?
Perchè le follie che certa cricca politica sta portando avanti in USA hanno conseguenze devastanti in tutto il resto del mondo.
Proprio da queste pagine abbiamo visto il link all’articolo sulle conseguenze dell’uranio impoverito: se qualcuno continua ancora a pensare che l’inferno non esiste dopo quelle foto deve ricredersi: non solo esiste, ma è già su questa terra.

Dopo aver provato – inutilmente - a contribuire economicamente alla campagna del dottor Paul (solo i cittadini americani possono contribuire con donazioni ai candidati) ho scoperto un’altra maniera che mi permetto di suggerire ai lettori di questo sito: scrivere lettere agli elettori per le primarie.
A partire dal 3 gennaio 2008, in Iowa, e poi via via negli altri Stati, gli elettori repubblicani e democratici saranno chiamati ad esprimersi sul candidato del partito da mandare avanti per le elezioni (nominations).
Purtroppo la copertura pubblicitaria e mediatica, come anche le donazioni dalle grandi corporation, stanno esplicitamente escludendo il candidato Paul che, con il suo programma, impedirebbe di continuare a lucrare sull’economia di guerra.

Cosa sto facendo concretamente?
Scrivendo lettere!
A mano!
A elettori dello IOWA invitandoli a registrarsi come repubblicani e andare ad esprimere, il 3 Gennaio, la loro preferenza per la nomination a Paul.
Perchè Iowa?
Perchè essendo il primo Stato dove si terranno le primarie, avrà una grande risonanza su tutte le primarie successive, e una vittoria o un buon piazzamento di Paul avrà l’effetto di cancellare mesi e mesi di tentativi di ignorarlo.
Perchè scritte a mano?
Perchè gli elettori di questo Stato sono, in questo momento, bombardati da mailing promozionali e pubblicitari per questo o quel candidato, e una lettera scritta a mano si farà sicuramente notare.

Perchè chiedo ai lettori di EFFEDIEFFE di partecipare?
Andate a vedere le posizioni del dottor Paul sul suo sito www.ronpaul2008.com, in sintesi possiamo dire che: - è per un ritiro immediato da Iraq e Afghanistan, aveva votato contro la guerra;
- è per uno Stato “snello”, meno tasse, meno interventismo, maggiori libertà, non metterà mai delle limitazioni ad internet; il principio è che, meno soldi si raccolgono centralmente, meno tentazioni ci saranno per fregarsi la torta;
- è contro l’aborto: essendo stato un ginecologo per 40 anni, ha dichiarato di non aver mai visto un solo caso in cui si rendesse necessario un aborto, per nessun motivo (Hilary e Giuliani cosa dicono?);
- sposato da 50 anni con la stessa donna, ha 5 figli, attivi con lui nella sua campagna (vedi gli altri candidati...);
- sui problemi del Medio Oriente e di Israele in particolare, è contrario all’interventismo americano (qui è davvero unico: gli altri hanno paura - Clinton compresa - di perdere il supporto della nota lobby);
- sul 9/11 non ha preso posizione particolarmente “forte” (e questo dispiace al nostro amico Tarpley), dicendo sostanzialmente che il governo USA ha soltanto “approfittato” della situazione; Tarpley avrebbe dovuto dire che i neocon hanno organizzato il tutto, ma molto pragmaticamente, intervistato da una TV, lui ha dichiarato: “lei pensa - rivolto all’intervistatore - che se dichiarassi che il 9/11 è stato organizzato dal governo USA la sua televisione mi inviterebbe qui a parlare?”.

Cari co-lettori di EFFEDIEFFE, se pensate che sia giunto il momento di tradurre le idee in azione, che non si può soltanto assistere passivamente a quello che ci capita intorno ma ogni tanto – almeno - bisogna rimboccarsi le maniche e cominciare a darsi da fare, forse questa è un’occasione unica; magari non unica, ma sicuramente irripetibile fino al 2012: aderite all’iniziativa e cominciate a scrivere!

Per avere gli indirizzi scrivete a: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Alberto M.





30/11/2007
12.30
Risposta a non si faccia insultare


“Sapesse quante lettere alla F. C. ricevo! Per fortuna ne ricevo anche di gentili come le sue”.

Ho letto questo commento e non riesco a fare a meno di mandarLe una mail, come sempre....(scusi se le faccio perdere tempo..).
Voglio solo dire:e non e’ bene?
Intendo ricevere tante mail d’insulto?!
Vuol dire che e’ sulla buona strada e che dice cose vere...
e agli idioti, questo, da’ propri fastidio...ehehe!!
e quanti ce ne sono di idioti in Italia...mamma mia...

Buona domenica e buon lavoro!

Carlo
Padova





30/11/2007
11.30
Restrizioni ai cattolici in Terrasanta


L’amico Luigi ci inoltra questa lettera di un sacerdote italiano in Israele.


RESTRIZIONI DI ISRAELE AI CRISTIANI
MINACCIANO IL FUTURO DELLA CHIESA

dichiarazione dei sacerdoti di Terra Santa, inviataci da don Mario Cornioli

Ciao a tutti.
Forse vi sarà arrivato l’eco di quello che sta succedendo in questi giorni in TerraSanta.
Avrete letto quello che Mons. Sambi, già nunzio a Gerusalemme ora nunzio negli Stati Uniti d’America, ha detto (mi domando : è così grave la sua dichiarazione???
Non dice nulla più che la verità...) di come l’ambasciatore in vaticano Ben Hur si sia scaldato chiedendo urgenti chiarimenti (ma mi domando: forse non li dovevamo e li dobbiamo chiedere noi i chiarimenti e con urgenza dato che siamo bloccati dal 1993???) di come Padre Lombardi abbia subito risposto (mi domando : poteva essere più coraggioso e meno pauroso???
Non è forse arrivato il momento di essere più decisi e chiari e meno intimiditi???).
Per chi non ha seguito la vicenda vi allego la situazione dei nostri preti della TerraSanta...bastano pochi minuti per leggerle!!!
Dopo averle lette una domanda anche per voi:

MA NON VI SEMBRA CHE CI SIA UNO SCOPO CHIARO DIETRO TUTTO QUELLO CHE STA SUCCEDENDO??????
O SEMBRA SOLO A ME????

Vi chiedo un gesto di carità...aiutatemi a capire meglio la storia, quello che sta succedendo perché a me sembra molto poco chiaro....e la nostra gerarchia "locale" ( quella di TerraSanta ha fatto questo documento...) non ha forse il dovere di darci qualche risposta in più....di dirci se è evangelico o meno questo silenzio intorno a quella che sta diventando una delle più grandi ingiustizie viventi???
Gesù cosa avrebbe fatto?????????

Scrivetemi qualcosa vi prego!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

E preghiamoci sopra ma proviamo però anche ad uscire da questo imbarazzante silenzio...
con affetto un povero prete che si sente solo come i suoi confratelli della chiesa madre di Gerusalemme che diversi di voi hanno conosciuto e che ogni giorno sono umiliati e impediti nello svolgimento normale della propria missione e che rischiano di essere sbattuti fuori dalle proprie parrocchie senza motivo.

don Mario Cornioli
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Dichiarazione dei sacerdoti di Terra Santa

Il Ministero degli Interni Israeliano ha deciso di limitare l’entrata dei possessori di visti validi per "una sola entrata" oppure "nessuna entrata".
Inizialmente questo provvedimento era intenzionato a proibire l’ingresso a coloro che provenivano da "paesi nemici".
Malgrado ciò adesso comprende anche GIORDANI ed EGIZIANI , gli unici due Paesi Arabi che avevano firmato il trattato di pace con Israele; tra i possessori di "visto" che hanno queste restrizioni sono sacerdoti,uomini e donne religiosi, seminaristi ed altre persone della Chiesa.

QUELLO CHE PUO’ SEMBRARE UNA RESTRIZIONE NORMALE IMPONE INVECE DELLE GRAVI CONSEGUENZE.

Il Patriarcato di Gerusalemme, che include PALESTINA,ISRAELE e GIORDANIA, sarà diviso in quanto ai sacerdoti Giordani e al personale delle Chiese non sarà permesso loro di spostarsi fra GIORDANIA,ISRAELE e PALESTINA.Le stesse restrizioni saranno applicate alla CUSTODIA DELLA TERRASANTA , la CHIESA MELCHITA e LE CONGREGAZIONI RELIGIOSE.
Ai SEMINARISTI del Seminario del Patriarcato Latino in BEIT JALA, la maggior parte dei quali sono Giordani, non sarà permesso loro di visitare le loro famiglie a Natale, Pasqua oppure altre occasioni, comprese eventuali emergenze che si possano verificare: queste visite comportereb- bero la perdita del "visto di residenza".
Le richieste di un nuovo "visto" mentre sono fuori del Paese, in base alle nuove regolamentazioni Israeliane,può richiedere 3-4 mesi.
I Giordani possano lasciare il Paese (Israele, Palestina) ma il re-ingresso non è garantito.
Giordani ed altri Sacerdoti arabi devono rimanere nel paese (Israele,Palestina) senza uscirne e quando il "visto di residenza" scade, devono lasciare il Paese, richiedere un nuovo visto prima che possano ritornare alle loro parrocchie e ministeri;il periodo di attesa può essere 3-4 mesi senza garanzie di poterlo avere.
Tutto l’operato della Chiesa sarà messo a repentaglio da questa procedura.

Se ISRAELE continua con le nuove regolamentazioni, le conseguenze saranno pessime:
1 - entro giugno 2008 la CHIESA CATTOLICA perderà molto del suo Clero in prevalenza della GIORDANIA
2 - il SEMINARIO, fondato nel 1852 e che ha formato e forma tutto il Clero e i Vescovi del PATRIARCATO LATINO (256 vescovi dal 1852) sarà CHIUSO.
3 - tante Parrocchie saranno lasciate senza Preti..

QUESTE NUOVE RESTRIZIONI SONO AGGIUNTE A QUELLE GIA’ ESISTENTI.

Assistiamo a innumerevoli ritardi e complicate procedure burocratiche per ottenere i "visti" per il personale di cui la Chiesa ha bisogno per il Suo lavoro; il rifiuto di emettere o rinnovare visti senza nessuna spiegazione.
La libertà della Chiesa nella gestione ordinaria è dichiarata nell’ ACCORDO FONDAMENTALE fra la SANTA SEDE e lo STATO DI ISRAELE NEL 1993 ma MAI RATIFICATO dal Parlamento Israeliano (La Knesset).

A) Ai preti palestinesi non è permesso di entrare in ISRAELE o GERUSALEMME.
possono avere il rilascio dei "permessi"dalle autorità militari Israeliane,limitando i punti di entrata, la durata del soggiorno, restrizione degli orari , vietato l’uso delle auto, dovendosi sottoporre a controlli umilianti ai checkpoint e annullando i permessi in qualsiasi momento o ancora di più con la frequente chiusura "dei Territori".
Queste restrizioni non permettono qualsiasi tipo di normale lavoro pastorale o qualsiasi partecipazione alle cerimonie religiose nella Terra Santa o gli incontri mensili-ritiri al Patriarcato Latino.
B) Ai CRISTIANI PALESTINESI oppure come è nel caso di tutti i PALESTINESI non è permesso di andare a GERUSALEMME e/o visitare i Luoghi Santi.
Con l’applicazione delle nuove restrizioni imposte ai pastori, seminaristi e personale della Chiesa, la vita stessa della Chiesa sarà gravemente toccata.

CIO’ CHE E’ RICHIESTO ADESSO AD ISRAELE:

- rispettare la libertà religiosa;
- rispettare la realtà che la Terra Santa è il centro della vita della Chiesa;
- rispettare la libertà della Chiesa per esercitare il suo lavoro pastorale;
- rispettare l’accordo preso nel "TRATTATO FONDAMENTALE" con la SANTA SEDE;
- consentire al personale della Chiesa di spostarsi liberamente, semplicemente dando l’opzione "INGRESSI-MULTIPLI" e i loro visti di residenza.

SE LE RESTRIZIONI CONTINUANO, IL FUTURO DELLA CHIESA IN TERRA SANTA SARA’ GRAVEMENTE MINACCIATO.

www.jerusalem-holy-land.org


E inoltre:
Coloni israeliani invadono Spianata delle Moschee
15-11-2007 Gerusalemme

In concomitanza con l’apertura del Forum Internazionale su Gerusalemme che si sta svolgendo a Istanbul, coloni israeliani hanno invaso la Spianata delle Moschee, a Gerusalemme, occupando il terzo luogo sacro dell’Islam.
Alla Conferenza Internazionale ospitata dalla Turchia partecipano importanti esponenti dell’Islam e del Cristianesimo giunti sia dalla Palestina sia da altri paesi arabi.

http://www.infopal.it/testidet.php?id=6813

RISPOSTA

Il primo dei fratelli maggiori biblici, se non sbaglio, si chiamava Caino.

Maurizio Blondet





30/11/2007
10.30
Perchè l’italia ancora non è fallita


Ogni giorno ci si domanda come mai, nonostante tutto, l’italia non fallisca.
Lo scenario economico sempre più depresso, il petrolio che sfiora i 100 $, l’inflazione che secondo calcoli medi non può essere inferiore ad un 10% reale (a questo riguardo ho inviato un mio pezzo), impoverimento progressivo delle famiglie che ricorrono sempre più, nonostante la stretta creditizia, ad indebitarsi pur sapendo che la possibilità di rimettere i propri debiti sarà improbabile.
Eppure...si tira avanti.
Cos’è che fa realizzare questo miracolo?
Facciamo qualche considerazione.
L’Italia è rimasta una nazione sostanzialmente agricola.
Basta allontanarsi da quelle città che stanno sull’asse venezia-milano-bologna per rendersi conto che il tessuto industriale scompare.
L’economia agricola diventa la sola che sfama ancora moltissima gente, quasi tutti hanno un orto o un piccolo campo in cui coltivare il necessario per la famiglia.
Molti hanno animali ed ottengono dalla legna il combustibile per scaldarsi nei periodi più rigidi dell’anno.
Diversi paesi sono per lo più abitati da anziani i cui bisogni sono ristretti e la pensione data in tempi di vacche grasse consente anche di mantenere o integrare in modo robusto il reddito di figli o nipoti. Oltre il passo della Futa questo scenario è evidentissimo.
Paesini abbarbicati su colline o monti con un’economia chiusa che permette la sopravvivenza.
L’artigianato locale inoltre favorisce il commercio tra questi paesini fornendo di fatto una rete economica di solidarietà.
Il turismo inoltre spesso è un volano fondamentale per completare il sostentamento di molte famiglie.
Non dimentichiamo inoltre che il sud è un serbatoio di voti tenuto in ostaggio dietro la promessa di un lavoro pubblico. Anche in questo caso l’economia è comunque agricola e poco esposta alle volatilità economiche internazionali.
Diverso è il caso dei paesi del nord Italia che stanno nelle zone più industrializzate.
In questo caso la crisi morde maggiormente in quanto la famiglia media ha bisogno di tutto.
E’ esposta totalmente alla globalizzazione e a tutto quello che ne consegue.
Il tessuto industriale italiano riesce, a stento, a resistere in quanto i distretti economici formatisi negli anni ’60-’70 permettono di avere le tecnologie di trasformazione, a distanze brevi e spesso gli accordi di pagamento solo dilazionati e fatti su un reciproco scambio di "solidarietà" lavorativa.
Il personale è quasi tutto straniero, assunto tramite agenzie interinali, dunque flessibile in funzione delle reali esigenze lavorative, gli investimenti tecnologici bloccati e sfruttati fino alla consunzione tecnica.
Chi ha un lavoro più specializzato o conoscenze maggiori si deve accontentare ed accettare di lavorare sei giorni la settimana per 10/11 ore al giorno.
Chi, tra le nuove generazioni, ha delle capacità non resta più in Italia.
Cerca di emigrare e farsi una vita altrove dove sa che la meritrocrazia e non la mestellocrazia conta ancora.
I problemi veri per questa nazione varranno:
1. Quando i vecchi che hanno ancora quelle pensioni date anni fa moriranno
2. Quando le nuove generazioni si troveranno analfabete perchè i programmi scolastici sono stati adeguati alle esigenze dei rom e degli stranieri in genere
3. Quando i fondatori delle aziende non vedendo più un futuro sia generazionale sia economico chiuderanno progressivamente le loro aziende, le venderanno o le delocalizzeranno sempre più.

Nel momento in cui si verificheranno queste componenti allora per l’Italia sarà finita.

P. L.
Brescia





30/11/2007
09.30
Finanziaria: il Forum Famiglie escluso, entra l’Arcigay


Di Rassegna Stampa (del 14/11/2007)

Finanziaria: il Forum Famiglie escluso dalle consultazioni.
Il Forum Famiglie organizza una raccolta di firme a sostegno di una proposta fiscale che premia i contribuenti che hanno un figlio a carico... E protesta per essere stata esclusa dalle parti sociali consultate (tra le quali è invece inclusa l’Arcigay) su Dpef e Finanziaria.

E’ la prima volta che dopo sette anni il Forum non viene interpellato: speriamo che il Forum impari la lezione e si apra alle realtà che fanno davvero lobbying etico. Il Popolo del Family Day torna a mobilitarsi.
Lo fa per chiedere un fisco giusto, a misura di famiglia.
Lo fa per protestare contro questa finanziaria 2008, talmente chiusa nei confronti della famiglia che è stato difficile anche trovare appigli per fare emendamenti.
Lo fa per protestare contro il Governo Prodi che per la prima volta dopo sette anni ha depennato il Forum Famiglie dalle parti sociali interpellate nella stesura del Dpef e della Finanziaria, ricevendo invece l’Arcigay.
Perchè l’Arcigay sì e il Forum Famiglie no?
Perché Padoa Schioppa ha ricevuto il Forum solo una volta, per il Dpef dell’estate 2006, per poi chiudere tutte le porte dopo il Family Day? [Il perchè è ovvio: nonostante gli ingenui tentativi del Forum di presentare il Family Day come aconfessionale e apartitico, sul piano culturale esso è l’esatto contrario del progressismo, NdR]

Le famiglie non ci stanno più e hanno deciso di gridarlo dai tetti.
Lo faranno nei prossimi tre mesi con una imponente raccolta di firme, che vuole rimettere insieme il milione di persone scese in piazza il 12 maggio. E forse qualcuna in più, visto che la richiesta è totalmente laica e interessa chiunque abbia un figlio a carico, a prescindere dall’essere sposati o meno. [E’ un’altra inutile concessione fatta dal Forum al politicamente corretto: con tutto il rispetto per le situazioni familiari difficili, è evidente che il Forum non raccoglierà mai il consenso delle Unioni di Fatto, NdR].

Tant’è che alle associazione del cartello del Family Day si è aggiunto anche l’Ugl - Unione Generale del Lavoro.
"Il Family dai ha lasciato alla famiglia la consapevolezza di essere un soggetto sociale", dice Paola Soave, vicepresidente del Forum. [Il Family Day è riuscito solo perché l’episcopato e il clero bene orientati si sono mobilitati. E’ un’iniziativa che vivrà solo per l’impegno di questa parte della Chiesa, non certo grazie all’intelligente Roccella e all’ambiguo Pezzotta, che rappresentano solo se stessi, NdR]

"Non è solo questione di soldi, ma di cultura. Fare figli non è un fatto privato, ma un elemento di bene comune".
Non si tratta di regali, ma di introdurre nel fisco l’equità orizzontale, per cui a parità di reddito chi ha figli da mantenere non deve pagare le stesse tasse di chi figli non ne ha.
La petizione chiede di calcolare il reddito non solo in base al reddito percepito, ma anche in base al numero dei componenti il nucleo familiare.
In pratica si chiede di dedurre dal reddito medio percepito il costo reale del mantenimento di ogni figlio, quello che la Costituzione sancisce come obbligo, calcolabile intorno ai 6.000 euro: "Una cifra per nulla esagerata, molto vicina al reale, semmai per difetto", commenta la Soave. Sullo stesso reddito andrebbero calcolate anche tutte le addizioni regionali e locali, con un notevole risparmio complessivo per le famiglie.
La deduzione deve spettare a tutti, indipendentemente dal reddito, "perché il principio non è quello dell’assistenza, ma della sussidiarietà. Siamo stanchi di uno Stato che si sostituisce alla famiglia, offre servizi, la priva di risorse e poi la assiste quando è diventata povera: chiediamo che la famiglia sia lasciata nella condizione di poter adempiere le sue funzioni".
Per questo per gli incapienti è prevista un’integrazione al reddito pari alla deduzione non dovuta: non un assegno, ma una "tassa negativa" che lo Stato deve al cittadino.

(Sara De Carli)

RISPOSTA

Ecco il totalitarismo della dissoluzione.

Maurizio Blondet





30/11/2007
08.30
Accade in India


Cari amici,

nel Bengala Occidentale è in corso da quasi un anno una lotta drammatica dei contadini di Singur e Nandigram contro i progetti di esproprio dei loro terreni per far posto a multinazionali indiane e straniere.
Questa lotta ha visto episodi raccapriccianti e veri e propri massacri.
Violenze che nel nostro paese sono volutamente taciute perchè coinvolgono, sia pure indirettamente, i nostri investimenti e le relazioni speciali tra il nostro governo e quello del Left Front che guida il Bengala Occidentale.
E' per questo che dai mass-media sentirete solo parlare di "Cindia", di "Speranza indiana", di "capitalisti indiani benevolenti", in breve della "Shining India" di successo che non disturba le nostre coscienze e suscita poche domande e facili risposte.
Sarà invece ben difficile che vi parlino dell'India degli 836 milioni di persone che vivono con meno di mezzo dollaro al giorno (rapporto 2007 dell'agenzia di stato National Commission for Enterprises in the Unorganised Sector consegnato ufficialmente al primo ministro Manmohan Singh), che dalla Shining India globalizzata non hanno ricevuto nulla se non addirittura un peggioramento delle condizioni di vita.
Noi crediamo che quanto è taciuto sia lo specchio fedele delle deformità del nostro stesso sviluppo occidentale e un dramma epocale per i contadini, le popolazioni tribali e la maggioranza della popolazione indiana.
Un dramma che è destinato ad avere un impatto globale.
Proprio di ciò si discuterà durante le presentazioni del mio libro "Naxalbari-India. La rivolta nella futura terza potenza mondiale".
La presentazione verrà preceduta dalla visione del documento filmato "La grazia e la violenza".
Ecco la lista delle prossime presentazioni:

- Torino: Martedì 4 dicembre 2007 - h 18. Sala Gandhi - Centro Studi "Sereno Regis". Via Garibaldi, 13.
- Roma: Mercoledì 12 dicembre - h. 18,30 - Salone della Chiesa Metodista, Via Firenze, 38.

Nell'invitarvi a partecipare vi prego di diffondere più che potete questa informazione.

Grazie.

Piero Pagliani





29/11/2007
20.00
Intelligenza e no


Direttore buonasera,

mi chiamo Claudio G. e le scrivo da Pesaro, nelle Marche.
Sono un catechista cattolico di 29 che da un po’ di anni, ormai, si è dedicato alla lettura di materiale eterogeneo nel tentativo di capirci un po’ di più, di questo mondo, e saper meglio così orientare pure le mie scelte ed il mio agire cristiano.
Sono persuaso del fatto che la dinamica di croce/risurrezione illumini anche la volontà di mettersi in discussione nel confronto col pensiero altrui, anche alla luce del fatto che, essendo Cristo la Verità, perseguendo io quest’ultima non farò altro che perseguire Lui.
Sono da un paio di mesi un attento lettore di EFFEDIEFFE, il cui link trova tra l’altro posto anche sulla colonnina di dx del mio blog ( http://vitabeffarda.splinder.com/), che questa settimana riporta uno stralcio del Suo articolo "L’11 settembre come kolossal tv".

Innanzitutto mi complimento soprattutto per il modo in cui sono documentate le ricerche della "vostra" redazione (altro che certa disinformazione), e, per seconda istanza, le segnalo un articolo del sito ebraico "Shalom" circa il tema della presunta intelligenza superiore del popolo israelita:
www.shalom.it/article

Devo dire che, lungi da me la tentazioni di cadere in facili buonismi anti-antisemiti, ho trovato incongruente l’assimilazione da Lei a mio avviso implicitamente fatta tra i concètti di "intelligenza" e "culto/civiltà/religione": l’intelligenza credo sia la capacità di interconnettere i dati in possesso a fini progettuali, mentre la civiltà di un popolo la identifico come una base organizzativa aprioristica su cui l’intelligenza muove spontaneamente (ethos, insomma), almeno fino al giorno dell’assunzione di una piena consapevolezza dei retaggi impliciti nel proprio pensiero. Per questo, e non altro, ho trovato il suo articolo un po’ "reattivo", senza peraltro scendere nel merito della confutazione.

Venendo ad altro, mi va di rivelarle che il Suo libro "Gli Adelphi della dissoluzione" è stato per me il principio di un’interessante ricerca, che mi ha portato a rispolverare la "Pascendi" di Pio X e a riflettere in modo nuovo su certe dicerie già giuntemi da tempo all’orecchio su un’ipotetica infiltrazione massònica al Concilio Vaticano II.
Mi sono dedicato, a seguire, alla lettura del testo "Filosofia della massoneria" di Giuliano Di Bernardo (ex grand’oriente, poi gran loggia unita d’Italia) e sto ora cercando di capire quanto la Chiesa Cattolica possa davvero esser catalogata nella "via della mano destra", almeno stando a quanto distingue Wikipedia.
Mi pare che la Chiesa Cattolica, nella sua universalità, custodisca nel rapporto tra clero e laicato entrambi i princìpi: quello dell’operosità e quello della contemplazione; quello dello sguardo al futuro e quello dello sguardo al passato; quello "solare" della Risurrezione e quello "titanico" del Venerdì Santo.
Non crede anche Lei?
Mi pare poi che il francescanesimo, nel suo peculiare stile, ancor più possa mostrare il Cattolicesimo come "non catalogabile (per conto della Chiesa tutta che lo ha accolto)" in termini di "fazione".

A proposito del suo libro, ha letto questo?:
http://itis.volta.alessandria.it/episteme

Ora la saluto e le auguro una buona serata ed una buonissima Domenica!

Claudio

RISPOSTA

Ovviamente esistono ebrei intelligenti e ebrei stupidi, come tutti.
La mia era una canzonatura di quello che mi pare un sempre più aperto narcisismo, o auto-adorazione, gabellato come "scienza".
Quanto alla "mano destra", non penso che questa categoria possa applicarsi alla Chiesa.
Anzitutto, mano destra e mano sinistra non hanno molto a che fare con "opere" e "contemplazione".
La mano sinistra indica vie ascetiche che promettono (o pretendono) di raggiungere la liberazione attraverso la trasgressione, intesa come rottura di ogni limite, morale e persino fisiologico.
A voler sottilizzare, se c’è una mano sinistra cattolica è quella di colui che accetta la morte per gli amici, negando il suo io biologico per abnegazione e carità, come padre Kolbe ad esempio.
Forse, i "i consigli evangelici", a cui non si è tenuti ("Se vuoi essere perfetto") implicano questa rottura del limite in senso cristiano... ma non spingerei la metafora fino a questo punto.

Maurizio Blondet





29/11/2007
18.30
Padoa Schioppa ha un fratello


Gentile Direttore,

ecco uno stralcio di in comunicato di Fast pensionati che ad ogni buon conto allego:

"Con la legge Finanziaria 2007, il Governo finanzia con 50 milioni di Euro, notizia del Corriere della Sera del 29 settembre 2007, la biblioteca Europea di Milano, che ha nella Fondazione come Presidente il fratello Antonio del Ministro Schioppa: Finanziaria di famiglia o semplice coincidenza?
Noi della FASTpensionati speriamo e pensiamo che sia un caso del destino"
.

Cordialmente.

Alfonso M.

RISPOSTA

Senza vergogna.

Maurizio Blondet





29/11/2007
17.30
"Bamboccioni"


Caro Direttore,

le scrivo nella speranza che nelle mie parole si rispecchi la maggior parte dei neo-adulti di oggi, di quei giovani che di tal aggettivo anagraficamente non si possono permettere il lusso di goderne quasi più.
Le scrivo a proposito di quell’odioso epiteto affibiatoci dal ministro Padoa-Schioppa, "bamboccioni", che getta luce sul regno di ignoranza della vera realtà, nel quale comodamente dimora la nostra classe politica.
Io ho 27 anni, mi sono laureata specialistica in Lettere entro i tempi previsti e da tre anni insegno italiano e storia in un istituto professionale del trevigiano.
Mi considero fortunata a poter svolgere la professione per la quale ho studiato e, come tutti, vorrei iniziare a costruire la mia vita, la mia indipendenza.
Vorrei avere tuttavia un suggerimento dal nostro ministro: come posso "debamboccionizzarmi" con uno stipendio mensile di meno di mille euro?
Infatti, insegno in due istituti, ma il mio contratto co.co.pro prevede che ogni mese non mi arrivi l’intero stipendio, ma un acconto dello stesso, il cui contenuto non è sufficiente a vivere.

Mi suggerisca il gentile ministro come posso fare con una cifra mensile assai inferiore a mille euro a:
- pagare le rate del mutuo/affitto;
- pagare le bollette di luce, acqua, gas;
- pagare la bolletta del telefono o la scheda ricaricabile del cellulare;
- pagare la benzina, il bollo, l’assicurazione;
- pagare le imposte comunali, oltre a quelle statali;
- pregare di non ammalarmi e di non aver bisogno di alcun tipo di visita urgente;
- riuscire a fare quel minimo di spesa che mi permetta di sopravvivere.

Considerando che i contratti co.co.pro non danno diritto ad assistenza sanitaria, nel corso dell’anno sono costretta ad andare al lavoro anche con la febbre, la dissenteria, il mal di gola, se non voglio perdere parte della mia retribuzione.

Il lodevole ministro potrebbe controbattere a questa pletora di lamentele suggerendo di trovarmi un lavoro serale o pomeridiano, per "arrotondare". Ebbene, già da parecchi anni è stata istituita la SSIS, la scuola superiore per l’insegnamento statale: due anni profumatamente pagati (a 1.500 euro l’anno), durante i quali i futuri insegnanti sono obbligati a seguire una marea di corsi, con relativi 45 esami, stages, tesi finali, esame di stato e concorso!!!
E non è tutto, perchè, per poter accedere al test di ammissione a suddetta scuola, è necessario aver maturato durante gli anni accademici un tot di crediti, che nessuno è riuscito a conseguire; perciò, per sanare il deficit, è necessario iscriversi a corsi singoli, che hanno un prezzo compreso tra i 130 e i 170 euro.
Riassumendo: per poter sostenere i costi della SSIS, è necessario lavorare e non poco; per poter terminare nei tempi la SSIS, è necessario studiare molto, perciò non è possibile fare più di un lavoro, che in ogni caso comporta responsabilità e dedizione, perciò tempo.

In quale modo è possibile rendersi presto indipendenti dalla famiglia, quando non c’è lavoro e, quando c’è, viene regolarizzato con un contratto che dovrebbe essere messo alla gogna, che non dà alcuna garanzia, non permette di mettere da parte nemmeno i contributi INPS e che viene pagato con un acconto mensile da fame?
Forse l’accorto ministro vive nel Paese dei Balocchi, un mondo tutto suo, una realtà bella e semplice, lontana anni luce dalle problematiche che angosciano non solo noi "giovani", ma anche i genitori, che hanno passato una vita a sostenerci e che, visti i tempi e i rincari quotidiani, non ce la possono più fare.
Che soddisfazione riempirsi la bocca di ovvietà, quando, a fine mese, in banca viene accreditato uno stipendio da parlamentare.
Questi politici che vivano un pò di più tra la gente comune, che cerchino soluzioni, invece di esose alleanze!

N.

RISPOSTA

Poveri giovani...
Siamo un popolo oppresso e spogliato anche della speranza.
"Bamboccioni".

Maurizio Blondet





29/11/2007
16.00
La degenerazione linguistica segno dei tempi


Spettabile Redazione,

ho guardato il video proposto dal lettore del 21/11 u.s. in favore della teoria del creazionismo rispetto alla teoria evoluzionista.
Gli elementi in favore del creazionismo appaiono effettivamente schiaccianti.
L’osservazione naturalistica, la fisica, la matematica e la statistica sembrano tutte condurre ad un Creatore piuttosto che ad un cieco caso, che avrebbe possibilità di realizzare anche una sola proteina con probabilità tendenti allo zero.
Mi è sembrato molto interessante il riferimento al secondo principio della termodinamica, ed alla famosa entropia.
Si trapassa continuamente da una forma di energia per così dire più nobile ad una più vile.
A livello cosmico si assiste insomma ad un continuo processo degenerativo, che alla fine conduce all’inevitabile esito dell’appiattimento di tutte le forme di energia verso un nulla.
Nel video si fa il paragone con un orologio a molla che viene caricato all’inizio del tempo e col progredire si scarica sino ad arrestarsi.
C’era dunque un momento in cui tutta l’energia era a livello superiore, che tutto era perfetto.
Poi il male ed il peccato aggrediscono il sistema e lo portano verso il nulla.
Senza nuova energia immessa dall’esterno, senza nuova creazione ordinatrice da parte di una suprema intelligenza, si sprofonda nella morte cosmica.

Ora, volevo fare una semplice osservazione e rapportare questo fondamentale fenomeno alle vicende umane.
Contrariamente al mito del progresso, l’osservazione della realtà e i superiori principi, ci dovrebbero svelare che tutto corre verso una continua e ineluttabile degenerazione. Quello che vediamo è lo sgretolamento dell’ordine verso il disordine, il caos. Ma il processo, che oggi appare grandemente accelerato c’è sempre stato, sin dall’origine dell’uomo.
Così è da ritenere che i primi uomini fossero più perfetti di noi (non dei pelosi scimmioni come vorrebbero far credere gli evoluzionisti).
Che fossero degli uomini contemplativi, di grande bellezza e perfezione sia fisica, sia morale, come descrive in modo affascinante Dostoevskij in "Sogno di un uomo ridicolo".
Che fossero più prossimi al Creatore di quanto non lo siamo noi.
Che soffrissero meno e fossero meno tarati dal punto di vista fisico e mentale.
Una prova?
Per me un argomento importante potrebbe essere quello dell’analisi delle strutture linguistiche, che riflettono l’intelligenza di un popolo.
Mi ha sempre colpito la superiore purezza della lingua latina rispetto alle lingue volgari.
Una lingua così strutturata, sintetica, pura non trova eguali nelle lingue moderne.
Quando si traduce dal latino in italiano ci vogliono almeno il 30% in più di parole per esprimere più o meno lo stesso concetto.
Dico più o meno.
Perché, a parte la difficoltà di comprendere un pensiero così potente e conciso (difficoltà con la quale tutti i liceali si sono scontrati), non si riesce mai a tradurre senza tralasciare qualcosa, senza approssimare, nonostante il maggior numero di parole.
Con il latino poi non si riuscirebbe molto bene ad esprimere delle stupidaggini, né a fare i discorsi confusi e senza senso dei nostri politicanti, dei nostri cattedratici, dei libercoli che invadono le librerie e le scuole.
Non si trovano scempiaggini nella letteratura latina, o concetti imprecisi.

Se ne dovrebbe dedurre che quegli uomini erano più intelligenti di noi, parlavano meglio, avevano una mente più rigorosa e più forte.
Noi, deboli di mente, facciamo fatica a comprendere San Tommaso (e siamo già nel medioevo), che scriveva per liceali sedicenni.
I nostri giovani, ormai non capiscono neppure l’italiano di Dante (che è - guarda caso più ricco del nostro), o quello del Manzoni, pure così vicino.
La lingua degenera, come diceva Blondet, perde parole, quindi concetti difficili, si rattrappisce in frasette bofonchiate, in versi gutturali, in SMS, etc.
La lingua del mondo non è più il latino, ma l’inglese.
Ma l’inglese non sta certo strutturalmente al livello del latino, ma neppure del francese o dell’italiano. L’inglese è la massima destrutturazione: i verbi non si coniugano quasi.
Non si dice: "io amo, tu ami, egli ama, noi amiamo, voi amate, essi amano".
Ma si aggiunge solo faticosamente una "s" alla terza singolare. Come dire: "io amo, tu amo, egli amos, noi amo, voi amo, essi amo".
Non c’è molto sforzo mentale in questo.
Questo per fare un esempio.

Al lato opposto i latini avevano parti mobili per indicare tutte le posizioni delle parole nella frase.
Desinenze che rendevano superflui tutti i nostri di, a da, in, con, su, fra, tra, per, etc.
Anche gli articoli erano superflui e si capiva lo stesso (cioè loro capivano, noi a volte un po’ meno).
Questo sia detto per il latino, ma anche il greco antico è lingua altrettanto potente, difficile, con forme temporali dei verbi così aristocratiche, con il duale per non confondere quando si parla di "noi" o di "noi due", etc.
Ma queste lingue antiche derivano dalla base comune del sanscrito, la lingua dei bramini, dei sacerdoti indiani. Lingua delle origini, eppure non linguaggio primitivo, anzi, superiore.
Lingua per uomini più intelligenti.
Non a caso, come rilevava Blondet, i bramini, anche oggi eccellono nella logica e nella matematica.
Quindi è poco credibili che queste lingue superiori, parlate da persone intelligenti, fossero derivate da qualche verso di scimmia primitiva.
Non ci si può assolutamente credere.
Per quello che si osserva tra noi indoeuropei è appunto l’esatto contrario.
Da lingue organizzate a lingue disorganizzate, più semplici e volgari.
Da popoli di nobili guerrieri e di sacerdoti contemplativi, a "selvaggi con il telefonino", che al più sanno scrivere un SMS, con l’ausilio del vocabolario interno al telefono.

Un caro saluto e un ringraziamento per la Vostra opera.

R. C.





29/11/2007
15.00
Il Corano come Mein Kampf


Altra notizia geniale:

In Olanda riesplode la ’questione islamica’ e il deputato olandese Geert Wilders, leader populista della formazione di estrema destra ’Partito della Libertà" coglie l’occasione al volo.
Il Corano, dice, va trattato come "Mein Kampf", il libro-manifesto di Adolf Hitler.
Wilders ha chiesto di bandire il testo sacro dell’Islam dai Paesi Bassi perché è "fascista", esorta a uccidere i non credenti e a stuprare le donne.
Wilders ha paragonato il Corano all’autobiografia di Hitler, affermando che entrambi "non hanno spazio nel nostro Stato costituzionale".

www.rainews24.it/notizia.asp?newsID=72722

T. F.

RISPOSTA

Ah sì, dimenticavo, "il Corano è come il Mein Kampf": sempre la nuova storiografia del Katz.

Maurizio Blondet





29/11/2007
13.30
"Saddam figlio di Hitler"?


Santo Dio dove siamo arrivati!!!!
La frase "l’insaziabile sete di petrolio del Terzo Reich" è davvero neolingua

saluti,

Fabio


Saddam figlio di Hitler?
Notizia del 19 novembre 2007 - 09:00

È la teoria di J.P. Sales che ha appena pubblicato un libro negli Usa, "The Coming of the Reichchild"
Saddam Hussein il dittatore.
Saddam Hussein, lo spietato persecutore dei curdi.
Saddam Hussein e l’intolleranza alla democrazia.
Saddam Hussein l’Hitler del nostro tempo, come ebbe a definirlo il presidente degli USA George Bush (padre) nel 1990 dopo la Prima Guerra del Golfo.

Una semplice metafora?
Se lo chiede un libro appena uscito negli Stati Uniti The Coming of the Reichchild. Nel ripercorrere la storia del sanguinario leader iracheno sono tante le domande a cui cerca di rispondere l’autore J.P Sales, che arriva infine a un’incredibile teoria: Saddam potrebbe essere il figlio illegittimo di Hitler.

«Era scritto che doveva diventare il despota di Baghdad - scrive l’autore - la sua stessa esistenza era giustificata dall’insaziabile sete di petrolio del Terzo Reich».
Il libro racconta di «diabolici eventi di un’altra era, quando un seme venne piantato affinché il suo frutto amaro potesse essere raccolto in un’età futura».

Una semplice provocazione? Sales ammette: «Il mio libro combina rigore storico e fiction. Ma non dimentichiamoci che lo stesso Saddam ha sempre ammesso di non sapere chi fosse il suo vero padre. E di essere stato allevato da uno zio ardentemente filo-nazista. Eventi storici e personaggi sono tutti veri».
Non solo: i due si somigliano come gocce d’acqua sostiene Sales, ed entrambi odiavano gli ebrei, «durante la Guerra del Golfo promise di incenerirli con i suoi missili Scud».
La prova per convincere i più scettici di questa bizzarra teoria?
«Il fatto che il suo leggendario bunker sotterraneo dislocato sotto i palazzi del potere di Badgad è stato progettato da Karl Bernd Esser. Il tecnico tedesco, nipote di uno scienziato che lavorò alla costruzione del bunker di Hitler a Berlino».
(Libero News)

RISPOSTA

E’ la nuova storiografia degli eletti.
Saddam figlio di Hitler (Sales).
Padre Pio se la faceva con decine di donne (Luzzatto).
L’Opus Dei ha al suo servizio dei sicari ("Codice Da Vinci").

Maurizio Blondet





29/11/2007
12.00
Crisi economica


Dopo aver letto gli interessanti articoli economici, mi chiedevo se non fosse possibile preparare da parte della redazione, un articolo quadro con dei consigli su come comportarsi in frangenti del genere.

Grazie.

Antonio
Roma

RISPOSTA

Non lo sanno i banchieri centrali, come voglia lo sappia io.
Forse ritirare un po’ di risparmi e metterli in cassetta.
Forse fare scorte di scatolame e maglioni pesanti.

Maurizio Blondet





29/11/2007
11.00
Tempi di confusione


Egregio direttore,

a volte, le opinioni e parole tolte dal contesto creano più oscurità che luce, sopratutto nella religione (topico assai delicato) ed a qualificare i santi padri (ancora di più).
Nella mia ignoranza, bisogno sapere il che, il come ed in quale contesto.
Porrei dire che Giovanni Paolo II era di ultradestra perchè si avvicinò al Opus Dei senza sapere le motivazioni?
Oppure potrei dare dal sinistroso protocomunista a Giovanni XXIII per l'aggiornamento senza conoscere quei tempi lì?
O dare dell’antisemita a lei senza leggerlo bene (e a volte, senza capirlo)?
Certe cose mi fanno troppo rispetto e anche paura.

Con ammirazione

JMC





29/11/2007
10.00
Huckabee


Ero un fan di Montanelli.
Sono da un po' di tempo un suo appassionato lettore.
Seguo con sempre maggiore interesse le sue analisi anche perche' a differenza dei vari pennivenduti di regime lei cerca soprattutto di capire gli eventi italiani partendo dai veri reggitori del sistema che siedono nelle vere poltrone del potere e di cui gli sbiaditi politicanti italioti sono solo gli strapagati burattini.
Comunque volevo sapere un suo parere sul candidato repubblicano HUCKABEE che dovrebbe essere sostenuto da ambienti cristiano evangelici.

Complimentandomi ancora con lei le porgo i miei distinti saluti.

Giorgio S.
Milano

RISPOSTA

Huckabee?!
M'era sfuggito, questo.
Un pastore dei Souther Baptists, i "cristianisti" crociati evangelici che sostengono Bush.
Su costoro, legga il sito www.dailykos.com/storyonly/2007/11/22/11541/779

Maurizio Blondet





29/11/2007
09.00
Narconon


Gentile Direttore,

a suo tempo già Le segnalai che Narconon è un marchio della famigerata setta Scientology.
Vedo pubblicata oggi, probabilmente per una svista, una lettera contro droga e alcool della signora Pinuccia C., appartenente alla stessa organizzazione.
Non me ne voglia se glielo segnalo ancora.
Purtroppo quella setta ha segnato pesantemente la mia esistenza e quella della mia famiglia (mia sorella ebbe la malaugurata idea di aderirvi), e non perdo occasione per segnalarne la pericolosità micidiale.

Sergio M.

RISPOSTA

Pubblichiamo le lettere che riceviamo.
Non possiamo indagare sulla identità degli scriventi.

Maurizio Blondet





28/11/2007
20.00
La BBC su John Mearsheimer and Stephen Walt


Volevo segnalarVi che la BBC ha appena pubblicato sul loro sito web un lungo articolo sui due professori e il loro libro spesse volte menzionato da Blondet.

http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/americas/7104030.stm

Vi ringazio per la quotidiana informazione, accurata, che precede sempre i main-stream media e gratuita.

Rispettosi saluti

G. Battaglia

RISPOSTA

Grazie per aver riconosciuto il "merito".
Sì, spesso arriviamo prima del Corriere, di Repubblica eccetera... e tutto gratis.

Maurizio Blondet





28/11/2007
19.00
Israel radio su Ron Paul


Mi permetto di inviarle questa intervista su ron paul,

http://www.israelnationalnews.com/News

Cordiali saluti,

Marco





28/11/2007
18.00
Ipse dixit


Ecco cosa disse Berlusconi, l’unica speranza per un radicale rinnovamento della politica italiana, qualche giorno fa: "Non consento a nessuno, proprio a nessuno, di dubitare del mio sostegno totale ed incondizionato al popolo ebraico e allo Stato di Israele, testimoniato da cinque anni di governo e da tutta la mia attività politica internazionale".

http://www.tgcom.mediaset.it

Giancarlo

RISPOSTA

Ecco a chi obbedisce il Cavaliere.
Non al popolo italiano che lo elegge, ma ad una potenza straniera con 500 bombe atomiche.

Maurizio Blondet





28/11/2007
17.00
Clima surriscaldato


In risposta alla nota inserita nell'articolo sulle centrali.

http://www.junkscience.com/

Lì sono pronti 125.000 $ per chiunque porti le prove del contributo del CO2 al riscaldamento.
Non è una balla.
Dietro ci stanno i più grandi meteorogi del pianeta (Riscaldamento tra l’altro puramente virtuale, come tutto il resto)
Per accedere ai tutti i siti ufficiali di ogni genere riguardante il pianeta (aerosol, temperatura, vulcani, tempeste, venti, meve ecc.) le consiglio di passare per http://pagesperso-orange.fr/meteoclimato/ il miglior sito europeo.

Paolo S.





28/11/2007
16.00
Berlusconi


Gent.mo M. Blondet,

non sarei così severo con Berlusconi in questo periodo.
Trovo del tutto normale che nel centro destra ci siano persone che inneggiano al liberismo, a Lady Thatcher ed a Mr Reagan, a Friedman.
Ci sono però anche persone come Tremonti ed Alvi con idee opposte (antiliberiste) ed incredibilmente chiare (Milton Friedman, l’economista stupido - Margaret Thatcher e Ronald Reagan, bifolchi della politica).

La cosa veramente incredibile in questa vicenda è la posizione compatta ed acefala dell’intero centro sinistra a favore di Draghi e della BCE e quindi del peggior monetarismo e liberismo selvaggio (E QUINDI DELLA PEGGIORE DESTRA, checchè Giavazzi dica, Berlusconi non è stupido e, forse, potrebbe anche avere un sussulto di orgoglio.
Grazie.
Cordiali saluti

Lino R.

RISPOSTA

Dicevano che Forza Italia è un partito di plastica... non avevano ancora visto niente.
Berlusconi ha fatto un partito in due minuti; non solo artificiale, ma "vuoto": non un briciolo di programma, per tenersi libero a qualunque cosa.
Ai peggiori inciuci, alle "larghe intese" (come preludio ai tagli dello stato sociale), alla neo-dc, che stà al centro e si allea con dx e sinistra secondo i casi (i "due forni" di Andreotti).
Torniamo al passato più losco.
Forse Berlusconi ha obbedito ad ordini esterni, come Veltroni: si tratta di fare i due partiti-vuoti come il democratico e il repubblicano USA, nel solo interesse delle lobbies e del capitale speculativo?
E’ un tradimento radicale della volontà popolare, espressa nei referendum anni ’90.
No, stavolta non inviterò a votare Berlusconi.
Tanto, dice lui, ha il 34 per cento.
Sì, il partito delle casalinghe Mediaset.
Vedremo, poi.
Ha vantato dieci milioni di firme: se l’è certificate da sé, io non ho visto queste folle...
Non abbiamo più bisogno di menzogne alla Emilio Fede.

Maurizio Blondet





28/11/2007
15.00
"I Tempi Precipitano" anche dagli States


Egregio Direttore,

Chiedo scusa per mio Italiano, ma sono di madre lingua inglese (italo-americano).
Sono un suo assiduo lettore da un anno e’ mezzo (per me e’ importante sopratutto avere un’altro punto di vista sulla politica, economia, societa’, ecc.) e vorrei ringraziare il lavoro che lei e la redazione svolge.
E mi scuso se non ho potuto contribuire con una donazione al sito, mettero’ soldi da parte per quando mi rechero’ in Italia cosi potro’ comperare "Gli Adelphi della Dissoluzione", "Selvaggi con telefonino" e "Schiavi delle Banche".
Mando questa email perche’ ho appena finito di leggere suo ultimo articolo "I Tempi Precipitano" dove lei prevede il "crollo del sistema americano a capitalismo globale e senza limiti"
Su tante cose che lei scrive Le devo dare ragione, purtroppo anche quest’ultima analisi della situazione pare impeccabile.
La situazione in USA attualmente e’ disastrosa, nessuno se ne rendera’ conto fino all’ultimo momento quando sara’ troppo tardi.
Sono molto triste, credo che perderemo tutto ma nessuno mi crede, compreso famiglia e amici.
Mi dicono di tacere, che dico cose pazzesche, mi fanno sentire come uno squilibrato, ma parlare di quello che vedo e sento e’ piu’ forte di me a volte.
Non so dove andremo a finire con la crisi sistemica globale.
Adesso vivo negli Usa, vicino NY, tuttavia vorrei vivere in Europa-forse anche in italia dove la vita mi sembra leggermente meno frenetica, meno pesante, dove ci sono piu’ aiuti sociali.
Secondo Lei - la crisi sara’ peggiore in Europa o in America?
Sara’ meglio vivere in "Fortress" Europa o rimanere qui vicino a NY?
Ho tanta paura vivere in America-sopratutto perche’ mi trovo da qualche kilometro, come tanti altri, da i ghetto dei neri/sudamericani (quando avranno fame loro ci sara’ d’aver paura veramente).
Pero’ spesso Lei scrive della pessima situazione in Italia imposta dalla "Casta" Italiota e da Bruxelles.
Non crede che sia meglio vivere in Europa per il prossimo futuro-almeno per l’assistenza sanitaria gratuita?
Un’altra domanda, in questi tempi quale titolo di studio (forse Master?) e in quale settore (economia/giurisprudenza/security!?) servira’ per trovare un lavoro per sfamare la mia famiglia?

La ringrazio per il tempo dedicatomi e sopratutto per il lavoro che svolge ogni giorno e pro bono.

Cordiali saluti,

M.

RISPOSTA

L’Europa sarà relativamente meglio, è meno esposta ai subprime.
Ma lei può spostarsi a piacere, specie in tempi di possibile depressione?

Maurizio Blondet





28/11/2007
14.00
Cosa è successo a Gaza?


2007-11-14-Que-s-est-il-passe-a-Gaza

Guardi questa, direttore

Danilo G.

RISPOSTA

Grazie, per chi sa il francese.
Ah, se qualcuno traducesse!
Non posso arrivare a tutto.

Maurizio Blondet





28/11/2007
13.00
Il mondo (horror) in cui viviamo


Pubblicato da Debora Billi alle 11:01 in Current Affairs

Certe volte, nei momenti di ottimismo e lenti rosa, mi dico: "Beh, andrà tutto bene. I governi prenderanno provvedimenti, si darà una sterzata magari all'ultimo momento e riusciremo a rimanere a galla. Certo, non nel migliore dei modi, ma non lasceranno affondare il mondo con questa apparente indifferenza".

Poi mi tocca sempre ricredermi.
L'efferatezza a cui chi ci governa riesce ad arrivare raggiunge livelli da film horror. Questa che racconto è una tragedia americana, ma dubito che nel resto del pianeta l'andazzo sia tanto diverso.

Abbiamo tutti sentito parlare , nei giorni scorsi, dell'altissimo numero di suicidi tra i reduci USA.
Ebbene, c'è di peggio.

Riporta un giornale locale della zona di Pittsburgh la seguente notizia:
Per convincere i giovani ad arruolarsi, l'esercito ha elargito bonus fino a 30.000 dollari.
Adesso uomini e donne che hanno perso in guerra un braccio, una gamba, la vista, l'udito e non possono più combattere sono costretti a restituire il bonus.
Il governo chiede loro i soldi indietro perchè sono ora inabili ad onorare il contratto.

Siamo solo cose.
Cose votanti, cose consumanti, cose combattenti.
Quando arriverà la crisi vera, credete ancora che qualcuno penserà alle nostre sorti, a parte noi stessi?

http://petrolio.blogosfere.it

Articolo dal giornale locale di Pittsburg:
http://kdka.com/





28/11/2007
12.00
I tempi precipitano


Egr. Direttore,

certo è sconvolgente uno scenario come lei lo descrive.
Non metto in dubbio la veridicità del suo articolo e delle poco incoraggianti previsioni per il futuro (ho 3 bambini di cui uno molto piccolo).
In quanto cattolico praticante (ma non bigotto) mi sento sì di essere preoccupato per il futuro di questo mondo, influenzato sempre di più dalla firma di Satana, ma di continuare a mettere al centro della mia vita Gesù Cristo.
Di Lui se ne parla sempre meno e quando lo si fa si viene additati o screditati al lavoro o commiserati nella vita sociale.
I risultati però si vedono: finchè ognuno continuerà a pensare a sè stesso e al proprio tornaconto, usando il potere di cui riveste la sua carica politica (o economica) per compiere il male anzichè usarlo per il bene comune, non credo che le cose potranno andare meglio.
Sto seguendo il suo giornale da un pò e devo farle i più sinceri complimenti per l'impegno che mette alla ricerca della verità.

Grazie e buon lavoro.

Enrico

RISPOSTA

D'accordo, ma io faccio il giornalista, sto solo avvertendo di quel che preparano i satanici malvagi del nostro tempo, che noi non abbiamo il coraggio di rovesciare...
Del resto non si può dire che le cose terribili che forse ci capiteranno siano ingiuste.
Ce le siamo meritate.

Maurizio Blondet





28/11/2007
11.00
Film da non perdere


Caro Blondet,

grazie per la segnalazione delle conferenze di Tarpley (ho assistito a qparte di quella di Bologna e Le ho stretto la mano mentre se ne andava).
In un articolo di non molti giorni fa Lei segnalava un film (tedesco, mi pare) da non perdere.
Mi vorrebbe, per cortesia (non ritrovo l'articolo) ripetere di che film si tratta?

Grazie e un cordiale saluto

Franco D.

RISPOSTA

"Le vite degli altri", credo.
Sulla Stasi.

Maurizio Blondet





28/11/2007
10.00
Repubblica


Egregio direttore,

mio padre insegna in una scuola media in provincia di Trapani, un mio carissimo amico insegna in una scuola media di Palermo.
In entrambe questi istituti scolastici arrivano quotidianamente copie-omaggio di Repubblica da distribuire al collegio docenti.
Io trovo tutto ciò semplicemente scandaloso!

Un lettore





28/11/2007
09.00
Ron Paul


Caro Maurizio,

grazie delle brevi e gentilissime parole di commento alla mia lettera su Ron Paul.

Spero di farti cosa gradita segnalandoti aggiornamenti sulla vicenda dei sondaggi, la fonte è Paul Joseph Watson di Prison Planet, che se non sbaglio tu ogni tanto citi come informatore di valore.
Ho appena descritto la cosa sul blog, con link e tutto.
http://italians4ronpaul.blogspot.com/

Grazie e buon lavoro!

Andrea

Il giornalista Paul Joseph Watson racconta che la società proprietaria di Prisonplanet, il sito su cui scrive la vicenda, ha commissionato e pagato un regolare sondaggio alla Zogby, in cui sono stati sottoposti quattro profili di candidati repubblicani, ma senza farne il nome.
I 1009 cittadini americani interpellati via telefono fisso, hanno dato il seguente responso:

candidato A (Ron Paul) 32,8 %
candidato B (Mitt Romney) 15,1 %
candidato C (Fred Thompson) 12,6 %
candidato D (Rudy Giuliani) 18,6 %
non sa 20,8 %

La società Zogby, a questo punto avrebbe preteso un ulteriore compenso per la pubblicazione dei risultati, da qui una controversia di cui i dettagli per ora non sappiamo.
Coincidenza vuole che pochi giorni fa, Zogby conoscendo i dati da lui stesso curati, intervistato da un famoso giornalista ha parlato “ufficiosamente” dell'exploit di Ron Paul.
Cerchiamo di essere obiettivi: anche questo sondaggio ha dei limiti, non cita tutti i candidati, adotta l'insolito metodo della lettura dei profili politici senza dire i nomi.
D'altra parte, la scelta è frutto della censura dei media sul nome di Ron Paul, che resta sconosciuto ai più tra gli intervistati, su linea fissa, e dichiaranti al 70% di non fare uso di internet.
Si è voluta fare l'inversione della prova: le istanze di Ron Paul hanno successo, configurano il candidato che la gente cerca e non trova: quando gli viene presentato il suo profilo, lo considerano il migliore. Il dato è limitato, ripetiamo, ad utenti di linea fissa, poco internettizzati.
Figuriamoci che percentuale sarebbe venuta fuori includendo maggiore popolazione giovane e gli adulti online! Il punto di sfondamento di Ron Paul è chiaro, palpabile: è il NO alla guerra.
Negli USA come in Italia, solo i media di regime tentano di nascondere che anche una larga parte dei repubblicani, e qui da noi del centrodestra, sono contrari, stanchi delle politiche di guerra nel mondo.
Lo rivela l'altro sondaggio di Prisonplanet, dove parla di 50% di GOP people anti-guerra, e lo scrisse della destra italiana, con insolito coraggio, Il Giornale già nel Febbraio scorso.
Diventa più chiaro l'affannoso esporsi contro Ron dei big neocons Podhoretz e Frum, diventa più chiaro l'allarme-Paul di Giuliano Ferrara già il 3 Novembre.
Puntava il dito sull'abortismo di Giuliani, ma pensava alla guerra.
Per quanto sia fondamentale l'aborto, questa partita si giocherà sulla guerra. La falla a destra è aperta.





27/11/2007
21.00
Libro di Gnocchi-Palmaro (e ahimè le Paoline): ha ragione Savino


Salve direttore,

mi chiamo Martino, e sono un giovane studente universitario di Udine.
Le scrivo brevemente a riguardo dell’articolo di Domenico Savino “Scrittori cattolici all’indice nelle librerie «cattoliche»”.
Avevo già letto il primo libro della formidabile accoppiata Gnocchi-Palmaro, e leggendo l’articolo ho scoperto che era uscita la seconda puntata (nel doppio senso del termine) dei due autori.
Curioso del fatto che, stando alle parole del vostro giornalista Savino, alle Paoline risultasse nell’albo dei libri sconsigliati, mi sono subito deciso ad andare alla libreria delle Paoline della mia città, per testare quale reazione avrei suscitato nel richiedere tale libro.
Quando sono entrato e ho chiesto del libro, non ce l’avevano in esposizione.
Ho dovuto attendere che andassero a prendermelo in magazzino (perlomeno in magazzino ce l’avevano, nel nostro caso!); tuttavia, prima di dirigersi al retrobottega, la suora mi ha chiesto: Ma gliel’ha consigliato qualcuno??
Evidentemente è una pubblicazione che preferiscono tenere nascosta?
E, forse ingenuamente, mi chiedo: ma cos’hanno contro tale libro o i suoi autori?
Credo che vorrà girare la mail anche al collega che ha scritto l’articolo, a cui va tutta la mia, per così dire, solidarietà.

A risentirci, e complimenti per il vostro lavoro, che seguo appassionatamente.

Martino B.

RISPOSTA

Le Paoline sono già da tempo questa roba, sesso, abortismo, giudei...con tendenza alla censura, per di più.

Maurizio Blondet





27/11/2007
19.30
Centrali nucleari


Gentile Direttore,

ho letto il suo bell'articolo sulle centrali nucleari, molto utile per districarci dalle chiacchiere in un momento nel quale siamo sottoposti ad un bombardamento mediatico pro-nucleare.
Volevo segnalarle che l'approvvigionamento di uranio è ancora più difficile che per il petrolio, concentrato com'è in una manciata di paesi instabili e pare, ma non sono riuscito a controllare la notizia, che attualmente i problemi siano:
1) non c'è abbastanza disponibilità di carburante nucleare, così che una parte proverrebbe dallo smantellamento delle testate nucleari ex-sovietiche.
2) Al ritmo attuale, l'uranio finirà nel 2030 ca., se l'Iran si dotasse di centrali nucleari, l'uranio finirà molto prima.
3) Il torio, valida alternativa all'uranio per la facilità di neutralizzazione delle scorte, è sufficiente solo in Australia, USA e India.
Infatti solo gli indiani hanno potuto lanciare un serio programma nucleare basato sul torio.
In definitiva, temo che l'incessante campagna mediatica pro-nucleare (vedi le dichiarazioni quotidiane dell'On. Casini in Caltagirone) sia solo il preludio ad un altro contratto italiota tipo quello del ponte sullo stretto di Messina: un saccheggio di fondi pubblici concesso dai politici all'Impregilo in difficoltà.

Nessuno si preoccupa
delle competenze, né dei tecnici: non si andrà mai oltre le gettate di cemento armato!

Cordiali saluti

Luigi B.

RISPOSTA

D'accordo.
Maglioni di lana, mi raccomando.

Maurizio Blondet





27/11/2007
18.30
NEOCATECUMENALI


Sull'argomento neocatecumenali consiglio consultare sito www.profeti.net nella sezione "studi".
Accuse di eresia non sono campate in aria... ( Comunque basta anche ricerca su google alla voce neocatecumenali...sembra abbiano grosse disponibilità economiche...si dice impongano donazione di un decimo di quello che guadagnano agli aderenti...ed hanno una concezione dell'EUCARESTIA difforme dagli insegnamenti della Chiesa Cattolica e vicina all'idea dei protestanti.
Sembrano davvero avere connotazione di una setta, basta sentire testimonianze di chi ha cercato uscire...)
Più di un carismatico, inoltre, afferma che la Chiesa è sotto attacco e che presto potrebbe esserci uno scisma...i più seguiranno i "modernisti", una FALSA Chiesa ( www.profezieonline.com > locuzioni interiori > don Stefano Gobbi, fondatore Movimento Sacerdotale Mariano).

Marco M.

RISPOSTA

D’accordo, ma attenti anche a profezie e locuzioni interiori, di questi tempi.

Maurizio Blondet





27/11/2007
17.00
Quello che nessuno dice mai sul nucleare


Gentilissimo dottor Blondet,

in riferimento al suo articolo di stamane sulle centrali nucleari, sorvolando sul fatto che lei sembra considerare "spauracchi" quelle che altri considerano constatazioni dettate dal buon senso, per quanto ne so la fissione nucleare si basa su materiali ben precisi, principalmente uranio arricchito o plutonio.
Materiali che in molti territori devono essere importati a caro prezzo perché non disponibili in loco, e che comunque sono esauribili non meno del petrolio e del metano.
Per quanto riguarda l'uranio, si calcola che ne basti (all'attuale ritmo di utilizzo, senza incrementi!) per non più di cinquant'anni.
Con la differenza, rispetto al petrolio e al gas metano, di avere costi di gestione e di manutenzione molto più alti.
Si comprometterebbe la salute delle popolazioni, si spenderebbero soldi a palate per poi ritrovarci comunque con un pugno di mosche.

Distinti saluti

Luca C.

RISPOSTA

La salute della popolazione è minacciata anche dagli OGM, da MacDonald's, dall'uranio impoverito, dalle farnaceutiche.
L'uranio è soggetto a restrizioni nelle vendite internazionali, volute da USA e Gran Bretagna; ma in India si sta costruendo la prima centrale al Torio.
Altre centrali auto-fertilizzanti consentono il riuso dello stesso combustibile per più anni.
In ogni caso, non si preoccupi: in Europa non si faranno nuove centrali, non si farà niente, è solo chiacchiera.
Compriamoci dei maglioni pesanti, molte candele, e magari anche un asino o un mulo.
Con un carretto.

Maurizio Blondet





27/11/2007
16.00
Figlio di neo-cat


In risposta al lettore "Edoardo P." che chiede di indagare piu' a fondo nel mondo dei neo-katz e addirittura di scrivere un articolo riparatorio!

Mia madre e' neo-cat da 20 e passa anni e ha anche concluso il sedicente "cammino neo-cat" col viaggio a Gerusalemme, la Domus Galilaee, la Torah, il sale, e tutto il resto del repertorio neo-cat.

Posso solo concludere che l'OTTIMO articolo di S.Maria Chiari tocca solo la punta dell'iceberg ed e' anche troppo buono con la setta (altro non e') dei neo-cat.

Che lei non si renda conto della situazione e' d'altronde il sintomo piu' tipico e comune dei neo-cat di lunga data.

M. S.





27/11/2007
15.00
I tempi precipitano


Dopo aver letto il Suo interessante articolo "I tempi precipitano", vorrei esporle quanto segue.

Da qualche anno, su Internet, è circolata la storia di John Titor.
Questa persona affermava di essere un viaggiatore del tempo e alle domande sul nostro futuro, per lui già passato, la situazione che descriveva era molto allarmante: attacco della Russia ad America-Europa-Cina e conseguente risposta dell'America alla Russia.
Io credo che questo ipotetico viaggiatore del tempo altro non sia che un massone di alto rango che in preda a crisi di coscienza abbia voluto metterci a conoscenza del piano occulto che presto verrà messo in atto.

Le domande che nascono spontanee sono le seguenti:

- quale zona geografica d'italia ha la minor possibilità di essere attaccata nuclearmente?
- cosa fare per sopravvivere?

La ringrazio per la Sua attenzione.

Rodolfo B.

RISPOSTA

Nell'ipotesi estrema... la provincia, la campagna.
Non credo sprecheranno atomiche per Frosinone.
Lontani da Milano e Roma (gli israeliani hanno "agganciato" questi bersagli ai loro missili).
Ma a questo, via, ancora non pensiamo.

Maurizio Blondet





27/11/2007
13.30
Muro del pianto


Caro Blondet,

allego la trascrizione di un articoletto pubblicato su "Avvenire" il 15.11.07,articolo (ovviamente) non firmato,non ripreso (mi sembra) da nessun'altra agenzia di stampa o quotidiano,articoletto di microscopico formato cm 24x12 annegato nel "mare magnum" di una quindicesima,pagina o giù di lì.
Eh si,"Avvenire" è sempre l'ipocrita giornale delle "mezze verità"(e concordo pienamente),ma almeno una volta tanto hanno pubblicato anche l'altra mezza,ovvero quella giusta...

Cordiali saluti e buon lavoro!

Paolo T.
Reggio Emilia


Rabbino nega ai vescovi austriaci di recarsi al muro del pianto "perchè indossavano la croce".

Gerusalemme - Ingresso vietato al Muro del Pianto,a Gerusalemme,per un gruppo di vescovi austriaci guidati dal cardinale Cristoph Schonborn. E'successo la scorsa settimana-riferisce "AsiaNews" quando il rabbino Shmuel Rabinovitch, ha vietato l'ingresso alla delegazione,perchè i presuli portavano la croce pettorale. Ai vescovi austriaci è stato chiesto loro di togliere la croce se volevano proseguire oltre,ma a quel punto essi hanno deciso di rinunciare e hanno potuto vedere il Muro dalla terrazza riservata ai non ebrei. Il cardinale Schonborn ha detto di "Non essere rimasto deluso" dall'episodio: "Abbiamo deciso di rispettare la richiesta del rabbino in segno di rispetto della sensibilità religiosa ebraica" ha detto. Dal canto suo il rabbino ha spiegato: "non ho mai incontrato nessun cristiano che si fosse rifiutato,nemmeno il Papa". Dichiarazione,quest'ultima - osserva l'agenzia del Pime -, che, se non provocatoria,appare quantomeno errata, è ormai entrata nella storia l'immagine del Giubileo del 2000, di Giovanni Paolo II, fermo davanti al Muro del Pianto e con indosso la croce pettorale.

RISPOSTA

Il fatto ci è già stato segnalato, è fra le lettere ricevute.
Mi fa piacere sapere che Papa non si tolse la croce e che il rabbino – come sempre, come per Pio XII – ha mentito.
Per un cristiano, del resto, al Muro del Pianto non c’è nulla da vedere né da venerare.

Maurizio Blondet





27/11/2007
12.00
Che cos'è il katechon?


Egregio direttore Blondet,

ho trovato molto interessante il suo pezzo del 17 novembre.
Veramente da quando, alcuni mesi fa, ho conosciuto questo sito, sono diventata una sua lettrice avida e assidua.
Nel pezzo sul katechon c'è uno spunto sulla "cordialità romana" che trovo estremamente interessante.
Non so se Lei lo abbia già sviluppato in altri suoi interventi (un accenno l'ho trovato nell'articolo del 27 giugno u.s.), e Le sarei grata se potesse indicarmi le fonti bibliografiche per approfondire questo tema.

Con stima

Maria Teresa B.

RISPOSTA

Legga Rémi Brague, "Il futuro dell'Occidente – nel modello romano la salvezza dell'Europa" (Bompiani) e Marta Sordi, "I cristiani e l'impero romano" (Jaca Book).
Ma molti altri libri sono necessari per capire a fondo la "facilitas" dei potenti romani, ossia la loro "disponibilità", la loro "accessibilità" alle istanze di sconosciuti.
Sicuramente San Paolo si presentò una mattina in casa di Seneca, capo del governo come tutore di Nerone adolescente, confuso tra i "clientes" che cercavano qualche favore e o raccomandazione o aiuto; e come ogni potente, Seneca si faceva un punto d'onore di essere "facilis", di non sottrarsi, anzi impegnarsi ad esaudire le richieste.
Ovviamente, una volta beneficato, il debole diventava "cliente" del potente, obbligato alla lealtà e – in caso di guerra civile – a militare nella parte del potente, magari come soldato suo suo esercito privato.
Do ut des.
Può leggere anche questa mia breve intervista a Marta Sordi.

Maurizio Blondet


Radici romane o radici cristiane?
Lo chiedo a Marta Sordi, la storica della Romanità.
E lei, pronta:
«Non c'è contraddizione: c'è innesto e reciproca, cordiale integrazione. Si ricordi che Roma è già 'cattolica' prima di diventare cristiana».

In che senso?
Nel senso letterale: "cattolico" vuol dire universale, e l'antica Roma fu proprio questo, l'integrazione di ogni popolo entro il diritto universale. E' quel che distingue Roma dai Greci: per questi l'unità che contava era, come dice Erodoto, essere dello stesso sangue, lingua, costumi...

L'unità etnica.
Roma invece, dice Sallustio, fa di popoli diversi per sangue lingua e costumi una concordis civitas. E quando i notabili della Gallia Comata vengono ammessi come senatori, Tacito sottolinea con quale prontezza Roma fa dei cittadini di quelli che erano fino a ieri nemici. Roma è il solo spazio antico dove uno schiavo, un prigioniero di guerra, può essere liberato e diventare cittadino, anzi magistrato. Rutilio Namaziano, un gallo pagano, potrà cantare le lodi di Roma ormai al tramonto con le celebri parole: fecisti patriam diversis gentibus unam, hai reso una sola patria etnie diverse.

Per questo la Chiesa si dice Romana?
Per questa tensione generosa ad integrare?
San Paolo dice che con Cristo "non c'è più né giudeo né greco". Non avrebbe potuto dire, e nemmeno pensare, "non più giudeo né romano", perché "giudeo" è un'etnia, e "romano" è un fatto giuridico, una cittadinanza. Un cristiano non cessa di essere romano, anzi.

Anzi?
«San'Ambrogio rivendica con orgoglio la "fides" di Attilio Regolo, il valore di Camillo e degli Scipioni: insomma accetta tutta la tradizione politico-militare romana, pur rigettandone la religione. In questo, però, è molto romano: anche Polibio notava come i romani siano pronti ad accettare cose nuove, se le giudicano buone. Colpiva i greci come i romani fossero insieme i più tradizionalisti e i più innovatori del mondo antico. Dice Rémy Brague, un arabista della Sorbona, che la forza di Roma stava nel riconoscersi «seconda». Potenza mondiale, si riconosce alunna dei greci. La Chiesa è anch'essa una religione che in un certo modo si sa «seconda»: riconosce di derivare dall'ebraismo. Secondo Brague, questa è la differenza con l'islam. L'islam è la radice di se stesso, Roma e la Chiesa, invece, si sanno nate da altre radici che vanno continuamente a rinnovare, a recuperare.. «Per questo è assurdo che l'Europa rifiuti le radici cristiane: perché rifiuta con ciò le radici romane e greche, ossia umane».

Umane?
Il concetto di Humanitas è centrale in Roma, e in Occidente. Roma riconosce un «diritto delle genti», non scritto ma valido per l'intera umanità. È significativo che San Paolo, che innesta consapevolmente la piccola nascente comunità ebraica di Cristo nel tronco di Roma, lo fa aderendo al diritto romano. Il cristianesimo non ha una sharia, come l'islam, ha un diritto che viene da Roma ed è «umano». Non si legge nei testi sacri, ma si decide nei tribunali, secondo equità e ragione. Ciò, fra l'altro, esclude ogni integralismo.

L'integralismo?
Dopo che Cristo ha distinto quel che è di Cesare da quel che è di Dio, la Chiesa non può voler stabilire il Regno di Dio sulla terra; né, per contro, è tentata dal culto divino dell'imperatore. E in questo è fortemente "romana". Tiberio era ostilissimo a ricevere onori divini».

Insomma, sono le radici della nostra laicità.
Ma oggi, vale una laicità un po' diversa: nozze gay, aborto...
Sa chi fu il primo a celebrare le nozze gay? Nerone. Si unì con un doriforo di nome Pitagora, e volle che la cosa avesse la forma, anche giuridica, del matrimonio. Tutti gli storici che riportano il fatto, Tacito, Svetonio, Dione Cassio, benché ostili al cristianesimo, bollano quelle «nozze» come un'aberrazione
.

Tacito la pensava come Buttiglione?
E con l'argomento che non ci possono essere «nozze omosessuali» da tutelare giuridicamente, perché non producono figli. Secondo Dione, Nerone chiese a un filosofo cosa pensasse di quelle sue «nozze». Il filosofo rispose: mi spiace che non le abbia fatte tuo padre.

Ah capisco: Nerone non sarebbe nato.
Del resto Nerone si giustificava dicendo: tutti hanno questo vitium. Attenzione, non diritto.

Come avviene nella nuova Europa.
È questo che mi preoccupa, proprio per l'Europa. Quando rifiuta le radici cristiane, non rifiuta una fede: rifiuta Roma ossia l'humanitas, la ragione e la natura.

Roma era anche la forza.
L'esercito romano non fu mai l'orda di Gengis Kan, la mera violenza, ma la sentinella armata dello spazio giuridico che creava. E vi chiamava tutti i popoli: con un'enorme apertura politica e culturale. E anche quest'apertura è passata alla Chiesa.

Alla Chiesa?
Pensi ai monaci che copiano i libri pagani. Anche l'Ars Amandi di Ovidio. Altre religioni hanno bruciato, i libri «di prima».

L'islam ha anche tradotto i testi greci.
Sì, però una volta tradotti in arabo (la lingua di Dio) ha buttato gli originali. E così l'islam si è tagliato ogni possibilità di un «rinascimento», che è appunto il ritorno periodico dell'Occidente alle sue radici. È la tradizione che, restando viva, rende possibile il progresso.





27/11/2007
11.00
"Internazionaliste"


Malcolm Muggeridge (1903-1990), uno dei primi - e dei pochi, ma non pochissimi (1) - a documentare nell'immediato la mostruosità dell'olocausto ucraino (2) e, tra l'altro, amico di George Orwell.

www.ukrweekly.com/Archive/1983/228321.shtml
www.ukrweekly.com/Archive/1983/238322.shtml
http://colley.co.uk/garethjones/soviet_articles/morning_post_1.htm
http://colley.co.uk/garethjones/soviet_articles/morning_post_2.htm
http://colley.co.uk/garethjones/soviet_articles/morning_post_3.htm
http://colley.co.uk/garethjones/soviet_articles/morning_post_4.htm
http://www.ukrweekly.com/Archive/1983/228321.shtml
www.ukrweekly.com/Archive/1983/238322.shtml
www.artukraine.com/famineart/muggeridge5.htm
www.olimu.com/Notes/orwell.pdf

Racconta in Winter in Moscow (1934) dei negozi "Torgsin", dove era possibile trovare generi alimentari e vestiario pregiato di ogni sorta pagando in valuta vera o in oro. Dice come solo stranieri (torg-s-in, torgovat s inostranzah = commerciare con gli stranieri) e "Russian Jews" frequentassero tali negozi, regolarmente, implacabilmente gestiti da personale costituito pure da "Russian Jews" (3).
Allora, cosa fu l'URSS - dal colpo di Stato del 1917 almeno per vent'anni (4) - se non, in gran parte, una creazione ashkenazita, realizzata-mantenuta manu militari con l'aiuto dei cugini centroasiatici e dei molti "utili idioti" goyim "comunisti" (poi fatti fuori) e finanziata dal capitale internazionale va sans dire anch'esso a netta prevalenza "Jewish"?

Joe

1) In Gran Bretagna Gareth Richard Vaughan Jones sul "Manchester Guardian" (come Muggeridge) - ma anche sul "New York Evening Post", sul "New York Times" e su altri giornali inglesi e americani - e A.T. Cholerton sul "News-Telegraph" e sul "Sunday Times"; negli Stati Uniti Ralph Barnes sul "New York Herald-Tribune", W.H. Chamberlin sul "Christian Science Monitor", William Stoneman sul "Chicago Daily News", Harry Lang and Richard M. Sanger sul "New York Journal" e Adam J. Tawdul sul "New York American"; in Francia Suzanne Bertillon su "Le Matin"; in Germania Paul Scheffer sul "Berliner Tageblatt" e Otto Auhagen su "Osteuropa".
2) Sovrintendente e principale organizzatore-realizzatore del genocidio ucraino (la più grande strage di massa del secolo scorso in Occidente, oltre a tutto compiuta nell'arco di pochi mesi - durante l'inverno-primavera 1932-33 -, in periodo di pace e dai vertici di uno Stato contro la sua stessa popolazione) fu Lazar Moiseyevich Kaganovich, membro del Politburo e Primo Segretario dell'Obkom e Gorkom di Mosca del Partito Comunista, di concerto con Vyacheslav Mikhailovich Molotov, Presidente del Consiglio dei Commissari del Popolo e formale capo di Stato dell'Unione Sovietica e Pavel Petrovich Postyshev, segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di tutte le Unioni di Mosca e secondo segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista dell'Ucraina nonché primo segretario delle organizzazioni della città e delle organizzazioni del Partito dell'Oblast di Kharkov. Cooperarono alla nera bisogna Genrikh Grigor'evich Yagoda (Enokh Gershonovich Yagoda), futuro boss dell'NKVD, e Nikita Sergeyevich Khrushchev, primo segretario del Gorkom di Mosca del VKP(b). Il primo e il quarto erano ebrei ashkenaziti (come il maggior numero dei più importanti leaders del bolscevismo dal colpo di Stato dell'Ottobre sino alla metà degli anni 30); il terzo russo, al pari del secondo e del quinto (sposati, però, questi ultimi due, secondo la ferrea regola, quasi mai infranta, dell'élite bolscevica goy, con un'ebrea ashkenazita - la moglie di Molotov, l'ucraina Polina Semyonovna Zhemchuzhina, ovvero Zhemchuzhina Karpovskaya, era sorella del finanziere statunitense Karp). Postyshev e Yagoda vennero eliminati nel 1938, gli altri, invece, con l'"Himmler sovietico" Lavrentiy Pavlovich Beria (a sua volta ashkenazita per un quarto, da parte di madre), furono poi i congiurati dell'assassinio di Stalin (cfr. http://users.cyberone.com.au/myers/kaganovich.html
http://users.cyberone.com.au/myers/radzinsk.html
http://users.cyberone.com.au/myers/death-of-stalin.html.
Bisogna infine ricordare, per il loro ruolo nella tragedia del 1932-33, i "compagni" Schlichter, Iakovlev-Epstein (capo del Commissariato all'Agricoltura), Larin e Kritsman (direttore dell'Istituto agrario a partire dal 1928 e vicepresidente del gosplan nel 1931-1933), dal primo all'ultimo tutti ebrei ashkenaziti (cfr. A. Solgenitsin, Due secoli insieme. Ebrei e Russi durante il periodo sovietico, Controcorrente, Napoli 2007, pagg. 323-325). Sempre sull'Holodomor v. gli scritti di Gareth R. V. Jones (1905-1935), l'altro giornalista scozzese che constatò di persona ed ebbe il coraggio di denunciare gli orrori perpetrati in Ucraina, guadagnandosi l'odio imperituro degli sbirri bolscevico-staliniani, responsabili, verosimilmente, della sua stessa morte:
http://www.garethjones.org/soviet_articles/soviet_articles.htm www.garethjones.org/overview/articles1932.htm
www.garethjones.org/overview/overview1933.htm
www.garethjones.org/overview/articles1933.htm
www.garethjones.org/overview/exposure.htm
www.garethjones.org/overview/rebuttal.htm
www.garethjones.org/overview/llg.htm
www.garethjones.org/overview/muggeridge.htm
www.garethjones.org/soviet_articles/Pagina.Argentieri.pdf (cfr. www.deanesmay.com/archives/004533.html).
3) Cfr. M. Muggeridge, Winter in Moscow, House of Stratus, Thirsk 2003, pp. 111 sgg. Osservazioni analoghe si trovano in Execution by Hunger: The Hidden Holocaust (1985) di Miron Dolot (W.W. Norton & Co, NY-London 1987, p. 177 sgg.).
4) Se già nel 1926 comincia un ridimensionamento della presenza giudaica negli organi dirigenti dell'URSS, è soprattutto dal 1937 che iniziano i rastrellamenti e le "purghe" anche degli ebrei dal complesso burocratico-militare. Verosimilmente, se non fosse sopravvenuto il Secondo macello mondiale, l'"antisemita" Stalin sarebbe stato eliminato già nel 1938 o 39 dalle forze "internazionaliste". D'altronde egli stesso si servì comunque, e in larga misura, degli Ashkenaziti all'interno dell'apparato statale - innanzi tutto nel campo della repressione, dove la loro esperienza, capacità e maestria era in effetti ineguagliabile. Kaganovich fu sino all'ultimo istante della vita di Stalin il terzo uomo dello Stato e la sua vera eminenza grigia. Altro esempio, fra i tanti possibili (cfr. http://www.frontpagemag.com/GoPostal/commentdetail.asp?ID=11532&commentID=228204, http://www.panaryan.com/forum/showthread.php?t=2881), è quello di Lev Mekhlis, segretario del dittatore e, durante la guerra, da questi fatto assurgere al ruolo di responsabile dell'Amministrazione Politica dell'Armata Rossa. Morì un mese prima del georgiano e fu tumulato, coi massimi onori, sulla Piazza Rossa nella necropoli del Cremlino.

RISPOSTA

Ah, Kaganovic...
Sempre a fianco di Stalin, il numero 2 del regime (non 3), il genocida dell'Ucraina.
Mai epuratio, mai messo sotto accusa nemmeno dopo la caduta del Muro, morto placido nel suo letto.
Fratello maggiore anche lui.

Maurizio Blondet





27/11/2007
10.00
Ricerche


Stimatissimo Prof. Blondet,

mi presento, sono un amico di Massimo Introvigne del CESNUR di Torino, mi chiamo N. Antoine.
Abito in Francia da piu' di 30 anni in un piccolo paese di montagna di nome Avrieux confinante con l'Italia con il comune di Bardonecchia (TO).
Le scrivo per chiederle delle informazioni. Sto cercando materiale sulle sociétà segrete dell'alta finanza,in modo particolare per quanto riguarda l'Italia.
Su internet ho potuto vedere una trasmissione su rai tre ove si faceva allusione ad un raduno di uomini politici e della finanza che si ritrovavano attorno ad una tomba.
Massimo Introvignie mi ha indicato il vostro nome come specialista in questo ambito, se puo' aiutarmi le sono infinitamente grato.

In fede.
Nicotera A.

RISPOSTA

Si compri il mio libro dal titolo "Complotti".

Maurizio Blondet





27/11/2007
09.00
Vescovi Austriaci a Sion


Scusi se la tedio signor Direttore, ma