>  09 maggio 2008

Messa vietata ad Acireale

Gent. direttore,

le invio il comunicato del nostro gruppo Giovani e Tradizione (si ricorderà di noi) in merito ai vergognosi provvedimenti adottati dalla gerarchia ecclesiastica locale atti a far cessare la celebrazione della S. Messa Tridentina che, in osservanza del Motu Proprio, noi fedeli abbiamo richiesto a p. Nuara O.P. e che lui ha esaudito.

Troverà pure in allegato un intervento, su un periodico locale, di un sacerdote della diocesi che getta le basi per gli avvenimenti degli ultimi giorni.

Cordialmente

Angelo Pulvirenti
Coordinatore Giovani e Tradizione

Il gruppo “Giovani e Tradizione” a seguito della grave decisione del Vescovo di Acireale presa  con il placet dei Superiori dell’Ordine domenicano (il Provinciale ed il Priore di Catania), esprime piena ed incondizionata solidarietà al Reverendo p. Vincenzo M. Nuara, O.P.  rimosso senza preavviso dalla carica di Rettore della chiesa di S. Rocco in Acireale -e dunque non più in facoltà di stabilire il culto nella stessa, impedendogli di fatto la possibilità di celebrare la S. Messa Tridentina secondo le disposizioni del Motu Proprio “Summorum Pontificum” di S. S. Benedetto XVI- e da Vicario episcopale per la Vita consacrata della medesima Diocesi.

Questo increscioso ed immotivato atto, nelle modalità fredde e prive di carità cristiana in cui è avvenuto, è solo l’ultimo atto di una lunga serie di intimidazioni, aggressioni verbali, stravaganze giornalistiche ed umiliazioni cui p. Nuara è stato oggetto da quando ha deciso di obbedire al S. Padre esaudendo le richieste rivoltegli dai fedeli di celebrare la S. Messa Tradizionale.

Non per ultimo sottolineiamo che domenica scorsa (4 Maggio) p. Nuara ha dovuto egli stesso per due volte (alle ore 11,00 e alle ore 19,00) dare la notizia dei sopracitati provvedimenti ai fedeli increduli e sconvolti, umiliandosi così oltremodo, in quanto nessuno dei suoi diretti superiori – perfettamente al corrente delle decisioni prese su di lui – ha ritenuto opportuno essergli vicino e sostenerlo in quella imbarazzante situazione.
Tralaltro nessuno si è preoccupato di provvedere all’invio di un sacerdote per la celebrazione della S. Messa né al mattino, né alla sera.

Ci si chiede di quali gravi colpe si sia macchiato p. Nuara, quali gravi atti abbia compiuto per meritare tale trattamento, vista l’energia e l’impegno con i quali sempre si è speso per il bene della comunità acese?

Forse la sua più grave colpa è stata quella di rimanere pienamente fedele alla Chiesa Cattolica e di obbedire al Papa e di celebrare la S. Messa Tradizionale?

A dimostrazione di ciò, martedì 6 Maggio, dopo la prima messa celebrata da un suo confratello, lo stesso ha provveduto immediatamente a smantellare l’altare predisposto per celebrare “coram Deo”.

Ci auguriamo che quanto prima questa situazione rientri e che tutto si risolva per il meglio.

Preghiamo il Signore e la Madonna in questo momento di prova affinché sorreggano noi e chi ha il potere di prendere le decisioni opportune.

Acireale 06 Maggio 2008

                                                                                                                   Angelo Pulvirenti
Coordinatore di “Giovani e Tradizione”


Conosco personalmente Angelo Pulvirenti, e anche padre Vincenzo. Un giovane domenicano pieno di allegria, fervore intellettuale e carità, che ha  raccolto attorno a sè una bella parte di gioventù  attratta dalla tradizione cattolica. Evidentemente, i  vescovi ritengono che una simile gioventù sia  un pericolo per la Sicilia, che ha giovani di un tipo più preoccupante.  “C’è il rischio di creare due chiese”:  così ha spiegato l’’espulsione di don Vincenzo  la diocesi. Il pericolo di disubbidire al Papa e al suo motu proprio,, da parte di un vescovo,  evidentemente sembra minore.

Maurizio Blondet

 
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