
14 persone in 7 anni uccise dai razzi Kassam; 8 le
vittime della scuola rabbinica dedita all’odio; 323 i palestinesi ammazzati
negli ultimi 3 mesi, 130 negli ultimi 5 giorni. I media sono tutti per
Gerusalemme. Su Gaza intanto incombe Ehud Barak.
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Diverse percezioni dell’orrore |
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GERUSALEMME: «Occhio per occhio, e tutto il mondo è cieco»: è necessario porre questo detto di Gandhi ad ogni commento sull’eccidio di otto israeliani nella scuola rabbinica Mirkaz Ha’rav. E tuttavia, nemmeno sarà possibile tacere la sproporzione della condanna e dell’orrore, nella percezione mediatica.
I 130 palestinesi, di cui cinque lattanti, massacrati a Gaza dall’esercito israeliano in una settimana, non hanno avuto i titoli cubitali in prima pagina, né le aperture agghiacciate dei TG mondiali che hanno avuto gli otto morti israeliani. Nessun reportage abbiamo visto dal carnaio di Gaza.
Gli uccisi israeliani erano civili; anche una sessantina di palestinesi erano civili. Per i media, un azione è «terrorismo», l’altra «autodifesa». E come tali resteranno etichettati nelle menti delle masse. Le diplomazie( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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