>> Iscriviti alla Newsletter  >> EFFEDIEFFESHOP.com Sezioni :
fallon.jpg
La diminuzione per il prezzo del petrolio scontenta Goldman Sachs che azzarda un prossimo vertiginoso aumento. Tolto di mezzo l’ammiraglio Fallon, un attacco preventivo all’Iran potrebbe rendere felice la banca d’affari statunitense.

Bush licenzia l’ammiraglio Fallon

Maurizio Blondet    10 marzo 2008
  Salva in PDF
  Stampa
  Manda per E-mail
  Testo    
  Commenti
Prima la buona notizia, se la si può chiamar così: la domanda mondiale di petrolio e suoi derivati è calata del 3,4 % nell’ultimo mese (1). Segno che la recessione sta intaccando i consumi di prodotti petroliferi, il che fa prevedere che il prezzo del petrolio possa scendere. Ciò darebbe ragione a Ben Bernanke, il capo della banca centrale USA, che ha dichiarato che i rincari in corso da settimane (non solo del petrolio ma delle materie prime) sono un fenomeno speculativo di breve respiro: «I guadagni speculativi non possono essere sostenuti, ‘fondamentali’ non li supportano. Se la Federal Reserve e i mercati futures vedono giusto, i prezzi saranno più bassi, non più alti, da qui a un anno».

I «fondamentali» dicono dunque che i consumi diminuiscono, diminuiscono le richieste di energia delle industrie e le esportazioni per la recessione (o depressione) in corso, con almeno il vantaggio di raffreddare i rincari. Solo un evento potrebbe far balzare il greggio a 200 dollari il barile, come prevede Goldman Sachs: un attacco preventivo all’Iran.E qui la cattiva notizia.

Il presidente Bush si appresta a rilevare dal comando la personalità che con più decisione e coraggio si è opposta ad una guerra all’Iran: l’ammiraglio William Fallon, comandante del CENTCOM (US Central Command), ossia il responsabile del teatro bellico del Medio Oriente e Asia Centrale, che è responsabile delle flotte americane presenti nel Golfo Persico. Lo ha rivelato un ex ufficiale del Pentagono diventato giornalista, P.M. Barnett, sulla rivista Esquire (2), raccontando come Fallon, l’autunno scorso, abbia «focosamente contraddetto» Bush e Cheney che gli ordinavano l’attacco. Un vero e proprio litigio alla Casa Bianca.

Bush e Cheney pretendevano una dichiarazione dall’ammiraglio, quella stessa che loro ripetevano continuamente: «L’opzione di un attacco preventivo è e resta sul tavolo». Poco dopo il litigio, al Financial Times, l’ammiraglio dichiarò che «una terza guerra è proprio ciò che non ci serve». In settembre, ad Al Jazeera, Fallon tornò sul concetto: «Questo costante tambureggiare di conflitti non è sensato né utile». A novembre, in visita al Cairo dove incontrò Mubarak, chiarì pubblicamente che «era da escludere un attacco contro l’Iran e che Washington stava elaborando opzioni non militari» contro il programma nucleare di Teheran.

Nessuna delle dichiarazioni era stata concordata con la Casa Bianca, anzi. La terza, in Egitto, ha irritato Bush e Cheney più delle altre, perché - secondo loro - minacciare l’attacco all’Iran serviva a «calmare le ansie dell’Egitto e dei regimi arabi amici degli Stati Uniti», tutti sunniti e inquieti del regime sciita iraniano.

Il 17 ottobre 2007, in conferenza-stampa, Bush aveva lanciato un messaggio apparentemente rivolto agli europei e a non meglio identificati oppositori interni: «Se siete interessati a scongiurare la terza guerra mondiale, mi sembra dovreste essere interessati a prevenire che quelli (gli iraniani) ottengano le conoscenze necessarie per costruirsi una bomba nucleare». L’opposizione interna, negli ambienti militari come dell’intelligence, dev’essere stata molto decisa, sull’orlo del rifiuto di obbedienza.

In quel periodo è uscito il rapporto NIE, stilato da 16 agenzie spionistiche, in cui si affermava che il programma nucleare militare iraniano era stato interrotto dal 2003. Il nuovo capo dello Stato Maggiore generale, ammiraglio Mike Mullen, aveva detto pubblicamente in ottobre: «Dobbiamo pensare bene ai rischi che si corrono ad essere impegnati in un terzo conflitto nella regione». Anche se, aggiunse, l’opzione militare «non può essere scartata».

L’ammiraglio Fallon ha voluto andar oltre - si apprende adesso - perché i Paesi arabi alleati degli USA nella zona (palesemente sauditi, emirati, Kuwait), lungi dal desiderare un’aggressione all’Iran, avevano reagito con panico alle voci di minaccia che venivano dalla Casa Bianca: una guerra nel Golfo avrebbe destabilizzato l’intera regione, fecero (giustamente) presente all’ammiraglio. «Quelli non parlavano d’altro, ho dovuto fare quella dichiarazione perché non ricamassero troppo sulla faccenda», ha detto Fallon a Barnett.

Fallon racconta a Barnett anche un altro particolare: alla Casa Bianca, irritatissimi, gli chiesero «come mai era andato a incontrare Mubarak», evidentemente senza il permesso presidenziale. Fallon rispose che quello era il suo lavoro, che è non solo militare ma diplomatico. Va notato che in questa sua coraggiosa posizione, l’ammiraglio è stato abbandonato - o meglio pugnalato alla schiena - dal cosiddetto partito d’opposizione a Bush.

I tre candidati democratici principali alla presidenza (Hillary e Obama anzitutto) hanno espresso il loro pubblico sostegno a «tenere l’opzione militare contro l’Iran sul tavolo». Invece il re dell’Arabia Saudita ha dato manforte all’ammiraglio, ricevendo Ahmadinejad in visita ufficiale. Il fatto è che, specie dopo l’articolo di Barnett, la Casa Bianca sta accelerando la sostituzione dell’ammiraglio Fallon con un gallonato più pieghevole.

Può sembrare impossibile che Bush, negli ultimi mesi della presidenza, con la situazione economica americana al collasso e le armate americane già troppo estese in Iraq e in Afghanistan, tenti un’avventura aggressiva contro l’Iran. Ma secondo Bill e Kathy Christison, due ex agenti della CIA esperti del Medio Oriente, un attacco puramente aereo alle installazioni nucleari iraniane, magari con armi atomiche tattiche, darebbe a Bush una apparente vittoria a poco prezzo, che «prima delle elezioni del novembre 2008, garantirebbe probabilmente una vittoria repubblicana». Le conseguenze a lungo termine di una tale «vittoria» non sarebbero più una preoccupazione di Bush, ma del prossimo presidente (3).

McCain, l’uomo del complesso militare-industriale, ha già avvertito che «ci sarà una lunga guerra». Inutile dire che ciò confermerebbe la «profezia» di Goldman Sachs, i cui analisti - nonostante il raffreddamento della domanda nell’economia reale - hanno previsto un rincaro del greggio fra 150 e 200 dollari il barile «molto presto», in caso di una «major disruption» delle forniture (4). E cosa può provocare una «major disruption»?

Ma Goldman Sachs è famosa per azzeccare «profezie» che fanno comodo alla speculazione finanziaria, specie ai numerosi hedge fund che hanno puntato sul rialzo del greggio acquistando derivati futures, e che rischierebbero molto - troppo - se invece il petrolio, come prevede Bernanke, calasse per ridotta domanda a causa della recessione. Se i fondamentali (ossia la recessione globale) minacciano i profitti del gioco d’azzardo, una guerra può modificarli. Cosa non farebbe la speculazione per manipolare i mercati.




1) Mike Whitney, «Post-bubble America», Counterpunch, 9 marzo 2008.
2) Gareth Porter, «Admiral Fallon’s ‘no Iran war’ line angered White House», Interpress Service, 8 marzo 2008.
3) Bill e Kathy Christison, «Crisis over Teheran alleged nuclear plans nearing climax», Counterpunch, 9 marzo 2008. («The danger of a war against Iran instigated by the U.S. and Israel remains real. The overextended state of U.S. ground forces, and Bush’s probable willingness to treat at least small nuclear weapons as ordinary weapons, mean that a war would possibly not be a ground war at all, but would begin with large air attacks and early use of nuclear weapons. While the longer term results of using nuclear weapons would be utterly disastrous, both for the world and for the U.S., the immediate results might be seen as a quick and cheap victory for the U.S. If the apparent military victory occurred before the November 2008 U.S. election, it would probably guarantee a Republican electoral victory. Given Bush’s interest in his own place in history, such a scenario could easily appeal to his gambling instincts»).
4) Steve Gelsi,  «New ‘super-spike’ might mean $200 a barrel oil - Goldman’s projections foretell persistent turbulence in energy prices», MarketWatch, 7 marzo 2008.


Home  >  Americhe                                                                                     Back to top


Copyright © - EFFEDIEFFE - all rights reserved.
Link a questo articolo : http://www.effedieffe.com/content/view/2409/164/

Commenti : (26)
Andrea
San Benedetto del Tronto , marzo 10, 2008 09:55

Il dado è tratto.
Se i più saggi militari avranno la meglio ci saranno disordini sociali negli USA (un colpo di stato?).
Se dovesse vincere la linea usraeliana il disordine riguarderà tutti noi e sarà anche improvviso e non arginabile.
Stanno giocando con le sorti del mondo.
Che Dio ci protegga.



mamo
auguacaliende , marzo 10, 2008 10:18

Il 3,4%(stima leggermente meno ampia) del calo dei consumi corrisponde al tasso di depletion.
Se l´Iran si fa l´atomica ed invece di spararla contro Israele la usa per rendere radioattivi i pozzi dell´area del golfo, torniamo nel medioevo..altro che crisi economica!
La nostra sola fortuna al momento e´che i generali americani hanno studiato a westpoint e non alla sapienza tra i tossici dei collettivi.
Non c´e´alcun bisogno di guerra per portare il petrolio a 150,200 dollari/barile ..ci va da solo:)))))



aldo
roma , marzo 10, 2008 11:13

Sarebbe curioso sapere cosa pensano in Russia (e magari anche in Cina) di questa situazione. Putin suppongo ne sia tutt'altro che entusiasta, sebbene l'aumento del prezzo della materie prime a lui sicuramente faccia comodo. Dell'Italia inutile parlare, trattasi solo di una piccola pedina nel grande gioco.


Riccardo
Aosta , marzo 10, 2008 11:13

Mi aspettavo addirittura che Fallon venisse silurato prima. È ovvio che l'alzagomito ospite della Casa Bianca non conta un bell nulla, come nulla contano il negretto ridens e la donna di picche, né l'Eroe vietnamitico. Alle loro spalle, io ritengo vi sia una cricca formata da Gran Sacerdoti del Potere, quelli che controllano la stanza dei bottoni; questa cricca ormai agisce come una muta di cani idrofobi, pronta a precipitare il mondo nell'Abisso. Lo stesso Abisso dal quale lorsignori traggono il loro potere: e se sono schiumanti di rabbia e affrettati, è perché sanno meglio di noi che 'gli è concesso poco tempo'. Mala tempora currunt.


AF
... , marzo 10, 2008 11:15

Il grande Ron Paul pochi giorni prima di ritirarsi dalle presidenziali ha messo in guardia gli americani, in particolare i giovani, dicendo "state attenti, perch questi (sia i democratici che i repubblicani) dichiareranno guerra all'Iran, e per supplire alla mancanza di soldati instaureranno nuovamente la Leva Obbligatoria... voi ragazzi giovani, sarete obbligati ad andare al fronte per combattere l'Iran...".

L'intero pianeta ostaggio di una banda di criminali sadici e psicopatici, che dal comfort dei loro bunker stanno mettendo a rischio la vita di milioni e milioni di persone.



Alessandro
Treviso , marzo 10, 2008 11:43

Mamo caro amico , tu dove hai studiato al cepu?
Mi risulta che per adesso a rendere l'area del golfo radioattiva ci hanno pensato quei gran geni di west point.
Non preoccuparti di scoprire che scuole ho fato io (terza media)
e non serve neanche che commenti dicendo che si capisce da come scrivo,
Il petrolio da solo non va da nessuna parte , tanto meno esce dalla terra.



Phitio
bologna , marzo 10, 2008 11:48

Quando i capi si estraniano dalle sorti dei loro popoli, si guadagnano solo i dubbio privilegio di essere gli ultimi a morire


luca
tv , marzo 10, 2008 11:57

ok .. deciso .. la prossima guerra sara in iran .. si salvi chi pu...


Jacopo
New York , marzo 10, 2008 12:27

A dire il vero Ron Paul non si e' ritirato... Ovviamente e' stato nominato McCain ma Ron Paul e' ancora al suo posto tanto per portare avanti la sua idea..
Il 21 giugno probabilmente ci sara' una grande marcia a Washington Tipo quella del '60.....vediamo cosa succedera'.



Svevus
London , marzo 10, 2008 12:28

Osservate le mostrine sulla divisa del generale Fallon : un numero impressionante di campagne militari naturalmente erigorosamente condotte fuori degli Stati Uniti per difendere gli interessi imperialistici degli Stati Uniti.
Se costui giudica negativamente l' attacco all' Iran si puo' immaginare il livello di aggressivita' della classe politica americana.
La sig.ra Clinton ha affermato ad esempio di essere pronta a fare la " commander-in-chief ". Avrebbe fatto meglio a dire semplicemente la presidente.



alberto
milano , marzo 10, 2008 12:31

Lo scoppio di una nuova guerra è ciò che servirebbe agli USA per distrarsi dalla loro disastrata economia. Se non fosse che il petrolio è pagato in dollari a quest'ora il biglietto verde varrebbe meno della cartaigenica.
Comunque non necessariamente saranno gli US a fare scoppiare la terza guerra mondiale, non dimentichiamoci delle manovre che Israele sta eseguendo al confine con il Libano...Secondo me è tutto pronto e la sostiuzione dell'ammiraglio serve solo a preparare il terreno. Se non fosse stato per Fallon ed altri comandanti con un pò di sale in zucca probabilmente il famoso B52 che aveva caricato per errore ordigni nucleari avrebbe già fatto il suo lavoro....



mamo
aguacaliende , marzo 10, 2008 13:02

Non capisco.
Ma se gli iraqueni e i ceceni avessero il nostro stesso tenore di vita ,pensate che la benzina la trovate a 1,4 euro al litro?
Sono i poveri marines che tornano a casa mutilati mentre gli italiani scorreggiano sulla sedia dellufficio pubblico usando internet a spese del contribuente.
Quanto alla supposta avvenuta nuclearizzazione ,trattasi di "semplice" uranio impoverito ,basta non sniffare la benzina!
Fate girare la notizia al collettivo della sapienza poicheԴdi solito quando finisce la cannabis usano quei surrogati:))))



mamo
aguacaliende , marzo 10, 2008 14:24

B52
E´un segreto di pulcinella che quando una testata nucleare esplode puoi sapere dovere e´stato fabbricato l´uranio.
Gli israeliei le bombe ce l´hanno.
Gli americani le hanno gia´sul golfo.
Non capisco perche´fare tutti quei giri per portare le bombe dove le hanno gia´.
Magari qualche paese arabo le ha pretese in pagamento?;)
Come si faceva a vendere una cosa nello stesso tempo in cui proibisci ad un altro di ottenerla?
Poveri marines "incidentati",magari un giorno faranno un film su di loro.....magra consolazione...



C.F.
Cagliari , marzo 10, 2008 14:30

Tutto molto interessante ed inquietante. Tuttavia sarebbe molto più logico che un eventuale attacco al sito nucleare Iraniano lo portasse Israele come accadde nel 1981 con la distruzione di un reattore nucleare in Iraq. Personalmente dubito che il petrolio arriverà a 200$ al barile ma anzi credo che abbia già fatto i massimi dell anno e do un altra chiave di lettura alle parole della Goldmann che sta invitando il così detto parco buoi a comprare future sul crude perchè cosi loro li devono.


TZ
... , marzo 10, 2008 14:43

be ma guardate la guerra in Iran poteva già scoppiare a gennaio quando ci fu quella "incomprensione" fra guardie della rivoluzione e una nave da guerra americana
subito dopo la risposta americana arrivarono corazzate dell'ex URRS,è impossibile che sian così folli da atttaccarli,perchè si troverebbero tutto il blocco orientale contro di loro....



Ennio
Ferrara , marzo 10, 2008 15:33

Ali Akhbar Hashemi Rafsanjani ha detto che se gli USA aggrediranno la Repubblica Islamica dedll'Iran il mondo come lo abbiamo conosciuto finora non ci sar pi.

Inoltre la Russia ha chiaramente affermato che un attacco all'Iran equivale ad un attacco alla Federazione Eurasiatica Russa.

Scendete in piazza nelle citt๠ finch siete in tempo.



marco
bergamo , marzo 10, 2008 16:03

Per mamo.
Non mi pare che tu sia stato forgiato a Yale o Cambridge, probabilmente neanche alla Sapienza, però ho qualche dubbio al riguardo. Mi pare che tu sia in possesso di notizie di prima mano su quello che "combinano" i collettivi del citato ateneo capitolino. Non è che "per caso" li frequenti anche tu? Quanto alla guerra del petrolio ed al relativo prezzo in ascesa, penso che sia inevitabile, ci scanneremo ancora per diversi anni, visto i personaggi chi ci ritroviamo al governo del mondo (militari inclusi). Una cosa è sicura: la prossima guerra, quella dei nostri nipoti, sarà per l'acqua, lì forse avremo qualche chances di contare qualcosa, visto che laghi e fiumi non ci mancano.

P.S.
sto scrivendo questo post dal mio computer, nel mio ufficio della mia azienda, e tu da dove scrivi??



Alessandro
Treviso , marzo 10, 2008 16:12

Per rendere del terreno radioattivo basta l'uranio , non serve certo lanciare un bel missile, (anche i rifiuti ospedalieri vano benissimo)
Gli eroici marines che difendono drogati e pacifisti con il suv vengono pagati come i muratori e i portuali ,quindi se tornano dentro un sacco nero o senza zampe che problema sar mai, rischio professionale tanto piu che tra fare l'operaio in italia e il soldato in irak dati alla mano meno rischioso fare il soldato in irak.



Luigi
Olanda , marzo 10, 2008 16:53

"Le conseguenze a lungo termine di una tale «vittoria» non sarebbero più una preoccupazione di Bush, ma del prossimo presidente ".
Caro Direttore, quanto mi piacerebbe essere accusato di pazzia quando dubito fortemente che il gli americani (e anche noi, sigh) avremo un'altro presidente.
Gli "Acts" li hanno gia' nel cassetto (firmati il 12/9/01).
Che Dio ci protegga.
Un'ultima cosa: mi chiedo perche' non ne nascono piu' di movimenti popolari, democratici come quelli negli anni '70? In america, uk, fr, it, ...... perche'? Perche' rimaniamo ancora seduti sulle nostre poltrone davanti la tv a sperare che quello che immaginiamo come possibile evoluzione dei fatti rimarra' solo frutto della nostra fantasia?
Ci hanno "drogati" tutti? Se si, con che cosa?



luca
tv , marzo 10, 2008 18:13

petrolio a 107$ intanto ..


GIORGIO SCOTTI
MILANO , marzo 10, 2008 18:26

Gerusalemme e' il III luogo sacro dell'Islam dopo Mecca
e Medina - luogo da cui Maometto e' salito su un cavallo alato per raggiungere Allah.. Non e' pensabile che l'Iran
colpisca Gerusalemme con l'atomica - anch perch colpirebbe anche i palestinesi.. Solo dei dementi come
gli attuali leader Amerisraeliani possono pensare una
cosa del genere. Ma chi e' che fa del terrorismo?
E' poi chiaro che ormai Russia e Cina non tollererebbero
altre sparate USA: Ma l'Europa? Possibile che siamo cosi'
coglioni da accettare il petrolio a 200 Dollari senza
reagire? A questo punto mi sa che votero' Bertinotti...



silvia
bologna , marzo 10, 2008 20:25

Dicono che ieri il Cavaliere non strapp in pubblico il programma stereoisomero ,bens i bot,per dire che siamo gi⬠ in bancarotta,fallimento-


settevoci
forino , marzo 11, 2008 12:43

signori il vero motivo secondo voi è :l'atomica iraniana ? non penso proprio ! io penso invece che questa accozzaglia dei cinque americanastri non possono permettersi che la loro moneta non sia + la regina degli scambi commerciali ! è ricordatevi che il vero motivo della decapitazione del regime di USSEIN fu proprio questo . x cui , meditate gente ! non fatevi ingolfare il cervello dai media corrotti è leccaculi dei loro padroni!


TZ
... , marzo 11, 2008 17:22

si ma una guerra al medio oriente ora,non sarà accetta ancora come all'inizio'90...vari stati erano ancora in evoluzione...e la russia idem non come ora,
poi con tutti i soldi che gli son piovuti in tasca in questi ultimi 8 anni?!

noi come sempre siamo gli schiavi dell'america e basta da 60 anni,così come tutta l'europa del resto,cosa potremmo farci?!finchè il 90% della gente è menefreghista una nostra azione conta meno di 0



Alex
Firenze , marzo 11, 2008 19:18

"Ali Akhbar Hashemi Rafsanjani ha detto che se gli USA aggrediranno la Repubblica Islamica dell'Iran il mondo come lo abbiamo conosciuto finora non ci sar pi.
Inoltre la Russia ha chiaramente affermato che un attacco all'Iran equivale ad un attacco alla Federazione Eurasiatica Russa".

CAZZAROLA ! E lo dite cos๬ ? Qui sono cacchi ferocemente amari !
Quello che mi rende dubbioso che sono anni che si annunciano cose simili e non accade mai.
FUSSE CHE FUSSE A VORTA BBONA ????



Pierpaolo
Trieste , marzo 12, 2008 08:55

Solo il 4 gennaio 2007 The New York Times riportava (David E. Sanger e Jim Rutenberg): "Admiral Fallon is regarded within the military as one of its stronger regional combat commanders, and his possible appointment also reflects a greater emphasis on countering Iranian power, a mission that relies heavily on naval forces and combat airpower to project American influence in the Persian Gulf."
D'accordo che "Officials also said Admiral Fallon received a persuasive recommendation from the Joint Chiefs as one of the military




Scrivi un commento :
* Tutti i commenti saranno moderati dalla redazione

busy
 



Ultime notizie in questa sezione :
Buchanan contro le spie di Israele
Maurizio Blondet
Come da tradizione, c'e' uno Stato dentro lo Stato americano, una falla da cui escono migliaia...
Teheran tratta, Israele all’angolo
Maurizio Blondet
«Freeze for freeze plan» tra Iran e i «Sei» con buone basi di apertura...
Lettere all’antrace: maxi-risarcimento al sospettato
Maurizio Blondet
Le famose lettere all'antrace che dovevano provare indiscutibilmente il collegamento tra Saddam...
Gli «israeliani danzanti» furono pagati dal Governo
Maurizio Blondet
I famosi "israeliani danzanti", ovvero i facchini di una ditta di traslochi, la Urban...
I kulaki argentini
Federico R. Bernasconi
Bin Laden sarà catturato: october surprise
Maurizio Blondet
E’ sulla nostra memoria evanescente che fanno conto i manovratori della grande fiction. Da...
Quegli «studenti d’arte» e l’11 settembre
Maurizio Blondet
Una rete di spie israeliane negli Stati Uniti prima dell'11 settembre, sotto copertura come...
Una felice coppia subprime
Maurizio Blondet
Il mercato americano travolto dalla crisi dei mutui subprime è alle prese con tre...
Pubblicità

Pubblicità



Libreria Ritorno al Reale
 
EFFEDIEFFESHOP.com
La libreria on-line di EFFEDIEFFE: una selezione di oltre 1300 testi, molti introvabili, in linea con lo spirito editoriale che ci contraddistingue.




 
Servizi online EFFEDIEFFE.com  
 
Archivio EFFEDIEFFE : Cerca nell'archivio
EFFEDIEFFE tutti i nostri articoli dal
2004 in poi.
 
Lettere al Direttore : Scrivi a
Maurizio Blondet
 
Iscriviti alla Newsletter : Resta
aggiornato con gli eventi e le novita'
editorali EFFEDIEFFE
 
Chi Siamo : Per conoscere la nostra missione, la fede e gli ideali che animano il nostro lavoro.
 



Donate con Paypal : Sostenete EFFEDIEFFE.com con le vostre donazioni.
 
Redazione : Conoscete tutti i collaboratori EFFEDIEFFE.com
 
Contatta EFFEDIEFFE : Come
raggiungerci e come contattarci
per telefono e email.
 
RSS : Rimani aggiornato con i nostri Web feeds
 
Appuntamenti EFFEDIEFFE : Gli Eventi pubblici  EFFEDIEFFE in Italia e nel mondo.


EFFEDIEFFE Giornale Online (C) EFFEDIEFFE edizioni - VIGNANELLO (VT) - Centignano - Pian del Castagno - Tel.: 335.21.43.48 || All rights reserved
Codice fiscale nr. 97443950155