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E’ la volta dell’Irlanda, ennesima vittima dell’eurocrazia: è recessione con i tassi dal 2% al 4,5%, mercato congelato e migliaia di insolventi. Intanto in piena crisi subprime, la bolla dei derivati potrebbe far rimpiangere questi momenti.

L’Irlanda distrutta dall’euro

Maurizio Blondet    13 marzo 2008
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Per anni l’Irlanda è stata l’allievo modello del liberismo terminale. Ne ha applicato con entusiasmo tutte le ricette (liberalizzazioni, flat tax, mercato del lavoro libero) e la sua rinnovata «competitività» è stata premiata con un boom economico straordinario. Il boom è finito, ed è cominciato il disastro.

I prezzi delle case sono scesi del 7% l’anno scorso, e continuano a precipitare. La disoccupazione è in aumento. Le banche sono piene di debiti. E si rivela che il boom era, in realtà, soltanto una enorme bolla immobiliare. Ma non è colpa degli irlandesi. La colpa è dell’euro, o più precisamente del tasso primario imposto dalla BCE uguale per tutte le economie dell’eurozona.

Ci sono stati anni in cui, per dare fiato alla Germania in recessione, la BCE ha mantenuto il tasso d’interesse al 2%: buono per la Germania, anzi ancora troppo alto, ma «troppo basso» per l’Irlanda. Il denaro facile ha lanciato le banche irlandesi in una corsa ad indebitare i concittadini. Con mutui e prestiti personali. Il credito si espandeva da un anno all’altro anche del 30%.

Col denaro così abbondante e a basso costo, gli imprenditori hanno costruito a man bassa: l’edilizia ha raggiunto il 15% del reddito nazionale, ed è la maggiore industria del Paese, con 280 mila addetti - molto per un paese di 4,2 milioni di anime. Molte banche hanno offerto mutui al 100% sul valore dell’immobile; il 55% sono a tasso variabile. Quanto ai debiti delle famiglie, hanno raggiunto il 190% del reddito disponibile della famiglie stesse, la percentuale più inaudita del mondo sviluppato.

Dopo il collasso cominciato in America, le banche irlandesi si trovano paurosamente esposte nell’immobiliare a prezzi precipitosamente calanti, con sempre più debitori insolventi, - e come non bastasse, i tassi della Banca Centrale Europea sono saliti al 4,5% (1). Decisamente troppo per una piccola economia in recessione, e in pieno «credit crunch» mondiale. Il tasso EU ha creato la bolla e la distorsione dell’economia irlandese quando era troppo basso, ed ora la strangola definitivamente perché è troppo alto.

«Il mercato degli immobili è morto, quello delle auto nuove è ghiacciato, la perdita di lavoro è a livelli record, gli esportatori sono devastati dall’euro forte, i prezzi dei carburanti balzano in su, i pignoramenti crescono»: così ha sunteggiato la situazione il giornale Irish Independent. E lo Stato è impotente a scongiurare che la recessione si trasformi in depressione.

«Non possiamo fare niente di quello che uno Stato farebbe in una simile situazione di recessione da scoppio di bolla finanziaria», spiega Morgan Kelly, economista alla University College Dublin: «Non possiamo abbassare i tassi d’interesse, non possiamo svalutare, non possiamo applicare stimolo fiscale, e tutto perché siamo nell’eurozona».

Tutte queste prerogative sono state demandate alla BCE: è Trichet che varia i tassi, che sopravvaluta l’euro, che vieta l’allentamento fiscale, anzi raccomanda «rigore» (cioè più tasse) per non sforare il debito pubblico. Come tutti noi, anche l’Irlanda ha ceduto al sovranità monetaria al banchiere-robot. Il quale fornisce a tutti, per così dire, una T-shirt della stessa taglia: dove la Germania sta stretta, e dove l’Irlanda affoga (come Italia, Spagna e Grecia: ma quando un Paese è piccolo, il colpo è più duro e coinvolge immediatamente tutti i settori economici).

«Abbiamo una recessione interna che coincide e si aggiunge alla recessione globale», dice Kelly: e nell’impossibilità di ogni manovra, «è la salute del sistema bancario a determinare quanto sarà grave la recessione. E francamente, la salute non è buona». Sono strapiene di mutui al 100 per 100 su case svalutate, e i cui abitanti non riescono a pagare i ratei variabili verso l’alto.

Le banche irlandesi, rivela la Banca dei Regolamenti Internazionali, hanno accresciuto enormemente l’emissione di obbligazioni di vario genere: da 10 miliardi di dollari a 35 miliardi in un quadrimestre, cifra enorme per un paese di 4 milioni di persone. Perché emettere bond in un mercato dove nessuno è disposto a comprarli? Semplice: le banche irlandesi emettono queste obbligazioni per consegnarle allo sportello della BCE, ed ottenere in cambio liquidità. Non possono fare altro, avendo le istituzioni finanziarie e le famiglie accumulato 123 miliardi di dollari di passivi in mercati esteri, quello americano e quello inglese anzitutto, dove gli scambi sono congelati dal terrore e dai crack.

Secondo il professor Kelly, lo Stato finirà per operare un gigantesco salvataggio delle banche a spese dei contribuenti. «Il precedente c’è, è quello che hanno fatto gli scandinavi negli anni ‘90 nazionalizzando le banche», dice. Difatti la Svezia ha nazionalizzato le sue più grosse banche, risanandole e poi rimettendole sul mercato. Ma c’è un piccolo dettaglio: per far questo, la Svezia dovette uscire dal serpente monetario europeo (il sistema di cambi fissi che portò all’euro), e riprendersi il controllo delle leve monetarie, la sovranità finanziaria. L’Irlanda dovrà uscire dall’euro? Sarà il primo Paese ad uscirne?

Nessuno osa proporre questo, e nemmeno pensare a cosa accadrebbe a un piccolo Paese indebitatissimo fuori della moneta comune, ai tassi che richiederebbero gli investitori per comprare i suoi BOT. E tutti guardano con spavento al momento in cui gli irlandesi saranno chiamati a pronunciarsi sulla cosiddetta costituzione europea, ribattezzata Trattato di Lisbona. E’ il solo Paese che terrà un referendum su questo (a tutti gli altri questa possibilità è stata negata). Cosa deciderà il popolo?

La spaccatura dell’eurozona, sottoposta a tensioni intollerabili, può cominciare da lì e non dalla Spagna o dall’Italia. Il brutto è che le Banche Centrali non si preoccuperanno troppo di salvare un paesino di 4 milioni di abitanti, quando saranno impegnate ad affrontare - con mezzi ridicoli - la crisi più titanica che già si profila. E’ quella dei derivati.
 
Warren Buffet, il più intelligente finanziarie americano, già nel 2003 segnalava questa bolla torreggiante su tutte le altre bolle: «La quantità proliferante di derivati a lungo termine e il massiccio crescere di cambiali non coperte (uncollateralized receivables) che portano con sé sono armi finanziarie di distruzione di massa». Nel 2003, i derivati in essere avevano un valore «nozionale» di 100 trilioni di dollari (un trilione è un milione di milioni); oggi sono una montagna con nozionale di 516 trilioni.

Il loro valore sui «mercati» oggi è un’incognita totale, e per lo più questi strumenti finanziari creativi non hanno mai avuto alcun mercato, essendo contratti privati fra due banche o due aziende o due finanziarie. Per di più, non hanno dietro nulla di reale a sostenere le transazioni, qualcosa di simile alle riserve bancarie o ai margini degli agenti di Borsa. Sono superfetazioni fantastiche basate su piramidi di crediti sottostanti, serviti per anni a creare denaro dal nulla del nulla, al di fuori delle Banche Centrali e dei circuiti finanziari di «mercato».

Ora una piramide è crollata - i mutui subprime - e l’implosione a catena è cominciata. Quando toccherà i derivati, non vale consolarsi pensando che quel loro preteso valore di 516 trilioni di dollari è un «nozionale» puramente teorico, che nessuno potrà perdere tanto. Inutile rileggersi il rapporto della Banca dei Regolamenti Internazionali che nel 2007 ha valutato in 11 trilioni «la misura approssimativa del rischio finanziario trasferito nei mercati dei derivati».

Vale la pena di fare un confronto: il prodotto interno lordo USA ammonta a 15 trilioni. Tutti i beni immobili del pianeta, case e terreni, grattacieli porti e autostrade e ferrovie, valgono 75 trilioni. Anche una percentuale di crack nei derivati, col nozionale a 516 trilioni, basta a risucchiare l’intera economia americana, o una fetta dei valori immobiliari del mondo. Le Banche Centrali hanno lasciato crescere il mostro - in nome del dogma liberista-privatista, senza controllo e senza regole - ed ora non sanno letteralmente che cosa fare. Le loro iniezioni di liquidità al ritmo apparentemente stratosferico di 200 miliardi di dollari sono risibili, al confronto dei trilioni di buchi che i derivati possono creare.

In questo vuoto di soluzioni, vale la pena di citare una proposta del vice-segretario al Tesoro sotto Ronal Reagan, Paul Craig Roberts, che non saprei giudicare. Secondo Craig Roberts, bisogna sospendere la regola che obbliga le istituzioni finanziarie a scrivere sui libri contabili i loro mutui subprime ai valori di mercato correnti (mark to market). «E’ questo che crea problema nei bilanci delle banche», dice (2). Le obbligazioni composte da mutui subprime sono nei guai «prima che ci fosse un mercato per essi, dato che erano vendute direttamente dalle istituzioni che li emettevano agli investitori», o non quotati o fluttuanti in alcuna Borsa.

«Ora che sono malfamati e il loro valore è sconosciuto, nessuno li vuol comprare. E’ la loro non liquidabilità che ne abbassa il valore». E il valore precipitante di questi subprime sta trascinando le banche e i fondi speculativi all’insolvenza, per di più obbligandole, per fare cassa, a vendere «attivi liquidi sani», ossia le azioni solide, su mercati borsistici, così accelerandone il declino e infettando del male anche le aree sane dell’economia.

La proposta di Craig Roberts è di cambiare la regola, e consentire alle istituzioni speculative di mantenere questi «strumenti inguaiati» nei loro bilanci al loro valore di carico, o al 90% del loro valore (fittizio) iniziale, per guadagnare tempo e sperare nella formazione di un mercato per questa carta.  «Sospendere l’obbligo del mark to market allevierebbe la pressione dalla Borsa, e renderebbe non necessario per la Federal Reserve di abbassare ancora i tassi d’interesse per pompare liquidità nell’economia attraverso un sistema bancario che è danneggiato. Tassi d’interesse ancora più bassi peggiorano la crisi accelerando il declino del dollaro; ora che l’inflazione cresce, altra liquidità peggiora la crisi economica».

Il fatto è che, dice l’economista, «non esiste un problema generale di scarsa liquidità; i problemi di liquidità riguardano solo questi strumenti finanziari mal concepiti». Non mi pare gli si possa dar torto. Il punto è che una tale proposta significa salvare, dare sussidi, ai responsabili della messa in commercio delle obbligazioni composte con mutui di insolventi, una «cattiva idea» ispirata da «avidità e frode», per cui «qualcuno deve pagare». Certamente, annuisce Craig Robert: «Ma ora paga la società in generale e l’economia».

E giustamente, l’economista getta la responsabilità sulla Federal Reserve di Alan Greenspan, che con la sua politica «irresponsabile» di bassi tassi, ha prodotto il boom edilizio, senza il quale i mutui subprime non sarebbero stati pensati. Siccome i prezzi degli immobili aumentavano, anche i prestiti altamente rischiosi sembravano «buoni». Ma la vera causa di tutto, aggiunge, è stata l’abolizione della legge Glass-Steagal nel 1999.

Questo Glass-Steagal Act fu emanato nel 1933 proprio come risposta alla crisi del ‘29: esso vietò alle banche commerciali la speculazione azionaria, separando le due funzioni in due tipi di banche diversi (commerciali e d’investimento). Questa legge impediva che le speculazioni andate a male distruggessero il capitale delle banche, con la sequenza a catena dei fallimenti bancari e delle corse agli sportelli dei depositanti. Quella legge fu abolita nel ‘99 (sotto Clinton) da un Congresso posseduto dalla «ideologia del libero mercato», secondo cui «la libertà di mercato è sempre superiore alla regolamentazione pubblica». Ecco i risultati. Che dire?

Pare che Ben Bernanke stia facendo qualcosa di simile alla proposta di Craig Roberts: la sua ultima iniezione di liquidità di 200 miliardi di dollari consiste nel pagare con Buoni del Tesoro le cartacce (mutui subprime e obbligazioni composte da ipoteche) che le banche disperate portano all’incasso. Evidentemente, queste cartacce vengono valutate dalla FED a un valore fittizio di carico. Se basterà, o se sia troppo poco e troppo tardi, se la peste finanziaria non si sia già troppo estesa all’economia reale, lo dirà il domani prossimo.




1) Ambrose Evans-Pritchard, «Irish banks may need life-support as property prices crash», Telegraph, 11 marzo 2008.
2) Paul Craig Roberts, «How to end the subprime crisis», Counterpunch, 11 marzo 2008.


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Commenti : (38)
sator
Pescara , marzo 13, 2008 09:51

Forse se tocchiamo il fondo inizieremo quel processo di presa di coscienza, che ci riporter sulla retta via.
Forse.


sator



Giuseppe
UDINE , marzo 13, 2008 10:08

Unica (misera)consolazione: si spera che i banchieri, nel mondo, perdano almeno un po` dell`attuale stratosferico potere.


Riccardo
Firenze , marzo 13, 2008 10:24

Il febbrone passerà, ma lascerà sul campo devastazioni sociali immense. O si procede con politiche keynesiane ovvero guerre oppure si esce dal sistema e si comincia a riprendersi in mano il proprio destino.
La prima soluzione è da codardi, la seconda è da coraggiosi ma la classe politica di oggi troppo servile agli "illuminati" non ne è capace. Uscire dall`EURO, annullare il debito, socializzazione dell`Italia. Difendere gli italiani e non sacrificarli sull`altare della plutocrazia.



Giacomo
Milano , marzo 13, 2008 10:40

Io non ho ancora capito chi e perché ha voluto l`Euro e l`Unione Europea. Chi ha insistito tanto, chi ha voluto a tutti i costi questo enorme "Titanic" che affonda, che è causa della rovina di tanti.

Chi ha avuto questa idea? Le massonerie europee? I soliti noti che da anni decidono per noi?



Dario
Udine , marzo 13, 2008 10:44

Non capisco come mai, ma sembra che i paesi a storia cattolica siano particolarmente cicaloni da un punto di vista economico.

Vedi Italia, Spagna, Grecia (ortodosso-cattolica) ed infine Irlanda.

I figli di questo mondo sono molto pi capaci di gestirsi, su questo mondo...



Matteo
Roma , marzo 13, 2008 10:46

L`ingegneria del debito ha generato un cancro incurabile, che oramai si stà alimentando da solo, completamente fuori controllo.
Il collasso incombente potranno continuare a mascherarlo, ma
oramai il male ha infettato il pianeta.
L`unica cura plausibile è il ritorno all`economia REALE.
Ovvero a quel meccanismo di "relazioni finalizzate".
L`economia al servizio dell`uomo e non il contrario.

Una cosa è certa... quando ci si arriverà, perchè avverrà,
la chemioterapia che il sistema avrà utilizzato per autoragolamentazione "naturale" ci avrà messo in ginocchio... anzi a terra del tutto.

La vera emergenza è scardinare la monetocrazia globalizzata del debito, altrimenti sarà la tragedia per l`umanità.



Nicola
Lecco , marzo 13, 2008 11:14

Due osservazioni
La proposta di Craig Roberts è plausibile anche se non so a quali risultati potrebbe portare. E` una proposta che rimanda a quelli che sono i nostri principi contabili che la maggior parte delle aziende adotta. Infatti questi principi a differenza di quelli internazionali prevedono di contabilizzare un asset al suo costo storico (il costo sostenuto al momento dell`acquisto) e di procedere alla sua svalutazione solo nel caso in cui il suo valore risulti durevolmente di valore inferiore ovvero se trattasi di asset a breve (credito o azioni) questi devono essere contabilizzati secondo il loro presumibile valore di realizzo. Da sottolineare anche il fatto che i principi internazionali che impongono valutazioni al "fair value" (valore equo: di mercato) sono previsti per le nostre aziende piu` grandi (le quotate) e li vogliono imporre a lungo andare a tutte quante le aziende. Con che benefici non so.
Seconda osservazione è quella che riguarda l`attività delle banche. Un qualsiasi studente di economia, secondo me anche quello mediocre, è a conoscenza del motivo per cui era stato introdotto il divieto per le banche di effettuare investimenti in attività industriali. In economia quel divieto costituiva un DOGMA. Voglio dire con cio` che chi ha approvato queste norme non poteva non essere a conoscenza dei rischi a cui andava incontro.
Comunque sia la situazione sta procedendo a passi spediti verso la catastrofe: i bot offerti nell`ultima asta non sono stati sottoscritti totalmente, perchè le banche, secondo gli accordi, deputate a intervenire (tra cui un istituto italiano) non si sono mosse; gli hedge found si stanno lamentando per la sempre minore fiducia nelle aziende italiane fiducia che verrebbe meno per la ritardata scelta della governance di importanti aziende pubbliche (le famose nomine di prodi), ma la verità è un altra, rimandando le nomine si ritarda l`approvazione dei bilanci e la distribuzione dei dividendi con un enorme mancato introito per gli azionisti (hedge in particolare).
In sintesi sta venendo giu` tutto come un castello di carte.



Tommaso
Firenze , marzo 13, 2008 11:38

Riguardo all`influenza dell`idra europea-massonica...
http://www.ivc6.com/greenfieldtv/remote.php



mamo
aguacaliende , marzo 13, 2008 11:38

Trichet ha detto no ai salari legati allinflazione.
Traducendo:
legate il salario con la corda per impiccarsi.



Guido
Pisa , marzo 13, 2008 11:56

Ho letto in rete alcune previsioni ``profezie``legate al 2012 che parlano di crac per i primi dei Luglio 2008; io penso che e` bene togliere i soldi dalla Banche sempre piu`a rischio 29`, e prepararsi alla grande crisi,magari sciegliendo bene il momento per fare scorte di generi a lunga conservazione.Le settimane immediatamente dopo il botto possono essere di Caos.A medio/lungo termine dovremo rivedere il nosro modo di Essere e di Vivere, anche perche` il sistema economico basato sul danaro a debito finira`
Un Male apparente per farci crescere e riconquistare la Liberta`.



luca
tv , marzo 13, 2008 12:47

evviva la BCE

13/3/2008
L`euro supera anche 1,56 dollari

Il balzo dopo la conferma Bce sui tassi
L`euro supera anche quota 1,56 dollari e tocca un altro massimo a 1,5624 contro il biglietto verde. La moneta unica ha fatto un nuovo balzo verso l`alto dopo la pubblicazione del bollettino della Bce, che ha confermato la sua politica sui tassi di interesse. Secondo l`Eurotower infatti il mantenimento del costo del denaro agli attuali livelli aiuter a contenere l`inflazione.



M.Meyer
bologna , marzo 13, 2008 14:00

Interessante l`osservazione del signor Dario di Udine,in effetti i paesi a storia cattolica non dovrebbero assoggettarsi a monete tipo dollaro,che ha un principio diverso,proprio contrario alla prudenza ed all`oculatezza come virtù cristiana.Purtroppo la banca di Roma,che in passato si occupava di transazioni in armi,quindi finanziava guerre ,ha pensato di controllare,con il pretesto della privacy,le transazioni dei correntisti italiani ed irlandesi,attraverso una rete gestita dalla SWIFT,con sede legale in Belgio.Il direttore Dott.Blondet,il 13-11-2007,scrisse un art.su questo fatto a lui stesso capitato,per evidenziare,come in maniera subdola,certe banche mascherano la verità dei conti bancari delle persone(come hanno fatto con il tfr)affinchè il singolo cittadino perda poteri gestionali veri del proprio denaro.Infatti SWIFT,spiega il direttore,è un losco e segreto centro di potere bancario internazionale,esente da controlli al di sopra delle leggi,anche italiane,quindi tutto ciò che fiat,eni,o multinazionali europee fanno,in questo modo viene,con la scusa del terrorismo,conosciuto in USA,dove comanda la nota lobby anticristiana per volontà dunque di chi comanda da Bruxelles.La bank of Ireland,allora ammise,senza ipocrisia,di non avere altra scelta,che usare la SWIFT,ossia consegnare agli americani tutte le informazioni cruciali dei propri cittadini.Il resto viene da sè.In sostanza i paesi del clubmed,non è che sono cicale,anzi,è che i poteri li trattano come israele tratta i paletinesi,tolgono il lavoro,tolgono la civiltà.


CyberJabba
Roma , marzo 13, 2008 14:07

Siate come formiche, perchè verrà il tempo in cui gli uomini si
toglieranno gli occhi per una briciola di pane. I negozi saranno
saccheggiati, i magazzini saranno presi d`assalto e distrutti. Povero
sarà colui che in quei giorni tenebrosi si troverà senza una candela,
senza una brocca d`acqua e senza il necessario per tre mesi
Profezia di Padre Pio



Alberto
Milano , marzo 13, 2008 14:36

Oggi le notizie finanziarie sembrano un bollettino di guerra: il dollaro ai minimi storici sullo yen, ha raggiunto la soglia dei 100yen, non accadeva dal 1995; il petrolio ha superato i 110$ al barile e l`oro è ad un passo dai 1000$.
Le borse di tutto il pianeta sono in caduta libera con perdite notevoli. La notiziona dei 200mld di $ ha già esaurito i suoi effetti senza cambiare nulla, anzi ha dimostrato come ormai la situazione sia disperata. Da notare come la cifra di 200MLD di $ sia praticamente la stessa che le banche americane hanno ammesso di avere perso fino ad ora a causa dei derivati.
Un`altra piramide sta per crollare, quella dei fondi Hedege, il fondo Carlyle Capital ieri è praticamente collassato ammettendo un default di circa 17 miliardi di $ (notizia di Bloomberg). Non sono riusciti ad accordarsi con le banche per la ricostruzione dei margini e quindi le banche stanno "sequestrando" gli asset del fondo. Peccato che quegli asset sono basati sui mitici mutui subprime (il fondo è, anzi era specializzato in quello) e quindi il loro valore di mercato è praticamente zero o lo diventerà in caso di vendita massiccia....
Tanto la FED glieli cambierà con dei bellissimi Bond del tesoro, ma avanti di questo passo anche quelli non è che varranno molto.
Si dice anche che per fermare la caduta del $ sullo yen la BOJ sarà obbligata ad aumentare il tasso della moneta giapponese ora a 0.5%, il più basso di tutti. Ma così facendo innescheranno un`altro domino, quella dei carry traders che hanno preso tonellate di denaro praticamente a costo 0 per poi reinvestirlo con il meccanismo della leva.
Ormai la catastrofe è sempre più vicina, prepariamoci al peggio, che Dio ci aiuti.



mamo
aguacaliende , marzo 13, 2008 15:03

x dr.M. Meyer,
guardi che se ci levano il lavoro e la civilta,le posso assicurare che ci guardiamo bene dal richiederli indietro.
Solo che non si azzardassero a levarci la pizza ,gli spaghetti e il mandolino!
Mi raccomando eh!



Prometeo
London , marzo 13, 2008 15:09

Infatti M.Meyer, in un altro mio commento ad un pezzo di S.M. Chiari, dicevo che il Vaticano e la Chiesa di Roma hanno favorito il progetto dell`anticristo speculando ante litteram con lo IOR... e non c` bisogno di scendere nei dettagli.
Allora, come gi da forse oltre 1500 anni, il fumo di satana s`era gi蠠 impadronito del Vaticano.
Il messaggio Francescano quanto mai attuale oggi, una delle poche voci che ci riporta al distacco dai "simboli" satanici, incluso il denaro, di cui l`anticristo ci vorrebbe sempre adulatori.



Paolo
Bologna , marzo 13, 2008 15:17

Due Parole sulla proposta del dottor Roberts per cui nutro una grande ammirazione, essendo una delle poche voci libere e veritiere sulla situazione economica, politica e sociale in america.
Quello che suggerisce, di evitare cioè il mark to market dei titoli derivati invendibili è in realtà stato fatto ed è la causa dei problemi attuali.
Esistono generalmenti tre modi di valutare il valore di un derivato. "Mark to market" che riguarda quelli che sono chiamati asset di livello 1 è quando il valore viene determinato dal mercato stesso, cioè da quanto i vari soggetti sono disposti a pagare per uno di questi pezzi di carta (derivati in questo caso).
"Mark to model" che riguarda quelli chiamati asset di livello 2 e quando il cui valore viene determinato in base a un modello stabilito da 4 omini chiusi in una stanza. Per esempio è il caso dei CDO i derivati basati sui mutui, spesso subprime, che hanno scatenato l`attuale crisi generalizzata.
"Mark to fantasy" (nome informale) che riguarda gli asset di livello 3. E qua viene il bello. Sapete come viene stabilito il valore di un asset di livello 3?
Definizione testuale: "in base ad elementi non osservabili". Che significa?
Significa esattamente quello che ha suggerito il dottor Roberts. Una pratica che le banche stanno conducendo dall`inizio dell`attuale crisi.
Prendono i CDO e tutti i derivati andati a male che riuscivano a vendere con un valore "mark to model" (il modello di valutazione del valore era stabilito dalle banche stesse in collusione con le agenzie di rating) solo in stranzette buie a singole controparti (perchè venderle sul mercato (perdonatemi il grassetto) "SIGNIFICA AUTOMATICAMENTE RENDERE "MARK TO MARKET" UN TITOLO") e assegnarli un valore fittizzio che si inventano loro chiamato appunto "mark to fantasy". In questa maniera li mettevano a bilancio con il valore fittizio facendo così finta di avere i bilanci in ordine.
Non funziona.
E` proprio ciò che sta propagando la crisi. Tutti sanno che questi titoli non valgono nulla. Nessuno li vuole e nessuno si fida più delle banche proprio perchè mentono e non vogliono fare in modo che sia il mercato a stabilire il valore di questi derivati, ne vogliono dichiarare pubblicamente le proprie perdite.
La stessa cosa avenne in giappone e le banche giapponesi fecero quello che suggerisce il dottor Roberts. Risultato? Mercato del credito bloccato (cioe` banche che non prestavano denaro), bilanci in ordine solo in apparenza e 17 anni di recessione. La differenza con la situazione attuale americana e che i giapponesi erano un popolo di risparmiatori e come nazione avevano una bilancia commerciale positiva cioè esportavano più di quel che importavano.
Prezzare temporaneamente a un valore irreale una montagna di titoli che non vale nulla, nella speranza che dopo un po` di tempo la gente si dimentichi della cosa semplicemente non funziona e ribadisco che vendere dei titoli sul mercato significa sempre farli diventare automaticamente "mark to market".
Che io sappia non c`è modo di evitarlo.



mamo
aguacaliende , marzo 13, 2008 15:18

...e se trichet si azzarda a levarmi il bucatino fumante da sotto il naso ,io vado alleurotower e gli spacco il mandolino in testa!
A tal proposito propongo,invece di discutere se votare un produttore televisivo o un critico cinematografico, di mandare tutti una lettera a trichet con dentro un pezzo di cartaigienica usata.
Con il vibrante invito ad usarlo come collaterale dellԴeuro.



GIORGIO SCOTTI
MILANO - Imprenditore , marzo 13, 2008 17:51

L`attacco parte dai bancarottieri G.W.Bush e Dick Cheney:
vogliono distruggere l`Europa e l`Euro assieme al Dollaro.
Seguo anche la CNN che passa per rete liberal rispetto
alla famigerata FOX TV di Murdoch (ricordate il film di
OO7 in cui un tycoon televisivo voleva far scoppiare la
3^ guerra mondiale solo per avere l`esclusiva ? penso
proprio che ci si riferisse a Murdoch..). Incredibilmente
tra sorrisini e ammiccamenti tra i piacenti conduttori regolarmente di sesso opposto come da noi sul TG5
del crollo del dollaro e dell`impennata del
petrolio non parlano mai..i titoli scorrono sul "sottopancia" ma loro parlano di delfini ecologia
e altre piacevolezze. Hillary e Obama sembrano anche loro ignorare i problemi economici. Poi noi ci lamentiamo
delle nostre TV dove almeno ormai su tutte le reti si
dice che non si arriva a fine mese...Io il mese scorso solo
per il Supermercato ho speso 1000 Euro..mai successo in
vita mia..e sono pure a dieta.Quanto a Trichet non si capisce se ci o ci fa..Gli euroburocrati di Francoforte sono solo una massa di incapaci e incompetenti messi li` apposta per coprire gli interessi di qualcun altro. Bisogna capire chi nei fatti ci guadagna da questa catastrofe economica. Bisogna che qualcuno abbia le p.. per mandare l`Euro e questa Europa a F.C... Altro che Mastella.. Ma il salame ci guadagna ancora?



Giorgio Scotti
Milano , marzo 13, 2008 18:34

Crolla Carlyle Group?
Vedere chi c`e` dietro :
http://www.informationclearinghouse.info/article3309.htm

A questo punto mi domando (mica tanto per scherzo)
E` lui l`Anticristo?



Giuseppe
Foggia , marzo 13, 2008 18:45

Chi era quel tizio che disse voglio tutto il mondo piu` il 5% di interesse? E forse non mi basta neanche.

... Ah, si il capo degli usurai che lavorano in BCE.

Dobbiamo ringraziare i banchieri nostrani per averci regalato il tritatutto BCE.



Alberto
Dublin , marzo 13, 2008 18:48

Penso che la proposta di mamo qui sotto sia davvero interessante da valutare. Immaginatevi milioni di piccole letterine con un pezzo si carta igenica usato da inviare al caro president della BCE, mi sembra una protesta civile di reale effeto. Bravo mamo.


angelo
milano , marzo 13, 2008 21:13

e inutile piangere sul latte versato l euro a causato molti danni prima dell euro i grandi supermaecati hanno fatto scorte pagando con la vecchia moneta per poi approfittare con l avvento dell euro


Luciano
Pescara , marzo 14, 2008 09:28

Signori !
leggendo i vostri commenti c`è da ca...rsi addosso.
Ho 58 anni, tre figli, dall`inps non mi aspetto nessuna pensione ( fallirà prima ), credo che dovrò arrangiarmi da solo.
Posseggo un pacchetto consistente di obbligazioni con scadenza da oggi a ottobre prossimo che dovrebbe garantirmi una certa tranquillità per il tempo che mi resta da campare.

Che faccio ? le liquido ? anticipo la vendita ? e poi i soldi dove li metto ? in banca su un c/c ? ? sotto il materasso ? oppure mi costruisco un caveau ?

Per cortesia datemi una dritta !



Nicola
Lecco , marzo 14, 2008 10:17

Interessantissimo l`intervento di Paolo di Bologna al quale vorrei aggiungere questa mia riflessione.
L`idea di Craig Roberts secondo me potrebbe portare a qualche risultato. Se le banche hanno in pancia trilioni di carta straccia, si tratterebbe di mantenerla al prezzo di acquisto (oggi sopravvalutato certamente) ma valore per un certo verso "garante" della solidit patrimoniale della banca la quale potrebbe quindi continuare ad operare con l`erogazione del credito (secondo regole e norme ben difinite). Chiaramente gli utili che l`istituto di credito realizzer saranno utlizzati per ripulire i bilanci negli anni successivi.
Per fare un esempio: supponiamo che Unicredit abbia circa 15 miliardi di euro di carta straccia sui bilanci, con la proposta di Roberts Unicredit continua ad operare ma il suo utile di quest`anno di circa 6 miliardi, sarebbe utilizzato per ripianare la svalutazione di un importo pari a 6 miliardi della carta straccia che si ritrova in pancia, e cosi negli anni a venire fino ad azzerare le perdite.
Mettere a bilancio oggi le perdite equivarrebbe ad azzerare il patrimonio con la necessitࠠ di un intervento di ricapitalizzazione a carico dei soci o meglio della comunit intera (come avviene oggi con le iniezioni di moneta dalla Fed)
Insomma chi rompa paga e i cocci sono i suoi.
E` anche vero che sarebbe necessaria una analisi di quelle che possono essere le controindicazioni e spero che il lettore di Bologna, conoscendo la situazione giapponese possa agiungere qualcosa.



luca
tv , marzo 14, 2008 10:22

MILANO - Dopo Borse asiatiche in deciso calo sui timori che il maxi-piano da 200 miliardi annunciato lunedì dalla Fed e dalle principali banche centrali possa rivelarsi non efficace rispetto all`obiettivo di alleviare le difficoltà del sistema finanziario, e che il nuovo record del petrolio non possa che aggravare la crisi. I mercati asiatici si apprestano così a chiudere la giornata registrando la maggiore flessione della settimana.
----------------------
www.repubblica.it/2008/03/sezioni/economia/borse/
calo-dubbi-fed/calo-dubbi-fed.html



marco
milano , marzo 14, 2008 12:25

La dritta per Luciano di Pescara era di mettere tutto quello che si aveva in oro e argento nel 2001,anche ipotecandosi la casa o chiedendo soldi a prestito(come ho fatto io),mi ero fatto prestare 100.000 dollari che sono diventati 500.000.
(oro acquistato a 250 ora a 1000,argento acquistato a 4 ora a 20)
ora nn si acquisterebbe pi訹 sui minimi ma penso ci sia ancora molta strada al rialzo,praticamente per chi detiene i metalli preziosi ogni cattiva notizia per la massa una buona notizia per lui,almeno finanziariamente.



Luciano
Pescara , marzo 14, 2008 12:59

Marco t`invidio per aver avuto fiuto.
Oddio, comprare oro a 1.000 $ l`oncia bisogna avere del coraggio.....ma sono sicuro che potrebbe funzionare.
A questo punto devo cominciare a pensare seriamente a smobilizzare i titoli obbligazionari.
Chiaramente vendo a valore attuale e non al prezzo di carico, quindi devo prevedere un`autobatosta.
Manteniamo il contatto
Ciao



Marco
Ancona , marzo 14, 2008 13:40

Blondet, guardi questo video, verso la fine del filmato faccia bene attenzione alle dichiarazioni di barroso, quando comincia a parlare di un impero differente dagli imperi del passato perch ottenuto senza la forza..
http://it.youtube.com/watch?v=-I8M1T-GgRU&
feature=related



Giuseppe
Vicenza , marzo 15, 2008 09:58

Negli States tutto capita molto prima.
http://petrolio.Giornaleosfere.it/2008
/03/usa-non-ce-la-fanno-a-pagare-il-mutuo
-finiscono-nelle-tendopoli.html



Massi
BERLIN , marzo 17, 2008 16:39

PER LUCIANO DI PESCARA, E NON SOLO PER LUI, ALCUNI CONSIGLI: "COSA FARE" E "COSA NON FARE":

COSA FARE:

1) MAN MANO CHE LE OBBLIGAZIONI ARRIVANO A SCADENZA NON RINNOVARLE, ANCHE SE LE OFFRIRANNO SICURAMENTE CONDIZIONI MIGLIORI DELLE ATTUALI, INTASCARE IL LORO VALORE E NON REINVESTIRE NE` IN OBBLIGAZIONI, NE` TANTO MENO IN AZIONI O FONDI.

2) NEL FRATTEMPO, DA QUI AD OTTOBRE, CONCENTRARSI SULLA POSSIBILITA` DI ACQUISTARE TERRENO AGRICOLO, MEGLIO SE LONTANO DA AUTOSTRADE, MEGLIO ANCORA SE AD UNA ALTITUDINE DI ALMENO 600 M. S.L.M. [I VALORI STANNO CRESCENDO, ALLA STESSA VELOCITA` CON LA QUALE CRESCONO I GENERI ALIMENTARI]. SCEGLIERE SEMPRE TERRENI RICCHI D`ACQUA, MEGLIO SE CON POZZI GIA` ESISTENTI. DESTINARE AL TERRENO AGRICOLO CIRCA UN TERZO DEL PROPRIO PATRIMONIO.

3) I PRIMI SOLDI DISPONIBILI INVESTIRLI IN ORO, MA NON PIU` DEL 10% DEL PROPRIO PATRIMONIO TOTALE [L` ORO E` GIA` PASSATO DA 200$ L`ONCIA A QUASI MILLE]. SI PUO` ACQUISTARE ANCHE NEL MERCATO LIBERO.

4) MAN MANO CHE LE OBBLIGAZIONI ANDRANNO IN SCADENZA SPOSTARE TUTTO IL RESTANTE IN CONTI DI DEPOSITO [DEL TIPO ING DIRECT O FINECO O ALTRI] ANCHE DI BANCHE ONLINE, MEGLIO ANCORA SE IN SVIZZERA, IL PAESE CHE RISENTIRA` MENO DELLA CRISI SISTEMICA.

5) TENERE DISPONIBILE UNA CERTA QUANTITA` DI DENARO IN CONTANTI [ANCHE IN UNA CASSETTA DI SICUREZZA O IN UN NASCONDIGLIO SICURO]. L`EQUIVALENTE DI QUELLO CHE OCCORRE A LEI E ALLA SUA FAMIGLIA PER VIVERE SEI MESI. IL CAMBIO DA EURO A UN`ALTRA MONETA POTREBBE AVVENIRE AUTOMATICAMENTE SU QUELLO CHE LEI NON HA MATERIALMENTE IN MANO. COSI` SI TROVEREBBE UN PATRIMONIO SVALUTATO COME AVVENNE AGLI ARGENTINI NEL 2000-2001. SE TIENE DEI CONTANTI PUO` SEMPRE USARLI E/O CAMBIARLI IN ALTRI PAESI COME LA GERMANIA, L`AUSTRIA, I PAESI BASSI, IL LUSSEMBURGO, LA FINLANDIA E TUTTI GLI ALTRI PAESI CHE ERANO NELL`AREA DEL MARCO E CHE CONTINUERANNO AD AVERE UNA MONETA FORTE GESTITA A FRANKFURT A/MAIN.

6) FARE UNA SCORTA DI ALIMENTI A LUNGA SCADENZA: SCATOLAME, FRUTTA SCIROPPATA, CONSERVE, LEGUMI ANCHE SECCHI, ETC. PER UN AUTONOMIA DI DUE/TRE MESI [PERIODO DURANTE IL QUALE POTREBBE MANCARE IL RIFORNIMENTO SUPERMERCATI O POTREBBE COSTARE MOLTO DI PIU`, SENZA CONTARE I RISCHI DI DISORDINI]. SE POSSIBILE FARE UNA SCORTA ANCHE DI ACQUA POTABILE E CANDELE.

7) MANTENERE IL CONTATTO CON TUTTE LE PERSONE CHE SANNO FARE QUALCOSA: AD ESEMPIO SANNO COLTIVARE LA TERRA, LAVORARE IL LEGNO. FARE DELLE RIPARAZIONI DI OGNI TIPO. HANNO FORMAZIONE E PRATICA MEDICO-CHIRURGICA, ... . LE OCCORRERANNO PER SCAMBIARE INFORMAZIONI, AIUTO, SICUREZZA.

8) IMPARARE O PERFEZIONARE IL PIU` POSSIBILE UNA LINGUA STRANIERA [LE CONSIGLIO QUELLE DEI PAESI CONFINANTI CON L`ITALIA, IN PARTICOLARE TEDESCO E FRANCESE, RISPETTIVAMENTE PRIMA E SECONDA LINGUA MADRE DELL`UNIONE, PRIMA DELL`ITALIANO]. UNO DEI SUOI FIGLI POTREBBE ANCHE IMPARARE IL RUSSO.

9) ORGANIZZARSI PER IL FUTURO ANCHE CIRCA EVENTUALI PROBLEMI DI SALUTE DEI MEMBRI DELLA SUA FAMIGLIA: FARMACI, SPORT, INFORMAZIONI ALTERNATIVE, ...

10) SE HA UN`ARMA, LA TENGA PRONTA ALL`USO. SE NON POSSIEDE UN`ARMA NON SI PREOCCUPI, MA FACCIA DELLO SPORT, MAGARI IMPARANDO DELLE TECNICHE DI AUTO DIFESA.



COSA NON FARE:

1) NON ACQUISTARE IMMOBILI.

2) NON INVESTIRE IN AZIONI, OBBLIGAZIONI, FONDI COMUNI D`INVESTIMENTO, SICAV, FONDI PENSIONE, ASSICURAZIONI NE` IN ALTRI PRODOTTI FINANZIARI DI ALCUN TIPO.

3) NON CONTRARRE MUTUI E O DEBITI PER PRESTITI AL CONSUMO.

4) NON ACQUISTARE VEICOLI, SE NON LE OCCORRONO STRETTAMENTE PER L`ATTIVITA` LAVORATIVA, COMUNQUE MAI NUOVI.

5) NON ACQUISTARE ALTRI APPARECCHI ELETTRICI E ALCUN COMPUTER, TELEFONINO ETC. UTILIZZI I SUOI SOLDI PER ORGANIZZARE UNA RISERVA DI ALIMENTI E ALTRI GENERI DI PRIMA NECESSITA` E PER AVERE UN LUOGO ASCIUTTO DOVE TENERLI. MEGLIO SE NON IN CITTA`

6) NON SI FACCIA PRENDERE MAI DAL PANICO, ANZI SI PREPARI PSICOLOGICAMENTE A DARE SICUREZZA AGLI ALTRI COMPONENTI DELLA SUA FAMIGLIA IN PARTICOLARE A DONNE E ADOLESCENTI.

7) NON PARLI TROPPO DI QUELLO CHE STA FACENDO SE NON CON LE PERSONE PIU` STRETTE E SOLO SE CONDIVIDE CON LORO STIMA E FIDUCIA RECIPROCHE.

8) NON GUARDI LA TELEVISIONE, SOPRATTUTTO NON LA UTILIZZI PER L`INFORMAZIONE. E` COMPLETAMENTE FALSA E ORGANIZZATA "PROPRIO PER MANDARE LE PECORE NELL`OVILE PRIMA CHE BRUCI".
LIBERO DAL CONDIZIONAMENTO LE VERRANNO MOLTE IDEE E AVRA` MOLTO PIU` TEMPO. IL SUO CONTRIBUTO SARA` BEN ACCETTO ANCHE DAL SOTTOSCRITTO.

9) NON SI AMMALI "SE POSSIBILE" E FACCIA TUTTO QUANTO DEVE FARE UNA PERSONA PER STARE IN BUONA SALUTE, COMPRESO EVITARE DI PASSARE TROPPO TEMPO IN INTERNET.

10) NON SI DISPERI PERCHE` LEI HA NEI SUOI FIGLI UN MOTIVO PER ANDARE AVANTI. LA FAMIGLIA PUO` ESSERE INATTACCABILE SE TUTTI I SUOI COMPONENTI NE COMPRENDONO L`IMPORTANZA E LA DIFFICOLTA` DELLA CONGIUNTURA. ANCHE QUESTO PERIODO STORICO PASSERA` E SARA` SEGUITO DA MOMENTI MIGLIORI. ANZI UN GIORNO, COME E` AVVENUTO A MOLTI A BUENOS AIRES, AVRA` LA POSSIBILITA` DI ACQUISTARE DEGLI IMMOBILI A PREZZI SGONFIATI PER I SUOI FIGLI.



Luciano
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , marzo 18, 2008 08:07

Massi, non so come ringraziarti per i consigli che mi hai dato.
A dire il vero, buona parte di ci che mi dici io lo sto applicando da tempo.
Vorrei approfondire con te altri dubbi che mi assillano, ma non giusto intasare il sito, perci⨲ ti ho invitato su msn dove staremo pi tranquilli.
Di nuovo grazie
Luciano



Luciano
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , marzo 18, 2008 08:09

Ohhpssss ...non ho il tuo indirizzo...
Vabb ti d il mio : Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Manteniamo il contatto



Giorgio
Milano , marzo 19, 2008 23:18

Vorrei riportare l`attenzione sull`articolo di Maurizio Blondet e fare qualche semplice domande:
come si viveva in Irlanda 20 ani fa (prima dell`euro, intendo)?
come si vive oggi nonostante tutti questi pasticci?
se la colpa dei pasticci di oggi dell`euro non forse vero che anche il miglioramento della vita degli irlandesi 訨 dovuto in larga parte all`euro?



riccardo
reggio emilia , marzo 22, 2008 10:58

la fortuna dell`irlanda sta nel fatto che sono solo 5 milioni di persone e di salmoni per sfamarsi ne hanno in abbondanza. la sfortuna dell`italia e che siamo 60 milioni di persone e per sfamarci dovremmo mangiare politici e banchieri . ne avremmo le scorte per 50anni.
purtroppo non sono commestibili.




, aprile 02, 2008 21:56

la cattiva allocazione di capitali si paga cara. ci sono troppi immobili rispetto alle necessita, risorse che potevano essere destinate ad attività produttive.

Leggete The Road to Serfdom di Hayek.




, aprile 02, 2008 22:02

Il bilancio della FED 800 miliardi, foss'anche tutto utilizzato per trasformare CDO in Treasury, non basterà a coprire i 12 trilioni di perdite latenti. E allora dovranno inflazionare s più non posso. Malgrado le altre banche centrali continuino ad acquistare dollari. L'unico porto sicuro sono le azioni di produttori di oro e petrolio.



Carlo
... , aprile 17, 2008 12:14

Cosa ci si poteva aspettare da un paese dove l'affitto di una camera matrimoniale per vivere in centro cittá o vicino varia tra i 700 e i mille euro al mese.
Vivo nella zona nord di Dublino ma a circa 10 minuti di macchina dal centro. Divido un appartamento di 45mq2 con una ragazza irlandese; due camere da letto un bagno e la sala, comprendente la cucina, vengono a costarci 1600 euro d'affitto al mese da dividere per due e l'appartamento ha un valore sul mercato di circa 600000 Euro.
Praticamente tutti gli immobili di Dublino sono sul mercato a prezzi cosí alti che il ricorso al finanziamento e' un must, non esiste una legge che fissa un tetto per gli affitti per zona e oltretutto la qualita' costruttiva di ogni edificio é a dir poco raccapricciante: le imprese per massimizzare i profitti, dato il prezzo di mercato, hanno limato sulla qualitá generale dell'immobile a scapito della sicurezza e dell'affidabilitá.





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