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Quando, nell’articolo di Blondet «Sull’immigrazione, peggio di quanto credessi» (24-08-2006), ho visto le lettere di due giovani, che hanno avuto esperienze di lavoro oltre che negative anche umilianti, ho pensato che la società italiana si stia impegnando a distruggere se stessa a cominciare proprio dalle speranze dei giovani.
Ho avuto un moto di rabbia.
Le due lettere, molto ben scritte e molto piene di auto-compatimento, rivelano tuttavia una realtà che è anche più tragica: i giovani di oggi e degli ultimi anni non hanno in sè alcuna capacità di lottare e poi sono anche i carnefici di se stessi.
Gli incidenti stradali sono la principale causa di morte per le età inferiori a 40 anni (attorno al 30%). Tutte le energie, che non sanno impiegare nella guerra quotidiana per conquistarsi un posto nella società, le scaricano quando guidano un veicolo motorizzato.
Ma il peggio( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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