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La menzogna dell’evoluzionismo

Stefano Maria Chiari    15 marzo 2008
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«Darwin e l’evoluzionismo ancora al centro dell’attenzione della Chiesa. Se ne parlerà in un convegno internazionale promosso dal Pontificio consiglio per la cultura, sul tema ‘Le teorie dell’evoluzione per incontrare e per fare incontrare scienza, teologia e filosofia’. ‘Sarà un percorso molto importante, - ha detto monsignor Gianfranco Ravasi, presidente del dicastero vaticano - perché vedrà convergere qui a Roma, all’Università Gregoriana e sotto il nostro patrocinio, da un lato figure altissime della scienza (ci saranno anche dei Premi Nobel), e dall’altra parte dei grandi teologi e filosofi’. Obiettivo: ‘Guardare ciascuno di noi al di là della nostra frontiera:
lo scienziato che si interroga e ascolta anche l’interrogazione della teologia e il teologo e il filosofo che ascoltano e che vedono i percorsi della scienza’
» (1).

Facciamo chiarezza su un argomento che sembra ancora sia cibo preferito di non pochi ecclesiastici, certamente male informati ed ignoranti (non chiedeteci se in buona o mala fede). A noi interessa difendere la verità dall’assalto di ideologie non supportate da alcuna prova, ma volutamente ed arrogantemente avverse al pensiero cristiano; ideologie diffuse a tutti i livelli del comune pensiero; chi si rende conto, tra gli studenti e/o gli insegnanti (più colpevoli dei primi) di una scuola superiore che l’evoluzionismo che devono insegnare per imposizione ministeriale, è una delle più grandi frottole circolanti sulla faccia della terra?

Rinvio al libro di Blondet, pubblicato da EFFEDIEFFE sull’argomento, «L’uccellosauro ed altri animali - La catastrofe del darwinismo», non senza tuttavia precisare quanto segue.

Le risultanze scientifiche, riconosciute finanche dagli evoluzionisti, smentiscono la bontà della loro teoria nella quale si ostinano a credere malgrado ogni palese contraddizione ravvisabile dall’evidenza dei fatti. Esistono dei punti fermi che possiamo affermare essere dei capisaldi invalidanti in pieno il delirio di Darwin e discepoli. In primo luogo, la vita nasce soltanto dalla vita. L’evoluzionismo, come noto, asserisce il sorgere della vita da materia inorganica a causa di eventi che potremmo definire casuali! Il caos creatore, appunto. Già Pasteur dimostrò che la vita non può trovare origine dalla materia inorganica, dalla «non-vita». Questa affermazione fu confermata anche in seguito, allorché si approfondì lo studio della cellula!

L’elemento primario dell’esistenza risultò essere di tale complessità, da far dichiarare a convinti evoluzionisti l’impossibilità di concepirne la nascita al di fuori di un contesto già vivo. Alexander Oparin infatti asserì che l’origine della cellula primaria resta un punto oscuro in tutta la teoria evolutiva e Jeffrey Bada ammise che «l’origine della vita resta un mistero». I tentativi sperimentali di dare origine a semplici molecole da materia inorganica fallirono miseramente (si veda su tutti il caso di Miller).

La complessità della vita, della struttura cellulare (una vera fabbrica, con tanto di banca dati, approvvigionamento di entrate ed uscite) è tale che si ritenne troppo complessa per essere frutto di una mera coincidenza casuale. Lo scienziato Fred Hoyle affermò che la probabilità che una cellula sia venuta dal caso è la medesima che si ha nella produzione di un Boing 747 da una bufera che colpisca un deposito di ferri vecchi.

La scoperta di DNA confermò la super-complessità dell’esistenza; basti pensare che le informazioni contenute nel DNA (di ogni cellula) sono circa un milione! Questo nello spazio piccolissimo del nucleo della cellula!

Ulteriore evidenza dell’impossibilità del caos generatore si ha dalla conferma che dalla cellula non esista nessun processo che faccia scaturire composti organici più complessi. Il caos generatore, tra l’altro, contraddice in pieno il secondo principio della termodinamica, legge dell’entropia, per il quale dal disordine non può sorgere mai l’ordine. La legge dell’entropia si sperimenta nella quotidiana decadenza del corpo umano che invecchia; evidenze semplici, ma troppo razionali per chi non voglia vedere.

Ecco alcuni esempi tratti dalla laica wikipedia

Si pensi di far cadere una gocciolina d’inchiostro in un bicchiere d'acqua: quello che si osserva immediatamente è che, invece di restare una goccia più o meno separata dal resto dell’ambiente (che sarebbe uno stato completamente ordinato), l’inchiostro inizia a diffondersi e, in un certo tempo, si ottiene una miscela uniforme (stato completamente disordinato). E’ esperienza comune che, mentre questo processo avviene spontaneamente, il processo inverso (separare l’acqua e l’inchiostro) richiederebbe energia esterna.

Immaginiamo un profumo contenuto in una boccetta colma come un insieme di molecole puntiformi dotate di una certa velocità derivante dalla temperatura del profumo. Fino a quando la boccetta è tappata, ossia isolata dal resto dell’universo, le molecole saranno costrette a rimanere all’interno e non avendo spazio (la boccetta è colma) rimarranno abbastanza ordinate (stato liquido). Nel momento in cui la boccetta viene stappata le molecole della superficie del liquido inizieranno
a staccarsi dalle altre ed urtando casualmente tra di loro e contro le pareti della boccetta usciranno da questa disperdendosi all’esterno (evaporazione). Dopo un certo tempo tutte le molecole saranno uscite disperdendosi. Anche se casualmente qualche molecola rientrerà nella boccetta il sistema complessivo è ormai disordinato e l’energia termica che ha messo in moto il fenomeno è dispersa e quindi non più recuperabile. Ma procediamo oltre.

La selezione naturale (cavallo di battaglia di Darwin, secondo cui soltanto il più forte nella specie sopravvive) è il contrario dell’evoluzione! Perché risulta utile, in realtà, proprio a salvare la specie! Essa teoria si fonda sulla convinzione che il migliore adattato riesca a «produrre», evolvendo, nuovi organi in grado di vincere le difficoltà e prevalere sul resto. Darwin ammise tuttavia che qualora si fosse dimostrata l’impossibilità di derivazione di un organo complesso da piccoli cambiamenti, la teoria dell’evoluzione sarebbe caduta: questo fu spietatamente  confermato dalla scoperta dei «principi di ereditarietà»! Quello che si trasmette non sono le caratteristiche dei singoli individui, ma si trasmettono «geni»; quindi non l’adattamento alle difficoltà, ma un bagaglio genetico preesistente.

Colin Patterson riconobbe che dai meccanismi della selezione naturale non nasce una nuova specie! Esiste, al contrario, il cosiddetto principio della «complessità irriducibile»: un organo o è così, o non funziona proprio (non può essere un po’ meno di come sia; quindi nessun cambiamento da meno a più).

Tali eclatanti scoperte costrinsero gli evoluzionisti ad un cambiamento nell’utilizzo del loro vocabolario. Si inventarono le «mutazioni» all’origine dei cambiamenti della specie; si tratta di un fenomeno in realtà esistente, (per esempio a causa di radiazioni), ma (è dimostrato) sempre mortifero! Le mutazioni sono sempre negative! Cioè conducono alla morte dell’individuo e non ad una vita migliore; quindi le mutazioni non sono capaci di creare «nuovi organi» utili all’esistenza.
La mutazione genera solo «mostri». Come anche lo stesso Richard Dawkins (evoluzionista) ammise!

Veniamo ad un altro punto forte: le risultanze paleontologiche. I fossili (inesistenti) confermano la non verità della teoria evoluzionista; infatti dovrebbero trovarsi resti dei cosiddetti anelli di congiunzione tra l’una e l’altra specie, le cosiddette «specie intermedie», chiamate anche «forme di transizione»: Darwin ammise la necessità di un riscontro paleontologico; ma fu brutalmente smentito non solo dalla paleontologia, ma anche nell’evidenza della scienza attuale, che non registra mai (adesso) tali «forme di transizione»; è come dire che l’evoluzione ci fu, ma ora si è fermata!!! Come ribadito anche dal paleontologo evoluzionista, Derek Ager, che parlò di «improvvisa esplosione»! Anche i reperti fossili del «cambiano» (il periodo più antico dei ritrovamenti) smentisce tale ipotesi! Anzi conferma la validità della creazione. Un esempio?

La struttura, molto complessa, dell’occhio dei «trilobiti» non ha subito alcuna evoluzione in 530 milioni di anni! Questo succede anche per altre numerose specie: così per la formica, come per la libellula, il pipistrello, lo squalo, la tartaruga, ecc… Si conferma pertanto la necessità di una apparizione «improvvisa», cosa che proprio Darwin riscontrava dover essere un «colpo fatale» all’evoluzione. La vita appare improvvisamente e già pienamente formata. Ma gli evoluzionisti non si arresero! Ed allora iniziarono a lavorare di fantasia, inventando dei falsi fossili! Tutti smentiti dagli ulteriori riscontri scientifici e dalla storia! Un esempio?

Il cosiddetto «celacanto» (un pesce), che si credeva fosse l’anello mancante tra pesce ed animale terrestre; ma la pesca di celacanti del 1938 (in Sudafrica, nel fiume Chalumna. In seguito furono trovati altri esemplari nelle isole Comore, Sulawesi, in Indonesia, Kenya, Tanzania, Mozambico, Madagascar e in Sudafrica, nell’area protetta Saint Lucia.) smentì tale ipotesi, confermando che si tratta soltanto di un pesce!!!

Lo stesso avvenne per l’«archeopterix»: si è dimostrato che non si tratta di specie intermedia tra rettili ed uccelli, ma semplicemente di «uccelli»; l’ala di un uccello è esempio pratico del principio della «complessità irriducibile», o è così o non funziona proprio; quindi l’evoluzione ammetterebbe la sopravvivenza di un uccello senza ali!!! E’ proprio il caso di dirlo: complimenti a queste «aquile»!

Arriviamo a considerare l’evoluzione di uomo. Tutti le classificazioni inventate dagli evoluzionisti si sono dimostrate false e non attendibili. Un esempio? L’Australopiteco: si tratta soltanto di una scimmia estinta, che molto probabilmente neppure camminò in posizione eretta. Gli altri fossili repertoriati delle cosiddette «specie umane» intermedie sono soltanto «uomini»; le differenze di cranio riscontrate effettivamente, nulla provano; infatti esistono anche oggi! Tutti reperti falsi, inventati da evoluzionisti! Tutti spietatamente smentiti dai riscontri scientifici.

Come accadde con l’Uomo di Neanderthal e l’Uomo di Piltdown e via via con tutti i cosiddetti esemplari di anelli di congiunzione! In realtà a cosa mira la teoria evoluzionista e su cosa si basa?

Essa si incentra sui seguenti punti cardine: materialismo, e conseguente negazione del Creatore. Falsa interpretazione della natura umana: negazione della realtà più scientificamente dimostrata: il «peccato originale». Contestazione dell’autorità della Sacra Scrittura. L’evoluzionismo è un atto di fede, irrazionale! Contrariamente alla vera Fede, che si fonda su ragionevolezza e razionalità, l’atto di fede evoluzionista si basa sull’evidenza di «nulla»; è uno slancio fideistico ed irrazionale. In realtà l’evidenza porta a credere alla creazione dal nulla.

Classico esempio - antico, ma sempre valido - l’orologio! Se c’è, deve esservi un orologiaio che lo ha costruito, e non può essere frutto del caso. L’universo creato è molto di più di un orologio! La creazione stessa suppone un Creatore intelligente e diverso dall’oggetto creato; non possono identificarsi orologio ed orologiaio, pena l’assenza di una intelligenza creatrice, assolutamente necessaria. Questo esclude la verità di ogni ipotesi panteista: l’attenta osservazione della realtà conduce a pensare soltanto ad un’ipotesi verosimile: Dio creatore, onnipotente ed infinito e completamente trascendente il creato!

L’ipotesi evoluzionista è completamente falsa, ma è supportata dai poteri forti, atei e/o satanici, determinati a far perdere alla Chiesa il ruolo di maestra della Verità; non v’è chi non veda che il mettere in discussione la verità del peccato originale, del Creatore e della creazione significa disintegrare la portata salvifica dell’Incarnazione del Verbo; significa azzerare ogni valore del Dio-uomo, Gesù. Ribelliamoci a tale abisso di acritica imbecillità.

Stefano Maria Chiari




1) Da http://www.korazym.org/news1.asp?Id=27976



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Commenti : (62)
Alessandro R.
Roma , marzo 15, 2008 18:14

Come scrisse Hillaire Belloc "è necessario che l`Europa ritrovi la fede, altrimenti perirà".
Le teorie darwiniste sono uno strumento creato dai figli di Satana. Che Dio ci apra gli occhi e il cuore, liberandoci da questo stato di allucinazione collettiva!



mario napolitano
saviano napoli , marzo 15, 2008 18:15

in più riguardo il peccato originale: si è riscontrato che il dna mitocondriale dell`uomo abbia subito meno modificazione di quello delle scimmie. vorrebbe dire che l`uomo è meno evoluto delle scimmie!!!
o meglio...come se a partire da un evento determinato vi fosse stata la ramificazione di un degrado genetico a partire da un modello naturale comune.



Alberto
Padova , marzo 15, 2008 18:42

Ma e` logico!!
Anche ove vi fosse stata un`evoluzione dell`essere umano, ci si dovrebbe chiedere: "Qual`e` comunque la Causa d`origine che ha dato vita al sistema evolutivo?perche` senza causa non c`e` effetto"..



Ssilvano Borruso
Nairobi , marzo 15, 2008 18:48

Prima di partire dai composti chimici, bisogna arrivarci. Ebbene tutti (ripeto tutti) i composti chimico-organici sono ridotti, cioe` contengono meno ossigeno di quel che la loro composizione permetterebbe. La conseguenza e` che in presenza di ossigeno, la sintesi di qualsiasi di codesti composti e` proibita dalla termodinamica delle reazioni chimiche. La ragione e` che l`ossigeno forma legami piu` forti sia con il carbonio che con l`idrogeno di quelli che questi due elementi formano con se` stessi o l`uno con l`altro.
Ma c`e` di piu`. Ammesso e non concesso che tale sintesi avvenga, non appena avvenuta ecco che l`ossigeno diviene istantaneamente necessario per mantenere in vita il prodotto!
Chi sa un minimo di logica si rende conto di trovarsi davanti a un dilemma dalle cui corna non si scappa.
Silvano Borruso



Enrico
Sassari , marzo 15, 2008 18:51

Altro che evoluzionismo e darwinismo! I farabutti della "scienza" spacciano per evoluzione la semplice estinzione delle specie.


Andrea Carancini
Fabriano , marzo 15, 2008 19:21

L`impressione dell`articolo è che l`autore non renda conto dell`effettiva complessità degli argomenti dell`evoluzionismo. Tutto già letto, tutto già sentito. Ma anche l`evoluzionismo si è evoluto rispetto alla versione semplificata che ne dà stefano maria chiari. non sto dicendo che gli evoluzionisti hanno ragione: sto dicendo però che bisognerebbe tener conto dei loro argomenti. di quelli attuali, non di quelli di 50 anni fa.


Leo
... , marzo 15, 2008 19:32

Sig. Stefano Maria Chiari il suo articolo interessante e le posso anche darle ragione quando mi afferma "L


Pierantonio
Rovereto , marzo 15, 2008 19:35

Concordo pienamente, il tema mi appassiona da sempre. Centrale l`affermazione: "...non v


ANGELO CICCARELLA
VITERBO , marzo 15, 2008 23:13

L`evoluzionismo è un feticcio culturale, insieme al marxismo e alla psicanalisi. Queste tre arpie dell`oscuro signore hanno provocato milioni di vittime, condizionato le anime e le coscienze del mondo occidentale. Caro Stefano sei tutti noi.


silvia
bologna , marzo 16, 2008 10:56

Sono questi i temi sui quali bisogna iniziare a porre un limite alla scienza,bella l`idea della conferenza,se non altro per contrastare la scorrettezza della Sapienza,che ottusamente allontan il Papa dai dibattiti.Bel colpo!Ai fanatici spetter il premio Darwin!


Keikobad
... , marzo 16, 2008 12:13

Pura verità, Chiari. Come sempre. Mi permetta di evidenziare, parafrasandolo, il passaggio più inquietante del suo articolo, sul quale invito i lettori a meditare profondamente:
"gli insegnanti della scuola superiore, più colpevoli degli studenti, l



Lorenzo mattioli
modena , marzo 16, 2008 12:53

il concetto per cui viene usato il darwinismo e che senza dio l`uomo ottiene il controllo.
anche l`universo intero non puo essere spiegato ...per quanto scienziati , ricerche e scoperte potranno dire dove , quando ,come e forse anche chi(toerie alienistiche) non potranno mai rispondere alla domanda che nasce dalla stessa nascita del pensiero:
perche?



massimo
napoli , marzo 16, 2008 20:54

io aggiungerei: se l`uomo era un delfino, perch i delfini sono rimasti delfini da centinaia di milioni di anni? e cos si pu謲 dire di tutti i nostri progenitori.


Giuseppe
Vicenza , marzo 16, 2008 21:05

A questo riguardo segnalo gli studi di Fernand Crombette, un personaggio tutto da conoscere.
http://digilander.libero.it/crombette/



marcello
siena , marzo 16, 2008 22:53

Congratulazioni a Stefano Chiari per il bell`articolo. Però mi sembra un pò troppo precipitoso nel chiudere il discorso....è vero che gli scienziati barano, ma può bastare questo a essere certi dell`altra verità? D`altro canto, uno dei motivi per cui gli scienziati si sono "ribellati" alla Chiesa, risiede nell`accusa da essi formulata: "La religione è una credenza!!". E così, pur di ribellarsi, hanno costruito un`altra credenza.
Sarebbe necessario trovare un Principio che unifichi tutte le informazioni che abbiamo. Una perfetta quadratura del cerchio. Ma.....mentre noi Occidentali lo stiamo ancora cercando, gli antichi cinesi lo avevano trovato migliaia di anni fa. Questo principio ha condizionato tutta la loro cultura: il linguaggio, i rapporti sociali, le arti, l`economia, le scienze.
Lo studio della tradizione cinese, riserva delle sorprese, sia agli scienziati, che ai religiosi.



Paolo Salim
Venezia , marzo 17, 2008 00:48

L`evoluzionista non fa che rinnegare volontariamente la sua dignit di uomo, infatti oggi si vedono dappertutto un sacco scimmie agghindate parlanti.


Harduro
san marino , marzo 17, 2008 01:09

mi interessa capire meglio il concetto espresso da Borruso, gli chiedo cortesemente di essere pi esplicativo, grazie


Renato
Napoli , marzo 17, 2008 07:46

L`uomo non discende dalla scimmia, ma ha origine con la scimmia. Il discorso richiede una attenta rivisitazione compiendo un percorso attraverso la storia e l`analisi della paleontologia antropologica.
Per grandi linee, bisogna guardare come l`umano si differenzia dagli animali principalmente con una evoluzione tecnologica: l`amigdala. Inoltre, in quel periodo ha gi staccato la faccia da terra (quando diventa bipede probabilmente con lo ziniantropo..) e usa la mano per artificiare..
poi via via l`anatomia del cranio si trasforma nei decenni facendo spazio al cervello..
che, poveri noi, usiamo solo un dieci per cento..



Valerio
Trento , marzo 17, 2008 12:04

Scusate c`è qualcuno qui presente che ha una laurea in chimica, biologia, paleontologia? Ma perché chi si occupa di teologia, caro Stefano Maria Chiari, ha sempre e costantemente
la pretesa di spiegare anche ciò che non conosce?
Almeno un po` di umiltà, non sarebbe fuori luogo...
Riguardo alla definizione vita-non vita: cosa è un virus?
"Super complessità[...]milioni di informazioni" sono termini suggestivi, per chi non conosce di cosa è fatto il DNA...
"Essa teoria si fonda sulla convinzione che il migliore adattato riesca a «produrre», evolvendo, nuovi organi in grado di vincere le difficoltà e prevalere sul resto."
No, questo è Lamarck...
Basta, ti prego. Non posso davvero andare oltre.



Silvano Borruso
Nairobi , marzo 17, 2008 16:41

Per Harduro. Qualsiasi cambio a livello citologico, istologico, anatomico ecc. ne presuppone dei precedenti a livello esclusivamente chimico. Se quello chimico e` impossibile, lo saranno anche tutti gli altri.
Un secondo esempio sono gli aminoacidi. Il problema non e` formarne uno, ma attaccarne due, tre, ecc. per formare prima polipeptidi e poi proteine. Ebbene, la reazione tra due aminoacidi e` una di condensazione, che elimina una molecola d`acqua ogni qual volta si forma un legame peptico CO-NH. Se l`acqua non viene eliminata immediatamente alla sua formazione, la sua presenza fara` muovere la reazione verso sinistra, cioe` aminoacidi sciolti, che e` un`altra maniera di dire che la sintesi spontanea di aminoacidi e` un`altra chimera. Mi scuso per i termini tecnici, ma stiamo parlando di scienza, e piu` scienza di cosi`... Silvano Borruso



Ferruccio
VARESE , marzo 17, 2008 17:58

Bravo Valerio. Con le Scienze naturali si deve avere un approccio umile ( OVVIAMENTE NON SOLO CON ESSE). Oggi le menti pi aperte ci stanno dicendo che dobbiamo rivedere molte delle certezze che ci hanno propinato per vere. Tanto per restare nell`ambito biologico, ho letto da qualche parte che il Presidente della CELERA GENOMICS ha affermato letteralmente che "in campo biologio non sappiamo un c..." ( certo una bella affermazione sapendo da che parte viene).
Saluti.



Valerio
Trento , marzo 17, 2008 19:53

@Ferruccio
Il fatto che un tizio molto discutibile come Craig Venter dica una cosa del genere cosa vuole dire? Forse, che c`è molto da scoprire, mica che tutto quello che finora si è fatto è totalmente sbagliato. Visto che vi piace la ricerca, trovate cosa significa "programma di ricerca" in senso lakatosiano e vedrete che la teoria dell`Evoluzione è un programma di ricerca, mentre il creazionismo in qualsiasi incarnazione, compresa il disegno intelligente, non lo è.
Se invece insistiamo con un atteggiamento falsificazionista popperiano, si arriva alla conclusione che la teoria dell`evoluzione è falsa perché si è rivelata incorretta, mentre il disegno intelligente è vero perché non c`è un modo per provare che non lo è! Gran bel risultato davvero: il non-risultato.



Ferruccio
Varese , marzo 18, 2008 11:56

@Valerio
Il mio "Bravo Valerio" non aveva nulla di provocatorio era solo un affettuoso complimento per il tuo post che condivido. Forse sono stato troppo sintetico nella mia esposizione, nel cercare di generalizzare, ed infatti ho parlato di Scienze Naturali. Invece, Venter stato citato provocatoriamente.
Un caro saluto.



Valerio
Trento , marzo 18, 2008 16:25

@Ferruccio
Non avevo inteso alcuna provocazione. Ho solo sviluppato il mio intervento in seno a questa discussione rivolgendomi a tutti. Il "voi" riferito proprio a tutti quelli che su questo sito sostengono di sapere cos` la ricerca. Per inciso, non faccio il filosofo, bens訬 il biologo, quindi nella mia ignoranza, sono meno ignorante di biologia. Il mio un invito a leggere questi argomenti che riguardano la filosofia della scienza e a farsi un`opinione un po` pi fondata. Un caro saluto anche da parte mia.



Giuliano
IT , marzo 18, 2008 22:20

Innanzitutto per cronaca riferisco che le prove empiriche di una avvenuta evoluzione esistono. Basti pensare ai virus che diventano immuni alla penicillina, una specie, prima vulnerabile alla penicillina, che ha al suo interno alcuni individui resistenti viene quasi sterminata fin quando solo gli individui resistenti si riproducono fino ad ottenere come risultato una nuova specie resistente.
O ancora a parassiti come quelli del mais che sono comparsi solo in tempi recenti ad appena dieci anni dall`introduzione del mais OGM, in grado di aggredire anche il nuovo tipo di mais (studiato in precedenza proprio per resistere ai parassiti).
Per quanto riguarda il vecchio esempio dell`orologio, la risposta stata data qualche secolo fa, ma repetita juvant.
Innanzitutto non dimostrato che l`orologio sia un orologio, ad esempio le mucche producono gas metano ("effetti" della digestione ^_^) che va a danneggiare l`ecosistema, essendo un gas inquinante. L`orologio ha dunque gi訠 un elemento che lo porta all`autodistruzione, senza mettere in conto l`azione umana. Inoltre l`ecosistema un sistema instabile: un sistema stabile prevede che ogni generazione sia equivalente alla precedente.
L`uomo medio moderno invece pi訹 alto di quello dei tempi degli antichi romani, e come noto da un individuo sano ("stabile") pu nascerne uno difforme e la difformit負 pu da questo essere trasmessa (per via genetica).
Inoltre se anche fosse un sistema autosufficiente e stabile nulla impone che sia stato costruito da un`entit necessariamente unica o non-materiale.
Questo cosa significa? che se anche si dimostrasse falsa la teoria evoluzionista darwiniana 1- non significa che non si possa poi formulare una teoria evoluzionista basata su meccaniche differenti (il metodo scentifico non fa altro dai tempi di galileo: prima si pensava che la forza generasse movimento, dopo si ⠨ giunti alla conclusione che una forza genera accelerazione) 2- non significa che sia una unica entit ad aver "creato" la vita sulla terra 3- non significa che questa entit non sia materiale 4- non significa che abbia le tradizionali tre omni- di dio.
In logica pensare il contrario (o ࠨ evoluzione o creazione) un ragionamento fallace noto come "falso dilemma".
Vi pregherei quindi di non accalorarvi tanto su una questione che semplicemente non sposta di una virgola il problema dell`esistenza o meno di dio.
Persino la chiesa in fondo ha riconosciuto che la bibbia non descrive il come ma il chi ha creato il mondo.
Quindi, pur rimanendo nella teoria creazionista dio pu訲 essere identificato nell`azione primordiale che ha azionato il big bang (come molti illustri scenziati, ahim, nel loro piccolo credono).
Risultato: evoluzionismo o non evoluzionismo chi vuol credere continua a credere chi non crede continua a non credere.



Francesco
Faenza , marzo 19, 2008 06:22

L`evoluzione ce l`abbiamo sotto i nostri occhi: atomi, molecole, cristalli, sistemi supramolecolari, organismi unicellulari, sistemi pluricellulari fino a noi.
Uno dei punti credo che sia che l`evoluzione avvenuta senza selezione. E` tutto gi scritto. La paleontologia parla di esplosione di tutte le specie nello stesso momento.
A questo proposito i saggi di Sermonti e di Lima de Faria sono illuminanti a proposito di darwinismo ed evoluzione.



Andrea
Brescia , marzo 19, 2008 11:06

Mi scuso ma non ho letto tutti i commenti all`articolo. E` la prima volta che affronto l`argomento e approfondirò meglio in futuro. L`unica cosa che mi sento di contestare sono le conclusioni.
La teoria dell`evoluzionismo è contestabilissima, altrettanto chi cerca di oscurarla, ma non credo neanche minimamente che sia un complotto per "screditare" la chiesa.
La teoria del "creazionismo" insomma dovrebbe essere una teoria laica che contempla un creatore esterno, ma non un "dio" spirituale e onnipotente.
Per intenderci io non sono credente, ma non credo nell`evoluzionismo.
Saluti



Martino
Udine , marzo 22, 2008 15:48

Rispondendo a Giuliano: non sono un "esperto" del settore, ma in seguito ad alcune letture che ho fatto in merito, mi sento di sottoporle una riflessione: lei afferma che alcune prove dell`evoluzione si possono riscontrare nei virus o nei parassiti. Tuttavia non mi sembra necessario scomodare l`evoluzione o il caso cieco e infallibile, per spiegare scientificamente questi fenomeni: semplicemente c` stato bisogno di un certo lasso di tempo affinch si esprimessero in quelle specie (animali?) delle informazioni GIA` contenute nei loro geni, ma che solitamente erano "minoritarie", espresse con minore frequenza a livello del fenotipo. Un esempio analogo 詨 infatti il caso della Betularia, la falena che a suo tempo era stata portata come prova dell`evoluzione e della selezione naturale, caso poi smontato dalla dimostrazione che non si trattava di evoluzione, ma semplicemente, appunto, di valorizzazione di un fenotipo alternativo, gi contemplato tra le possibilit inespresse dei suoi geni. Non vedo quindi perchࠩ insistere a forzare la realt a piegarsi a un principio mai sufficientemente (a quanto pare) smentito.
Buona Pasqua nel Signore a tutta la redazione di EFFEDIEFFE e ai suoi lettori.



Giuliano
IT , marzo 23, 2008 02:11

Mio caro Martino, almeno per quanto riguarda i parassiti non siamo certo nel caso che lei dice: la pianta OGM, all`inizio, non consentiva ad alcun esemplare delle specie contro cui era progettata di attecchire.
Non era dunque in alcun modo presente questo fenotipo.

Un altro esempio di evoluzione di una specie, stavolta non per selezione naturale, lo troviamo tra i virus.
Se si ricorda, quando ci fu il "casino" dell`aviaria, si disse che il salto di specie era avvenuto perch due virus, uno trasmissibile ma innocuo, l`altro non trasmissibile ma pericoloso avevano "combinato" le loro caratteristiche fino ad ottenere un virus con entrambe le caratteristiche.
Questa combinazione non forse una forma di evoluzione? non dello "standard" darwiniano di selezione naturale, magari poich訨 manca la parte "eliminatoria" di quella parte della specie che manca della caratteristica in questione, ma pur sempre una specie che cambia abbiamo.

Per quanto riguarda l`esempio delle falene, io credo che sia questione di punti di vista: la valorizzazione di un fenotipo, in fin dei conti, uno dei meccanismi ipotizzati dalla teoria evoluzionista. L`altro la nascita di nuovi fenotipi, che la genetica insegna essere possibile tramite la ricombinazione genetica, sia come ricombinazione INTERgenetica(terza legge di mendel) che INTRAgenetica (fenomeno del cross-over).
Combinandoli entrambi otteniamo proprio l`evoluzione.

Ribadisco per訲 che la discussione sulla possibilit o meno dell`evoluzione piuttosto futile, poichਨ la sua verit o falsit non cambia di una virgola la possibilitࠠ che il mondo sia stato creato e affidato all`evoluzione o non sia stato affatto creato e l`evoluzione ci sia stata comunque.



iRdF
Milano , marzo 24, 2008 01:18

Giuliano,
anche volendo far rientrare nel fenomeno dell`evoluzione gli esempi dai lei citati, penso si possa affermare che questi rientrano in quella che si suole chiamare "micro evoluzione" ovvero mutazioni all`interno della medesima specie (l`alano ed il pincher sono (micro)evoluzioni dello stesso animale).
Quella descritta ( o meglio, ipotizzata) da Darwin l`evoluzione delle specie, ovvero quella riguardante il passaggio da una specie all`altra...

In riferimento al suo primo post, l`altezza dell`uomo deriva principalmete dal suo stato di salute e dalla sua alimentazione. Niente a che fare con l`evoluzione. Anche volendo ammettere (per spirito di bonaria polemica)che si tratti di un evoluzione (cosa che non : nei secoli passati vi sono stati esempi di popolazioni aventi stature medie paragonabili a quelle occidentali moderne, grazie proprio alle buone condizioni di vita), sempre di uomini si tratterebbe, magari tutti alti tre metri, ma sempre uomini e non esemplari di un`altra specie.



Giuliano
IT , marzo 25, 2008 17:21

Lei mi parla di passaggio tra una specie e un`altra, ma io le chiedo: cos`è una specie?

Dov`è il confine? quand`è che due individui possono essere distinti come appartenenti a due differenti specie?
I criteri principali per distinguere due specie sono di natura morfologica oppure di natura biologica (intesa come fertilità tra due creature) o ancora genetica.
Con il primo criterio, non è difficile immaginare che cani e lupi possano essere risultati di una evoluzione partita da una stessa categoria di creature.
Con il secondo se ne deduce che cavalli e asini non sono appartenenti alla stessa specie (in quanto il loro incrocio diretto è sterile), anche se morfologicamente è possibile che siano derivati da un comune progenitore.
In agraria però ci sono numerosi esempi di specie fertili con altre specie, dunque anche con questo criterio non c`è difficoltà a individuare la possibilità di una "macro-evoluzione".
Per finire l`ulitmo criterio, quello genetico, è quello per cui è più facile dimostrare che l`evoluzione può produrre un cambiamento di specie: una grossa differenza genetica, è sempre tale da essere ottenibile come sommatoria di piccole differenze spiegabili una per volta.



Martino
Udine , marzo 26, 2008 21:45

Mi soffermo sull-ultimo punto: personalmente stento a credere nella possibilità di un evoluzione graduale attraverso una "sommatoria di
piccole differenze", per un semplice motivo: su decine di migliaia di mutazioni conosciute del nostro DNA, tutte, senza esclusioni (mi corregga se sbaglio) si rivelano, quando non dannose, inutili.
D-altra parte chissà quante cose ancora non conosciamo del mondo microscopico (il riconoscimento dell-altissima complessità di organismi batterici unicellulari è relativamente recente), pertanto mi permetto di nutrire delle riserve sulle spiegazioni "ufficiali" di fatti che potrebbero essere giustificati anche in molti altri modi - tanto per proporne uno: siamo così presuntuosi da pensare di conoscere ogni specie batterica e di virus? non potrebbe darsi che i parassiti che hanno intaccato le colture OGM semplicemente non fossero inizialmente presenti sul territorio interessato, mentre si è voluto vedere in essi un miscuglio di altri elementi? spiegazione forse banale ed elusiva, ma non meno suggestiva di quella ufficiale, per quanto prodotta in una manciata di secondi. Volendo essere più scientifici, lei sa sicuramente che nei nostri geni è impacchettata una quantità notevole di informazione "quiescente", che non si esprime in nessuno degli individui, ma che viene comunque trasmessa, e che può improvvisamente venire espressa, senza che ne sappiamo ancora comprendere il fattore determinante, e con quali effetti. Ebbene, è forse utopistico (mi perdoni se mi ripeto) pensare che vi fosse informazione sufficiente in quegli esserini tale da permettere loro di tornare all-attacco di quelle piante, in seguito ad una rivalutazione casuale di informazione già presente ma che prima non si esprimeva (rendendosi quindi invisibile ai test degli scienziati)?
Se ho scritto fesserie da qualche parte, non attendo altro che una smentita.



iRdF
... , marzo 26, 2008 23:23

Anche se non ha molto a che vedere con le osservazioni da me fatte ai suoi messaggi, l-argomento è interessante.

Siamo in effetti prigionieri delle categorie: regno, phylum, classe, ordine, famiglia, genere etc. etc. e con quelle ci dobbiamo confrontare per convenzione.

Parliamo di specie perché Darwin a queste ha dedicato il titolo della sua opera "On the Origin of Species by Means ..."

Quello che a noi, in questa sede, interessa , più che quello di "specie", è il concetto di "evoluzione".

Che questa poi comporti un passaggio da una specie ad un-altra piuttosto che da un genere ad un altro diventa irrilevante.
Tali categorie sono state create per esigenze di catalogazione del mondo animale e poco influiscono sul fatto che in esso si verifichi o meno il fenomeno dell-evoluzione.

La balena è un mammifero secondo la catalogazione vigente ma se si fosse stabilito di chiamare "pesci" tutti gli animali viventi in acqua, apparterrebbe a quest-ultima categoria...

Direi che si può parlare di evoluzione vera e propria quando in un individuo compaiono delle caratteristiche mai rilevate prima nei suoi ascendenti.
Tali caratteristiche devono, inoltre, perpetuarsi nei suoi discendenti ed essere "utili" devono, cioè, far sì che il "portatore" della mutazione tragga da essa un vantaggio.

Finora si sono riscontrate solo malformazioni: la mosca con quattro ali non vola; il vitello con sei zampe ne trascina due penosamente e così via...



claudio
lugano , marzo 28, 2008 02:32

Una domanda, ma l`evoluzione non di per se creazione?


iRdF
Milano , marzo 28, 2008 13:22

Claudio,

in questo contesto, parlando di creazione si intende l"intervento di un disegno intelligente.
L"evoluzione, invece, sottintende il mero intervento di caso, nesessit ed altre amenit, sempre pi࠹ arzigogolate, nel tentativo di tappare le falle delle teorie precedenti



franco pisano
grosseto , marzo 29, 2008 11:21

Mah!
Beati voi darwiniani e anti antidarwiniani che vivete in un mondo di certezze ...



diego
siena , marzo 29, 2008 12:20

leggo quotidianamente questo sito, che credo sia uno dei pochi luoghi liberi di esprimere notizie e analisi "fuori dal comune"; pur non essendo credente credo che il direttore Blondet sia una delle poche voci indipendenti e critiche del nostro panorama, ma lei sig. S.M.CHIARI mi sembra un p troppo oscurantista, sempre alla ricerca di una giustifiacazione al suo reazionarismo.... probabilmente il darwinismo ha le sue falle, ma ritornare a credere ad un libro, che per quanto sacro scritto da uomini (questo non se lo ricorda mai vero, professore?) mi sembra ugualmente fazioso...


Me myself and I
Milano , marzo 29, 2008 12:24

immagino che un pisano a grosseto sia confuso di natura...


IRdF
Milano , marzo 29, 2008 23:29

scusi diego,
i libri di Darwin chi li ha scritti?
Mi pare fosse un uomo anche lui...

Credere all'evoluzionismo un atto di fede dato che esso non supportato da alcuna prova.

Personalmente e lo sottolineo "personalmente" (credo che ognuno sia libero di sbagliare, sperando ovviamente che si ravveda) preferisco credere in un libro che prevede un Dio la cui opera creatrice non ha trovato alcuna smentita valida pituttosto che prestare fede ad un libro che ne nega implicitamente l'esistenza proponendo teorie che non hanno alcuna fondatezza.



giuan
verbania , aprile 09, 2008 14:28

Volevo ringraziare Me myself and I per la risata che mi ha fatto fare.

Ad ogni modo è evidente che l'uomo non sia una creatura del caso ma di Dio, basti pensare alla sua parte spirituale chiamata anima!



Siddhartha
bari , aprile 12, 2008 15:38

Non vedo gente a favore dell' evoluzionismo..
I fossili tutti falsi?? Spendono i soldi per le ricerche a vanvera??
E i dinosauri?? Troppo facile dire Dio ha creato tutto così "PUFF",la teoria di Darwin presenta degli interrogativi perchè fornisce prove reali e moolto plausibili.
Per l' altra teoria della creazione??
La scienza forse è l'unica delle due parti che non impone di credere nella propria teoria..



iRdF
Milano , aprile 13, 2008 02:41

Siddhartha,

Le rispondo brevemete:
i fossili sono autentici, ciò però non avvalla in alcun modo la teoria dell'evoluzione.

I dinosauri sono esistiti: ciò non avvalla in alcun modo la teoria dell'evoluzione

Per me (ma è soggettivo) è più facile credere che Dio abbia creato tutto così, con un "PUFF" piuttosto che ritenere che l'uomo derivi da una roccia. E, per dirla tutta, è anche più probabile (proprio nel senso letterale del termine: calcolando le probabilità).

Infine, le cose stanno proprio al contrario rispetto a come lei dice: la chiesa non impone di credere alla creazione tout court, anzi se ne è discostata.
La scienza invece impone, se si vuole essere promossi a scuola, se si vuole fare carriera in ambito accademico etc. che si creda, con atto di fede, in una teoria che non ha basi scientifiche.



Ocram
New York , aprile 14, 2008 01:12

Veramente io il "titolo di studio" l'ho preso analizzando le teorie evoluzionistiche nel loro complesso.
I dogmi della Chiesa (sei giorni e il terzo si riposò, improbabile per qualsiasi intelligenza razionale), gli errori di Lamark nell'analisi delle giraffe, i primi esperimenti di genetica condotti da un religoso sui piselli, ed infine Darwin e la sua teoria; TEORIA.
La Scienza è un percorso, questo insegna la scuola. Ovviamente quando è formata da buoni insegnanti.



iRdF
... , aprile 14, 2008 11:59

Caro Ocram, è bello che al dibattito partecipi qualcuno veramente addentro alla materia trattata nell'articolo.

Ne approfitto subito: cosa ha dedotto alla fine delle analisi che le hanno consentito di conseguire il "titolo di studio"?

In merito a quanto accenna nel breve post:

la Genesi non ha la pretesa di essere un testo scientifico; tratta, inoltre, un argomento che attiene alla metafisica, campo che la scienza, per definizione, non può sondare.


Lamarck (ci vuole la "c" o sto sbagliando?) cadde in errore ma non solo sulle giraffe e Darwin, in fondo, tentò di "nobilitare" con una parvenza di rigore scientifico le teorie del naturalista francese: l'ambiente ha solo una funzione passiva, sono caso e selezione naturale, secondo Darwin, a creare e trasmettere le mutazioni.
Ma l'errore di fondo rimane...


Mendel con le sue LEGGI contrasta le TEORIE evoluzionistiche: i geni si trasmettono inalterati ereditariamente, non si modificano nè si adattano...

Perfettamente d'accordo con lei sul fatto che la scienza sia un percorso.
Proprio per questo, prima di dire cosa è scientifico e cosa non lo è, si dovrebbe fare molta attenzione ed uso dell'onestà intellettuale.



Kadosh
... , aprile 21, 2008 17:43

lo so, è brutto arrivare ad accorgersi che tutto ciò in cui si credeva sono solo menzogne, ma qui stà la possibilità, non di perdersi ma bensì di andar oltre.

Non tutti ne sono capaci, ad ognuno la scelta del proprio destino.


In ogni caso, buona giornata a tutti



Paolo
Sesto Calende , maggio 06, 2008 14:47

Credo che come al solito le definizioni vanno spiegate fino in fondo Evoluzionismo, Darwinismo, etc....
preso Darwin da solo e i suoi trattai (che non ho mai letto) ma che presumo ispirassero l'ateismo mirato, neanche io sono d'accordo con lui..
Diciamo solo che 1.Posto che l'uomo si è evoluto, resta cmq un prodigio permesso da Dio..
2.Posto che l'uomo è nato e creato così com'è da Genesi, nessun merito è tolto a Dio..

Certo per la Chiesa è più rassicurante tenere UNA sola verità, dire cioè che è stato un "mistero" piuttosto che sposare una corrente su basi scientifiche che possono essere smentite..facendo crollare tutto il sistema.



Franco
Genova , maggio 07, 2008 11:28

Versione dialettalle " Ma cumme sha la faetu a dii tante belinatte in te 'na votta?"


SergioZ
Genova , maggio 12, 2008 13:25

Non sono d'accordo con l'articolo.
Premesso che l'evoluzione della vita è un argomento misterioso ed affascinante, dire che "il più forte sopravvive" è sbagliato.. semmai quella è la legge della giungla!

In realtà Darwin mise in luce la selezione naturale, ovvero che in un dato ambiente sopravviveva solo chi presentava determinate caratteristiche, ovvero: "il più adatto sopravvive"
Riguardo l'origine della vita.. beh qui la scienza ancora non può dare risposte. Nessuno sa bene come e perchè tutto incominciò e perchè oggi siamo qui.

Io sono a favore dell'evoluzionismo.
Per quanto riguarda la nascita della vita dalla materia inorganica, ricordo che nel secolo scorso Miller dimostrò con la sua famosa Boccia che da un atmosfera primordiale (l'atmosfera della Terra neonata) sottoposta a scariche elettriche(i fulmini che la flagellavano) potevano nascere degli amminoacidi. Va detto però che ne lui ne nessun altro riuscì ad andare oltre e creare la vita.

Però ancora oggi possiamo vedere le prove dell'adattamento della specie:
Perchè gli uomini che vivono a basse latitudini hanno la pelle nera? E perchè chi vive più a nord ha la pelle bianca?
Perchè stiamo perdendo la nostra peluria? Perchè siamo mediamente più alti di una volta? Come mai la massa cerebrale si sta riducendo? Perchè sempre più persone devono togliere i denti del giudizio perchè la mandibola è troppo corta per ospitarli?
Volontà divina, oppure ci stiamo adattando al nostro nuovo ambiente urbano dove ci sono meno pericoli, meno condizioni sfavorevoli e dove la selezione naturale ha meno peso(anche il meno adatto sopravvive grazie alla medicina ed allo spirito sociale umano)?

Oppure spostandoci nel mondo animale: come qualcuno ha già fatto notare, l'uso della penicillina he generato dei virus che ne sono immuni, così come ogni hanno il virus dell'influenza diventa immune al vaccino dell'anno precedente(ricordiamo che i virus ed i batteri si riproducono ad una velocità vertiginosa).
Ancora: perchè i denti del castoro crescono in continuazione? cosa succederebbe ad uno di questi animali se ciò non accadesse? Quanto legno potrebbe rosicchiare per creare la sua tana, prima che i denti si logorino del tutto condannandolo ad una morte certa per fame e sofferenza? Morendo, non si evita forse che i suoi geni inadatti al suo ambiente vengano tramandati ad una disgraziata prole?

Questi sono esempi presi a caso tra quelli che mi sono venuti in mente, ma sarebbero innumerevoli!



iRdF
Milano , maggio 14, 2008 13:46

Caro Sergio,

quanto agli aminoacidi: come lei sa ben pochi di essi sono utili alla vita: tutti gli altri sono "nocivi", deleteri alla vita. Inoltre la possibilità che quelli utili si combinino fino a formare proteine è davvero remotissima, provi a fare due calcoli...



Mi piacerebbe, poi, risponderle punto per punto:

"Perchè gli uomini che vivono a basse latitudini hanno la pelle nera? E perchè chi vive più a nord ha la pelle bianca?"

questo è un esempio di "microevoluzione" che esiste. Nessuno lo nega. il pincher e l'alano sono lo stesso animale (il cane, per chiarezza). Da qui a parlare di evoluzione delle specie (come fanno Darwin ed i neo-darwiniani)c'è un abisso, anzi non c'è proprio alcun nesso.

Tra il "selezionare" alcuni aspetti già presenti (la minore o maggiore quantità di melanina nel caso degli uomini; la taglia, la lunghezza del pelo, la forma delle orecchie etc. per i cani) ed il formarsi di nuovi organi o comunque di "mutazioni" tali da poter parlare di nuova specie, non esiste la benché minima relazione.


"Perchè stiamo perdendo la nostra peluria?"

Anche se ciò fosse vero si tratterebbe, in effetti, della già citata "microevoluzione" (un uomo con meno peli non diventa qualcosa di diverso dall'"Uomo").
Ma ne è davvero convinto? Da cosa si deduce che l'uomo anticamente avesse molta più peluria di quanta non ne abbia ora? Dai video di Cecchi Paone?
E Lucio Dalla chi è? Un sopravvissuto?



"Perchè siamo mediamente più alti di una volta?"

Innanzi tutto questa è, ancora una volta, "microevoluzione" (un uomo di 2,30 metri è sempre un uomo, così come lo è il pigmeo), le cui cause sono: migliore alimentazione e migliori condizioni igieniche. Ne è prova il fatto che le popolazioni che godevano di condizioni simili a quelle attuali (e vorrei aggiungere "occidentali") avevano stature simili alle nostre.



"Come mai la massa cerebrale si sta riducendo?"

Atrofia da indottrinamento?
A parte gli scherzi, la domanda da porsi (ai fini della nostra diatriba, ovviamente) dovrebbe essere "come mai abbiamo un cervello in gran parte inutilizzato?", se non serve, come mai ("nei milioni di anni..", formula magica) si è sviluppato così oltre la "necessità"? ("caso e necessità", ricorda?).


"Perchè sempre più persone devono togliere i denti del giudizio perchè la mandibola è troppo corta per ospitarli?"

Chi è che tiene queste statistiche?
E chi è che le associa, così allegramente, alla presunta evoluzione?
Non è che per caso una volta c'erano meno persone che potevano permettersi, per una serie di motivi, di andare dal dentista?


Sui virus: poiché, come lei ha giustamente detto, si riproducono a velocità elevata il motivo della loro resistenza è presto spiegato: i pochi (o pochissimi che dir si voglia) che erano in grado di resistere si sono riprodotti, mantenendo quindi l'immunità al vaccino.

Un po' come le famose farfalle nere.
In una zona boscosa vivevano farfalle nere e farfalle bianche della stessa razza; con l'arrivo della rivoluzione industriale gli alberi, sui quali si posavano, si annerirono.
Ciò fece sì che le farfalle nere si mimetizzassero meglio delle farfalle bianche che diventarono un facile bersaglio per i predatori.
Questa situazione ha portato alla scomparsa delle farfalle bianche ma di certo non perché si sono evolute in farfalle nere. Semplicemente sono scomparse tutte quelle facilmente attaccabili (fuori dall'esempio, i virus non resistenti al vaccino).



Sui castori: la domanda mi pare ingenua..
Potrei risponderle: "chi obbligherebbe un castoro, a cui non ricrescono i denti, a rosicchiare il legno?"
Comunque non vedo come la sua osservazione possa contrastare la possibilità che il castoro possa essere stato creato già così com'è...



Paolo
Ferrara , maggio 24, 2008 15:50

Stefano Maria Chiari è un impostore (ci mancava solo un rimando a Blondet!) Perché? Perché non si può pretendere di fare scienza in mancanza di cognizione di causa. Il bibattito può essere sostenuto tra biologi, genetisti e paleontologi, non tra rozzi ideologi religiosi o antireligiosi. L'evoluzionismo non è una ideologia, e non va indebitamente usato come ideologia a fini ideologici, esso è invece un corpus di teorie scientifiche che hanno avuto un loro percorso e una loro storia. Oggi dire che il mondo naturale non è soggetto ad evoluzione, sarebbe come dire che le specie sono permanenti ed invarianti nella storia del mondo naturale. E questa è una grande fesseria che può solo appannare la vista di pochi giornalisti da quattro soldi o ideologi di alcuni movimenti religiosi.

Ovviamente, quel che si legge nel primo commento:

« Le teorie darwiniste sono uno strumento creato dai figli di Satana. »

La dice lunga su cosa, o con chi abbiamo a che fare.


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Per un dibattito su una idiozia come l'evoluzionismo, importante solo per la starordinaria e malvagia forza con la quale è imposto, è sufficente un consesso di scemi del villaggio (col massimo rispetto per costoro).

La redazione



Paolo
... , maggio 25, 2008 17:18

Cara redazione, La teoria del'evoluzione delle specie animali è una idiozia?

Personalmente sono contrario alla divulgazione scientifica, i dibattiti sui temi di storia naturale vanno mantenuti all'interno degli ambienti adatti. Per il popolo va molto bene, anzi va benissimo credere che tutto sia stato creato direttamente da Dio.
l'evoluzionismo raccontato da Piero Angela è una storiella per bambini, che a volte potrebbe far sorridere anche qualche preparato accademico. Poi dopo ci rinfacciano l'evoluzionismo che hanno appreso da Piero Angela. E hanno ragione! Bel servizio alla scienza.

Ho letto qui molte ingenuità, farintendimenti involontari e probabilmente anche dei fraintendimenti dolosi e mirati. Se qualcuno ha dei dubbi, può ottenere risposte rivolgendosi alla più vicina università, senza necessariamente sbandierarli in pubblico come prova del fallimento di una teoria.

Saluti



iRdF
Milano , maggio 26, 2008 11:16

Paolo dire che il dibattito
"può essere sostenuto tra biologi, genetisti e paleontologi"
è scorretto.
Chiunque dica cose intelligenti, dopo aver approfondito l'argomento, può discutere; ciò, anzi, è un bene: è molto difficile infatti, che membri dello stesso ambiente accademico siano in contrasto. Non mi pare siano molti i casi in cui i ricercatori universitari, nelle loro pubblicazioni, contraddicano le tesi sostenute dai professori, giusto per fare un esempio.
Perché, invece di voler sottrarre il dibattito alla gente comune, non ci illumina circa le incontrovertibili prove a favore dell'evoluzione?



Paolo
Ferrara , maggio 26, 2008 12:25

Rispondo a iRdF. Non è assolutamente vero che nell'ambiente accademico non vi siano contrasti tra le tesi dei diversi ricercatori. Questo pregiudizio conferma solo che la gente pensa al mondo della ricerca scientifica come una lobby di compiacenti intelettuali che tramano e complottano tra loro.

Nel mondo delle scienze è fondamentale l'approccio critico verso i lavori già svolti. Un ricercatore ha due modi per farsi conoscere ed avere successo nell'ambito del mono accademico, uno è quello di scoprire cose nuove, l'altro è quello di falsificare le tesi dei colleghi, mostrando un approccio alternativo e possibilmente più efficace.

Purtroppo ci sono anche quelli che preferiscono divulgare le proprie idee al grande pubblico, ma rifuggono il confronto con i propri colleghi.

Bisogna anche riconoscere che qualche volta la scienza è fatta anche da appasionati dilettanti, ma come hai detto prima, occorre sempre usare l'intelligenza.



Paolo
Ferrar , maggio 26, 2008 12:50

Per l'ultima domanda:

« Perché, invece di voler sottrarre il dibattito alla gente comune, non ci illumina circa le incontrovertibili prove a favore dell'evoluzione? »

Non penso che un semplice commento in una pagina web possa sostituire un corso di laurea. Dico questo perchè su certi argomenti occorre una propedeutica, altrimenti non si possono avere gli strumenti per giudicare una tesi o un fatto.
Ad ogni modo le prove a favore di una probabile evoluzione sono molte e provengono anche da diverse discipline. Alcune di queste sono indubbiamente costituite dagli organi vestigali (ve ne sono anche nell'uomo). Un altro evidente fatto è lo sviluppo dell'embrione (in cui si possono notare la coda e persino le fessure branchiali).
Come ultimo (anche perché è un campo indagato in questi ultimi anni) citerei lo studio della derivazione genetica delle popolazioni animali, che peraltro ci sta aiutando a perfezionare la classificazione tassonomica in ambito zoologico, talvolta addirittura con qualche sorpresa.

Saluti




Dario
Udine , maggio 29, 2008 00:57

Se è per quesllo sono parecchie anche le prove contro le teorie evolutive. Ed anche quelle provengono da diverse scienze.

Riguarod a quelle che hai citato tu, comunque direi che siamo su un ambito ancora base di confutazione.

Sulla questione dell'utilità reale di quelli che un tempo erano chiamati organi vestigiali c'è tutta una letteratura scientifica (che, sia detto per inciso, non pensa neppure a scostare l'argomento, ed in questo concordo con quanto il lettore Paolo afferma sulla libertà di ricerca). Diciamo che l'argomento non si regge più molto, ormai.

Riguardo allo sviluppo embrionale, si sa da almeno 30 anni che è una falsa prova, sono sinceramente stupito dal fatto che qualcuno ci creda ancora. Non li aggiornano i libri?

La derivazione genetica, invece, non dimostra un bel nulla, perchè non è altro che un criterio come un altro di classificazione.

Antievoluzionista? No. Stanco di sentirmi propinare banalità confutate da anni come presunte prove evolutive. Senza neppure che ci si chieda cosa si intende per evoluzione.

Saluti



Paolo
Ferrara , maggio 29, 2008 17:01

rispondo a Dario:

«Se è per quesllo sono parecchie anche le prove contro le teorie evolutive. Ed anche quelle provengono da diverse scienze.»

Ci sono molte prove che mettono in discussione le ingenuità delle prime teorie, è per questo che la teoria dell'evoluzione delle specie animali dai tempi di Lamark e dai tempi di Darwin è oggi molto più completa.
Se mi si parla invece di prove a favore del fatto che le specie non sono mai state soggette a evoluzione, allora in genere si tratta di prove manifestate dai creazionisti, che il più delle volte mi lasciano molto allibilto.


«Sulla questione dell'utilità reale di quelli che un tempo erano chiamati organi vestigiali c'è tutta una letteratura scientifica. Diciamo che l'argomento non si regge più molto, ormai.»

Fammi un esempio, le ali dello struzzo che cosa possono rappresentare?
I denti del giudizio nell'uomo moderno, sarebbero da attribuire ad un errore genetico?


«Riguardo allo sviluppo embrionale, si sa da almeno 30 anni che è una falsa prova, sono sinceramente stupito dal fatto che qualcuno ci creda ancora. Non li aggiornano i libri?»
Forse non si tratta di aggiornere i libri, per quel che dici occorerebbe aggiornare gli embrioni, se qualcuno ne fosse capace.


«La derivazione genetica, invece, non dimostra un bel nulla, perchè non è altro che un criterio come un altro di classificazione.»

Questa io la chiamo ostinazione. Quale sarebbe il significato della parentela genetica tra due specie animali definita sulla base dello studio del DNA?



Dario
Udine , maggio 29, 2008 20:34

No, ma se l'argomentazione deve diventare seria sarebbe il caso di definire che cosa si intende con il termine "evoluzione".

Se per evoluzione si intende lo sviluppo di ogni specie vivente presente in natura partendo dalla materia inorganica fino ai mammiferi basandosi esclusivamente sull'applicazione costante e caotica di leggi fisiche e chimiche, è una cosa.

Se invece per evoluzione si intende la modifica di caratteristiche genetiche o somatiche secondarie, tramite uno dei tanti metodi riconosciuti dagli studi mutazionistici degli ultimi anni (Evo-devo e compagnia briscola), è un'altra.

La prima è una favola per bambini cresciuti, e lo dico da NON creazionista, avendo studiato l'argomento in profondità e seguito lo sviluppo della letteratura scientifica degli ultimi 13 anni in materia.

Penserai, nonostante la smentita, che io sia un creazionista. Non lo sono affatto, sono un evoluzionista con idee mie sui meccanismi evolutivi, che non sono quelle del neodarwinismo, ormai morente e sfatto.

restando fra gli atei potrei piuttosto accettare quelle di Lima de faria, affascinanti e sensate.

Sulle ali dello struzzo (un caso ipotetico) potrei dire che sono servite a permettere una stabilizzazione motoria dell'animale.

La mancanza di un utilizzo evidente non significa che l'utilità è nulla.
Da'ltronde, se non è un vantaggio "darwinisticamente" evidente (forse hai ragione), direi che saresti tu a dovermi spiegare perchè la natura non ha spazzato via queste inutili vestigia.

Sulla questione dell'epigenesi embrionale evolutiva, sai come me che è una vecchia boiata.

Una teoria molto tirata per le orecchie (non campata per aria, ma neanche reale nei termini da te posti) e che, pur ponendo come reale (e non lo è, in questi termini), non dimostrera nulla, presupponendo e non dimostrando la teoria che dovrebbe appoggiare.

"Questa io la chiamo ostinazione. Quale sarebbe il significato della parentela genetica tra due specie animali definita sulla base dello studio del DNA? "

Questa io la chiamo una sciocchezza, che parentela c'è fra un passeggino di ferro ed un aspirapolvere costruito in cotale metallo?

E' solo un metodo classificativo, presuppone ciò che vorrebbe dimostrare, non il contrario.



Paolo
Ferrara , maggio 30, 2008 08:22

Rispondo a Dario:

Anche se è vero che l'embrione non può ripercorre tutte le forme della storia evolutiva come sosteneva Ernst Haeckel (Sarà forse questa la boiata a cui ti riferivi?) non possiamo comunque negare di trovarci difronte un fatto significativo. Il confronto embriologico testimonia una differenziazione a partire da una base comune a tutti i vertebrati.
La comparsa degli archi branchiali nell'ebriogenesi umana è innegabile.
La comparsa della coda nell'embrione umano è innegabile.
Poi uno può sempre scegliere di affermare che tutto ciò non ha senso e né significato, ma io preferisco dire che la natura in queste manifestazioni è molto eloquente.
Addirittura nel feto di balena si può notare un abbozzo di denti, quando sappiamo che la balena ne è totalmente priva.
Si può dire che anche questo non significa nulla?


« Da'ltronde, se non è un vantaggio "darwinisticamente" evidente (forse hai ragione), direi che saresti tu a dovermi spiegare perchè la natura non ha spazzato via queste inutili vestigia. »
In un sistema dinamico come il mondo naturale (per chi come me crede che sia dinamico) non esiste un punto di arrivo, pertanto ogni forma attualmente osservabile è sempre un "work in progress", sebbene si possano verificare condizioni di stabilità con lunghi periodi di relativa invarianza.


« Questa io la chiamo una sciocchezza, che parentela c'è fra un passeggino di ferro ed un aspirapolvere costruito in cotale metallo? E' solo un metodo classificativo, presuppone ciò che vorrebbe dimostrare, non il contrario. »
Vista la risposta, per chi legge dovrò precisare che il metodo di studio basato sul DNA, soprattutto se supportato da un buon algoritmo di ricostruzione filogenetica come l'UPGMA, individua le relazioni parentali sulla base della ereditarietà genetica. In questo modo, quando si trova che una specie è ereditaria nei confronti di un'altra significa che quest'ultima è più antica, e questo ci suggerisce che qualcosa nel mondo naturale sia successo, e che anche il mondo naturale ha una sua storia da raccontare.

Sono sempre più convinto che il dibattito debba essere affrontato negli ambienti adatti.




Dario
Udine , maggio 30, 2008 11:21

Credere in modo incompleto ad una teoria può essere meglio che non credere a niente, ed in questo senso posso capire la tua posizione riguardo alla teoria Haekeliana.

Per quanto riguarda me, questo continua a non significare nulla, tranne ricordarmi che tutte le specie viventi (fenotipi) sono legate ad un codice genetico tutto sommato simile. Che poi a manifestazioni fenotipiche tutto sommato simili siano legati anche sviluppi embrionali circa simili mi sembra manifestazione di buon senso, più che prova eccaltante di qualcosa.

Mettere in connessione la comparsa embrioniale di abbozzi organulici con la presenza di residui evolutivi a livello embrionale è speculazione, ne più ne meno. convincente se credi già alla teoria che vuoi appoggiare.

Indizio, non prova.

D'altra parte non cerco di convincerti ad abbandonare la teoria neodarwiniana, se ti soddisfa, come non cercherei di convincere un buddista ad abbandonare la sua religione.

Per me è insufficiente e terriblmente lacunosa, incapace di reggere il confronto con la complessità del reale. Per te no. Va benissimo.

Riguardo alle forme vestigiali (tra l'altro negli esempi continui a pensare che io debba difendere argomentazioni creazioniste, chissà perchè...), la motivazione del work in progress non spiega nulla, dato che è da TROPPO tempo che certe vestigia sono invariabili.
Eppoi siamo entrambi d'accordo sul fatto che la natura è in continuo movimento genetico e fenotipico, quindi non vedo perchè me lo ricordi...

Riguardo alla tua ultima argomentazione, conosco benissimo l'argomento, non serve che mi fai sfoggio delle tue conoscenze.
In compenso sembri non aver capito che definire "più antiche" o "più recenti" le forme basandosi algoritmi di presunta derivazione genetica PRESUPPONE uno sviluppo prettamente darwinista (neppure neo-darwinista...) delle popolazioni in questione.
Come già detto, questo non dimostra nulla, serve ad impilare una popolazione in un ramo derivativo piuttosto che in un altro. Se a te questa lente interpretativa va bene, nessun problema. Non far finta, però, che sia una prova.

Infine, dubito che siano molti a leggere quanto stiamo scrivendo. L'articolo è vecchio e quasi nessuno legge i commenti.

Concordo sul fatto che simili discorsi vanno affrontati in ambienti adatti.

In genere lo faccio.

Saluti



Paolo
... , maggio 30, 2008 16:55

«Come già detto, questo non dimostra nulla, serve ad impilare una popolazione in un ramo derivativo piuttosto che in un altro.»

Prova a raccontarlo a luigi cavalli sforza.
Secondo quanto affermi una specie potrebbe anche essere contemporanea o addirittura antecedente alla specie da cui ottiene l'eredità, il ché sarebbe un controsenso.



Io me medesimo
Da lassù , giugno 04, 2008 16:57

«Sono sempre più convinto che il dibattito debba essere affrontato negli ambienti adatti.»

Parole sante. Ambienti che siano anche più consoni, specie quando si confonde scienza con teologia.

Al di là delle critiche all'evoluzionismo, ricordiamo che non è vero che l'evoluzione è incompatibile con la fede: qualcuno lo dice, vero, ma fare di tutta l'erba un fascio non mi pare il caso; se portate l'argomento secondo cui gli evoluzionisti avrebbero come fine darwinismo sociale e/o screditare arrogantemente il Cristianesimo (sic!), e se non riuscite a fare un discorso senza infilarci Dio e Bibbia, non riesco a fare a meno di notare una sorta di fobia dell'evoluzione, come una reazione di chiusura a riccio volta a screditare un ragionamento solo perché risulta scomodo.
Sarebbe un po' come criticare Nietzsche tacciandolo di razzismo, o come fanno alcuni, accusare di razzismo e ateismo il caro Darwin.

Se c'è una diatriba scientifica va fatta tra scienziati di libero pensiero, senza persone che danno del satanista o ateo all'evoluzionista: dobbiamo saper essere osservatori prima di essere giudici, partire da cosa vediamo, e non da cosa crediamo.
Purtroppo il finalismo secondo cui si forzano gli argomenti per sostenere i propri preconcetti è tipico dell'antievoluzionista, e da parte dai darwinisti è assente se non in ambito di eugenetica, razzismo e "prove" contro Dio.
Tirando le somme, quasi mai ho visto un antievoluzionista che non sia un religioso convinto, una persona che nel complesso non parta da una fede con cui successivamente giustificare gli eventi attorno a sé; i sostenitori dell'evoluzione sono di ogni credo e ogni ideologia.

N.B.: con ciò non ho criticato tanto l'antievoluzionismo in sé quanto le vere motivazioni che sembrano muovere questa... corrente di pensiero.



Costanzo
Nuoro , giugno 04, 2008 17:24

ammettendo che l'evoluzione sia falsa
l'esempio dell'orologio poi è una classica panzana: e poi, l'orologiaio chi l'ha creato? se cè una causa prima non c'è bisogno di andare a creare una struttura così complessa e "umana" come dio, poi chi l'ha creato dio? non verrebbe a sto punto più semplice dire che la vita c'è sempre stata? cioè, sembra assurdo da dire, ma l'ipotesi, o meglio congettura, di dio, è un inutile aggiunta, tanto vale cercare le risposte qui in terra che inventarcele di sana pianta; non so qual'è la mia origine, ma qualunque sia un creatore intelligente esterno mi pare inutile, tanto vale rifarci al panteismo




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