
Il petrolio rincara e i trasporti seguono questo
trend; conviene l’autarchia e il consumo interno. I Paesi produttori di grani
hanno già cominciato come l’Egitto e l’India, ma non solo.
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Ora è globale anche la fame |
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Il 28 marzo l’Egitto ha vietato l’esportazione di riso per sei mesi. Motivo: in quel solo giorno, i prezzi internazionali del riso sono saliti del 30%. Il governo egiziano ha deciso di provvedere prima ai bisogni interni, e tentare di limitare i rincari (1). Ciò perché i rincari degli alimentari di base hanno già provocato disordini in Marocco, Senegal, Mauritania, Guinea e Yemen, e la protesta può assumere una piega politica.
Nelle Filippine la polizia è stata mandata a fare irruzioni a sorpresa nei magazzini dei grossisti (per lo più commercianti cinesi, detestati dalla popolazione), perchè ci sono sospetti di accaparramenti di riso. In Corea del Sud, dopo il rincaro improvviso del «ramen» (uno spaghettino precotto istantaneo a base di grano) le donne di casa hanno preso d’assalto i supermercati svuotando gli scaffali.
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