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Celentano deve solo cantare

Raffaele Giovannelli    04 aprile 2008
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Letizia Moratti, sindaco di Milano ha vivacemente rimbeccato le critiche che Celentano aveva lanciato dal suo sito sui possibili scempi architettonici originati dalla frenesia di costruire per il prossimo Expo.

«Non credo – ha detto la Moratti - che Celentano abbia una competenza urbanistica tale da potersi permettere di fare critiche senza conoscere il progetto. Prima legga poi parli». Visti i precedenti «capolavori» urbanistici ed architettonici realizzati a Milano ed in Italia, le critiche preventive di Celentano non possono dirsi ingiustificate. Pare che la Moratti si sia lasciata sfuggire la battuta: «Celentano? E’ meglio che canti».

Si tratta di una presa di posizione almeno incauta. Come ministro della Pubblica Istruzione la Moratti ha la responsabilità di aver completato la pessima riforma dell’Università iniziata da Berlinguer, quella riforma che va sotto il nome: tre + due.

La Moratti durante il precedente governo Berlusconi venne catapultata a capo del ministero della Pubblica Istruzione avendo alle spalle la più totale incompetenza dei problemi dell’Università e dell’istruzione in generale. Dal precedente governo di sinistra era stata avviata la riforma degli insegnamenti per introdurre le lauree brevi di tre anni. La spinta a introdurre questa innovazione veniva da alcuni Paesi europei, dove l’industria aveva bisogno di giovani con una preparazione limitata da completare dentro l’azienda.

In Italia la soluzione della laurea breve andava ad urtare contro il credo di sinistra dell’uguaglianza ad ogni costo. Non si poteva tollerare che alcuni giovani, quelli che sceglievano la laurea breve, venissero considerati di serie B rispetto a quelli della laurea completa. La soluzione di Berlinguer fu quella di mettere in comune i primi due anni di corso per entrambe le lauree, poi per la laurea breve un solo anno specialistico a scelta, mentre  per la laurea normale altri tre anni. Politicamente sembrava la soluzione corretta.

Peccato che sorgeva un problema «tecnico» insolubile. Le materie di base da insegnare necessariamente nel biennio, non potevano avere lo stesso approfondimento per chi avesse scelto la laurea breve e chi quella completa. Infatti per le lauree brevi le materie di base dovevano essere più succinte mentre già nel biennio era necessario introdurre qualche insegnamento specialistico. I corsi già dal biennio per le due lauree dovevano essere distinti. Ma questo avrebbe comportato un maggior numero di professori, maggiori costi per lo Stato, maggiori problemi di convivenza tra i professori medesimi, notoriamente dedicati a beccarsi tra loro.

La soluzione che adottò Berlinguer e lo stuolo dei suoi consiglieri fu quella di fare corsi comuni al biennio, sia per chi avesse poi scelto il percorso della laurea breve, sia per chi invece quella normale. Questo costringeva a ridurre per tutti i programmi degli insegnamenti fondamentali, con la conseguenza che, volendo proseguire per la laurea normale, lo studente si trovava
a non possedere le conoscenze di base sufficienti. La Moratti arrivò proprio quando la riforma entrava in funzione.

Alcuni professori, anche di sinistra, chiesero un ripensamento, ma la Moratti, che aveva mantenuto il precedente stuolo di consulenti berlingueriani, proseguì imperterrita. La sua principale preoccupazione era quella di non suscitare un vespaio di proteste nell’università, notoriamente così rissosa ed incline a creare folcloristiche fiammate rivoluzionarie. E’ grazie a questo modo di «fare politica» che da una recente indagine internazionale la preparazione dei nostri studenti è risultata essere infima (pur riconoscendo all’ultimo ministro Fioroni un tentativo di invertire la tendenza).

Tutto questo come premessa per ricordare che Celentano non è ministro dei Lavori Pubblici, forse perché non è abbastanza incompetente in materia. Invece come cantautore egli ha proprio il compito di interpretare i pensieri e le aspettative della gente.

Quanto a competenze in fatto di urbanistica è opportuno ricordare che non si tratta di una scienza esatta, anche perché non si vogliono introdurre troppi strumenti matematici che renderebbero le scelte univoche, ma si vuole lasciare campo alle influenze di vario genere tra le quali molte inconfessabili.

Quanto alle competenze in fatto di Architettura credo che tutti sappiano come oggi esista un modo di costruire affidato prevalentemente a poche grandi firme. Queste esercitano una sorta di dittatura mediatica ispirata non dal favore del pubblico per le loro opere ma dalle loro potenti qualità istrioniche. Allora noi tutti vorremmo vedere i progetti prima che l’amministrazione li dichiari definitivi ed immodificabili. Vorremmo anche conoscere le motivazioni che hanno fatto scegliere quei progetti tra i tanti che si presume siano stati presentati.

Non si capisce perché questioni che sono per noi cittadini di vitale importanza vengano discusse e decise in ambiti ristretti mentre veniamo subissati da diluvi di argomentazioni politiche ed ideologiche, diluvi che dovrebbero certificare la vitalità della democrazia nella quale viviamo e che ci assicurano essere la migliore possibile.

Professor Raffaele Giovanelli


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Commenti : (32)
marco
bresso , aprile 04, 2008 11:33

C'erta bisogno dell'Expo per dar via a progetti del genere? E se Milano non avesse vinto restava ancora per decenni la città che è tuttora? (Sono comunque pienamente d'accordo con chi ritiene come Celentano che ci sia il rischio di "gittata di cemento" e di "orrori costruiti da famosi architetti")


Roberto
Roma , aprile 04, 2008 11:36

L' Architettura moderna é manifestamente un esempio di puro tecnicismo senza cultura. Le realizzazione non sono neanche razionaliste, bensí tentano la via dell'astrazione con risultati devastanti dal punto di vista costruttivo e funzionale. Affidarsi ai grandi architetti é un problema poiché essi NON sono affatto grandi architetti e le loro opere sono lí a dimostrarlo. Ho visto Fuksas andare a braccetto con Formigoni per l'imminente devastazione giustificata dall'EXPO del 2015. É proprio vero quando arrivano fiumi di denaro non esiste piú appartenenza politica, l'importante é sedersi al tavolo per mangiare.
D'altra parte l'Architettura é la rappresentazione materiale del livello culturale di una nazione. In Italia abbiamo, per fortuna, ampie testimonianze di un passato che raggiunse vette ineguagliate ed ancora "comunica" bellezza e veritá; abbeveriamoci da esse per dimenticare il presente...

p.s. SE PROPRIO DOBBIAMO SCEGLIERE DEGLI INCOMPETENTI ALMENO CHE SIANO USCITI DALLA NOSTRE UNIVERSITÁ. ISOZAKI, CALATRAVA (nomen omen, direbbero i latini), MEIER ECC. HANNO DEVASTATO IL TERRITORIO TESTIMONIANDO BARBARIE NON CIVILTÁ. (quando, infatti, i nostri antenati costruivano intere cittá, i loro si dipingevano la faccia di blu!! da 'I due Nemici" con A. Sordi)



pia
milano , aprile 04, 2008 12:11

non dimentichiamo che con la Moratti nella scuola italiana non si insegna più la storia. A partire dalla terza elementare si parla di storia, per poi mai più ripetersi. Risulatato: si insegna la storia di Roma in quarta elementare e poi mai più. Se non è barbarie questa. I nostri figli e nipoti potranno quindi valutare liberamente se nel colosseo non sia magari più redditizio installare un centro commerciale, o meglio, demolirlo... questa è la Moratti!


domenico
sanremo , aprile 04, 2008 12:14

Bisogna stare attenti, perche c'e gente che piace fare la beffa all'Italia, e distrugere il ricordo della cultura italiana che civilizza il mondo.


Enrico
Sassari , aprile 04, 2008 13:11

Celentano, tra le righe, ha semplicemente sottolineato la necessità di mantenere moderazione nella costruzione di opere legate ad un periodo breve (l'Esposizione) che potrebbero però perdurare nel tempo.


mario
albaredo , aprile 04, 2008 13:42

Nemmeno la Moratti ha competenze urbanistiche se è per questo.Faccia il Sindaco alora e lasci parlare i cittadini senza interrompere .


Paolo Piano
Modena , aprile 04, 2008 13:45

Fa onestamente piacere vedere come intorno a questo sito si stia agglomerando un coacervo di "teste pensanti" dissenzienti rispetto alla declinazione italica del concetto di pensiero unico; situazione decisamente migliore rispetto alla media dell'antagonismo nazionale non-di-sinistra.

Complimenti e avanti così!



Ivan
Prato , aprile 04, 2008 14:07

L'Expo servirà solo a far arrivare una milionata di "turisti" dal Maghreb e dall'Africa con biglietto di sola andata.
Queste mega-manifestazioni servono anche come copertura alla movimentazione e all'arrivo di nuovi futuri "europei".



SIMU073
BERGAMO , aprile 04, 2008 14:16

Sono d'accordo con la Moratti !!!!Celentano e' sempre contro tutto , ma chi e' lui x giudicare TUTTI...secondo il suo pensiero dovremmo andare in giro ancora la biga ,o addirittura usare ancora la clava !!!SVEGLIATI CHE SIAMO NELL 2008 !!!VAI IN GIRO X IL MONDO A VEDERE LE CITTA'(LISBONA VALENCIA BERLINO LONDRA PARIGI COPENAGHEN....)EUROPEE CON UN PO' DI MODERNITA' .Ma xche' in italia non si puo' fare mai nulla ?


licio
... , aprile 04, 2008 14:18

LE CITTA' SONO DEGRADATE...SI FANNO LE LEGGI PER AGGIRARLE E VANIFICARLE...
DA UN SISTEMA POCO SERIO NN PUO' CHE DISCENDERE UN PAESE REALE ALTRETTANTO POCO SERIO!
PS
MUTISMO E RASSEGNAZIONE!
QUESTO E' LO SLOGAN DAVVERO IMPERANTE CONIATO DA UN VECCHIO MA NN TANTO... COMICO...



Manuel
... , aprile 04, 2008 14:44

Celentano... meglio quando canta


angela
milano , aprile 04, 2008 15:15

Perche' non ricordare anche la magnifica riforma della rai della Moratti? Non riesco a capire se questa ultima, intenzionalmente, per odio agli Italiani, rovini cio' che tocca, o se e' solo portatrice di jella!


mattia
Barcellona , aprile 04, 2008 15:22

Celentano ha paura.Giusto,ma che non siano gli architetti quanto l'IGNAVIA dei politici in mano a immobiliaristi e costruttori a creare scandalo.Milano dagli anni '60 e' stata svenduta agli "squali" dai politici.E oggi e' quel che sappiamo.Bello l'Expo2015 con la Linea4 in un cassetto del comune dal 1963.


Pietro
... , aprile 04, 2008 16:03

Evviva la torre fallica milanese di prossima costruzione!


Daniele
Milano , aprile 04, 2008 20:08

Celentano, come al solito, si fa alfiere di quella mentalità tipicamente italiana secondo la quale nuovo = male e si stava sempre e comunque meglio ai tempi della nonna. Il modo di ragionare che ha prodotto l'Italia perdente di oggi.

In questo periodo si parla tanto della Spagna come di un Paese all'avanguardia. Bé, fatevi un giretto a Valencia: è una città piena di palazzi moderni, costruiti negli ultimi anni. Edifici bizzarri, dalle linee avveniristiche, non certo per tutti i gusti, ma nuovi. Il tipo di architettura che ormai ha preso piede in tutto il mondo, ma qui da noi viene ancora osteggiata, perché in Italia, ovviamente, l'unica bellezza concepibile è quella classica.

Ben vengano l'Expo e i nuovi grattacieli milanesi, se servono a dare una scossa a questa mentalità polverosa. Quanto a Celentano, faccio eco alla Moratti: si limiti a cantare.



michele
rn , aprile 04, 2008 21:26

Quella moderna non è architettura. E' un fungo selvaggio infestante e velenoso. Che cresce a caso e senza logica.


silvia
bologna , aprile 04, 2008 23:12

E una mia opinione,ma questa affermazione non la condivido se si è in democrazia e vicini ad una data per la quale la casta chiede a noi di votare.Se fossimo in una dittatura da golpe allora si,loro,possono dispore del suolo pubblico,cementificare e non chiedere il parere del cittadino che bene o male mantiene lorsignori,paga le tasse,e desidera sapere ogni tanto dove vanno a finire i suoi soldi.Mica il cantante ha ucciso nessuno,è un creativo e si interessa di architettura,perchè è vietato? Bisogna capire che siamo in dittatura e questa risposta lo dice.qui comandiamo noi e voi state zitti.


Rodolfo
Mestre , aprile 05, 2008 01:37

E' molto facile criticare.
E' molto difficile fare la cosa giusta.
Quattro miliardi di euro per l'Italia affinchè prepari l'EXPO 2015, sono molti soldi e creeranno parecchio lavoro.

Chi ha tra il suo repertorio canzoni come il ragazzo della via Gluck, trova facile riempirsi la bocca ogni volta che si parla di costruire.
Molte persone, grazie a questi lavori, prenderanno uno stipendio che useranno per pagarsi il mutuo acceso per un appartamento di 70 metri quadri.
Sarebbe bello pensare che con il loro lavoro potessero pagarsi una villa con tanto verde attorno, recintata da un muro alto per isolarsi dalle miserie altrui.
Purtroppo non è così, e chi questo paradiso ce l'ha farebbe bene a non lanciare sentenze sulle iniziative che creano bassi ma indispensabili redditi.
E' solo ipocrisia.




g.Sco
mi , aprile 05, 2008 03:17

Celentano che non e' comunista ha il merito
di aver per primo portato avanti certe
istanze - come Gaber del resto. La Moratti
e' una che ha rimesso al centro delle attività costruttrici ed immobilari milanesi
gli orfanI del Craxismo che Formentini poi
caduto in disgrazia ed in parte Albertini
avevano tentato di tenere fuori dalla porta.
La Moratti a Milano comanda su Berlusconi
questa è la realtà. All'Arcorese Berlusconi
l'hinterland - magari in combutta con le
locali giunte di sinistra - Alla Moratti e
Trochetti Provera - Pirelli Re la grande
Milano. Il 2015 è tutto un magna magna...
e Roma risponderà con le olimpiadi 2016 o
2020...Ma il calendario Maya dice che
nel 2012 il mondo come noi lo conosciamo
finirà...Speriamo che l'abbiano azzeccata.



Rodolfo
... , aprile 05, 2008 08:12

Beh, non direi che l'architettura attuale non celebra piu' il Potere. Le piramidi mitterandiane lo celebrano eccome, ma e' un potere sconosciuto ai piu'. L' "imagination au pouvoir" e' ormai una realta', ma ahime', non e' certo piu' quella di D'Annunzio.


Daniele
Milano , aprile 05, 2008 11:15

A chi dice che l'architettura moderna produce solo orrori ("Eh, signora mia, si stava meglio quando si stava peggio..." e altre banalità retrograde da vecchi brontoloni) ricordo che in origine anche la Torre Eiffel veniva considerata un pugno in un occhio dai parigini. Oggi è il simbolo indiscusso di Parigi e della Francia. "Bello" e "brutto" sono categorie facilmente interscambiabili, "nuovo" è un dato oggettivo.


LUIGI
MILANO , aprile 05, 2008 11:34

Quando il Sindaco Moratti ha introdotto l'eco pass e' successo il finimondo ma il super ambientalista Celentano Adriano non ha speso una parola a fovore di tale provvedimento.

Ora che l'eco pass funziona e ha ha portato a una ancora piccola ma significativa diminuzione delle polveri sottile nessuno dei critici preventivi ne parla piu' : tranquilli finira' cosi' anche per l'Expo 2015 e del resto in fondo il simbolo di Parigi non e' forse un grattacielo in ferro denominato tour Eiffel?



Giorgio
Milano , aprile 05, 2008 12:48

Non capisco perchè per commentare lo scambio di battute tra il Sindaco Moratti e Celentano sull'Expo si debba andare a scavare immediatamente nel passato della Moratti e perdersi in questa dietrologia fine solo a se stessa, a questi rancori.
Quali attinenze ci sarebbero?



Luciano
Milano , aprile 05, 2008 17:34

L'architettura moderna non è solo tecnicismo.
Spesso noi architetti dobbiamo solo limitarci a coordinare, assecondare i desideri di multinazionali ricchissime che ovviamente impongono il loro desiderio. Ci sono bellissimi esempi di architetture moderne, bisogna saperle andare a cercare e guardare.
L'EXPO? Ancora non è iniziata e già piovono critiche e contestazioni. Per questo speravo vincesse Smirne: per sentire tutti piangere per l'occasione mancata, per i soldi che non arriveranno, per le infrastrutture, ecc
Così invece dovremo lavorare, questo è il problema.
Altrimenti faremo una bella figuraccia.



Remigio Semprebon
Trebaseleghe , aprile 05, 2008 18:25

per una volta devo ahime' dar ragioni a Moratti e Formigoni : Milano e' una citta' brutta, grigia, degradata, sporca, e invivibile.

qualche grattacielo e qualche linea della metro in piu' non gli faranno certo male, d'altronde cosa ci sarebbe mai da salvare a parte il Duomo, la Galleria, e il fazzoletto edifici storici nel centro ?

non per niente se i turisti che si fermano a Milano piu' di 48 ore si contano sulle dita di una mano un motivo ci sara' pure, anche se andrebbe ricordato che lo scempio architettonico e' in primis da imputare alle bombe angloamericane del 1945, cosa che tutti dimenticano.

le orribile periferie milanese poi non hanno nulla da invidiare dalle banlieues di Marsiglia e Expo o non Expo presumo rimarrano tali e quali per altri decenni a venire.

e non direi proprio che ci vorrebbero al contrario palazzi in stile neoclassico o comunque armonici con l'architettura pre-esistente : se di Milano si vuol fare una bella citta' bisogna fare come i cinesi e avere il coraggio di radere al suolo interi quartieri.

come esempio concreto di armonia tra vecchio e nuovo si potrebbe osservare il centro storico di Vicenza e di Padova.

Milano e' e rimane una anonima citta' industriale, ben piu' brutta delle tanto criticate citta' tedesche che sono al contrario pulite e accoglienti e il poco che e' rimasto in piedi dopo i bombardamenti e' stato restaurato e valorizzato, vedasi Monaco, Berlino, Dresden.

Milano non riesce ad avere una chiara identita', non e' ne' una citta' industriale tout court ne' una citta' d'arte, ne' una buona via di mezzo, tutto va avanti in maniera casuale senza alcun progetto a lungo termine che dia carattere e lasci il segno.

ironico che il mondo ci invidi il Lago di Como e che pochi kilometri ci siano orribili favelas e casermoni dormitorio in stile sovietico con affatti degni di londra e parigi.

infine sicuramente qualche colpa ce l'hanno pure i milanesi.



Daniele
Milano , aprile 05, 2008 20:34

Milano è una città della quale si parla sempre troppo male, e spesso per partito preso.

Certo, è ridicolo chi la mette sullo stesso piano di Parigi o di Londra. Ma è altrettanto ridicolo chi, come Remigio Semprebon qui sopra, ne parla come se fosse il Nono Girone dell'Inferno.

La verità è che si tratta di un normale centro di medie dimensioni, con gli inevitabili problemi di tutte le città oltre il milione di abitanti.

Solo un Paese di provinciali come l'Italia può considerarla una megalopoli tentacolare e soffocante.



Daniele
Milano , aprile 05, 2008 20:41

(Non amo fare le pulci agli altri, ma in qualche caso la tentazione è troppo forte: raramente, su queste pagine, mi è capitato di leggere interventi sgangherati come quello di Remigio Semprebon. Il quale dimostra di non sapere esattamente di cosa sta parlando, quando dice:

"per una volta devo ahime' dar ragioni a Moratti e Formigoni : Milano e' una citta' brutta, grigia, degradata, sporca, e invivibile."

Non mi risulta che Formigoni e la Moratti abbiano mai fatto dichiarazioni di questo tipo.

Remigio non va molto forte neanche in quanto a coerenza. A un certo punto dice:

"Milano e' e rimane una anonima citta' industriale [...]"

E poi, nel paragrafo dopo:

"Milano [...] non e' [...] una citta' industriale [...]"

Insomma, è una città industriale o no? Come si suol dire, poche idee, ma confuse).



Gian
Padova , aprile 05, 2008 23:43

L'Università : un'altra prova che destra o sinistra la situazione va comunque verso una demolizione di ciò che l'Italia ha , anzi aveva, di bello.
La domanda nasce spontanea : ma chi è che VERAMENTE decide ciò che deve essere fatto ? Certamente non i politici. Loro fanno solo ciò che è necessario per restare al potere.



massimo
roma , aprile 06, 2008 12:14

Con quali criteri si appaltano progetti agli architetti che dovranno rendere Milano stupefacente? Ci sara' una "gara" ? La Giunta comunale ha idee chiare su tali progetti? Ne capisce di architettura ed urbanistica? Ci saranno interessi di parte come al solito nella realizzazione dei suddetti? Ma non sara' la solita occasione di mettere le mani su milioni di euro per costruire mostri o cattedrali nel deserto? E...soprattutto , la progettazione sara' sottoposta al vaglio della cittadinaza milanese tramite referendum o un qualsiasi tipo di consultazione popolare?Si decide sempre tutto in alto?


Giovanni I. P
Sorrento , aprile 06, 2008 15:19

A prescindere che Celentano ha anch'egli investito nel mattone; a prescindere che non è sempre all'altezza del ruolo che si è scelto si guru-tuttologo (basti vedere cosa dicono di lui i suoi ex-amici Don Backy www.donbacky.it e Santercole che, in verità, accusano CLAudia Mori per le liti che hanno con il molleggiato); a prescindere da tutto ciò, nel caso particolare, forsew, non ha tutti i torti. Circa i problemi relativi, è utile un'occhiata ai libri di Hans Sedlmayr.


Pino
Palermo , aprile 07, 2008 15:05

Leggete e meditate non si tratta solo di mattoni.

Deus! Deus!
C'e' qualcosa che nel mondo non va
De', tu sei De', tu sei De', tu sei De',
tu sei Deus
E qualcosa che nel mondo non va
Ti sei distratto e qui c'e' il caos
Che casino ch'e'scoppiato qua giu'
Si dorme sempre con il colpo in canna
Che casino ch'e'scoppiato qua giu'
L'uomo non capisce piu' che cos'e' la vita
Che casino ch'e'scoppiato qua giu'
L'uomo non conosce piu' il senso della vita
Che casino ch'e'scoppiato qua giu'
Ti uccidono da quando tu stai gia in pancia
Che casino ch'e'scoppiato qua giu'
Ti uccidono da quando tu stai gia in pancia
Che casino ch'e'scoppiato qua giu'
De', tu sei Deus
Che casino ch'e'scoppiato qua giu'
De', tu sei De', tu sei De', tu sei De',
tu sei De', tu sei Deus
Che casino ch'e'scoppiato qua giu'

E l grandi cervelli che stan la in cima
Che comandan tutte le citta
Non si accorgono che sono i primi
Ad abortire ogni cosa che c'e'
Ti Guarda'sto mondo qua, come l'han conciato
Che casino ch'e'scoppiato qua giu'
E tutte le citta sembran cimiteri
Che casino ch'e'scoppiato qua giu'
Ti uccidono da quando tu stai gia' in pancia
Che casino ch'e'scoppiato qua giu'
Ti uccidono da quando tu stai gia' in pancia
Che casino ch'e'scoppiato qua giu'
De', tu sei Deus
Che casino ch'e'scoppiato qua giu'
De', tu sei De', tu sei De', tu sei De',
tu sei De', tu sei Deus
Che casino ch'e'scoppiato qua giu'
Deus


E gli architetti son del cani
Che concepiscono mostruosita
Ti prego fulmina le loro menti
Perche' da loro nasce il vero terrore
Vegliono distruggere le favole del nonni
Che han costruito una Venezia per noi
Vegliono distruggere le favole del nonni
Che han costruito una Venezia per noi
Ti uccidono da quando tu stai gia' in pancia
Che casino ch'e'scoppiato qua giu'
Ti uccidono da quando tu stai gia' in pancia
Che casino ch'e'scoppiato qua giu'
Deus!.. Deus!..
Fai un solto e vieni un attimo giu'
De', tu sei De', tu sei De', tu sei De', tu sei Deus,
E non puoi dimenticarti di noi.

Che casino ch'e'scoppiato qua giu'
Che casino ch'e'scoppiato qua giu'
Che casino ch'e'scoppiato qua giu'
Che casino ch'e'scoppiato qua giu'
Che casino ch'e'scoppiato qua giu'
Che casino ch'e'scoppiato qua giu'
Che casino ch'e'scoppiato qua giu'
Che casino ch'e'scoppiato qua giu'
Che casino ch'e'scoppiato qua giu'
Che casino ch'e'scoppiato qua giu'



Gerardo
Milano , maggio 21, 2008 16:13

La Moratti appartiene ai giri affaristici vicini a Comunione e Liberazione.
Sono loro che hanno messo le mani sulla città e la stanno rovinando più di quanto non sia stata rovinata finora.




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