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Che cosa è il bene? «Ciò di cui posso usare». A che cosa sono autorizzato? «A ciò di cui sono capace». Non c’è da vergognarsi di nulla. «L’umanità sarà sepolta e sulla sua tomba Io, finalmente padrone solo, Io, mio erede, riderò».

Stirner come profeta del bullismo

Maurizio Blondet    13 aprile 2008
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Già nel 1845 Max Stirner, il filosofo dell’anarchia individualista, esultava perchè Dio stava morendo nei cuori europei: «Rompere col sacro, o meglio rompere il sacro, può diventare generale. Non è che si approssimi una nuova rivoluzione, ma potente, orgoglioso, senza rispetto, senza vergogna, senza coscienza, è un crimine che ingrossa all’orizzonte con il tuono. Non vedi che il cielo, grave di presentimenti, s’oscura e tace?».

Profezia ripugnante nell’euforia che tradisce, ma - bisogna ammetterlo - esattissima. Bulletti che angariano coetanei e li buttano sotto un camion, ragazzine che picchiano ragazzine, scolari che palpano le insegnanti (e riprendono il tutto col telefonino); guidatori che sempre più spesso, con indifferenza, recidivi, ammazzano passanti e scappano, o si dispiacciono per i danni alla carrozzeria.
E’ tutta una sub-umanità pullulante, «senza rispetto, senza vergogna e senza coscienza» che prende possesso della società, «potente e orgogliosa», forse già maggioritaria.
Forse la società intera, nei suoi secessionismi corpuscolari e violenti, è già quella auspicata da Stirner: una dissocietà assoluta, la guerra di tutti contro tutti.

Max Stirner (1806-1856) fu il primo apostolo della «libertà individuale» senza limiti, che oggi è l’ideologia sottesa alle infinite manifestazioni dell’inciviltà dei «senza vergogna».
Frequentatore della società degli hegeliani di sinistra (con Marx), «Società dei Liberati»: qui Dio non era più odiato, era sepolto.
Non era altro che una alienazione dell’Io, che aggravava di doveri immaginari.
Ma la libertà assoluta mancava ancora: lo Stato, anche democratico, impone ancora delle leggi; il socialismo ancora pretende di asservire il singolo all’umanità (o al proletariato), che è solo un altro modo di asservire a un dio.
Se io, da libero cittadino, concorro a formare le leggi, poi però mi devo assoggettare a queste leggi: ed anche queste limitano la mia libertà.
Stirner rivendica il diritto (o meglio, il potere) dell’Io di non essere fedele nemmeno a se stesso.

L’Io di Stirner è infatti l’entità più particolare che ciascuno di noi sperimenta in sè, infinitamente cangiante, mossa da desideri di un momento.
E’ dunque qualcosa che «i nomi non possono nominare», indefinibile per essenza.
Stirner  lo chiama «l’Unico». Perchè non è «un» io, semplicemente «differente» dagli altri; è una differenza assoluta.
«Io» non sono un altro «te», sono la mia indomabile volontà vitale e concreta, che vuole affermarsi contro tutte le astrazioni che gli vengono imposte: da Dio o da Socrate, dallo Stato o dalla filantropia.

Stirner deride (a ragione) la «fraternità» predicata dalle rivoluzioni, francese o marxista: la fraternità «è il punto di vista domenicale dei comunisti», scrive, mentre nei giorni feriali schiavizzano i «fratelli».
Stirner non è socialista.
Anzi è per la «libera concorrenza».
Ma quella assoluta, quella vera, non solo economica ma vitale.
E, dice, non c’è vera libera concorrenza finchè c’è uno Stato che la regoli.
Perchè le regole fanno dei potenzialmente liberi, dei servi.
Stirner è contro ogni ordine ed ogni diritto: perchè, «una volta spazzato via l’aldilà», il diritto ci impone «un aldilà interiore che è divenuto un nuovo cielo».

Stirner detesta anche la rivoluzione: essa richiede all’Io, all’Unico, di sacrificare le sue voglie e i suoi impulsi (la sua «libertà») ad un progetto che ancora non è realizzato, a un dio futuro.
Ma l’Unico è mortale, non ha tempo per il domani, vuole potere e godere oggi, l’Unico è nemico dell’eterno ed anche solo dello stabile o del futuro.
Vuole il presente, e lo vuole senza limiti.
Per questo Stirner, contro la rivoluzione, legittima solo la «insurrezione»: la violenza di piazza dove si arraffano le merci nelle botteghe e si dà fuoco alle proprietà altrui, e dove ogni insorto si
concede agli altri solo per il tempo e lo scopo in cui l’egoismo degli altri coinciderà con il suo.

La sola morale di Stirner è semplicissima.
Che cosa è il bene? «Ciò di cui posso usare».
A che cosa sono autorizzato?
«A ciò di cui sono capace».
Ebbene, fateci caso:  le legislazioni post-moderne non mirano a garantire proprio questa tipo di libertà dell’Unico?
In primo piano non sono più diritti sociali (dei lavoratori alla paga, per esempio), ma diritti individuali intesi alla felicità personale, così come ciascuno la intende e la vuole in questo preciso momento.
E’ questo il senso delle «legalizzazioni».

Vuoi lasciare la moglie per un’altra?
D’accordo, dice lo Stato post-moderno, ma aspetta che «legalizziamo» il divorzio.
Non vuoi il figlio che sta nascendo nel tuo ventre?
Pronti: ecco  la «legalizzazione» dell’aborto.
Vuoi esibire la tua omosessualità, il tuo travestitismo?
E’ «legale», quindi puoi farlo; e infischiatene se, per così dire, i bambini ti guardano e ne traggono le conseguenze.diritto all’eutanasia, alla droga libera un po’ di pazienza, stiamo «legalizzando».
Guidi ubriaco recidivo e ammazzi quattro persone?
Solo arresti domiciliari. il nuovo diritto è di manica larga verso le manifestazioni dell’Unico, ossia del tuo privato egoismo.

Ma anche gli speculatori di Wall Street non vogliono leggi che mettano freno alle loro «libertà» di arricchirsi.
E’ questo, in fondo, il senso dell’invocazione continua, della pretesa arrogante, allo «Stato minimo», che si coniuga da tutti i lati e in tutti i modi: «più società meno Stato» dice Formigoni, «privatizzazioni», raccomanda Padoa Schioppa, «non nel mio cortile» urlano i manifestanti anti-TAV o e i napoletani nella rumenta fino al collo, liberismo globale, predicano gli economisti di grido, trasgressione permanente, incita la TV.

Ma anche i politici che in questi giorni hanno promesso tutto - riduzione delle tasse, aumenti dei salari, benzina gratis - sapendo che non manterranno niente, non sono che degli stirneriani, anarco-insurrezionalisti: che volete da me?

L’«Io» che ero ieri, e che prometteva, non è l’«Io» che sono oggi, al potere; avrò pur diritto a cambiare propositi.
O volete coartare la mia libertà, inchiodandomi ai miei impegni?
Non c’è da vergognarsi di nulla.
Non dovete spiegarvi, meno ancora giustificarvi: «E’ legale, posso farlo».

Oppure: è illegale (per ora), dunque lo faccia per «far progredire il diritto», e perchè - come insegna Stirner - ogni «Io» ha da essere, rispetto allo Stato e alla società (agli altri), fondamentalmente criminale; perchè ogni adesione è diminuzione di libertà.
Tutto ciò perchè Dio è morto, e sono morti i suoi idoli-imitatori successivi, ed anche infine la ragione.
Come diceva Stirner, «Ho fondato la mia causa sul nulla».
O come dirà Nietzsche: «I vantaggi di questa epoca: niente è vero, tutto è permesso».
Basta che affermiate ciò che volete, e il vostro volere diventa legge.
Senza rispetto (gli altri «Io» si fottano, arraffino ciò di cui sono capaci), e senza coscienza: avete il diritto alla stupidità egoista senza domani, siete tutti perfetti, tutti «Unici».
Non ci sono più peccatori, e dunque non più crimini nè errori.
Così i delitti violenti sono sempre più spesso opera di giovanissimi, di minorenni; così le dodicenni fanno le veline, e i travestiti esibiscono la loro «normalità», e i finocchi il loro «diritto» ad adottare figli altrui.

Così la politica ha fatto ormai tutt’uno con la criminalità organizzata e ci propone di votarla; così i deboli e gli sfavoriti vengono gettati da parte, i malati non curati, la scienza e la ricerca affidate a chirurghi plastici ammanicati, le università a farabutti che opprimono i ricercatori precari, gli rubando le idee e i giusti compensi.
Così la Casta - potente coalizione di unici - si prende tutto, s’arricchisce a danno dei poveri.
Sono tutti stirneriani, senza saperlo.

Almeno Stirner sapeva a cosa avrebbe portato questa «libera concorrenza» tra egoismi sacralizzati e sfuggenti, e senza alcuna legge che riconoscano come legittima.
Alla guerra perpetua degli Unici, tutti contro tutti, senza coscienza e senza rispetto, fino al suicidio collettivo.
«L’umanità sarà sepolta e sulla sua tomba Io, finalmente padrone solo, Io, mio erede, riderò».

In quale luogo possa suonare questa risata, visto che l’Unico che dovrebbe ridere per ultimo sarà anche lui ucciso, e visto che non c’è aldilà, è dubbio.
Forse nelle tenebre esteriori, dove non è che pianto e stridor di denti.


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Commenti : (47)
mimmo
taranto , aprile 13, 2008 08:16

I segni dei tempi caro direttore,che qualcuno finge di non vedere.
Tanto va tutto bene!



Andrea
Catania , aprile 13, 2008 08:38

Egr. direttore Blondet.

Ha delineato, in maniera tragicamente vera, il mondo di oggi.
E viene da domandarsi, cosa ha imparato l'uomo in 2000 ( e più ) anni ?
La risposta che si trova nel suo articolo è sconfortante, sopratutto perchè reale.
Se si pensa che grandi del pensiero ,come Socrate, hanno accettato di bere la cicuta pur di rispettare le Leggi ( scrivo con il maiuscolo apposta ), non possono che nascere pensieri di sconforto per il mondo moderno.

Con sempre maggiore stima ed affetto.

Cordiali saluti

Andrea



Corrado
Milano , aprile 13, 2008 09:17

caro Direttore,
eppure, noi cattolici, nonostante tutta questa desolazione, aspettiamo con tanta impazienza quelll'era di pace profetizzata a Fatima, il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, dove l'uomo, pieno di Spirito Santo, sarà quasi senza peccato, in una condizione simile a quella di Adamo ed Eva nel Paradiso prima del peccato originale.
La Madonna schiaccerà la testa a quell'essere infernale che tutto vuole distruggere e pervertire, per essere nuovamente incatenato all'inferno durante questa era di pace.
forza e coraggio!!



michelangelo
roma , aprile 13, 2008 09:46

mimmo,
i segni dei tempi si vedono ogni giorno di piú...
ma ti assicuro, quelli che vediamo sono ancora "abbozzi" simbolici.

il peggio ha da venire



bb
tutte , aprile 13, 2008 09:58

E' vero, ce ne sono molti di problemi, ma perchè sempre questo catastrofismo?
Da come ne parlate tutti, sembra che tutto stia peggiorando, ma credete che mille anni fa nelle coscienze delle persone ci sia stato pace amore??
Perchè nel medioevo pensate non ci siano stati stupri, abusi, guerre, ecc..provate ad immaginare un mondo nell'anno mille con sei miliardi di persone..non oso immaginare come si sarebbero SCANNATI.
Solamente che ora la tv ti mette in faccia sempre gli stessi fatti, e te li ripete al punto che voi tutti vi convincete che accadano con una certa frequenza.
IO CREDO CHE LE COSCIENZE STIANO EVOLVENDO.



Alberto
Padova , aprile 13, 2008 10:16

E' gia'!!! E' proprio cosi'....
Neppure i veri comunisti di un tempo avrebbero mai capito la societa' di oggi, credo..
Sinceramente pero', Stirner non so' quanto se la rida oggi..



nicola
arco , aprile 13, 2008 10:29

Come al solito, caro Direttore, quando tratta questi argomenti e' impareggiabile. Grazie


Farouq
Milano , aprile 13, 2008 10:36

Secondo la fede Islamica
tutti noi esseri umani siamo nati
con la fede in Dio dentro di noi
Dio ha riunito tutti gli esseri (che saranno
portati all'esistenza) prima della creazioni (Dio puo')
e questi hanno confermato la fede in Lui (il patto va rispettato)
Quindi la fede in Dio non puo' essere spenta
ma solo coperta forzatamente con ideoligie varie
che poi vengono abbandonate regolarmente.
La fede poi, va coltivata protetta e rafforzata.
Un umanita' sul pianeta terra senza la fede in Dio
è molto simile alla muffa sul formaggio.



Wolf MURMELSTEIN
Ladispoli , aprile 13, 2008 10:47

Grazie Direttore per questo articolo che mi insegna qualche cosa sulle origini del nazismo che si ispirava a questi "principi" di sopraffazione dei deboli.
La Legge era intesa a difendere i deboli.
L'assenza di leggi aiuta solo i forti.



mario
roma , aprile 13, 2008 10:59

Direi che il peggio c'è sempre stato. Non saprei come giudicare l'immane eccidio di musulmani, cristiani ed ebrei nel 1099 a Gerusalemme o il malcostume nelle corti papali del medioevo e del rinascimento, l'ingiustizia elevata a vessillo in ogni ambito della vita negli anni precedenti l'Illuminismo e nei mostri politici nati dopo. Fino a pochi anni fa era un privilegio essere alfabetizzati e in tempi precedenti possedere un mantello, indumento così prezioso che si lasciava per testamento ai propi figli. Dov'era la giustizia a quel tempo? Nello stesso luogo dove si trova adesso: nell'utopia in senso etimologico (ou tòpos). La giustizia è un concetto assoluto che non può essere calata nel relativo senza venirne inquinata. Questo naturalmente non deve suonare come una giustificazione per i mascalzoni e i prepotenti che la deformano secondo la loro convenienza e ne fanno uno strumento di potere. Il vero problema sta prorio in questo ultimo concetto: il potere. E' questo che deve essere spazzato via dalla Terra: il potere, la pretesa di un uomo di costringere l'altro ad adeguarsi alla propria volontà in virtù di una "legge" imposta con la forza: è qui che dovrà invece trionfare l'anarchia. Anarchia in senso positivo, intesa non come arbitrio, ma come raggiungimento di una superiore consapevolezza, ancora impossibile, per un problema di evoluzione interiore. Oggi inorridiremmo se ci venisse proposto di trascorrere il nostro tempo libero assistendo a una mattanza di gladiatori, ma questo era normale fino a 1500 anni fa, appena quarantacinque generazioni da noi! Allo stesso modo nel XIX secolo le famiglie accompagnavano i propri figli, per fini educativi, ad essistere alle esecuzioni messe in scena da Mastro Titta, che ammazzava i condannati nella pubblica piazza impiccandoli e poi squartandoli con chirurgica precisione, appendendo infine gli arti e la testa alle porte della città, in bella vista. Come verrebbe giudicato un evento di questi tipo, oggi, ad appena centocinquanta anni di distanza (5-6 generazioni)? Forse allo stesso modo in cui verranno giudicati i nostri comportamenti dai pronipoti del 2200. Diranno: "pensate a quel tempo si faceva ancora la guerra!" oppure:"sostenevano che abortire fosse un atto di libertà e non di morte". E poi:"I pacifisti erano gli stessi che chiedevano l'abolizione della pena di morte, ma sostenevano il diritto all'aborto e all'eutanasia!"
Siamo vicini alla fine del mondo? Non credo, perché i nostri antenati lo sono stati più di noi. Quello che ritengo importante è invece il coraggio di sostenere le proprie idee e di amare il prossimo, com'è già stato detto da Nostro Signore e non aspettare che Egli torni una seconda volta a mettere a posto le cose. Ciò che è stato detto è per sempre e i cristiani sono chiamati ad attuarlo con eroismo. Nonostante tutto.



Gabriele
Milano , aprile 13, 2008 11:34

Non penso comunque che Stirner fosse un'anarco-capitalista (un libertarian insomma). "l'Egoismo" Stirneriano ha poco o nulla a che vedere con le attuali teorie "neo-liberiste" o dei fautori del cosiddetto "anarco-capitalismo". "Nella concorrenza certamente ciascuno è solo. Ma quando forse un giorno la concorrenza scomparirà, perché si riconoscerà che l'azione comune è più profittevole dell'isolamento, non accadrà allora che ognuno sarà ugualmente egoista e alla ricerca del proprio utile?" Secondo Stirner colui che non pensa ad altro che a sé è "un uomo che non conosce e non sa apprezzare nessuna delle gioie provenienti dall'interesse e dalla stima che si ha per gli altri". Stirner ha poi precisato che la sua polemica non è verso l'amore o l'altruismo ma verso "l'amore santo, non al pensiero, ma al pensiero santo, non è contro i socialisti, ma verso i socialisti santi". Esclude poi categoricamente ogni forma di dipendenza e schiavitù che nulla hanno a che vedere con la sua associazione degli egoisti. "Sono forse realmente degli egoisti coloro che sono associati in un organismo in cui uno è schiavo o servo di un altro? [...] Gli schiavi non hanno ricercato questa società per egoismo, ma essi sono nel loro cuore egoista contro queste «belle associazioni»". Queste non sono "associazioni di egoisti, ma società religiose, comunità tenute in sano rispetto del diritto e della legge".
Non penso poi (come sosteneva Nietzsche) che la religione sia scomparsa dal mondo. Le religioni secolari sono scomparse (o stanno scomparendo) per essere rimpiazzate da religioni molto più bigotte tipo la Religione dell'Io, la Religione del Denaro, la Religione della Felicità, la Religione della Felicità, la Religione della Ragione, la Religione del Mercato (che trova sempre molti adepti sopratttutto fra gli ex "comunisti" pentiti: Giuliano Ferrara, Fernado Adornato, Gad Lerner, Adriano Sofri ecc...), la Religione del Senso di Colpa Eterno degli Europei per l'Olocausto.

Comunque bell'articolo...



Sergio
Sassari , aprile 13, 2008 11:50

Sono un divorziato, non mi ero accorto di aver aderito alla filosofia di Stirner.
Piuttosto pensavo di aver sposato la persona sbagliata (inesperienza giovanile, errare è umano) e ho creduto bene di perdonarmi per l'errore fatto, e mettervi rimedio.
Ora convivo da otto anni, ho una bella figlia di sei, e francamente -pur con la stima che nutro verso il dottor Blondet- non mi va di essere paragonato ad un automobilista ubriaco che uccide un innocente passante.
Scusate il disturbo e buon proseguimento!



Marco
Milano , aprile 13, 2008 12:07

Articolo molto interessante, come sempre quando lei Blondet si cimenta col Mysterium Iniquitatis.
Solo un'osservazione: lei dice - Max Stirner (1806-1856) fu il primo apostolo della «libertà individuale» senza limiti - ma non ha forse avuto un precursore pochi anni prima nel marchese De Sade ?
Infine le volevo, se mi permette, dare un suggerimento: proprio per questa sua acutezza nel descrivere il mistero di inquità lei dovrebbe rimanere radicato nell'amore di Dio, in particolare in alcune manifestazioni che in questi tempi tale Amore ha avuto. Penso a Padre Pio e ai suoi scritti, a Santa Faustina Kovalska e al suo diario della Divina Misericordia, solo per citarne due fra i molti.

P.S.: a proposito di coincidenze, questa mattina appena prima di connettermi a questo sito e leggere il suo articolo su Stirner - che ovviamente ancora non sapevo fosse stato messo online - ho aperto il programma di posta elettronica per leggere i nuovi messaggi. Uno di questi era un messaggio che mi arriva quotidianamente dal sito francese Un minute avec Marie. Tale messaggio riportava le preghiere di intercessione insegnate dall'angelo ai tre veggenti di Fatima prima che cominciassero le apparizioni della Vergine. Insomma, il rimedio prima del male da lei acutamente descritto !



Andrea
Milano , aprile 13, 2008 12:09

Caro Direttore, consòlati.

Tutto quanto andava farneticando il piccolo-borghese ribelle Stirner nel 1840, e che oggi vediamo incarnato dalla "dissocietà" contemporanea, come giustamente la chiami, sta per finire.

Perchè?

Perchè può esistere solo a condizione che vi siano abbondanza di energia a basso prezzo, e quindi di beni e merci a basso prezzo, distribuite su larga scala a chiunque, costantemente, in modo scontato.

Le epoche di ristrettezze, di carestia, di epidemia sono anche, nonostante gli inevitabili episodi di sopraffazione e di violenza, epoche maggiormente morali.

Dato che la cuccagna sta per finire, con l'esaurimento dei combustibili fossili e l'impossibilità delle rinnovabili di sostituirli in intensità e qualità energetica, vedrai che anche queste ripugnanti derive dell'animo umano (di un tipo umano regredito, a causa dell'aver la pancia troppo piena) svaniranno all'istante.

I nipoti dei tuoi Selvaggi col telefonino avranno freddo, fame, un'aspettativa di vita dimezzata, e forse per questo saranno resi più maturi, più saggi, più morali, e capaci di sacrificio, elevazione, vita spirituale.

Il sistema già scricchiola, nella prossima decade vedremo la cività contemporanea svoltare ed imboccare la curva discendente della sua parabola termodinamica, accelerando nella caduta e decimando inevitabilmente la maggior parte di noi.

Tempo il 2030, sarà tutto finito: occorre ancora un poco di pazienza.



Orfanello
Roma , aprile 13, 2008 12:43

Dalle mie letture giovanili di Stirner ricordo di aver avuto una stana impressione, come se nell'Unico vi fossero due chiavi di lettura, l'una esplicitata (e da Lei così ben esposta) ed un'altra, più umana e per questo paradossale: un grido di dolore emanante da un uomo che già presentiva il disfacimento dei costumi, della società, della tradizione e della religione comune; si rivoltava nella melma e gridava contro Dio e gli uomini, ma nel profondo dell'anima e della coscienza era semplicemente un essere atterrito, che anelava alla visione del Supremo.


enne
somewhere in italy , aprile 13, 2008 13:24

Mi dispiace, ma credo che questa volta il Dott. Blondet abbia "toppato"... Stirner non ha mai predicato la sopraffazione, ne la mancanza di regole, tant´e´che fu´citato qualche volta persino da mussolini.
Stirner propugnava anche "l´unione degli egoisti", nella quale ognuno e´garante dei propri diritti, e francamente e´l´unico sistema per approdare a qualcosa, non si puo´pretendere giustizia da contoterzisti come polizia, carabinieri e quant´altro. che interesse hanno costoro a difendere i nostri diritti ? Nessuno, l´unico loro interesse e´servire i governanti che provvedono ai loro lauti stipendi. I comportamenti ai quali assistiamo oggi non sono causati dalla lettura di certi filosofi, ma dall´essere diventata l´italia (per interesse di qualcuno) una tribu´del borneo.
Saluti.



TeneT
... , aprile 13, 2008 13:31

Direi che il peggio c'è sempre stato. Non saprei come giudicare l'immane eccidio di musulmani, cristiani ed ebrei nel 1099 a Gerusalemme o il malcostume nelle corti papali del medioevo e del rinascimento, l'ingiustizia elevata a vessillo in ogni ambito della vita negli anni precedenti l'Illuminismo e nei mostri politici nati dopo. Fino a pochi anni fa era un privilegio essere alfabetizzati e in tempi precedenti possedere un mantello, indumento così prezioso che si lasciava per testamento ai propi figli. Dov'era la giustizia a quel tempo? Nello stesso luogo dove si trova adesso: nell'utopia in senso etimologico (ou tòpos). La giustizia è un concetto assoluto che non può essere calata nel relativo senza venirne inquinata. Questo naturalmente non deve suonare come una giustificazione per i mascalzoni e i prepotenti che la deformano secondo la loro convenienza e ne fanno uno strumento di potere. Il vero problema sta prorio in questo ultimo concetto: il potere. E' questo che deve essere spazzato via dalla Terra: il potere, la pretesa di un uomo di costringere l'altro ad adeguarsi alla propria volontà in virtù di una "legge" imposta con la forza: è qui che dovrà invece trionfare l'anarchia. Anarchia in senso positivo, intesa non come arbitrio, ma come raggiungimento di una superiore consapevolezza, ancora impossibile, per un problema di evoluzione interiore. Oggi inorridiremmo se ci venisse proposto di trascorrere il nostro tempo libero assistendo a una mattanza di gladiatori, ma questo era normale fino a 1500 anni fa, appena quarantacinque generazioni da noi! Allo stesso modo nel XIX secolo le famiglie accompagnavano i propri figli, per fini educativi, ad essistere alle esecuzioni messe in scena da Mastro Titta, che ammazzava i condannati nella pubblica piazza impiccandoli e poi squartandoli con chirurgica precisione, appendendo infine gli arti e la testa alle porte della città, in bella vista. Come verrebbe giudicato un evento di questi tipo, oggi, ad appena centocinquanta anni di distanza (5-6 generazioni)? Forse allo stesso modo in cui verranno giudicati i nostri comportamenti dai pronipoti del 2200. Diranno: "pensate a quel tempo si faceva ancora la guerra!" oppure:"sostenevano che abortire fosse un atto di libertà e non di morte". E poi:"I pacifisti erano gli stessi che chiedevano l'abolizione della pena di morte, ma sostenevano il diritto all'aborto e all'eutanasia!"
Siamo vicini alla fine del mondo? Non credo, perché i nostri antenati lo sono stati più di noi. Quello che ritengo importante è invece il coraggio di sostenere le proprie idee e di amare il prossimo, com'è già stato detto da Nostro Signore e non aspettare che Egli torni una seconda volta a mettere a posto le cose. Ciò che è stato detto è per sempre e i cristiani sono chiamati ad attuarlo con eroismo. Nonostante tutto.

Repetita iuvant.



alberto
pisa , aprile 13, 2008 15:00

ancora un altro ottimo articolo, su un importante filosofo come Stirner.
Certo il male è sempre esistito ma ci sono epoche in cui si fa più sentire la sua azione e oggi viviamo un'epoca simile. Certo bisogna anche considerare l'enfasi dei media e l'azione veramente sì diabolica dei mezzi di informazione che mirano ad attarre la parte più pruriginosa e morbosa dell'anima. Ma i direttori dei media sono così stupidi da non capire la loro enorme responsabilità e a dimenticare che Dio vede tutto?
Ispirati anche i commenti degli utenti: le armi spirituali non mancano: esercizi spirituali, in particolare quelli ignaziani che condensano un pò tutto: preghiera, meditazione, sacramenti, esame di coscienza, etc


















Rodolfo
Mestre , aprile 13, 2008 15:24

L'uomo ha spostato l'invisibile linea che Dio aveva posto per dividere cio che è vitale da ciò che è mortale.
Uccidere è mortale eppure.......
Procreare è vitale eppure.......
Avvelenare l'ambiente è mortale eppure.....
Rispettare l'ambiente come il prossimo è vitale eppure.....
L'uomo continua a spostare questa linea di continuo, a suo piacere.
Ormai non ci si capisce più nulla, è diventato un calderone.
Certe cose le ha spostate di quà, altre di là.
Eppure dentro le nostre coscienze questa linea è ben marcata, basterebbe tenerne conto.



silvia
bologna , aprile 13, 2008 15:47

Oggi altri investiti,se fai yogging ti mettono sotto,se attraversi,se aspetti l'autobus,insomma di persone senza coscienza ultimamente ce ne sono molte.Allora se una donna si ritrova con un bullo travestito da pecorella,deve per forza dividersi,altrimenti,se ha dei figli,crea altri bulli,che saranno peggiori dei genitori.Ecco,magari se finisce un matrimonio,perchè sbagliato,io penso,come ventenne,che si debba chiudere tutto li,non allargare la famiglia.Vivere una vita di castità,perchè Dio accetta il perdono,ma non è che perdonando incoraggia a sbagliare ancora.Comunque in questa moda di investire le persone io noto qualcosa di "nascosto",non casuale,non tanto stinneriano,di peggio.Ieri sera ho ascoltato la notizia di una bomba alla moschea iraniana:mi è dispiaciuto molto,il terrorismo si stà specializzando in maniera ignobile.I luoghi di culto non si possono icenerire,se si è arrivati a questo stadio,allora la civiltà non esiste più.Io non sono contraria alle costruzioni di moschee sul territorio,sono contraria alla costruzioni di muri ghettizzanti,di quartieri dormitorio,di torri mostruose.


michele
rn , aprile 13, 2008 17:28

Tolto Dio e di conseguenza il katechon... il regno che l'uomo è in grado di costruire è un regno di morte, di non-senso, di nulla, verso cui felicemente ubriachi stiamo andando.

Una piccola nota: il "più società meno stato" di Formigoni io l'ho inteso come richiesta che lo stato e le sue leggi non diventino un ostacolo al privato nel momento in cui la sua opera costituisce servizio pubblico aperto a tutti: ad esempio il servizio di suole e asili privati, che gravano sulle famiglie ce n usufruiscono pur costituendo servizio pubblico. Lo stato deve appoggiare, allungare la mano ed incentivare quelle espressioni di socialità che sono nell'interesse della persona. O sbaglio?



Lorenzo Terzi
Napoli , aprile 13, 2008 18:30

Sarebbero stirneriani "i napoletani nella rumenta fino al collo"?
"Rumenta" è un padanismo, caro Blondet. Le dispiacerebbe usare termini dell'italiano standard? Pazienti almeno finché Calderoli non vi avrà reso tutti "fratelli su libero suol" dalle Marche in sopra. Dopodiché, usi pure il lessico a suo piacimento.
Potrebbe usarmi un'altra cortesia? Nell'elenco degli stirneriani, magari subito dopo "i napoletani nella rumenta fino al collo", faccia seguire quei civilissmi suoi concittadini che si accordano con la camorra per imbottire di liquami tossici il sottosuolo della Campania.
Lo so, lei mi inviterà a "distinguere" tra rumenta e rumenta; lo ha già fatto in passato. Ma cosa vuole: è sempre facile rinfacciare agli altri le loro corna; più difficile è ammettere le proprie.
Un'ultima cosa: so che lei odia i consigli, soprattutto non richiesti (l'ho letto in "Gli Adelphi della dissoluzione", mi pare). Allora consideri quello che le dirò come una "correzione fraterna". Lei è un giornalista di valore, ma non si faccia prendere dal complesso di "Giovanni il Battista". Le "voces in deserto clamantes" sono altre; noi comuni mortali possiamo soltanto, magari, scrivere qualche bell'articolo. S'intende: sempre che la "padanità" non ci induca a usare regionalismi e a mancare di onestà intellettuale.



antonio
... , aprile 13, 2008 18:59

Da omosessuale, non per scelta (come non lo e' nessuno), mi sento profondamente offeso dalle idee intolleranti e violente di chi, coprendosi sotto un'aura di religiosita', si permette di alimentare gli stessi pregiudizi che condussero i nazisti a bruciare vivi coloro che avevano un diverso orientamento sessuale.
Il cristianesimo è tutta altra cosa:
lei è solo un clerico-fascista che vede le sue idee sepolte dalla storia, e che per questo odia il mondo.



idamo
bari , aprile 13, 2008 19:52

Cosa alquanto singolare,Direttore,deve sapere che due anni fa,dopo una estate passata in compagnia di ventenni,osservandone i comportamenti,le abitudini e la psicologia,giunsi alla conclusione che essi sono inconsapevoli figli di Stirner.Consiglio a Lei e ai suoi lettori di dare una sbirciatina a "La rovina di Kasch" di Roberto Calasso nel capitolo sul "barbaro artificiale" dedicato proprio a Stirner.Riporto fedelmente un estratto:"Più ancora che da Marx,da Freud e da Nietzsche,il mondo di oggi discende,senza saperlo,da Stirner(..)Perchè nasca Stirner deve esistere la Grande Città.L'egoista di Stirner è lo sradicato che per la prima volta si riconosce come tale.Gira per la città come un perfetto estraneo a tutto e a tutti.Le parole che invadono la sua mente,i desideri che lo assalgono-tutto è per lui cosa da usare o da gettare,suo è soltanto il gesto del prendere o dell'allontanare da sè.E' l'uomo del sottosuolo che saccheggia la metafisica."



nube
roma , aprile 13, 2008 22:11

interessante articolo.
specialmente cercando tra le righe,quello che ancora non ho capito del tutto.
cioè che mondo piacerebbe a blondet:)
di solito concordo con quanto scrive al 90%
ma quì non vedo perchè a un certo punto forzare la mano mettendo nello stesso calderone:divorzio,aborto,omosessualità,droga,
omicidio colposo.
capisco lei sia cattolico..ma mi pare palesemente forzato come esempio,
dato che l'articolo già conduceva bene
alle conclusioni necessarie.
per il resto sono d'accordo, ma non credo che
il mondo cattolico sia l'unica risposta al
detrimento dei comportamenti sociali,
o meglio è la china deresponsabilizzante ,che in tacita complicità
col 'tengo famiglia' oggi declinata è vero col'tengo al mio ego' usato come alibi per la propria codardia,o paura,e al nocciolo incapacità di confrontarsi con la morte,
che porta a non avere altro significato che se stessi,solo quando ci tocca da vicino la comprendiamo.
questa deregulation di comprendonio è un problema.
un commento citava mastro titta,
non credo che i bambini costretti ad assistere all'esecuzione, una volta grandi sarebbero corsi in giro a tagliare teste.
quella era morte vera non virtuale,
quella era una regola non scritta a quei tempi.
a me sono bastati da bambino i racconti di guerra di mio nonno e mio padre senza omissioni.
oggi lo schermo racconta una morte senza contenuto,il testimone non può passare senza pathos.
la chiesa è una risposta? è un aldilà che potrebbe fornire un argine a questa paura?
ha funzionato per secoli.
a mio modesto parere non potrebbe oggi,
non del tutto almeno,se non riprogrammando
l'educazione delle prossime generazioni.
io non credo nell'aldilà ,ma questo non mi impedisce di pensare a una
società con regole e responsabiltà.



blondet
vt , aprile 13, 2008 22:39

a Terzi: la parola "rumenta" non è un padanismo, ma un ligurismo (si usa a Genova per monnezza). E poi sì, si può essere stirneriani senza saperlo, e lo si vede da alcune lettere: il divorziato, l'omosex, il napoletano che legge in un pezzo quello che non c'è...hanno in comune lo stesso atteggiamento: va' bene criticare gli altri, ma non il mio caso particolare, perchè io sono giustificato, io sono "Unico".
su Sade: è evidentemente il precursore. nel suo saggio "Francesi ancora uno sforzo se volete essere repubblicani", ragionava così; benem avete ghigliottinato il re per diritto divino; dunque avete gligliottinato Dio in quanto fondatore del diritto. Dunque, da questo momento, non potete più vietare i delitti e censurare gli istinti malvagi...la vera repubblica è la libertà di crimine.
Al caro Murmelstein, infine: il nazismo, come il comunismo, furono prodotti di un'umanità che ancora poteva fare una "rivoluzione", considerarsi la rotella di un progetto, per quanto folle. oggi, stirneriani senza saperlo, non siamo più disponibili per alcuna rivoluzione; ma per il crimine, per le violenze da stadio, per gli stupri di massa, per le feste rave, per le occupazioni di binari, per quelle c'è molta gente disponibile.



ciccio
milano , aprile 14, 2008 05:17

BLONDET CANDIDATO ALLE PROSSIME ELEZIONI EUROPEE!!!!!!!!!

RIUSCIAMO A ORGANIZZARCI ??

BLONDET DICA QUALCOSA!!!!



giovanni
biassono , aprile 14, 2008 08:25


va bene tutto ma adesso mi sembra di esagerare un po', cosa c'entrano gli investitori i ladri e i delinquenti con i gay?
dobbiamo bruciare le streghe come nel medioevo per colpa della chiesa?
Mi spiace Blondet, sono stato d'accordo con Lei su molti argomenti ma qui deve riconoscere di aver sbagliato.



uno stirneriano
... , aprile 14, 2008 08:45

Stirner esaltava l'uomo libero, lei, Blondet, esalta l'uomo schiavo di un feticcio; questo il mio parere, poi ognuno è libero di scrivere e pensare come gli pare, ognuno è libero di essere schiavo, come disse lo stesso Stirner.


claudia
bologna , aprile 14, 2008 09:43

ma il signor Blondet secondo me è omofobo!


Giovanni
Roma , aprile 14, 2008 10:49

Esemplare articolo. Se qualche "educatore" ante '68 avesse letto qualche pagina dello Stirner e, sopratutto, avesse avvertito il pericolo di certe, interessate "circolari" togliattiane, forse oggi non saremmo qui a discettare d'analfabetismo di ritorno, d'imbarbarimento dei costumi, della profonda maleducazione che permea di se la moderna società. In fondo, a ben vedere, l'unico stirneriano è uno scimmiotto che ballonzola sui marciapiedi delle metropoli, senza contezza di se, senza passato nè futuro, con la sola pretesa di soddisfare il proprio basso istinto, giustificato dalla progressiva morte di Dio. E non c'è da stupirsi se i "diversi" si sentano piccati dall'articolo di Blondet:essi sono l'esempio lampante, quando manifestano per il diritto alla trasparenza ed alla libertà d'agire "coram populo", della stirneriana...strafottenza.


Alberto
Alessandria , aprile 14, 2008 11:25

Mi ricorda la follia individualista di Scientolology.


Riccardo
Aosta , aprile 14, 2008 11:29

Già, il problema è tutto qua, cari co-lettori. Il mondo va a puttane, ma ciò che conta è stabilire se Blondet sia o meno omofobo. Qui si gioca la Partita Decisiva. Il Direttore andrà ri-educato e obbligato a camminare per strada flagellandosi avvolto in una bandiera arcobaleno. E ovviamente non potrà più scrivere, da quel cattivone che è.


Viandante
Ovunque , aprile 14, 2008 11:43

Caro Direttore, è difficile parlare di paradossi e sociologia, in un paese dominato dall'odio, dalla paura. Se nota molti degli interventi sono diretti da un "io" particolarista, che crede che il proprio "unico" sia più "unico" degli altri "unici". Esmpio: bell'articolo ma no, i froci no. Omofobo! Bell'articolo, ma i divorziati no, Fascista! Bell'articolo, ma il mio suv in tripla fila (acceso, ovviamente) no, CLerico! Qui la secessione è direttamente nella mente di ognuno di noi (anzi, va là, voi e non se ne parli più!) Dimenticavo anche l'orgolglio meridionale, rumenta no! E' Padano! Padano? Genovese doc, tanto da meritarsi una siglettina del gabibbo, che per inciso vuol dire TERRONE in genovese, già ma è tanto vcarino e rosso...lui va bene! Direttore sono in pieno accordo con quanto scrive, ma, lei, quale rimedio consiglierebbe? ovvero come si riesce a vivere in una comunità, e non da Unici nella società dell'individuo?
Con molta Stima A.M.



Samuele
Amburgo , aprile 14, 2008 13:07

Cari co-lettori,
mi trovo assolutamente d´accordo con quanto scrive Viandante: il problema non è il paragone tra tutti gli esempi citati dal direttore. È chiaro che un divorziato o un omosessuale non stanno sullo stesso piano di colpa( civile e penale) di un assassino col suv. Ma è la base ideologica che è la stessa: io faccio quello che mi pare. Da lí nasce evidentemente tutto, perchè se io sono legittimato a fare tutto ciò che sta nella mia volontà allora tutti gli esempi vengono di conseguenza. E non è un problema di religione: è un problema di ideale, ovvero qual´è il sensod ella mia vita, per cosa vivo. Il problema è la mancanza di una risposta, nel mondo di oggi. Anzi no, la risposta è devastante: il senso della mia vita sono io stesso con i miei desideri.
Cordiali saluti



Teseo
Roma , aprile 14, 2008 13:20

Non entro nel merito dell'articolo, ne condivido lo spirito e il pessimismo.
Ma perfavore Blondet, la smetta con le imprecisioni. Danno una ingiusta patina di superficialità a idee giuste.

Lei dice: "Bulletti che angariano coetanei e li buttano sotto un camion".
Non è vero. Le cose non si sono svolte così.
Questa immagine è completamente falsa.
Si è trattato di un banale e tragico incidente. O forse la gioventù da lei vagheggiata non urla, non si azzuffa e magari neppure gioca mai?

Vedere il male dove non c'è forse è peggio che ignorarlo del tutto.
Lei condanna subito il padre di Gravina che la "giustizia" tiene in carcere non si sa per quale reato.
Lei condanna i tifosi violenti ma non i poliziotti che su di loro fanno il tiro a segno in autostrada.
Insomma, se vogliamo essere severi siamolo coerentemente con tutti. Non risparmiamo i carabinieri che intimidiscono e angariano per ottenere una confessione. Ah già, dimenticavo, lei ha un debole per le forze dell'ordine. Ma di "questo" ordine ?!

La missione di verità che Gesù ci ha insegnato deve tener conto anche dei particolari.
Perché la verità o è tutta o non è.

Non si può indulgere alla verosimiglianza perché rafforza un discorso.



Teseo
... , aprile 14, 2008 13:32

Ma dopo questa tirata d'orecchi, non posso (sempre per amore di verità) ignorare le baggianate penose di qualche commento sovrastante.
Il massimo mi sembra raggiunto da antonio "omosessuale non per scelta" dice, e aggiunge dandoci un insegnamento apodittico "come non lo e' nessuno".

Antonio si sente offeso e siccome è un irreprensibile cristiano entra nel merito della religiosità di Blondet e del cristianesimo in generale. Che sia un prete, il nostro Antonio?

E poi giù con i luoghi comuni, dai nazisti che bruciavano i finocchi (ma non erano i protestanti del seicento?) al clericofascismo.
Impagabile il finale: le idee sepolte dalla storia e l'odio per il mondo.

Caro Antonio, mi sembra che sia tu sepolto dalla tua scemenza.
Nulla da dire sulla tua finocchiaggine, i finocchi ci sono sempre stati e probabilmente in passato erano meno problematici e più contenti, avevano meno orgoglio e si facevano di più i ca... loro senza rompere i coglioni a chi finocchio non è e non vuole essere.



Valerio
Trento , aprile 14, 2008 13:36

Stimo Blondet, ma non apprezzo questi articoli in cui parte da critiche, magari condivisibili, e arriva a fare a pezzi tutto ciò che non è ispirato dal cattolicesimo e non è dogma di fede. Da notare i salti logici con i quali passa dall'assassino al travestito, che come unico tratto in comune avrebbero quello del proprio Io voluttuario, ma restano profondamente diversi per l'impatto sulla vita altrui e la società.
Tornando all'Io che vuole tutto, irrazionale, crudele, anche lei Blondet ne ha uno: ha appena scritto questo articolo. Al suo Io incoerente lei è abituato e lo passa come se fosse un metro per gli altri.
Aspetterò che il suo Io torni letargico. Con stima



as
sardegna , aprile 14, 2008 13:54

"più società meno Stato"???
magari!
io questa fase liberista evidentemente me la sono persa, se dal 2000 al 2007 la spesa pubblica è aumentata di 6 punti percentuali, fino al 50,5 (dati istat e banca d'italia)
ergo:
meno società (impoverita dalla rapina fiscale della sinistra) e più stato



manno
italia , aprile 14, 2008 18:49

perdonate la mia ignoranza; di Stirner nonne sapevo acora.
da quel che mi dite e da quel poco che ho appreso finora mi pare che egli proponeva una anarchia individualista portata all'estremo: una anarchia basata su un egoismo incondizionato.

ma c'è un assurdo in questa idea di Stirner; un assurdo che lui stesso ha visto

un uomo che vive da solo(un Tarzan) non lo si potrebbe mai appellare egoista.
fa solo sorridere immaginare Tarzan che piazza quattro paletti nella foresta e dice
"come rappresentante di me stesso, grazie all'autorità che io mi concedo, sottopongo queste terre al mio legittimo dominio"
l'egoismo di un individuo può esistere solo se relazionato ad altri membri di una società.
allora mi domando: può nascere una società fondata su uno spiccato incondizionato individualismo?
è difficile da immaginare
ma direi proprio no.
una comunità semplice non ha bisogno di gran egoismo circa come non ne abbisogna un Tarzan; e quel poco sarebbe limitato da fattori naturali: non rubo la cosa altrui se no mi ammazzano; non ci provo ad ammazzarlo che magari mi va male; non mi comporto stupidamente che va a danno di tutti e a me per primo;

allora mi domando:
quando nasce l'esigenza di un "gran egoismo"?
la risposta mi sembra semplice
proprio in una società complessa...una società di alienati,
di ricchi che non sanno che la ricchezza gli viene dal lavoro dei poveri, di poveri che non sanno di lavorare per il benessere dei ricchi, di lavoratori che non sanno di lavorare l'uno per l'altro, di cittadini che sanno di non avere peso politico, di politici che non sanno di rappresentare dei cittadini, blabla

in ultimo mi domando:
che succederebbe se con una magia cambiassimo il nostro attuale governo con una forma tipo una "anarchia individualista egoistica"?
non molto in realtà!
ma da alienati quali siamo
non saprei se dare all'umanità 3 giorni o un mese di sopravvivenza

così direi che la nostra società è il limite applicabile della teoria di Stirner

...



stirner 2
roma , aprile 14, 2008 20:01

Il messaggio idividualista di Stirner è rivolto agli individui,e non alle masse (strumenti del potere), dalle quali si è sempre separato. "Diventa cio' che sei", significa non essere uno schiavo per rappresentare un altro, una religione, uno stato di privilegiati, una società che sempre piu' sentiamo estranea. La stessa che ha sempre esercitato sugli individui ( e non solo ) il potere con la violenza. "Non avrai altro giudice che te stesso!" . Anche per questo Stirner è stato fatto morire di fame!


giovanni
biassono , aprile 15, 2008 08:15

ottimo, valerio da trento


Luigi
Chieti , aprile 15, 2008 13:01

Per enne:

si, è vero Stirner predicava l'"unione degli egoisti". Ma era idea più vecchia di lui. Si chiama "contrattualismo sociale". Era già stata la filosofia di Machiavelli, Bodin, Hobbes, Locke, Rousseau ed altri prima e dopo di Stirner, fino agli odierni anarcoliberisti con le loro "privatopie". La convivenza altro non sarebbe che un enorme contratto tra individui assoluti per regolare nel reciproco egoistico interesse le scambievoli utilità. E' idea fondata su una antropologia negativa che nasce in ambito teologico con Lutero. Non ci si faccia ingannare dal fatto che il contrattualismo fu idea anche di Rousseau: per quest'ultimo la "bontà" è nativamente "selvaggia" ossia preda di istinti, come appunto l'Unico di Stirner, e solo gli "educatori", l'èlite rivoluzionaria iniziata nelle logge, può educare l'umanità attraverso la sollecitazione di quegli istinti verso un servizio imposto ai cittadini dalla società nell'interesse della volontà generale, ossia dell'èlite rivoluzionaria, senza che i cittadini, per l'appunto appositamente educati, se ne rendano conto. Oltre all'antropologia negativa alla base del contrattualismo vi è anche il prometeismo ("Io sono Dio a me stesso") che fu sistemato filosoficamente da Cartesio e che fa dell'Io il creatore del mondo ("cogito ergo sum significa che il reale coincide con l'idea soggettiva che l'individuo pensante ha o si fa di esso: in Cartesio ci sono già tutto Kant, Fichte ed Hegel. Dopo Cartesio non esiste più possibilità di affermare, come nella sana filosofia realista di san Tommaso d'Aquino, l'oggettività del mondo come altro dal soggetto conoscente né l'obiettività delle nozioni di bene e male). Per la strada del contrattualismo sociale e del prometeismo idealistico si perviene all'altro hegeliano di sinistra ossia Marx, che non era affatto né statalista né collettivista. Marx vuole liberare l'uomo da Dio ma anche dallo Stato, perché feuerbachianamente sovrastrutture. La dittatura del proletariato sarà solo una fase transitoria per giungere alla società comunista compiuta, ovvero all'autogestione spontanea che regolarerà, perequativamente senza più dominio di classe, i reciproci egoistici interessi. La società comunista perfetta è nel pensiero di Marx quella che avrebbe dovuto funzionare senza più Autorità alla maniera con cui si chiude Das Kapital: "da ciascuno secondo le proprie capacità, a ciascuno secondo i propri bisogni". Marx è molto più vicino a Bakunin di quanto comunemente si pensi. Il pensiero marxiano è l'altra faccia di quello di Adam Smith, cui del resto il giovane Karl si ispirò. Infatti, che altro è, se non l'"unione degli egoisti" propugnata da Stirner o la "società perfettamente autogestita" propugnata da Marx e Bakunin, l'idea smithiana della "esoterica" mano invisibile del mercato che tutto regola da sé e che finisce per apportare, senza leggi sovrastrutturate, ossia senza Stato o Autorità, il benessere generale, la felicità pubblica facendola derivare dalla concorrenza degli egoismi privati, la pace mondiale conseguente all'abbattimento dei protezionismi di Stato? E' l'utopia di tutti coloro che credono che le cose si regolano da sè (non a caso oggi siamo ossessionati dagli ipocriti codici di auto-regolamentazione). Tutti questi utopisti invocano non solo la morte di Dio ma anche quella dello Stato nella prospettiva di realizzare il perfetto regno dell'Umanità. Ed infatti il vero sogno di Marx, un mondo senza Dio e senza Stato, lo sta realizzando, caduta l'Unione Sovietica, l'Occidente liberale. Ma tolto Dio e tolto lo Stato il loro posto viene preso da regimi ideocratici e totalitari, dal mercato globale, dalle organizzazioni multi e transnazionali della globalizzazione, dalle banche centrali. Pura eterogenesi dei fini. Ora, coloro che non hanno il cuore chiuso alla Rivelazione Divina sanno chi si agita dietro tutto questo: non complotti di congreghe segrete di uomini incappucciati a cospirare per il dominio del mondo ma molto di più ossia colui che in illo tempore gridò "non serviam" e sibilò nelle orecchie dei progenitori la suadente, abissale, a suo modo affascinante (ma di un fascino inquietante), voluttuosa tentazione: "Eritis sicut Dei", sarete come Dio. Quel sibilo non si è mai spento nel corso della storia e quella tentazione è stata la costante, perenne, triste compagna dell'umanità nel suo cammino. Ed oggi, venuto meno o perlomeno indebolito il Katechon, è più forte che mai. Ma non avrà, anche questo è stato promesso, l'ultima parola.

Luigi Copertino



Lorenzo Terzi
Napoli , aprile 15, 2008 14:25

Caro Blondet,
vogliamo giocare al "piccolo lessicografo"? Va bene, la servo subito.
Si sbaglia: "rumenta" non è un ligurismo. Il "Dizionario Etimologico Italiano" di Carlo Battisti e Giovanni Alessio, alla voce "romenta", specifica trattarsi di un sostantivo attestato a partire dal XIII secolo nel dialetto lombardo, padano, piemontese, ligure, emiliano e addirittura engadinese. Il suo significato è, appunto, quello di "spazzatura, pula", da cui deriva anche "romentario", ovvero "mucchio di spazzatura", attestato a Milano nel 1346.
Manlio Cortellazzo e Carla Marcato, ne "I dialetti italiani. Dizionario etimologico", riportano, alla voce "rumenta": "sf. (piemontese meridionale; ligure: e di qui passata in tutta la circostante area orientale; lombardo; toscano, isola del Giglio: «roménto», ed anche in corso e in sardo antico). 'Spazzatura'. Dal latino «ramenta» 'raschiatura, truciolo, scheggia, particella', dal verbo «radere»". Da parte sua, il Du Cange nel "Glossarium mediae et infimae latinitatis" spiega: "RUMENTA, fem. gen. Purgamenta", riportando un esempio tratto dagli "Statuta Placentiae" (lib. 4, fol. 45 recto): "Nemini liceat projicere aquam vel rumentas vel pulverem vel aliud turpe in civitate vel suburbis a balcono vel fenestra".
Si tratta, quindi, non di un "ligurismo", ma - come sintetizza Salvatore Battaglia nel "Grande dizionario della lingua italiana" - di una "voce di area settentrionale".
Contento?
Pedanterie a parte, ciò che trovo sinceramente spiacevole è che Blondet avalli, con l'autorità del suo giornale on line, delle generalizzazioni indiscriminate, nemiche del vero. Rimango basito da come lei, che pure quotidianamente insegna a non fidarsi dell'informazione "ufficiale", si faccia condurre dal pregiudizio e dal partito preso a parlare di "Sud che affonda nella sua rumenta" o di "Napoletani con la rumenta fino al collo", replicando acriticamente quanto la stampa e i giornali hanno interesse a far credere.
Queste espressioni generiche - oltre a essere false - non servono a nulla e a nessuno e alimentano episodi di bullismo, essi sì "stirneriani", come quello che ha avuto quale vittima un ragazzino di otto anni, di origine napoletana, che è stato costretto a ritirarsi dalla scuola perché i suoi compagni lo chiamavano "monnezza".
Se si vuol capire qualcosa dell'emergenza rifiuti, non si deve fare neppure un grande sforzo: basta consultare un libro documentato come "Monnezzopoli", di Paolo Chiariello. Nelle sue pagine sono elencati i nomi e i cognomi dei responsabili di questa sordida storia, così come emergono da dati oggettivi, fonti legislative e verbali giudiziari. Forse lei comprenderebbe una buona volta, leggendolo, che i cittadini di Pianura magari porteranno avanti delle proteste discutibili, ma non sono responsabili della crisi-immondizia, come i TG e i giornali hanno suggerito, mentendo biecamente.
Certe sparate le lasci a Borghezio o allo spregevole Feltri (il Goebbels bergamasco fasciato nel Principe di Galles). In un uomo della sua intelligenza e della sua cultura sono francamente intollerabili.
E non dico ciò, come sostiene qualcuno dei suoi lettori, evidentemente un po' a corto di materia grigia, per "orgoglio meridionale", ma per puro amore di verità.



Danilo Fabbroni
... , aprile 18, 2008 11:45

Non è nella speciosità, nel particolarismo accecato ed accecante, che la discussione e la riflessione sull'uso di Stirner può portar a buon fine. Altrimenti si è esseri Unici stirneriani aol 100%. Il fatto che Stirner sia stato strombazzato così da Adelphi la dice lunga sulla valenza negativa delle sue idee. Tutto il resto è rumore di fondo per chi non coglie l'essenziale.
Saluti
Danilo



Alessandro
... , aprile 25, 2008 01:28

Non credo che Stirner vedrebbe nella nostra una società di Unici. Pensare che la maggior parte della gente sia "stirneriana" probabilmente lo farebbe impallidire e rigettare all'istante. No no,non sarebbe per nulla soddisfatto dall'occidente di inizio XXI secolo.


Hystaspes
L'Aquila , maggio 27, 2008 21:29

Caro Blondet, lei è uno che la sa lunga, ma lasci che le dica una cosa...di Stirner non ha capito proprio nulla.
Tuttavia, se può esserle di consolazione, le assicuro che non è affatto "l'Unico".




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