
L’agricoltura,
bene primario, è un dono. Qualcuno, alla base dell’economia, regala le cose:
ciò davvero fa rabbia agli usurai. Il modo ultimo, finale e definitivo, per
finanziarizzare l’agricoltura, è
provocare la scarsità. Allora ciò che nasce gratis ha finalmente un
«valore» quotato.
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E’ la finanza che ci vuole alla fame |
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Finalmente anche i grandi media - con un paio di settimane di ritardo sul nostro sito - si sono accorti che nel mondo manca il cibo, e che nei Paesi della povertà scoppiano tumulti per il pane (o il riso) rincarato.
Ovviamente, forniscono il risaputo elenco di cause: aumentati consumi cinesi e indiani, global warming, cereali destinati a bio-carburante anzichè all’alimentazione; e infine, la «speculazione»: gli investitori speculativi (hedge fund) sono lì a guadagnare sui rincari, puntanto su ulteriori rincari e con ciò provocandoli.
Ma tacciono la causa primaria della carestia avanzante, che è la dittatura globale della finanza, di un’economia in cui i valori sono esclusivamente monetari. La finanza, semplicemente, odia l’agricoltura. La odia da sempre. Perchè?
Anzitutto perchè l’agricoltura non consente i profitti del 20-30% almeno che la( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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