
Una
minaccia gravissima pende sulle nostre teste: la carta europea, all’insaputa di
tutti, prevede la pena di morte «in caso di guerra, di disordini, di
insurrezione». Una sottile linea di confine separa i cittadini dai terroristi
buoni per la forca.
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L’eurocrazia reintroduce la pena di morte. In segreto. |
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In nessun Pese europeo è ormai in vigore la pena capitale. Ma ora, tutti stanno per introdurla senza saperlo - o senza dirlo - semplicemente per il fatto di ratificare il Trattato di Lisbona, la cosiddetta costituzione europea. Lo segnala Helga Zepp-Larouche (la moglie di Lyndon), messa a sua volta sull’avviso da un insigne gruppo di giuristi tedeschi ed austriaci (1).
Uno di loro, il professor Albrecht Schachtschneider, uno dei quattro giuristi che stilarono uno storico esposto contro il Trattato di Maastricht, ha spiegato come la pena di morta venga reintrodotta alla chetichella. Non è citata nel testo del trattato, ma in una nota di una nota a piè di pagina.
Proprio così: chi accetta il Trattato di Lisbona accetta con ciò anche la Carta dell’Unione Europea. La quale proclama: la pena di morte è abolita, ma poi rimanda ad una nota a piè di( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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