
«In
Irlanda siamo in una classica recessione da scoppio di bolla ma dentro l’eurozona. Non possiamo tagliare i
tassi d’interesse, non possiamo
svalutare, e non abbiamo i mezzi per uno stimolo fiscale». Cosi’ anche Spagna e
Italia.
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Asse Parigi-Roma contro l’euro forte |
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Questo almeno è quanto auspica il Telegraph: con Berlusconi al governo, Sarkozy ha forse trovato un alleato nella sua battaglia contro la politica dissennata della Banca Centrale Europea, che tiene altissimi i tassi primari, provocando la disastrosa iper-valutazione dell’euro (1).
«Un euro così forte danneggia l’economia italiana. Discuterò con Sarkozy un intervento presso la BCE», ha detto il cavaliere. Subito è partita l’acida replica di Jurgen Stark, governatore tedesco della BCE: «Raccomando ai leader politici europei, i neo-eletti e i rieletti, di leggere le leggi europee sulla Banca Centrale».
Si tratta del solito richiamo alla «indipendenza» della BCE. Che lo faccia il banchiere tedesco non è strano: l’euro è di fatto il marco tedesco mascherato, e la Germania ha sottratto proprio all’Italia e alla( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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