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Il nuovo inizio è la Nostra  Aetate, 1965. La Chiesa mutò per sempre. In un sottosuolo segreto della sinagoga di Strasburgo i giudei chiesero la loro completa riabilitazione. Qui ci fu la vera scissione, il vero cambio di rotta, mentre l’ebraismo, come allora, condannerebbe a morte un Cristo per idolatria, tutt’oggi.

Il Papa in America

Maurizio Blondet    19 aprile 2008
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Due fra le tante lettere:

«Signor Direttore,
le scrivo perchè sarei interessato ad un suo parere riguardo alla visita negli USA di Benedetto XVI
vorrei portare alla sua attenzione un fatto in particolare: il Papa ha sottolineato ancora una volta l’importanza del dialogo interreligioso; ho sempre creduto che egli sia comunque molto consapevole di tutti i problemi che sorgono qualora si ponga seriamente la volontà di conciliare dogmi, idee, usi, costumi e mentalità diverse in vista della pace comune;  sopratutto quello di non fare dei passi indietro sulla propria identità e fede religiosa e senza apportare danno e svilimento ad essa. Ora però bisogna ricordare che gli Stati Uniti hanno permesso fin dal 1966 la fondazione della chiesa di Satana che tutt’ora ha una sua sede, un suo ordinamento e degli adepti, senza dimenticare le innumerevoli sette e società segrete che in quel Paese hanno sempre trovato terreno fertile; inoltre si può dire, anche se in modo molto generico, che negli Stati Uniti, più che in ogni altro Paese, si sono sviluppati e si sono diffusi tutti quei fenomeni che hanno portato ad un progressivo abbandono della morale e dei valori cristiani.
Mi chiedo come mai il Papa parli di dialogo, di libertà e addirittura definisca gli americani il popolo della speranza quando è palese dinnanzi a molti, e sicuramente alla Chiesa stessa, che quella stessa libertà e volontà di dialogo, in America più che altrove, sono stati asserviti per far crescere i germi della decadenza e della mancanza di valori e per giustificare molte nefandezze dei nostri tempi. Insomma mi fa uno strano effetto vedere il Papa accanto a Bush in America a festeggiare il suo compleanno, ho percepito molta ipocrisia nell’aria e ho la brutta sensazione che il Papa stia rischiando di farsi strumentalizzare in un modo che non è degno dell’altezza spirituale della carica che ricopre. Mi scuso per la possibile eccessiva generalizzazione della faccenda che andrebbe analizzata sotto molteplici aspetti;  
mi rimane comunque un certo dispiacere e una certa delusione.
Luciano L.
»


«Direttore,
mi rincresce dirle che ho vissuto con molto dolore l’era del Papa Giovanni Paolo II e la giudeizzazione della nostra Fede. Il colmo del mio sgomento e stata la visita del presidente americano al Vaticano alla vigilia della sua rielezione il che gli ha avvalorato, per la prima volta nella storia di un candidato repubblicano, le voci cattoliche negli USA, offrendogli cosi un secondo mandato. L’attuale successore di San Pietro che ha valori comuni con lo Stato piu terrorista della storia recente, che si fa beffa del diritto internazionale, invadendo l’Iraq, con Guantanamo, i rendition flights, la guerra oscena contro il Libano, l’appoggio incondizionato al genocidio palestinese, con un presidente blasfemo che ha trascinato il Nome di Dio Misericordioso nei piu gravi crimini contro questa umanita per la quale Nostro Signore ha subìto il crocifisso, la piu grande prova d’Amore mai dataci, ebbene io esco da questa Chiesa nella quale non trovo piu conforto ma il viso del’Anticristo.  Del resto tutto ha fatto questa Chiesa negli ultimi 30 anni per vuotare il Medio Oriente dei suoi cristiani, seguendo una politica strettamente israeliana. In Terra Santa i cristiani stanno sparendo e finalmente i luoghi Santi sono sempre piu un museo, non luoghi di preghiere ininterrotte da duemila anni da chi ci è nato, ci ha sempre vissuto e ha mantenuto viva l’essenza del cuore cristiano. Oramai i litigi della Santa Sede con Israele sono tutti di natura «real estate» (immobiliare), e visti per i frati occidentali con i permessi di soggiorno annessi.  Non una parola per chi è  frate e arabo o ancora peggio palestinese. Non una parola per il palestinese laico. Tanto l’olocausto è solo dominio del popolo eletto, quel popolo che qui in Austria secondo il cardinale Schoenborn, vive in uno Stato, Israele, di diritto divino.
Brunella Hoyos
»


So che questa risposta mi costerà l’ira di molti buoni cristiani, che mi accuseranno di essere la zizzania nel campo. Li capisco. Vorrei vivere la mia fede in pace, convinto della ragione e della infallibilità del mio Papa. Vorrei dire che ha ragione lui, sull’America come modello. Che ha ragioni apostoliche, o di sana prudenza, per non aver mai non solo rimproverato a questa America i «renditions flights» e tutto quel che ricorda Brunella. Per non aver ricordato mai nemmeno all’ONU, parlando di diritti umani, i 600 mila morti dell’Iraq e i quattro milioni di iracheni resi profughi dall’occupazione. Vorrei. Di che m’impanco io, peccatore? Non sarà solo superbia la mia obiezione?

Ma non posso, non riesco. La mia coscienza non riesce ad aderire. L’obiezione nasce dalla coscienza. Perchè?

Sono costretto a citare anzitutto le parole che il cardinale Jean Marie Lustiger scrisse nel volume «La Promesse» (Parigi, 2002) che raccoglie una serie di conferenze da lui tenute per circa vent’anni, in cui il porporato ritorna sui rapporti tra giudaismo e cristianesimo. Il prelato francese scrive che «il massacro e la persecuzione di Israele fu fatto dai pagano-cristiani» (pagina 74); Erode sarebbe la figura o il tipo dei cristiano-pagani (ivi), la società cristiana più che una figura del Regno dei cieli ne è «la caricatura spesso infernale» (pagina 112), il peccato dei cristiani è quello di deicidio «riguardo alla sorte che hanno riservata al popolo ebraico (...) La vittima assoluta – di cui Gesù è solo un simbolo – è Israele» (pagine 51 e 75)». La teologia della sostituzione cristiana (per cui la Chiesa sarebbe il Verus, Novus Israel)
«è un’appropriazione abusiva e blasfema dell’elezione di Israele» (pagina 162)».

Traggo questi passi da un saggio fondamentale di don Curzio Nitoglia, «Dal giudaismo rabbinico al giudeoamericanismo – Il problema dell’ora presente» (Effepi, Genova, 2008). Lo faccio per chiedere ai buoni  cristiani fedeli al Papa: è questa la fede cattolica, a cui la Chiesa vi propone di credere?

Questa sì che è una «teoria della sostituzione». Viene sostituito il colpevole collettivo del deicidio: ora non sono più gli ebrei dei tempi di Pilato (è vietato solo pensarlo), ma sono i cristiani - tutti quanti noi, non solo i tedeschi del 1933-45 - per il male che hanno fatto a Israele.

Ancora di più: viene sostituita, nientemeno, la Vittima. Noi dobbiamo crederre che Gesù è «solo un simbolo» della «vittima assoluta, Israele».

E’ a questo che credete, cristiani fedeli? Questo è l’atto di fede della religione olocaustica, l’ultima religione obbligatoria rimasta. E’ ancora cristianesimo?

Voi direte: ma queste sono solo le idee del cardinale Lustiger, mica del Papa e della Chiesa. Eh no, purtroppo non è così.  Non risulta che il cardinale Lustiger sia stato non dico condannato ed espulso, ma nemmeno censurato, nemmeno corretto dal Vaticano. Eppure la frase: «La vittima assoluta, di cui Gesù  è solo un simbolo, è Israele» è una bestemmia contro Gesù  (ridotto a simbolo, a prefigurazione e non ad apice), e implica tutta una teologia eretica - eretica almeno secondo la Chiesa di «prima».

Questa è la nuova teologia in formazione nella Chiesa ufficiale. Come ha spiegato il cardinale Walter Kasper in un discorso tenuto a Boston il 6 novembre 2002, e stampato dalla Commissione per le Relazioni Religiose con gli ebrei (Città del Vaticano), c’è una Chiesa di «prima» e una di «poi».

In quel discorso, Kasper esaltò Giovanni XXIII come il promotore di un «inizio di un nuovo inizio», ossia di una «Chiesa in costruzione costante», che dal suo Pontificato vive in continuo divenire (pagina 2). E il cambiamento più importante per Kasper di questa «Chiesa in costruzione costante» (in una sorta di evoluzionismo del dogma, par di capire) è appunto
«la nuova concezione dei rapporti tra Chiesa e giudaismo, dopo tanti secoli d’incomprensione».

Il nuovo inizio è la Nostra  Aetate, 1965. Sulla genesi della Nostrae Aetate è stato scritto parecchio: il promotore ne fu Jules Isaac, alto esponente del B’Nai B’rit, la Massoneria riservata agli ebrei, che a questo scopo incontrò papa Roncalli nel 1960.

Sul «come», abbiamo il racconto di uno degli ebrei artefici dell’accordo, Lazare Landau (Tribune Juive, numero 903 e numero 1001, 1986-1987): «Nell’inverno del 1962, i dirigenti ebrei ricevevano in segreto, nel sottosuolo della sinagoga di Strasburgo, un inviato del Papa, il padre domenicano Yves Congar, incaricato da Bea e da Roncalli di chiederci ciò che ci aspettavamo dalla Chiesa cattolica alla vigilia del Concilio...la nostra completa riabilitazione, fu la risposta... In un sottosuolo segreto della sinagoga di  Strasburgo, la dottrina della Chiesa aveva conosciuto realmentre una mutazione sostanziale».

Vorrei chiedere: perchè tutto questo segreto, se la cosa era buona e fatta per amore cristiano? Perchè riunirsi nella cantina di una sinagoga, in segreto, per mutare sostanzialmente la dottrina cattolica, se questa mutazione è giusta e bella? Cristo dice pure da qualche parte: «Non c’è nulla di nascosto che non debba essere rivelato»; ma già, Cristo è solo un simbolo della Vera Vittima.

Fatto sta che Benedetto XVI non è estraneo a questa teologia.

Il 30 ottobre 2005, all’Angelus, disse: «Con la dichiarazione Nostra  Aetate i padri del Vaticano II hanno proposto alcune verità fondamentali:... lo speciale vincolo che lega i cristiani e gli ebrei». Tale vincolo, va detto, non è riconosciuto dagli ebrei.

Il rabbino Di Segni presso il Pontificio Seminario maggiore, il 17 gennaio 2002, l’ha detto chiaro: «I cristiani devono arrivare ad ammettere che gli ebrei... possiedono una loro autonoma, piena e speciale via di salvezza e che non hanno bisogno
di Gesù». Se mai devono stare attenti i cristiani, perchè su loro pende l’accusa di idolatria, passibile di morte secondo
il Talmud: «Si discute se la divinità di Gesù», disse infatti il rabbino, «possa essere compatibile per un non ebreo con l’idea monoteistica... la conseguenza è che il cristiano potrebbe, secondo l’opinione rigorosa, non essere sulla strada della salvezza».

Bisogna almeno riconoscere che, contrariamente alla Chiesa, la Sinagoga non è in «costruzione continua»: è fermissima al punto in cui stava 2 mila anni fa. Gesù non è il figlio di Dio, e chi lo dice è idolatra. Ciò dimostra, sia detto fra parentesi, che gli ebrei sono tenuti anche oggi ad uccidere Gesù, l’uomo che si proclamò Dio. Tuttavia gli ebrei possono chiudere un occhio (per ora), purchè il Vaticano riconosca che gli ebrei «non hanno bisogno di Gesù» per salvarsi.

Ovviamente, la Chiesa di «prima» diceva il contrario.

Secondo quanto ci raccontano i testi (ex) ispirati, Gesù spedì gli apostoli a predicare il Vangelo a «tutti» gli uomini, senza fare eccezione per gli ebrei; anzi, prima agli abrei. Per esempio, fra i moltissimi passi citabili, San Paolo: Gesù «è l’unico mediatore fra Dio e gli uomini» (I Tim., II,5).

Ma ora che la Chiesa è in evoluzione costante, non c’è dubbio che si sta avvicinando ad esaudire la richiesta di Di Segni. Anzi, Lustiger l’ha già addirittura superata: non solo gli ebrei «non hanno bisogno di Gesù», ma sono loro la Vittima  Assoluta, di cui Gesù è solo una pallida prefigurazione.

Non dico oltre. Rimando al libro di don Nitoglia, che consiglio caldamente. Ho voluto solo dare il quadro, teologico-ideologico, alla cui luce temo si possa capire la visita di Benedetto in America, con i suoi elogi al Paese che martirizza l’Iraq e che sostiene il martirizzatore dei palestinesi.

Come giornalista, posso aggiungere solo alcune informazioni di contorno. Che possono forse aiutarci a capire che l’attuale atteggiamento del Papa è opera di una «gestione» politica degli USA da parte del Vaticano. Che quest’operazione di influenza e di manipolazione fosse in corso lo rivelò nel 2004 Joseph Stroupe, analista d’intelligence (1) che gestisce un sito molto informato, «Geostrategymap», che pare vicino a qualche centro d’intelligence USA.

Stroupe disse allora a chiare lettere che la Casa Bianca aveva bisogno di un Papa «reaganiano»: egli ammetteva che
«la spinta unilateralista e militarista con cui l’America [di Bush jr.] ha cercato di consolidare il suo potere globale è fallita, finendo per rafforzare le contro-forze che vogliono una distribuzione più bilanciata del potere globale». Ma subito aggiungeva che ora «l’Amministrazione Bush» ha capito, ed ha cambiato strategia: «Sta ora montando uno sforzo nuovo sul fronte ideologico, per istigare (sic) rivoluzioni democratiche in regioni strategicamente cruciali, allo scopo di far arretrare le forze che puntano al multipolarismo».

Così come Reagan «usò» Giovanni Paolo II per «far avanzare il capitalismo», così ora, in questa nuova guerra fredda (neocold war) «la collaborazione tra Washington e il Vaticano diventa necessaria» di nuovo. Il nuovo Papa fornirà l’occasione, diceva l’analista.

L’interesse convergente fra Papa e Washington è evidente: la crescita del fondamentalismo islamico (che è stata l’America a suscitare, ammette Stroupe) è il nemico comune su cui si può trovare l’accordo. Ma tuttavia, «il radicalismo islamico è solo il bersaglio secondario», prosegue lo stupefacente analista ebraico.

Il «vero obbiettivo» primario che unirà i «neo-cold warriors» del Vaticano e della Casa Bianca è «il sempre più aggressivo blocco di regimi autoritari, uniti ai loro simpatizzanti nella ’vecchia’ Europa, Medio Oriente ed Asia, che cercano di redistribuirsi l’egemonia globale sottraendola a Washington». Chi sono questi «autoritari» in avanzata?

Stroupe li nomina: «Russia e Cina» alleati sotto sotto con «Francia e Germania».

E perché il Vaticano dovrebbe farsi arruolare in questa ultima campagna neocon contro Europa, Russia e Cina? Evidente: la Russia è ortodossa e ostile a Roma; la Cina è anticristiana. La Francia è massonica e la Germania di Schroeder è atea.

Il Vaticano deve capire che solo l’«alleanza strategica» con l’America, «garante tradizionale della libertà religiosa e politica», gli garantisce un posto nel mondo futuro. Il nuovo Papa avrà il massimo interesse a sostenere Washington nei «cambiamenti di regime» nei Paesi ex-sovietici, e nel sostenere Bush contro la «vecchia Europa» che ha rigettato le sue «radici cristiane».

Questo scriveva l’agente Stroupe nel 2004; questa la linea propagandistica che, annunciava, avrebbe tenuto l’America verso il nuovo Papa. Ebbene: mi pare che il Papa in America, in tutti i suoi discorsi, abbia ricalcato tutti i motivi preventivamente dettati da Stroupe. Bisogna aggiungere che questa manipolazione è stata condotta molto direttamente sull’attuale Pontefice.

Nel 1999 fu fondata in Svizzera una «Foundation for Inter-religious and Intercultural Research and dialogue». Tra i fondatori appaiono Renèe Samuel-Sirat, ex gran rabbino di Francia, il principe Hassan di Giordania e l’Aga Khan, Oliver Fatio,
un esponente luterano, il metropolita Damaskinos della chiesa greca, e il cardinale Joseph Ratzinger.

Ma la lista non si chiude qui: tra tanti prelati, teste coronate e gente di religione, ci sono due laici. Uno è Neil Bush, terzo figlio dell’ex-presidente USA e fratello dell’attuale presidente; l’altro è Jamal Daniel, un siriano ortodosso, socio in affari di Neil Bush.

La «Fondazione» da loro fondata era apparentemente dedita al «dialogo inter-religioso» e alla «comprensione tra le fedi». Ma nell’annuario specializzato di queste entità (Dunn & Broadstreet) la fondazione elvetica è invece designata come un «management trust», ossia come un fondo di gestione fiduciaria di attivi finanziari: e non come entità senza scopo di lucro, ma specificamente fra le organizzazioni con «scopi altri da educazione, religione, carità o ricerca». Insomma che fondazione era? Ecumenica o affaristica? O entrambe?

Qui, può aiutare a capire qualche dato sulla figura di Neil Bush, figlio e fratello di presidenti USA. Mentre suo padre era vicepresidente degli USA a fianco di Ronald Reagan, Neil venne coinvolto nella bancarotta di una Cassa di Risparmio (Silverado Savings and Loans) di cui era amministratore: l’ente di controllo lo accusò di «diverse violazioni dei doveri fiduciari e molteplici conflitti d’interesse». Non si arrivò ad incriminarlo grazie al papà, e Bush figlio se la cavò con una transazione extragiudiziale pagando 50 mila dollari di ammenda. Dalla banca era scomparso un miliardo di dollari.

Nel 2002, Neil Bush ottiene un contratto di consulenza (pagato 2 milioni di dollari) dalla Grace Semiconductor Manufactoring Corp, un’azienda il cui padrone risulta essere il figlio del presidente cinese di allora, Jing Zemin: Neil non s’intende affatto di semiconduttori, ma evidentemente la pagatissima consulenza ha altre ragioni, meno tecniche e più «politiche».

Infatti, Neil Bush diventa co-presidente di un’altra ditta, la Crest Investment, in cui è affiancato dal suo nuovo amico James Daniel, il siriano svizzero che aveva creato con lui la fondazione per il dialogo inter-religioso.

Grazie al nome di Bush, la Crest ottiene un contratto miliardario, e senza concorso, con lo Stato del Texas (dove i Bush contano qualcosa) per dei depositi di benzina. Dopo questo, Neil Bush viaggia molto in Medio Oriente, Europa ed Asia per «stipulare contratti» e «raccogliere capitali per diversi affari».

Fra gli affari, ci risulta una commissione di 642.500 dollari, pagatagli per aver «messo in contatto un investitore asiatico con una ditta di tecnologia americana»: è questo il lavoro di Neil: mettere in contatto, allacciare rapporti. Un brasseur d’affaires.

Ma da giovane, Neil ebbe tutto un altro incarico, più occulto e importante. Il 30 marzo 1981, il presidente Ronald Reagan fu ferito in un attentato. L’attentatore, un giovane apparentemente squilibrato, si chiamava John Hinkley jr. Ebbene: questo Hinkley era amico della famiglia Bush. Il fratello dell’attentatore, Scott Hinkley, doveva essere a pranzo con Neil Bush quella stessa mattina.

Ovviamente, se Reagan fosse stato ucciso, alla presidenza gli sarebbe succeduto il vice-presidente, ed ex capo della CIA, George Bush padre. Il capo della dinastia. Questo è Neil Bush, il giovanotto che il cardinal Ratzinger si trovò a fianco come co-fondatore della fondazione svizzera (2). Un giovanotto che mai e poi mai ha dimostrato il minimo interesse per i dialoghi ecumenici. Che significa?

L’ipotesi più probabile: quella fondazione era una delle tante iniziative allestite - sempre per iniziativa di americani, spesso del Dipartimento di Stato - per attrarre prelati importanti e avvicinarli alle politiche USA.

Lo posso dire con sicurezza, perché tempo fa una personalità vaticana di un certo livello chiese il mio parere al proposito: era stato invitato ad entrare in un «gruppo di studio» o fondazione «per la comprensione inter-religiosa», in cui funzionari americani lo volevano assolutamente per far meglio comprendere alla Santa Sede le intenzioni del governo USA in politica internazionale, specie sul Medio Oriente. Essi erano interessati ad avvicinare prelati di peso.

Tra i promotori spiccavano i nomi di alcuni neocon di una certa notorietà; come specchietto per le allodole, i funzionari - tutti devoti cristiani a loro dire - già esibivano la partecipazione al gruppo di studio di nomi della chiesa ortodossa, dell’Islam e dell’ebraismo. Personalità del genere del principe giordano Hassan e dell’Aga Khan, notoriamente nell’orbita degli interessi statunitensi.

La fondazione a cui fu invitato il cardinal Ratzinger doveva tra l’altro, secondo l’attuale curatore che si chiama Gary Vachicouras (un greco-americano) «pubblicare l’Antico Testamento in ebraico, il Nuovo in greco e il Corano in arabo»: operazione la cui superfluità salta all’occhio. A meno che lo scopo non fosse tutt’altro.

Quale? Il buon Papa è andato in USA con il gran libro di Tocqueville, «La democrazia in America». Libro capitale, ma che - risalendo a metà ’800 - denuncia il non insolito ritardo culturale delle gerarchie vaticane. Probabilmente l’autore che spiega meglio la realtà dell’America d’oggi, dei suoi «interventi umanitari», guerre «preventive» e violazioni dei diritti umani è
Leo Strauss. Il filosofo nietzschiano-talmudico, il guru e padre dei neocon.

Ma il Papa lo conosce, Leo Strauss. Lo conosce almeno in quanto – come si sa – appassionato lettore de Il Foglio ed estimatore di Giuliano Ferrara. Il Foglio dedicò a Strauss un inno (3): come padre della «religione civile» in quanto Strauss «vede nella religione un sostegno alla moralità della vita civile», e dunque è l’ideale compagno di strada di un Papa che resiste alla «nuova ondata di illuminismo e laicismo».

Questa è la verità per i goym, s’intende. Perchè, come aggiunge il  Foglio, «il sapere filosofico, essendo ricerca della verità e messa in discussione radicale delle opinioni comuni, è per sua essenza nichilistico e nessuna società può sopportarlo».  Sicchè per la società, fatta di uomini comuni, il «filosofo» che considera la verità come un Nulla insensato, riserverà «nobili menzogne»: fra cui appunto una fede qualunque a cui lui, l’uomo gnosticamente superiore, non crede affatto.

«Secondo Strauss, le masse hanno bisogno di bugie», scrive letteralmente il Foglio: e giù l’elogio di «George Bush che ha portato le idee del filosofo di Chicago entro la Casa Bianca». Elogio della doppiezza talmudica (Strauss ammirò Maimonide in quanto dissimulatore); uso della religione come instrumentum regni, la menzogna come base dell’arte di governo - e specificamente, per preparare noi cattolici, come già i protestanti americani, alle crociate di Israele contro l’Islam.

Qui mi fermo. O vorrei fermarmi. Senonchè sento le irate reprimende dei lettori  buoni cattolici. Tu che manchi di rispetto al Papa, come hai il coraggio di dirti ancora catttolico. Poniamo pure che la Chiesa stia cambiando dogma, in senso più filo-ebraico: non sei tu che devi giudicare. La stanno cambiando in quel senso fior di cardinali; l’ha cambiata un Concilio;
la affermano ormai tre Papi successivi.

Se questa è davvero la nuova stagione della Chiesa, vuol dire che è la volontà di Dio. Di Cristo che garantì a Pietro «le porte dell’inferno non prevarranno» sulla Roccia-Chiesa. Chi sei tu per obiettare? Cedi alla volontà di Dio, così manifesta nel Concilio e nei Papi. Come osi contestare l’infallibilità del Papa?

Lo so. Mi rendo conto. E dolorosamente, con angoscia. Sia fatta la volontà di Dio, se tale è la Sua volontà. Il Papa è infallibile, ed io fallibile.

Ma c’è una cosa che mi impedisce questo acquietamento della coscienza. E’ la lettera ai Galati di Paolo. La lettera è proprio contro i giudaizzanti, che avevano sconvolto la comunità di Galazia (Turchia attuale). C’erano anche allora, i giudaizzanti.
Ed erano molto meno  «avanzati» del cardinal Lustiger, di Kasper o di Martini. Si accontentavano di affermare che la fede in Cristo da sola non basta a ottenere la salvezza, ma che era necessaria la circoncisione e la pratica dei riti giudaici.

A questi giudaizzanti moderati, che cosa dice Paolo?

Smentisce in anticipo il rabbino Di Segni, sostenitore della via di salvezza autonoma ebraica: «Se vi lasciate circoncidere... non avete più niente a che fare con Cristo, voi che cercate di essere giustificati con la legge, siete decaduti dal favore divino». Dice:
«Il figlio della schiava (la Legge) non avrà parte dell’eredità con il figlio della donna libera (la Chiesa)».

Dice anche, a coloro che aderiscono a «un altro evangelo: non ne esiste un altro!». Smentita anticipata della Chiesa in costruzione perenne. Non esiste un Vangelo diverso per gli ebrei. «Non c’è più nè giudeo nè greco... tutti voi siete una sola persona in Cristo Gesù.... Come potete rivolgervi di nuovo verso gli elementi senza forza e meschini ai quali volete di nuovo tornare a sottomettervi come schiavi?».

Paolo dice soprattutto:

«Ci sono alcuni che mettono lo scompiglio tra di voi e vogliono stravolgere il Vangelo di Cristo. Ora se anche noi stessi o un angelo vi annunciasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anatema» (I, 68)».

Dice proprio così, come presagio: se anche un Angelo. Figurarsi un Papa.

E’ questo che non mi lascia adagiarmi tranquillo nella dottrina del Concilio, sicuro che è volontà di Dio. So che come cattolico dovrei credere al Concilio, e al Papa. Ma Paolo dice: se anche un angelo, o io stesso, venisse a  predicarvi un altro Vangelo (la necessità della circoncisione), non dovete credere. Chi arrivasse è maledetto,e per voi, se gli credete, non c’è salvezza.

E’ per questo che, dolorosamente, vivo questa stagione tragica della Chiesa. Nel buio, attendo che Gesù stesso dia un segno. So che forse io sbaglio, e sono pronto ad ammetterlo. Ma so che Paolo non sbaglia, e che così mi ha insegnato la Chiesa, fin da quando ero bambino, e nei venti secoli prima. Mi dicano che sbaglia Paolo, ed io ricorderò: «Se anche un angelo....».

La mia è ribellione? Superbia? Possibile. Ma c’è pur sempre l’altra esortazione di Paolo: «Per la libertà Cristo ci liberò; state dunque saldi e non lasciatevi sottomettere di nuovo al giogo della schiavitù». E’ questa libertà che, cosciente dei miei peccati, rivendico.




1) Joseph Stroupe, «Religion and geopolitics: this that bind», Asia Times,  25 agosto 2004.
2) Knut Royce e Tom Brune, «Neil Bush, Ratzinger co-founders. President's younger brother served with then-cardinal on board of a relatively unknown ecumenical foundation», Newsday, 21 aprile 2005.
3) «La formidabile guerra culturale del professor Leo Strass», Il Foglio, 21 ottobre 2006.



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Commenti : (112)
Alberto M
Ponte San Nicolo' , aprile 19, 2008 18:46

Ubbidire sempre alla Chiesa...Mah...

...se però gli ebrei di 2000 anni fa avessero ragionato così, avrebbero detto: se il Sinedrio (=la massima autorità spirituale) l'ha condannato, vuol dire che era maledetto da Dio, e quindi non poteva essere da Dio, e tantomeno Dio; e non sarebbe sorto il cristianesimo.

Meno male che alcuni (purtroppo non tutti) hanno avuto il coraggio di andare contro all'autorità costiuita e ascoltare la loro voce anteriore, il loro spirito, altrimenti non esisterebbe il cristianesimo, e il sacrificio di Cristo sarebbe stato inutile.

Non dimentichiamo che Dio ha scritto due libri: la Natura e la Bibbia; per i meno "svegli" ha dovuto scrivere il secondo, ma per i migliori probabilmente basta il primo.



SIEGFRIED HOLZER
Germania , aprile 19, 2008 18:47

Purtroppo anche sto papa comincia a stancarmi. Proprio colui che dovrebbe difenderci dal maligno lo vediamo troppo spesso a dialogare e collaborare con il serpente velenoso.

Che il buon Dio prenda al piú presto dei provvedimenti.




Fulvio
Piacenza , aprile 19, 2008 19:00

dopo aver letto questo articolo, rileggetevi la "Dominus Iesus" e vedrete che il pensiero della Chiesa sull'unicità e universalità del mistero salvifico di Cristo non è cambiato in duemila anni.



ERMANNO
MILANO , aprile 19, 2008 19:48

Mi permetta, direttore, di aggiungere una fonte di ispirazione per identificare i tempi presenti: la profezia di La Salette, che è autenticata dalla Chiesa "preconciliare". La Beata Vergine Maria in quel messaggio affidato alla veggente Melania avvisa che:
"la Chiesa subirà una crisi spaventosa";
"demoni saranno staccati dall'inferno; essi, piano piano, aboliranno la fede, anche nelle persone consacrate a Dio, li accecheranno in tal modo che, senza una speciale grazia, queste persone finiranno per prendere lo spirito di questi angeli perversi";
"Coloro che sono a capo delle comunità religiose si guardino dalle persone che esse devono ricevere, perché il demonio userà tutta la sua malizia per introdurre negli ordini religiosi delle persone dedite al peccato, perché i disordini e l'amore dei piaceri carnali saranno diffusi su tutta la terra"
"Roma perderà la fede e diventerà la sede dell'anticristo";

la Nostra Regina aggiunge anche:

"Combattete, figli della luce, voi, piccolo numero che ci vedete, perché ecco il tempo dei tempi, la fine delle fini."

Per quanto riguarda l'infallibilita' del Papa, essa è subordinata alla ortodossia della Sua fede, altrimenti non sussiste, proprio perché l'eventuale eretico, qualunque sia il suo rango civile od ecclesiastico, incorre nell'anathema; a sostegno di cio', cito l'enciclica del 1559 "Cum ex apostolatus" di Papa Paolo IVº:

"6 - Nullità della giurisdizione ordinaria e pontificale in tutti gli eretici.

Aggiungiamo che, se mai dovesse accadere in qualche tempo che un vescovo, anche se agisce in qualità di arcivescovo o di patriarca o primate od un cardinale di Romana Chiesa, come detto, od un legato, oppure lo stesso Romano Pontefice, che prima della sua promozione a cardinale od alla sua elevazione a Romano Pontefice, avesse deviato dalla fede cattolica o fosse caduto in qualche eresia (o fosse incorso in uno scisma o abbia questo suscitato), sia nulla, non valida e senza alcun valore (nulla, irrita et inanis existat), la sua promozione od elevazione, anche se avvenuta con la concordanza e l’unanime consenso di tutti i cardinali; neppure si potrà dire che essa è convalidata col ricevimento della carica, della consacrazione o del possesso o quasi possesso susseguente del governo e dell’amministrazione, ovvero per l’intronizzazione o adorazione (adoratio) dello stesso Romano Pontefice o per l’obbedienza lui prestata da tutti e per il decorso di qualsiasi durata di tempo nel detto esercizio della sua carica, né essa potrebbe in alcuna sua parte essere ritenuta legittima, e si giudichi aver attribuito od attribuire una facoltà nulla, per amministrare (nullam ... facultatem) a tali persone promosse come vescovi od arcivescovi o patriarchi o primati od assunte come cardinali o come Romano Pontefice, in cose spirituali o temporali; ma difettino di qualsiasi forza (viribus careant) tutte e ciascuna (omnia et singula) di qualsivoglia loro parola, azione, opera di amministrazione o ad esse conseguenti, non possano conferire nessuna fermezza di diritto (nullam prorsus firmitatem nec ius), e le persone stesse che fossero state così promosse od elevate, siano per il fatto stesso (eo ipso) e senza bisogno di una ulteriore dichiarazione (absque aliqua desuper facienda declaratione), private (sint privati) di ogni dignità, posto, onore, titolo, autorità, carica e potere (auctoritate, officio et potestate)."

Ebbene, ci siamo? Si preannunciano i tempi apocalittici che, in quanto cattolici, siamo tenuti ad aspettarci di dover affrontare, pur senza dubitare dell'esito finale?




Stefano
Viterbo , aprile 19, 2008 19:54

Caro Direttore, non sarà che la sua è crisi di fede?

Gesù Cristo è ancora presente nella Chiesa. E' sempre vero che le porte dell'inferno non prevaranno su di essa.
E lo Spirito Santo non cade sistematicamente in letargo ogni volta che viene scelto un papa.

Provi a cercar di comprendere le cose della vita nella prospettiva di queste certezze e ritroverà anche un pizzico di Speranza.
Mi sembra che ce ne sia bisogno da queste parti.

Si ricordi dei Santi (quelli che lei maggiormente ama). Se hanno creduto loro fermamente in tutto questo, possiamo credere anche noi.

Se non ritornerete come bambini...

O vuole mettersi a fare anche lei il "cattolico adulto"?





Leon
viterbo , aprile 19, 2008 20:05

Scrive Massimo Introvigne (su Il Giornale, agosto 2007):
"Le critiche del cardinale Lustiger alla cosiddetta «teologia della sostituzione», secondo cui la «Nuova Alleanza» fra Dio e la Chiesa in Gesù Cristo ha «sostituito» totalmente «l’Antica Alleanza» fra il Signore e Israele, in qualche modo revocandola, sono diventate magistero pontificio ( ??? !!! nota di Leon) con Papa Wojtyla e Papa Ratzinger, i quali hanno ripetutamente insegnato che le promesse divine al popolo ebraico sono «irrevocabili»."

Il problema non è se Dio sia fedele (ovvio!), ma se siano fedeli o "perfidi" coloro che hanno ucciso Suo Figlio. Ma la parabola dei vignaiuoli assassini, non la legge più nessuno ?



Dionigi il Piccolo
Scizia , aprile 19, 2008 20:07

Sono in generale un estimatore di questo papa, anche quando era cardinale; grazie a lui e al suo entourage sono state denunciate tante eresie, a partire dalla teologia della liberazione; ho accolto con gioia la Dominus Iesus, anche se sinceramente perchè avesse davvero effetto positivo avrebbe dovuto essere pubblicata almeno dieci anni prima...
Ho poi apprezzato il Motu proprio sulla liberalizzazione della messa in latino; così come stimo l'assenza di protagonismo, la minore chiassosità negli interventi e nelle litugie. Tuttavia comincio a digerire a fatica il continuo pellegrinaggio (avvenuto in tutti i viaggi all'estero) presso la Sinagoga locale, a cui viene dato un rilievo maggiore che l'incontro, per rimanere sullo stesso piano, con i rappresentanti di altre religioni... senza parlare della mancata denuncia dell'attuale guerra "al terrore"...



Giampaolo
Bergamo , aprile 19, 2008 20:08

Caro direttore,

lungi da me l'essere tra gli zelanti papolatri, pronti a gettare l'insegnamento bimillenario della Chiesa, pur di compiacere le ultime mode teologiche, detto questo, chiedo: è proprio sicuro che il non aver condannato esplicitamente le cialtronerie del card. Lustiger e sodali, significhi implicitamente condividerne il senso?

la Dominus Iesus, questo sì documento ufficiale, dice il contrario di quanto affermato da quei prelati. Anche la Nostra Aetate, con tutti i suoi difetti, non dice quanto Lei le addebita. Si può legittimamente rivendicare un'ambigua scrittura di quell'enciclica, ma non è affermato in nessun modo quello che Lustiger e Kasper affermano.

Sostenere che BXVI, in quanto lettore del Foglio, non può non sapere, quindi non condividere, le tesi di Leo Strauss, è decisamente un azzardo. Leggere un quotidiano non significa condividere tutto ciò che vi si pubblica, tanto meno le fonti filosofiche.

Il suo ragionamento sarebbe fondato, laddove vi fossero documenti magisteriali che affermassero quello che Lustiger e sodali sproloquiano. Fintanto che questi documenti non ci sono, non è legittimo dire sia cambiata la teologia, tanto meno il depositum fidei.

Vero che vi sia chi voglia cambiare tanto la teologia quanto la fede, e Lei è preziosissimo nell'opera di denuncia verso questi attentati, ma dire che questo è già avvenuto non è corretto, catechismo alla mano.

La Chiesa non ci propone di credere che la Vittima sacrificale sia Israele, e tanto meno che gli USA siano il catechon. Molti vorrebbero che dicesse questo, moltissimi Glielo fanno dire, taluni anche ab intra, ma questi non sono la Chiesa, Che, come noto, è il corpo mistico di Cristo, a Cui peraltro è stata garantita la protezione e la salvezza da Cristo stesso.

Cordialmente



Silvano Maria
Novara , aprile 19, 2008 20:11

Grazie Signor Blondet. Il riferimento al Vangelo, e la tradizione bimillenaria della Chiesa voluta da Cristo ci mette al riparo dagli errori continui che purtroppo GLI UOMINI DELLA CHIESA ci stanno propinando. E' doloroso perchè si prova sulla propria pelle la solitudine, confortata però dalla presenza costante di Cristo, nei confronti di tutti quelli che ritengono la Chiesa finalmente in movimento. La solitudine è sicuramente una prova che ci sta chiedendo Dio. Non ci resta che pregare Maria Santissima che inteceda per noi, e lo Spirito Santo illumini il Santo Padre ad essere custode della nostra Fede.


Stefano
Roma , aprile 19, 2008 20:23

Direttore, Paolo parla da Apostolo. Ed il Papa, Apostolo pure lui, non potrà mai essere quell'Angelo di cui parla Paolo. Tutti gli altri, invece, dovrebbero considerare il rischio di potersi ritrovare ad esserlo.


Marco
Roma , aprile 19, 2008 20:33

Gentile Dott Blondet,
l'articolo esprime sentimenti e ragionamenti che sono vicini ai miei.

Non sono nella condizione di dare suggerimenti a nessuno ma proprio perche' Lei condivide i suoi pensieri con noi lettori mi permetto di esprimerLe quel che penso.

Mi sono convinto che nella storia personale o in quella maggiore dell'umanita' alla fine e' sempre Dio ad avere ragione.
Quando ero ragazzo e seppi dell'uccisione di P Popielusko (mi scuso per l'errore del cognome) ebbi un senso profondo di terrore: il male sembrava piu' forte e apreva che neanche al Chiesa riusciva a reggere.

Quando vidi -in diretta- le immagini della gente che picconava il muro di Berlino nel 89 mi ricordai subito di quella paura e volli -con la fantasia- immaginare cosa pensava in quel momento la gente che era morta per colpa del comunismo.

Ho capito -gentile Direttore- che non e' la Chiesa ad avere bisogno di noi bensi' noi -ciascuno di noi singoli uomini- della Chiesa.

Se dunque la Chiesa o il Papa sembrano -a noi- prendere una strada che non ci piace o non condividiamo in ultima istanza -per la nostra salvezza- ci conviene rimanere dentro la Chiesa. Chiunque -con tutti le sacrosante ragioni- si e' voluto distaccare ha pagato a caro prezzo la sua scelta.

Per rispondere poi alle problematiche dottrinali serie che Lei solleva mi vengono in mente le parole di una preghiera di Leone XIII "Sorga il Signore e siano dipersi i Suoi nemici. Come si fonde la cera al fuoco [...]"
Tutto l'impalcatura pseudo-dottrinale -gentile Direttore- si scoglieraì come neve al sole.
Aspettiamo -impazienti- un '89 dottrinale.

Con stima,

Marco



Piero
GUASTALLA , aprile 19, 2008 21:11

Che c...o, Popielusko faceva politica sporca ed è capitato un incidente sfruttato a dovere dalla propaganda CIA.
Il Banco Ambrosiano di Calvi è fallito perchè ha finanziato Solidarnosc per conto della CIA. Dopo di che tutte le donne post-comuniste slave sono state catapultate in occidente, le figlie a battere e le madri a far da badanti. Sia reso grazia a GP II che fu eletto per far da ponte fra il materialismo dell'occidente e l'idealismo dell'est socialista. Così diceva allora Wojtyla stesso, nominato cardinale di Cracovia nel 1967 per il modus vivendi concordato col regime. Così al primate Wyschinski non era concesso di partecipare al Concilio Vaticano II mentre l'arcivescovo di Cracovia Wojtyla ben ammanicato col regime, e protetto dal cardinale Koenig di Vienna, aveva piena libertà di movimento.

La filiale della BNL di Atlanta, sotto l'ignara direzione di Nereo Nesi socialista craxiano, ha sborsato sei mila milioni di lire per finanziare lo sforzo bellico di Saddam Hussein contro la Repubblica Islamica dell'Iran khomeinista.
E noi abbiamo pagato.

L'Italia militarmente occupata da 80.000 soldati USA è uno strumento dell'impero.
Ben venga una nuova Unione Sovietica con Putin al timone.



Giovanni
Modena , aprile 19, 2008 21:24

Credo che le due vicende -il papa in America e la "nuova" teologia nei confronti di Israele- vadano separate.
Può dare fastidio che Benedetto XVI non abbia pronunciato nessuna parola di condanna nei confronti della politica attuale degli Stati Uniti, però questo è un comportamento abbastanza usuale della politica papale.
Anche Giovanni Paolo II, un papa "politico" come pochi altri, accettò di buon grado di apparire al fianco di Pinochet sul balcone del palazzo presidenziale durante la sua visita in Cile, suscitando le reazioni scandalizzate di molti benpensanti.
Raramente i papi, almeno nell'ultimo secolo, hanno criticato frontalmente i regimi politici anche i più avversi alla Chiesa. È difficile giudicare con il metro dell'attualità l'azione politica della Chiesa.
Quanto alla cosidetta "nuova" teologia nei confronti di Israele, vale quello che hanno detto anche alcuni lettori di questo sito: nessun documento magisteriale ha finora mai avallato le tesi di Lustiger o di altri cardinali, anzi quelli pubblicati si sono attenuti alla tradizione bimillenaria di Gesù unico salvatore per tutti gli uomini.
E poi, come ha sottolineato pure il direttore Blondet, c'è la certezza assoluta della parola di Dio che non può essere cambiata: la lettera ai Galati di san Paolo è una roccia contro la quale si infrangeranno tutti i tentativi di stravolgere la fede cattolica.



silvano
milano , aprile 19, 2008 21:52

sono d accordo sul fatto che la chiesa si stia appiattendo su dogmi altrui , che non condanni per prudenza le ingiustizie di Israele che non si allinei a quella Verità a cui ha giurato fede . Ma per un attimo proviamo a fare un volo con la coscienza . . . immaginiamo che non esista una controchiesa o un complotto di poteri forti . E' o non è condivisibile che il capo di Santa Madre Chiesa si accosti ad un ecumenismo , ad un dialogo con altre forme di religione ( ri legarsi con il creatore ) cedendo per forza su alcuni punti di vista ? l'alternativa sarebbe l'antica condanna di tutte quelle dannate eresie .


AS
Roma , aprile 19, 2008 21:59

Chiunque legga con un pò di onestà intellettuale e senza prevenzione la costituzione dogmatica Lumen Gentium e la dichiarazione conciliare Nostra Aetate, due dei documenti più noti del Concilio Vaticano II, non potrà non riconoscere che la Chiesa continua a proclamarsi non solo in "Nuovo Popolo di Dio", ma anche "l'Israele del Presente".

E', poi, palese e banale che Giovanni Paolo II, dichiarando la validità dell'antica alleanza non abbia fatto altro che riferirsi a quella tra Dio ed Abramo, non certo al patto sinaitico. Lo si evince facilmente se si leggono i suoi discorsi originali, non le riduzioni che circolano su Internet o sui giornali.

Un buon cattolico, invece di proporre come esempi degli insegnamenti magisteriali Introvigne, Lustiger e Kasper, si legge i documenti dei pontefici e dei concilii.





Stefano
Roma , aprile 19, 2008 22:08

P.S.: volevo aggiungere una postilla. La prenda come una correzione fraterna. Sono certo che quelli della sinagoga di Strasburgo sarebbero pronti a riconoscerle il disturbo che si prende a perquotere il pastore del gregge. Un servigio davvero prezioso, quanto non richiesto. Che non abbiano a ricompensarla con trenta denari. Con amicizia.


Giovanni
Roma , aprile 19, 2008 22:09

Pensi ad un neonato appena battezzato: per causa di cosa è salvo!?
Per ché ha compreso appieno la fede e tutti i corollari, oppure perché in maniera misteriosa (sacramentale!) APPARTIENE ad un corpo? Per cosa apparteniamo ad un mistero di salvezza, per l'appartenenza ad un Corpo o perché conosciamo adeguatamente? Siamo forse diventati gnostici?

Lei crede che questo sia un periodo difficile, di grande diffusione spirituale?
E allora cosa dovremmo dire dei primi secoli, quando capitò un momento in cui tutti i vescovi aderivano all'eresia ariana, tranne uno???

Lei "si permette" di parlare di queste eresie come se dovessero stare lontane anni luce dalla purezza della dottrina della Chiesa: la storia dimostra invece che queste eresie sono sempre presenti negli uomini di Chiesa, e a volte sono addirittura maggioranza.
Ma non prevalgono mai.

Si tenga pure la sua libertà. Ne ha bisogno lei per mettere alla prova la sua fede. Ne abbiamo bisogno noi per rendere più salda la nostra.

Con stima e affetto.



alberto
genova , aprile 19, 2008 22:36

Il Cardinale Giuseppe Siri rispondeva così in un intervista del 1983 a questa domanda: - Che dovrebbe dunque fare un povero cattolico di base, se anche il suo vescovo, dunque, il suo maestro nella fede, può essere fuori strada? - «Il cattolico segua il Papa, che non può sbagliare perché ha la grazia di stato». Se il Santo Padre è infallibile quando si esprime in materia di fede, cioè, in poche parole, quando si tratta delle verità da credere per salvare la propria anima, siamo così sicuri che una o più visite in sinagoga rappresentino questo terribile pericolo per tutti noi? Siamo sicuri che il Santo Padre non sappia molto meglio di chiunque altro con chi ha a che fare e che magari intenda "farsi tutto a tutti" proprio per portare la salvezza di Cristo a tutti, magari insistendo con coloro che per primi rifiutarono Gesù? In effetti, lo rifiutarono solo in parte visto che i primi convertiti vennero proprio da quel popolo?





Francesco
Roma , aprile 19, 2008 22:40

non dimentichiamo che lo stesso Papa ha chiesto a tutti noi di pregare per lui e per il viaggio che avrebbe affrontato, ho avuto la sensazione che non si riferisse semplicemente ai rischi di un volo aereo, ma più propriamente alla difficoltà nel fronteggiare tante situazioni delicate.
Che all'interno della curia vi sia chi rema contro è un dato di fatto ormai, ma anche cominciare a scomunicare il 50% del clero (a norma di "regolamento") mi sembra comunque un rischio troppo alto.
Il Papa fa quello che può (e non è poco) con le sue forze la fede e la ragione (che non gli mancano). Noi dovremmo pregare di più per lui e per la Chiesa, che poi siamo noi non dimentichiamolo.
Per quanto riguarda i rapporti con gli Usa mi sembra abbastanza naturale che il Papa si preoccupi di stabilire buoni rapporti con quel paese, come con altri. Di capi di stato stinchi di santo non ne ho mai visti, va da se che quando un Papa viaggia necessariamente va a "sporcarsi le mani", cerchiamo di non fare come i farisei. In ogni caso un riavvicinamento con gli Usa non necessariamente deve implicare una sottomissione a Israele, cioé anche se appare facile conseguenza non è affatto detto che sia così. Potrebbe significare invece l'esatto contrario, il riconquistare una linea preferenziale con l'impero Usa e recuperare posizioni perdute nei decenni passati. Chi vivrà vedrà.
E' nelle corde di questo Papa di stupirci in positivo.



Filippo
... , aprile 19, 2008 22:43

Non aveva la Madonna lasciato un messaggio che diceva: i prelati della chiesa saranno come fuochi fatui e chi li seguirá sará perduto....?
Carissimo Blondet, chi ha occhi per vedere, che veda, chi orecchi per sentire, che senta ! È inutile voler chiudere gli occhi davanti all'evidenza...come é inutile seguire cattivi pastori.
Namasté !



Gian
Padova , aprile 19, 2008 22:51

Ho recuperato da un blog questa pubblica confessione del Papa:

«Posso solo rendervi grazie per il vostro amore per la Chiesa, per l’amore a Nostro Signore, e per l’amore che date anche al povero successore di Pietro. Io farò tutto il possibile per essere un vero successore del grande san Pietro che era anche un uomo con i suoi difetti e alcuni peccati, ma alla fine rimase la roccia della Chiesa e così anch’io, con tutta la mia povertà spirituale possa essere con la grazia di Dio in questi tempi il successore di Pietro».

Ricordo inoltre quando, appena eletto, il Papa con profonda umiltà disse che ciò che lo consolava era che Dio per attuare il Suo disegno si serve anche di strumenti assolutamente insufficienti (parlando di se stesso).

E' legittimo e doveroso denunciare e criticare quando si ritiene che ve ne sia il bisogno, ma restando saldi nell'obbedienza al Vicario di Cristo (che peraltro non mi risulta abbia mai messo in discussione che ci si salva solo attraverso Cristo).



Andrea
Milano , aprile 19, 2008 23:16

Fratello Maurizio,

ammiro la sincerita' e la apertura a tutti noi della tua mente ma soprattutto del tuo cuore.

Non credo certo tu sia l'unico a porsi la domanda che attraversa tutto questo articolo.

Dobbiamo forse dirci "Vedremo ..."? Ovvero attendere con pazienza e fiducia gli sviluppi di queste scelte?

Oppure dirci che in realta' le stiamo gia' osservando, ne siamo testimoni ogni giorno e le rileviamo attraverso i sensi, le registriamo nel nostro cervello, le analizziamo con la logica e il cuore e, soprattutto, ne prendiamo le distanze, ne siamo disgustati.

Ci sono gravi eventi che non vengono commentati, non sono oggetto di prese di posizione, di critiche, di denunce ... silenzio.

Altri invece scatenano l'inferno ... per certi versi e' vero non sono da meno ... ma qualcosa stona ... c'e' qualcosa che non va.

Come e' che una guerra, un lento ma continuo sterminio procedono a tappe forzate ... e altre cose invece distraggono le gerarchie, sono oggetto dei discorsi, scatenano le discussioni sommamente inutili degli opinionisti?

Che fare?

Questo articolo e' punto di partenza. Forse per una riflessione ulteriore e poi per un'azione, una riscossa.

Per fare si' che la su' qualcosa cambi. Per aiutare il pastore nel suo compito, non facile, non scontato forse non troppo umano.

La preghiera, punto di partenza. Il nostro impegno da qui e oltre l'approdo.

Facciamoci sentire.

Andrea







Alberto
Padova , aprile 19, 2008 23:22

La Verita' e' solo nel VANGELO.
Quando si segue, nel limite della comprensione, cio' che viene insegnato dal Maestro, e' sufficente!....credo....





Nick
Cosenza , aprile 19, 2008 23:42

Caro Alberto M.,
il tuo commento è semplicemente "Divino"!!!!
Ma è così palese, sono anni che mi sgolo!!
Le massime autorità dell'epoca condannaro Gesù perchè, in sè, l'autorità e, di conseguenza, il potere, corrompono l'anima!!!
Mi spiace che molti commenti vogliano sminuire l'influenza e la corruzione della Chiesa,oltre che l'inaudito "silenzio", sull'ingiustizia che soffoca tutte le coscienze del mondo. "Silenzio", beneinteso, di ogni gruppo di potere creatosi nel mondo, dalle religioni, ai governi, alle organizzazioni più o meno segrete!
In fondo siamo un pò tutti responsabili dello scempio, quindi tocca a noi tutti porgli fine.
Chi vuol davvero, è ora che si svegli, ne abbiamo tutti bisogno!
Ringrazio di cuore il direttore Blondet per lo spazio concessomi e rivolgo a lui la mia stima e gli auguri per il sito.



Ivan
Prato , aprile 19, 2008 23:51

Per evitare confusione nei credenti, basterebbe che chi di dovere condannasse certi documenti deviati e devianti dei vari Lustiger, Kaspar o Martini.
Ma il silenzio regna sovrano.
Comunque, stasera il Papa ha condannato il nazismo "negatore di Dio"; infine, ha anche condannato il razzismo, la violenza e la povertà.



AntonioC.
P.Campania , aprile 20, 2008 00:18

Caro Direttore,mi chiedo, come è possibile che una persona come lei, che ha una profonda conoscenza della storia della chiesa, non si si ancora reso conto di come stanno veramente le cose.
Possibile che lei non sà ancora chi è veramente questo papa,e chi era veramente il suo precedessore,e a che ubbidivano ;e tuttora ubbidisce questo nuovo...

"Cedi alla volontà di Dio, così manifesta nel Concilio e nei Papi. Come osi contestare l’infallibilità del Papa"

Io mi chiedo come si può considerare VERO Cristiano, chi teme il giudizio degli uomini e non quello di DIO... e ancora pensa che la casta sacerdotale faccia veramente la volontà del PADRE CELESTE
e di suo figlio, GESU'CRISTO,e non la propria?
Basta leggere solo il Santo Vangelo per rendersi conto che non si sono attenuti a ciò che è stato scritto che è ,l'unico vero insegnamento e messaggio!!!
Profetizzò bene nostro Signore Gesù Cristo quando disse;
LUCA 10:21"In quella stessa ora,Gesù mosso dallo Spirito Santo,esultò e disse:>Io ti rendo lode o Padre,signore del cielo e della terra,perchè hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti,e le hai rivelare ai piccoli! Si, Padre,perchè così ti è piaciuto!

Con molto rispetto per la sua persona io saluto lei e tutti gli uomini di buona volontà che hanno nel cuore la verità del Padre Nostro che è nei Cieli.

PS.permettetemi di segnalarvi uno di Questi...

http://intermatrix.blogspot.com/







michele
rn , aprile 20, 2008 02:13

Bisogna che preghiamo di più per la Chiesa di Cristo e per chi la guida.
Preghiamo lo Spirito Santo e Maria Santissima, prima Chiesa sulla terra.
Durante le nostre giornate offriamo il tempo e le fatiche per Cristo e la sua Chiesa.
Non perdiamo tempo, se possibile.



Carmelo
Messina. , aprile 20, 2008 03:10

"sento le irate reprimende dei lettori buoni cattolici. Tu che manchi di rispetto al Papa, come hai il coraggio di dirti ancora catttolico".

Gentile Blondet,temo che con le sue circumvolute teorie lei manchi di rispetto non solo al Papa ed alla Chiesa,ma anche al buon senso.



Simone
Como , aprile 20, 2008 03:40

Caro Maurizio di che ti preoccupi, non ricordi il libero arbitrio? Ne hai scritto più volte, rammenti ? Anche il papa ha il suo ed ha perso da un pezzo la sua "infallibilità". Abbiamo avuto negli ultimi 2000 anni papi guerrieri, un papa donna, papi con figli o che vendevano la remissione dei peccati al migliore offerente, ma nonostante questo il messaggio cristiano è ancora attuale e dibattuto, come su questo sito.
La lettera di San Paolo ai Galati è chiara, le spinte a "deviare" possono arrivare da qualunque direzione anche proprio da chi non te lo aspetteresti, un angelo o un papa, ma ogni buon cristiano ha il bagaglio tecnico per discernere. Io o lei Dr. Blondet, varremo come il buon Ratzinger quando ci troveremo davanti al nostro supremo giudice e saremo soppesati non per quello che ci è stato detto di fare ma per quello che abbiamo fatto, di bene o di male, in vita. Ricorda la parabola dei talenti? Ad ognuno verrà chiesto conto di come ha utilizzato i suoi.
Circa ai rapporti Bush-Vaticano è una storia già vista, anche nel IV secolo dopo Cristo, la Chiesa del tempo si alleò con l'imperatore di turno, Costantino allora, oggi si chiama Bush. Fece ciò, anche per "eliminare" uno scomodo rivale, il culto di Mitra (preveniente dalla Persia) molto diffuso tra i romani. Ieri, come in questa epoca, c'era la necessità di rendere inoffensivo un culto orientale (guarda caso come l'islam) e serviva il potere militare e politico che realizzasse l'obiettivo (gli ebrei, da un punto di vista prettamente numerico, non costituiscono un analogo pericolo). Se poi questo serve o è servito per farsi eleggere papa............ io non lo sò, ma come mi diceva spesso il mio buon parroco: "pensar mal si fa peccato, però spesso ci si azzecca!".
Grazie.




Francesco
Roma , aprile 20, 2008 07:42

in ogni caso, ho riletto alcuni dei discorsi tenuti dal Papa negli Usa, anche se non gli diamo peso o ci ricordiamo solo di quello che ci suona male, in realtà questo Papa ha dato legnate a destra e manca.
In Europa, non gli viene concesso uno spazio simile, in Usa si che poi siano peccatori lo sappiamo tutti, però hanno dimostrato (almeno apparenteemnte) una apertura culturale che l'Europa non concede più, e questo è significativo.
Noi pensiamo forse che il Papa debba scendere in politica e mandare qualche cardinale a presentarsi alle prossime elezioni? Oppure pensiamo che il Vaticano debba dichiarare guerra agli Usa? La Chiesa non deve fare ne l'una ne l'altra cosa, e questo il Papa lo sa bene, piuttosto sta a noi laici rimboccarci le maniche ed impegnarci degnamente non nell'osteggiare l'operato del Papa (al di la ni uno sano senso critico) ma nel dargli compimento.
Nel suo discorso alla Università Cattolica Americana mi sembra evidente il richiamo che il pontefice fa anche al servizio del diaconato, all'impegno dei laici nell'educazione cattolica e nell'impegno sociale, sempre nel rigore degli insegnamenti di Cristo.
Concludo dicendo che sebbene le critiche mosse dal direttore abbiano un fondamento (la situazione è molto complicata e compromessa non dobbiamo negarlo), si deve anche riconoscere l'impegno oggettivo del Papa nel contrastare una deriva generalizzata.
Dobbiamo stare vicini a questo Papa, fargli sentire il nostro appoggio a scapito dei cardinali che lo osteggiano e remano contro.



Riccardo
Aosta , aprile 20, 2008 08:24

Il Card. Siri disse quella frase nel 1983. La frase è giustissima. Ma prendiamo un cattolico 'di base', magari illetterato, che abbia visto Giovanni Paolo II ad Assisi tre anni dopo. Che pensare? Ve lo dico io, che ricordo la mia povera madre dire: ma sì, tutte le religioni sono la stessa cosa, no? Hai visto il Papa? Perché È QUESTO il messaggio che è passato, anche se 'non contenuto in documenti ufficiali'. Questi i frutti portati dal 'Santo subito', frutti abominevoli e scandalosi! E adesso venga pure qualche fariseo di turno a difenderlo! Che ne ha fatto quel Papa della grazia di stato? Ne ha evidentemente abusato, mettendo in pericolo la fede dei piccoli, del gregge che doveva proteggere e guidare! O sbaglio?!


Giovanni
Roma , aprile 20, 2008 08:43

Mi pare che anche tra molti di noi cattolici regni la confusione.
Scusate se ripeto cose che per alcuni sembreranno delle banalità, ma sembra che molti di noi abbiano smarrito del semplice buon senso.

Questione1. Il nostro obiettivo è la salvezza.
Se possiamo appartenere ad un mistero di Salvezza è perché apparteniamo ad un Corpo, il Suo corpo, la Santa Chiesa.
Vi apparteniamo in maniera sacramentale, iniziando dal Battesimo e continuando con l'opportuna frequenza agli altri Sacramenti.
E vi apparteniamo attraverso lo strumento della libertà realizzata dentro la personale vocazione di ciascuno, secondo i doveri del proprio stato.
Tra i doveri di ogni cristiano, certamente vi è quello della missione e della catechesi. Quindi, se pensiamo di poter trasmettere gli insegnamenti di Cristo, qualcosa ne dobbiamo capire. Ma il centro è sempre Cristo stesso, non quello che diciamo, fossero anche le stesse parole del Catechismo o di una lettera enciclica (magistero ordinario infallibile!) o dello stesso Vangelo.
Ciò che noi portiamo (e dobbiamo esserne coscienti, e affermarLo) agli altri e al mondo è Cristo stesso, è il Suo Corpo, che Lui si degna di abitare dal momento del nostro Battesimo.
La nostra prima missione (anche nei confronti di noi stessi, oltreché degli altri) deve quindi la presa di coscienza di questo "mistero nascosto da secoli e da generazioni, ma ora maifestato ai suoi santi, ai quali Dio volle far conoscere la gloriosa ricchezza di questo mistero in mezzo ai pagani, cioè Cristo in voi, speranza della gloria" (Col 1,26-28).
Così san Paolo si esprimeva parlando proprio della sua missione.

Questione2. Un giudizio dalla storia.
Ma vogliamo riflettere sul fatto che oggi tutti noi ripetiamo nel Credo le parole stabilite nel Concilio di Nicea?
Cosa pretendiamo, di aver capito tutto, a solo 50 anni di distanza, dei documenti del Concilio Vaticano II?
Non pensate che vi saranno parti di quei documenti che saranno meglio comprese tra chissà quanti secoli? Non pensate che, quando la Chiesa si esprime in maniera ufficiale, lo fa per stabilire qualcosa di "valido" e "solido" per i secoli?
Perché questa ansia di capire e giudicare tutto? NON E' IL NOSTRO COMPITO.
Qual'è allora il nostro compito?
Il nostro compito non riguarda in maniera diretta la dottrina della Chiesa. Riguarda invece l'appartenenza alla Chiesa.
Allora ogni nostro sforzo dovrebbe essere diretto ad aiutare il prossimo a vedere tutto il bene, tutto il buono, senza mai abbandonare il buon senso e la capacità di giudizio (è la Chiesa la prima a difendere queste nostre capacità), MA SENZA MAI METTERE IN DISCUSSIONE LA NOSTRA APPARTENENZA ALLA CHIESA.
Per esempio: il Papa è andato a trovare il dittatore Bush, e allora? Ha fatto visita anche a Castro e a Pinochet!
Ma il Papa di chi si deve occupare, dei dittatori o del popolo? Dovrebbe evitare i dittatori e così abbandonare i popoli?

Queste ed altre cose vanno sottolineate.

Mi unisco alle preghiere di tanti, in particolare per la nostra fede.



Giuseppe Costi
Milano , aprile 20, 2008 08:47

Considerazioni di un ateo devoto.
Dagli albori dell' umanità le varie religioni hanno tentato di esorcizzare il terrore dell' ineluttabilità della morte. Anche la nostra religione ha, per il credente, questo scopo prioritario: consolare il morente e coloro che lo piangono con la promessa della resurrezione.
Per poter ottenere tale resurrezione, la nostra religione impone un regime di vita sostanzialmente praticabile solo dai santi, ma, tenuto conto della fragilità umana, concede tante compassionvoli scappatoie (ci sono ancora i primi 9 venerdì del mese? io, anima prava, non sono mai riuscito a completarli, neanche quando ero aspirante di Azione Cattolica) cito queste scappatoie
che hanno reso più agevole il trapasso ai miei cari (lo scapolare della buona morte, le giaculatorie con i giorni di indulgenza, le Sante Reliquie, le devozioni Mariane ed ai vari Santi, che consentono un rapporto più affettuoso e amicale con la terrificante maestà di Dio) non con la spocchia dell' uomo moderno ma con un dolce rimpianto per la perduta innocenza.
Detto questo, non è mai stato compito di Santa Romana Chiesa di correggere o condannare i vari potentati terreni nè tantomeno di aggregarsi a qualcuno di questi contro altri. (Quando lo ha fatto, sono stai cazzi amari).Il compito, semmai, spetta ai cappellani, che come pastori dei vari greggi, li possono/devono accompagnare in battaglia, più per assisterli nella difficoltà che per approvarne incondizionatamente le azioni.
Leggendo questi articoli, dove i vari Papi non sono criticati per il comportamento morale, ma per i rapporti che tengono con capi di stato in grado di distruggere il mondo, resto perplesso. Ovvio che questi rapporti siano orientati alla massima prudenza, per il bene della Chiesa, senza alterarne il messaggio di speranza (perchè questo è il messaggio: la speranza, non la discussione arida dell' aderenza maggiore o minore alle posizioni dei Padri della Chiesa, nè al mantenimento dell' usanza di porre la pantofola del Romano Potefice sul collo del Rabbino capo, o altre usanze da valutare in base alle condizioni socio-culturali dei periodi storici in cui sono state in voga).
Quello che più mi piace di questi ultimi due Papi (ero troppo giovane all' epoca di Pio XII per poter valutare) è l' impressione che danno di CREDERE alla fede che predicano, quindi di rendere molto più credibile la speranza. Voi che avete la fortuna di credere, dovreste esserne confortati; io..
speriamo che prima o poi mi si illumini una lucina.



enrico
bologna , aprile 20, 2008 08:58

Signor Blondet,
penso che se veramente lo stato di Israele spetta agli ebrei per "diritto divino", ci sia ben poco da opporvisi.
Infatti, nessuna forza umana può opporsi al volere di Dio; ma se (come credo) è solo un capriccio umano, fra qualche generazione non se ne parlerà più.
Dunque, fa bene il Papa ad essere prudente.
Forse, un giorno, lo accuseranno di non avere alzato forte la voce facendo nomi e cognomi; ma noi sappiamo che non è così, sappiamo che il Papa avvertito quegli uomini ma che essi hanno fatto come hanno voluto.
E verrà il giorno in cui quegli uomini si troveranno difronte a Dio, a Lui dovranno rendere conto !

grazie
enrico



Diego
Savona , aprile 20, 2008 09:07

Questa Chiesa, fortemente secolarizzata, per sopravvivere si rivolge alla politica invece che alla Fede, si rivolge agli USA invece che a Cristo; dimostrazione di un materialismo dilagante al suo interno, che non le permette di rendendosi conto che e' in Cristo la sola vittoria.
Questo e' davvero il volere di Dio? Se e' così significa che vuole ancora una dimostrazione di Fede vuole ancora metterci alla prova.



Michele
Damasco , aprile 20, 2008 09:15

Grazie Blondet!

Che il Pastore non sia un granché si desume anche dal fatto che non fa molto per arginare la nostra scomparsa biologica.

Anzi, in chiesa, nella cosiddetta preghiera dei fedeli, ho ascoltato sdolcinati inviti ad accogliere gli immigrati.

Giustizia, una delle virtù cardinali, significa anche che il diritto a lasciare un'eredità biologica è di tutte le famiglie, non solo di quelle che offrono schiavi totali al capitalismo. La Chiesa dovrebbe battersi un po' di più, per una tale giustizia.



maurizio
... , aprile 20, 2008 09:34

mi dite chi sarebbe l'alternativa a benedetto XVI ?
martini ? sta a gerusalemmne col parkinson.
tettamanzi ? avremmo i suonatori di bongo nigeriani in piazza s.pietro tutte le domeniche.
e allora ?
2 passi avanti e 1 indietro.



paolo
... , aprile 20, 2008 09:40

Caro Blondet,per me anche questa volta ha fatto centro,il Papa è solo un uomo come tutti gli "emminenti" cardinali e il loro seguito percui esposti come tutti gli uomini alle forze infide del male che ben sanno dove colpire ,l'evoluzione della chiesa in questi ultimi anni mi sembra sbandata e trascinata non certo verso la luce DIVINA ,prego perchè penso che il conto alla rovescia sia gia iniziato e le prove che ci aspettano saranno molto dure con la consapevolezza però che il bene comunque vincerà .
vi auguro a tutti di poter vedere chiaramente la luce di DIO e che possiate trovare ciò che siete venuti a cercare.



Renato Cettuzzi
Massagno , aprile 20, 2008 09:40

A proposito di questo articolo e nell'articolo stesso si citano spesso le Sacre Scritture. Ma di per sé è un argomento debole. Anche satana per tentare Gesù nel deserto cita la Bibbia.

Quindi il mio consiglio è molto semplice: non vi piace quello che dice e che fa questo Papa? Bene. Pregate e mortificatevi, perché lo Spirito Santo lo riporti sulla retta via.
Vi piace quello che dice e che fa questo Papa? Bene. Pregate e mortificatevi, perché lo Spirito Santo lo mantenga sulla retta via.

Comunque la pensiamo, ciò che dobbiamo fare è sempre la stessa cosa.

Del resto non mi risulta che né S. Padre Pio né S. Suor Lucia, che a causa di qualche Papa dovettero soffrire non poco, abbiano mai pronunciato nei confronti del Sommo Pontefice parole che non fossero di profondi rispetto e devozione.



Arai Daniele
... , aprile 20, 2008 09:41

Anatema implica separazione e quella parola di San Paolo è comando divino perché si resti nella Chiesa vincolata al Vangelo di conversione di Gesù Cristo. Ciò anche contro le parole d’apparenza angelica e evangelica. In molti dei commenti che ho letto sembra mancare non solo la vera nozione di Chiesa, ma della missione cristiana di convertire (in primis gli Ebrei), che definisce i suoi veri ministri. La ragione di questo vuoto può essere trovata nella costituzione di una Chiesa conciliare fondata sulla dichiarazione massonica del diritto alla libertà religiosa, ossia di svincolarsi dal Vangelo di conversione di Cristo. Quindi, dico a Brunella Hoyos: non dica mai “io esco da questa Chiesa nella quale non trovo piu conforto ma il viso del’AntiCristo”, invece distingua per separarsi dalla falsa e rimanere nella vera. Solo in essa c’è la salvezza che ci vincolerà per sempre al nostro adorabile Salvatore.


LICIO
... , aprile 20, 2008 09:57

- Ho compassione di questa casa: la maledizione le sta sopra sospesa. State a vedere che la giustizia di Dio avrà riguardo a quattro pietre, e suggezione di quattro sgherri. Voi avete creduto che Dio abbia fatta una creatura a sua immagine, per darvi il piacere di tormentarla! Voi avete creduto che Dio non saprebbe difenderla! Voi avete disprezzato il suo avviso! Vi siete giudicato. Il cuore di Faraone era indurito quanto il vostro; e Dio ha saputo spezzarlo. Lucia è sicura da voi: ve lo dico io povero frate; e in quanto a voi, sentite bene quel ch'io vi prometto.
VERRA' UN GIORNO!..



luce
... , aprile 20, 2008 10:46

sono particolarmente stupita di come non si comprenda l'opera della Chiesa. Studiando un periodo molto complicato come il medio evo, mi ha sorpreso come alcuni atti di Papi, che sembravano in una contemporaneità temporale contro la logica del tempo stesso, abbiano avuti risvolti clamorosi, ma tutto ciò nell'arco di cento duecento anni. Le derive ci sono sempre state e sempre ci saranno, altrimenti non si capirebbe la necessaria azione dei padri della chiesa che spesso si sono ritrovati a puntualizzare il significato del Cristiano.
Ma le impurità interne vengono annullate dal respiro programmatico dell'idea portante su cui si basa la Chiesa stessa, e il lungo periodo in cui si attuano le svolte culturali. Giovanni Paolo II da capo della Cristianità è giunto davanti al muro del pianto e lo ha benedetto, chiedendo perdono, ovvero affermando la grandezza del Cristianesimo che nel perdono ha la sua massima espressione aurea. Non credo che gli Ebrei abbiano fatto i salti di gioia, tanto è vero che hanno subito affermato che ciò non sarebbe bastato. Non basta mai all'ebreo una scusa, ha un cristiano si! La tensione che esiste da sempre fra cristiani ed ebrei è sempre stata causa di conflitti frontali, strumentalizzati dal mondo intero. Giovanni Paolo II ha sottratto al mondo la scusa del conflitto frontale, (per altro consono al mondo ebraico) ed ha affermato la Verità del Cristo portandolo davanti al muro del Pianto. Pensateci, la simbologia degli atti è molto più importante dell'atto stesso.
Per quanto riguarda gli USA, Benedetto XVI, non ha detto che è una società da prendere ad esempio, sa bene che la costituzione Americana è stata scritta da massoni, non c'è bisogno che glielo ricordiamo noi. Ma ricordatevi che prima di partire, ha confermato la scomunica verso gli "illuminati" e poi è partito. Oggi non era importante sgridare gli americani ma era importante dire davanti al mondo (ONU), che la guerra che si sta preparando non ha nessun fondamento di difesa religiosa, che si devono condannare le comunità che perseguano abusi contro l'umanità ovvero contro le deonne, i bambini e la vita in sè, per cui ha messo sul solito piano l'estremismo islamico con la stessa società moderna americana in primis. Confermo è un grande Papa.
in ultimo, ricordatevi il primo discorso a San Giovanni come Vescovo di Roma era rivolto proprio a noi, noi Italiani.



Stefano
Viterbo , aprile 20, 2008 10:46

Tutti i movimenti cosiddetti ereticali sono sempre iniziati da qualcuno che "protestava" contro un supposto allontanamento della Chiesa, del papa o della gerarchia dalla Verità.
I contestatori sempre ritenevano di poter essere più cristiani del pontefice romano, di poter interpretare le scritture meglio di lui... Ma a che serve ricordare queste cose se poi ci si ricade sempre?

Ricordiamo invece la fedeltà non solo dottrinale, ma anche l'affetto filiale, dei grandi Santi al pontefice. Qualcuno ricorda la commovente fedeltà a tutti i papi del suo tempo di Don Bosco? Qui invece si percepisce una pesante ombra di sfiducia e (forse) anche una certa mancanza di rispetto per la statura intellettuale e spirituale di Benedetto XVI. Di una tale sfiducia trovo eguali solo nei giudizi dei cattolici di sinistra (Don Farinella & c.)!

Il Papa non si sostiene da solo, non può essere l'ingenuo ed ottuso vecchietto raggirato di continuo dalla curia. Ma come si può credere questo? Il suo ministero (confermare i fratelli nella Fede...) non esiste di per se stesso o da se stesso. Sebbene non sia sempre infallibile, egli vede più lontano di noi. E comunque noi siamo fallibilissimi.

La nostra non è (com'è di moda dire) una religione "del libro", come l'Ebraismo o l'Islam, con passi più o meno oscuri da rimuginare, quasi cabalisticamente, alla ricerca di chissà quali verità sconvolgenti, sfuggite a coloro che sono stati preposti a guidarci.
Noi siamo una religione dello Spirito Santo che mai si è distratto, e che certo può servirsi anche di noi, ma che si serve innanzitutto del papa e che mai abbandona la Chiesa in balia dei suoi nemici.

Se Dio ha iniziato tutto questo, se il sangue di Gesù è stato versato, se la Chiesa è stata costituita, può solo voler dire che ne valeva la pena.
E' chiaro che viviamo in tempi difficili. Ma che dire di quelli del passato? Chi vedeva il papa e l'antipapa, o doveva scegliere tra il papa e l'imperatore, che doveva dire? Se hanno conservato la fede loro possiamo ben farlo noi. Meno angosce millenaristiche (noi comunque non sappiamo ne il giorno, ne l'ora...) e più fiducia nella Provvidenza e nei mezzi di cui ha disposto per la salvezza dell'umanità.



Antonino Allegretti
Gorizia , aprile 20, 2008 10:46

Nel discorso ai rappresentanti di altre religioni a Washington, John Paul II Cultural Center, giovedì 17 aprile 2008, S.S. Benedetto XVI ha detto:

"Messi di fronte a questi interrogativi più profondi riguardanti l'origine e il destino del genere umano, i cristiani propongono Gesù di Nazareth. Egli è – questa è la nostra fede – il Logos eterno, che si è fatto carne per riconciliare l'uomo con Dio e rivelare la ragione che sta alla base di tutte le cose. È Lui che noi portiamo nel forum del dialogo interreligioso. È l'ardente desiderio di seguire le sue orme che spinge i cristiani ad aprire le loro menti e i loro cuori al dialogo".
E' meglio che Blondet si legga i discorsi del Santo Padre prima di riportare le opinioni di uno scombinato teologo già sedevacantista come Curzio Nitoglia.
Condivido appieno quanto scritto fa Fulvio di Piacenza.



sator
Pescara , aprile 20, 2008 11:08

Perchè tutti i papi si sperticano in lagnose esortazioni a favore del bene e contro il male, senza mai fare un solo dannatissimo esempio? Perchè anche questo papa, che ne avrebbe da dire vista la sua autorevolezza, non dice chiaramente le cose come stanno? La stessa cosa ha fatto il Dalai Lama tempo fa, inneggiando alla pace ed al rispetto tenendo Bush sotto braccio. Credo proprio che la congrega satanista abbia questi personaggi sul loro libro nero, schedati alla voce "Propaganda religiosa", con tanto di report temporali per verificare l'efficienza delle loro false dottrine, ormai buone solo per un'umanità spenta nel corpo e nell'anima.


sator

P.S. "Non chi dice "Signore...Signore" entrerà nel Regno dei Cieli, ma chi fà la volontà del Padre mio." (...più o meno me la ricordo così.)



teo
roma , aprile 20, 2008 11:16

L'unico strumento a dispozione sono il dialogo e la pazienza. Altre religioni attendono come messia un conquistatore con la spada, il cristianesimo no; e se é necessario parlare con il demonio... tutta la vita é un continuo confronto con esso, anche per la Chiesa e per il Papa...


enrico
bologna , aprile 20, 2008 11:16

Signor Blondet,
tre uomini potenti c'erano a Roma prima del 10 giugmo 1940: uno è scappato ed è morto in esilio, l'altro voleva ritirarsi a vita privata, ma è morto ammazzato sulle rive del lago di Garda, l'altro non è dovuto scappare ed è morto in casa sua (Pio XII).
Azzardo un'ipotesi: forse che la Nostra Aetate è stato il prezzo che la Chiesa ha dovuto pagare ai vincitori ?

Grazie
enrico

ps
Condivido le osservazioni del signor Renato Cettuzzi



simone
Roma , aprile 20, 2008 11:21

complimenti direttore!
come sempre articoli ottimi
grazie



ANGELO CICCARELLA
VITERBO , aprile 20, 2008 11:22

Il Santo Padre, spirito sottile, non è pecora fra i lupacchiotti (leggi CLUB ANGLOFONI), poiché lo Spirito santo vigila e provvede, guida e rettifica. Nella storia della Chiesa non poche volte le cose hanno "preso di aceto", tuttavia grazie ai santi, alle anime oranti e alle guide superiori, si è ripresa la via retta, con sussulti notevoli, sicuramente. Ora, pensare che si possa guidare la Chiesa come se fosse un esercito in armi, a testa di ariete procedere contro Gog e Magog, prendendo a capocciate ogni nemico o presunto tale, senza far prigionieri, bè, credo che tale pensiero sia ingenuo e un po' troppo epidermico. Grazie al cielo non è il signor Blondet, persona ottima e di fede demaistriana, a condurre la Chiesa. Vede caro Blondet, l'uso della sciabola è consigliabile quando i nemici son tanti e arrembanti, invece il fioretto è preferibile qualora l'avversario è unico e di fronte. La strategia di consolidamento e di difesa attiva è necessaria, il momento degli schinieri verrà, perché stiamo vivendo tempi disperati, finali, ove vale sia lo spirito profetico che la spada...


Marco
Ancona , aprile 20, 2008 12:13

ha visto come la torta di compleanno del Papa assomigli ad una torre babilonese?
fa pensare..



Riccardo
Aosta , aprile 20, 2008 12:18

Molti lettori, giustamente, ricordano che il Papa è pur sempre il Papa. Questo è verissimo. Ma vedere questi ultimi Papi in certi frangenti ... Se mi passate il paragone, è come vedere il capitano della squadra del cuore che gioca male, col resto della squadra. Uno non cambia squadra e sa che il capitano è il capitano, ma ogni tanto ci sta anche di fischiarli. Scusate l'ardito paragone.


maurizio
... , aprile 20, 2008 12:53

ebrei su gesù cristo
http://it.youtube.com/watch?v=rvaSrrDsC6U



Eliseo Malorgio
Curitiba - Paraná - Brasile , aprile 20, 2008 12:57

Gentile Sig. Blondet,
In un'operetta breve, "Storia di Jenni o, l'ateo e il saggio", l'autore, il grande Voltaire fa una breve descrizione degli atti dei "conquistadores" Cattolico-spagnoli nel nuovo mondo: "...Ordinano di arrostire alla brace il re Guatimozin del Messico; corrono in Perù per convertire il re Atabalipa. Un certo Almagro, prete, figlio di prete, condannato alla forca in Spagna per esser stato ladro di strada va, con un certo Pizarro a comunicare al re, le parole di un terzo prete chiamato Alessandro VI (il Papa Borgia), il quale, macchiatosi di incesti, assassinii e omicidi, aveva dato, di propria iniziativa e per i suoi pieni poteri, non solo il Perù, ma metà del nuovo mondo al re di Spagna; che Atabalipa deve immediatamente sottomettersi, sotto la pena di incorrere nell'indignazione dei Santi Apostoli Pietro e Paolo..."
Gesù Cristo non aveva fondato nessuna chiesa, nessuna setta. Non aveva esercito. Non contrattò artisti per abbellire i suoi palazzi, non era proprietario di banche e non faceva la riverenza ai capi politici del suo tempo, non fece riverenze nè al capo dei sacerdoti giudeo, nè al governatore romano che occupava la Giudea.
Io capisco che per un cattolico fervente dev'essere un poco traumatico assistere al fatto che l'infallibile rappresentante di Dio in terra scenda a compromessi politici con i potenti del mondo, ma Gesù Cristo non era affatto così.
Lei ha tutta la mia stima Sig. Blondet poichè persegue un ideale di giustizia assoluta, al di sopra della difesa della setta, del partito, della congregazione, o della conventicola o della società segreta.
Eliseo Malorgio



mario
roma , aprile 20, 2008 13:20

L’errore di giudizio che molti di noi fanno è di confondere la Chiesa con la gerarchia. Gesù non ha mai comandato ai suoi discepoli di costituire una qualsiasi gerarchia. Ha solo indicato Cefa, la Pietra.
Ha inviato i suoi apostoli a predicare presso tutte le genti del mondo, e ha invitato gli uomini di buona volontà a fare lo stesso.
L’ordine Sacro non è una via privilegiata per raggiungere il Verbo, è invece una croce più pesante delle altre che Cristo mette sulle spalle dei “vocati”. Questi non possiedono l’esclusiva sull’interpretazione del Verbo, devono solamente dare l’esempio agli altri con la vita e le opere. Di ciò Nostro Signore chiederà loro conto al momento del Giudizio. In ogni caso sono e restano uomini, con il loro fardello di errori e di peccati. Sbaglia perciò chi si aspetta la santità tra i rappresentanti della gerarchia e si allontana dalla fede o cambia religione quando si accorge che questo non avviene quasi mai.
Dimentica che Cristo ha predicato per tutti gli esseri umani e tutti gli esseri umani sono chiamati alla santità, né è lecito giudicare il comportamento di alcuno: “Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati”.
A mio parere sbaglia anche chi confonde la fede con la politica. La fede è per l’eternità, la politica per l’oggi, perciò se si confondono le due cose, si uccide la fede. Gesù distinse bene ciò che è trascendente (la fede) da ciò che è immanente (la politica) già quando disse: "Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio".
Ci preoccupiamo di ciò che dice e fa il Papa di fronte ai governanti, ma dimentichiamo le parole di Gesù: “Ovunque due o tre si uniranno in mio nome io sarò tra loro”e infine: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. Cristo è sempre tra noi. Inutile cercarlo nelle parole scritte sui libri o sui comunicati stampa, Lui è – in concreto – vicino a noi, sempre. Il fatto di sentire il Papa spiritualmente più lontano o più vicino alla nostra visione del mondo non ci fa essere più o meno cristiani. Troviamo invece il coraggio di guardare Cristo nel volto: non è difficile, perché Lui è sempre davanti a noi.
I fanciulli non hanno avuto tempo di leggere i libri di un sapiente, ma è ai fanciulli che Nostra Signora ha affidato il Suo messaggio per l’umanità a Lourdes e a Fatima. Non è apparsa a qualche cardinale di Curia perché “Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filattèri e allungano le frange; amano posti d`onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare rabbì dalla gente”.
Né Gesù Cristo ha mai detto: “Edificate dei templi per adorarmi”, ha invece detto con molta semplicità: “Fate questo in memoria di me”. Fatelo e basta, sia che l’officiante rivolga le terga al popolo, sia che gli rivolga il volto, sia sotto una cupola affrescata, sia sotto la cupola del cielo. La sostanza non cambia e reputo fariseo e bigotto chi si ferma solo alle apparenze e giudica la validità del rito da come e dove esso si svolge e dimentica il miracolo che avviene nel rito: la trasformazione del pane e del vino in carne e sangue di Cristo.
“Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all`esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume”.



ForzaRatzinger
... , aprile 20, 2008 13:24

Approfitto per chiedere alla redazione di dedicare un articolo ai cambiamenti apportati dal pontefice alla dottrina del limbo. Una proposta che mi ha colpito soprattutto perchè viene da un tradizionalista....(colpito in positivo comunque)
Faccio questa richiesta anche perchè non ho capito bene come è finita....ho sentito discorsi strani su peccato originale e 'tre settimane'.
Vi ringrazio in anticipo.



Jorge
Udine , aprile 20, 2008 13:25

Direttore Blondet:
Le mie congratulazioni per l'articolo. Esemplare per competenza, coraggio e onestà intellettuale.



Ruggiero
... , aprile 20, 2008 13:34

Sinceramente, essendo peraltro obiettivamente
meno "tecnico" di tanti lettori, fatico pur
tuttavia a riconoscere la validita' della
materia del contendere. Io so che la Chiesa
e' "la Comunita' dei credenti", cioe' e'
costituita non tanto dai "togati" (cardinali,
vescovi, ecc. , cioe' i "professional"), ma
dai tanti che, nel chiuso delle loro case o
all'aperto nelle chiese, credono. Tanto che
nel Medioevo la cittadinanza sapeva bene
riportare all'ordine i "togati" deviati,
senza farsi intimidire. Il credente non puo'
uscire dalla Chiesa, anche volendo, per il
fatto stesso di credere. La Chiesa e' sua,
quanto del Papa. Lo dimostra la circostanza
che mi risulta che persino un "non togato"
potrebbe essere eletto Papa, magari il
medesimo Blondet. Sarebbe il Direttore
Blondet un buon Papa ? Per la purezza della
fede e delle buone intenzioni, per il
coraggio delle denunce, probabilmente si !
Durerebbe molto ? Forse no, perche' il suo
percorso potrebbe assomigliare a quello del
Papa supposto MARTIRE Giovanni Paolo I. A tal
proposito, la Chiesa togata non lo cita quasi
mai (tanto che anche recentemente i parenti
se ne sarebbero lamentati), la Comunita' dei
credenti probabilmente lo ricorda e lo ama di
piu'. In confronto, il suo successore lo si
voleva santificare alla velocita' della luce;
ma poi qualcosa, giustamente, a modesto parer
mio, si sarebbe inceppato. Benedetto 16 ha
ripetuto in misura persino ossessiva la
richiesta di perdono per gli scandali
sessuali. Probabilmente lo scopo principale
del viaggio e' stato quello di recuperare al
Vaticano i contributi dei credenti cattolici
Usa, che ne sarebbero la di gran lunga
maggiore fonte di sostentamento. Forse e'
stato un viaggio di umiliazione e di
penitenza, una specie di Canossa al contrario.
A questo scopo principale tutto il resto
sarebbe stato subordinato: denunciare, ma
senza far capire quali fossero i colpevoli.
Mantenere buoni rapporti con tutti,
esercitando - ma solo in parte - la propria
missione istituzionale, tanto da non superare
il confine del rischio. Non mi pare eroico,
ma forse e' l'unico modo per rimanere vivi.
Invece la comunita' dei credenti ha il
diritto ed anche la possibilita' di non
accontentarsi, e di premere per piu' alti
obiettivi. Forse ha maggiore potere di
impatto la massa dei comuni credenti, che non
la gerarchia stessa.






teo
Roma , aprile 20, 2008 14:36

Se la Chiesa é un potere temporale é perché la fase solo spirituale é finita nel 476 dC con la caduta dell'impero romano d'occidente. Operare nella materialitá necessita il relazionarsi con essa e manipolarla. Non si puó aiutare un naufrago senza bagnarsi le vesti, non é possibile a chi sia investito di capacitá umane e con esse debba operare...


laura
milano , aprile 20, 2008 14:47

Non ci resta che...pregare


massimo stella
MILANO , aprile 20, 2008 15:10

SE IO FOSSI PAPA

se io fossi Papa chiederei perdono per tutti i peccatori a DIO , non agli americani per i pedofili togati

se io fossi Papa direi che chi va a portare vendetta dall'altra parte del mondo armato dalla testa ai piedi in nome di portatori di democrazia si discosta alquanto dall'idea di cosa debba essere un cristiano

se io fossi Papa incotrerei l'assassino bush solo se venisse dall'America in Vaticano in ginocchio o strisciando

se i