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Un conoscente, davvero brava persona, meridionale, gran lavoratore, manovale, sanguigno, da sempre militante comunista, mi incrocia il giorno dopo le elezioni lungo la ciclabile, mentre vado al lavoro.
Vedendomi arrivare, in ritardo come sempre, mi sbarra la strada e con il suo accento meticcio calabro-emiliano, tutto trafelato ha evidentemente fretta - così immagino - di comunicarmi la sua rabbia per il risultato del suo partito.
Già sono rassegnato alla raffica di bonari insulti, improperi, imprecazioni, invettive, esecrazioni, bestemmie, quando lui invece, tutto eccitato, allarga le braccia ed esclama risoluto: «Dottore, abbiamo vinto le erezioni!», (sic!)… con la «erre».
Lo guardo stranito, pensando sia reduce da una notte di sogni effervescenti o abbia sbagliato pillola, prendendo quella blu: e invece no.
Evidentemente travolto da un turbinio di emozioni e proiezioni, di passioni e sentimenti, ma...( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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