
Qualcuno in israele decide di rompere il silenzio:
come da un luogo oscuro escono terribili racconti di angherie decennali
perpetrate a danno della popolazione palestinese per mano del glorioso esercito
giudaico.
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Cuori e menti consumati dall’odio |
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L’organizzazione ebraica «Breaking the silence» (Rompere il silenzio) ha diffuso un opuscolo di cento pagine che contiene interviste a decine di soldati di Tsahal impiegati ad Hebron, la città palestinese di Gaza dove però fra 80 mila palestinesi pretendono di abitare 700 coloni ebraici, che i soldati difendono.
L’agenzia ebraica Ynet.news ha ripreso quattro di queste interviste (1).
Le mani tagliate col filo di ferro
Soldato: «C’era uno matto davvero nella mia unità, gli piaceva torturare. Una volta ha provocato l’amputazione delle mani di un uomo».
Intervistatore: «Cosa è successo?».
Soldato: «Insomma, c’era quell’arabo... il soldato gli ruba una scatola...( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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