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Le prossime vittime del crack: tre milioni di pensionati USA

Monica Semprini    22 aprile 2008
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Il rischio di una crisi finanziaria di drammatiche dimensioni non è un’invenzione. E’ uno spettro che si aggira e che sta prendendo sempre più corpo nelle menti degli analisti e degli operatori finanziari.

«La questione dei mutui sub-prime - sostiene una recentissima ricerca di Business Intelligence Research, un centro studi indipendente di analisi dei cicli economici e degli investimenti - potrebbe essere solo la prima tappa di una escalation dai contorni non meglio definiti ma dagli esiti drammatici» (BIR Report, aprile 2008).

Nella cornice delle previsioni sul futuro ci sono immagini chiare, dettate dalla solidità dei numeri e dalla precisione delle cifre.

In sintesi, tutte le tendenze in atto confluiscono verso un vulnus che potrebbe avere dimensioni epocali. Si tratta dei Fondi Pensione americani. E qui comincia una storia nella storia. Ma andiamo per passi graduali.

La crisi finanziaria scatenata dal dissesto dei mutui sub-prime ha portato - come è stato peraltro stimato nell’ultima riunione del Fondo Monetario Internazionale (aprile 2008) e dalla stessa Casa Bianca nello scorso marzo - ad una perdita di oltre 900 miliardi di dollari per le istituzioni finanziarie di tutto il mondo. Ma non è finita.

La BaFin, l’Autorità tedesca di controllo del settore bancario, nel suo bollettino di aprile sottolinea che a questa cifra si dovranno aggiungere anche le voci dei riscatti dai fondi di investimento e dai fondi pensione.

Il settimanale Der Spiegel, da sempre attento alla questione, sta monitorando il problema da vicino, anche perché il 15% delle massa di denari investiti in fondi pensione a livello mondiale è amministrato direttamente da banche e istituzioni tedesche. In sostanza nei prossimi mesi si potrebbero scatenare due fenomeni tra loro congiunti.

Da una parte chi può cercherà di ridurre le quote di investimento nei fondi pensionistici integrativi così come è accaduto, ad esempio, in Italia e in Francia nei primi mesi dell’anno nel settore dei fondi comuni di investimento.

Nel nostro Paese - così ha informato Assogestioni, l’associazione delle società che gestiscono i fondi e il risparmio degli italiani attraverso le SGR, le società del risparmio gestito - nel mese di gennaio il saldo tra raccolta e dismissione dai fondi è stato negativo per 19 miliardi di euro. Nel mese di febbraio il saldo è stato ancora negativo per altri 9 miliardi e così ancora in marzo.

In soli tre mesi sono fuggiti dall’ovile dei fondi di investimento oltre 30 miliardi di euro!

Questa tendenza - accentuata molto in Italia - è tuttavia globale. Ne sanno qualcosa gli uffici studi di banche come Merrill Lynch e soprattutto di Deutsche Bank. In particolare è in allarme il capo economista per l’Europa di Deutsche Bank, Thomas Mayer il quale già in passato aveva chiesto alla Banca Centrale Europea di essere più morbida nella sua politica di controllo e di vigilanza.

Nello scorso settembre 2007 la Deutsche Bank  aveva infatti esortato la Banca Centrale Europea (BCE) ad alleggerire i criteri di sicurezza che le banche d’affari sono tenute a presentare per ottenere il denaro dalla Banca Centrale.

«Io credo che occorre fare qualcosa. La FED ha dato l’esempio» aveva dichiarato al Financial Times Deutschland lo stesso Thomas Mayer (5 settembre 2007). A suo avviso la BCE, con tali misure, potrebbe combattere la crisi sui mercati finanziari.

Nello stesso periodo la Federal Riserve statunitense di Ben Bernanke aveva deciso di accettare come garanzia anche titoli che poggiano su crediti ipotecari. In tal modo ha facilitato l’accesso ai crediti delle banche e, al tempo stesso, ha sostenuto il prezzo dei titoli che gli istituti finanziari hanno al momento difficoltà a piazzare sul mercato.

Perché questo è potuto accadere? Per una sola e semplice ragione. Ed è qui il nocciolo del problema. Andiamo ancora per gradi e poi il vulnus apparirà in tutto il suo macabro splendore.

Negli Stati Uniti i fondi pensione hanno investito tra i 6 mila e gli 8 mila miliardi di dollari in titoli di scarsa - se non scarsissima o nulla - affidabilità (stima del Centro Studi Europe2020, aprile 2008).

Sono poco meno o poco più dei titoli «spazzatura» con cui ci siamo già scontrati in passato: azioni di banche e società finanziarie esposte anche indirettamente con i sub-prime e/o obbligazioni legate ad architetture finanziarie sofisticate, come anche le cosiddette polizze unit linked, le polizze vita agganciate ad obbligazioni strutturate il cui valore è sua volta ancora parametrato ad una serie
di variabili complesse.

Insomma, il sistema americano ha messo in involucri quotati sui mercati gli stracci che non vuole lavare in casa, cercando di spalmare sugli investitori in giro per il mondo il marcio delle sue intenzioni e delle sue attività.

Su questi titoli sono però incappati gli stessi fondi pensione statunitensi e in parte anche quelli tedeschi. E da qui si spiega il forte interesse e la comunanza di vedute tra certe istituzioni germaniche e la scuola monetarista che ancor oggi detta legge negli Stati Uniti e alla Federal Reserve.

I fondi pensione sono intrappolati nella palude dell’inganno e non sanno come uscirne. O meglio, lo sanno: per uscire indenni si devono scaricare i bubboni sui conti pubblici o sugli  investitori esteri. Una strategia che non fa una grinza.

I fondi pensione che hanno raccolto le quote dei loro sottoscrittori e delle loro categorie hanno investito su molti prodotti finanziari. Alcune banche d’affari hanno premuto e spinto perché i fondi investissero anche in altri strumenti, con la scusa di diversificare i rischi. E così alcuni fondi hanno messo quote di capitali su azioni e obbligazioni ad altissimo rischio. Nel frattempo è scoppiata la crisi dei mutui sub-prime.

Il governatore della FED, Ben Bernanke, è corso ai ripari iniettando il sistema di liquidità e abbattendo i tassi. Non è un caso ma una necessità: deve tenere alta la fiducia sul circuito degli investimenti, pena in prima battuta la bancarotta di grandi gruppi come Bear Stearns & Co. Un fallimento che potrebbe riversarsi a cascata sui fondi pensione che hanno investito su azioni di società e di banche come appunto la Bear Stearns & Co.

Ecco il vulnus: sono i Fondi pensione americani, che potrebbero esplodere a breve. Perché?

Ci informa ancora l’analisi indipendente dell’Europe 2020, il cui bollettino di aprile mette in rilievo la questione demografica americana: «tra settembre e novembre di quest’anno andranno in pensione i figli del primo baby boom, quello degli anni 1945-1948». Almeno tre milioni di statunitensi usciranno dal panorama lavorativo perché ormai in età di pensione.

Faranno domanda di riscatto di capitale ai fondi pensione o accetteranno assegni mensili dalla prospettiva magra? E con che cosa pagano questi assegni i gestori dei fondi? Con quale denaro, visto che hanno in pancia una buona dose di carta straccia?

Questo argomento - che non è ancora uscito pubblicamente ma che è oggetto di riflessione negli uffici strategici di enti politici e di grandi banche - tra qualche mese diventerà di grande attualità e  avrà titoli sulle prime pagine dei quotidiani.

Qualcuno ha già dato un nome a questi spettri, chiamandoli ghost assets, gli investimenti fantasma. I soldi investiti sono veri, le rendite che dovrebbero garantire, invece, potrebbero esistere solo sulla carta.

Non voglio essere profetessa del malaugurio, ma quando in autunno i nuovi pensionati americani cercheranno soddisfazione allo sportello dei fondi pensione potrebbero restare molto delusi. E il mercato come reagirà?

La risposta è in un’immagine presente nei racconti di Lovecraft, secondo il quale «gli spettri vivono là dove esistono le rovine». Dopo i sub-prime la catena della crisi si concentrerà su altri anelli.

E un’altra tappa della macabra danza potrebbe essere proprio quella dei fondi pensione, troppo esposti sui mercati finanziari e facili prede degli speculatori e dei giocatori d’azzardo che non guardano in faccia a nessuno.

Monica Semprini
(analista indipendente)


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Commenti : (15)
mario
... , aprile 22, 2008 10:19

sarà possibile far pagare il conto a chi ha causato il danno?



Giuseppe
Barcellona , aprile 22, 2008 10:31

il problema si resume in 3 concetti; voracita, avarizia e manca di controllo
voracita: dai anni ottanta non soltanto hanno preso tutti i ex monopoli publici ( energia, telecom, trasporto, acque..) ma anche nei paesi anglossassoni le pensioni
avarizia, loro proffiti sono aumentati in forma geometrica ( nessun d'altro settore ha potuto ne anche avvicinarsi)
manca di controllo, sempre nei anni ottanta tutti i controlli sono saltati, hanno speculato a futuri, con soldi inesistenti , in operazioni di grandi rischio,anche quelli dei pensionati¡¡¡

morale, un altro 29, chi coprira le perdite?
distinti saluti



Carlo Torino
Torino , aprile 22, 2008 12:28

Ma in Italia chi ha sottoscritto un fondo pensionistico (es. Cometa), cosa si deve aspettare? c'è qualche organo competente che controlla che questi soldi non diventino il "salvadanaio" delle banche?
Forse si rende ancora più chiara la mossa del governo Prodi and Sachs che ha voluto a tutti i costi portar via il TFR dalle aziende...



Piero
GUASTALLA , aprile 22, 2008 12:40

Il capitalismo nella sua fase terminale è diventato guerrafondaio e malavitoso.

Soccomberà perchè le guerre sono perse.
I criminali contavano di vincere le guerre e far pagare il conto ai popoli soggiogati con le armi e il terrore.



Impaurito
... , aprile 22, 2008 13:12

Qualcuno sa qualcosa delle obbligazioni emesse dalle nostre banche? Come si fa a verificare che non siano anche quelle collegate in realtà ai titoli spazzatura?


Marco V.
Roma , aprile 22, 2008 18:49

Ottimo articolo, molto chiaro, grazie Monica Semprini.

Sinceramente, faccio una gran fatica a comprendere perché diversi lettori di questo sito (..forse quelli casuali? ..o distratti?) ancora chiedono consiglio per sapere dove è meglio investire e dove ci sono meno rischi... Ma - mi rivolgo direttamente a loro - ancora non lo avete capito che l'intero sistema sta collassando??? Se avete soldi in banca, ritirateli tutti o quasi, e metteteli nel caro vecchio materasso! Se dovete scegliere riguardo il TFR, prendete i soldi subito! Se avete titoli, azioni, bond, ecc., vendeteli al più presto! Se avete proprietà o attività di un genere che perde valore in caso di crisi, cedetela! Se intendete reinvestire, fatelo esclusivamente in attività produttive di beni e servizi che acquisteranno valore! La stessa cosa se volete iniziare una nuova attività, create un servizio originale che sia realmente utile anche in tempi di crisi, o investite nell'agricoltura in modo collegabile ai gruppi cosiddetti "di acquisto solidale", e così via. In ogni caso, prendetevi i soldi, finché ancora ci sono, e preparatevi al peggio!
Sarebbe bello se la Redazione ci regalasse un articolo di soli consigli concreti e pratici per cercare di sopravvivere al lungo periodo buio, sempre se Dio ce lo concederà...



Ivan
Prato , aprile 22, 2008 18:59

Ringraziamo gli Usa che ci hanno liberato dal nazifascismo. A loro vada l' eterna gratitudine dei "gladiatori" del PdL e il nostro più caloroso vaffa...!


Marco
Piacenza , aprile 22, 2008 21:07

Parlando alcuni giorni fa, con un nostro cliente americano, sono stato informato di fatti molto attinenti all'articolo; già da alcuni mesi , persone in età pensionabile fanno richiesta al loro fondo pensionistico per il riscatto e/o l'assegno mensile, sapete quale è la risposta? Signori miei i soldi sono finiti, sapete alcuni investimenti non "perfettamente riusciti", la congiuntura internazionale ecc. ecc. Conclusione: i fast food stile Mac Donald, supermercati, parcheggi ecc. sono sempre più l'ultima occasione di lavoro per gli over 65 che si accontentano del minimo tabellare e anche meno per non morire di FAME....
Questo è quello che si può veramente chiamare capitalismo terminale.



Giuseppe
Foggia , aprile 23, 2008 06:13

io da ingenuo penso che "inietteranno di liquidita"="carta straccia" tutti i pensionati, così l'inflazione potrà esploredere senza freni e scaricare sulla popolazione inerme lo sterco della finanza creativa.

n.b. la carta straccia nel senso metaforico, si dovrebbe dire: carta straccia elettronica.



Marino
Milano , aprile 23, 2008 13:41

Grazie per l'interessante riflessione, che mi ha consentito di riunire in un solo scenario alcune tendenze e segnali che si riscontravano qua e là. Desidero aggiungere che forse anche il settore del credito al consumo non sta così bene come qualcuno vorrebbe farci credere. Sul mondo dei prestiti personali esistono ricerche e stime? Quali sono le previsioni sul futuro? Davvero sono tutti solvibili? Spero di leggervi ancora su questi argomenti, che mi interessano molto. Grazie


sergio
... , aprile 25, 2008 17:27

Tranquilla, dott.ssa Semprini, i soldi non mancheranno, verranno stampati in quantità adeguata; è stato già deciso. I pensionati del baby boom avranno tutto quello che è stato loro promesso. Almeno in termini "facciali" la faccia sarà salva. M3 veleggia già ora al 20%. Lo Zimbawe è alle porte. Se soltanto i tedeschi collaborassero almeno un pò.......


sergio
... , aprile 25, 2008 17:31

è che loro (i tedeschi) probabilmente hanno un qualche brutto ricordo di ciò che porta l'iperinflazione .......


lo Sgarro
Brescia , maggio 07, 2008 18:01


La Monica Semprini ha messo il dito in una delle tante piaghe che martoriano il corpo finanziario di questo mondo al giro di boa del terzo millennio. Lei è analista indipendente, mentre io sono dipendente...bancario. La visione pessimistica, però , è la stessa : ci sono tutti presupposti di una crisi ancora più dura che nel 1929.
Poi il mondo cambierà un'altra volta ....lo dicevano già i MAYA ....nel 2012 il mondo cambierà volto.....e pochi sguardi nobili vedran l'aurora.
Ma, a parte queste elucubrazioni mentali che servono anche a me solo per sfogarmi, io dico che l'uomo saprà ancora una volta adattarsi alla situazione.
Dicono gli esperti che mooooolto tempo fa la terra ha rischiato già una volta di spopolarsi ( erano rimasti in DUEMILA su tutto il pianeta ). Quindi, documentario di Al Gore alla mano, pensionati in allarme, la mia generazione che si caga sotto perchè non sa più se andare a destra ( cazzuta!) o a sinistra ( di qua MAI!) , i giovani in precariato perenne che non si accoppiano più ( o , meglio , DICOno di farlo per poi divorziarne !) , le donne con la pillola del giorno dopo e Padre Pio riesumato alla modica cifra di 3 o 4 milioni di euro ( ma l'incasso EBREO-MASSO-CATTO-LIBERISTA sarà più del triplo !), con qualche famoso cardiologo dei bambini accusato di pedopornografia ......

MA DOVE VOGLIAMO ANDARE ?

Ah, a proposito Monica .....ti sei dimenticata di parlare delle POLIZZE VITA in scadenza ( nel 1998 ne sono state sottoscritte, solo in Italia , qualcosa come 170 miliardi di euro .....)

Saluti....vado a preparare l'Arca di Michele .......



laura gambioli
ancona , maggio 09, 2008 11:48

mi sembra che che le vostre visioni siano un po troppo pessimistiche e irreali in quanto esiste una economia che produce e gente che lavora anche in modo serio, per quanto riguarda gli investimenti finanziari la volatilità e' sempre esistita e fa parte della loro natura e del sistema, ogni valore attribuito e' sempre relativo. consiglierei alla Monica Semprini una visione un pò più positiva e fiduciosa..........saluti


giovannii
bolzano , giugno 02, 2008 10:52

ciao...dato che faccio la tesina sulla crisi della borsa del 1929 in collegamento alla crisi dei tempi recenti negli stati uniti..non è che qualcuno mi potrebbere dire un pò in modo preciso, se possibile, quali sono i motivi principali di queste crisi?? è proprio il sistema americano di controllo ossia il SEC che non funziona o così o sono altre le cause?? perké da noi non è successo ancora qualcosa del genere...quindi è la nostra CONSOB che ha un controllo rigido e nelgi stati uniti manca ciò..o sono altre le cause??? se qualcuno mi rispondesse mi farebbe un grandissimo favore...grazie..ciao



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