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Oramai siamo assuefatti da un’accavallarsi da avvenimenti tragici, macrabi e di un’immoralità devastante. Non ci stupiamo neanche più di tutto questo, di avvenimenti che, fino a pochi anni fa, avrebbero riempito le pagine dei giornali per mesi.

Disonorata società

Maurizio Blondet    27 aprile 2008
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Alla scuola media di Sant’Antimo (Napoli) cinque ragazzi si esibiscono per far vedere chi ce l’ha più lungo. Tirano fuori gli organi sessuali. A scuola. Giudice della gara, una insegnante di 40 anni, ora denunciata con gli scolari alla procura.

A Lugagnano, Verona, massacro dei due coniugi Luciana e Luigi Meche, villetta con piscina: l’assassino, un ventenne romeno, sostiene di aver ricevuto avances sessuali da lui (60 anni), e «gli elementi di prova che gli investigatori hanno raccolro nell’abitazione, la posizione dei corpi,  la possibilità che al momento della morte Meche fosse nudo», tendono a dar ragione al ragazzo. Che paese siamo?

Dostojevsky scrive da qualche parte, nei «Demoni» (o meglio, «Posseduti»): offrite agli uomini il diritto al disonore, e sarete sicuri di vederceli accorrere in massa, con voluttà. La frase rischia di essere enigmatica. Il concetto di «onore» da gran tempo è abbandonato. Evoca al massimo qualche commedia all’italiana, il «delitto d’onore» ridicolizzato in molti film  di quarant’anni fa.

Effettivamente - lo dico per i più giovani - ancora negli anni ‘50, un marito che scopriva la moglie «in flagrante» con un amante, uccidendo tutt’e due, aveva dalla sua la clemenza del codice. Egualmente una giovane, che avesse dato la verginità sotto promessa di matrimonio, se poi lui non avesse mantenuto la promessa, poteva uccidere con qualche diritto, perchè il suo onore era stato tradito. Ridicolo. Cosa da Paesi islamici.

Ma Tolstoi, in un breve bellissimo romanzo («Sonata a Kreutzer») racconta di un marito che s’accorge, dall’intesa con cui sua moglie al piano accompagna il suo insegnante di musica che suona violino, mentre appunto eseguono la «Sonata a Kreutzer», che tra i due è consumato l’adulterio; forse solo nell’anima, ma non importa. Li uccide, e «i giurati lo assolsero».

Di fatto, anche in Russia, anche nelle legislazioni europee, non molto tempo fa, l’onore era qualcosa che veniva preso molto sul serio. Adulteri avvenivano, come sempre, ma erano anche fisicamente pericolosi.

Oggi non si capisce nemmeno più bene che cosa significhi, «onore», e la necessità  di salvaguardarlo. Lo si confonde, temo, con la reputazione, il «cosa dirà la gente».

Così, il pathos di un’intera grande letteratura europea si stinge per noi, banalmente. Se c’è ancora chi riesce a leggere Madame Bovary, magari sbuffa: quante storia per una scopata! E’ il racconto, psicologicamente insuperabile, di come una moglie, a poco a poco, si concede il diritto al disonore. Anna Karenina, è la storia di una donna che, irresistibilmente, cade nel disonore. Persino l’eros che rende intensi quei romanzi diventa scipito, a chi non sa cosa sia l’onore.

Il gran romanzo di Proust è, anche, la piccante o mostruosa rivelazione di come una folla di persone onorate e onorevoli, in realtà si disonorino in vizii segreti; la rivelazione che la società ha falle occulte e bassifondi ripugnanti, dove ci si rivoltola nel disonore.

Ancor più chiuso, enigmatico alla nostra compressione contemporanea, è «Cuore di Tenebra» di Conrad, perchè lì non si tratta di onore sessuale, ma di ben altro. Kurtz, il funzionario della compagnia belga, che dal fondo della foresta congolese manda una quantità prodigiosa di zanne d’elefante - come scoprirà l’io narrante alla fine della risalita sul tenebroso fiume - si è fatto capo di una tribù negra, che ha soggiogato e che lo adora come un dio.

Kurtz ha rinunciato all’onore dell’uomo bianco pur mantenendone tutte le conoscenze, ha usato la civiltà per avere il potere più brutale. Ed ha orrore di sè stesso. «L’orrore, l’orrore», sono le ultime parole di Kurtz.

Ma noi non lo capiamo: orrore di che? Il fatto è che di Kurtz ne abbiamo a migliaia attorno e sopra di noi. La figura che Conrad prefigura è il dittatore tecnologico e neo-selvaggio, che abusa senza limiti dei mezzi della civiltà avendo rinunciato al decoro civile perchè lo sente come ostacolo, ossia quella che ha dominato il ventesimo secolo.

Dostojevsky ne aveva già dato una versione: nei «Posseduti» c’è un personaggio, Chigalev, ossessionato dall’ideologia dell’uguaglianza assoluta da stabilire tra gli uomini, il quale conclude che l’uguaglianza dovrà essere imposta col sopruso.

E dice: «La calunnia e l’assassinio nei casi estremi, ma soprattutto l’uguaglianza»: è la profezia del sistema sovietico, della sua polizia torturatrice e concentrazionaria, senza onore (la calunnia è ancor più disonorante dell’omicidio). Ma non lo capiamo, perchè ci abbiamo fatto il callo.

Oggi, il diritto al disonore è banalizzato, di massa, nella scuola di Sant’Antimo come a Lugagnano. Faremo il callo anche a questo, già lo stiamo facendo.

Non faccio la predica da chissà quale altezza morale, anch’io sono cresciuto e vissuto in una società che da gran tempo s’è data il diritto al disonore. Anch’io ho poco senso dell’onore. Le prove di questa insensibilità sono dovunque.

Il senatore a vita ottantenne Emilio Colombo, che manda la scorta che gli è data (agenti della Finanza) a comprargli la cocaina, è un uomo senza onore perchè resta al suo posto. Disonora il Senato, il quale si disonora per conto suo non esigendo da lui di dimettersi. Un presidente della repubblica eletto alla massima carica dopo essere stato rimproverato dalla Comunità Europea per aver rubacchiato sulle note spese, è un caso disonorevole; che felicemente accettiamo ed applaudiamo quando parla altamente a nostro nome.

Ciò ha naturalmente gravi conseguenze su tutta la società, la fa marcire. Perchè in realtà, facciamo finta di accettare i richiami alla Costituzione, alla legalità, alla Resistenza, che ci vengono dalle «istituzioni» e dal suo vertice -  anche i giornalisti e i politici che fingono di aderire, untuosi, nel «rispetto per il capo dello Stato» - sanno che è solo una finzione.

L’ufficialità istituzionale è diventata radicalmente finzione, nessuno si sente tenuto a comportarsi con coerenza con quelle parole. L’ordine alla padre Zappata - fate quel che dico, non quel che faccio - non ha alcuna forza di convinzione, al contrario è un incitamento coperto al disonore generale.

Così, le Caste disonorate rafforzano il loro potere difendendo i propri interessi, i politici non si sentono impegnati dalle loro promesse, gli impiegati pubblici alle prestazioni; rubano i sindacati e la Telecom, i fabbricanti di vino si concedono di adulterare, quasi ciascuno si concede l’adulterio senza conseguenze, si scoprono insegnanti privi di senso dell’onore come a Sant’Antimo, coppie mature porno a Lugagnano, gente che non restituisce i prestiti all’amico, ma li restituisce all’usuraio (perchè lui ti minaccia fisicamente), ragazzine indecenti cubiste a 12 anni, verginità gettate nei cessi di una discoteca, ubriachi che ammazzano passanti e fuggono senza soccorrerli, per sfuggire alla responsabilità; vigili con il falso permesso di invalidi sull’auto... alla fine, tutta la parossistica «insicurezza» che proviamo dipende, forse, meno dagli immigrati, che  da noi stessi: non ci possiamo più fidare gli uni degli altri, mai.

Sappiamo che colui che ci parla non ha onore, che è pronto - per il suo tornaconto o il suo piacere momentaneo - a disonorarsi. E invochiamo la dittatura delle leggi penali: è la dittatura dei procuratori, spie delle nostre vite e pronti a sbatterci in galera, sotto cui finisce - inevitabilmente - una disonorata società.

L’8 settembre del ‘43 fu per la maggioranza degli italiani il giorno in cui si concessero il diritto al disonore. «Tutti a casa», la «liberazione». Ci furono minoranze  che scelsero una parte o l’altra per onore, per tener fede a un giuramento: la metà di queste minoranze è vilipesa per aver scelto «la parte sbagliata», ossia la perdente, in cui non c’era nulla da guadagnare.

Ciò ha oscurato per sempre ogni chiaro senso dell’onore, e impedisce la nostra guarigione. Anche la metà vincente non sta meglio, se ha cominciato con l’eleggere Moranino (un assassino di massa, partigiano rosso) ed ha finito per eleggere Vlad Luxuria, accolta peraltro senza una piega da un parlamento dove un terzo dei nostri rappresentanti tira di coca, e se uno è scoperto in albergo con due puttane, non sente l’obbligo di dimettersi per indegnità.

La parabola discendente ha la forza di una parabola di Esopo: «de te fabula narratur», disonorata società che accetti da te stessa l’inaccettabile.

Potrà sembrare un discorso passatista. Mi domando però se, senza onore, si possa essere perfino cristiani, o credenti veri. Non so se possiamo comprendere che l’intimo rapporto fra Maria e Giuseppe fu un delicato rapporto di onore.

Giuseppe, prendendo Maria incinta per moglie, la salvò dalla lapidazione che toccava alle adultere, e ne salvò l’onore (Lei, come un agnello, non disse una parola per il proprio onore). Lei, delicata, mantenne il segreto sul Padre di quel Figlio, e protesse  l’onore del suo vergine marito di questa vita.

Aggiungerò che Maometto afferma la verginità di Maria, ne difende l’onore contro le calunnie disonoranti del Talmud, che la diceva adultera: uomo d’onore, generoso nell’onorare.

Essere cinici, dire che Maria era incinta di Pandera, è ovviamente più «naturale» da credere, per chi all’onore ha rinunciato. Senza onore, persino l’umiltà è impossibile.

L’umiltà è l’accettazione volontaria delle ferite al proprio onore, giunge eroicamente a quella che Padre Pio chiamava «abiezione» («Sono malato fra gente a cui dò fastidio: ecco una buona abiezione»), ma essa suppone che uno abbia un onore da difendere, un patrimonio di dignità a cui rinunciare da vittima.

L’onore era un tempo  instillato ai soldati. Da ciò si intuisce la differenza tra l’onore e la reputazione. Sul campo di battaglia puoi fare quasi tutto, violentare, rubare, uccidere inermi a piacere, vilipendere cadaveri. Ciò che ritiene è qualcosa che sta - deve stare - dentro il soldato, l’onore di sè. Sembra incredibile, oggi. Ma ancora la Wermacht si rifiutò a superare certi limiti, per ciò che andava oltre il limite c’era un corpo politico, le SS.

Non ci siamo più abituati, i soldati americani si disonorano ogni giorno in Iraq, preda della loro viltà che diventa ferocia; il loro presidente mente sapendo di mentire, di fronte a tutti; i soldati israeliani si disonorano sparando ai bambini a Gaza e distruggendo gli oliveti degli inermi coi cingoli. Quando tornano alla loro società, tornano come assassini a cui è stato concesso il diritto al disonore. La società  sta già pagando il prezzo, per mano loro.

Come si ricostruisce l’onore in una società? Francamente non lo so. Quello europeo fu una lunga, complessa  e sempre fragile creazione culturale. Occorrerebbe una cavalleria, una nobiltà, un’opinione pubblica che lo approvasse, un insegnamento all’onore.

Ma l’ultima difenditrice dell’onore - la ragazza che dopo aver dato la «prova d’amore» non è sposata, e perciò spara - è da gran tempo la macchietta di una commedia all’italiana, di cui si è perfino smesso di ridere.


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Commenti (49)add comment
Giuseppe
Foggia , aprile 27, 2008 08:32

tutto vero, io devo dare l'esempio a chi mi viene affidato (anche se vorrei assumere un comportamento diverso), e lo faccio perche' pur essendo macchiato di peccati, io sento che dare il cattivo esempio e' un peccato piu' grave per un cristiano:

e' per questo che la rispetto, perche' Dio le ha dato la responsabilita' di informare chi non sa cio' che lei riesce ad osservare, questa e' la sua missione.

Al governo viene affidata la nazione, cosi' si guadagnano la propria ricompensa, all'insegnante i propri studenti, ai genitori affida i figli: questa e' la nostra croce fino alla morte, che spesso viene riggettata.

Grazie per quello che ci descrive, Dio le ha affidato i suoi lettori.



ciccio
milano , aprile 27, 2008 08:42

Dal Corriere della Sera :

La Germania spiera' le abitudini sessuali dei tedeschi ,per informare gli Usa .

Nel frattempo leggo da :
"ECONOMIA CANAGLIA" di Loretta Napoleoni
Pag;24 che:
"Israele e' uno dei maggiori importatori di prostitute slave. Ogni mese un milione di israeliani fa visita a una prostituta.
Secondo la Commissione di inchiesta parlamentare israeliana:

Ogni anno dalle 3000 alle 5000 donne (dell'ex blocco sovietico ) vengono introdotte clandestinamente in Israele e vendute all'industria della prostituzione(...)le donne lavorano sette giorni su sette fino a 18 ore al giorno e dei 120 Nis(27 dollari)pagati dai clienti , a loro ne restano solo 20(4?5)dollari .10000 di queste donne attualmente risiedono nei 300-400 bordelli del paese. Sono vendute dagli 8000 ai 10000 dollari L'una.



danilo
damasco , aprile 27, 2008 08:57

vivo in una societa' dove l'onore e' una delle poche cose rimaste e che viene ancora lavata col sangue. Spesso si vede gente agli angoli delle strade vendere cose inutili e piu' costose che in un semplice negozio, ma guai a fargli l'elemosina, la rifiutano: "se vuoi compra e paga, ma non accetto elemosina". Una volta mi trovavo in uno dei mercati piu' poveri di Damasco, e vicino a me una vecchietta che mi ricordava la buon anima di mia nonna negoziare con un commerciante sul prezzo di un oggetto, le mancavano 5 o 10 lire, circa quindici centesimi, e dopo il rifiuto del negoziante, si ritira rattristita con la sua borsetta composta da una bustina nera di plastica. La seguo su una stradina desolata, per togliergli il disonore di prendere soldi davanti alla gente ma, al mio gesto di dargli pochi spicci, lei rifiuta categoricamente ringraziandomi di cuore dell'offerta. Non mi sono mai vergognato in vita mia di essere 'ricco', veniamo da una societa' dove la ricchiezza va ostentata e la poverta' disprezzata, eppure e' successo. Ricordo una candid camera di Nanni Loi, una delle prime: un tipo andava per le strade di una grande citta', negli anni 50 o 60 credo ed avvicinandosi alla gente gli porgeva gratuitamente dei soldi e tutti, tutti quelli che ho visto si rifiutavano di prendergli rispondendo: "no grazie, non ne ho bisogno" oppure "li tenga lei, sicuramente le sono piu' utili". Poi alla menta subito un'altra, piu' recente, delle Iene, dove un tipo gira per i mercati di Roma e chiede alle persone di fare qualcosa di umiliante davanti alla telecamera per 5 euri e molti lo facevano con piacere.
Credo comunque che se se si ha la volonta' di cercare dentro di se o nell'esempio degli altri, anche del passato, si possa riuscire a capire, percepire cosa sia l'onore.



Orfanello
Roma , aprile 27, 2008 09:10

Causa od effetto? Secondo me, è più giusta la seconda interpretazione. Questa assoluta decadenza morale è figlia primigenia del materialismo, sia esso di natura capitalista o marxista, dell'abbandono di un ideale ultraterreno, del credere aprioristico di essere il centro dell'universo. Ciò non comporta automaticamente l'adesione ad una religione, addirittura neanche al credere ad un essere supremo qualsivoglia, si può non essere credenti ma non per questo rinunciare a quell'etica oserei dire genetica che distingue l'uomo dal bruto.


Svevus
London , aprile 27, 2008 09:10

Dal Corriere della Sera : Il pm blocca nozze tra anziano e badante
«Ma in Italia c'è un vero boom»
Il caso a Bologna: sospetta circonvenzione di incapace. In Italia 3mila matrimoni l'anno tra over 70 e giovanissime

............Alla base di tali matrimoni «non c`è soltanto il progetto economico ma anche la certezza dell`ottenimento della cittadinanza italiana in tempi rapidi. Possibilità ben conosciuta da numerose organizzazioni criminali che pianificano tali raggiri nei confronti degli anziani, come dimostrano le sempre più serrate indagini in tal senso dell`Autorità giudiziaria». Gassani continua: «Lungi da qualsivoglia moralismo nei confronti di chi intende rifarsi una vita a 80 anni, va da sé che tra le varie cause della crisi coniugale in Italia incida in maniera non irrilevante questo preciso fenomeno che, nella maggioranza dei casi, realizza vere e proprie circonvenzioni di incapaci. Ciò non significa che tutti i matrimoni misti tra anziani italiani e giovani straniere siano illeciti ma appare opportuno che tutte le autorità preposte verifichino preventivamente, attraverso perizie ed elementi utili alla ricerca della verità, la sussistenza di eventuali vizi del consenso a danno dell'anziano che contrae matrimonio con una giovanissima ( sic ! 45 anni -ndr )straniera».

Se nostro Signore fosse stato concepito in Italia avremmo visto :

-la Madonna accusata di circonvenzione di incapace al fine di ereditare la bottega di falegname ed ottenere prestissimo la cittadinaza italiana, separata dal Figlio ed espulsa con foglio di via

-San Giuseppe accusato di pedofilia o internato coattivamente in un ospizio
per anziani se non in un carcere

-Nostro Signore Gesu' Cristo allontanato da entrambi ed affidato ai servizi sociali comunali in attesa di affido o adozione.

Ecco come una societa' disonorata sarebbe capace di tramutere la storia piu' alta e delicata in un fatto ed una notizia da cronaca nera.





Nicola
... , aprile 27, 2008 09:15

Gent.le Sig. Blondet,
non faccia il giornalista! Non condanni anche lei l'insegnante che secondo lei avrebbe fatto da giudice ai ragazzini.
I fatti: era in classe. Il resto non è "fatto" ma solo poveri commenti di chi cerca audience.
Toccherà ai giudici :-( stabilire quali siano stati i fatti. Non a lei.
Cordialmente.
Nicola



Ennius
Treviso , aprile 27, 2008 09:22

Direttore,
Il problema dell'onore non è che non viene seguito, adottato od almeno ritenuto una cosa importante nella vita.
Viene esplicitamente ridicolizzato, esorcizzato,rilegato giustamente come diceva al film comico
Non siamo una società SENZA onore, ma CONTRO l'onore.
E non è solo la sua assenza che ci ha portato a questi livelli.
Bensì il contrario. Per raggiungere questi livelli si è prima scientemente o meno, voluto demolire.



Mario
Cattolica , aprile 27, 2008 09:29

Ecco come descriverei il nostro tempo:

L'imposizione totalitaria dell'anarchia.



franco remondina
borgo s.giacomo , aprile 27, 2008 09:40

E' facile prevedere cosa accadrà, i disonorati ,in preda ad una escalation di disonore, prenderanno sè stessi come esempio e cominceranno a sparare gli uni contro gli altri. La mancanza della chiesa , con i suoi pedofili e con il suo progetto incomprensibile di finto perdono verso tutti ,specie i potenti, ha scombussolato tutto.L'onore della conoscenza delle leggi dello spirito, è stato perso. Un papa falso e opportunista come il polacco ,viene proposto come santo dai media e dall'audience dei disonorati. Non ci sono più i Givanni Bosco , i Teresa d'Avila i Francesco d'Assisi a fornire l'esempio. Se manca l'esempio, il solo indicatore di comportamento è la televisione, e per sua natura,commerciale, essa è disonorevole.Se la carne è debole, e lo spirito latita ,la conseguenza è il disonore. C'è bisogno di miracoli in questa società, di miracoli veri o anche presunti ma di miracoli per contrastare il disonore delle anime di gente che ha dimenticato sè stessa ,che ha rottamato il proprio spirito per il contributo statale.


Mister x
neverland , aprile 27, 2008 10:02

Io pero' ci andrei con le molle riguardo al fatto di sangue del rumeno duplice omicida:

Proprio per via della credibilita', succursale o sorella del fantomatico "onore", NON si puo' credere alla parola di un rumeno immigrato duplice omicida.

I media gettano fango su tutto e tutti, intanto quei 2 sono stati massacrati. E la moglie e' stata massacrata quando e' tornata a casa (omicidio premeditato).

Non me ne frega niente se quello, vecchio pensionato zozzone (forse) aveva fatto della avances allo scarafaggio: questo non da la stura in nessun modo ad un duplice omicidio barbarico.

Quindi l'"onore" sara' ristabilito quando quello pendera' da una forca.

E cosi' sia.



LUCIO ANNEO
GROSSETO , aprile 27, 2008 10:18

CON IL RISCHIO DI PASSARE DA QUALUNQUISTA (MI VA BENE UGUALE) MA DI FATTI COME QUELLI, AD ESEMPIO E ATTUALI, ESPOSTI NEL MAGISTRALE ARTICOLO DEL DOTT. BLONDET NE VEDIAMO E SENTIAMO TUTTI I GIORNI SIA SUI MEDIA O PER BOCCA DI PERSONE O IN ALTRI MODI E CREDO INOLTRE CHE SIA VERO IL FATTO CHE CI STIAMO ABITUANDO, QUESTO E' ANCORA PIU' GRAVE E LO DICO SENZA MORALISMI DI SORTA. IL FATTO CHE LA SOCIETA' (COLLETTIVAMENTE)E L'UOMO, (SINGOLARMENTE) OGGI, IN MOLTI POSTI DEL MONDO E ANCOR PIU' NEL NOSTRO PAESE, ABBIANO/ABBIAMO MESSO DA PARTE DIO NELLE NOSTRE FACCENDE STA PRODUCENDO QUESTI FRUTTI. SALUTI.


Claudio
Bologna , aprile 27, 2008 10:30

Disonorato è lo schema umano,caro Blondet.Per dirla con l'Alighieri,ormai tra l'anima rationalis e l'Anima coelestis c'è un abisso invalicabile.Nessuno più sa di essere un'Anima celeste.Nessuno è educato e stimolato alla vita interiore,alla conoscenza interiore.I demoni,che addirittura conoscono l'anima umana meglio di noi,ne fanno scempio ,con la connivenza o l'ignoranza conclamata delle varie autorità delle varie religioni e dei vari difensori della scienza galileiana..Hanno inserito i loro "chips" in quasi ogni cervello e telecomandano il "bestiame" umano come vogliono.La classe medica quando a volte per caso trova questi apparecchi dice che forse sono schegge di meteoriti!Lei è l'unico in Italia che ha il coraggio di denunciare i principali artefici di questo abominio,anche se per altre cose, e la ringrazio.


Anna Luisa
Genova , aprile 27, 2008 10:31

Egregio Dott. Blondet qui di seguito il pensiero di Friedrich Durrennmatt sulla società attuale tratto da Nel cuore del pianeta pag. 84... testo scritto nel 1980...

(...)

Quanto più complicato è l'apparato, il cui funzionamento deve essere garantito dall'istituzione, tanto più complessa diventa l'istituzione, diventa un tipico apparato da funzionari sempre più impercustrabile.
La complessità della società attuale, con i suoi molteplici e contraddittori interessi particolari, costringe sempre più lo stato a diventare istituzione.
In un'istituzione però non si crede, essa non può essere personificata come lo era un tempo la patria. A un'istituzione si chiede soprattutto d funzionare.
Quanto più complessa l'istituzione, però, tanto più impacciato il suo funzionamento, il che d'altra parte fa aumentare le pretese nei suoi confronti.
Lo stato, divenuto una pura istituzione, entra in un circolo vizioso; ed ecco la gioventù ribelle che si rivolta contro un'istituzione fatta per lei soltanto di proibizioni, come se una strada piena solo di cartelli segnaletici non fosse transitabile né a piedi né in macchina; ed ecco il tentativo disperato dei politici di riesumare per così dire dall'istituzione il senso dell'istituzione stessa: cioè rendere la strada transitabile per tutti, a piedi o in macchina.
L'istituzione è d'ostacolo ai giovani e i giovani all'istituzione, e soprattutto l'istituzione è d'ostacolo a se stessa: lo stato, che un tempo coincideva con la patria, si isola come istituzione da coloro che invece dovrebbe servire, per i guali c'è solo un'ultima via d'uscita: trovare una nuova patria al di fuori dell'istituzione.
Per questo nessuna istituzione deve essere totatalitaria: è necessario conservare lo spazio un tempo rivendicato dalla fraternità.
E' lo spazio della patria, di cui l'essere umano non può fare a meno.
Perché la tendenza a considerare tutto in termini legali e quindi a istituzionalizzare conduce allo stato totalitario, anche quando sull'insegna c'è scritto:
DEMOCRAZIA
Quanto alla chiesa: più si istituzionalizza, meno appartiene ai fedeli.
La vera chiesa si realizza nell'immediato.
Nasce fuori dalla chiesa, scompare e rinasce.
Ma a questa legge non sfugge nemmeno la chiesa marxista. La quale, come nessun'altra, è una chiesa morta: non ha più bisogno di fedeli, ha bisogno solo di funzionari.
In essa è realizzato un sogno, sopito in ogni istituzione.
Qui sta il suo fascino, la sua pericolosità e la sua debolezza.
L'istituzione totalitaria vive nel costante timore di non riuscire più, tutt'a un tratto, a funzionare.

(...)

Con stima,

Anna Luisa



joazar bar rabba
jaffa , aprile 27, 2008 11:02

x Franco Remondina

Mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: “Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato nessun segno fuorchè il segno di Giona.

Cerchi il miracolo,anche presunto?
Per ora degustati con calma il segno di Giona.



Michele
Tartous, Siria , aprile 27, 2008 11:21

Per Danilo di Damasco:

sono anch'io in Siria, e condivido il tuo rispetto per questa società.

Vorrei aggiungere un particolare, che per noi italiani è stupefacente: si può lasciare la macchina aperta, con le chiavi e il computer portatile a vista, e nessuno tocca nulla. Anche questo ha a che fare con il senso dell'onore.

Anche qui le idee tradizionali sono insidiate da quelle "moderne", infiltrate attraverso le migliaia di antenne paraboliche. Ma per ora tengono molto bene.

Ti do e-mail e cellulare. Il prossimo fine settimana dovrei essere a Damasco, possiamo vederci e addirittura cenare insieme.

Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

0988 162490

Saluti e buona domenica a tutti.

Michele



Mustafa
Foggia , aprile 27, 2008 11:23

"E (tu Mohammad)ricorda nel Libro Maria quando s'appartò in una località orientale e prese, per nascondersi da essi, un velo, e le inviammo il Nostro Spirito che si fece per essa simile ad un uomo perfetto. Disse Maria: "Invero, io mi rifugio da te presso il Misericordioso, se sei timorato".
Rispose: "Io sono soltanto l'Inviato del tuo Signore incaricato di dare a te un figlio puro" Disse Maria: "Come avrò nio un figlio mentre nessun uomo mi ha toccata nè sono dissoluta?" Rispose: "Così ha detto il tuo Signore: ciò è presso di me facile e Noi faremo di lui un segno per gli uomini e una misericordia da parte Nostra poichè è cosa decretata".
(Corano 19, 16-21)



salim
venezia , aprile 27, 2008 11:42

Basterebbe scandalizzarsi, però c'è il virus quotidiano inoculato dai media che annichilisce almeno il 90 per cento del cervello della gente che oramai semplicemente accetta, senza chiamare in causa intelligenza e dignità, il culo in vista delle veline alle 8 di sera, il vizietto della cocaina e i party privati con i trans, le bugie dei governanti, le guerre indotte, il tutto senza più protestare nè scandalizzarsi per non essere tacciata di inadeguatezza all'attualità. Pasolini aveva ragione, parlando della più grande forma di totalitarismo mai vista: tv e media ci vaccinano contro il disgusto, con sapienti dosi e ancor più sapienti ingredienti, così non siamo più in grado di distinguere tra salute e degrado, tra "fiction" e realtà, come nel caso Cogne, quante puntate ne hanno prodotte, e che ascolti! si arriva ad accettare anche il vilipendio di cadavere di questi giorni (sul cui cattivo gusto non si sono spese che poche parole, e che a molti è apparso alta espressione di spiritualità) e addirittura a rieleggere uomini politici che hanno dato ampia prova di inettitudine, ignoranza e disonestà, il cui nefando operato sarà però ben supportato da un sistema mediatico compiacente che punterà sempre più al basso ventre della più bassa qualità di cittadini.
Questa forma di ignavia sociale è peggio ancora della complicità palese: Dante infatti immaginò gli ignavi posti fuori dell'inferno, indegni perfino di entrarvi... ma io credo che Dio li scaraventerà per sempre a bruciare, senza appello, insieme a quelli che li hanno guidati.

Gloria a Dio e pace a voi.



giorgios
... , aprile 27, 2008 11:48

L'onore e' essere se stessi.


Julz
Fidenza , aprile 27, 2008 11:51

Dopo tanto tempo un articolo interessante e privo di arroganza.
Buon lavoro.



Abd el Qader
... , aprile 27, 2008 13:02

Grazie dott. Blondet per questo articolo che, in pratica, riprende partendo dai fatti di cronaca le tematiche di "Selvaggi con telefonino". Inevitabilmente questo ci porta a rivedere tutto l'impianto fideistico legato al concetto di progresso nell'accezione tolemaica esposta da Bacon.


Filippo
Torino , aprile 27, 2008 13:06

Scuola e Mass Media ci fanno crescere in casa figli che risultano essere estranei al nostro modo di pensare.
Siamo troppo occupati a fare gli straordinari per arrivare a fine mese e quindi deleghiamo ad altri l'educazione dei nostri figli.
Qualcuno ha diabolicamente progettato tutto questo, prescrivendo insegnagnamenti che inneschino il conflitto generazionale per servire il dogma del Divide ET Impera.
A scuola poi, i poveri insegnanti,quelli ancora buoni, sono stati scippati della loro autorità, sono impossibilitati ad educare. Basta usare un poco di autorità che intervengono telefoni di vari colori azzurro,rosa,verdi ecc ecc finanziati da chissà chi.
Il prodotto di questa scelleratata educazione è la società occidentale di oggi.
E la Chiesa che fa? Pensa solo all'8x1000.
Ci vuole un altro che rivolti ancora il banco del tempio....



idamo
Bari , aprile 27, 2008 13:38

Ancora oggi tutto sommato ci sono persone leali,oneste,limpide e non prive di coraggio.Persone d'onore insomma.Mi capita di incontrarle sulla mia strada proprio quando sono al colmo della sfiducia,e non a Damasco,con tutto il rispetto per quel mondo, ma nel mio tormentato e amatissimo meridione.Che sia un segnale.
A fronte di questo c'è sicuramente tutto il liquame descritto dal Direttore.Liquame crescente,alimentato dai media come non succede certamente in Siria,e che vede protagoniste soprattutto le ultime generazioni.Cioè i figli spirituali di Stirner.
Per questi siamo giunti all'anarchia morale o all'assenza della morale,il che equivale ad una rapida caduta verso la condizione degli animali.Niente ferma gli istinti più bassi,l'abiezione,il diritto al disonore,se non la paura delle armi.E'il rapporto che si instaura tra l'animale da pascolo e il mandriano col bastone.
Ma quali sono le cause,come ci siamo arrivati?
La tv è stata la grande educatrice degli attuali ventenni,in sostituzione di famiglia,scuola e Stato.
Ma i loro genitori a loro volta sono figli di un '68 che ha modificato in peius il dna della società del dopoguerra.
Eppure,al contrario del Direttore io non credo che il cristianesimo abbia ormai una funzione di freno o di katekon.E sono convinto che storicamente il suo predominio abbia nuociuto all'occidente più che salvarlo.
Gli occidentali,da quando hanno sostituito l'onore con il peccato,da cui ci si può comunque sempre salvare,e hanno abbandonato un'etica guerriera per accettare i precetti cristiani pacifisti,rinunciatari,amorevoli con il prossimo,ebraici,decadenti e anti-europei,hanno perso la loro vera identità per assumerne una estranea.
Io la penso come Nietzsche.
Il cristianesimo è stato un veleno che il mondo ebraico,non potendo sottometterlo militarmente,ha instillato tra le membra ancora possenti dell'uomo occidentale europeo.
Infiacchendolo e costingendolo ad inginocchiarsi,rinunciando a potenza e fierezza.Da quel momento noi non abbiamo avuto più la forza di alzare la spada contro il nemico.
Questa decomposizione sociale stirneriana è anche la conseguenza di duemila anni di lavaggio cristiano delle menti.
Non disperatevi troppo,ci libereremo di tutto in un solo colpo.Il tempo della reazione è vicino ormai,e questa volta non ci saranno sconti.Cordiali saluti.



annino muntoni
sassari , aprile 27, 2008 13:41

Tanto tempo fa, avevo qusttro anni quando un antico gentil uomo di campagna, con le caramelle, mi insegnò la parola d'onore.
Oggi sono rimaste solo le caramelle....



Filippo
Torino , aprile 27, 2008 13:41

Fa parte del disegno.
Il nuovo ordine mondiale sta arrivando ADAGIO.
L'impero soffre è senza patria ma presto le cose andranno a posto. (secondo loro...)
Vogliono riprendersi le nazioni.

ADAGIO (Sarah Brightman)
Strade son' cambiate.
Faccie son' diverse.
Era la mia città.
Non la conosco più.
La ora io sono solo un' estranea
Senza patria.

I remember you were there.
Any one emotion.
Any true devotion.
Anytime, anywhere.

Case son' cambiate.
Voci son' diverse.
Era la mia città.
Non la conosco più.
La ora io sono solo un' estranea
Senza patria.

I remember you were there.
Any one emotion.
Any true devotion.
Anytime, anywhere.

Tanti, anni son' passati.
Vite son' cambiate.
Era la mia città.
Non la conosco più.
E ora io sono solo un' estranea
Senza patria.

Versione di Sarah Brightman (un nome una garanzia)

http://it.youtube.com/watch?v=SS5Uznw2Wak

Interessante è soprattutto la versione turco/italiana di MEYRA soprattutto se si pensa che l'impero romano (EUROPA/USA) non ha ancora conquistato Costantinopoli, ossia la Turchia non è entrata nell'Europa.

quanto tempo è passato
ora è tutto cambiato
dov'è la mia città
non sono felice più
In questo grande buio
Mi sento tanto sola e perduta
(notare la differenza con la versione della Brightman)

http://it.youtube.com/watch?v=a8l5BoFjfR0

L'arroganza di questi illuminati arriva fino a fare liberamente i loro proclami nella musica e nei film....
(Guerre Stellari)
(Batman Begin)
(Il Signore degli Anelli)
(Harry Potter)
(Winx)
ecc ecc



Una gratissima lettrice
Fuori dal mondo, ormai , aprile 27, 2008 13:49

Purtroppo anche Blondet non riesce a restar fuori dalla vulgata ricorrente che considera normale la patologica confusione circa la propria identità di genere, tanto da lasciarsi sfuggire un "accolta" riguardo a un travestito seduto nel passato Parlamento. O forse, e lo credo più probabile, preferisce non esporsi a reazioni inconsulte e umilianti da parte di chi potrebbe sentirsi chiamato in causa.
È inevitabile, l'era della comunicazione distorta, dei modus di pensiero astutamente stravolti e veicolati in modo tanto sottile quanto penetrante ed efficace, ci omologa così, senza che lì per lì nemmeno ce ne rendiamo conto. E su certi aspetti che sembrano ai più dozzinali, oscurantisti, retrogradi, sorvoliamo a nostra volta, prendendo per buone molte storture come cosa ormai accettata ed accettabile. O se vogliamo, semplicemente perché è ormai prassi ed abitudine comune. Eppure uno psichiatra ti dice ancora che hai un disturbo, che soffri di voyeurismo, feticismo di travestimento, esibizionismo, pedofilia, e ancora proprio di disturbo di identità di genere (esiste ancora), salvo poi mettere in campo dei distinguo a seconda della convenienza e dell'aria che tira. Sì, anche il fenomeno delle lolite dodicenni esibite seminude in discoteca scaturisce da una perversione pedofila, ma ormai ci va bene così. Non ci facciamo neanche più caso. Ed ecco perché ci sta un bel ma sì, che sarà mai certa gente perversa e viziata nel nostro Parlamento. C'è di peggio. E anche il peggio, in fondo, ci va bene. Forse perché è vero, ci rappresenta per quello che nel profondo di noi stessi siamo diventati. Da burattini nelle mani di qualcuno però, temo.



enrico
bologna , aprile 27, 2008 14:09

Sono proprio le istituzioni più importanti (Stato e banche) a dare il cattivo esempio. Le banche finanziano le varie campagne elettorali, ed i governi (di qualunque colore) proteggono i privilegi delle banche.
Resta la Chiesa: se molla anche, lei siamo fritti.

enrico



affus
carpino , aprile 27, 2008 14:40

complice la visione cattolica o cattocomunista della realtà e della cultura, non si capiscono piu cosa siano i valori portanti della vita dell'uomo e della società .
Lo stato che non deve salvare le anime di nessuno ma i corpi , deve avere come pricipio irremovibile il precetto : " occhio per occhio dente per dente " senza guardare in faccia nè al povero , nè al ricco , nè alla maggioranza nè alla minoranza .
Come è bene noto a qualsiasi moralista ; su questo principio si basano i dieci comandamenti della legge naturale .



giorgio da verona
... , aprile 27, 2008 15:49

Non sono d'accordo con quanti, qua e là, confondono l'opera della Chiesa con la caduta del senso dell'onore. E' ovvio che GLI UOMINI della Chiesa, vivendo nel temporale, ne assorbono, come tutti, i veleni del tempo. Si distingua la loro crisi (siano laici o consacrati) da quello che è l'insegnamento tradizionale millenario cattolico, prego!


Francesco
Catanzaro , aprile 27, 2008 15:58

All'amico Idamo di Bari (anch'io ho imparato la dignità, con la zappa in mano) consigliamo di guardare meglio dentro le parole di Nietzsche. Se lui fosse stato sano e superiore per davvero non avrebbe reagito al moralismo cristiano ma l'avrebbe ignorato. In realtà tutta la sua opera non è che reazione (sì proprio ciò che disprezzava) di una grande anima che per amore di sè diviene homunculus, un disadattato che inorridisce di quello che i suoi occhi vedono.. cioè quello che ha dentro e non fuori.. e siccome non vuole correggersi diviene infine folle, cieco a se stesso. E io per questa coerenza -intendiamoci- lo ammiro e lo rispetto se lo metto in confronto sia con la massa di larve che vediamo in giro, sia con quelli che pur non conoscendo niente della via spirituale cristiana si permettono di giudicarla facendo propri i pensieri di chi preferisce. Bisognerebbe (e così sembrerà che il mio intervento non sia fuori luogo) recuperare il senso del proprio posto, cioè dell'umiltà e dell'onore. Se non si è affrontato il pensiero tradizionale e filosofico cristiano non lo si giudichi, chè si fa meno brutta figura. La via cristiana del cavaliere o dell'imperatore Le deve essere ignota: si chieda dei codici d'onore che cavalieri medievali erano tenuti rigorosamente a rispettare, e poi anche si chieda se rispettare quei precetti sia cosa che foggia donicciole o VIRI (sennò si fa presto a riempirsi la bocca di virilità, o di dignità..ricordando la zappa e i contadini del sud). Se si avesse onore non si parlerebbe di ciò che non si sa e la nostra anima seguirebbe le fasi della sua effettiva maturazione (che diceva N. di Socrate?); ma troppo siamo stolti e superbi per accettare che questo era il monito di Gesù nel "non giudicare". Se non ha bene in mente la gerarchia delle funzioni di un cavaliere e di un religioso si ripassi il De Monarchia di Dante (ma è difficile a capirsi che il cavaliere ha il COMPITO di agire nel tempo mentre un religioso no). Quanto poi agli "atleti di Cristo" -cioè i santi e i perfetti- giudica tu, caro amico, se un uomo che fa guerra al proprio io e alle proprie meschinità è più o meno coraggioso dell'uomo nietzscheano, che si irrita (eee sì, lui sì che ha superato la moralità...) per gli errori che solo illusoriamente attribuisce ad altri. Con la speranza che possa servire a qualcuno riporto le parole che Padre Mosè, asceta del deserto e nostro padre nella fede cristiana, scrive in uno dei capitoli spediti al padre Poemen a sigillo della via della santità (la virilità è già stata superata dai santi): "Sarebbe follia se un uomo che ha in casa il proprio morto, lo lasciasse, per andare a piangere quello del prossimo. Morire al prossimo significa che tu porti i tuoi peccati e non ti preoccupi di nessuno, se questo è buono, o quest'altro cattivo. Non fare del male a nessuno, e non pensare contro alcuno nulla di male nel tuo cuore. Non disprezzare chi commette il male, non accondiscendere a chi fa del male al suo prossimo. Non dire male di nessuno; dì invece: Il Signore conosce ogni uomo. Non essere complice di chi fa maldicenza, non rallegrarti di ciò che egli dice, ma non odiare chi parla male del prossimo. Questo è non giudicare. Non avere ostilità verso nessuno, non conservare inimicizia nel tuo cuore e non odiare chi nutre inimicizia contro il suo prossimo. La pace è questo. In tutto ciò consolati con il pensiero: la fatica dura breve tempo e il riposo per sempre, grazie al Verbo di Dio. AMEN"


affus
carpino , aprile 27, 2008 17:09

Il cavaliere cristiano era colui che nei borghi medievali pieni di fiere e di briganti,dove vigeva la legge del più forte, portava la giustizia della spada .....
Era come lo sceriffo nel far west la cui pisola era rivolta contro i malvagi !
Il cavaliere poi si diede a frequentare le corti coi suoi spettacoli e a dimenticarsi pure lui della giustizia .....alla fine divenne una casta !
Molti però passarono dalla spada al convento; abbandonando la giustizia naturale della legge e divennero dei santi cristiani estraneandosi dalla vita politica .

Come nasce la struttura di uno stato ?
....Delle famiglie di uno stesso territorio avevano bisogno di covivere e avere una guida in caso di guerra ....
Questa guida,avendo le tradizioni,giudicava in base a quelle ........
Cosi, dopo l'uscita dall'egitto c'era un popolo a cui dare una legge affinchè diventasse una nazione ..........
Dio diede la legge ! Ma la legge non è da confondere col vangelo ! Quella è una legge universale per la politica :
Isarele era il mezzo per farla arrivare a tutti.....
saluti .




silvia
bo , aprile 27, 2008 17:17

Come sempre una generosa esposizione sull'onore.E inutile dire che per essere sereni basterebbe attenersi ai comandamenti della santa romana chiesa.L'onore però è maschile e femminile,ed io la ringrazio perchè lei pensa sempre e molto alle donne,mamme,nonne,giovani,ragazzine,e quindi all'onore che tradotto per queste ultime,si tratta della loro verginità,simbolica espressione di un patto,un giuramento,una fisica promessa di integrità,di rinuncia o di appartenenza.La prima storia che mi ricorda l'onore,è l'infelicità della povera lady Diana Spencer,moglie di Carlo d'Inghilterra.Sulla sua disgraziata vita,abbondano serate in tv,con esperti,illuminati,opinionisti,letterature,varie versioni dei fatti,diari,confessioni,ecc.Io penso,è solo un mio punto di vista,che tutto ruoti,senza nulla togliere alla sua tragica scomparsa,attorno alla "verginità",contrapposta alla spregiudicatezza della sua rivale,Camilla.In maniera semplice,al di là delle sofisticate teorie,Diana è stata ingannata dal marito,che la sposò,la presentò alla madre solo perchè era vergine,e poteva nel contempo,sfruttandone l'onore,essere ipocritamente figlio,padre,sposo,e..l'amante di Camilla.Per rigida educazione,non poteva sposare colei che gli procurava illeciti piaceri,così,sposando una vergine,salvò l'onore nel modo di"cosa dirà la gente"...La povera Diana suppongo sia vissuta in una sofferenza morale incredibile,tradita due volte,aspettando la rottura di un rapporto conflittuale,con due figli in crescita,con un marito che impersonava solo il suo fallimento,senza alcun coinvolgimento amoroso,dietro un matrimonio da fiaba.Questa fu la ragione per cui,più tardi,uscendo dal Palace,visse quasi da trasgressiva divisa in due:da una parte aveva amici mondani con i quali divertirsi,dall'altra si dedicava al sociale,ai problemi della globalizzazione incipiente.


Stefano
Roma , aprile 27, 2008 18:32

Bravo Blondet. Ancora una volta centra il vivo dei problemi. Alla domanda se, senza onore, si possa essere perfino cristiani, o credenti veri, la risposta è ovviamente no. I pagani riconobbero Cristo e la sua verità proprio in virtù dell'onore che custodivano. L'onore caratterizzava quel paganesimo di attesa. Oggi, senza più onore, questo paganesimo di ritorno è un paganesimo di rifiuto, completamente impermeabile ed ostile a quello stesso Cristo che un tempo accolse. Giustamente lei si chiede: come si ricostruisce l’onore in una società? Domanda senza risposta. Infatti è velleitario solo pensarlo. Ogni tentativo in tal senso sarebbe solo un'operazione di "rivergination". A ricostituire l'onore di una società di solito si incarica Dio stesso inviando il suo castigo. Come noto questo richiede molta penitenza, ma anche molta umiltà per riconoscerlo. Cominciamo ora per non trovarci impreparati quando arriverà.


dante
pontremoli , aprile 27, 2008 19:38

Egregio Direttore,

ho circa 25 anni e avevo da anni una ragazza con la quale avevo fatto progetti seri per costruire una famiglia.
Inutile dire che la ragazza, essendo io poco avvezzo alla vita notturna, alla moda, alle discoteche ecc., ha ben pensato, ai primi diverbi, trasportata dal costume e dalle compagnie ad un irreversibile bisogno di "saturday nigh fever " , di tradirmi col primo belloccio capitatole.Tradimento fine a se stesso, beninteso.

Al di là del primo amaro dispiacere, non posso rammaricarmi più di tanto: vedo schiere di 40enni separati, divorziati, figli sbattuti qua e là, padri soli e tristi, ex-mogli che con facilità si accompagnano a sempre nuovi "fidanzati".Tutte le donne sono oggetto di allusioni ed avances da parte del 70% degli uomini, soprattutto sui luoghi di lavoro.
Lei in "Selvaggi con telefonino" riconosce/rimprovera alla donna il merito (trascorso)/ la colpa di avere innalzato all'amor cortese ed oggi di avere affossato, l'uomo.La donna ama oggi il vacuo, l'apparente, il palestrato e l'esibizionista.Non vi è spazio, in genere, per il riflessivo e il sagace, o solo per il "normale".
Ognuno ricerca nelle relazioni reali un mito televisivo -divistico che porta gli uomini alla concupiscenza e le donne alla fragilità.
Quanto al mio personale caso, c'è da chiedersi se non sia stato meglio così. Vedo famiglie (ancora) integre in cui il marito acquista il cane per poterlo portare a spasso ed avere così il pretesto per recarsi dall'amante, oppure si dà al ciclismo per lo stesso motivo.Sento dire che in almeno 5 SERT italiani (per chi non lo sapesse sono i centri di assistenza per i tossicomani, dove vengono loro somministrate dosi "controllate" di sostanze stupefacenti, per far regredire la loro dipendenza, almeno si presume; spesso in realtà molti contrabbandano o mercanteggiano quanto ricevuto o eludono le analisi delle urine con stratagemmi vari)sono stati registrati casi di dipendenza da eroina per minori d'età, ma non 17enni, bensì ragazzini tra gli 8 e 12 anni....
Penso che la società italiana sia molto degradata, ma nulla ha da invidiare a quelle anglosassoni, di cui in effetti è divenuta macchietta, dalla TV, ai consumi ed ai costumi.

Mala tempora currunt



enrico
bologna , aprile 27, 2008 20:38

Signor Blondet,
all'inizio degli anni '80, un vecchio sacerdote mi disse che l'origine di tutto il guazzabuglio morale in atto era, principalmente, uno: "Stanno smettendo di insegnare il catechismo, quello serio: quello di S.Pio X".
E aggiunse: "Per questo motivo, la società rischierà la deriva".
E'passato molto tempo da allora, ma credo che quel vecchio prete, semplice e buono, abbia proprio visto giusto.
Oggi, ha quasi cento anni; e Dio gli ha concesso la grazia di vedere azzeccata la sua limpida intuizione !

grazie
enrico



idamo
Bari , aprile 27, 2008 21:48

Mi sembra doveroso rispondere al lettore Francesco da Catanzaro,ringraziandolo dell'attenzione rivolta al mio commento.
Mi aspettavo un richiamo al cattolicesimo medievale,allo spirito cavalleresco e al suo senso di giustizia.Cerco di riassumere il motivo del mio dissenso verso queste argomentazioni,che richiederebbe ben altro spazio.
Considero il medioevo un'epoca radiosa,piena di spiritualità e di uomini eccezionali,avverso chiunque ne parli con sufficienza o denigrazione.Ma,per sintetizzare,non credo sia un merito del cristianesimo.
Non dirò banalità che tutti conoscono su quanto la Chiesa si sia fatta greca e romana
per essere accettata qui da noi.
Ma il senso dell'onore che è estraneo al vangelo e alla cultura da cui proviene e che tanto rilievo ebbe in quell'epoca,non può che ricondursi al sopraggiungere di genti che lo avevano impresso già prima di convertirsi come un marchio indelebile,cioè i barbari.
Longobardi,Goti,Eruli,Normanni il cui sangue scorre nelle nostre vene hanno rinverdito un mondo in rovina.Il loro cristianesimo non poteva che essere quello della spada,delle crociate,del cavaliere errante che cerca l'onore difendendo gli oppressi.
Fu un breve e felice connubio.
Quanto il cristianesimo sia,nella sua radice giudaica,essenzialmente distante da tutto ciò lo dimostra la distanza della Chiesa di oggi da quel mondo.A sfatare tutti gli equivoci sullo spirito medievale del cristianesimo,caro Francesco,ci ha pensato la Chiesa stessa con il Concilio II,con le ripetute scuse,ritrattazioni dottrinali,neocatechesi e adeguamenti successivi.E' stato un atto di coerenza definire gli ebrei fratelli maggiori.Dopo l'equivoco medievale si ritorna finalmente alle origini paterne.Così a oltre un secolo dalla sua morte forse scopriremo quanto Nietzsche avesse ragione su questo punto.
Ho detto su questo punto perchè su molti altri non sono in sintonia con le sue idee.
Ma su questo sì,il cristianesimo per me è un ebraismo formato-esportazione,adattato a noi e poi ricondotto infine alle sue origini.
Se avessero il coraggio di ammetterlo tanti cattolici oggi critici e sofferenti,incapaci di giustificare la resa della Chiesa ad un nemico che in realtà nemico non era,i continui scivoloni del Papa e tutto il resto,forse proverebbero un notevole sollievo.
Conosco molti che si definiscono cattolici-tradizionalisti e li vedo soffrire perchè devono giustificare a se stessi l'ingiustificabile.Non provo nessun piacere nel vederli persi perchè riconosco la nobiltà del loro sentimento.
Anche il Direttore mostra sempre più spesso questa sofferenza.
Da tradizionalista,pagano se la parola non vi spaventa,non potrei aiutarvi che consigliandovi di tagliare una volta per tutte questo cordone ombellicale che tira sempre di più verso ciò che apertamente avversate precipitandovi in una contraddizione lacerante e insanabile.Ma non oso farlo.Mi limito come ho fatto prima a mettere tutto ciò in relazione con lo sfacelo umano descritto nell'articolo sulla società disonorata.

Cordiali saluti a tutti i lettori.



Francesco
... , aprile 27, 2008 21:56

Caro direttore,l'unica istituzione che riusciva a cementare la gioventù era la NAIA,qualche mente raffinata l'ha abolita,e a suo tempo qualcuno lo fece notare cosa sarebbe successo;peccato che quel qualcuno oggi ha perso l'onore anche lui.


Giovanni
... , aprile 27, 2008 21:56

Stefano:
chi sei tu per dire a Dio quello che deve fare o per pretendere di interpretarne la volontà.
Ecco cosa si ottiene a parlare troppo di Apocalisse: che questo viene usato come argomento per rallentare e boicottare.
Ogni volta che nella gente si crea non dico l'embrione di un tentativo di reazione ma anche solo il sentimento che lo precede spunta qualcuno che dice:
"è velleitario: dobbiamo solo aspettare che Dio ci distrugga"



chiara
... , aprile 27, 2008 22:11

Ma guarda tu se devo commuovermi a leggere simili "anticaglie"!
Sei un grande, Maurizio...



orsola
... , aprile 28, 2008 08:01

Caro direttore,i problemi esistono-pubbliche virtù ,vizi nascosti-,sarà che il famoso "IO",oggi esce allo scoperto,mentre una volta faceva capolino quando il caso era eclatante!Troppa televisione ,dove l'apparire fa più audience e l'essere è considerato non interessante!Chi cerca nella propria vita non tanto l' onore ma la responsabilità ,verso gli altri ,la famiglia e la società ,viene considerato un povero illuso.L'apparire rientra nella capacità degli uomini di alimentare il loro potere!Le persone perbene,in poche parole,non fanno notizia!


Giovanni
... , aprile 28, 2008 08:32

un film interessante sull'onore, la strumentalizzazione della religione, il cristianesimo delle azioni e.... lo Spirito Santo è KINGDOM OF HEAVEN, regia Ridley Scott, sceneggiatura William Monahan.
Guai a non guardarlo.



Stirneriano
Somewhere in italietta , aprile 28, 2008 08:56

Approvo in toto il commento di Franco Remondina.
Franco ti voglio quasi bene...
Ciao.



Stefano
... , aprile 28, 2008 09:01

Caro Giovanni, il castigo di Dio non c'entra niente con l'Apocalisse. E poi Dio non distrugge le sue creature. Castigare vuol dire rendere casti. Senza un po' di basi la tua rivoluzione dovrà ancora aspettare. Comunque auguri.


Francesco
Catanzaro , aprile 28, 2008 09:33

Se alla redazione non dispiace continuerei lo scambio epistolare con l’amico di Bari, ad ogni modo ringrazio EFFEDIEFFE per lo spazio concesso fin qui.
Che Nietzsche avesse profeticamente ragione non lo si mette in dubbio, lo stato collettivo attuale ne è dimostrazione incontrovertibile. Per quanto mi riguarda sono molto distante da lacrimevoli “lodi di tempi compiuti”: il Medioevo e il Padre del deserto non sono che esempi “vivi” di una legge che –cara a certo razzismo spirituale- si potrebbe riassumere: “a ciascuno i suoi maestri”. La Chiesa come entità mistica non ha bisogno di essere difesa da chi non è armato per farlo, e se i sedicenti cristiani avessero più familiarità con le radici misteriosofiche che la costituiscono (chi ha da criticare simile approccio studi i Padri Greci e Latini, cioè il fondamento della Tradizione Cristiana, e poi ne riparliamo) patirebbe meno di sofferenza terrena. Vedi amico, nel gran baccano delle teologie di consumo e delle interpretazioni legaliste dei concili tutti hanno da svilire l’aspetto iniziatico e metapolitico del Cristianesimo e in ciò non si rendono conto di scavare la fossa per il proprio intelletto (già, l’intelletto). La propaganda dell’umiltà è diventata quella della debolezza, l’ascesi è diventata rassegnazione, ma se guardiamo bene agli insegnamenti aurei, essi sono rimasti intatti mentre tutto il resto continua ad agire disordinatamente, almeno fino all’esaurimento della sua illusione. Non sono d’accordo che l’onore è cosa che viene dal sangue: per quanto apprezzi e onori il contributo di sangue e di anima di quei popoli citati mi sembrava esplicitamente e certamente più alto l’onore dell’etiope Mosè che non quello di un cavaliere teutonico o crociato “letteralmente” intesi (ricordiamo la differenza tra piccola e grande jihad?). Gli stolti (popolino) in preda all’euforia della semplicità di certi annunci evangelici parla con saccenza di altre religioni, di altri culti e del Cristianesimo stesso credendo che Nostro Signore abbia parlato solo per loro stessi, per gli stolti (che non vuol dire semplici) in maniera stolta (che non vuol dire semplicemente), dimenticandosi magari dell’incomprensibile serie di parabole evangeliche e delle esegesi dei Padri (in pratica dimenticandosi della Tradizione).
L’unica speranza che spesso ho è che le stupidaggini che leggo e sento dire da cristiani siano in buona fede, cioè con retta intenzione. Ma in fondo non c’è motivo di meravigliarsi, le differenze tra gli uomini non sono mai state misconosciute (basti il famoso Eraclito), né possono essere appianate con un colpo di mediocre e democratica faciloneria. L’autorità intorno alla Dottrina non spetta se non a chi ha il Magistero Interiore, un vero Dotto in cose Sacre, mentre l’autorità sul giudizio terreno mi piacerebbe lo avesse un Imperatore vero, ma di questo come di quello sembrerebbe che oggi siamo costretti ad averne solo una accidiosa nostalgia.
Quindi anche quanto all’accenno al fatto che la Chiesa si sia dovuta fare greca o romana devo dire che queste è faccenda assai secondaria e di conio libresco. Se è vero che la filosofia (principalmente platonica) è stata assorbita e “rifatta” -come molte altre cose “barbare”- dalla Chiesa e dai suoi, non bisogna credere che questo sia avvenuto superficialmente e per convenienza. Chi fu capace di ribattere alla confutazione di Celso (che guarda caso sta tornando di moda) da parte di Origene? Alla confutazione di Eunomio e degli Ariani da parte di Basilio e Gregorio di Nissa? Chi ai loro tempi fu capace di eguagliare la retorica di un Gregorio di Nazianzo, l’erudizione di Clemente Alessandrino, l’astronomia di un Tritemio, la filosofia di un Agostino e di un Palamas, la metafisica di un Dionigi e di un Tommaso d’Aquino? La lettura dei Padri Alessandrini, dei Cappadoci, dei Latini tardo antichi e alto medievali, poi dei Vittorini, degli studiosi di Chartres, di rinascimentali come i Cardinali Cusano ed Egidio da Viterbo (entrambi studiosi di Cabala) e anche della Filocalia tutta dovrebbe assicurare che per secoli a nessun altro spettò l’autorità spirituale in occidente se non ai cristiani. Agli ultimi appartenenti della romanitas che attribuivano ai cristiani il declino di Roma, poiché essi non aderivano ai culti pubblici, si sarebbe a ragione potuto rispondere (come è stato fatto) che essi stessi erano la causa dei loro mali e che non erano più degni di essere detti romani, unti com’erano di decadenza (chi attribuisce ad altri i propri mali è donnicciola o VIR?). Ma chi all’epoca studiava Platone o Plotino, Plutarco o Apuleio? All’appello risposero un nord-africano come Agostino, un Ambrogio di Milano, poi un Eriugena d’Irlanda, i monaci di tutta Europa, i Greci dell’Ellade e oltre, non altri “pagani” (e non mi si venga a spiegare questo fenomeno sociologicamente: se le scuole filosofiche erano “letteralmente” pagane, anche i loro insegnamenti sarebbero dovuti rimanere tali); non certo gente legata al sangue e alla nazione sarebbe infatti stata in grado di elevarsi alle tanto alte dottrine antiche. E questo (dico questo) cristianesimo sarebbe un semplice prodotto dell’ebraismo? Il Cristianesimo latino ha continuato a battere la strada cattolica e universale in maniera più visibile e operante rispetto a quello greco; in ciò cosa ci sarebbe di “giudeo”? Non è forse assai più “giudeo” prendere i Concili e leggerli legalmente (“letteralmente”) come delle costituzioni di una qualsiasi libera società? E poi la vogliamo smettere di parlare male a tutti costi dei Giudei? L’alta scienza tradizionale di certa ortodossia rabbinica dovrebbe essere tenuta in massima considerazione come tale, e non guardandovi con gli occhi di cani sottomessi e bastonati, ignoranti e balordi. Infine che il Cristianesimo primitivo avesse avuto i suoi sviluppi in seno al solo ambito ebraico è cosa storicamente riferibile solo a parte del I sec. e da dirsi con le dovute attenzioni; bisognerebbe capire piuttosto come già nel II sec. si fossero stanziate importanti comunità (e didaskaleia relativi) in Armenia, Egitto, Palestina etc, etc… Il Cristianesimo è per me quanto intendevano i Padri, religione dell’Eschaton. Il Vangelo non ha limiti nel sangue e nella razza (ricordiamo che il razzismo meramente biologico è di conio “giudeo”, cfr. Evola) essendo prettamente messaggio spirituale aperto a tutti gli Ultimi di un’umanità ridotta allo sfacelo già da 2000 anni.
Quello che accade oggi è certo difficile da discernere, ma a differenza dei falsi Viri della romanitas di cui si parlava sopra la Chiesa dei Sacer-Docti (quelli reali che ho conosciuto sono due o tre) degli ultimi anni ai miei occhi non è umanamente rassegnata, bensì capace di non attribuire ad altri se non a se stessi la responsabilità del fallimento terreno e morale (nient'altro era implicato nelle parole di Giovanni Paolo II) dell'umanità, ma nemmeno questo è piaciuto ai soliti piagnucoloni. Quindi a ciascuno il suo! In tutta sincerità non sono allineato con le posizioni del Direttore e di buona parte della redazione di EFFEDIEFFE quando parla di Papi e di Concili, se è vero -come mi è parso- che essi ritengono di sapere cosa passi per la testa di Benedetto XVI e di avere autorità intorno alla delegittimazione di tutta quanta la gerarchia ecclesiastica (tolto il capo…). Per parte mia da quando ho letto lo spocchioso articolo su Gregorio Palamas, definito persino eretico, mi sono convinto che gli scriventi non hanno autorità su tutto e ho smesso di leggere con interesse gli articoli religiosi e filosofici su questo sito, limitandomi alle informazioni mondane.
Per concludere chiedo scusa per le lungaggini ripetendo “a ciascuno i suoi maestri”. A Idamo scrivo la mia mail ( Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ) se intende continuare privatamente la discussione ma in volontà di ricerca e amichevolmente. Non si inquieti per gli inquieti, quelli che si sentono persi non vogliono essere guidati perché “chi cerca trova”. Che il Signore illumini tutti quanti noi.



Marco
... , aprile 29, 2008 07:10

L'onore l'onore...
Che dire di quel padre che tiene segregata e violenta la figlia per 24 anni di fila, e ci fa sei figli insieme?
La guerra all'onore è partita da fuori, ma è stata persa dentro le famiglie.



Aaron Golstein Levi
Wall Street/Tel Aviv , aprile 29, 2008 08:50

Eh si, caro Direttore, noi siamo pazienti. Abbiamo lentamente ma inesorabilmente distrutto ogni legame col Divino e scientemente devastato l'etica, la morale e la coscienza dei popoli.

Il Sig. Orwell ha 'visto' giusto, se crede in quel libro c'è la descrizione perfetta del futuro che VI attende.



Epithalamion
Roma , aprile 30, 2008 09:44

Invito alla lettura:

Prima di essere assassinato durante un incontro a pagamento in uno spiazzo dell'idroscalo di Ostia nel 1975, P.P.Pasolini stava scrivendo uno dei migliori romanzi storici che si potesse immaginare. Il romanzo ha un duplice titolo: "Petrolio", come è uscito postumo, e "Vas" come aveva inzialmente pensato l'autore.
Ora, l'argomento dato dal direttore è un destro magnifico per focalizzare quanto la disonorata società sia il substrato su cui vive il protagonista del romanzo , figlio di agiatissima famiglia dei quartieri parioli di Roma, il quartiere dell'alta borghesia e delle famiglie che comandano il sistema...
un uomo senza scrupoli nè pudore che conosce e vive il marcio di questa società espiando i suoi sensi di colpa in pagine che ci vuole fegato a leggere. Apolide.
Pasolini ha sempre cercato di comunicare che la sessualità deve essere vissuta naturalmente senza alcun tipo di violenza. E deve essere sempre accompagnata da sorrisi anche di sfottò ma con allegria e leggerezza. Il riso è risolutore di crisi cosmiche. Solo così ci si libera dalla cultura del peccato che ci vuole agnelli asserviti, talvolta seviziati. Pasolini in questo aveva ragione ma la disonorata società di allora lo condannò per le sue abitudini. Stesso destino toccò nel 398 a.C. a Socrate. A mio parere l'errore è nel giudizio. Ma ritengo opportuno parlare di Pasolini ed invitare a leggere i suoi ultimi lavori perché vi sono pagine memorabili.

In memoria al suo onore di intellettuale offeso e martirizzato.



pierfrancesco palmisano
Bari , maggio 03, 2008 00:54

Complimenti a Blondet...
che fare?
fuggiamo il "mondo" e scappiamo nel deserto?
forse sì, forse sì...



yezidism
ninive , maggio 03, 2008 14:14

interessante parlare di onore senza specificare cosa si intende per onore, senza arrivare all'onore islamico a me sembra che da roma in giù essere un uomo d'onore ha ancora un certo peso, il problema semmai sembra stare da roma in sù, dove è sparito l'onore e ci sono solo oneri. Tra uomini d'onore basta una stretta di mano per fare un accordo mentre tra uomini d'oneri tutto si basa sulla firma. La stessa che mette il giudice per far uscire dal carcere gli stupratori. Se vado in banca e metto la firma ad un prestito a tassi usurai per lo stato è tutto regolare, se viceversa una persona mi presta del denaro con una stretta di mano per lo stato siamo un associazione mafiosa. Ci lamentiamo che in italia non c'è onore e siamo contenti quando lo stato condanna al carcere duro i pochi uomini d'onore rimasti.
La mafia è un modello sociale basato al 100% sull'onore, questo modello è stato esportato in tutto il mondo, è risultato vincente in tutti i tipi di economie russa, cinese, americana, giapponese, ed in tutte le differenze religiose, atei, cristiani, mussulmani, ebrei, protestanti, buddisti. Secondo voi un uomo d'onore che dirige 5000 persone nell'illegalità ha doti manageriali inferiori ad un mediocre manager delle nostre ASL?



Emanuele
Latina , maggio 05, 2008 16:57

Vorrei rispondere al sig. Dante, leggendo il suo commento mi sembra di leggere me, anche io ho 25 anni e mi sono completamente alieno in questa società di oggi, in questi tempi in cui viviamo.
Con una piccola differenza, non sono mai stato fidanzato, perché troppo ridicolo e troppo conformista e non bello per le ragazzze di oggi. Fino a poco faci stavo malissimo, ma adesso ho capito che è meglio non avere e che fare con questa gente.
Un caro saluto.




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