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Hakim Bey, l’ideologo dello Scandal

Siro Mazza    08 maggio 2008
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«Nessuno di essi coltiva i campi o tocca mai l’aratro; tutti vagano senza stabile dimora, senza casa, né legge».
Di aspetto orribile, «tanto da poter essere paragonati a bestioni bipedi», uniscono «a siffatta ripugnante figura un’estrema barbarie»: così Ammiano Marcellino, storico latino del IV secolo, descrive gli Unni, predoni asiatici giunti minacciosi ai confini dell’Impero Romano o penetrati in esso, per compiere saccheggi e devastazioni.
Nonostante per un certo periodo fossero guidati da un capo dalle notevoli capacità militari, essi non costituirono mai uno «Stato» a sé, e il cosiddetto «impero unno» (una sorta di anti-impero, rispetto a quello di Roma e di Costantinopoli), alla morte di Attila – il «flagello di Dio» – si squagliò rapidamente.
Era inevitabile, perché questi selvaggi feroci e incolti erano del tutto mancanti di una loro cultura in senso alto, privi di una, potremmo dire, «autocoscienza», incapaci di un progetto politico e di concepire la stessa nozione di progresso civile e morale.

Ciò che avevano di «spirituale» era una religione primitiva e naturalistica, un rozzo paganesimo sciamanico.
E la loro Weltanschauung ce l’ha descritta il romano, civile Ammiano: rifiuto del lavoro, un’economia fondata sul saccheggio (e quindi, in pratica, su un aggressivo parassitismo nei confronti dei vicini), un’autorità priva di fondamento etico e spirituale, ma fondata sul prevalere del più forte o del più scaltro, un nomadismo «esistenziale», con la mancanza dei concetti stessi di territorio e di identità. Se non fossero stati in crisi, i Romani avrebbero potuto spazzarli via dalla storia facilmente, come aveva fatto, intorno al 100 avanti Cristo Caio Mario, annientando le orde dei Cimbri e dei Teutoni che avevano oltrepassato il Limes.
In quel frangente, al contrario, fu necessario tenerli a bada ammansendoli con generose elargizioni o gratificandoli con «alleanze» politico-militari.

Milleseicento anni dopo, nelle periferie del negriano «Impero», nuovi unni hanno finalmente trovato il loro ideologo, colui che ha dato una «dignità» culturale a quello che è sempre stato sinonimo di barbarie e ferocia.
Chiariamo subito un concetto: fra l’originale e l’imitazione c’è (come al solito) una bella differenza.
Almeno gli unni d.o.c. erano capaci di cavarsela anche senza le elargizioni del potere imperiale, ed erano valenti guerrieri, audaci e coraggiosi.
Se, dopo aver dichiarato guerra o pianificato un saccheggio, subivano delle perdite, non si abbandonavano a vittimistici piagnistei, ma onoravano i loro morti per quello che erano: predoni caduti durante una razzia.
Tutte le comunità umane di tipo parassitario (briganti, pirati, vichinghi e saraceni) hanno sempre fatto così.

Oggi, invece, i novelli (e tardivi) epigoni di Attila hanno preso dai loro «maggiori» tutti i difetti, senza però le virili qualità.
In compenso – come dicevamo – hanno finalmente a disposizione un’ideologia, un apparato «dottrinale» che ne fonda e giustifica l’essere e l’agire.
Lo sciamano che ha fatto loro compiere tale salto di qualità si chiama Peter Lamborn Wilson, ed è un esponente della controcultura americana, noto soprattutto con lo pseudonimo di «Hakim Bey».
Il soprannome è già di per sé rivelatore: fa riferimento al califfo fatimide che nell’Egitto del X secolo condusse spietate repressioni nei confronti delle locali comunità cristiane.

Di questo personaggio, che vive a Chinatown, recandosi (a quanto si dice) di tanto in tanto ad ispirarsi in una sua roulotte nelle paludi del New Jersey (1) esistono in italiano quattro libri, tutti editi dalle edizioni ShaKe di Milano: si tratta di «T.A.Z.» (1993), «Via Radio» (1995), «Utopie pirata» (1996), firmato, questo, col vero nome dell’autore, e «Millennium».
Quest’ultimo saggio è del 1997, ma dopo l’11 settembre e la guerra in Afghanistan è stato messo in vendita con l’aggiunta di una sovracopertina con una diversa immagine (al posto di una figura astratta, la foto di un talebano in preghiera, con accanto un mitra) e un nuovo sottotitolo («la jihad contro la politica», al posto di «dalle taz alla rivoluzione»): segnale questo, se ancora non fosse cosa nota, che anche i nemici giurati del mercato conoscono assai bene le tecniche del marketing…

Studioso di sette orientali, musulmano «sufi» e omosessuale, Lamborn Wilson è fautore di un nichilismo «mistico» e dissoluto, assolutamente anomista, di una spiritualità immorale, sincretista e luciferica.
La dimensione «sacrale» da questi introdotta nella cultura antagonista si ispira a tutto ciò che è lontano e avverso rispetto ai princìpi della tradizione e civiltà cattoliche: sciamanesimo, paganesimo (2), shivaismo tantrico, magia e occultismo.

Alla stessa stregua, gli esempi storici a cui Hakim Bey si ispira vanno dalle antiche sette gnostiche alle streghe dell’epoca medievale e moderna, dalle congreghe taoiste e dell’Islam eterodosso (gli «Assassini», che sotto l’effetto dell’hascisc compivano atti criminali, e i dervisci, che raggiungono «stati ulteriori di coscienza» grazie a particolari tecniche rituali) (3), alla pirateria della Tortuga, fino all’effervescente episodio della «repubblica» dannunziana a Fiume. Il tema della pirateria è stato particolarmente recepito dai centri sociali, fino ad identificarsi con essa, adottandone la tetra simbologia (4).

In «Utopie pirata», Lamborn Wilson celebra le comunità anarchiche formate nei secoli XVI e XVII sulle coste mediterranee da corsari saraceni (molti dei quali europei apostati convertiti all’Islam: il massimo, dunque!), dedite al saccheggio dei Paesi cattolici, alla tratta degli schiavi (cristiani, ovviamente…) e in contatto – si badi bene – con ambienti iniziatici europei (Rosacroce, Illuminati di Baviera, ecc.).
In tali comunità si distinguevano «ebrei eretici» (cioè cabalisti, nemici della Bibbia), spie inglesi, fattucchiere, maestri sufi, e veniva largamente praticata la sodomia (5).

Le comunità dei pirati costituiscono per Hakim Bey il prototipo della T.A.Z., termine ormai entrato nel linguaggio comune della sinistra antagonista (6), e che sta a indicare una «zona temporaneamente autonoma», cioè una realtà sottratta alla società civile, in cui vivere secondo canoni «alternativi», un’ambiente (dis)umano dominato dall’anomìa, un laboratorio ove sviluppare virus nichilistici, al fine poi (eventualmente) di produrre caos generalizzato.

«La T.A.Z. – afferma Lamborn Wilson – è un’operazione di guerriglia che libera un’area (di tempo, di terra,
di immaginazione) e poi si dissolve per riformarsi in un altro dove, in un altro tempo» (7).
Non solo i centri sociali, dunque, sono T.A.Z., ma anche un rave-party o un corteo, un concerto o una fumata di spinello.
O magari la curva di uno stadio di calcio: in questa prospettiva, gli ultras delle tifoserie organizzate vanno considerati come «protagonisti del rito domenicale» col quale «sovranamente rioccupano quelle zone temporaneamente liberate che sono le curve di ogni stadio italiano», con «un accentuato desiderio di autonomia e di contrapposizione nei confronti di ogni autorità costituita» (8).

Altro importante elemento degli «insegnamenti» di Lamborn Wilson è il concetto di nomadismo, legato a quello di banda.
Se il primo viene «inteso come abbandono delle appartenenze familiari, nazionali, geografiche, di identità», la seconda è il modello proposto per superare quelli «oppressivi» di famiglia e di società agricola e industriale (9).
L’alternativa suggerita è quella del clan, in cui rivivono le vecchie utopie sulla «comunità aperta», in cui praticare
il comunismo di beni e di affetti, in un «legame di affinità spirituale».

In questa visione, l’autore si avvicina alle deliranti concezioni di un altro ideologo anarchico americano, John Zerzan, che propone l’abbandono non solo della moderna civiltà tecnologica, ma di ogni progresso umano, dal neolitico in poi, per un ritorno al mondo dei trogloditi del paleolitico (10).
Se per ogni altro ulteriore approfondimento della più nota e recente (e reperibile in italiano) produzione di «Hakim Bey», si può rimandare ad alcuni documentati saggi sull’argomento (11), una pista di estremo interesse è stata aperta da Gianni Rocca, che, in un saggio su «Cristina Campo e la Tradizione primordiale» (12), ha ricostruito i retroscena del tradizionalismo spurio, di marca neognostica o addirittura shivaita, impostosi negli anni '60 e '70 nell’ambito della cultura della destra (cattolica e non).

Il passo che ci interessa è ampio, ma vale la pena di citarlo per intero: «Nel 1969, poco prima della pubblicazione di "Che cos’è la Tradizione?" (1971), libro che sarebbe divenuto un punto di riferimento per tanti alle prese con lo psichismo collettivo della contestazione, Zolla dava vita a «Conoscenza religiosa», una rivista dedita a scandagliare le manifestazioni della gnosi nelle tradizioni religiose pressoché di ogni latitudine.
Dei dotti e suggestivi contributi basti, a mo’ di esempio, quello apparso sul numero monografico dell’agosto 1978 ad opera di Peter Lamborn Wilson, islamista americano, il quale presentava in versione inglese (con traduzione in italiano di Zolla) un antico componimento persiano sulla pederastia, intitolato "Contemplation of the Unbearded", "Contemplazione del (fanciullo) imberbe" (13).
Lamborn Wilson, che collaborò per diversi numeri alla suddetta rivista, negli anni '80 e '90 sarebbe divenuto noto in un contesto diverso, quello dei centri sociali, per i quali avrebbe scritto alcuni testi di successo.
Tra questi se ne possono ricordare due, pubblicati negli Stati Uniti: "T.A.Z. Temporary Autonomous Zones", firmato con lo pseudonimo di Hakim Bey (in Italia tradotto dalle edizioni Shake, vicine al centro sociale Leoncavallo) e "Scandal".

"Essays in Islamic Heresy" (14), uno studio su selezionate zone d’ombra dell’eterodossia islamica, in cui spicca un capitolo centrale, "The witness game: Imaginal yoga and sacred pedophilia in persian sufism", sulla pratica, appunto, della pedofilia mistica nel sufismo iraniano.
Incipit del libro, a indicare presumibilmente vecchi debiti sapienziali, quattro parole: Dedicated to Elémire Zolla.
Capito?
Da una dimensione iniziatica si arriva, con una terribile spirale a scendere, ai c.s.o.a., per i quali sesso droga e rock and roll sono soltanto mezzi per dar sfogo all’euforia delirante e ad espansioni sensuali.
Peter Lamborn Wilson parla invece di sesso e droga in una dimensione altamente iniziatica in un consesso per privilegiati: appunto "Scandal. Essays in Islamic heresy".

Quando scrive per gli iliaci dei c.s., diventando l’Hakim Bey di T.A.Z., parla del vivere secondo il principio del piacere, della fuga dalla realtà tetra e squallida, inducendo alla tossicomania e al libero sfogo di ogni istinto primordiale, quello sessuale in primis.
Abbasso il lavoro, abbasso la noia, prendere ciò che ci occorre è la realtà alternativa che Hakim Bey propone ai soggetti che godono di questa sovranità, illudendosi di trasformarsi così in Piccoli Lord.
Svende così a questi poveri zombie una visione basata sul sensualismo, sulla risata permanente, sulla scomposizione delle parole, sulla reciproca derisione.
Con tutto questo si può anche mettere il cappello sul problema della fame nel mondo o contro la globalizzazione.
Ma la realtà è un’altra.
E’ quella del Lamborn Wilson di "Scandal", lo studioso di singolari tradizioni dell’area che va dal Caucaso all’Asia centrale passando per la Bagdhad delle "Mille e una Notte".

E’ il dotto studioso di «Conoscenza Religiosa», la rivista edita dalla Nuova Italia e diretta dal teologo shivaita Elémire Zolla, sulla quale hanno scritto Ceronetti, Cristina Campo ed altri esimi direttori d’orchestra, sdegnati e sprezzanti nei confronti degli hippie, in realtà l’altra faccia della stessa medaglia.
E’ un’asse che va dall’alto al basso, e nel basso dei c.s.o.a. produce effetti irreparabili.
In Lamborn Wilson-Bey si trovano le due facce, nella stessa persona due aspetti che, ai tempi di «Conoscenza Religiosa» erano tenuti come separati e contrapposti.
Vale la pena fornire un resoconto di "Scandal", l’opera esoterica del guru del movimento antagonista, nella quale, in base a insegnamenti superiori, oppio, hashish e pedofilia sono concepiti come vie di realizzazione.

Il titolo lo spiega nell’introduzione: «usiamo il termine eresie senza alcun giudizio di valore ma ad indicare una parte dell’Islam che rigetta i princìpi base islamici» attraverso una tensione fra «chi è Dentro e chi è Fuori, fra Esoterico ed Essoterico, fra Legge e Sentiero. Non ci chiederemo che cos’è l’eresia ma che cosa fa. Perché produce scandalo? Che cosa succede quando si strappa il velo?» Lamborn Wilson (e non è l’unico) utilizza le eresie come «mezzo per trasferire idee e forme d’arte da una cultura ad un’altra. Con questo ruolo culturale, le eresie sono come fortuite o persino deliberate traduzioni errate dei testi. … Numerosissimi studi hanno inaugurato così il passaggio dell’Oriente in Occidente, persino mentre le tradizionali culture orientali stavano morendo. … In questo sottile processo che arriva da lontano l’eresia può giocare il ruolo di catalizzatore».
Ma qual è il ruolo di questo libro?
Perché rivangare i vecchi «scandali»?

Anche a questo risponde l’esimio: «vorrei avere una scusa del tutto soggettiva per trattare aspetti dell’Islam che per altri [i non iniziati, n.d.a.] sono marginali o addirittura insignificanti».
Molto interessante, per lui e nel nostro contesto, il cap. 4, accennato dal citato Gianni Rocca: «Il Gioco del Testimone. Yoga e pedofilia sacra nel sufismo persiano».

Ne riportiamo alcuni passi:

Fra certi sufi esiste, o è esistito, un tipo di yoga detto imaginal yoga; è una tecnica spirituale che implica la contemplazione di una forma o un oggetto e la trasformazione di esso attraverso il potere dell’Immaginazione, nel focus di un’esperienza metafisica. L’amore è importante, in un modo o nell’altro, per quasi tutti i sufi, che accettano che le qualità divine di amore e generosità superino per importanza quelle di giustizia e timore. […] Il sufismo dà un’interpretazione mistica generale dell’esperienza psicologica d’amore, per esempio, fra marito e moglie, insegnante e allievo, amante e amato. Il sufismo spesso esprime se stesso attraverso poemi d’amore, ed esiste un tipo di sufismo (soprattutto nella tradizione persiana) che si spiega solamente in questi termini, e che si chiama La Scuola dell’Amore. Ma lo yoga in questione è qualcosa di ancora più specifico; implica la deliberata e alchemica trasformazione dell’amore, e persino del desiderio sessuale, in realizzazione spirituale, attraverso una precisa pratica di meditazione.
Il linguaggio figurato d’amore nella poesia sufi si riferisce spesso a una specifica pratica che, in linguaggio cifrato, è detta ill’al-murd, o «Contemplazione dell’Imberbe»
.

Termini poetici quali amore, amante, amato possono riferirsi ad argomenti puramente spirituali, all’amore dell’uomo per la divinità; oppure a un amore puramente umano, o spesso ad entrambi.
Ma nella terminologia di certi sufi, queste parole possono avere un riferimento più preciso alla «Contemplazione dell’Imberbe», o Shahed Bazi («il Gioco del Testimone») in Persiano.
Testimone è il termine tecnico per l’amato, in questa particolare forma di meditazione, e Bazi, gioco, è un termine spregiativo che può anche essere tradotto con «approfittarsi di».  Nello slang persiano odierno, pederastia è Bachchen Bazi, «approfittarsi di un bambino».
L’oggetto della contemplazione è di solito un ragazzino, a volte di un’età che sta fra la fine della pubertà e la sua prima rasatura. La società islamica medievale considerava «il Gioco del Testimone» come qualcosa di sbagliato, un’eresia, un crimine. Non è così per i moderni sufi
. […]

Vediamo la teoria che ne è alla base. In parole povere. La realtà si manifesta nella forma, nelle forme, della Creazione. Dal momento che la Realtà è Una, tutte queste forme sono, oggettivamente parlando, classificate in quell’Una. Soggettivamente, tuttavia, le forme sono in realtà molte. Per raggiungere l’Uno, colui che medita deve meditare sulla forma, dal momento che l’Essenza è in sé inconoscibile. Attraverso la forma, il simbolo, uno viene a realizzare l’Essenza, che è l’Unicità dell’Essere. Ma realizzando l’Essenza, il Principio di Trascendenza è la sola parte conoscibile della divinità. Per Dio, in un senso molto reale, è forma. La Realtà è anche Immanente. Ogni forma o simbolo su cui uno medita è l’Amato. Samsara è Nirvana. L’oscillazione o l’armonia paradossale fra Essenza e forma fa parte del Gioco. Penetrare il simbolo, svelarlo, o riportarlo alla sua origine (ta’wil) è arrivare a Dio da Dio attraverso Dio. Il Gioco è una finzione: l’Amore gioca tutti i ruoli. La forma o il simbolo da svelare in questo modo è una teofania o ierofania (tajalli, letteralmente «brillare attraverso»). Dio «brilla attraverso» la forma. In relazione a questa forma, uno si comporta come un amante: uno la desidera, e può raggiungere da essa o l’Unione o la Separazione, secondo uno stadio spirituale. […]

Infine, l’amato può anche essere un altro essere umano. La relazione amante/amato può essere sessuale o casta. In termini tantrici si potrebbe dire che la castità sviluppa un’energia psichica che può essere indirizzata verso fini spirituali, «sublimata» (in termini alchemici) e usata come transmutazione. […] Lo Shahed Bazi è casto, deve consistere prima di tutto nel guardare, contemplare il viso e la forma dell’amato. Questa fase è chiamata «l’Occhiata» (nazar). Oltre all’Occhiata, è anche permesso abbracciare e baciare. Musica e danza sono anche elementi essenziali nel Gioco, condannati invece da molti ortodossi e persino da alcuni sufi. Awhadodoliu Kermani e Fakhroddin Iraqui, due dei poeti favorevoli allo Shahed Bazi, quando giungevano all’estasi durante il sama (concerto spirituale) strappavano la camicia dell’imberbe e danzavano petto contro petto. Dall’Occhiata si passa quindi a baci ed abbracci e alla fine all’unione fra uomo e ragazzo.

[…] Va detto che la legge religiosa non ha nulla a che vedere con la legge naturale. Persino i moralisti islamici sembrano ammettere che il desiderio per i ragazzi è naturale. La pederastia, secondo il punto di vista tradizionale della società islamica, non è mai stata una grave frattura nei costumi, a differenza invece della società cristiana. In società dove le donne portano un sacco sulla testa, gli uomini tendono a dare aperta espressione delle naturali tendenze bisessuali. […] In sostanza, a parte ogni questione religiosa, la pederastia era molto più socializzata (per usare un termine del gergo della moderna sociologia) nella società islamica che nelle nostre. E nel pensare ai sufi Giocatori del Testimone non dovremmo essere accecati dai preconcetti e dai pregiudizi della nostra società. Il problema sollevato  da moralisti e teologi non era legato infatti alla pederastia e alla pedofilia per se stesse; […] il vero pericolo insito nella «pedofilia sacra» consisteva nella pretesa che gli esseri umani possano realizzare se stessi nell’amore più perfettamente che attraverso le pratiche religiose.

C’è qualcosa di folle nello Shahed Bazi E’ come un’irruzione di quella pazzia primordiale e purificata nel piano della mezza-vita ordinaria di tutti i giorni. Occorre creare una tromba d’aria, un vortice attraverso il quale ogni cosa presente, tutta la società, la Legge, il rito, la musica, la danza saranno risucchiati in un Altro Mondo. Serve a creare un punto, un lampo di pazzia metafisica sulla nera superficie della terra – la nostra addormentata coscienza”.

Siro Mazza




1) E’ interessante notare come Ammiano Marcellino collocasse il territorio originale degli Unni nelle paludi presso il mare d’Azov: nel connubio fra demoniche creature femminili di quelle zone oscure e malsane e uomini di ceppo mongolo sarebbe scaturita quella tribù.
2) Le idee del maestro hanno fatto scuola: cfr. AA.VV., Neopaganesimo, Stampa Alternativa, Roma 1999, antologia di testi che «offre un brillante ed energetico assaggio del risvegliarsi al pensiero pagano della cultura occidentale, fra femminismo, ecologia e psichedelia», ritenuto un «fatto ormai incontrovertibile».
3) Di particolare interesse è in effetti la tendenza in atto nella strategia politico-ideologica dei centri sociali, che, considerando positivamente l’immigrazione selvaggia di popolazioni musulmane, vedono in essa un eccellente strumento di sovversione e tribalizzazione della società italiana. E questo, va ribadito, non tanto secondo il vecchio schema della lotta di classe (fatto proprio, invece, da Rifondazione comunista, che vede negli immigrati – accanto a drogati, omosessuali, «diversi» variamente assortiti – il nuovo «proletariato» di cui instaurare la dittatura), ma proprio in relazione alle correnti più sovversive ed eterodosse della religione musulmana (dal sufismo gnostico allo sciamanesimo derviscio), che, ponendosi «al di là del bene e del male», rifiutano quel po’ di legge naturale e di retaggio «abramico» pure presenti nell’Islam «istituzionale».
4) Giorgio Pietrostefani, uno degli assassini del commissario Calabresi, ha recentemente pubblicato, per l’ambigua casa editrice ciellina Jaca Book, La guerra corsara, forma estrema del libero commercio, un libro «che è anche la continuazione di un dialogo ideale con uno dei santoni che in gioventù lo iniziarono al marxismo, Toni Negri» (Aldo Cazzullo, su «La Stampa» del 7 agosto 2002). «Ho letto Impero – dice l’ex-lottacontinuista dal suo esilio dorato parigino – e vi ho trovato alcune delle mie convinzioni». Dalla pirateria inglese trae origine – genetica e ideologica - la «nobiltà» britannica: sinistra antagonista ed oligarchia iniziatico-finanziaria trovano qui uno dei tanti punti di incontro.
5) Come, del resto, fra i bucanieri della Filibusta: cfr. B.R. BURG, Pirati e sodomia, Elèuthera, Milano 1994.
6) E non solo di quella: L’Unità, già sussiegoso organo del fu-PCI, ospita, all’interno della sua pagina culturale, una rubrica intitolata appunto «taz», il cui autore è Lello Voce, collaboratore fra l’altro di Radio Sherwood, legata all’Autonomia padovana.
7) Nel suo libro-intervista con Massimo Cacciari ("Duemilauno. Politica e futuro", Feltrinelli, Milano, 2001), Gianfranco Bettin fa riferimento a una «figura importante del femminismo e del pensiero radicale contemporanei, Bell Hooks (pseudonimo di Gloria Jean Watkins), e alla sua scelta di situarsi al margine. Un posto di confine concepito non come spazio residuale, come ghetto, bensì come… ambito di resistenza, di creatività e di potere, uno spazio inclusivo, e di solidarietà. Qualcosa del genere dicono, e cercano soprattutto di realizzare, molti centri sociali italiani…  Stare ai margini, situarsi, per dirla con Bell Hooks, può dunque voler dire anche radicare un’esperienza politica, presidiarne uno spazio di resistenza che è anche un punto da cui ripartire, da cui predisporre un contraccolpo… Forse significa questo la scelta di stare ai margini creativamente e in posizione antagonista o tentare l’assalto al centro». Alle riflessioni dell’ecologico interlocutore, il barbuto oracolo adelphiano risponde sentenziando: «Non possiamo che prepararci all’eventualità del contraccolpo»! A proposito dell’ambiguo concetto di «solidarietà», confronta Alberto Fontan, «Il solidarismo» (in Atti del I Convegno di Studi Cattolici, Fraternità San Pio X, Rimini, 1993), che lo interpreta come secolarizzazione o, peggio, parodia, della cristiana virtù teologale della carità.
8) E’ ciò che pensa l’esperto progressista in materia Valerio Marchi. Confronta la sua introduzione a: D. De Luca – D. Colombo, "Fanatics", Castelvecchi, Roma, 1996. E’ in tal senso – nella salvaguardia, cioè, di potenziali T.A.Z. - che va correttamente interpretata l’opposizione che la sinistra ha manifestato in Parlamento, lo scorso anno, contro l’introduzione di norme più rigide nei confronti degli hooligans. C’è da notare che politici, intellettuali e giornalisti di sinistra (Marchi compreso) hanno invece gridato allo scandalo e invocato la solita «vigilanza democratica e antifascista» ogni volta che
in uno stadio compariva una croce celtica o veniva urlato uno slogan razzista. Va infine ricordato che fra i teppisti fermati o identificati a Genova durante il G8 numerosi erano i membri delle tifoserie di Genoa e Sampdoria.
9) Va segnalato il fatto che ben più celebri philosophes propugnano il nomadismo: è il caso di Gilles Deleuze e Félix Guattari, autori di "Nomadologia", Castelvecchi, Roma, 1995 e di Michel Maffesoli, ideologo dionisiaco, definito «il sociologo inventore del neotribalismo» da Angelo Crespi su il Giornale del 9 maggio 2002 («Il nomadismo è una necessità»). Nell’articolo, Maffesoli, parlando del suo "Del Nomadismo", Franco Angeli, Milano, 2000, definisce «prigione morale» la famiglia mononucleare, l’educazione, la carriera professionale, l’identità e lo Stato e aggiunge: «Dioniso dona nuovo dinamismo, restituisce significato a uno stare insieme ormai intristito e burocratizato. Il barbaro inietta sangue nuovo in un corpo sociale languente e ormai infiacchito da un benessere e da una sicurezza programmati dall’alto». Vale la pena ricordare che tali sproloqui sono comparsi sul quotidiano ufficioso della Casa delle Libertà. Ma, come vedremo, non è l’unico caso di «contaminazione a destra» di teorie e idee di segno opposto.
10) Confronta il suo "Futuro primitivo", Nautilus, Torino, 2001. La differenza fra le due «soluzioni» proposte è che per Lamborn Wilson vanno ripresi la «mentalità» e la «visione del mondo» della banda primitiva, ma all’interno della società tecnologica e post-industriale e sfruttandone le possibilità. Confronta infine: R.Lowe - W. Shaw, "Traveller e Raver", Shake, Milano, 1996, storia del neotribalismo nomade anglosassone.
11) Confronta C. BERNABEI, articolo citato, S. CALASSO, «Centri sociali. Zone di IV Rivoluzione», in Cristianità, numero 265-266 (1997) e M. BLONDET, "No-global", Ares, Milano, 2002.
12) In Studi cattolici, numero 496, giugno 2002.
13) L’autore non dice che nel 1977, poco prima di morire, Cristina Campo tradusse alcune poesie delo stesso Lamborn Wilson, pubblicandole sulla rivista diretta da Zolla. L’argomento delle liriche è facilmente intuibile...
14) Autonomedia, New York, 1988.


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Commenti (16)add comment
Rob.
... , maggio 08, 2008 20:11

Complimenti... scusi la domanda, ma il suo libro "Strategia del caos" parla anche di questa "filosofia" oppure soltanto delle trame politiche e commerciali dietro al movimento no-global?


giaki
... , maggio 08, 2008 20:44

premetto di frequentare spesso centri sociali, rave e comuni hippie, comunque trovo il suo articolo sostanzialmente corretto... anche se su certe questioni la penso in maniera diametralmente opposto alla sua


Noè
Pavia , maggio 08, 2008 20:45

E' chiaro che la Chiesa, società perfetta, ha trasformato i costumi pagani e idolatri dei popoli. Se quei costumi oggi sono lodati, è un chiaro segno dei tempi.


Carmelo
Messina. , maggio 08, 2008 21:00

Dubito molto che le teste rasate di Verona,
o gli idioti delle stragi del sabato sera abbiano mai letto Hakim Bey.
Anzi dubito molto che abbiano mai letto.
Di pseudo-intellettuali matti e degenerati la storia è piena.
Il buon vecchio Mario Scelba li definiva giustamente:
"culturame".



Gianluca
... , maggio 08, 2008 21:41

Scusa Siro, su effedieffeshop c'e' un libro dal titolo "Cristina Campo, o l'ambiguità della Tradizione" dove viene riportato quanto segue:
Cristina Campo (1923-1977), tra i fondatori di "Una voce-Italia" ha dato un contributo decisivo alla redazione del "Breve esame critico" del nuovo messale, presentato a Paolo VI dai Cardinali Ottaviani e Bacci. Attorno a Cristina Campo, in quegli anni, troviamo Mons. Lefebvre e Padre Guérard des Lauriers, Mons. D'Amato e Mons. Pozzi e dalla Francia, Jean Madiran e l'abbé de Nantes...in modo tale che il lettore scoprirà forse per la prima volta buona parte della storia dell'opposizione alla riforma liturgica - quando tutto era amcora possibile - dal 1965 al 1970.

Possibile che sia la stessa Cristina Campo di cui si parla nell'articolo? Potrebbe per cortesia fornire qualche ragguaglio a chi, come me, non conosce nulla sulla Campo?
Grazie



macla
... , maggio 08, 2008 23:17

OGNUNO SI NUTRE DI QUELLO CHE GLI E' PIU' CONSONO.
QUESTI QUA HANNO GIA' SUPERATO SE STESSI. COME I GIURASSICI ROLLING STONES.
DEJA VU, PER TROPPO TEMPO. CHE NOIA!



Franco Damiani
Villafranca Padovana , maggio 09, 2008 15:44

Per Gianluca: hai letto bene il titolo del libro di don Ricossa? "Cristina Campo o l'AMBIGUITA' della tradizione".
Anche Cuccia, per dire, frequentava la Messa "in latino", tutte le mattine. E raffaele mattioli è sepolto, ce lo ha raccontato Blondet, nella tomba di una mistica medievale.



Franco Damiani
Villafranca Padovana , maggio 09, 2008 16:04

Mi piacerebbe che Siro (e magari anche Daniele Arai) commentasse questo articolo di Vassallo, ricco per il sottoscrittto di suggestioni positive e negative.
Per me è importante che l'ambiguità della Campo sia stata denunciata da don Ricossa, segno che il sedevacantismo, almeno quello "tesista", non ne è il frutto inconsapevole. Certo che in Vassallo (in significativa convergenza con l'articolo pur di segno opposto di don Cisar http://www.unavoce-ve.it/07-02-34.htm) tale denuncia si risolve in difesa del sedeplenismo.


CRISTINA CAMPO E GLI INFLUSSI ETERODOSSI NEL TRADIZIONALISMO SPURIO

Piero Vassallo
07/08/2005


L'uscita in libreria dell'ampio ed esauriente saggio di don Francesco Ricossa, "Cristina Campo, o l'ambiguità della Tradizione", edito in Verrua Savoia nel 2005, dal Centro librario Sodalitium, è un incentivo ad approfondire e a ricostruire, senza pregiudizi e senza rispetti umani, la complessa e sconcertante storia degli influssi eterodossi nel tradizionalismo cattolico del secondo Novecento.
La revisione della storia del tradizionalismo appare indispensabile, quando si considera specialmente la prova cruciale che la Chiesa cattolica sta per affrontare, vale a dire la seconda e più delicata fase della riaffermazione della dottrina.
La fermezza di Giovanni Paolo II, relativamente ai valori morali, ha risollevato, infatti, il prestigio dell'autorità romana fugando gli spiriti distruttivi emanati dai teologi della "liberazione" e le chimere della permissività.
La profonda partecipazione delle folle d'ogni parte del mondo alla malattia del Papa polacco e al lutto della Chiesa testimonia la rinascita di un profondo amore per la cristianità.
E' però ancora da attuare la perfetta restaurazione della teologia, oscurata dagli anni del "debolismo" intitolato alle suggestioni nichiliste del postmoderno.
Il successore di Karol Wojtila, Benedetto XVI, rappresenta adesso la necessità e l'intenzione di portare a termine il paziente e misericordioso cammino della chiarezza dottrinale.
Lo riconosce senza difficoltà una fonte insospettabile, il cardinale Carlo Maria Martini, autore di un articolo pubblicato nella pagina culturale de "Il Sole 24 ore" del 22 maggio 2005: "la passione per la verità che Joseph Ratzinger ha testimoniato coerentemente in tutti questi anni va intesa come risposta al debolismo della postmodernità".
La finalità della necessaria revisione consiste, principalmente se non esclusivamente, nella riaffermazione della fede nel magistero romano da parte di quei cattolici che sono stati disturbati dalla confusione e dal delirio teologico postconciliare. La fede nel magistero romano, discendendo dalle promesse divine fatte all'apostolo Pietro, non può essere, infatti, separata dalla fede in Cristo.

Durante gli anni travagliati della crisi postconciliare, in una nobile frazione dell'episcopato, la fedeltà alla tradizione cattolica fu purtroppo esasperata e sviata da un avventizio e fittizio manipolo di tradizionalisti usciti dai salotti del laicismo implacabile e del misticismo massonico per abbassare, al mortificante livello dell'archeologia e dell'estetismo mondano, la ricchezza spirituale della Messa latina.
L'atto che avviò la crisi del tradizionalismo fu compiuto da Cristina Campo, un'ambigua figura di intellettuale.
Nel clima alterato e avvelenato dal malessere postconciliare, il 5 febbraio del 1966 fu pubblicata, a cura di Cristina Campo, quella lettera aperta a Paolo VI che, col pretesto (in sé perfettamente legittimo e condivisibile) di difendere la liturgia latina e gregoriana, gettava il seme della sfiducia nel magistero romano, scavando un solco, non ancora colmato, tra la gerarchia e i cattolici intransigenti.
Per dare peso alla sua iniziativa la Campo, poetessa istruita e fortemente influenzata dall'iniziato Elémire Zolla, suo convivente, chiese ed ottenne un alto numero di firme prestigiose.
Oltre che da alcuni intellettuali cattolici - Jacques Maritain, Gabriel Marcel, François Mauriac, Augusto del Noce - variamente conosciuti e apprezzati per la distanza del loro (sospetto) pensiero dal tomismo essenziale, il manifesto redatto dalla Campo fu sottoscritto da un gran numero di personalità indifferenti quando non apertamente ostili al cattolicesimo, quali, ad esempio, Jorge Luis Borges, Elena Croce, Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo, Maria Zambrano e lo stesso Elemire Zolla.
Per misurare l'efficacia dell'accecante inganno consumato ai danni della cristianità è sufficiente rammentare l'entusiasmo incontrollato ed esorbitante che l'opera di un pensatore di dichiarata ispirazione gnostica, quale Zolla, suscitò in quei cattedratici d'area cattolica che, leggendolo, non coglievano la velenosità del suo pensiero.
Ammalianti controfigure del "pastor ridens", Zolla e la Campo, improvvisandosi maestri di teologia, si calarono come un virus opportunista nel disagio causato dalle avventurose novità della teologia progressista e dai clamori sociologici sollevati dai preti d'assalto.
Recitando la parte dei difensori strenui della tradizione, trasformarono la legittima resistenza alle goffe (e talora blasfeme) improvvisazioni liturgiche attuate dai novatori in sgomento e in disperata rivolta contro l'autorità del Pontefice regnante.
Le difese immunitarie dei tradizionalisti cattolici – che un tempo erano definiti "papisti" a causa dell'irriducibile obbedienza al Vicario di Gesù Cristo – furono distratte dalle dicerie intorno all'esoterismo cristiano e fuorviate dalle desolanti, angosciose e urlate ipotesi sulla sede vacante.
La protesta contro le gazzarre liturgiche inscenate dai progressisti, si allineò in tal modo alle infauste diagnosi formulate, con toni apocalittici, dal professore Zolla: "muore la Chiesa, muore il gregoriano. Ascoltato per l'ultima volta. Ormai, come un ramo secco, la Chiesa verrà bruciata".
Fu questo l'esito di uno stato d'animo depresso, che si lasciò precedere e accompagnare dai più sofisticati e rumorosi strumenti della mistificazione, ad esempio le "profezie" del nichilista René Guénon, della tanatofila Simone Weil, dell'esteta Elémire Zolla e dell'infatuata Cristina Campo.
Frastornati dal fervore della Campo, che (lo ha dimostrato l'insospettabile Margherita Pieracci Harwell) identificava la liturgia con la suprema bellezza che (secondo la personale teologia di Dostojewskji) avrebbe dovuto salvare il mondo, i "papisti" furono trascinati alla disobbedienza, e si spinsero ad accusare Paolo VI di essere il capo di un complotto satanico contro la salvifica bellezza della liturgia.
L'esteta Alfredo Cattabiani, ammiratore, seguace ed editore della Campo (oltre che di Zolla) sostenne addirittura (con evidente esagerazione) che fu lei a spingere monsignor Lefebvre su posizioni di rottura: "direi quasi che fu Lefebvre stesso a essere un discepolo di Cristina".
Grazie al raffinato e sublime raggiro dei tradizionalisti "di complemento", mentre Paolo VI, con l'intento di difendere la Chiesa dall'azione corruttrice e mortifera dei nichilisti, elaborava la enciclica "Humanae vitae", la buona fede dei tradizionalisti, agitata e destabilizzata dai banditori mistici, insorgeva in paradossale sintonia con la contestazione suscitata e attizzata (nelle cosiddette comunità di base) dalla pornoscolastica dei cattosessantottini.
In quel momento, l'ombra della comicità involontaria irruppe sulla scena cattolica.
Agli allucinati teologi della liberazione e agli scalmanati predicatori della dissidenza abortista, pederastica e divorzista, che lanciavano contro Paolo VI l'accusa di attuare un'iniqua repressione moralistica, facevano eco gli inconsapevoli tradizionalisti i quali, dopo aver assimilato la mentalità e il linguaggio degli antipapisti, accusavano la Santa Sede di modernismo, di progressismo e addirittura di maoismo.
Paradossalmente, la contestazione di Paolo VI da parte dei tradizionalisti incontrollati si univa alla più profonda corrente dell'ostilità al cattolicesimo.
Corrente avviata, preciserà il cardinale Ratzinger durante una conferenza stampa tenuta il 7 marzo 2000 e pubblicata il 9 marzo nell'Osservatore romano, "quando il protestantesimo ha creato una nuova storiografia della Chiesa con lo scopo di mostrare che la Chiesa cattolica non solo è macchiata dai peccati, come sempre sapeva e diceva, ma è totalmente corrotta e distrutta, non è più la Chiesa di Cristo, ma al contrario è strumento dell'Anticristo".
Per risalire alle cause di una tale commedia delle parti è dunque necessario trarre le debite conseguenze dall'importante saggio di don Ricossa e riconoscere la violenta ispirazione antiecclesiale di Simone Weil, autentica "autrice" di Cristina Campo, la principale suggeritrice dei contestatori tradizionalisti.
L'ecclesiologia delirante di Simone Weil, travestita da mistica e fatta entrare di contrabbando nella biblioteca ideale del tradizionalismo, è stata la vera fonte della parodia confezionata e diffusa dai promotori "adelphiani" del soqquadro ecclesiastico. Una parodia recitata dai tradizionalisti, involontarie vittime dello sgomento o della (incauta) buona fede.
La Weil, infatti, formulò una sottile ma devastante negazione della presenza e della visibilità di Cristo nella Chiesa, formulando accuse dal tono apocalittico: "tutto ha luogo come se con il tempo si fosse guardato non più a Gesù ma alla Chiesa come Dio incarnato quaggiù. La metafora del Corpo mistico funge da ponte tra le due concezioni. Ma c'è una piccola differenza: ed è che Cristo era perfetto mentre la Chiesa è macchiata da una quantità di crimini".
Una tesi, quella della Weil che, in nome di un ecumenismo a sfondo pseudomistico e pseudoecumenico, negava l'indefettibilità della Chiesa, contrastando quella dottrina tradizionale che Pio XII, nel giugno del 1943, confermerà nella più dimenticata e disattesa fra le sue encicliche, la "Mystici corporis".
Dove si afferma, con parole inequivocabili, che Cristo "talmente sostenta la Chiesa e talmente vive in certo modo nella Chiesa che essa sussiste quasi come una seconda persona di Cristo".
Padre Guérard des Lauriers, in un testo opportunamente pubblicato in appendice al saggio di don Ricossa, ha così riassunto il pensiero antagonista formulato dalla Weil nell'intento di capovolgere l'ecclesiologia tradizionale e di ingannare i teologi più intransigenti: "la vera pietra filosofale, il vero Graal, è l'Eucarestia. Cristo ci ha indicato quello che dobbiamo pensare dei miracoli, ponendo proprio al centro della Chiesa un miracolo invisibile ed in certo modo puramente convenzionale (solo che la convenzione è ratificata da Dio). Dio vuole rimanere nascosto. … Tutto avviene come se con il tempo la Chiesa ritenesse essere Cristo non il corpo ed il sangue di Cristo sugli altari ma gli altari stessi, poiché questi sono gli strumenti ed il simbolo della riunione del popolo di Dio".
L'immagine di un corpo mistico privato del suo capo-vicario è irrazionale e grottesca, prima che contraria alla dottrina cattolica.
La Chiesa, infatti, non nasconde ma rende visibile il volto divino di Cristo: "il nostro Salvatore" insegna ancora Pio XII, "comunica talmente con la sua Chiesa i beni suoi propri, che questa, secondo tutto il suo modo di vivere, quello visibile e quello invisibile, presenta una perfettissima immagine di Cristo".
Ciò malgrado, per effetto della propaganda attuata da Cristina Campo, Simone Weil, l'autrice di una ecclesiologia esangue e capovolta, diventò l'icona di un movimento nato per resistere agli abusi liturgici dei novatori e intitolato alla tradizione augusta e indeclinabile.
In nome della fedeltà all'antica liturgia il movimento suggerito e animato dalla Campo metteva in crisi la fede in quelle promesse di Cristo alla Chiesa che avevano suggerito la luminosa sentenza di Pio XII: "sì, certamente, senza alcuna macchia risplende la pia Madre nei Sacramenti con i quali genera ed alimenta i figli, nella fede che conserva sempre incontaminata, nelle santissime leggi con le quali comanda, nei consigli evangelici con i quali ammonisce, nei celesti doni e carismi con i quali nella sua inesausta fecondità genera innumerevoli eserciti di martiri, di vergini e di confessori".
La pietà obbliga a tacere i nomi (anche illustri) della compagnia di filodrammatici paralleli, trascinati dalla Campo nella commedia degli inganni, ma non impedisce di affermare che il nodo della questione tradizionalista è costituito dall'affrettata rinuncia alla luminosa dottrina esposta da Pio XII nell'enciclica "Mystici corporis".
Corre però l'obbligo di rammentare che l'arcivescovo di Genova, l'impavido cardinale Giuseppe Siri, dopo aver opposto una ferma ed illuminata resistenza ai novatori conciliari, manifestò la sua fedeltà all'ecclesiologia tradizionale affermando che i decreti del Concilio Vaticano II si devono leggere in ginocchio, e perciò si sottomise coerentemente all'autorità di Paolo VI eseguendone i non graditi decreti.
Quando il cardinale Siri maturò la decisione, incresciosa per i sedevacantisti, di obbedire a Paolo VI, teneva a mente l'esortazione che Pio XII aveva consegnato alle pagine della "Mystici corporis": "non soltanto è nostro dovere ricambiare come conviene a figli la materna pietà della Chiesa verso di noi, ma dobbiamo anche professarle riverenza per l'autorità conferitale da Cristo, in modo tale da sottometterle pienamente il nostro giudizio, in ossequio a Cristo stesso. Onde siamo tenuti ad obbedire alle sue leggi e ai suoi precetti in fatto di costumi, anche se talvolta ciò riesca abbastanza duro alla nostra natura, decaduta quale è dallo stato d'innocenza originale. … Ad ottenere poi che un tale pienissimo amore regni negli animi nostri e di giorno in giorno aumenti, è necessario assuefarsi a riconoscere nella Chiesa lo stesso Cristo".
Gongolava invece, nella cabina della bifida regia, la più sgradevole fra le pastore di pecore matte, Cristina Campo (pseudonimo esoterico della scrittrice Vittoria Guerrini).
Dire "ridente" della "pastora" Campo è pia esagerazione: il volto umbratile e sibillino, che sorride sopra una brossura adelphiana color cielo, è la feroce rappresentazione dell'albagia intellettualistica, a caccia di zimbelli imbarcati sulla nave dei depistati.
Purtroppo, nell'area estrema e arroventata del cattolicesimo tradizionalista, la santità dell'azione condotta dalla Campo è tuttora opinione invincibilmente legata all'ignoranza e al malinteso intorno ai contenuti "sublimi" della sua contraffatta ecclesiologia.
Va da sé che l'impegno inteso a demistificare e confutare la fittizia versione della dottrina ecclesiologica, che la Campo insinuò nell'ambiente tradizionalista, non deve influire in alcun modo sul giudizio riguardante da un lato la persona di Vittoria Guerrini e la sua eventuale conversione, (conversione che secondo alcuni interpreti citati da don Ricossa sarebbe maturata dopo la separazione da Zolla) dall'altro lato la critica da lei rivolta al pensiero della Weil.
Ai battezzati corre l'obbligo di pregare per la salvezza di tutte le anime, dunque di augurarsi anche la conversione di una Vittoria Guerrini.
Se non che l'obbligo della misericordia e della benevolenza non trascina con sé la complicità e la rinuncia ad una realistica considerazione dei fatti.
E' dunque lecito dubitare che, negli ultimi anni della sua tormentata esistenza, quando intratteneva un frenetico rapporto epistolare con il tenebroso occultista Andrea Emo Capodilista, Vittoria Guerrini abbia veramente abbandonato i pregiudizi nichilisti che dominano tutta la sua precedente opera.
La Fozzer (una biografa della Campo citata da don Ricossa) azzarda che la Campo non aderì alle idee di Emo Capodilista "perché se senso tragico della vita ella ebbe, ebbe anche per temperamento e per formazione, dei punti di certezza che la tennero lontana dal nichilismo".
Se non che i giudizi entusiastici di Emo sulla Campo e le testimonianze di coloro che hanno letto le lettere (finora inedite) indirizzate dalla Campo a Emo inducono ad escludere che all'eventuale conversione della Guerrini si sia accompagnata una seria autocritica del nichilismo.
Tale esclusione non giustifica un giudizio umano sul destino eterno della Campo, giudizio che sarebbe temerario ed empio.
Il nodo della questione tradizionalista è costituito dalle tesi che la Campo opponeva a Paolo VI e alla storica enciclica "Humanae vitae".
Tesi che si riducono ad una sottile contaminazione "elitaria" della dottrina esposta da Pio XII nell'enciclica "Mystici corporis".
Pio XII, nel tentativo di confutare e dissolvere le suggestioni pseudoangeliche del perfettismo, che la teologia eterodossa diffondeva in ambienti cattolici, aveva affermato solennemente che "non si estingue ogni vita in coloro che, pur avendo perduto con il peccato la carità e la grazia divina sì da non essere più capaci del premio soprannaturale, conservano tuttavia la fede e la speranza cristiana".
Di conseguenza, Pio XII esortava a ricevere il peccatore con carità fattiva "ravvisando in lui un membro infermo di Gesù Cristo".
La Campo, ripudiato l'insegnamento di Pio XII, si era invece appropriata del disprezzo aristocratico che la gnostica Simone Weil nutriva verso la "Chiesa propriamente detta", da lei ritenuta inferiore alla comunità "dei cattolici autenticamente spirituali".
I testi pornografici e tanatofili (ad esempio "Le tre vie") pubblicati da Elémire Zolla, ardente maestro e deragliato convivente della Campo, fanno intendere quali fossero le "perfezioni" squisite che si ergevano contro la Chiesa "plebea e corrotta" di Pio XII.
Ad ogni modo, dall'esaltazione della Chiesa perfettista e disincarnata, la Campo fece discendere un rovinoso giudizio sul presente della fede.
In un articolo pseudonimo, ripubblicato postumo nell'antologia della doppiezza che un editore beffardo ha intitolato "Sotto falso nome", la profetessa alzò un lamento drammatico: "nella Chiesa sono scomparse tutte le cose (la liturgia, i canti, l'architettura, le cerimonie) che Simone Weil così ardentemente amava".
Questo significa che la virtù fugge dai luoghi del culto cattolico e si ritira nel cerchio ristretto della contestazione tradizionalista, orchestrata dal salotto iniziatico del professore Zolla.
In questa sconvolta prospettiva, il dramma della Chiesa non discendeva più dal fumo satanico prodotto dagli iniziati, ma dalla riforma della liturgia e dall'indirizzo plebeo dell'estetica vaticana.
Secondo la frivola suggestione emanata dalla Campo, la liturgia cattolica non era altro che un museo, da affidare alla protezione anodina di una qualunque fondazione paramassonica.
Se l'immaginazione umana potesse svelare il pensiero segreto dell'inferno forse non direbbe cosa diversa da quella della dolente quisquilia propalata dalla cattedra "spiritualista" cui apparteneva Cristina Campo.
Quisquilia che (lo a dimostrato Gianni Rocca, in un magistrale articolo pubblicato nella rivista "Studi cattolici") è finita e non per caso, insieme con altre squisite cibarie, sulla tavola imbandita dai progressisti irriducibili. Dai frati ecumenici (o sincretisti?) della comunità di Bose, ad esempio.
E' proprio questo esito paradossale del pensiero della Campo, scheggia impazzita del tradizionalismo, che costringe a rivedere i giudizi che, durante gli anni del postconcilio, furono dettati dal pessimismo e dalla sfiducia nel magistero romano.
Revisione indispensabile in questa fase storica, che segna l'inizio della rivincita della morale rivendicata dalla "Humanae vitae" contro le aberrazioni della pornografia, dell'abortismo e dell'eugenetica.




di Piero Vassallo

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ANGELO CICCARELLA
VITERBO , maggio 09, 2008 16:22

Il dionisismo moderno, il "fai ciò che vuoi", e tutto quel ciarpame dottrinario ed ideologico scaturiti da quei movimenti tutt'altro che spontanei che hanno infestato il mondo sin dagli anni '60, dicevo l'anarchismo interiore simmetrico con quello politico sociale, non deve farci scordare la tesi di fondo che da tempo sostengo. Si cerca quel che si trova in giro, ad una domanda legittima di spiritualità, di libertà creativa spesso e volentieri c'è una risposta errata, risposta costruita a tavolino dai club anglofoni miranti all'affermazione del kaos contro l'ordine. Non giudichiamo i tanti giovani, disorientati, nauseati dal conformismo imperante, soffocati da una religiosità istituzionale, asfittica, sterile, elefantiaca nei precetti, tutta presa a mantenere le posizioni di potere e dimentica delle vere, necessarie esigenze dell'anima.
Non sto giustificando chi persegue fini immondi, difendo chi si è fatto abbindolare dai miraggi della liberazione, chi ha cercato e non ha incontrato Cristo, perché fuorviato da falsi maestri, falsi profeti, falsi metodi e finti preti.



Carlo Alberto
Roma , maggio 09, 2008 19:03

Ecco, la prima parte la spieghi ai salesiani del Bollettino Salesiano, che nel 2000 difendevano i tizi che avevano sfasciato Genova, dicendo che erano stati vittime di provocatori...


Gianluca
Forlì , maggio 09, 2008 19:19

Grazie molte prof. Damiani, ho letto "gli Adelphi" del grande Direttore, so di cosa parla. Il titolo del libro di don Ricossa non mi è sfuggito, è il tono della recensione che mi ha lasciato perplesso (ho inteso che mons. Lefèbvre e la Campo combattessero la stessa battaglia per le stesse intenzioni).
Cordiali saluti



michelangelo
roma , maggio 09, 2008 19:38

beh ...
"just do it" non é il motto crowleyano per eccellenza?
siamo bombardati ogni minuto di merda per il cervello.
e chi ha iniziato a bombardare il grande pubblico con l´edonismo non é stato berlusconi in italia?
il berlusconi di cui la direzione auspicava la vittoria?
chi é causa del suo mal ... pianga se stesso, dice la tradizione piú autentica.



Fabrizio
Pesaro , maggio 09, 2008 21:20

Ho letto anch'io il libro di Don Ricossa, dopo aver letto a apprezzato molto "Gli imperdonabili" di Cristina Campo (Adelphi). Il libro di Don Ricossa è stato utile per inquadrare meglio il personaggio enigmatico di Cristina Campo. (Tra l'altro in appendice c'è una interessantissima risposta di Padre M.L. Guerard des Lauriers alla "Lettera ad un religioso" di Simone Weil). Mi piacerebbe conoscere il parere del direttore Maurizio Blondet su questa straordinaria scrittrice, e sulle sue luci ed ombre.
Saluti.



Franco Damiani
Villafranca Padovana , maggio 09, 2008 22:10

La direzione auspicava la vittoria di Berlusconi? Del Salame, l'uomo più sionista e filoamericano d'Italia? E' sicuro di aver letto bene?


hobo
roma , maggio 10, 2008 08:51

Una prospettiva "eretica" per approfondire i retroscena di storie come quella di TAZ:

IN NOME DELLE "LOGGE" : RETROSCENA OCCULTI DELLA POLITICA AMERICANA


PREMESSA

Se si vuole esperire il tentativo di gettare uno sguardo “dietro le quinte degli eventi esteriori “(1), secondo il metodo indicato da Rudolf Steiner e sviluppato dai suoi continuatori ,mettendo al centro come oggetto della ricerca gli Stati Uniti d’America va preliminarmente chiarito che, mai come in questo caso, gli intrecci fra occultismo,politica e mondo finanziario sono elementi di importanza primaria..
Ma nello stesso tempo appare difficile tracciare, proprio per la natura di per sè sfuggente dell'elemento "occulto" ed "esoterico" , un quadro esauriente o quantomeno attendibile sul piano dgli studi storici , ovviamente svincolato dagli eccessi fantasiosi di certe conspiracy theories.
Tuttavia, pur consci di queste difficoltà ,cercheremo di studiare i retroscena di alcune particolari vicende contemporanee, con lo scopo fondamentale di gettare luce su eventi che viceversa resterebbero immersi nella nebbia ingannevole
delle sistematiche disinformazioni che avvelenano la odierna struttura della comunicazione , sovente asservita a ben determinati interessi politici e finanziari. Particolarmente in Italia.
Con l'avvertenza che talvolta ci limiteremo ad "assemblare" fatti i cui nessi non appaiono ancora ben chiari , secondo un metodo che, comunque, cerca di lasciare al lettore stesso la possibilità e la libertà di approfondire ulteriormente un tema che è indubbiamente centrale per capire il senso degli odierni eventi politici e sociali : questo spiega una certa abbondanza di note di riferimento a piè di pagina.



IL NORDAMERICA E L’OCCULTO.


Il primo punto da mettere in evidenza quando si tratta di cominciare ad analizzare il tema in questione è dato dall’esistenza di una peculiare “morfologia occulta” del continente nordamericano.,intesa in senso scientifico-spirituale. Alludiamo alla serie di influenze generate dal particolare “doppio geografico” di natura ahrimanica che permea specialmente il substrato ferroso della lunghissima catena montagnosa centro-occidentale (Rocky Mountains) e che si esplica anche nella particolare inclinazione verso le influenze dell’elettromagnetismo tipica della cultura americana e di lì trasmessa a tutto il mondo. (Non è a caso, ad esempio, che la chitarra elettrica , lo strumento principe della musica popolare moderna sia stata inventata da un americano, Leo Fender, perfezionata da un altro yankee , Les Paul e portata al parossismo sonoro da un terzo cittadino statunitense James Marshall Hendrix, detto Jimi) .
Questo elemento geomorfologico appare anche legato occultamente all’influenza del retaggio dei misteri “messicani” su cui Rudolf Steiner ha fornito illuminanti prospettive (2)
Possiamo inoltre accennare all''attuale sopravvivenza dei culti dei Nativi- si pensi ai riti basati sul peyote- legati in alcuni casi al tentativo di guarigione dei "punti di sofferenza" nell' atmosfera psichica o astrale- per usare un linguaggio più vicino all'occultismo- generati dal genocidio degli stessi Nativi perpetrato dagli Europei immigrati in America.
Ricordiamo inoltre che le prime esplosioni atomiche(1945) – segni dell'azione anticristica del Demone Solare (3)- si sono verificate nel Sudovest degli USA come alcune delle prime e più "spettacolari" (Roswell, New Mexico, 1947) manifestazioni del “fenomeno UFO” (4).

Il secondo punto è un ulteriore elemento di carattere storico ed è direttamente legato alle profonde fondamenta occulte ed esoteriche su cui si è fondata , spesso in maniera evidente, la stessa vita politica e sociale “profana” della democrazia americana.
Qui, senza dimenticare altre importanti correnti, come quella “spiritica” iniziata nel 1841 col “caso delle sorelle Fox”o fatti eclatanti come la fondazione della Theosophical Society (New York 1875) si possono ricordare tre filoni principali:

A)La Massoneria più o meno “regolare “. E' noto come la stessa Costituzione americana sia il frutto dei più nobili principi dell'istituzione massonica, vista sotto l’aspetto sociopolitico. D'altro canto è meno noto , sotto il profilo esoterico, il "caso città di Washington" , il cui profilo urbanistico ed architettonico ne fa una vera e propria "espressione sensibile " dei contenuti simbolici della Libera Muratoria (5). Rammentiamo anche la quantità "industriale" di presidenti USA "alti gradi massonici" , da Jefferson a Garfield, da Truman a Ford, fino ai due Roosvelt.
Va comunque detto che uno dei punti cruciali della storia americana è lo scontro, esplicito e/o sotterraneo a seconda dei vari momenti, tra le forze che si richiamano alla fedeltà costituzionale ed agli ideali illuministi e liberali- sia pure sovente avvolti in linguaggio fastidiosamente messianico -ed a quelle che, in misura sempre più virulenta dopo la Seconda Guerra Mondiale, cercano di imporre una concezione elitaria , socialmente darwinista ed apertamente imperialista della politica USA,legandosi in maniera irreversibile al "complesso militare-industriale".
Ed è proprio questa ultima corrente che si abbevera, in maniera rilevante, ma non certo esclusiva alle influenze occulte o palesi del mondo delle Logge . (vedi infra)


B) Le politicamente e finanziariamente potentissime società segrete paramassoniche caratterizzate da riti e cerimonie a cavallo fra rituali muratori e magismo ( incluso quello sessuale).
Quest'ultimo è inteso generalmente come mezzo per "far scendere e dominare le forze" per scopi egoistici, siano essi personali o"di gruppo", con mezzi di ogni genere- compreso l'"autoerotismo sacro". senza disdegnare inoltre le evocazioni negromantiche .
Di queste "istituzioni " è ormai nota grazie agli studi di Antony C.Sutton e della sua scuola (6) la famigerata Skull’n,Bones , basata presso l’Università di Yale, sulla quale giova soffermarsi.
Fondata nel 1833 da “imprenditori” arricchitisi col contrabbando dell’oppio, basata su rituali a metà fra la necrolatrìa e l’autoerotismo (7) ha la caratteristica di essere stata ed essere tuttora un '‘autentica “culla occulta ” delle principali “famiglie di potere” dell’aristocrazia politico-finanziaria americana : Taft, Harriman, Mellon, Brown, Vanderbilt ecc. più , l’intera schiatta dei Bush :da nonno Prescott (che nel 1916 trafugò,a scopo “rituale” il teschio di Geronimo e che , insieme ai Brown ed agli Harriman finanziò abbondantemente sia Stalin che Hitler), fino a i “due George” Presidenti.
Tale è il potere dei "Teschi" che le ultime elezioni presidenziali sono state disputate da due candidati (Dubya Bush e J.Kerry) entrambi iniziati ai cosiddetti “secrets of the Tomb” del “tempio dei Teschi con ossa”.
Il punto che più ci interessa, cruciale per decifrare la politica americana dell’ultimo secolo è peraltro l’analisi della “modalità filosofica” dell'azione marcata SnB in campo geopolitico .
Si tratta di “suscitare” o “rinforzare” il “nemico prescelto” ( di volta in volta Lenin, Hitler,Stalin, Saddam Milosevic,BinLaden ecc.) quindi combatterlo fino alla distruzione onde accrescere a dismisura il proprio potere.
E' quindi essenziale che tale nemico sia il più possibile moralmente spregevole onde giustificare in ogni modo gli inevitabili eccessi che verranno commessi per distruggerlo.
Va detto subito che tale “filosofia” si coniuga benissimo con lo “straussianesimo” dei circoli neocon.
Leo Strauss (8), filosofo e politologo tedesco conservatore, emigrato in America negli anni '30 del XX Secolo per sfuggire all'antisemitismo nazista fu, nonostante ciò, contiguo al giurista filohitleriano Carl Schmitt, ed alla sua teoria dell'"amico-nemico" vera idea forza dei neocon che guidano la politica di Dubya Bush e che lo hanno eletto a guida spirituale , come vedremo meglio in seguito.
Di più:uno dei cardini tipici del "modus operandi" di queste conventicole che accentrano poteri occulti,mondani,finanziari e politici in un modo che definire mostruoso è forse "poco scientifico" ma sostanzialmente eufemistico , è l'assoluto cinismo di fronte alla "necessità" dell'omicidio politico o, peggio, dell'"assassinio di massa" come la storia degli ultimi due secoli dimostra abbondantemente .
In definitiva un disprezzo totale della vita umana (certo quella degli "altri"......) che la dice lunga sulla natura delle Forze che agiscono dietro tali gruppi.

C) I circoli di vera e propria “magia operativa”, quand’anche non di dichiarata “magia nera”- se non di "satanismo"- che entreranno di diritto nella nostra narrazione quando tratteremo del “delitto politico” come arma fondamentale nella recente storia americana .
Per quanto riguarda l'"operatività" di questi circoli e lo loro connessioni con ambienti del mondo delle intelligence e del complesso militare-industriale daremo qui notizia- crediamo per la prima volta in Italia - su un paio di “evocazioni magiche “ il cui scopo di fondo è stato quello di “allargare gli spazi” per la penetrazione di Entità Antiumane nella nostra sfera di esistenza, entrambe portate avanti da esponenti di cricche occultiste negli USA dopo la Seconda Guerra Mondiale. La prima, datata 1946, si svolse nel deserto di Mohave (California) ed ebbe come protagonisti lo scienziato missilistico Jack Parsons (9)personaggio singolarissimo, dedito da un lato alla ricerca tecnoscientifica in campo militare e civile , e dall'altro infatuato dalla magia nera al punto di essersi in seguito convinto di "incarnare l'Anticristo" ( sarebbe morto in un tragico "incidente" pochi anni dopo) e il non ancora celebre L. Ron Hubbard (10) , che di lì a poco avrebbe fondato la famigerata setta di Scientology. Entrambi erano discepoli del famoso mago nero inglese Crowley ( a sua volta ambiguamente connesso con gli ambienti di intelligence sin dall'inizio del secolo) che- a dire il vero- sembra sconsigliasse il “rito” che consisteva nell’evocazione di un essere demoniaco “femminile “ (La Donna Scarlatta dell’Apocalisse ?).
La seconda fu la cosidetta "operazione The Nine", vale a dire la "canalizzazione" da parte di un misterioso medium hindu, il Dr.Vinod, di un "gruppo di Principati e Poteri" " – i cosidetti "Nove", che da quel momento –27 Giugno 1953- avrebbero dovuto "dirigere" addirittura la nostra evoluzione planetaria.
Senza voler dire nulla dell'"efficacia controiniziatica" di tali operazioni il fatto che qui interessa è l'identità dei partecipanti alla seànce del 19653, condotta dal famoso "ricercatore" e "parapsicologo" Andras Puharich – lo scopritore di Uri Geller-(da sempre a sua volta in odore di "Mossad") tutti legati in qualche modo al mondo dell'intelligence ed al complesso militare-industriale .
Nella "catena" figuravano esponenti del mondo della ricerca applicata alle armi d guerra , alcuni personaggi che sarebbero successivamente stati implicati nei delitti politici "eccellenti" del decennio successivo, soprattutto nel "caso JFK", ed esponenti delle "elite" WASP , adusa a bazzicare la sede dei "Teschi" a Yale, come Alice Bouverie e Marcella Du Pont. (11)
Solo uno stravagante consesso di "potenti annoiati che giocano allo Spiritismo"? Non sembra proprio.

Direttemente collegati con questi già poco rassicuranti gruppi vi sono i movimenti "satanisti" veri e propri, come la cosidetta Process Church, nata da una costola dell Ordo Templis Orientis di Crowley e Reuss: la vicenda "chiave" della connessione fra magia "operativa" e "satanismo" è l'orribile evento delle stragi di Bel-Air (il massacro "rituale" (?) di Sharon Tate, di suo figlio mai nato e dei coniugi La Bianca) con la conseguente cattura di Charles Manson, personaggio inquietante e per molti versi ancora misterioso , sulla cui storia - e soprattutto sui dubbi connessi al suo vero ruolo-rimandiamo ai testi di Peter Levenda citati in nota. E' comunque un ulteriore plot in cui si intrecciano occultismo,satanismo, "programmi di controllo della mente", criminalità comune e intelligence.

C'è ne è comunque abbastanza per affermare che buona parte dell'occultismo nordamericano ha "venduto l'anima al Diavolo".....



SCONTRO USA-URSS, EREDITA' NAZIONALSOCIALISTA E "GUERRA PSICOLOGICA"



Quando nel 1945 si chiuse la Seconda Guerra Mondiale non molti si resero conto che in realtà si stava già combattendo la Terza (1945-1989) , erroneamente definita "guerra fredda" – in realtà "caldissima", con i suoi milioni di morti durante i continui "conflitti locali".
In questo conflitto USA-URSS lo sfacciato "riciclaggio" di scienziati,tecnici o semplici criminali di guerra nazionalsocialisti di ogni nazionalità divenne per gli USA ed il "blocco capitalista", compreso il Vaticano (11b), un passaggio obbligato. E' peraltro poco noto che la famosa Paperclip Operation che portò negli States decine di scienziati tedeschi ebbe il suo bravo "aspetto occulto" , vale a dire il trasferimento di diversi "esperti di tecniche di guerra psicologica" che sarebbero stati "riciclati" nel demoniaco progetto MK-Ultra .
Quest'ultimo fu ufficialmente "annullato" nel 1973, (per risorgere immediatamente dopo con modalità più "coperte": risulta tuttora "attivo"...) con relativa affannosa distruzione di documenti : ma venne fortunatamente svelato grazie alla fortuita scoperta, nei sotterranei di un ufficio,di casse di carte sfuggite ai roghi dando così corpo alle voci che si rincorrevano da anni sulle sue sinistre caratteristiche.
Nella genesi di questo progetto ,al limite fra ricerca psichiatrica e magia nera, la causa scatenante le paranoie della CIA e delle varie intelligence fu l'allucinante Processo Midszenty (Ungheria 1947) dove l'eroico Cardinale ungherese apparve come un fantoccio privo di volontà e pronto ad ammettere qualsiasi ignominia.
( Gli americani si dissero: I Russi dispongono dunque di qualche "tecnica miracolosa" per distruggere la mente e la volontà di chiunque e noi ?? ...).
Iniziò così una serie di "esperimenti" ignobili, spesso su soggetti ignari, ove si distinse il Prof. Ewen Cameron,non un Carneade ma addirittura il Presidente della potentissima APS (American Psychiatric Society) capace di ridurre a larve umane decine di esseri sanissimi : lo scandalo scoppiato vent'anni dopo- quando ci fu la scoperta delle MKUltra Papers - ha poi costretto il Governo USA a rifondere con milioni di dollari le vittime ed i loro eredi. (12)
Le tecniche usate nel corso di MKUltra tendevano in definitiva a "distaccare" l'Io delle vittime – sovente ignare di fare parte di un"esperimento scientifico"-dalla compagine psicofisica con un "marchio" che , anche qui, rivela la natura ahrimanico-asurica del "progetto".
Tali tecniche erano basate sia sull'uso della deprivazione sensoriale , che su quello di sostanze chimiche (vedi infra) o di strumenti di natura elettromagnetica atti ad alterare il comportamento.
Non sono però mancate indagini innominabili sulla "soglia del dolore" che avrebbero , nel corso degli anni, riempito di dolore le celle di tortura di paesi "amici"o meno come Grecia,Turchia,Brasile,Uruguay,Egitto,Israele,Argentina , Iran,Siria,Cile ecc. con il nobile pretesto della "lotta anticomunista". (Va anche detto che esperimenti simili sono stati condotti, sia pure in modo più sporadico, anche dall'altra parte della Cortina di Ferro come strumenti di "lotta antimperialista").
Fra i vari sviluppi della "guerra psicologica", una parte della quale sarebbe sfociata in una vera e propria "guerra occulta" – si pensi alla tecnica "militare" del remote viewing , simile al "viaggio astrale" degli occultisti inglesi della Golden Dawn (13) – particolare importanza per l'uso politico e sociale che ne fu fatto- rivestì la scoperta degli effetti dell'"acido lisergico" (LSD).
Questo potentissimo allucinogeno fu il mezzo, contemporaneamente palese ed occulto che il mondo della intelligence utilizzò per deviare in modo decisivo la possibilità di crescita spirituale che il movimento della controcultura nato sull'onda della lotta alla guerra nel Vietnam e della "scoperta di sè" fra il 1962 ed il 1970 avrebbe potuto portare all'interno della società USA , ancora mummificata sugli stereotipi piccoloborghesi e conformisti immortalati da un capolavoro cinematografico come Pleasentville.
Dal punto di vista esoterico non ci deve nascondere che fra quelle anime che decisero di ribellarsi all'estabilshment schiavo della Logge vi erano- e vi sono- molti di quei "michaeliani senza saperlo" di cui ha parlato Jesaiah Ben Aharon nei suoi studi fondamentali (14) e la cui vocazione verso lo Spirito ricevette colpi micidiali sia per la latitanza mondiale di un vero Movimento Antroposofico o di una consapevolezza spirituale diffusa, sia per l'abuso di sostanze psicotrope indotto dalla subdola azione delle intelligence
(Si ricordi che il "profeta dell'LSD" Timothy Leary era nel libro-paga della stazione CIA newyorchese....)


ASSASSINI POLITICI IN USA ........

Nell'arco di tempo che va dal 1963 al 1980 diverse pallottole omicide stroncano la possibilità che la "migliore America" possa in qualche modo prendere il sopravvento sul mondo dell'affarismo politico e finanziario , legato al complesso militare-industriale da un lato e alla criminalità organizzata dall'altra , ma comunque prono ai disegni di "potenza" delle Logge e del loro progetto di asservimento dell'umano ai poteri delle Forze Luciferiche,Ahrimaniche ed Asuriche.
John Fitzgerald Kennedy ,Robert Kennedy, Martin Luther King, John Lennon, soccombono sotto i colpi di assassini tutti mentalmente "eterodiretti" e tutti agenti per assecondare i disegni politici del buon vecchio "GOP" (Great Old Party) Il Partito repubblicano americano, che , sul piano esteriormente politico , appare il diretto emissario-non certo esclusivo- di quelle sinistre "famiglie occultiste" di cui abbiamo in precedenza fornito alcuni connotati d'identificazione.
Non si meravigli il lettore di trovare il nome del chitarrista dei Beatles accanto a quello dei Kennedy e, anche di non vedere citato il parzialmente fallito attentato a Reagan accanto agli altri fatti di sangue politici.
John Lennon fu ucciso dal"posseduto" Chapman (lo stralunato assassino del Beatle sarebbe in seguito stato sottoposto addirittura a veri e propri esorcismi) per il fondato timore che- una volta ottenuta la cittadinanza USA- potesse diventare il fulcro politico ed il propulsore di una rinascita del movimento pacifista ed antirepubblicano USA, mentre il plot per assassinare il padre dello "scudo stellare" (splendido "mezzo nero" per tentare di isolare la Terra dalle influenze cosmico-eteriche dell'Universo) fu tutto interno alle "rese di conti" dell'estabilshment
Quanto ai "casi JFK e RK" vogliamo qui sottolineare alcuni aspetti particolari, senza avere la pretesa di poter dire qualcosa di definitivo su tragedie che, se chiarissime sotto il significato di fondo di spietati mezzi per alterare in senso favorevole agli Ostacolatori il corso della storia, lo sono molto meno sul piano puntuale e particolare della decifrazione dei singoli fatti.
E' alquanto significativo il fatto che un personaggio chiave come David Ferry ( si ricordi la magistrale interpretazione che ne da Joe Pesci nel film di Oliver Stone dedicato al caso JFK) fosse contemporaneamente:
1) "Vescovo vagante" di una "Chiesa Gnostica".
2) Praticante di riti magici a sfondo voodoo . (Levenda nei suoi saggi citati in nota ipotizza un'azione di magia nera contro JFK orchestrata dal sinistro dittatore haitiano "Papà Doc" Duvalier).
C'è una connessione occulta fra questi due fatti apparentemente scollegati che la dice lunga sul milieu occultista americano.
Molti "Vescovi vaganti" di queste mini-chiesuole sparse ovunque (15) vanno alla caccia delle "influenze spirituali" che sarebbero presenti nelle "consacrazioni vescovili" in quanto ritenute efficaci dalla stessa Chiesa Cattolica da cui in definitiva originano- anche se irregolari e quindi da condannare moralmente- per accrescere il proprio "potere magico" quali esponenti delle Logge "grigie" o "nere" cui appartengono in via principale: con ciò legandosi ancora di più agli "Spiriti della Tenebra" (15b)
Vanno inoltre messi in luce altre "coincidenze significative" relative agli esecutori materiali dei delitti politici che hanno cambiato la storia del secolo : ad esempio Shiran Shiran, assassino di RK era totalmente "assente" al momento del fatto e si fece arrestare in maniera del tutto docile e quasi "sorridente".
Shiran era da tempo in " paziente" di un"chiaccherato" (vi è che sostiene che facesse parte della "squadra" del progetto MKUltra) psichiatra contiguo al mondo delle intelligence e una volta in carcere, incapace di ricordare alcunchè, del delitto, tornò alle sue letture preferite: Blavatsky,Besant,Sinnet, parapsicologia ecc.
Ancora : sia Oswald -uno degli assassini di JFK- che l'"indemoniato" Chapman , killer di Lennon, avevano soggiornato, prima di "armarsi e partire" , a vent'anni di distanza, nel medesimo ospedale psichiatrico delle Isole Hawaii, retto da personaggi vicini al medesimo milieu a cavallo fra intelligence,covert operations e mondo accademico.
Comunque sia, dal 22 Novembre 1963 in poi , camminando sui cadaveri dei Kennedy , di King, diLennon l'America di Nixon e del Watergate, di Reagan e dello "scandalo IranContra", del Massone 33° grado Ford e dei Bonesmen Bush padre e figlio . ha preso il potere e lo ha tenuto , in nome delle Logge .
E tranne le parentesi di Carter e Clinton , - quest'ultimo a sua volta vicino ad ambienti del "Milner Group" (16) - lo detiene tuttora.........


....ED IN ITALIA

Il nostro Paese ha pagato il suo tributo di sangue al conflitto decennale tra USA ed URSS soprattutto in termine di vittime del terrorismo sponsorizzato dall'asse CIA-NATO : abbiamo altrove detto qualcosa di questo tema ed dei suoi legami con certa cultura "esoterizzante". (17). Non ancora esplorato è il tema della "valenza occulta" delle istituzioni massoniche e paramassoniche che hanno fatto da tramite ed a volte da centro di propulsione della "Strategia della Tensione " in Italia (Loggia P2 e SuperLoggia di Montecarlo) in quanto sembra che tali strutture utilizzassero il ritualismo massonico come mero paravento formale della loro azione criminale in campo politico-finanziario: è noto come Gelli "disdegnasse" l'eccesso di cerimonie preferendogli la "concretezza" dell'"azione in campo profano". (18)
Accanto a questi episodi e con le stigmate del medesimo "centro direzionale operativo" il delitto politico ha peraltro fortemente contribuito a deviare il destino nazionale nella medesima direzione in cui si è avviata la politica americana in seguito agli omicidi dei Kennedy: alludiamo al "caso Moro" (19), la cui tragica morte è stata seguita dal decennio del malaffare "rampante" del craxismo e , subito dopo, dall'avvento del populismo mediatico e truffaldino incarnato da Silvio Berlusconi, adepto della Loggia P2 (tessera 1816) , flebilmente contrastato da avversari in genere privi di qualsiasi idea-forza capace di porsi come veramente alternativa alla comune adorazione del liberismo e del "mercato": in definitiva della socialdarwinista "lotta per l'esistenza" .
Segno ne è che anche le cosidette "forze antagoniste" cadono sovente preda di logori stilemi marxisteggianti.
Altro segno è la difficoltà di radicare veramente nel nostro paese la cultura ecologista, l'unica "novità" effettiva nel panorama mondiale nel "mercato delle concezioni del mondo". (20)
Ancor più significativo è stato l'evento romano del Maggio 1981 , in cui sopravvivendo ad un attentato di cui neppure ora sono chiare le modalità – si può pensare ad un plot centrato sulla sorda lotta fra l'ala "massonica" presente in forze in Vaticano sin dal 1971 con la Loggia Ecclesia e l'avvento in forze della "nuova Destra" dell'Opus Dei- Karol Wojityla diede un contributo forse decisivo al crollo del "socialismo reale" ed alla vittoria americana nella Terza Guerra Mondiale.


LA VITTORIA ED IL DECLINO (?) DELL'AMERICA "NEO-CON".

Se si guarda alla corona di personaggi che, a vario titolo, costituiscono l'entourage di George Dubya Bush ,da Rumsfeld a Rove, da Wolfowitz a Kristol, passando per Perle e Cheney troviamo un intreccio di elementi occulti,politici e finanziari che così si possono riassumere.
1) L'appartenenza al mondo delle "Logge"occulte , siano esse la ricordata SnB, o le similari The Fence (già PiBetaKappa) e Scroll 'n Jaws , oppure a quello delle Massonerie Regolari di tutti o quasi gli elementi della congrega.
2) La proclamata "fedeltà" all'insegnamento del politologo tedesco Leo Strauss (21) teorico di un para-platonismo ossessivamente elitario e reazionario, sostanzialmente contiguo- come già osservato in precedenza- al modus operandi delle Logge.
3) L'alleanza col fondamentalismo protestante nordamericano- decisiva sul piano elettorale.
Alleanza peraltro terribilmente pericolosa per la pace nel mondo, , dato il riduzionismo semplicista ed aggressivo del linguaggio biblico utilizzato, ossessivamente ricondotto ala lotta fra "Bene" (America "cristiana" ) e "Male" (oggi Il Terrorismo "Islamico" , domani il "pericolo Giallo" ??) , con un totale rovesciamento dei reali contenuti delle parole del Cristo e con il radicale pervertimento del senso della Sua Presenza sulla Terra.
Si noti come anche quest'ultimo elemento sia non solo funzionale alle modalità operative delle Logge ma anche perfettamente coerente con la loro natura anticristica.
Altra alleanza, di natura non solo strumentalmente geopolitica ed ugualmente pericolosa è quella con quella parte dell'intelligence israeliana che funziona come diretta emanazione della destra sionista .
4) L'identità praticamente assoluta fra i vertici neocon ed i potentati finanziari,industriali e militari, prima fra tutte la lobby dei petroli.

Dal punto di vista storico il punto-chiave nella "nascita" della Quarta Guerra Mondiale (contro il "Terrorismo", ma c'è anche la Cina che fa capolino sullo sfondo....) sta nel colossale inganno dell'attentato alle Twin Towers (22), ultima catena di similari episodi (Cuba 1898, Pearl Harbour 1941, Golfo del Tonchino 1964) tipici della "filosofia Skull 'n Bones" e dei giochi sporchi delle agenzie di intelligence, ma non certo fuori posto nell'universo del para-machiavellismo "straussiano"- ove attentati "terroristi" o "attacchi del nemico" vengono o direttamente organizzati o segretamente "tollerati" allo scopo di "contrattaccare in nome della civiltà".
Al momento in cui scriviamo queste note gli esiti di tale strategia appaiono incerti ed oscuri quanto mai : dall'avventura sempre più tragica e sanguinosa della "liberazione dell'Iraq", ai "venti di guerra nucleare" verso l'Iran ove, d'altra parte , i rantoli antisemiti del Premier di Teheran e la "voglia di atomica " del suo regime teocratico sembrano fatti apposta per provocare la reazione dell'Occidente.
Ma ancor più grave è che nel frattempo un colpo terribile sia stato dato alla tradizione del rispetto dei diritti civili ed umani negli USA e nel mondo tipica della cultura che sottintende la Costituzione americana.
Non è solo lo scandalo del Patriot Act o la continua erosione della privacy : c'è anche la legalizzazione della tortura o il suo "appalto" a "paesi terzi". Si tratta di mostruosità ove il marchio di Ahrimane trova la maniera di esprimersi in tutta la sua forza: è semplicemente terribile che una nazione fondata da Europei che fuggivano dagli orrori dell'intolleranza religiosa e politica stia così oggi rinnegando le sue stesse radici storiche e civili.


Per chiudere allora queste note ci si deve augurare che quella "migliore America" che è stata così spesso soffocata dall'azione delle Logge sappia alla fine trovare la sua strada per cominciare a guarire quel "doppio nazionale" che agisce oggi negli USA e nel mondo come quello costituito dal nazionalsocialismo agì a suo tempo nell'Europa Centrale (23) : naturalmente la speranza più forte è che sia la "Scuola di Michele" finalmente attiva socialmente sulla Terra , partendo magari dalle piccole – e talvolta meno piccole comunità già operanti- (24) a saper indicare la strada che porta alla Triarticolazione dell'organismo sociale come risposta vera all'offensiva continua delle Forze dell'Ostacolo.

NOTE:
1) Alcune conferenze di questo "Ciclo" del 1917 sono state pubblicate in italiano sulla Rivista GRAAL a partire dal n. 31/1990 ed in Inglese nel volume Secret Brotherhoods (London 2003)
2)R.Steiner Interiori impulsi Evolutivi dell'Umanità-Goethe e la Crisi del SecoloXIX (Milano 1976)
3) R.Steiner TheBook of Revelation and the work of the Priest (London 1997)
4) Nicholaas de Jong The Ufos, the search for truth and the tools for their redemption in "Bruisvat" Summer 2001
5) D.Ovason The Masonic Architecture of our Nation Capital (New York 1998)
6) Antony C.Sutton America's Secret Estabilshment (New York 1989) ed AA.VV. (a cura di K,Milligan) Fleshing out Skull 'n'Bones (Chicago 2003)
7) ibidem
8) su Strauss : www.filosofico.net/leostrauss
9) P.Levenda Sinister Forces A Grimoire of American National Political Witchcraft –Vol I- The Nine (Chicago 2005)
10) R.Miller Bare Faced Messiah The true Story of L.R.Hubbard (New York 1994)
11) P.Levenda cit e anche Sinister Forces vol.II A Warm Gun (Chicago 2005)
11b) M.Aarons J.Loftus Unholy Trinity (II Ed New York 2005)
12) ibidem
13) David Morehouse Psychic Warrior (London 2001)
14) Jesaiah Ben Aharon L'Evento Spirituale del XX Secolo (Rivista Antroposofia 6/2003) e America's Global Responsibility ( Great Barrington, Mass.2003)
15)M.Introvigne Le Nuove Religioni (Milano 1989)
15b)R.Steiner La Caduta degli Spiriti della Tenebra (Milano 1998)
16)T.Boardman Mapping the Millennium (London 1999)
17) A.Franco L'Equivoco tragico dell'esoterismo "tradizionalista" Rivista Kairòs 34/2003
18) S.Flamigni Trame Atlantiche (Roma 2005, II ed.)
19) S.Flamigni La Sfinge delle Brigate Rosse (Roma 2003)
20) A.Franco Eco-logia o Eco-Sofia ? Rivista Kairòs 29/2002
21) v.nota 8
22) M.A.Nafeez Guerra alla Verità (Napoli-Roma 2003) e Guerra Alla Libertà(Napoli-Roma 2004) D.J.Griffin 11 Settembre (Roma 2004)
23) A.Franco Antroposofia e Nazionalsocialismo (Rivista Antroposofia 7/2001)
24) vedi i siti www.civilsociety.co.il.en e www.cadi.ph




Gianluca
... , maggio 10, 2008 11:57

"il berlusconi di cui la direzione auspicava la vittoria? "

Non si avvilisca, Direttore.
Attendo il sito a pagamento.




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