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Voci insospettabili continuano a sollevarsi ed ammettere l'evidenza di «un’era di inquità oscene»: «Le prime 50 banche controllano quasi 50 mila miliardi di dollari, un terzo di tutti gli attivi del mondo». SIamo tutti vittime di un sistema di liberismo senza regole studiato a tavolino «nelle università» ce ha distrutto consapevolmente lo «Stato sociale» previdenziale e l'ordine stesso dettato dal patto sociale tra le diverse classi. Possibile ricostruirlo?

Il grande spreco

Maurizio Blondet    18 maggio 2008
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Il mercato finanziario globale è divenuto «un mostro che va domato»: l’ha detto Horst Koehler,  il presidente della Germania. La carica è ornamentale; ma il fatto che Koehler sia stato capo del Fondo Monetario Internazionale dice che la vastità della devastazione provocata dal capitalismo terminale senza regole sta creando, persino fra i sacerdoti del dogma iperliberista, sgomento e forse qualche dubbio.

Persino il Financial Times comincia a dubitare della «razionalità» ed «efficienza» di un «mercato senza confini» dove «il gestore del più grande hedge fund ha guadagnato 3 miliardi di dollari l’anno scorso», mentre ponevano le basi per la rovina di migliaia di piccoli risparmiatori, lavoratori e famiglie col mutuo variabile, nonchè dei fallimenti bancari a catena e della restrizione mondiale del credito.

Il giornale della City riconosce che 25 anni di «libero flusso di capitali, massiccio, istantaneo, e controllato solo da poche istituzioni finanziarie di pochissimi Paesi» ha prodotto «un’era di inquità oscene», dove i 1.100 più ricchi del mondo si sono accaparrati il doppio della ricchezza distribuita fra i 2,5 miliardi di uomini dello strato più povero (1).

Hanno raccomandato e imposto lo smantellamento dello «Stato sociale» in Europa, additando come modello il privatismo assistenziale americano e la mancanza di costi del lavoro cinese, nonchè la «flessibilità» (precarizzazione) come soluzione ai problemi della «concorrenza». Lo Stato spreca, ripetevano, solo il mercato sa come «allocare le risorse nel mondo più efficace».

Ora constatano che il trionfo del liberismo privatistico ha dato come risultato immensi sprechi di ricchezze, e la depressione economica planetaria. I soldi risparmiati smantellando sistemi previdenziali e sanitari sono finiti in mano a pochissimi che erano già ultraricchi, e che li hanno dilapidati, in lussi e speculazioni rovinose.

«I capi di multinazionali, che 30 anni fa guadagnavano 35 volte il salario di un dipendente medio, oggi prendono più di 350 volte». Il liberismo aveva promesso il benessere diffuso.

Ora il Financial Times si accorge che ha prodotto una inaudita concentrazione di potere in pochissime mani:  «Le prime 50 banche controllano quasi 50 mila miliardi di dollari, un terzo di tutti gli attivi del mondo». A causa di questa concentrazione, quando è scoppiata la bolla dei subprime che ha innescato a catena le altre crisi, i «regolatori», le Banche Centrali e i governi, si son trovati a trattare con poche banche che sono più potenti di grandi Stati, ed hanno dovuto chiederne «la collaborazione su base più o meno volontaria».

Stramiliardari che avrebbero dovuto immediatamente essere arrestati per bancarotta fraudolenta, «campioni del non-intervento dello Stato nell’economia, hanno convinto i governi a curare le loro ferite» con iniezioni colossali di denaro dei contribuenti. Troppo grossi per fallire.

Paul Krugman (per la verità uno dei pochi economisti critici anche prima) sul New York Times ha deriso un sistema di liberismo senza regole studiato a tavolino «nelle università», dove si suppone che «i mercati siano composti da individui ben-informati e da imprese che agiscono razionalmente nel miglior interesse proprio e dei propri clienti, massimizzando le opportunità di profitto, impegnati a mantenere l’integrità del sistema da cui dipendono loro e le loro economie nazionali».

Secondo la teoria della perfetta razionalità del mercato senza norme, dice Krugman, il prezzo del greggio quadruplicato dovrebbe ottenere effetti razionali: la gente dovrebbe andare meno in auto e abbassare il termostato del calorifero, i padroni di pozzi petroliferi marginali rimetterli in funzione, le grandi petrolifere spenderebbero di più in nuove esplorazioni e in nuove raffinerie, le ditte automobilistiche produrrebbero auto più piccole e risparmiose; in breve, il petrolio tornerebbe a prezzi decenti, per la nota legge della domanda ed offerta.

Questo in effetti avvenne nel 1973, quando fu l’OPEC a rialzare il prezzo del greggio. Ma adesso non funziona. E dov’è l’intoppo?

Nella titanica speculazione puramente finanziaria che si è buttata sul mercato dei derivati petroliferi. Oggi, scrive William Pfaff, «nessuno speculatore che tratta in greggio se lo fa consegnare; invece, lo accaparra finchè il prezzo sale», e siccome la speculazione stessa continua a far salire i prezzi, il petrolio non giunge al mercato del consumo (2).

«Il trading speculativo si avantaggia su quarti di punto. Uno compra un contratto mentre il petrolio rincara, e lo rivende tre minuti dopo a un altro convinto che rincarerà ancora di più. Non è ignoto che gli speculatori, dopo comprato il contratto, spargono voci che implicano la penuria del bene, cosa non difficile da quando ci sono TV con trasmissioni finanziarie non-stop, che si aggrappano ad ogni straccio di notizia».

Così le Borse-merci, nate per stabilizzare i prezzi, si sono trasformate in mostri che ne amplificano selvaggiamente le variazioni. Ciò grazie alla lievità dei «margini», che i fautori del libero mercato senza regole hanno impedito agli Stati di alzare.

«In genere, per comprare un contratto future si chiede un margine del 10%. Metti sul piatto 10 mila dollari e compri un documento che vale 100 mila dollari di greggio. Ma non essere tirchio: metti sul piatto 100 mila dollari, e compri un contratto da un milione. Cinque minuti dopo, se il greggio rincara di un dollaro, hai fatto un milione».

Queste «non sono più normali transazioni tra produttori e consumatori, previste dalle regole economiche classiche» elaborate dagli economisti da università. «Questi commerci, privi di regolamentazione, non hanno più alcun ruolo economico utile; sono una forma di gioco d’azzardo professionale, e parassitario, che distorce le transazioni tra produttori e utilizzatori», ossia che strangola l’economia reale; e mentre la strangola, ne ricava profitti indebiti ed astronomici.

Anche le banche italiane, assicurazioni e grandi gruppi privatizzati (ENI, ENEL, fate voi) vantano profitti in crescita del 30-50%; e ciò, sulla pelle di una popolazione produttiva che si impoverisce di giorno in giorno. Occorre che siano gli inglesi e gli americani ad accorgersi che nel sistema c’è qualcosa di sbagliato, altrimenti i nostri  Padoa Schioppa, Ciampi e simili continuano a ripetere la lezione che gli hanno insegnato. E le sinistre, insieme ai grandi media, a deridere Tremonti  come «protezionista».

Le bancarotte fraudolente sempre più gigantesche - Enron, Parlamat, Société Generale, Northern Rock - non bastano a convincere questi servi sciocchi dei poteri forti. Deve venire Kenneth Griffin, gestore di uno dei più grossi fondi speculativi, il Citadel Investment Group (20 miliardi di dollari gestiti) a rivelare che la finanza internazionale è stata abbandonata al giudizio di «ragazzini appena usciti dalla business school, che controllano il mercato dei capitali in America», mentre i loro super-capi e amministratori delegati «capiscono solo in parte» il tipo di affari che questi ventenni stanno facendo.

Bisogna che sia il Financial Times, non Liberazione, a scrivere: «I pochi pesci grossi fanno miliardi sia che i mercati salgano o che scendano, e le loro banche strappano il sostegno dello Stato mentre i pesci piccoli perdono la casa». Griffin e il Financial Times, non Veltroni nè Berlusconi, parlano, ora, della necessità di «porre regole al mercato».

L’ex capo del fondo Monetario, Koehler, attacca le «grottesche remunerazioni» dei banchieri d’affari responsabili «della massiccia distruzione di ricchezza» che stiamo vedendo e soffrendo. E invoca il ristabilimento di «una coltura bancaria continentale europea».

Questo è il problema. La cultura economica europea c’era, si chiamava Stato sociale di mercato, si chiamava «modello renano». Creato da Stati autoritari (Bismarck, fu il primo a introdurre la previdenza obbligatoria per gli operai; Mussolini fu il primo a fare altrettanto in Italia), e adottato poi dalle cosiddette «democrazie» come dai socialismi riformisti, mirava a compensare le più scandalose iniquità fornendo a tutti un minimo di sicurezza davanti alla malattia e alla vecchiaia.

Lo scopo non era la massimizzazione razionale del profitto (individuale), bensì «dar fondamento ad un patto sociale che consenta la decente convivenza tra classi sociali differenti, e quindi un ordine che non sia solo costrittivo, di polizia» (3). Solo che, in mano alle «democrazie pluraliste», il modello s’è guastato: a causa della corruzione delle democrazie stesse.

Esempio: l’IRI, da ente di salvataggio di industrie e competenze nazionali strategiche, fu trasformato in distributore di tangenti ai partiti. Proprio questo ha consentito ai modellisti economisti anglo-americani di parlare di inefficienza del modello europeo-sociale, di additare l’aumento della spesa pubblica e gli sprechi, e di raccomandare (o imporre) il razionalismo iper-liberista, di stampo calvinista, dove il profitto è «l’oggettiva misura» della razionalità e della moralità. Ora, ricostruire quella cultura  è possibile?

Un quarto di secolo di liberismo globale senza Stato ha devastato molto più che i beni materiali e reali. Ha devastato mentalità, cancellato anche la sola idea che il politico debba occuparsi di qualcosa chiamato «bene comune» e patto sociale; e se ancora qualcuno volesse nutrire una volontà di operare per regolamentare e ridistribuire, non avrebbe più le competenze per lanciare un New Deal del 21mo secolo.

Come dice benissimo Luigi Copertino nel suo ultimo saggio (4), nel liberismo mondiale «la flessibilità delle opzioni sociali, che dissolve ogni legame comunitario, rendendo a tempo determinato i rapporti di lavoro e quelli politici di cittadinanza», corrisponde perfettamente alla «flessibilità delle scelte morali che dissolve tutti i legami familiari, rendendoli assolutamente revocabili e temporanei».

Se volete il matrimonio temporaneo, perchè vi lamentate del vostro contratto di lavoro a termine? Se non vogliamo più gli obblighi che ci chiedeva la patria, perchè il gestore di fondi comuni dovrebbe sentirsi legato al bene dei concittadini poveri, e trattenuto dal ritagliarsi emolumenti di 3 miliardi di dollari l’anno, mentre milioni di suoi compatrioti perdono - per causa sua - la casa?

Nel liberismo globale, tout se tient. Ci ha voluti così, individualisti, sciolti da ogni obbligo durevole, perchè solo così diventavano efficienti «consumatori». Ora che ci ha lasciato poco da consumare, ci resta il precariato della vita, e - più irrimediabile - la perdita del senso del comune destino, e persino la capacità di ricostruirlo nella società.




1) David Rothkopf, «Change is in the air for financial superclass», Financial Times, 15 maggio 2008.
2) William Pfaff, «Commodity speculation versus economists’ model», williampfaff.com, 16 maggio 2008.
3) La frase è di Franco Cardini, «Astrea e i Titani - le lobbies americane alla conquista del mondo», Laterza, 2003, pagine 144-145.
4) Luigi Copertino, «Spaghetticons - La deriva neoconservatrice della destra cattolica italiana»,
Il Cerchio, Rimini, 2008. E’ il primo saggio che fa il punto sulla penetrazione delle idee neoconservatrici israelo-americane  (in Italia proclamate da Giuliano Ferrara ateo devoto) nella destra cattolica italiana; ponte semi-cosciente della «penetrazione di un intero mondo di valori e opzioni tipicamente anglosassoni nel mondo cattolico italiano, tradizionalmente non proprio vicino alla visione del mondo statunitense». Da leggere.


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Commenti : (45)
Giuseppe
Foggia , maggio 18, 2008 07:43

hanno ottenuto un sistema che "alleva" gli umani come le bestie in batteria per scannarli per ottenere un profitto indebito.


Franco
Padova , maggio 18, 2008 07:46

Articolo stupendo. Assolutamente eccezionale. Vi aggiungerei solo la citazione (a proposito dello Stato sociale) che le ferie pagate agli operai - cosa oggi data per scontata - vennero istituite negli anni trenta...dal regime nazista. Chissà perchè nessuno se ne ricorda mai...


Mister x
neverland , maggio 18, 2008 08:15

Ricordo anche che la famigerata legge biagi che elimina per l'appunto le suddette ferie assieme alla tredicesima e assiema alla liquidazione e assieme ai diritti del lavoratore e assieme alle tutele sociali -tutto insieme, va'! cosi' la facciamo piu' semplice, si saranno detti- qualcuno l'ha pur fatta e qualcuno l'ha pur messa in pratica.

Io dico OCCHIO PER OCCHIO E DENTE PER DENTE, anzi, facciamo 2 occhi e tre denti... ci sono pur gli interessi da pagare, no?

si e' capito?

E c'e' poco da favoleggiare sul "individualismo" matrimoni divorzi e cagate varie.

Mica il 99% della popolazione gestisce banche, fa il ministro o il parlamentare! O gestisce i media e i sistemi di comunicazione che incancreniscono la societa' e fanno andare in giro i ragazzini vestiti come froci che a blondet tanto dispiacciono.

Tutto quello che e' successo e' colpa di POCHI e ben individuabili, tuttosommato.

Se invece dovessimo fare un ragionamento sul DA DOVE questi pochi siano stati pescati, beh... lì io non ho dubbi: i soliti sessantottini italioti.

Ormai vi abbiamo messi nel mirino, vecchi. Che tanto parlano bene quanto tutta la vita a cominciare dal '68 hanno razzolato male. Sono loro i padri di tutto questo "individualismo" e menefreghismo di cui blondet parla tanto.

Troppo comodo, banale e ridicolo prendesela coi "ragazzini".... GUARDIAMO I PADRI ! specie i padri della "patria moderna" in cui viviamo oggi.




lorenzo mattioli
... , maggio 18, 2008 08:47

e si vorrei propio vedere la rettitudine morale di uno di quei ragazzini messo al potere.
blondet ha ragione, la societa' e marcia da cima a fondo, e a parer mio la prova e che gia da tempo ,in caso contrario, si sarebbe ristabilita la democrazia annaffiandola di copioso sangue.



vincenzo
... , maggio 18, 2008 08:52

fossero solo le ferie,direi che gran parte dei cosidetti diritti sociali in italia presero corpo durante il regime fascista, ma noi di sinistra non possiamo dirlo in compenso abbiamo affidato il paese ai devastatori della finanza globale draghi padoa schiuppa prodi ciampi amato e compagnia brutta e oggi deridiamo tremonti l'unico che ha ripreso la proposta di una nuova bretton woods.

se siamo alla frutta un motivo ci sarà.



sergio
... , maggio 18, 2008 08:58

COSA VUOLE, BLONDET?
SOLO EFFETTI COLLATERALI DELLA FIAT MONEY. DELL'OLIGOPOLIO SUI TASSI D'INTERESSE. DELLA RISERVA FRAZIONARIA. DELLA LEVA FINANZIARIA.
IL LIBERO MERCATO DELL'OTTOCENTO (COL GOLD STANDARD) NON AVREBBERO PERMESSO TUTTO CIO. L'ORO NON PRODUCE INTERESSI. NON PUO' ESSERE DATO IN GARANZIA PIU' DI UNA SOLA VOLTA. NON HA LEVA FINANZIARIA. NON HA "DECADIMENTO INTRINSECO". INSOMMA NON BUONO PER FRODARE.
MA.... ASPETTA UN MOMENTO... L'ORO NON E' NEPPURE IL DEBITO DEL DEBITO DEL DEBITO DEL DEBITO DI QUALCUN'ALTRO!
BUONO QUASI COME IL PETROLIO.
E POI COSI POCO VOLUMINOSO..... (DOVE LO METTO L'EQUIVALENTE DI PETROLIO FISICO ? E QUANTO MI COSTA ?)
CERTO I TECNOCRATI DELLA FINANZA MONDIALE CHE SI STRACCIANO LE VESTI LO SANNO BENE...... SAREBBE LA SOLUZIONE ..... MA.....
OLTRE I 2/3 DELL'ORO SULLA FACCIA DELLA TERRA E' GIA' IN MANO ALLE MASSE (MASSE CON LA PELLE GIALLA) !!! (MANIPOLARNE IL PREZZO COSTA !!!!) E QUELLO SOTTO TERRA E' IN MANI PRIVATE E PER GIUNTA SOCIETA' NON INDEBITATE (ANZI CON RICCHE CASSE!) COME DIAVOLO LO CONTROLLIAMO ?
POSSIAMO PRIMA RENDERLO ILLEGALE PER RECUPERARLO, MA RESTEREBBE FACILE DA NASCONDERE. PERICOLOSO DAVVERO.....
GIA' "MEGLIO PIANGERCI ADDOSSO E TACERE SU QUESTO PICCOLO INSIGNIFICANTE DETTAGLIO" TANTO LA MASSA MONETARIA, IN TERORIA PUO' CRESCERE ALL'INFINITO, E C'E' SEMPRE QUALCHE CAPRO ESPIATORIO, QUALCHE HEDGE FUND UN PO' PIU' DISCOLO..... PER QUALCHE ALTRO "ZERO" SIAMO A POSTO.... FINCHE' CI CREDONO......FINCHE' SI FIDANO......"









da un altro paese
... , maggio 18, 2008 08:58

Gentile direttore
Ci sono altri pentiti
The Telegraph, primo Randall e dopo Evans Pritchard ( tutti due chiedono piu controlli e la fine dell'avarizia) e The Economist, che nel ultimo publicato criticano il lavoro di parechie Banche Centralli per non acoogersi di nulla finche gli scopio tra le mani.
Se questi parlano cosi....



Svevus
London , maggio 18, 2008 09:30

Hanno colpito persino in Islanda :

L'orgogliosa «isola dei ghiacci» costretta a chiedere aiuto
La ricca Islanda in bancarotta
salvata dai cugini scandinavi
Reddito pro capite tra i più alti del mondo. Ma banche con troppi debiti. La paura e la sorpresa: «Cosa è successo?» ..........Molti a Reykjavik puntano il dito sugli speculatori, gli squali degli «hedge funds» che scommettono sul collasso. Resta il fatto che l'Islanda (300 mila abitanti sparsi su un territorio che è un terzo dell'Italia) è tra i Paesi più in rosso: il debito estero veleggia verso i 100 miliardi di dollari, 5 volte il prodotto interno lordo. Con i venti della recessione che soffiano sull'Atlantico, l'isola dei sobri miracoli è diventata un'«osservata speciale» come il classico «canarino nella miniera». Si spiegano così le prime pagine che Financial Times e Wall Street Journal dedicano all'intervento tampone delle tre Banche Centrali scandinave

www.corriere.it/esteri/08_maggio_18/islanda_bancarotta_
2bd50968-24a8-11dd-80ae-00144f486ba6.shtml



enzo
macerata , maggio 18, 2008 09:53

Tutto questo è vero, ma ......... ad accorgersi per primo che questo sistema non andava è stato Nino Galloni.
Non per nulla, quando in questo giornale c'era, giustamente, l'invito a votare per Berlusconi, io scrissi NINO GALLONI FOR PRESIDENT.
Ora Berlusconi ha stravinto, ma si è guardato bene di avvalersi di questo grande economista per la guida economica del paese e la cosa è ancora più grave perchè di lui se ne è accorto perfino Corrado Augias invitandolo alla sua trasmissione "le storie" RAI 3 il 6.5.2008 facendolo parlare liberamente, nei concessi 20 minuti agli ospiti, delle problematiche economiche senza interromperlo pretestuosamente.
Nino Galloni di queste problematiche ne aveva parlato precedentemente su RAI Utile ( RAI SAT) il 19.12.2007 ma il risultato fu che questo contenitore dopo quella trasmissione, nella quale era stata più volte detta una parola da non far conoscere al grande pubblico, fu frattolosamente abbandonato.
La pubblica informazione perciò ha fatto il mea culpa.
Chi sa se il mea culpa lo farà anche quello che Lei Direttore Blondet chiama salame, che non ha inserito neanche un cattolico al governo di una nazione dove ha preso milioni di voti cattolici.
Chissà se ai cattolici conveniva votare PD, forse qualche sedia nel governo veniva occupata da persone attente alla dottrina sociale della Chiesa !!!!!



Massimo
Napoli , maggio 18, 2008 10:03

Articolo meraviglioso. Null'altro da aggiungere.


Alessandro
Milano , maggio 18, 2008 10:29

"Stramiliardari che avrebbero dovuto immediatamente essere arrestati per bancarotta fraudolenta, «campioni del non-intervento dello Stato nell’economia, hanno convinto i governi a curare le loro ferite» con iniezioni colossali di denaro dei contribuenti."

E quale sarebbe la parte del "liberismo" che prescrive interventi pubblici di salvataggio di questi miliardari? Probabilmente esiste solo nella versione del "liberismo" proposta da Krugman e soci. Non è per nulla chiaro come possano essere "campioni del non-intervento" quando poi il governo "interviene" a loro favore: casomai saranno "campioni dell'intervento a loro vantaggioso".

"Un quarto di secolo di liberismo globale senza Stato"

E allora mi chiedo a chi paghiamo le porche tasse ogni mese, e quale entità privata finanzia di tasca sua le missioni di liberazione in Kaffiristan. Non mi risulta che ci sia "il liberismo globale senza Stato", come chiunque può facilmente indovinare da un rapido esame - ad esempio - delle tasse sulla benzina, o dei ticket, o dei parassiti detti "ausiliari del traffico" messi lì solo a far cassa. Sarà senz'altro vero che il sistema politico è corrotto, eccetera, ma non mi si venga a raccontare che è solo colpa "del liberismo", casomai sarà colpa di chi va a governare con l'unico intento di rubare il più possibile (Hoppe docet) nonché dei babbei che lo votano puntualmente in base a qualche demenziale ideologia.

"e se ancora qualcuno volesse nutrire una volontà di operare per regolamentare e ridistribuire, non avrebbe più le competenze per lanciare un New Deal del 21mo secolo."

Perché prima invece le avevano: confiscavano l'oro ai privati con la massima competenza. Poi però ci si lamenta perché "il governo federale ha troppo potere e Bush può fare le sue guerre come meglio crede", come se le due cose fossero assolutamente non collegate tra loro.



Andrea
Catania , maggio 18, 2008 10:42

Egregio Direttore.
Leggendo i suoi articoli, mi rendo conto di quanta aria fritta ci propinano i media tradizionali.

Grazie

Andrea



Chris
SS , maggio 18, 2008 11:06

La ricchezza non viene mai dilapidata o distrutta, passa semplicemente di mano. E' inutile additare il liberismo come generatore di tutti i mali. La verità è che la ricchezza mondiale è passata nelle mani degli stati che attuano politiche liberiste e le drenano ai paesi come l'Italia dove di liberismo non si è mai neanche potuto parlare.


leo
roma , maggio 18, 2008 11:24

Le voci che giungono da queste fonti sono piuttosto sospette e credo che rispondano alla volontà di socializzare le perdite. Una volta che questo sarà accaduto il giochino potrà ricominciare, magari con basi diverse...o forse non ricomincierà affatto perchè le ricchezze reali ammassate da queste corporations sono talmente vaste che il governo mondiale potrà essere implementato senza difficiotà. In un governo mondiale infatti, che già possiede tutte le ricchezze del pianeta, la speculazione non ha più ragion d'essere. Quando uno strumento ha esaurito il suo scopo lo si getta via.


LucaT
Venezia , maggio 18, 2008 11:27

Caro Direttore complimenti scontati a te(se posso permettermi)e ai commentatori,apprendo sempre molto da entrambi,siete sempre di spunto per ottime riflessioni.Trovo però che siamo tutti vittime della Civiltà Dell'Analisi,continuiamo a portare prove su prove del marciume che ci circonda allontanando involontariamente il "e adesso che si fà?...".
Leggevo ieri le riflessioni di Giordano Bruno sul fatto che IL POTERE NON RIFORMA SE STESSO,dopo 500 anni ne abbiamo la certezza.
Quello che mi chiedo è: può ancora quello che chiamiamo politica cambiare le cose?,e a che velocità?.
Avrebbe più senso usare direttamente l'Economia? cioè ritorcere sui"cattivi"la loro stessa arma? Avere tutti la certezza che se per una sola settimana tutti o quasi non compriamo un determinato prodotto di una determinata azienda, i dirigenti di questa dovrebbero apparire in ginocchio in televisione chiedendo ai cittadini(non consumatori,termine orribile)cosa possono fare per farci usare nuovamente la loro merce.Sottovalutiamo così tanto il nostro potere...se i cattivi devono mantenere un costante e continuo stato di pressione psicologico-pubblicitaria su di noi,spendendo miliardi,vuol dire che invece ci sottovalutano ben poco,sanno che se allentano quella pressione anche per pochi secondi ci potremmo accorgere su vasta scala dell'inganno...sarò un illuso ma credo che le grandi banche e le grandi multinazionali che crediamo onnipotenti dormano con il terrore di trovarsi torce e forconi fuori dalla porta da un momento all'altro.
Quando annotiamo i guadagni favolosi di queste corporation,le loro fusioni e il loro potere continuiamo,secondo le mie piccole conoscenze di manipolazione,a auto-suggestionarci sulla loro potenza, ma come diceva Tobagi sulle BR "NON SONO SAMURAI INVINCIBILI".
Invito quindi il direttore e tutti noi a frenare un poco tutti questi numeri agghiaccianti sul loro potere,servono solo a spaventarci,a convincerci che niente possiamo fare oltre ad imprecare...cerchiamo invece qualcosa che ci unisca nel risolvere i problemi,la soluzione c'è,esiste,e da qualche parte e credetemi tra poco la troviamo,i "cattivi" sono omini piccoli,tristi ed egoisti,terrorizzati dall'idea che ce ne accorgiamo,non sono mostri con tre teste che sputano fuoco dalle narici



Noè
Pavia , maggio 18, 2008 11:48

Ora si compie una profezia trascurata del Vangelo. Gesù parlando ad una generazione capricciosa: "Abbiamo suonato il flauto e non avete pianto, abbiamo cantato canzoni e non avete ballato". Ovvero quando non c'era la tecnologia, la prendevamo come scusa per i nostri peccati. Ora che c'è la super-tecnologia siamo peggiori di prima. Cosa facciamo? Sursum Corda.


Franco
Padova , maggio 18, 2008 11:52

Cercando (ma si deve cercare bene...) si trova in Rete oltre all'introduzione nazista delle ferie pagate, anche il sistema pensionistico (INPS), l'ONMI (Opera Nazionale Maternità e Infanzia), l'IRI e una grande quantità di istituzioni a carattere sociale fasciste che risollevarono il Paese. Fino a quando gli attuali democratici non la sfasciarono, poi, l'INPS era in grado di restituire al pensionato l'80% dello stipendio sotto forma di pensione. A me e a chi mi legge invece un domani non darà nulla. Non si tratta di avere nostalgie mussoliniane, ma il fatto è che in un sistema "diversamente democratico" le cose si potevano fare, e si facevano. Lei scriveva recentemente come e perchè Alemanno sindaco a Roma non riuscirà a fare niente. Ecco perchè. In democrazia, scriveva Solgenitsin, tutti possono parlare ma nessuno ti ascolta. E io aggiungo: e basta che pochi ma rumorosi, o ricchi, o interessati, o protetti si oppongano e nulla si farà mai.


Doutor Sucupira
Gurupi , maggio 18, 2008 12:28

Caro MisterX, sei fuori strada. Dubito molto che i sessantottini italioti siano dirigenti delle 50 banche più grosse del mondo!
Forse stanno prendendosi cura dei loro nipotini, figli tuoi, spendendo la loro pensione di 700 euro e il loro tempo per darti la possibilità di andare a spasso con tua moglie?



Orfanello
Roma , maggio 18, 2008 12:42

Mi stavo chiedendo, dato che seguo le tematiche del sito da poche settimane, cosa pensasse il Direttore del documentario Zeitgeist, perlomeno per la seconda e terza parte, tralasciando la prima che è decisamente improponibile...


Giuseppe Rossi
Varese , maggio 18, 2008 12:47

Ma il Doutor Sucupira ci è o ci fà, la verità è di fronte agli occhi di tutti, i figli del 68 sono diventati il più grande ammasso di corrotti e marci mai visti prima a memoria d'uomo, e sono ovunque.
Una generazione devastata da farsi miti di libertà, che ha passato il tempo a farsi canne e a trovare ogni scusa di libertà per le proprie porcherie (corruzione, furto e in qualche caso anche abigeato).
I 68ttini sono sì a spasso, ma con i soldi rubati alle nostre tasche !
Sei vecchio però parli di MisterX, il che la dice lunga sul fatto che sei toccato nel vivo da questo articolo, sei uno di loro ?
Non rispondere lo sappiamo già !



Doutor Sucupira
Gurupi , maggio 18, 2008 14:20

Per Giuseppe Rossi: spari nel mucchio senza sapere niente. Dei sessantottini che si facevano le canne ce n'erano. Io non ero tra quelli: lavoravo sodo e non ho mai fatto occupazioni. Dei vagabondi ce ne sono parecchi anche oggi. Ciao.


Francesco
... , maggio 18, 2008 14:20

Non cambierà niente ancora per un pezzo,deve finire ancora la sua opera nefasta,siamo ancora all'inizio,quando tutto sarà allo sfascio completo, allora chi ha provvocato tutto il male(ANTICRISTO) sarà smascherato e precipitato negli inferi per sempre.Chi opera per il male,prima o poi gli si ritorce contro.Non ci resta che pregare.


Doutor Sucupira
Gurupi , maggio 18, 2008 14:22

E a proposito, io sto con Noè: abbiamo suonato il flauto e non avete ballato. Le scelte dell'economia neo-liberale denunciata, giustissimamente, da Blondet, non le abbiamo fatte noi sessantottini. Noi votavamo contro...


Giorgio Jovinelli
jesolo , maggio 18, 2008 14:23

La crisi che si è sviluppata nei circuiti economico finanziari ha avuto origine negli USA ( ci dicono )per i noti mutui "sub prime". Gli organi ufficiali di questo sistema economico, ci fanno sapere che le svalutazioni da operare per banche, fondi di investimento e quant'altro si aggirerebbe sui 600 miliardi di dollari. Ora io mi chiedo, con questa cifra si sarebbero potute costruire a gratis circa 2 milioni di case circa calcolando un costo di circa 150000 dollari a casa.
C'è qual'cosa che non mi torna in quello che dicono.
I conti che fanno non mi convincono.



Marco Saba
Bergamo , maggio 18, 2008 15:37

Ora il prossimo passo sarà che faranno pagare allo Stato le perdite delle banche in bancarotta tecnica. Privatizzazione dei profitti e socializzazione delle perdite. A cominciare dalla quotidiana appropriazione indebita nei conti correnti:

Bancopoli: conti correnti, facciamo il punto - Centro Studi Monetari, 18 maggio 2008
http://studimonetari.org/articoli/contrattidideposito.html

Finché la banca va....



unoqualunque
... , maggio 18, 2008 16:30


@ Giorgio Jovinelli:

le cifre sono molto convincenti, anzi direi che sono sottostimate. Se penso che negli ultimi 3 - 4 anni solo la Spagna ha costruito un milione di nuove case... con denaro preso a prestito, si inizia forse a realizzare le proporzioni. La Spagna ha 30 milioni di abitanti, gli US 300 milioni. A proposito, penso che a breve l'UE perderà per lo meno un paio di partecipanti alla moneta unica (Spagna, Grecia) forse anche di più. Vedremo.



Mimmo
Roma , maggio 18, 2008 16:41

complimenti Direttore, un articolo esaustivo per il tema che conduce.

E' sempre più un piacere leggerla.



Alfredo
provincia di Cagliari , maggio 18, 2008 17:04

Articolo straordinario, con una piccola pecca secondo me fuoriluogo: la stigmatizzazione del divorzio o cose simili.
Sono perfettamente d' accordo che il liberismo globale produca sia come strutture che come mentalità ad esso connesse anche la precarietà dei legami sociali e comunitari, sin qui non ci piove. Ma come in qualunque sistema economico, anche quello che auspichiamo un contratto di lavoro si può rompere per vari motivi, lo stesso vale per un contratto di matrimonio, non si tratta di libertinaggio.



ATLANTIDEO
Roma , maggio 19, 2008 09:39

In tutte le cose esiste un'origine, una sorgente, intervenendo sulla quale si modifica il corso del fiume.
Nel caso del liberismo economico estremo e delle connesse immorali pratiche finanziarie, l'origine è da individuare nel furto della sovranità monetaria alle nazioni-popolo, definitivamente compiuto con la politica di distruzione del nazionalismo da parte delle note elite cabalistiche mondiali.
In un sistema monetario sano si ha che la moneta stampata dallo stato nazione (di cui fotografa il valore complessivo, come se ogni banconota fosse un'azione di una società di capitali)è di proprietà dello stesso.
Di questa, una parte viene impiegata sistematicamente per i servizi collettivi primari (difesa, sanità, scuola, mutui sociali per l'abitazione di residenza, ambiente, ecc.).
L'altra parte viene PRESTATA o VENDUTA agli operatori privati economici e finanziari per gli impieghi da cui ricavarne i profitti.
Le banche continuerebbero a finanziare prestiti mediante la leva del credito e la creazione di moneta di conto corrente, ma solo in proporzione alla riserva obbligatoria di moneta reale acquisita dallo Stato.
Per tutte le intraprese di ogni tipo, il nuovo paradigma finanziario, più oneroso per le attività a carattere maggiormente speculativo, verrebbe armonizzato da una generale detassazione in relazione alla quantità e qualità di lavoro dipendente creato.
Solo una RIVOLUZIONE POPOLARE potrà portare ad una rivoluzione copernicana di questo tipo (lo stato-moneta al centro e le banche/finanziarie che gli ruotano attorno): il problema di fondo è che i manipolatori della comunicazione non consentono che le giuste informazioni vadano ad educare il popolo.



Eliseo Malorgio
Curitiba - Pr - Brasil , maggio 19, 2008 09:57

L'analisi impeccabile dell'attuale situazione economica, mette sempre più a nudo realtà ipotizzate, sospettate o intraviste:
Attività illecita, criminale di grandi banche e gruppi d'affari; Assoluta ignoranza delle masse popolari in materia economica e politica e quindi incapacità di esprimere alcunchè col voto "democratico", (tranne forse impressioni futili); incapacità, malafede e illegalità dei rappresentanti politici, istituzioni pubbliche, sindacati e loro sottopanza locali, rivelandosi ogni giorno di più servili, immorali camerieri di chiunque li paghi; uso dei mezzi di comunicazione e della scuola quali strumenti di imbecillizzazione delle masse di cittadini.
Corsa collettiva dietro a valori effimeri e abbandono di una condotta morale e principi cristiani.
E qui sta il denominatore comune e la causa di ogni corruzione in tutti i ceti sociali: l'abbandono delle chiare istruzioni indicate dal Cristo a ciascuno di noi:
"La pietra che i muratori hanno rigettato era la pietra angolare", (cioè la chiave di volta, quel prisma al centro che sostiene un arco di pietre anche senza cemento; almeno così interpreto io leggendo adesso il Vangelo in portoghese).
Cordiali saluti eccellente sig. Blondet




Donnablanca
... , maggio 19, 2008 10:18

Purtroppo si va raramente alla radice del Male. Mi fa ridere il Sig. H.Koehler (si fa per dire). Non si arriva ai vertici del FMI senza appartenere alla "ATIREMENEB". Lo scrivo volutamente all'incontrario in quanto riflette esattamente il parlare e l'agire di TUTTI quelli che vi appartengono, gli uomini di potere in qualsiasi campo o istituzioni, nessuno escluso. Il tutto ammantato da belle parole, finti pentimenti, false promesse, filantropie varie, tante belle mele avvelenate. Il velenoso seme della velenosissima pianta è stato gettato nel 1717.
Questa data ricorda qualcosa a qualcuno? Là è iniziata la lenta inesorabile marcia che, attraverso rivoluzioni, guerre, menzogne, destabilizzazioni, ideologie aberranti, ci ha portato ai giorni odierni e a una probabile e vicina eliminazione di una gran parte dell'umanità.
In nome di cosa? Del POTERE ASSOLUTO, del NOVUS ORDO ecc. ma soprattutto della distruzione dell'individuo in quanto creato a " IMMAGINE e SOMIGLIANZA di DIO". Da parte di chi?
Dal grande Illusionista e Ribelle per antonomasia e dei suoi servi UTILI IDIOTI.
Si parla molto del ' 68 in questi giorni, iniziato esattamente 40 anni fa. Perché non festeggia nessuno? Potrebbe sempre approfittare delle due bandiere che sventolano sul Campidoglio, sarebbe in tema.
Cos'è stato il ' 68? La voluta destabilizzazione dello Stato, per appropriarsene.
NON si venga a dire, che è stato un moto spontaneo, lo dimostrano la simultaneità, la rapidità e la internazionalizzazione pianificata a tavolino, con TUTTI i mezzi pronti per l'uso.
Droga libera, sesso libero, violenza libera; PROIBITO PROIBIRE era lo slogan che vige ancora, come prima più di prima. Ma come, così all'improvviso, se un momento fa era tutto l'opposto?
E così di sfasci in sfasci, tutt' altro che casuali, con l'aumento del benessere (graziosamente concesso dando a loro ricchezze immani), che ha letteralmente fatto uscire di testa gente che prima mangiava carne tre volte all'anno, aveva fatto a dir tanto le medie, troppo occupati a difendere il bengodi e senza parametri culturali per accorgersi degli immani pericoli nei quali venivano immersi, in nome di una falsa libertà e modernizzazione esasperata. E siamo ai giorni nostri apparentemente senza un futuro degno di essere vissuto.
Termino con un detto di provata fede ( al quale VOGLIO credere). " Il diavolo fa le pentole
ma non i coperchi". Non piacerà alla ATIREMENEB.



La redazione
EFFEDIEFFE.com , maggio 19, 2008 10:29

Comunichiamo ai gentili lettori che per un disguido tecnico sono andati persi tutti i commenti dalle 18,00 di ieri alle 9,00 (circa) di stamattina.
Invitiamo i lettori a rimandare, se possibile, i loro commenti.
Ci scusiamo per l'inconveniente.

La redazione
EFFEDIEFFE.com



Lorenzo
Genova , maggio 19, 2008 10:37

Credo che una ricostruzione della cultura dello Stato Sociale sia possibile.

Bisogna crederci, bisogna perseguirla, bisogna cominciare a ricostruirla facendo tesoro dei disastri fatti. Cominciando dalle "piccole cose " personali.

Iperliberismo e collettivismo alla fine hanno prodotto gli stessi risultati: angoscia, miseria, disperazione, fame...

Come sempre la verita' sta nel mezzo: in un equilibrio di impresa privata e di impresa pubblica correttamente gestita, di economia reale di produzione e di economia di finanza di supporto (non una economia di derivati finanziari pari al 60 volte l'economia reale!),in una visione di equilibrio tra bene Comune e bene Personale.

Quanto all' economia è evidente che questo equilibrio va pesantemente spostato su cose materiali da realizzare e da fare: le infrastrutture (intese in senso lato) sono un esempio su cose da fare. Esse sono incubatrici di sviluppo e di crescita.Quindi vanno fatte prima e non dopo.(Quanto deve essere il peso delle infrastrutture in una economia sana?)

Quindi perchè destinare così tanti soldi (creati ex nihilo ricordiamolo sempre) alla finanza? Perchè danno rendimenti stratosferici? E perchè noi dobbiamo volere dei rendimenti stratosferici?

Siamo in un momento di grande debolezza ma abbiamo anche straordinarie opportunità di rinascita.



Titti
Roma , maggio 19, 2008 10:50

....ecco....così almeno posso inviare questo articolo a...chi so io...grazie direttore...comunque nel loro piccolo, in un piccolo paese chiamato Svezia, hanno istituito una nuova banca la JAK, che presta i soldi SENZA interessi...sempre un buon tentativo in questa marmaglia di LADRI...e PARASITI...


Farouq
Milano , maggio 19, 2008 11:49

La crisi dei mutui a mio parere
è un 11 settembre finanziario
(non è stato fatto niente per impedirla
anzi è stata favorita.)
allo scopo di eliminare le banche non
ancora sotto controllo del potere.
Le montagne di dollari stampati
sono servite ad evitare la crisi agli sportelli
tipo quella del 29.
In politica è stato lo stesso, un false flag
ai danni dei piccoli partiti per eliminarli democraticamente
ed ottenere solo due partiti che si contendono il potere
che si possono facilmente infiltrare e controllare.
(l'esperimento è ben riuscito negli stati uniti)
Il controllo delle banche e della politica mondiale
è quasi fatto.
Ora rimane il cibo e l'energia ma ci siamo quasi
servira' un 11/9 climatico forse.



Viandante
A wiew from Masada , maggio 19, 2008 12:27

Il crac di un'economia morente, è questo l'ultimo "maybe" su cui gli scommettitori fanno cassa, ne più ne meno. Oggi i grandi speculatori, scommettono sugli effetti del crac globale, non tanto sul quando, ma sul come. Si incontrano per delineare quali saranno gli scenari possibili nel dopo disastro, tipo a quanto dovremo fissare il prezzo del granoturco fra 3 anni. Nel frattempo, si fa strada la consapevolezza che potrebbero non esserci poi molti compratori dopo, ma questa consapevolezza non sfiora nemmeno i grandi burattinai. E' più negli schiavetti che stanno nell'ultima fila di questo inferno, quella più comntigua al purgatorio. Mentre in basso, alla base dell'imbuto continuano a contare soldi e cadaveri, notando con piacere (loro) che i due numeri sono in stretta relazione.


GIO SCOTTI
MI , maggio 19, 2008 19:01

Volevo invitare a riflettere i lettori di Blondet;
forse non la penseremo su tutti gli argomenti allo stesso modo ma certamente condividiamo una linea
politica che sta lentamente imponendosi anche
aiutata del'evolversi della situazione nazionale ed
internazionale che dimostra che siti come questo o
altri di pur incerta estrazione politica come l'italoserbo
Etleboro hanno la ragione dalla loro parte.
Piuttosto durante una notte in parte insonne ho avuto
modo di "navigare" sul sito di La Rouche che parrebbe
essere un ispiratore di Tremonti e temo che il vetusto
politico americano sia ormai oltre la soglia della
autentica pazzia. Ho avuto modo di confrontare le sue continue e contraddittori interpretazioni dell'11.9 partendo dalla prima in cui pare voglia addirittura difendere GWB dicendo che l'11.9 avrebbe "sventato" un colpo di stato ai suoi danni..Folli poi le associazioni tra il cosiddetto capitalismo anglo-olandese (?) e quello
"veneziano". E i "Genovesi" dove li mettiamo? Ma il peggio e' che in un articolo in cui si afferma che gli antichi Romani erano satanisti perchè adoravano gli dei dell'olimpo (e i Greci no?) e Augusto un sanguinario criminale si potrebbe addirittura ipotizzare che pure Gesu' sia stata una invenzione dei Romani per dividere il mondo in base al motto "divide et impera"..ma questo non si riferisce alla divisione dei due imperi avvenuta molti
secoli dopo? Il suo motto ormai e' Delenda ROMA!
In effetti ho notato da piu' fonti che in questo momento molti osservatori USA hanno l'incubo del crollo dell'impero
Romano. Anche le follie britanniche - ma a sto punto temo si debba dire albioniche - tipo Alemanno nuovo Duce di
Roma ecc. sono sconcertanti. Comunque la ridicolaggine n*1 di La Rouche e' dire che gli inglesi stanno complottando per distruggere gli USA..Pazzia Pura! Gli inglesi oggi
più che mai credo non contino un tubo storto..Non hanno piu' una fabbrica- La Tatcher che odiava l'industria automobilistica perchè il figlio era appassionato di auto sportive ed a volte anche pilota e sperperava i suoi
soldi per questo hobby tento' anche di avviare una
industria elettronica ed informatica accanto al business borsistico ma questa industria (Sinclair - Amstrad - ICL) duro' molto poco travolta dalle tigri d'oriente. La Borsa di Londra sopravviverà ma i tempi d'oro ormai per lei sono finiti. Militarmente non credo neanche siano la pallida copia dei sanguinari ma sempre corretti soldati britannici di un tempo. In fondo sono loro quelli che hanno inventato divise stemmi stellette e gagliardetti che poi sono passati al calcio proprio per dare una immagine quasi mitologica dell'attività militare. Il problema e' che poi statistiche alla mano sono pratiCamente invasi dagli stranieri e rischiano di diventare minoranza in casa propria. In questo sono silmili agli Americani ma gli
USA subiscono l'invasione dei cattolici messicani che forse faranno la siesta per molto tempo al giorno ma non sono certo dei "selvaggi" e poi la "civiltà" - sacrifici umani a parte-in America l'avevano creata loro o i loro antenati Toltechi o Maya o Atzechi..Di fatto si puo' pensare che molti datori di lavoro bianchi preferiscano ad un nero un messicano...Questo spiega il fenomeno Obama. Quanto al complotto interno Usa mi azzardo a fare una ipotesi..SECESSIONISTI TEXANI..Bush e Cheney stanno mandando in bancarotta gli USA che hanno comunque una costituzione immodificabile basata su principi massonici ma comunque piu' che accettabili. Se gli USA falliscono succede come nelll'ex URSS. Gli staterelli si dividono ed ognuno diventa uno stato a se stante. Bene per la California che comunque e' ricca,culturalmente evoluta ed ha pur sempre il cinema. New York che ha un suo stato insigificante diventerebbe marginale. Il TEXAS sarebbe ricchissimo e potentissimo ed ha il petrolio.Domina il golfo del Messico dove puo' controllare i veri nemici USA - i suoi dirempettai..Potrebbe allearsi con Florida ed Alaska..ed emettere una costituzione dittatoriale che sarebbe comunque accettata da un elettorato fedelissimo alla destra e rigidissimo che forse non aspetta altro. Basta con gli stati liberal come NY ,Ohio o Illinois dove comandano sempre piu' i neri..Non so che rapporti possano avere con il resto d'Europa e del mondo ma a Bush basta essere amico dei 2 clan potenti-tra cui i Bin Laden in Arabia Saudita per imporre al mondo i prezzo del petrolio che vuole. E forse potrebbe pretendere pure di proteggere Israele fino all'ultimo.



Eliseo Malorgio
Curitiba - Pr - Brasil , maggio 19, 2008 21:13

Per Donnablanca:
Gentile Signora, il 1717 non fu la data di fondazione della prima Loggia Massonica di Londra? Si riferisce a questo?
Io ebbi occasione di conoscere alcuni che dichiaravano apertamente di appartenere a questa società segreta. Avevano in comune l'interesse per misteriose attività esoteriche. Adepti di pratiche magiche forse, e specialisti nell'arte di ingannare il prossimo.
Capaci di sostenere una menzogna con una faccia tosta incredibile, capaci di dire qualsiasi cosa e, un momento dopo, l'esatto contrario con una disinvoltura spaventosa; Abili nel misturare il vero ed il falso; pronti a fingere di indignarsi di fronte all'iniquità da loro stessi commessa, e competenti nel far ricadere su innocenti le proprie malefatte.
Con individui di questra specie risulta per me impossibile qualunque tipo di dialogo.
Mi domando allora se noi possiamo fare qualcosa contro il Male, almeno tentando di mantenerci quanto più possibile in comunione con il Padre Eterno e allontanandoci dalle angustie terrene.
Cordialità Signora Donnablanca
Eliseo Malorgio




aries
modena , maggio 19, 2008 21:55

stasera alla televisione hanno fatto vedere un tratto del muro che divide il MEXICO dagli STATI UNITI ho visto le telecamere , le mitragliatrici , i soldati , guardie in assetto di guerra ed armate fino ai denti con il dito sul grilletto .e mi sono ricordato di quando passavo i confini con la DDR la GERMANIA DELL EST edelle polemiche sui giornali sulla mancanza della LIBERTA che mentre da noi eravamo tutti liberi di circolare ed ora vedo quelle immagini crude dagli STATI UNITI . a dir il vero di passare quella frontiera coN gli STATI UNITI oggigiorno non me la sentIrei proprio la riterrei piu pericolosa della ex DDR ANCHE A CAUSA DELLA ABOLIZIONE DEI DIRITTI CIVILI NEGLI STATI UNITI . E questo è il paese della democrazia , ma quanto in basso è caduto ? è certo che il potere concentrato in poche mani private , degli stati , con i loro rapresentanti sempre piu corrotti e marci ,comporterà innumerevoli sofferenze negli anni a venire tornando all ITALIA. l abdicazione dei SINDACATI ad ogni forma di difesa dei diritti dei lavoratori è la cosa piu vergognosa ed ignobile avvenuta nel nostro paese negli ultimi anni .l attentato ai diritti dei lavoratori è cominciato con l ascesa ai vertici sindacali di membri di sette massoniche internazionali che hanno eroso dall interno tutte le conquiste e i diritti dei lavoratori . l eliminazione del scala mobile , del tfr , la sponsorizzazione della legge BIAGI , IL SOSTEGNO AL LAVORO NERO CAMUFFATO DA TALE LEGGE , CHE PRATICAMENTE PORTA ALL ELIMINAZIONE DELLO STATO SOCIALE , VOLUTO ESPRESSAMENTE DAl FASCISMO e qui lo ripeto le prove sono negli archivi , biblioteche , l INPS , L INAIL , L OPERA MATERNITA INFANZIA , I SOSTEGNI ALLE FAMIGLIE MENO ABBIENTI .. . non vedono i sindicati che l insicurezza aumenta , aumentano i furti , le rapine , ildegrado a tutti livelli vedi NAPOLI e altro .....etc non voglio piu dilungarmi , LEI DIRETTORE HA SCRITTO UNA RELAZIONE IMPECCABILE , CHIARA , LE BANCHE O MEGLIO LA BANCA D ITALIA è LA PROPRIETARIA DELL ITALIA IL GOVERNO CHE MARGINI DI MANOVRA POSSIEDE? IO NON LO SO , QUI NESSUNO REAGISCE , ASCOLTARE LA TELEVISIONE è UN LAMENTO FUNEBRE L ANTICAMERA DEL CIMITERO, CHE PROSPETTIVE CI RISERVA L AVVENIRE , . ? DALLA campagna dove trascorro il fine settimana breve bollettino .: sono scomparsi iTOPI ditutte le dimensioni , i pipistrelli stanno morendo tutti , c è ancora qualche sopravissuto, le rane e raganelle scomparse , i rospi pure , ne rimane giusto qualcuno di quelli verdi che vivono attorno alle case ,i gufi erano dodici spariti , le rondini era no gia poche sono rimaste in tre ma non portano a termine la covata ,, uova sterili , cosi pure le tortore ... la zona dove mitrovo è zona protetta di ripopolamento da piu di trenta anni ... non c è da stare allegri..


jesusbrigade
... , maggio 20, 2008 01:19

Caro giuseppe Rossi.
Non sia così estremo, si rende ridicolo.
Il '68 ha prodotto grosse speranze e grossi sfasci morali e culturali.
Ma sono altri ,non certo i sessantottini (che non sono in grado) a gestire l'attuale kaos organizzato.
Se vogliamo , gli eredi di quel movimento,i cosiddetti no-global ( e non parlo dei punkabbestia o dei teppisti generici),attraverso i loro leader e pensatori autonomi,
avevano capito tutto .
Il problema sono anche i cittadini-dementi, che si perdono e annullano nelle ormai inutili divisioni del secolo scorso.
Spero solo che un giorno ,tutti insieme, si vada a cercare
e a far pagare i criminali miliardari di questo mondo.
Dove devono scappare?



LUCA
tv , maggio 20, 2008 07:51

come può schioppa .. BOCCIATO IN ECONOMIA ( dichiarato lui stesso ) occuparsi dell'economia dell'italia ?? MISTERO..


donnablanca
Brescia 21.05.08 , maggio 20, 2008 18:35

Egregio Signor Malorgio.

Sì, mi riferisco PROPRIO a loro. Quelli che Lei ha conosciuto, sono proprio coloro che appartengono, e quando dico "appartengono" significa Anima e corpo a una delle tante succursali di Satana. Si meraviglia del loro parlare e del loro agire? Ma riflettono in tutto e per tutto il loro "Padrone". Nel Vangelo sta scritto..."li riconoscerete dal loro parlare e dalle loro azioni".Quante volte Cristo ha detto:" In verità vi dico". Indubbiamente NON è la lingua satanica. Mi pare sia tutto chiaro.Cosa possiamo fare? APRIRE GLI OCCHI ALLA GENTE, battendo in continuazione questo tasto, ESSERE MOLTO BEN INFORMATI,(ci sono moltissimi testi estremamente delucidanti) e rivolgerci ao Deus tudo poderoso affinché ci sostenga nella lotta. Dobbiamo comunque
tenere MOLTO ben in mente, che NOI credenti siamo gli occhi, le mani, la bocca di Dio, quindi questo dovrebbe essere il nostro compito principale nella nostra vita. Ricorda S. Paolo? "Non sono più io che vivo me è Dio che vive in me". Altrimenti non ce la faremo. Sa tanto di predica, invece E' LA REALTA, una REALTA' non facile da accettare se non sappiamo abbandonarci.

Con molti cordiali saluti

donnablanca



donnablanca
brescia 20.0508 , maggio 20, 2008 19:38

Approfitto ancora della generosità di EFFEDIEFFE

Per il Signor MALORGIO

Ho sentito un momento fa al Telegiornale a tre reti unificate tedesco la seguente notizia: " Il Parlamento britannico ha appena approvato con 352 voti favorevoli! e 176 contrari, la legge sulla sperimentazione sugli embrioni umani 95% e 5% di quelli animali congiunti.
Naturalmente per il BENE DELL' UMANITA' poiché QUELLE STAMINALI serviranno a curare molte malattie! Forse le LORO, ma in questo caso dovrebbero essere invertite le percentuali. Il commento è stato fatto da una portavoce, che ha dichiarato che la Gran Bretagna è all'assoluta avanguardia,e che, OLTRE NON SI PUO' ANDARE!
LA LOGGIA SARA' FELICE. Se solo sapessero a cosa vanno incontro, PER L'ETERNITA' scapperebbero a gambe levate anche sull'acqua.
Ma ognuno è salvezza o dannazione a se stesso, questa è LA LIBERTA' dataci da DIO.

Um saludo carinoso

donnablanca




LucaT
venessia , maggio 21, 2008 22:58

forse l'unica soluzione è smettere di essere consumatori


Lore
Bergamo , maggio 28, 2008 11:32

Splendido articolo. Ciò che però, nel suo taglio polemico, non dice, è che il liberismo economico è un garnde fattore di disgregazione, ma ne anche e forse in primo luogo una conseguenza.

Il benessere e, in secondo luogo, il liberalismo e la democrazia hanno da molti decenni disgregato il senso di solidarietà delle società occidentali, trasformando la gente - tutti, dai ricchi ai poveri - in una massa di atomi proiettati esclusivamente al più stucchevole consumismo. E' ciò che sta portando queste società allo sfascio, ma è anche ciò che, sul breve periodo, le tiene assieme, perché impedisce che l'impoverimento e la perdita di sicurezza generino movimenti di resistenza al regime demoplutocratico: ciascuno pensa solo a fregare il suo vicino per conservare la sua fettina di consumismo, nessuno è interessato a unirsi per cambiare le cose. La politica e la cultura sono realtà che vanno oltre la dimensione mentale del cittadino globale.

Naturalmente, nel momento in cui tutti tendono a fregare tutti, le élites fanno la parte del leone, e le sperequazioni sociali ed economiche si ingigantiscono a perdita d'occhio. Ma è un processo che, se finisce colla Enron e colla Parmalat, inizia col ragazzino interessato solo allo zaino firmato e all'ennesimo cellulare, e col genitore che glieli compra per tenerlo buono disinteressandosi della sua educazione. Lo stesso monetarismo, come tutte le teorie che hanno diffusione di massa, è un segno dei tempi prima di esserne il burattinaio.

Era già successo in Grecia, un secolo di benessere e di democrazia furono sufficienti a schiantare le energie accumulate nel corso di tanti secoli. Qui sta accadendo lo stesso, ma credo che l'esito sarà assai più apocalittico. Adoperiamoci affinché lo sia abbastanza da trascinare nella comune rovina anche coloro che di questa situazione si sono permessi di avvantaggiarsi.




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