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50 kilometri con un litro. Eppure non si fa
Claudio Bianchini    23 maggio 2008
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E’ di ieri l’annuncio del ritorno al nucleare dell’Italia.
Sembra di capire che i partiti maggiori sono più o meno tutti d’accordo.
Al di la dei costi di realizzazione, della reale o presunta pericolosità, del problema dello smaltimento delle scorie radioattive, rimane il fatto che l’energia nucleare viene presentata da tempo, dalla principale stampa, come l’unica seria alternativa al petrolio.
Ho molti dubbi in proposito ma non essendo un esperto non mi esprimo.

Ora, però, mi sono più comprensibili le pastoie burocratiche create in passato, e tuttora vigenti, per poter mettere in funzione un impianto fotovoltaico.
Mesi di attesa per ricevere l’autorizzazione ad allacciare in rete pannelli già acquistati e pagati da tempo, rimborsi ENEL che arrivano solo dopo 1 anno, ecc., ecc.
Chissà se questi ritardi sono collegati ai rumors del ritorno del nucleare in Italia da qualche tempo sussurrati in parlamento e non solo.
Guai se per caso in Italia fossimo arrivati ad avere una significativa  produzione di energia con il fotovoltaico, come in Germania e in Austria.
Chi li avrebbe sopportati gli strali dei padroni dell’energia?
Quali pretesti usare per il ritorno al nucleare?

In ogni caso si parla di un tempo di attesa di almeno 6-7 anni per le prime realizzazioni di impianti nucleari (che nel bel Paese diventeranno almeno 10).
Nell’attesa continueremo a consumare petrolio e derivati, subendone gli aumenti di prezzo decisi a tavolino nel corso di una delle ultime riunioni del gruppo Bilderberg.

Nel campo dei trasport privati il mercato automobilistico offre le seguenti scelte:
Motori a benzina o gasolio;
Motori ibridi a benzina / GPL o Metano;
Motori ibridi elettrici / benzina;
Motori elettrici.

Ho un’auto ibrida benzina/GPL che va sostituita.
Il prezzo del GPL segue quello del petrolio (il GPL in 4 anni è passato da 0,50 a 0,70 centesimi di euro al litro).
Mi oriento quindi su una ibrida elettrica.
Mi informo da un rivenditore Toyota per l’acquisto della Prius.
Prezzo: da 23.000 a 25.000 euro, secondo gli allestimenti, valore già scontato dell’incentivo statale di 2.000 euro (così mi dicono).
Grazie al motore elettrico che opera sino a 50 km di velocità, i consumi dell’autovettura si aggirano intorno ai 20-25 km con un litro di benzina.
Interessante ma non eclatante.
Possibile che si debba continuare ad andare con un motore a scoppio che ha una tecnologia vecchia di oltre 130 anni?
Possibile che in questo settore non vi siano state innovazioni mentre in altri settori la tecnologia in essere 100 anni fa è considerata preistoria?
Che la lobby del petrolio controlli tutte le società che producono mezzi di trasporto?
Il sospetto è lecito.

Vado su internet e mi informo allora sulle auto elettriche (suggerisco di cliccare «auto elettriche» con Google. In un paio d’ore vi fate una cultura).
Vi sono diversi modelli: si va dalle city car a vere e proprie ammiraglie.
Il costo d’acquisto è elevato (si parte da 30.000 euro circa) ma è compensato in gran parte dal fatto che per una ricarica completa di energia, che garantisce una percorrenza di 150-160 km, si spende meno di 1 euro alle le attuali tariffe elettriche (si, avete letto bene: meno di 1 euro per 160 km).
I punti deboli sono altri: innanzi tutto la scarsa autonomia (non si arriva quasi mai a 200 km) e poi
i tempi di ricarica, che sono di almeno 2-3 ore.

In Finlandia l’attuale governo sta ovviando a questa situazione con la creazione di una rete per
la sostituzione di batterie in luogo delle attuali stazioni di servizio: l’automobilista si ferma, viene sostituita la batteria scarica con una carica, e riparte.
Non si paga la batteria, ma solo il servizio di ricarica.
Questo elimina in un sol colpo la scarsa autonomia ed il tempo di ricarica rendendo competitive
le auto elettriche rispetto a quelle con motore a scoppio.
Con questo sistema non vi sarebbero nemmeno scompensi sociali ed economici nel settore della distribuzione dei carburanti: le attuali stazioni di servizio verrebbero riconvertite nell’attività di sostituzione e ricarica delle batterie.

Sembra un sogno, tanto è semplice.
Eppure non si fa.
Lo stanno facendo in Finlandia.
Ma da noi nemmeno lo si dice.
Perché?

Sempre su internet mi informo meglio sulle auto elettriche e mi imbatto nella seguente notizia (tratta da un sito che si occupa principalmente di risparmio enegertico): … «Ma ancor più interessante è la possibilità di modificare alcune auto ibride che nascono con trazione mista benzina /elettrica per aumentarne di molto le prestazioni e per avvicinarsi al mondo delle auto elettriche in maniera più soft, …. Stiamo parlando ad esempio del kit plug-in (commercializzato nel suddetto sito alla sezione trasporto sostenibile) che permette di trasformare una normale Toyota Prius in una macchina puramente elettrica per almeno 50 km»…
L’articolo prosegue informando che in tal modo la Prius con 1 litro di benzina percorrerebbe 50 km.
50 km con un litro di benzina!
Non male davvero.
Telefono e mi informo meglio.

Scrivo anche ad un altro sito che si dedica al mondo dei veicoli elettrici e ricevo la medesima risposta: con questa modifica la Prius può percorrere 50 km circa con 1 litro di benzina.
Mi spiegano, però, che il kit in realtà è rappresentato dalla sostituzione delle attuali batterie utilizzate sulla Prius con altre al Litio più efficienti e moderne, da tempo presente sul mercato.
La sostituzione delle batterie tuttavia costa 12.000 euro e, soprattutto, fa cessare la garanzia su quelle vecchie.
Quindi l’operazione non è conveniente su una Prius nuova.
Chiedo allora al mio interlocutore perché queste batterie non sono montate già all’origine sulla Prius.
Tutti acquisteremmo un’auto che fa 50 km con un litro di benzina!
Risposta: proprio per questo non vengono montate.
Se no il petrolio a chi lo vendono?

50 km con 1 litro di benzina.
Eppure non si fa!
A chi giova? Inutile dirlo.
La risposta è nota a tutti.

Ma vi è un’altra notizia ancora più clamorosa che riguarda un’auto che va ad aria compressa nota
in Italia come «Eolo».
Quest’auto era stata presentata ufficialmente a Roma nell’aprile del 2001.
Poi è scomparsa.
Una piccola ricerca su internet porta a scoprire che l’autovettura esiste ancora ed è commercializzata a Carros, un piccolo paese vicino a Nizza (Francia) da una società che si chiama MDI Enterprises SA.
Ne commercializzano diversi modelli, ad un prezzo contenuto (9.700 euro per una city car).
L’auto non inquina, consente di percorrere 130 km ad un costo praticamente irrisorio (qualche centesimo di euro), e viene fornita con tanto di generatore per la ricarica.
Recentemente è stato firmato un accordo con la TATA per la produzione e la vendita di queste auto in India (ma solo in India).
Vi è tanto di modulo d’acquisto sul sito dell’azienda ma se lo compilate non ricevete alcuna risposta.

Mi informo e vado a Carros.
Scopro che l’azienda è stata fondata da un ex progettista Renault noto in Formula 1 negli anni ‘80, l’ingegner Guy Negre, il quale abita a San Remo (Italia) e va avanti e indietro da Carros con questa autovettura.
L’azienda, così mi dicono, non vende fuori Francia.
E’ però interessata a sottoscrivere contratti per la produzione dell’auto ad aria compressa su licenza in Paesi terzi, inclusa l’Italia.
Costo dell’operazione: oltre 6 milioni di euro più royalty annuali sulle vendite.

Me ne torno in Italia con le pive nel sacco, ma riprovo con un amico francese ad acquistare la macchina.
Vengo così a sapere che il motivo delle mancate vendite è dato dalla difficoltà di brevettare l’autovettura, con conseguente rischio che possano copiarla, per il semplice motivo che
il compressore ad aria compressa usato per le auto era già funzionante nel comune di Lille (Francia) dal 1919 al 1956.
Poi nel ‘56 venne eletto sindaco della città un ex dirigente di una nota casa automobilistica e tutto andò in soffitta.
Dal 1919, subito dopo la fine della I guerra mondiale, e sino al 1956, l’intera rete tranviaria di Lille andava ad aria compressa, senza inquinare e al solo costo della manutenzione degli impianti.
L’informazione è tuttora verificabile presso gli archivi comunali.
E allora perché non si fa?
Chi ci sta prendendo per i fondelli?

Il problema non è solo economico.
Nelle città italiane non si respira più.
I disturbi alle vie respiratorie sembrano in certi momenti  dell’anno delle vere epidemie.
Quelle poche volte che vado in bicicletta a Milano anche per poco me ne torno con gli abiti sporchi dallo smog.

Non stiamo parlando di cospirazioni.
Stiamo parlando dell’aria che respiriamo tutti i giorni e facciamo respirare ai nostri figli.
E tutti fanno finta di non accorgersene.
Come se il problema non ci fosse o non li riguardasse.
Ma morire di tumore ai polmoni per arricchire i petrolieri mi sembra un po’ troppo.

Claudio Bianchini


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Commenti : (71)
Alfo
... , maggio 23, 2008 16:50

Come dire: le tecnologie ci sono!!! Però le energie rinnovabili non sono soggette a monopoli e non pagano la bolletta. Volendo rifornire di elettricità un terzo dell'Italia, un'area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma.


Tu
SONDRIO , maggio 23, 2008 16:51

AUMENTO DEL PERTOLIO E UN MODO PER IMPOVERIRE E RIDURRE LA POPOLAZIONE MONDIALE MA POTREBBE ESSERE DOVUTO SOLO ALL'ULTIMO TENTATIVO DI ARRICCHIRSI IL PIU POSSIBILE PERCHE CONSAPEVOLI CHE L'ENERGIA ALTERNATIVA SICURAMENTE ESISTENTE NON POTRA ESSERE TENUTA NASCOSTA ANCORA PER MOLTO.
SPERIAMO CHE SIA IL SECONDO CASO ANCHE SE TEMO CHE.....



Alessandro
... , maggio 23, 2008 16:57

L'auto ad aria compressa invaderebbe immediatamente il mercato.
Ecco perche' non la vogliono le case automobilistiche concorrenti, come le sorelle petrolifere.

E piu' il costo del petrolio salira' piu' verra' tenuta fuori dal mercato ogni nuova e praticabile idea.

Mi fa ridere il concetto di "omologazione" dei mezzi di trasporto.
E' solo un modo di controllare la tecnologia livellando tutto verso i soliti interessi.



Domenico
Sanremo , maggio 23, 2008 17:01

La Ford costruì delle macchine elettriche che si caricavano le batterie di notte e si guidava di giorno nel 2000,
ma quando Bush venne al potere questo programma fu scancellato
perché le compagnie di petrolio perderebbero un sacco di soldi.
Anche le vespe si potrebbero convertire a batteria.



Scipione Antonio Rino Tagliaferro
San Giuseppe Vesuviano , maggio 23, 2008 17:08

Ottimo articolo.

Davvero istruttivo.

Queste cose dovremmo saperle dai telegiornali di prima serata, invece...



michelangelo
roma , maggio 23, 2008 17:19

da wikipedia:

How It Works

It utilizes air expansion as an energy source by releasing compressed air out of tanks with extreme cold internal temperature and high pressure, about 300 Bar. The resulting air expansion is used to move a piston or turbine attached to a transmission.

The Eolo car is loaded via electricity in 6 hours; The car needs the electricity to re-fill the air compressed tanks.

se una cosa del genere fa un incidente, data la quantitá di aria liquida che deve produrre, uccide la gente nel raggio di 20 metri!!!

non crede?



Alessandro
... , maggio 23, 2008 17:25

x michelangelo da Roma

perche' i serbatoi GPL non sono a 300 atmosfere?




LucaT
venessia , maggio 23, 2008 17:29

Per non parlare di Tesla e delle sue fantastiche scpoerte....è per questo che non ho votato alle ultime elezioni(perdonatemi).Chi non mi parla di questi argomenti,cioè il costo dell'energia,non lo grida nei comizi e non ha il coraggio di piantare un casino su questi argomenti,dopo essersi dichiarato un politico che vuole fare i miei interessi,per me è un ladro,un venduto,un traditore e una carogna,e cerca apertamente di fregarmi e di fare gli interessi di altri,più ricchi di me,che possono pagare di più.L'evidenza dei fatti parla da sola.
Ma ho giurato a me stesso di smettere di lagnarmi,come facciamo a cambiare???



Simone
Torino , maggio 23, 2008 17:31

Mi sembra di aver letto che l'auto ad aria compressa ha un'autonomia minore di quella a motore a scoppio e che il rapporto peso-energia è meno conveniente di quello del motore a scoppio o diesel.


giovanni
... , maggio 23, 2008 17:31

"E allora perché non si fa?
Chi ci sta prendendo per i fondelli?"

Degli argomenti 'cospirazionisti' il settore 'tecnologia soppressa' è quello che più mi lascia perplesso perchè è veramente difficile rispondere alla domanda "a chi giova?".
Chiunque essi siano hanno (o avevano) il completo controllo dell'economia e dei sistemi di informazione: trovandosi di fronte ad una novità promettente perchè non sfruttarla a proprio vantaggio? Carri armati con motori ibridi benzina/elettricità, sottomarini alimentati a fusione fredda piuttosto che con reattori tradizionali....
Perchè no? A chi giova?
Bo



michelangelo
roma , maggio 23, 2008 17:35

puó fornire link su lille, per favore?
google non aiuta troppo:)



giovanni
... , maggio 23, 2008 18:16

Con il messaggio precedente non intendevo dire che chissà quale benevola mano abbia fatto da filtro e bloccato le novità più sgradevoli. Anzi il contrario. Una riflessione su tecnologie soppresse e guerra. Gli strumenti che usiamo per la guerra ne determinano le 'fattezze' e l''umanità'. Abbiamo armi chimiche e batteriologiche per colpire indiscriminatamente tutti i presenti in zone vaste, armi che contaminano il territorio per secoli provocando cancri e malformazioni nei civili inermi. Non mi riferisco solo alle armi nucleri ma anche, e soprattutto, all'uranio impoverito di comune impiego. Niente armi difensive naturalmente. Il mitico 'scudo' che fa la sua comparsa in tanti film sugli alieni (Indipendence day, La guerra dei mondi ecc) resta nel mondo della fantascienza.


michelangelo
roma , maggio 23, 2008 18:21

Alessandro da ... :
no, leggi qui http://www.cesareauto.it/impiantigpl.htm

"Nel serbatoio viene immagazzinato il GPL allo stato liquido.
I serbatoi devono essere in grado di sopportare la pressione di 45 BAR.
Per ogni gruppo di cento serbatoi prodotti, uno viene sottoposto alla "prova di scoppio". Lo "scoppio" del serbatoio sottoposto a test deve verificarsi ad una pressione superiore a 100 BAR, se questo non accade l'intero lotto di cento serbatoi viene scartato. Considerando che il GPL è immagazzinato ad una pressione di pochi BAR (15 bar a 50° centigradi) è evidente che per garantire la massima sicurezza le caratteristiche del serbatoio sono altamente sovradimensionate.
..."
1. bar e atmosfere quasi coincidono
2. i 300 bar della eolo non sono scalabili di un fattore 10, sennó il pieno dura (al massimo, ma non ci giuro sopra) 10 volte di meno.
3. propulsione ad aria compressa significa che la eolo é SPINTA da un getto d'aria ... significa che la bocca del getto é vicina all'esterno ... quindi il botto si ripercuote sul tubo, sulla valvola di sicurezza, sulla bombola ... etc

non voglio fare il bastian contrario, sono il primo a sperare in una emancipazione dal petrolio e dai combustibili (a roma quasi non si puó neanche fumare una sigaretta visto quanto é inquinata)
ma la vedo complicata



roberto
reggio emilia , maggio 23, 2008 18:21

la cosa mi lascia un po' dubbioso. Lo so, pensare ad una cospirazione fa sempre presa.
Ma poniamoci una domanda, ma vuoi che non ci sia uno Stato od una società privata che possa provar investire qualche milione su queste promettenti tecnologie?
Pensiamo alla Cina, ha una fame disperata di fonti di energia, dei problemi pazzeschi d'inquinamento, una marea di dollari da investire, non gliene può fregare di meno delle multinazionali americane... e perché non si mette a produrre Eolo o la macchina con le batterie?



cistannoprendendo per....
mondo , maggio 23, 2008 18:32

Fate una ricerca con
" joe cell"
"joe cell car"
altro che 50 Km...
naturalmente se non è una bufala



Andrea
Catania , maggio 23, 2008 18:54

X Alessandro

Il GPL non ha bisogno di elevata pressione per stare allo stato liquido a temperatura ambiente, quindi una pressione relativa bassa ( di poche decine di atmosfere) è più che sufficente, a differenza del metano che richiede una pressione molto elevata e temperature decisamente basse per stare allo stoto liquido.



Fabio
... , maggio 23, 2008 19:07

Lo stato italiano ha introitato nel 2005 36 mliardi e 190 miloni di euro dalle accise ed iva sui carburanti. Dal allora il prezzo del greggio è aumentato di molto, e nella stessa percentuale sono aumentate IVA ed accise. Quando si dice che la nostra economia dipende dal petrolio, si dimentica di aggiungere che anche le entrate fiscali dipendono dal petrolio: i due terzi di ciò che paghiamo alla pompa finisce là. Se le energie alternative si riveleranno efficaci, è ipotizzabile che verranno tassate non appena la loro diffusione comincerà ad essere significativa.
Possiamo riscontrare che, mentre vengono sovvenzionate ricerche su forme di energia alternativa che presuppongono investimenti e tecnologia non alla portata del singolo o di piccole comunità (e che pertanto rimarranno appannagio dei detentori del monopolio energetico, cito ad es. fotovoltaico ed idrogeno, la cui effettiva resa è dubbia) vengono incentivati studi su quelle che potrebbero essere rapidamente impiegate senza investimenti rilevanti e tecnologie sofisticate (es. digestori per produrre biogas dalle deiezioni) e che potrebbero quindi essere diffuse localmente al di fuori dei monopoli



Eliseo Malorgio
Curitiba - Pr - Brasil , maggio 23, 2008 19:49

Gentile sig. Bianchini e gentili lettori,
Energie alternative ne esistono eccome. In Italia si è mai sentito parlare di Stanley Meyer? Un americano che inventò una cella elettrolitica la quale generava una miscela di idrogeno e ossigeno (estratta dall'acqua), sufficiente ad alimentare un "maggiolino" Wolkswagen? Le sue invenzioni furono brevettate e i brevetti depositati in una banca. Meyer morì improvvisamente sembra avvelenato in un "fast food". Carl Cella altro inventore appartenente ad un complesso rock relativamente famoso, aveva fatto la stessa cosa: Morto in carcere. Il filippino Daniel Dingel professore di chimica di Manila, da anni cerca inutilmente di far brevettare la sua invenzione (cella elettrolitica) per autovettura "Corolle" funzionante ad acqua. Ma il suo governo fa orecchie da mercante e allega ragioni prive di logica.
Un inventore cadanese, Bob Kostoff, ha inventato un'asta di circa 2 metri per così dire quasi un'altalena per bambini
con due pesi mobili alle estremitá. La amacchina a forza di gravità che gira sul proprio fulcro senza interruzione con una spinterella iniziale a mano. Un armeno ha fatto la stessa cosa: una ruota che gira con la sola forza di gravità e può dunque generare energia elettrica alla faccia delle menzogne sul "moto perpetuo" che ci hanno rifilato a scuola.
Nel 1700 un abate Zamboni contemporaneo o quasi di Volta aveva inventato una pila a secco che muove un orologio a pila a secco da 150 anni. Il prof Paramahamsa Tewari, indiano di un centro nucleare di Bombay, da anni riconferma le invenzioni di Bruce de Palma, americano, (parente di un famoso direttore di cinema) Entrambi costruirono generatori unipolari che estraggono energia elettrica direttamente dalla magnetosfera terrestre, riconfermando oggi le antiche invenzioni del serbo Nikola Tesla.
Ma queste informazioni vengono censurate persino sulla rete internet, figuriamoci nei telegiornali di Emilio Fede
Come farebbero i proprietari del mondo a mandarvi a casa la bolletta dell'energia elettrica il giorno in cui foste in grado di produrre da soli l'energia? E come farebbero a togliervi dal portafoglio 30 euro ogni due giorni al distributore di benzina? Insomma dov'è il tanto decantato genio italico?
Prego, gentili co-lettori di questo magnifico giornale on line, fate qualche ricerca, magari facendovi tradurre dall'inglese i testi nel caso non aveste molta dimestichezza con quella lingua. è possibile scoprire anche che scienziati italiani, colleghi di Carlo Rubbia, si stupiscono del fatto che non venga divulgata la seguente notizia: Con un grammo di Palladio ed un litro di acqua pesante è possibile generare energia elettrica der decine di anni. Carlo Rubbia quando invitato da qualche giornalista, si defila, fa il finto tonto. Non si presenta neppure alle conferenze stampa.
Cordiali saluti a tutti



lorenzo mattioli
modena , maggio 23, 2008 19:50

altre tecnologie che avrebebro potutto cambiare il mondo ma vengono lasciate in soffitta.

2 guerra mondiale...i tedeschi in mancanza di petrolio inventano un motore assiale...ossia un motore diesel per i tanks, che sostituisce alla testata un ulteriore pistone...semplice no...buona parte dell'energia che viene trasformata dalla testata in calore qui viene utilizzata per il movimento, ergo circa 30% in piu di efficenza e di potenza

stesso periodo l'america con stesso problema inventa prima il petrolio sintetico (utilizzando il carbone) e poi il Vortex ossia un motore in cui l'esplosione e il successivo scarico non vengono sprecati, ma vengono usati per creare il vuoto nel secondo pistone che cosi risale piu in fretta, meno affidabile; solo 25% circa di efficenza in piu....ma le due tecnologie sono sommabili ossia e possibile creare un motore con 4 pistoni diesel assiali e con effetto vortex...50-60% di efficenza in piu rispetto i motori "moderni"

alla creazione dei primi motori ad idrogeno si e capito (tranne i politici) che l'idrogeno oltre la pericolosita dell'imagazzinamento non e una fonte di energia , ...ma un vettore di energia, molti capendo l'impossibilita di creare un motore puro ad idrogeno capiscono pero le potenzialita di un ibrido ...centinaia sono state i tentativi di privati e non ,di depositare un brevetto da anni gia depositato...ossia una semplice cella ad elettrolisi che utilizza l'energia del moto in eccesso per scindere della semplice acqua in idrogeno ed ossigeno e "drogare" cosi la benzina in un motore adattato (ossidazione) e avere un efficenza maggiore dal 10-al 20 percento .

L'italia e il paese d'europa piu geotermicamente caldo , l'HDR e un sitema che permette di creare piccole faglie a circa 2000 metri di profondita e produrre energia continuata e gratuita dal calore del terreno...in italia basterebbero perforazioni di 1200-1300 metri in media

l'italai e una penisola le cui coste sono sfregiate dai bruttissimi frangiflutti....se si sostituissero con generatori a onde non solo non si peggiorerebbe la situazione odierna , ma si produrebbe in modo continuato enrgia dalle onde per tutte le citta marittime turistiche.

queste solo le tecnologie piu semplici....sapevate che gli scarponi da astronauta visti tante volte nella fantascienza (quelli magnetici che si attaccano e si staccano da superfici metalliche) furono realmente creati...si possono trovare anche le foto, non avevano bisogno di supporto da parte di energia esterna...mhhhh.

come disse kissinger se controlli l'energia controlli gli stati se controlli il cibo controlli il popolo.
e per chi vuole il controllo sugli stati la necessita di mantenere centralizzata l'energia (grandi impianti impossibili da realizzare da piccoli utenti ) .



Max
Brindisi , maggio 23, 2008 19:52

Attenzione alle auto elettriche.
per il principio di conservazione dell'energia questa non si crea nè si distrugge ma si rigenera... o meglio si modifica.
Per cui se ho una macchina elettrica, è vero che non brucio carburante, ma ci dovrà comunque essere una ditta che produce energia (e che quindi brucerà carbone o gas o uranio) perchè la mia macchina possa ricaricarsi.
Stesso discorso con le batterie da sostituire: poi vanno riciclate e questi sono altri costi che non si affronteranno direttamente ma qualcuno se ne dovrà occupare per non trovarsi nella situazione dei rifiuti campani ma a differenza dei rifiuti urbani ci troveremo con acidi di batterie da smaltire.
Ottimo i 50 Km con un litro o la macchina ad idrogeno.



Eliseo Malorgio
Curitiba - Pr - Brasil , maggio 23, 2008 20:11

Scusate, dimenticavo, a conferma del mio precedente commento, invito tutti a digitare il seguente indirizzo internet prima che lo tolgano dalla circolazione:
nella seconda pagina del site cliccate il filmato # 3.
Potete trovarlo anche sul You Tube col titolo: Free energy gravity wheel (Ruota a gravità energia gratis).
Cordialità dall'altra sponda dell'Atlantico.



IL PATRIOTA
... , maggio 23, 2008 20:14

E GRAZIE AI "FESSI" CHE CAMPANO I DRITTI...


Giuseppe Rossi
Varese , maggio 23, 2008 20:27

Per carità sarebbe bello, ma le teorie valide prima o poi vengono alla luce anche se vengono avversate, credo si faccia molta fantascienza più che scienza con queste storie.

Quando si prendono queste cose per vere e si mettono sotto il microscopio inevitabilmente si sgonfiano e tornano nella realtà delle cose, ovvero nel nulla.

Si può fare molto con le energie alternative, usiamole quindi il più possibile, ma i miracoli lasciamoli a Dio.



Alessandro
... , maggio 23, 2008 20:54

x Michelangelo da Roma
x Andrea da Catania

chiedo scusa, nella fretta ho confuso il GPL col metano che viene conservato a 220 atmosfere. :)




E.V.
Gondor , maggio 23, 2008 20:59

Per tutti gli interessati:

http://it.youtube.com/watch?v=BM0-fjvFNfU (è molto interessante);
con google cercate "motore magnetico di perendev";poi andate su
www.rainews24.rai.it/ran24/inchieste/19102006_rapporto41.asp
ed infine provate a cercare anche il solare termodinamico...
Personalmente penso questo: noi italiani siamo noti nell'arte di arrangiarci...bene prendere spunti da alcune di queste idee e fare da se potrebbe portare a risultati sorprendenti, soprattutto per chi ha le conoscenze tecniche necessarie.
Auguri a tutti.



italo
maratea , maggio 23, 2008 21:08

altro che 50 k/m con un litro
cercate solar prius su google e vedete cosa esce
ad esempio questo link
http://www.solarelectricalvehicles.com/

e che dire delle corenti sottomarine nello stretto di messina?
la corrente è talmente forte che fasterebbe qualche turbina ben fatta per generare 2Gw due centrali nucleari !!!!
ma noi no... vogliamo propio le centrali , perchè ci piacciono.
.
e che dire del solare a concentrazione e quello di terza generazione ?

http://www.3gsolar.com/

no no noi vogliamo propio il nucleare ed il pertolio ..... perchè????

perche siamo dei c....



Antonio
Pescara , maggio 23, 2008 21:16

Ho dei seri dubbi sull'auto ad aria compressa, non funziona in teoria (termodinamica) figuriamoci in pratica.
Durante i test congelavano gli organi in movimento, infatti l'espansione di qualsiasi gas compresa l'aria è endotermica, avevano tentato di risolvere il problema attraveso una combustione che forniva calore facendo perdere ogni senso a questo metodo di accumulo di energia, ovvero la compressione di una gas... forse sarebbe stato meglio caricare una molla come nelle macchinine dei miei figli!



chiara
... , maggio 24, 2008 00:03

Andiamo, Maurizio, ma sei proprio disinformato!!!
Non hai sentito Veronesi, che ha detto che lo smog e l'inquinamento NON fanno venire assolutamente il tumore? E che invece il tumore viene dalle patate e dal basilico genovese?

(Giurin giurello, tutto vero. In che mani stiamo!)



Paulo
Lucca , maggio 24, 2008 05:49

Energia ? Basta usare l'acqua !

Guardate questi video :

http://www.youtube.com/watch?v=x1UrlDNkYSo&hl=it

http://www.youtube.com/watch?v=J9iWaCMbw60&hl=it

http://video.google.it/videoplay?docid=-6286475520406148302&q=water engine&ei=n543SOj2M5T6iwKtx8XTAw



Why
All , maggio 24, 2008 08:56

L'acqua, l'acqua, l'acqua!... E' lei la più grande e più potente energia!
Pensate' qualche migliaio di anni fa l'uomo sulla terra era talmente inutile e dannoso che venne il diluvio e li spazzò via tutti...



giovanni
... , maggio 24, 2008 09:57

Dio poi ha assicurato che non lo avrebbe fatto più.


Silvano
Andria , maggio 24, 2008 10:01

Per Eliseo Malorgio:

"Scusate, dimenticavo, a conferma del mio precedente commento, invito tutti a digitare il seguente indirizzo internet prima che lo tolgano dalla circolazione:
nella seconda pagina del site cliccate il filmato # 3".

L'indirizzo non e' riportato. Potresti postarlo? Grazie e saluti!

Silvano



Giovanni da Roma
Roma , maggio 24, 2008 10:06

BISOGNA ESSERE SERI ED INFORMATI quando si parla di energia alternative.

Non vi sono dubib sul fatto che vi siano le lobby petrolifere. Ma quando si parla di energie alternative, bisogna tener conto dei seguenti problemi:
- continuità: il fotovoltaico non può essere continuo, quindi ha bisogno di una centrale a "combustibile" in affiancamento;
- rendimento: rispetto al nucleare non c'è paragone; il fotovoltaico costa circa 7 euro per watt installato (un impianto da 3 kW costa circa 21.000 euro) ma rende effettivamente 1/9 rispetto all'installato, quindi il costo per watt effettivo è intorno ai 60 euro. Per 1 GW il costo è 60 miliardi di euro, ed è garantita per 20-25 anni. Una centrale nucleare da 1 GW costa 2 miliardi, l'uranio (200 t/anno) costa molto meno di 300 euro al kg per un totale di 200.000x300= 60.000.0000 milioni di euro all'anno, per 25 anni fanno 1,5 miliardi di euro. Tenendo conto pure dei costi di stoccaggio delle scorie, in ogni caso con meno di 5 miliardi di euro si ottiene col nucleare quello che si ottiene con 60 miliardi di euro col fotovoltaico.

Ma questo senza tener conto che il fotovoltaico ha comunque bisogno di una centrale di sostegno a "combustibile".



Domenico
Sanremo , maggio 24, 2008 10:58

I motori magnetici funzionano fino a quando c'è magnetismo,
quando il magnetismo si e consumato bisogna rimagnetificare,

le macchine ad acqua consumano più corrente dalle batterie che ne producano, perciò quando le batterie si scaricano no si crea più idrogeno e la macchina si ferma.

io preferisco le macchine o le vespe elettriche a batteria, già le fabbricano e le esportano dall'india,
con le stazioni nucleari la corrente dovrebbe costare poco,
cosi si potrebbe mandare le compagnie di petrolio a quel paese.
saluti



Eliseo Malorgio
Curitiba - Pr - Brasil , maggio 24, 2008 11:07

Per Silvano di Andria:
Hai ragione, Silvano, devo averlo cancellato senza rendermene conto; l'indirizzo è:
www.newsourceofenergy.com/
Verso il fondo della pagina verdina c'é un piccolo rettangolo: "Play video". Cliccando quello appare una seconda pagina collegata (link). alla fine di questa seconda pagina clicca: Video # 3.
Cordialità



Bigfoot
... , maggio 24, 2008 11:30

le risorse devono restare limitate per poter controllare il popolo


allseeneye
Torino , maggio 24, 2008 11:35

Le centrali nucleari servono per alimentare le armi elettromagnetiche, i laser dei sistemi anti-missile e i complessi come HAARP. Il petrolio non produce abbastanza energia. Altrimenti perchè un paese come l'Iran vorrebbe le centrali nucleari? Ormai l'energia elettrica in gran quantità è usata per fini militari. Per fare una prova del sistema haarp hanno tolto la corrente a metà stati uniti (vi ricordate il black out ?) e hanno detto che potevano anche esserci problemi apparati elettronici (prove di guerra elettromagnetica).


rasenna
livorno , maggio 24, 2008 11:36

Le macchine elettriche servono ad abbassare l'inquinamento nei centri urbani.
Ma l'energia elettrica accumulata nelle batterie deve essere prodotta in qualche modo. E se la produciamo con il carbone od il petrolio... siamo punto e a capo, perchè si inquina comunque. Inoltre le batterie esauste devono essere smaltite perchè se disperse, possono inquinare l'ambiente. In sostanza la trazione elettrica va bene solo se l'enetgia è prodotta con il solare,l'eolico, l'idroelettrico o il nucleare. I primi tre tipi di produzione di ebnergia elettriva sono costosi e non possono fornirne le enormi quantità necessarie. Resta l'opzione del nucleare se non vogliamo petrolio e carbone.
A parte il problema delle scorie.



Tesla
Smiljan , maggio 24, 2008 11:40

W la tesla car

http://www.teslamotors.com/



Andrea
Milano , maggio 24, 2008 12:40

La ricetta per salvare la nostra civiltà dall'effetto tenaglia prodotto dal cambiamento climatico indotto dai gas serra prodotti dai combustibili fossili, e dall'esaurimento dei medesimi, è semplice (ma non per questo facilmente applicabile, anzi):

- dimezzare se non ridurre di 2/3 i consumi pro capite di combustibili fossili, senza la qual cosa nessuna soluzione alternativa è sufficiente.

L'energia che consumiamo in un giorno (inclusa quella che il sistema consuma per ciascuno di noi) è pari a quella che consumavano i nostri nonni in un trimestre.

Oggi in Italia, dividendo i consumi nazionali per il numero di abitanti, siamo a quasi 4 tonnellate di petrolio equivalenti pro capite, che corrispondono ad una quantità di energia mostruosa, insostenibile già nel breve termine (non più di un lustro, in base alle ultime stime).

- costruire diffusamente impianti basati su solare termodinamico concentrato, che hanno il miglior rapporto costo/ricavo, sono estremamente low-tech, e rendono in modo significativo e continuativo, al contrario di eolico e solare fotovoltaico (cfr http://www.solar-islands.com/ )

- costruire impianti eolici di tipo "kite", ovvero giganteschi aquiloni che attingono a correnti in quota, molto più forti e costanti di quelle che si trovano al suolo (progetto italiano, tra l'altro: http://www.kitegen.com/index_it.html )

- sviluppare il trasporto pubblico in modo capillare

- de-globalizzare la catena alimentare e la produzione di beni essenziali, ripristinando l'agricoltura e l'industria locali

Non farei invece affidamento su generatori omopolari, gravity wheels, sistemi overunity, etc.

PS tutto quanto sopra deve essere implementato al massimo entro 15 anni, oppure prepariamoci da qui al 2020 a vivere con la quantità di energia che era disponibile nel 1920, essendo nel frattempo aumentati del 400% gli abitanti, e del 1.000% l'intensità energetica delle nostre attività quotidiane.




Eliseo Malorgio
Curitiba - Pr - Brasil , maggio 24, 2008 14:01

Io credo che il popolo italiano abbia molte virtù. Tuttavia uno dei difetti, che il mondo anglosassone ci attribuisce, non so se a ragione o a torto, sarebbe di correr dietro al "bello stile". E cioè ai bei discorsi eleganti, alla retorica, alle citazioni colte e difficili, e con questo, secondo loro, perderemmo di vista le questioni essenziali importanti, pratiche ed urgenti. Un'altro difetto che quelli ci imputano sarebbe di saper denunciare i problemi ma poi di non andare mai alle soluzioni per paura di pestare calli eccellenti.
Io credo che non ci voglia molto a mettere alle strette il Prof. Carlo Rubbia e tutto il suo staff del Centro ricerche di Frascati e chiedergli:
"Caro Professore, la fusione fredda l'avete scoperta o no? È vero o no che esiste un'energia illimitata senza inquinamento né scorie radioattive e che siete obbligati a mantenere il silenzio?




Antonio
Pescara , maggio 24, 2008 15:50

Io sono per il nucleare di quarta generazione (reattori veloci) che brucia il 70% dei materiali fissili, è più pericoloso ma da meno scorie e può usare il torio reso fissile irradiando con neutroni generati dalla reazione in corso, al momento non vedo altra strada per produrre energia elettrica.
Il torio è molto più abbondande dell'uranio che pare finisca prima del petrolio!
Se in seguito alla carenza di petrolio il suo prezzo sale a 1000 euro/barile per avere lo stipendio basta produrre l'equivalente energetico dello stesso barile in 1 mese installando una cyclette collegata alla rete "TERNA" ;-)))))) un pò come i muli alla macina del mulino, e poi saremo tutti dei grandi ciclisti (passisti).





roberto
milano , maggio 24, 2008 16:18

volevo segnalare questa notizia sul sole24ore di venerdi':

www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia e Business/2008/05/nucleare-fusione-fredda.shtml?uuid=d215abee-2803-11dd-9bec-
00000e25108c&DocRulesView=Libero

non so quanto sia attendibile, ma non e' stata ripresa da nessun quotidiano



Andrea
Milano , maggio 24, 2008 17:57

La cosa davvero interessante dell'esperimento di fusione fredda giapponese è che, secondo la fisica "ufficiale", non dovrebbe avvenire.

Dal punto di vista dell'efficienza energetica della reazione, e dell'intensità sviluppabile, non sembra una fonte di energia promettente nel breve-medio termine.

Ma costringerà molti scienziati ad interrogarsi a fondo sulle cause, e questo potrebbe portare a scoperte ed applicazioni ad oggi impensabili.



Alfo
... , maggio 24, 2008 19:06

Rubbia: "Né petrolio né carbone
soltanto il sole può darci energia"

GINEVRA - Petrolio alle stelle? Voglia di nucleare? Ritorno al carbone? Fonti rinnovabili? Andiamo a lezione di Energia da un docente d'eccezione come Carlo Rubbia, premio Nobel per la Fisica: a Ginevra, dove ha sede il Cern, l'Organizzazione europea per la ricerca nucleare. Qui, a cavallo della frontiera franco-svizzera, nel più grande laboratorio del mondo, il professore s'è ritirato a studiare e lavorare, dopo l'indegna estromissione dalla presidenza dell'Enea, il nostro ente nazionale per l'energia avviluppato dalle pastoie della burocrazia e della politica romana.

Da qualche mese, Rubbia è stato nominato presidente di una task-force per la promozione e la diffusione delle nuove fonti rinnovabili, "con particolare riferimento - come si legge nel decreto del ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio - al solare termodinamico a concentrazione". Un progetto affascinante, a cui il premio Nobel si è dedicato intensamente in questi ultimi anni, che si richiama agli specchi ustori di Archimede per catturare l'energia infinita del sole, come lo specchio concavo usato tuttora per accendere la fiaccola olimpica. E proprio mentre parliamo, arriva da Roma la notizia che il governo uscente, su iniziativa dello stesso ministro dell'Ambiente e d'intesa con quello dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, ha approvato in extremis un piano nazionale per avviare anche in Italia questa rivoluzione energetica.

Prima di rispondere alle domande dell'intervistatore, da buon maestro Rubbia inizia la sua lezione con un prologo introduttivo. E mette subito le carte in tavola, con tanto di dati, grafici e tabelle.

Il primo documento che il professore squaderna preoccupato sul tavolo è un rapporto dell'Energy Watch Group, istituito da un gruppo di parlamentari tedeschi con la partecipazione di scienziati ed economisti, come osservatori indipendenti. Contiene un confronto impietoso con le previsioni elaborate finora dagli esperti della IEA, l'Agenzia internazionale per l'energia. Un "outlook", come si dice in gergo, sull'andamento del prezzo del petrolio e sulla produzione di energia a livello mondiale. Balzano agli occhi i clamorosi scostamenti tra ciò che era stato previsto e la realtà.

Dalla fine degli anni Novanta a oggi, la forbice tra l'outlook della IEA e l'effettiva dinamica del prezzo del petrolio è andata sempre più allargandosi, nonostante tutte le correzioni apportate dall'Agenzia nel corso del tempo. In pratica, dal 2000 in poi, l'oro nero s'è impennato fino a sfondare la quota di cento dollari al barile, mentre sulla carta le previsioni al 2030 continuavano imperterrite a salire progressivamente di circa dieci dollari di anno in anno. "Il messaggio dell'Agenzia - si legge a pagina 71 del rapporto tedesco - lancia un falso segnale agli uomini politici, all'industria e ai consumatori, senza dimenticare i mass media".

Analogo discorso per la produzione mondiale di petrolio. Mentre la IEA prevede che questa possa continuare a crescere da qui al 2025, lo scenario dell'Energy Watch Group annuncia invece un calo in tutte le aree del pianeta: in totale, 40 milioni di barili contro i 120 pronosticati dall'Agenzia. E anche qui, "i risultati per lo scenario peggiore - scrivono i tedeschi - sono molto vicini ai risultati dell'EWG: al momento, guardando allo sviluppo attuale, sembra che questi siano i più realistici". C'è stata, insomma, una ingannevole sottovalutazione dell'andamento del prezzo e c'è una sopravvalutazione altrettanto insidiosa della capacità produttiva.

Passiamo all'uranio, il combustibile per l'energia nucleare. In un altro studio specifico elaborato dall'Energy Watch Group, si documenta che fino all'epoca della "guerra fredda" la domanda e la produzione sono salite in parallelo, per effetto delle riserve accumulate a scopi militari. Dal '90 in poi, invece, la domanda ha continuato a crescere mentre ora la produzione tende a calare per mancanza di materia prima. Anche in questo caso, come dimostra un grafico riassuntivo, le previsioni della IEA sulla produzione di energia nucleare si sono fortemente discostate dalla realtà.

Che cosa significa tutto questo, professor Rubbia? Qual è, dunque, la sua visione sul futuro dell'energia?
"Significa che non solo il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l'uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni, come del resto anche l'oro, il platino o il rame. Non possiamo continuare perciò a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioè il sole che ogni giorno illumina e riscalda la terra".

Eppure, dagli Stati Uniti all'Europa e ancora più nei Paesi emergenti, c'è una gran voglia di nucleare. Anzi, una corsa al nucleare. Secondo lei, sbagliano tutti?
"Sa quando è stato costruito l'ultimo reattore in America? Nel 1979, trent'anni fa! E sa quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento. Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dal governo, dallo Stato, per mantenere l'arsenale atomico. Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni di lavoro che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l'uranio appunto, di durata limitata. Poi resta, in tutto il mondo, il problema delle scorie".

Ma non si parla ormai di "nucleare sicuro"? Quale è la sua opinione in proposito?
"Non esiste un nucleare sicuro. O a bassa produzione di scorie. Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile: e questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali. Si può parlare, semmai, di un nucleare innovativo".

In che cosa consiste?
"Nella possibilità di usare il torio, un elemento largamente disponibile in natura, per alimentare un amplificatore nucleare. Si tratta di un acceleratore, un reattore non critico, che non provoca cioè reazioni a catena. Non produce plutonio. E dal torio, le assicuro, non si tira fuori una bomba. In questo modo, si taglia definitivamente il cordone fra il nucleare militare e quello civile".

Lei sarebbe in grado di progettare un impianto di questo tipo?
"E' già stato fatto e la tecnologia sperimentata con successo su piccola scala. Un prototipo da 500 milioni di euro servirebbe per bruciare le scorie nucleari ad alta attività del nostro Paese, producendo allo stesso tempo una discreta quantità di energia".

Ora c'è anche il cosiddetto "carbone pulito". La Gran Bretagna di Gordon Brown ha riaperto le sue miniere e negli Usa anche Hillary Clinton s'è detta favorevole...
"Questo mi ricorda la storia della botte piena e della moglie ubriaca. Il carbone è la fonte energetica più inquinante, più pericolosa per la salute dell'umanità. Ma non si risolve il problema nascondendo l'anidride carbonica sotto terra. In realtà nessuno dice quanto tempo debba restare, eppure la CO2 dura in media fino a 30 mila anni, contro i 22 mila del plutonio. No, il ritorno al carbone sarebbe drammatico, disastroso".

E allora, professor Rubbia, escluso il petrolio, escluso l'uranio ed escluso il carbone, quale può essere a suo avviso l'alternativa?
"Guardi questa foto: è un impianto per la produzione di energia solare, costruito nel deserto del Nevada su progetto spagnolo. Costa 200 milioni di dollari, produce 64 megawatt e per realizzarlo occorrono solo 18 mesi. Con 20 impianti di questo genere, si produce un terzo dell'elettricità di una centrale nucleare da un gigawatt. E i costi, oggi ancora elevati, si potranno ridurre considerevolmente quando verranno costruiti in gran quantità".

Ma noi, in Italia e in Europa, non abbiamo i deserti...
"E che vuol dire? Noi possiamo sviluppare la tecnologia e costruire impianti di questo genere nelle nostre regioni meridionali o magari in Africa, per trasportare poi l'energia nel nostro Paese. Anche gli antichi romani dicevano che l'uva arrivava da Cartagine. Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l'energia necessaria all'intero pianeta. E un'area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt. Per rifornire di elettricità un terzo dell'Italia, un'area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma".

Il sole, però, non c'è sempre e invece l'energia occorre di giorno e di notte, d'estate e d'inverno.
"D'accordo. E infatti, i nuovi impianti solari termodinamici a concentrazione catturano l'energia e la trattengono in speciali contenitori fino a quando serve. Poi, attraverso uno scambiatore di calore, si produce il vapore che muove le turbine. Né più né meno come una diga che, negli impianti idroelettrici, ferma l'acqua e al momento opportuno la rilascia per alimentare la corrente".

Se è così semplice, perché allora non si fa?
"Il sole non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta. Mi creda questa è una grande opportunità per il nostro Paese: se non lo faremo noi, molto presto lo faranno gli americani, com'è accaduto del resto per il computer vent'anni fa".



Giorgio
Bologna , maggio 24, 2008 19:27

E' tutto vero quanto scritto, ma vi sono delle cose incredibili che fanno meditare su quanto sia potente la lobby dei petrolieri. Sto usando da poco tempo una auto a metano e devo dire che è davvero risparmiosa. Il metano poi lo produciamo anche in casa, basta vedere quante sono le piattaforme di estrazione al largo delle coste adriatiche. I distributori però sono pochissimi e quelli in autostrada si contano sulle dita di una mano. Evidentemente non c'è mai stata la spinta politica ad incoraggiare questo carburante nostrano, anche negli anni della austerity. Pensate a quanto avremmo risparmiato noi automobilisti italiani e quanto lo Stato che avrebbe acquistato meno greggio, aggravando così di meno la nostra bilancia commerciale. Per far capire quanto è forte la lobby petrolifera, provate a fare il pieno di metano in un distributore dove si vende anche benzina: mai e poi mai riescono a fare un pieno vero, non comprimono il metano come dovrebbero e dopo chilometri occorre fermarsi nuovamente a riempire (ammesso che si trovi un altro impianto), certo, loro hanno interesse a vendere benzina e non altri carburanti concorrenziali. Ormai di regali ai petrolieri ne sono stati fatti già troppi, e ancora se ne faranno: i nostri politici in tutti questi anni hanno dimostrato che la lobby petrolifera vale più di noi poveri cittadini-automobilisti !!!


Giuseppe
Foggia , maggio 24, 2008 20:44

Il nucleare lo faranno perche' dopo averci derubato di milioni di euro che pagheremo di tasse, lo regaleranno ai soliti ladri della finanza mondiale (eufemismo: PRIVATIZZARE).

Giustificandolo col Debito Pubblico che cresce come un buco nero .... e questa l'unica certezza...

Quando andra' a regime, l'energia prodotta la pagheremo a prezzi di mercato esattamente come paghiamo quella derivata dal petrolio.

Quindi la truffa aggravata sta nel derubarci prendendoci per fessi (e forse lo siamo visto che siamo come le bandiierine quando ci sono le elezioni...).



Orfeo Z.
Pianezza (TO) , maggio 24, 2008 23:38

Su 47 commenti, solo Antonio da Pescara è colto da un imprecisato dubbio sulla efficienza di Eolo.
Complimenti, all'esame di termodinamica 46 bocciati con vituperio (compreso l'autore dell'articolo) ed uno bocciato e basta.
Eppure basta fare pochi conti, neanche troppo complicati, per accorgersi che Eolo è un bufala palese.
Proviamo a valutare quanta energia meccanica può liberare il gas contenuto in una bombola di aria compressa da 40 litri (quelle dei gas tecnici, alte circa 1,60 m pesanti mezzo quitale circa) ad una pressione di 200 atmosfere, a 25 °C.
Il lavoro di espansione adiabatica del gas (supposto perfetto il gas ed infinitamente lenta l'espansione) è dato dall'integrale di p*dV fra V1 (40 dm3) e V2 (8000 dm3), ossia n*R*T*ln(V2/V1)=((8000*8,3*298,15)/22,414)*ln(8000/40)=4688 kJ.
Se disponessimo di un motore pneumatico ideale con rendimento pari a 1, questo potrebbe produrre un potenza ad esempio di 10 kW (circa 13 cavalli motore) per 469 secondi, ossia meno di 8 minuti.
In realtà non esiste un motore con rendimento 1, quindi i 13 CV potrebbero essere prodotti per un paio di minuti al massimo.
Quanta strada fa una macchina con un motore da 13 CV in due minuti?
Questo è il problema che ha "bloccato" Eolo, non fantomatici complotti.
Fintanto che ha trovato dei polli da spennare, Guy Negre ha ricevuto venture capitals e si è pagato lo stipendio, dopodiché ha chiuso la baracca gridando al complotto. Magari ora ci riprova con gli Indiani, ma non credo che siano tanto sprovveduti.

Peraltro, benché in gioventù fossi antinuclearista, mi sono convinto anch'io che l'unica realistica fonte di energia per il futuro sia il nucleare autofertilizzante.



Luigi B.
Milano , maggio 24, 2008 23:56

Seguo da anni il discorso delle energie alternative e delle auto ecologiche, così come il progetto Eolo. Ho capito, insieme a molti lettori, che ci sono tante valide soluzioni da sviluppare per risolvere il problema energetico. Però i poteri forti che dominano il pianeta non le vogliono sviluppare. Non è complottismo, ma semplice realismo. Sette miliardi di docili pecorelle che lavorano come servi per pagare bollette, affitti, carburante, mutui, ecc, non si possono liberare per colpa dell'ennesimo fottuto genio che ha dimostrato che l'energia è abbondante e facilmente disponibile. Sennò salta tutto lo schema di potere. Meglio manomettere i freni dell'auto del genio. Con la Cina non cambia nulla. E' solo il giovane leone che sfida il vecchio leone, ma sempre di leone si tratta. La classe dominante cinese non libererà il suo miliardo di servi dandogli la possibilità di autoprodursi l'energia. Sennò loro devono andare a casa. Seguiranno la strada tracciata dagli USA. E se tra qualche anno crisi, fame, carestie ed epidemie dovessero ridurre sensibilmente la popolazione mondiale, beh, tanto meglio. Più facile mantenere il controllo.


Ornella C.
Asti , maggio 25, 2008 09:17

Sarà come dice "l'illuminato Orfeo Z." ma la notizia del funzionamento della rete tramviaria di Lilla dopo la prima guerra mondiale con compressori d'aria è vera. Non sono l'unica ad avere verificato questa informazione tempo fa.Può anche essere che nel piccolo crei problemi di efficienza e quindi non sia adatta per singoli mezzi di trasporto. Ma la tecnologia c'é.Infine devo fare un'annotazione: ho potuto verificare, con alcuni gruppi di ricerca (ve ne sono molti non solo in Italia) che in ambito fusione fredda si assiste a fenomeni di trasmutazione che la fisica tridimensionale ortodossa non sa spiegare e per questo motivo ne nega l'esistenza, un pò come fa il nostro Orfeo Z. Eppure il fenomeno esiste ed è ripetibile. Molto probabilmente si deve ricorrere alla fisica organica o a quella quantistica per trovare la spiegazione. Caro Orfeo, anche Tesla non è riuscito a laurearsi e valeva più di tutti i docenti del suo secolo. Meglio una bocciatura da parte di un cattivo docente che vivere miopi per il resto dei propri giorni.



Ma il fenomeno esiste e stupisce , per vicinanza alla Francia,



Gianfranco
tortona , maggio 25, 2008 11:20

Auto ad aria compressa???
Trascrizione dal minuto 28'50'' al minuto 30' dell'inchiesta "W la ricerca" di Riccardo Jacona,facilmente reperibile in rete (http://video.google.it/)
Siamo in Italia e viene intervistato un nostro ricercatore, di nome Elios, a caccia di onde gravitazionali.
Voce fuori campo:"Anche il gruppo di ricerca di Elios, mentre andava a caccia di onde
gravitazionali, ha meso le mani su qualcosa di veramente importante".
Elios:"inquadratelo magari di sfuggita, perchè lo dobbiamo brevettare.
Siccome il mondo vibra in continuazione,
l' idea è riuscire ad assorbire queste vibrazioni perchè è un'energia, noi abbiamo dimostrato che ci sono dei metodi per riuscire a tirare fuori da queste vibrazioni energia elettrica raddrizzata in qualche modo con dell'elettronica, per poi alimentarci le
apparecchiature.
Voi immaginate di fare tanti sensori molto piccoli in parallelo, mettendone
miliardi,miliardi, quindi per esempio sulle dimensioni di una batteria di un cellulare, se ne possono fare miliardi a più strati.Mettendone insieme in parallelo miliardi, uno ci può alimentare un cellulare."
Jacona "Tutte le batterie si autoalimenterebbero?"
Elios- "Assolutamente si, con l'energia che esiste nell'ambiente gratis, perchè il movimento esiste nell'ambiente gratis"
Jacona:"E quindi sarebbe un ottima scoperta?"
Elios:"E' un ottima cosa che è venuta fuori dalla ricerca di base,potrebbe nascere tutto, il problema è che in Italia non si trovano finanziamenti per fare una cosa del genere."
Jacona:"Ma che soldi servono per farla diventare qualcosa di importante per il nostro paese?"
Elios:"Noi abbiamo fatto il conto che per costruire noi il primo prototipo di dimensioni vere,quelle che diciamo noi."
Jacona:"La batteria"
Elios:"Servono 400.000 euro in due anni..."

Amen.



Domenico
Sanremo , maggio 25, 2008 13:50

In francia 80% della corrente viene dalle nucleari e anche venduta a l'Italia e che l'uranio e scarso e solo disinformazione,

se in Italia non c'è la nucleare e perché non vogliono i padroni dei pozzi di petrolio insieme ai loro pupazzi verdi,

tanti comuni hanno fiumi e torrenti che potrebbero usare per fare corrente ma non lo fanno.
saluti




Ecologista 82
roma , maggio 25, 2008 15:59

io sto godendo perchè ho una smart primo modello pagata 3000 euri e ora va a gpl! alla faccia di chi diceva.."ma fatti il diesel che consuma la metà..!"
io credo che qui stiamo tutti a parlare ma se vogliamo risparmiare dobbiamo investire..cacciare i soldi: quindi la prossima casa da 300 mila euri che ci compriamo (lavoro in banca e vi garantisco che ancora girano tanti soldi) vediamo di farci rientrare un bel pannello fotovoltaico e uno termosolare..

buon pieno a tutti!



Aldo Cavalli
Milano , maggio 25, 2008 16:28

Mattei, che perorava una indipendente politica energetica del Paese, ha fatto una brutta fine.

Anche Moro, che avrebbe probabilmente raccolto quella sfida, non è morto nel suo letto e la moglie ha confidato ad un giornalista: Se lei sapesse quanto è sporca questa vicenda, lascerebbe fare a Dio".

Su Gardini ho visto un'inchiesta di Augias, il perito contesta la perizia balistica in modo convincente; non conosco molto, ma so che Gardini era soprannominato "il Contadino" ed ora si parla di carburante dai semi, quando la canapa è una pianta che non necessita di irrigazione o fertilizzanti e avremmo alcool a prezzi bassi senza affamare nessuno.

L'Olanda ha spostato masse immense di acqua salata con mulini a vento fatti di pietra, legno e tela. Non esistono energie alternative? Siamo pieni di energie alternative e l'Italia ha il piede sul collo.

Snocciolare dati tecnici, è dunque come far pipì contro vento, visto che ci sono interessi così forti, la rivoluzione dev'essere morale e spirituale.

"Povera Patria, schiacciata dagli abusi del Potere, di gente infame che non sa cos'è l'onore. Me ne vergogno un poco e mi fa male, vedere un uomo in terra come un animale... La primavera intanto tarda ad arrivare...".
(F.Battiato)

"L'ho sentita dire, si può riassumere così, ci sono due correnti di pensiero, la prima dice: esistono gli stupidi, dunque bisogna sfruttarli; la seconda dice: esistono gli stupidi, dunque bisogna proteggerli" (un pericoloso Gino Paoli al Maurizio Costanzo Show)

A mia figlia ho detto: "Papà a cinquant'anni suonati si colloca ancora, seppur da moderato, nella seconda corrente di pensiero; lorsignori dello sfruttamento, però, considerano stupido, solo per l'intenzione, chi vuole assumersi una causa persa".

Bisogna riflettere: "Solo due cose sono infinite: l'Universo e la stupidità e sul primo, ho qualche dubbio" (Einstein)




manno
... , maggio 25, 2008 19:39

eppure le prime CityCats sono previste per questo agosto in India


e vi aggiungo questo:

Ce l'hanno fatta: il primo esperimento pubblico di Yoshiaki Arata di Condensed Matter Nuclear Science, meglio nota come fusione fredda è stato un successo. Poche ore fa all'Università di Osaka è stata dimostrata, di fronte a un pubblico qualificato, la realizzazione di quello che viene definito ormai "Arata Phenomena". La prova è stata compiuta facendo diffondere Deuterio gassoso su una matrice a struttura nanometrica di 7 grammi composta per 35% di palladio e per il 65% di ossido di zirconio alla pressione di 50 atmosfere, la metà della pressione di una idropulitrice per autolavaggio. Il calore, prodotto fin dall'inizio, e cioè in concomitanza dell'immissione del Deuterio, ha azionato un motore termico che si è messo in moto cominciando a girare.
Dopo circa un'ora e mezzo l'esperimento è stato volutamente fermato per effettuare le misure della presenza di Elio-4 a testimonianza dell'avvenuta fusione. Non sono state evidenziate emissioni di origine nucleare pericolose ( l'elio-4 è inerte). L'energia riscontrata è stata circa di 100.000 Joule, equivalente grosso modo a quella necessaria per riscaldare di 25 gradi un litro di acqua ( si tenga presente la modesta quantità della matrice nanometrica, 7 grammi). Quanto all'Elio, la quantità è assolutamente confrontabile e compatibile con l'energia prodotta, ed è la firma inequivocabile dell'avvenuta fusione nucleare. Al di là delle quantità misurate, si apre ora un capitolo nuovo nella comprensione dei comportamenti e delle reazioni che hanno luogo nella materia condensata, comportamenti che sembrano differire dai modelli fin qui seguiti dalla fisica nucleare classica.
A partire da oggi inizia un'altra fase, altrettanto delicata, legata principalmente a due fatti: la ripetizione dell'esperimento con una quantità maggiore di Palladio-Zirconio per ottenere quantitativi maggiori di energia; l'estrazione dalla matrice dell'elio senza danneggiarla e poterla così riutilizzare.
tratto da sole24ore



Eliseo Malorgio
Curitiba - Pr - Brasil , maggio 25, 2008 21:11

Esiste in Francia un ricercatore famoso, da noi quasi sconosciuto: Jean Louis Naudin. Questo Naudin ha l'enorme virtù di pubblicare in termini facili, accessibili anche ai profani come me, soluzioni scientifiche di new energy. Insomma mostra i suoi esperimenti pratici, con foto e istruzioni: ne fa la divulgazione.
Nel site di Naudin vi sono esperimenti con diversi motori magnetici realizzati, e con l'elettrolisi dell'acqua. Ce n'è uno che a me sembra molto interessante definito "bingo fuel!" (carburante tombola!) che è di una semplicità incredibile. Mostra una cella elettrolitica rudimentale: un recipiente di vetro con forse mezzo litro di acqua con addizione di "backing soda": un cucchiaino di bicarbonato di sodio (quello di cucina). E due elettrodi e – : un bastoncino di carbonio e l'altro è una maglietta di "lana d'acciaio". Immettendo corrente continua a 160 Volt, la cella diventa luminosa (sarà un arco voltaico sommerso?) e sviluppa una grande quantità di gas combustibile e di calore. Esistono pure le "hidrosonic pumps" (pompe idrosoniche): in queste, l'acqua dell'acquedotto immessa, viene sottoposta a forte attrito, obbligata in uno spazio minimo di tre mm tra un rotore costellato di cavitá e il contenitore esterno cilindrico. Il costo di energia elettrica per far girare questo semplice congegno (sarebbe un "macinino" di acqua per intenderci) sarebbe molto inferiore al costo normale di produzione di calore e vapore in uscita (non vi è formazione di incrostazioni di calcio) per fini di riscaldamento di un'abitazione. Questi congegni economici sono già adottati in caserme di pompieri in Canadà. In Italia se ne parla?
Personalmente non ho competenze sufficienti per dare opinioni. Ma mi chiedo: i pazzi sono questi o siamo noi che ce ne stiamo con le mani in mano ad ascoltare incantati le argomentazioni televisive dei nostri "salvatori della Patria", dei fabbricanti di debiti pubblici inesistenti, i quali debiti inventati devono essere pagati senza discussioni, da noi fessi, ed infilati, ovviamente, nelle tasche loro, dei furbi.
Cordiali saluti



Nicola
Roma-Montesacro , maggio 25, 2008 21:27

Vorrei segnalare un sistema di carburante ecologico in grado di sostituire la benzina e sul quale, nonostante sia stata oggetto di una paginata domenicale sul Giornale di Berlusconi
Paolo, è calata la solita mannaia della censura mediatica. Un sistema a mio avviso che "casca a cecio" per ottimizzare il riciclo dei rifiuti di tipo cellulosico.Lo ha brevettato un ingegnere italiano (Patorno) in collaborazione con una biologa americana di origine cinese ed ha goduto del prestigioso avallo del professor Rubbia.Si tratta in sintesi di trattare tutti i rifiuti cellulosici, carta legno, scarti della lavorazione agricola (mica campi destinati ad hoc come è in uso attalmente) rifiuti boschivi ed inoltre l'utilizzo di piante da coltivare su campi aridi dove si puo' coltivare una pianta che si chiama Miscanthus che non abbisogna di alcuna cura per proliferare, con un saccaromiceto (il fermentativo del vino) geneticamente modificato (unica deroga possibile per gli ogm). Questa combinazione dà come prodotto IL BIOETANOLO che essendo un anidro non HA le ricadute inquinanti della benzina.(niente polveri sottili e ridouzione di ANIDRIDE CARBONICA DELL'80%. E INOLTRE TUTTI GLI SCARTI DI LAVORAZIONE SONO UTILIZZABILI IN VARIE produzioni. E' sufficiente una modesta modifica agli attuali motori.In Canada è già operativo un impianto che trasforma paglia in bioetanolo. I cinesi hanno già "catturato" l'italico ingegnere per realizzare impianti. In Italia tutto tace: nessuno è profeta in patria.
Questa è una breve sintesi; l'argomento è a mio avviso ottimale in tempi di monnezza straripante. Provare per credere.



Silvano
Andria , maggio 26, 2008 07:24

Per Eliseo Malorgio:

ritorno solo oggi sul sito e ho letto la tua risposta. Grazie.

Silvano



Antonio
Pescara , maggio 26, 2008 07:29

Un grazie a Orfeo Z. di Torino per l'esculsione dalla lista dei sprovveduti (46) anche se bocciato per non aver saputo fare il calcolo del lavoro di espansione di un gas ideale...
Anch'io ho avuto una gioventù antinuclerista, ero giustificato dall fatto che negli anni 80 il petrolio costava 12 dollari/barile, tuttora in Italia non abbiamo le condizioni socio-politiche per affrontare questa tecnologia a "regola d'arte" anche se io sono possibilista per necessità.
Fino a ieri ho sentito sul TG Regionale (abruzzo) uno del CNR parlare di un brevetto di reazioni nucleari stimolate da ultrasuoni (cavitazione), più precisamente di ferro trasformato in alluminio. Ammesso ( ma non concesso ) l'effettiva possibilità di avere una simile reazione nucleare... non è che per caso essa è endotermica o scarsamente esotermica!
L'importante è perseguire ogni strada anche quella di concentrare il solare ma al momento che scrivo l'unica tecnologia SPERIMENTATA è quella dei reattori nucleari autofertilizzanti.
I pannelli solari fotovoltaici, es. gli efficienti monocristallini, per essere prodotti richiedono più energia di quanta ne restituiscano fino alla fine della loro vita!
Ma se devo essere filosofo e abbandonare il metodo scientifico allora preferisco dire:
"la realtà è come ognuno di noi la interpreta!"



mario
roma , maggio 26, 2008 08:18

Provate a carcare un distributore di GPL a Roma Nord. Quei 5 - 6 che esistevano fino a tre anni fa sono stati smantellati e ora ce ne sono in tutto 3 per un'area grande il doppio di Milano, uno solo dei quali si trova entro il Raccordo Anulare. Chi ha fatto chiudere quelli che già esistevano, proprio quando le case automobilistiche mettevano sul mercato le auto ibride?
E' chiara la volontà dei petrolieri di rendere difficile il rifornimento e convincere la gente ad acquistare auto con una tecnologia vecchia di 130 anni (ha ragione Bianchini!) camuffata sotto carrozzerie truffaldine, come quella della Cinquecento e arricchita da accessori-paccottiglia.



alex
udine , maggio 26, 2008 09:23

IN 50 ANNI LA POPOLAZIONE MONDIALE E' PASSATA DA 2 A 6 MILIARDI DI PERSONE, (SI PREVEDONO 10 MILIARDI ENTRO BREVE) GRAZIE AL PROGRESSO E AL BENESSERE. SE ANCHE I PAESI DEL TERZO MONDO (DOVE SI RIPRODUCONO COME CONIGLI) AVESSERO LE STESSE CONDIZIONI ECONOMICHE, LA TERRA SAREBBE GIA' ESPLOSA DI SOVRAPOPOLAZIONE E IL PROBLEMA SI SPOSTEREBBE SULLA FAME ; L'INQUINAMENTO SAREBBE ACORA MAGGIORE. PER QUESTO L'ELITE MONDIALE CONTROLLA LE RISORSE. VA BENE COSI'


Gianfranco
Tortona , maggio 26, 2008 09:36

Buone notizie!!!
Entro quattro anni si può attaccare con questa nuova tecnologia fino al 10% delfabbisogno energetico nazionale.

Fotovoltaico di Terza Generazione: sarà l'Italia la protagonista?
Novità tecnologiche alla 22ma Conferenza Annuale Europea sull’Energia. Può sembrare incredibile, in un industria in fortissima espansione dove sono presenti giganti giapponesi, gruppi tedeschi, imprese della Silicon Valley e le emergenti società cinesi, è un progetto italiano, SuntoGrid, a promettere un forte salto in avanti nella tecnologia del fotovoltaico. Il progetto, presentato
durante la sei giorni del fotovoltaico europeo alla Fiera di Milano, è un progetto originale, il maggiore nel settore in Italia, basato sulle ricerche di Giuliano Martinelli, un fisico, ordinario all'Università di Ferrara, tra i maggiori esperti di fotovoltaico in Italia, in collaborazione con l'Istituto Nazionale di Fisica della Materia e con il CNR. L’idea è quella di concentrare la luce solare con una lente fino a duecento volte e con un sistema di microspecchi
suddividerla in quattro colori. I quattro fasci di luce colorata vengono quindi inviati in maniera mirata su altrettante celle fotovoltaiche specifiche per quei colori, e capaci di convertirli in elettricità con alta efficienza. Va detto che essendo le celle specifiche per singoli colori possono essere costruite con materiali a basso costo, in film sottile e perciò con il minimo ricorso al silicio purissimo o a costosi cristalli di gallio o germanio. Il risultato è una parabola fotovoltaica, grande quanto una grossa parabola satellitare, che può convertire luce
in energia con un rendimento del 40% come già verificato nei primi prototipi dell'Università di Ferrara, e che entro tre o quattro anni, potrà arrivare alla produttività record del 50%. L’elevatissima produttività combinata ai bassi costi delle celle dà luogo non solo a costi di
produzione nettamente inferiori alle celle solari in silicio o in arseniuro di gallio ma ,di più, consente di ottenere energia elettrica rinnovabile a costi competitivi, e in futuro addirittura minori, dell’energia da fonti fossili. Il progetto SuntoGrid è stato presentato per l'ammissione ai finanziamenti previsti dal fondo "Industria 2015" del Ministero delle Attività produttive, e
per la sua implementazione è stato costituito un consorzio operativo a cui partecipano tra gli altri nomi come St Microelectronics, Enel, Asm e Eni. Secondo il prof Martinelli è possibile oggi pensare che entro quattro anni si possa attaccare con questa nuova tecnologia fino al 10% del fabbisogno energetico nazionale. Fonte : www.ilsole24ore.com

P.S.
Sarò ingenuo, ma se l'auto ad aria compressa non funzionasse, non l'avrebbero già derisa in tv?
Se fossi un ingegnere della TATA , prima di buttare soldi su un auto, non ci farei un giretto su?



sergio
bs , maggio 26, 2008 10:47

nel 1983 la fiat uno con motore fire faceva 20 km litro,un bel salto rispetto alle altre automobili dell'epoca che arrivavano a malapena ai 15
da allora nessun miglioramento
perchè?