
Infinite notizie vengono
diffuse, il cui effetto è rincarare i futures petroliferi. I segnali che la
bolla petrolifera sia gonfiata deliberatamente dalla speculazione finanziaria
non mancano, difatti «l’offerta di petrolio sta superando la crescita della domanda.
Le riserve sono in aumento dall’inizio dell’anno» eppure, misteriosamente, i
prezzi salgono. Come accadde per le dot.com la bolla è pronta ad esplodere.
|
|
Goldman Sachs: aggiotaggio sul petrolio |
|
|
|
Da settimane ormai i media ripetono la «previsione» emessa da Goldman Sachs: «Il barile arriverà a 200 dollari». E ciò, «inevitabilmente». Quel che non dicono i media è che Goldman Sach gestisce (e manipola) il GSCI, l’indice dei prezzi delle materie prime più usato nel mondo, e nel GSCI il greggio ha un «peso» sproporzionato.
Goldman Sachs ha anche contribuito a far nascere il London ICE Futures Exchange, attraverso l’Atlanta Georgia ICE (International Commodities Exchange), che possiede la filiale di Londra, e di cui Goldman è comproprietaria: e l’ICE, dal gennaio 2006, è stato esentato dall’amministrazione Bush persino dalle lievissime regole vigenti in America. L’organo di controllo sui futures americani, la Commodities Futures Trading Commission, che già non brilla per poteri di repressione, non ha accesso nemmeno ai dati degli scambi( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
|