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Aumento dell'inflazione, potere d'acquisto visibilmente diminuito, crescita economica inferiore, aumento delle asimmetrie e delle divergenze, diminuzione degli investimenti privati; insomma «Non c’è alcun segno che la moneta unica abbia migliorato il dinamismo economico dei suoi membri». Per noi c'e' poco da fare: non conosciamo la lingua da cui dipendiamo oramai irrevocabilmente.
Quanto è «forte» l’euro
Maurizio Blondet    02 giugno 2008
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Sento gli economisti e banchieri (Draghi per primo) auto-incensarsi per il «successo delleuro». Celebrano il decennale della moneta «forte», e se stessi. Si sbrodolano a vicenda per «la stabilità» che ha garantito. Ripetono la balla che l’euro forte «ci sta salvando dai rincari petroliferi» (dimmi, lettore, ti sta salvando? Alla pompa di benzina, il prezzo dovrebbe essere stabile...); si celebrano perchè «controlla linflazione».

Vediamo un po’ di cifre vere. L’Inghilterra non è entrata nell’euro, ha mantenuto la sua moneta sovrana, di cui la sua Banca Centrale mantiene il potere di flessibilità dei cambi; rialzi, ribassi del tasso secondo i guai prodotti dalla speculazione: perchè è vero che la Gran Bretagna è oggi nei guai, ma per la sua speculazione( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )

 
Avanza l’Euro-Russia
Maurizio Blondet
L'aria è cambiata e sta avvenendo un fatto politico d’importanza storica: Russia ed Europa andranno al G20 dalla stessa parte del tavolo. L’intensa attività diplomatica pre-summit in corso non lascia alcun dubbio: Russia, Francia, Inghilterra, Germania e anche l'Italia condividono la stessa visione sulla genesi e la natura della crisi.
La cretinizzazione dell’Occidente
Maurizio Blondet
Bernanke - giunto alla prova suprema della sua esistenza - ha fatto cilecca. A far la cosa giusta subito è stata la Cina che costruisce le basi per un’economia ancora più forte. La nuova mossa di Bernanke invece, ci porta sul ciglio dell'abisso deflazionista, un terminale circolo vizioso.
Qualche lezione dagli anni ‘30
Maurizio Blondet
Come oggi, la crisi abissale nacque dagli Stati Uniti, dal capitalismo finanziario americano; e per lo stesso esatto motivo, l’espansione dissennata del credito. Le banche, allora, prestarono soldi a chi giocava in Borsa, per poi ritirarsi silenziosamente da questo perferso affare e farvi subentrare l'industria americana che dal '28 al '32 si dimezzò. Il New Deal sembra oggi un insieme di ricette poco coerenti, un bricolage di provvedimenti di cui si stava a vedere l’effetto, per poi magari rovesciarli. Dall’ottobre 1937 al marzo 1938, altri 4,5 milioni di lavoratori sono sul lastrico a seguito delle misure rooseveltiane. Non c'era altra strada che...
Greggio e grano rincareranno. Ecco perchè
Maurizio Blondet
Il troppo buon mercato di oggi sta distruggendo l’offerta, e prelude a rincari eccessivi nei prossimi anni. Effetto dovuto alla speculazione affollatasi nel mercato delle materie prime e poi scappata in svendita causando il crollo dei prezzi. Con l'andamento di un mercato tanto irresponabile, i produttori non riescono a programmare la produzione e scottati da questo crollo per precedenti investimenti, prenderanno decisioni di semina molto stringate a danno del 2009-2010. La produzione potrebbe essere ridotta al punto da assistere ad nuova fiammata dei prezzi che provocherebbe crisi alimentari ancora più gravi di quelle che abbiamo vissuto recentemente. Il...
Nell’abisso
Maurizio Blondet
Il rischio è che questa inflazione monetaria scatenata finirà per rendere il dollaro privo di valore, e l’America forse non avrà altra strada che emettere un nuovo dollaro. La memoria corre subito a quelle immagini impressionanti di marchi bruciati nelle stufe e i tassi d’interesse bancari che salirono al 900% in 10 mesi. Da agosto, di colpo, le riserve internazionali hanno smesso di crescere. Il neo-presidente Obama farà come il Giappone, stimolo fiscale e tassi a zero e invece di prendere atto della realtà la Federal Reserve e Tesoro «la combatteranno gradino per gradino», perchè nessuno sa cosa è meglio...
Catechismo monetario
Maurizio Blondet
Nel dimenticatoio della storia, come ennesimo nemico delle oligarchie finanziarie, sui cui pende ancora oggi una «damnatio memoriae» invincibile, esiste un sacerdote cattolico irlandese che parlava con voce infiammata di diritto naturale, di economia naturale, di moneta, di ricchezza reale e dell’inganno fondamentale della finanza: la diffusione di pseudo-capitale. Negli Stati Uniti devastati dalla Grande Depressione, salì alle stelle la popolarità di questo sacerdote, con la fondazione anche di un movimento conosciuto come Social Justìce a cui aderirono milioni di americani. Un movimentop politico di popolo che le oligarchie giudicarono...
Depressione e le sue allegre follie
Maurizio Blondet
Il commercio mondiale di materie prime è precipitato, sicuro segno premonitore di una riduzione mai vista della produzione industriale nel mondo. Le banche restringono il credito fino a strangolare l’economia reale; che è già malata terminale. La crisi del trasporto marittimo colpisce ovviamente la Grecia in più affidatasi alle banche inglesi paralizzate dalla crisi. Ma la roulette boristica continua a girare con tanti guizzi, prima della linea orizzontale che si vede a tratti. Caso celebre e ridicolo la vendita allo scoperto di azioni Volkswagen, un bagno di sangue per molti speculatori. L'FMI continua dalla sua a praticare la stessa ricetta si...
La depressione corre velocissima
Maurizio Blondet
La vera natura del liberismo selvaggio e ideologico, si sta mostrando in tutta la sua prepotenza. Non ci sono più paratie stagne, erano state smantellate per ottenere la “libera circolazione di merci, uomini, capitali”. La crisi è globale, unica, per tutti. E l'esplosione è convergente e simultanea. In questo momento non c'è un mercato o una economia al mondo al riparo, certa di un domani prosperoso. La situazione islandese è presente sotto gli occhi di tutti. Diminuzione a livello del 1931 dei trasporti navali, prevista un'ondata mondiale di disoccupazione, mercati bloccati sia nelle esportazioni che di conseguenza nelle...
Le banche stringono il cappio
Maurizio Blondet
Ogni volta la promessa del sistema bancario si conclude con un esodo: i loro figli coperti d’oro se ne vanno, e noi egiziani restiamo a morire di fame. Tra il 1931 e il 1941 mancano 6 milioni di americani all'appello: Una shoah dei goym, quindi cancellata. Due milioni di giovani disoccupati vennero internati a forza in campi di lavoro. gli American Gulag. YHWH deve aver detto a Greenspan di mantenere il denaro sovrabbondante e il credito facile per dieci anni, tenendo forzatamente bassi i tassi. Ora come allora le banche sono agghiacciate dall’imminente esplosione dei derivati che potrebbero sommergere l'intero economia mondiale. La nostra memoria non sarà...

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