
Aumento dell'inflazione,
potere d'acquisto visibilmente diminuito, crescita economica inferiore, aumento
delle asimmetrie e delle divergenze, diminuzione degli investimenti privati;
insomma «Non c’è alcun segno che la moneta unica abbia migliorato il dinamismo
economico dei suoi membri». Per noi c'e' poco da fare: non conosciamo la lingua
da cui dipendiamo oramai irrevocabilmente.
|
|
|
Sento gli economisti e banchieri (Draghi per primo) auto-incensarsi per il «successo dell’euro». Celebrano il decennale della moneta «forte», e se stessi. Si sbrodolano a vicenda per «la stabilità» che ha garantito. Ripetono la balla che l’euro forte «ci sta salvando dai rincari petroliferi» (dimmi, lettore, ti sta salvando? Alla pompa di benzina, il prezzo dovrebbe essere stabile...); si celebrano perchè «controlla l’inflazione».
Vediamo un po’ di cifre vere. L’Inghilterra non è entrata nell’euro, ha mantenuto la sua moneta sovrana, di cui la sua Banca Centrale mantiene il potere di flessibilità dei cambi; rialzi, ribassi del tasso secondo i guai prodotti dalla speculazione: perchè è vero che la Gran Bretagna è oggi nei guai, ma per la sua speculazione...( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
|