
E’ cominciata l’orwelliana
«settimana dell’odio». Dalla conferenza dell'AIPAC che si sta svolgendo a
Washington, al forum anti-Iran del mese scorso tenutosi a Berlino, un solo
grido unanime si solleva: «l’Islam radicale e il Nazismo hanno una comune ideologia,
sono un tutt’uno» ed è evidente un disperato e «concertato sforzo di lobby per
vendere la guerra contro l’Iran». L'AIPAC è sbarcato anche in Europa accusandoci di appeasement: piloterà anche la nostra politica estera?
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La settimana dell’Odio anti-Iran |
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Si è aperta a Washington l’annuale conferenza dell’AIPAC - American Israeli Public affair Committee, la Lobby - ed hanno voluto esserci tutti, ma proprio tutti quelli che contano. I tre candidati presidenziali al completo, il segretario di Stato Condy Rice, la moglie di Dick Cheney, Lynne, Nancy Pelosi, quasi tutti i senatori USA. E altri 7 mila pezzi grossi in politica e nelle università, nei media o negli affari, ebrei e non ebrei (1). Una convocazione plenaria che è una inequivoca manifestazione di potenza.
La dimostrazione trionfale di ciò che i professori Walt e Mearsheimer hanno scritto nel loro saggio «The Israeli Lobby and US Foreign Policy»: non una conventicola, ma «una coalizione potente di individui ed organizzazioni che lavorano senza posa per muovere la politica USA nella direzione voluta da Israele». E’ grazie all’incessante opera( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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